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TU SEI IN AZIENDA E TU IN MIRAFIORI

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine. 6

Sia chiaro che io sto parlando a te, tu che stai a Ospedaletto in provincia di Treviso, e che sei appena stato al bar a discutere con un amico sul piano di mobilità presentato ieri nell’azienda dove lavori, gran brutto clima, hai detto. Mi spiace per gli altri lettori, sta roba non è per loro. E sto parlando a te, che abiti a Lodi e hai passato il pomeriggio all’agenzia interinale a litigare con quella sciapa impiegata sul tuo curriculum di lavoro, poi dal padrone di casa a chiedere 15 giorni di pazienza per l’affitto. Tu, se accendi il pc, lo fai al massimo per un quarto d’ora dopo le dieci di sera ad ascoltare Ligabue o un video di Madonna, e Paolo Barnard… ma chi è?… Belpietro? Minzolini? Booo… E sono qui a scrivere per te, sì proprio tu che hai finito il turno a Mirafiori, nella bolgia della Newco di Marchionne e stasera ti ronza la testa. Per forza, per ogni parola che ti dicono te ne nascondono cinquecento. Parlo anche a voi due, che stavate a 1.400 euro al mese al commerciale e al magazzino in un’azienda di Fossatone di Budrio, ora siete a casa dai genitori di lui col bambino; e sua madre, vecchia santa, vi passa la sua invalidità, Dio grazie che c’è quella. Non che disdegni gli altri lettori, ma chi non è voi queste righe non le ‘sente’, non le ‘sentono’ quelli del web dell’informazione, quelli ancora all’università, quelli che la crisi la leggono sui giornali. Voi invece sì che la toccate, siete cinque, moltiplicati per un milione, per due, per tre, e per molto di più se si valicano in confini dell’Italia.

Voi che da qualche parte vi siete chiesti “ma cosa succede? com’è possibile che siamo conciati così?”.Ho risposto a quelle domande con una panoramica completa sulle origini di questa crisi di lacrime e sangue del tutto preordinata, goduta oggi da chi vi lucra sopra, e vi ho avvisati: “E’ in atto il più feroce assalto ai redditi da lavoro della Storia moderna”. Ma ora è bene che aggiunga a quelle pagine il dettaglio concreto di come vi hanno portato dove siete ora, e cioè in un bar con l’ansia che ti fa lasciar lì il ‘bianchetto’ prima di cena; davanti al portone del padrone di casa odiando ogni minuto; ad ascoltare i proclami della FIOM con un che dentro che ti dice “ma daiii… tanto abbiamo perso”; o a vergognarvi di spendere i 500 euro di pensione di una nonna, ma dovete.

Cioè come in pratica è accaduto parecchio tempo fa che un’epoca dove ogni aspetto dell’economia sembrava promettere un futuro migliore del giorno precedente, si è trasformata in un incubo allucinante dove ridendo e scherzando il valore del reddito e del lavoro stesso si è sbriciolato sotto i nostri occhi, portandosi dietro il valore stesso della democrazia, perché milioni di ricattati economicamente sono cittadini schiavi. Sotto gli occhi increduli dell’operaio che assieme alla moglie sarta riuscirono fra gli anni ’70 e gli anni ’80 a comprarsi due case, modeste ma case nondimeno, e gli occhi cinici delle loro due figlie che, pur impiegate e sposate, nel 2010 non arrivano neppure a scherzarci sull’idea di fare un mutuo.

Prima di leggere oltre, vi avviso che il racconto vi porterà apparentemente lontano dalla vostra quotidianità di italiani/e, magari vi sembrerà di perdere la bussola in cose astruse e aliene. Ma abbiate fiducia che invece tutta la storia vi riporterà precisamente a voi oggi, alla vostra azienda in crisi qui, al vostro stipendio o cassa integrazione, al vostro dilemma se chiedere un prestito per pagare gli affitti, al (non) futuro dei vostri figli nel mondo del lavoro. Guardate, è inutile credere di poter capire cosa vi è accaduto e cosa accade all’Italia dei redditi oggi senza sapere ciò che andrò a raccontare.

Quello che è successo inizia così: vi ricordate il giorno, diversi anni fa, in cui per la prima volta comparvero in giro dei giovani con la cravatta dal nodo sempre ipertrofico, le scarpe sempre iperlucide, i capelli impataccati di grasso, e che si chiamavano promotori finanziari? Il loro mestiere era di dire a milioni di risparmiatori che i loro soldini potevano fruttare molto di più se investiti in una sorta di contratto dal nome solitamente celestiale, tipo ‘Bluvita’, o ‘Serenity 2000’, dietro i quali si celavano non meglio precisati investimenti. E voi lo avete fatto, e con voi un oceano di altri. E cosa significava? Semplicemente che era nata l’epoca, siamo ai primi anni ’80, in cui l’economia del mondo ricco stava smettendo di scommettere sulla produzione di beni e servizi concreti (ciò che ha fatto per secoli), e iniziava a capire che giocando con il denaro e con i suoi multipli, con le percentuali sulle percentuali, con aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri, si potevano fare molti più soldi. Nasceva la finanziarizzazione della ricchezza su scala massiccia, nasceva, nelle parole del grande economista Hyman Minsky, il “money manager capitalism”, cioè il capitalismo dei gestori dei soldi, che soppiantava quello dei produttori di cose e di servizi. In parole grezze, investire e giocare con equities, stock options, shares, futures, swaps erano cose da fighi che fanno grana a pacchi e subito; produrre case, legna, macchine, scarpe, aprire negozi… sì, fate pure, ma roba da sfigati.

Negli USA e in Europa, sia i lavoratori che le aziende scommisero sui rendimenti dei fondi pensione privati (da noi, anche se con anni di ritardo, si disse: scegliete dove mettere il TFR), e questo significò che una montagna di denaro incredibile finì nelle casse di questi mostri finanziari, i Pension Funds, e nelle mani dei loro managers, cioè sempre i misteriosi investimenti. Nacque il fratello del “money manager capitalism”, e cioè il “pension funds capitalism” come lo ha definito nel 2000 l’economista italiano Riccardo Bellofiore. Ma attenzione a questo passaggio, che Bellofiore e il suo collega Joseph Halevi descrivono con efficacia: “Il piazzamento di queste somme in azioni e in titoli finanziari di vario tipo, creò un legame d’interessi fra i manager delle istituzioni finanziarie e quelli delle aziende, i quali vennero cooptati direttamente nelle strategie dei primi. Di fatto l’ipertrofismo dei Pension Funds creò una situazione dove poche istituzioni finanziarie, assieme alle agenzie di rating, finirono per controllare un intero sistema di aziende… con ripercussioni profonde sul mondo del lavoro”.

In altre parole: dai primi anni ’80 masse crescenti di piccoli risparmiatori e di aziende si gettano a investire denaro in questi prodotti finanziari che promettevano ottime rendite. E quando una cosa attira denaro, ne attira sempre di più, e se ne attira sempre di più rende sempre di più, e se rende sempre di più tutti corrono a mungere la vacca grassa e la vacca grassa diventa un mostro fuori controllo. Cioè, questi prodotti finanziari passarono dall’essere giustamente apprezzati, all’essere apprezzati fuori di testa e a rendere da fuori di testa. Con queste parole ho appena descritto il fenomeno del asset price inflation, che sta alla base della più grave catastrofe finanziaria dal 1929 a oggi, quella che sta distruggendo il tuo lavoro e quello dei tuoi figli. Infatti la convergenza degli interessi degli speculatori (assicurazioni, finanziarie, hedge funds, pension funds ecc.) e dei manager aziendali verso nuove forme di guadagno speculativo, lasciarono il settore produttivo reale (quello dove lavori tu) abbandonato a se stesso, mentre a frotte ci si gettava nell’economia “del denaro con i suoi multipli, delle percentuali sulle percentuali, delle aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri”, che gonfiavano le economie di interi Paesi fuori da ogni reale ricchezza prodotta.

Nell’euforia, ci si buttò poi nella speculazione immobiliare, cioè milioni di risparmiatori si gettarono a comprar case che ovviamente più venivano comprate e più salivano di prezzo, e più salivano di prezzo più venivano richieste perché si sapeva che rivendendole poco dopo ci si scremava su un bel gruzzolo. Spiego: il signor A faceva il suo bel mutuo e comprava casa oggi primo Maggio per 100 denari, e siccome tutti compravano case come dannati, la sua casa il primo settembre già valeva 102 denari. Così A la vendeva, ci scremava 2 di guadagno, ripagava il primo mutuo, e ne faceva subito un altro e ricominciava il giochetto. Oppure, addirittura A rifinanziava il primo mutuo e ci comprava una seconda casa che rivendeva… ecc ecc.. Mutui su mutui a go-go, specialmente in Irlanda, Spagna e Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna e Francia. Negli USA poi la cosa divenne pazzesca, perché nella frenesia speculativa furono offerti mutui a qualunque Tizio Caio Sempronio squattrinato, perché si presupponeva che col meccanismo dei 100 denari che diventano 102 in un attimo e via andando, anche costoro potessero poi onorare i debiti; sto parlando dei famigerati mutui subprime americani (in realtà la cosa è molto più criminosa di così, ma non posso dilungarmi ora).

Quindi abbiamo: denari infiniti che se ne vanno dagli investimenti produttivi verso avventure finanziarie folli – Stati che registrano ricchezze così prodotte che sono tutte teoriche, cioè bolle speculative che non sono affatto sostenute da ricchezza reale di produzione – milioni di individui sempre più impegnati economicamente verso questi prodotti finanziari e speculazioni immobiliari – masse di lavoratori i cui fondi pensione sono stati investiti in questo bailamme di pazzi scommettitori in finanza – manager di aziende a centinaia di migliaia che trascurano gli investimenti produttivi per far giochetti a braccetto con gli speculatori professionisti, sapendo che in tal modo incasseranno quattrini facili. Abbiamo cioè

UNA BOLLA DI RICCHEZZA FASULLA DI PROPORZIONI IMMENSE IN TUTTO L’OCCIDENTE.

Cui si aggiunge, come già descritto ne Il Più Grande Crimine, un disegno ideologico dominante (Neoliberismo) che aveva paralizzato gli Stati togliendogli ogni possibilità di spendere a deficit per creare ricchezza nei cittadini. Inoltre, lo strapotere in Europa di Germania e Francia stava imponendo a tutti, sempre dai primi anni ’80, politiche disastrose per il mondo del lavoro. Si tratta del cosiddetto Neomercantilismo franco-tedesco, cioè una politica delle loro industrie maggiori (ma anche medie) di abbattere impietosamente i salari per poter primeggiare nell’export. Ma perché tagliare proprio i salari? Si deve comprendere che uno degli strumenti principali per uno Stato che desideri aumentare le esportazioni è la svalutazione competitiva della propria moneta (competitive devaluations). L’Italia in questo era regina: svalutavamo la lira nei confronti del marco tedesco, ed ecco che le nostre aziende si beccavano più commesse dall’estero di quelle teutoniche perché a parità di prodotto la nostra lira costava di meno del marco. La Germania corse ai ripari e impose già nel 1979 il sistema monetario europeo (SME), che di fatto incatenava le monete degli Stati aderenti a cambi fissi, per cui nessuno poteva più svalutare a piacimento. Scrivono Bellofiore e Halevi: “… e naturalmente le esportazioni dell’Italia iniziarono a crollare”. Poi, come sappiamo, sempre la Germania è stata la grande sponsor, assieme alla solita Francia, della moneta unica, l’euro, che ancor di più rende impossibili le svalutazioni competitive perché l’euro letteralmente non è di nessuno Stato, nessuno Stato lo può maneggiare a piacimento. Ma se uno Stato non può più svalutare la moneta, cosa può fare allora per essere competitivo sui mercati? Indovinate: svalutare i salari, così da rendere i suoi prodotti più a buon mercato, non c’è altra via (wage deflation). E infatti, scrivono i precedenti autori, “la forza strutturale dell’Italia (le svalutazioni competitive)  svanì, e la svalutazione dei salari è richiesta ancor più che in Germania”. Quest’ultima, contrariamente a quanto si crede, continua a primeggiare nell’export solo grazie appunto a politiche crudeli sulle buste paga:  sappiate che dall’introduzione dell’euro la Germania ha imposto ai suoi lavoratori una produttività (cioè sgobbare) del 35% superiore a quella degli altri Stati dell’Eurozona, con stipendi che crescevano della metà di quelli degli altri Stati.

E dunque se i salari vanno tagliati, e lo Stato non può intervenire spendendo a deficit per compensare le perdite di ricchezza dei lavoratori, abbiamo

INTERE FORZE LAVORO NAZIONALI STRUTTURALMENTE E PERICOLOSAMENTE INDEBOLITE.

Siamo alla fine degli anni ’90, inizio del terzo millennio, e noi europei siamo nelle due perigliose condizioni di cui sopra. A questo punto accadono due cose altrettanto sciagurate: la prima è il disastro Clinton-Wall Street, e la seconda è il disastro banche-aziende (o aziende-banche) in Europa.

Bill Clinton domina la politica USA per quasi tutti gli anni novanta. E cosa fa? Decide (gli viene fatto decidere) di pareggiare il bilancio dello Stato, cioè spendere tanto quanto tassa, conti pari. Secondo il comprovato principio di economia (Keynes, Samuelson, Minsky, Wray et al. ne Il Più Grande Crimine) per cui la spesa a deficit dello Stato con moneta sovrana è, al contrario di quanto si crede, la ricchezza dei cittadini, quando Clinton smise di spendere a deficit gli americani si impoverirono. Ma gli americani non rinunciano al loro stile di vita, e quindi dalla metà degli anni ’90 per poter spendere si affidarono in massa alle loro carte di credito, ai prestiti, a scommesse finanziare azzardatissime e a quei mutui scellerati di cui parlavo sopra. In altre parole, l’economia più potente del mondo si gonfiò come un pallone mostruoso di debiti e di speculazioni finanziarie per cifre inimmaginabili. Ma se da una parte milioni di persone scommettono e impegnano denaro (che non hanno), significa che dall’altra qualcuno crea quelle scommesse e accetta quegli impegni, cioè prodotti finanziari di ogni sorta e tipo, a milioni appunto. E cosa successe? Successe che i furboni di Wall  Street che creavano tutti quei prodotti e che prendevano tutti quegli impegni, decisero che potevano re-impacchettare tutta quella roba e rivenderla a tutto il mondo, e peggio, la re-re-impacchettarono, e peggio, la suddivisero in sub-pacchetti di pacchetti, re-re-resuddivisi in altri pacchetti con nomi esotici… insomma, un caos di roba ‘tossica’ (toxic assets) che approdava qui da noi come prodotti d’investimento che sia le nostre banche, sia i nostri Comuni, sia noi europei abbiano comprato convinti di profittare in modo succulento. Questi investimenti sciagurati, si andarono ad aggiungere a quelli che già avevano formato, come scritto all’inizio, la bolla di ricchezza fasulla del “money manager capitalism”, e del “pension funds capitalism”.

A questo punto siamo in Europa, sempre in questi anni cruciali che sono le due decadi 1990-2010. Di fatto accade una cosa grave: calano vistosamente, nel tempo, i prestiti delle banche alle aziende. Questo porta a reazioni da parte delle banche e delle aziende che sono prevedibili: entrambe, per racimolare denaro, si gettano ancor più nelle speculazioni finanziarie di cui abbiamo trattato finora. Le aziende lo fecero per motivi ovvi, appunto trovare denaro che non gli veniva più dalle banche, ma soprattutto lucrare soldi facili per i managers e non per i lavoratori; le banche lo fecero perché per esse i prestiti alle aziende sono un attivo, cioè il loro guadagno, e dunque se non prestavano più tanto alle aziende dovevano prestare a chi faceva giochi finanziari o a chi s’indebitava con il credito al consumo. Ma attenzione, avrete notato che in entrambi i casi il risultato è lo stesso: di fatto meno soldi agli investimenti di produzione, cioè all’economia vera. Questo è cruciale.

Si badi a una cosa: se gli Stati con moneta sovrana avessero (fino all’arrivo dell’euro) svolto la loro funzione di creatori di ricchezza per il settore privato spendendo a deficit quanto necessario – cioè comprando cose, finanziando progetti, e quindi accreditando i c/c di aziende e di lavoratori italiani – forse le aziende non sarebbero così dipese dalle banche e le banche dalle aziende, ed entrambe dalle speculazioni in finanza. Ma in Europa, scrive l’economista Alain Parguez, “Francia e Germania decisero di imporre a tutti i governi un crollo di spesa pubblica permanente (fiscal deflation) per deprimere i consumi e da ciò ottenere alta disoccupazione per infine deprimere i salari”. Ne ho scritto poco più sopra, siamo sempre al Neomercantilismo franco-tedesco, cioè la politica delle loro industrie maggiori di abbattere i salari per poter primeggiare nell’export.

Quindi in queste acque agitate, il salvataggio della spesa dello Stato non esisteva più, e di fatto la tendenza alla finanziarizzazione sia di banche che di aziende non fece altro che esacerbare ulteriormente due dei fenomeni disastrosi che ci hanno rovinati: la corsa a ingigantire sempre più la colossale bolla speculativa di denaro-aria fritta sparsa per il mondo – e la sottrazione degli investimenti, che i manager e le banche destinavano ai giochetti col denaro invece che a creare occupazione.

Ok, stop e ricapitolo, abbiamo:

DAL 1980 NASCE IL CAPITALISMO DEI GESTORI DEI SOLDI, CHE PENALIZZA LA CREAZIONE DI RICCHEZZA CONCRETA, E CREA UNA BOLLA DI RICCHEZZA FASULLA DI PROPORZIONI IMMENSE IN TUTTO L’OCCIDENTE.

IL NEOMERCANTILISMO IMPOSTO DA FRANCIA E GERMANIA DOMINA L’EUROPA, CIOE’: DEPRIMERE I SALARI PER ESPORTARE E LEGARE LE MANI AGLI STATI CHE NON POSSONO PIU’ SOCCORRERE I CITTADINI CON LA CREAZIONE DI RICCHEZZA PUBBLICA. NE CONSEGUONO INTERE FORZE LAVORO NAZIONALI PERICOLOSAMENTE INDEBOLITE.

IL PIU’ GRANDE MOTORE ECONOMICO DEL PIANETA (USA) SI REGGE SU UN OCEANO DI DEBITI PRIVATI INSTABILI E SCOMMMESSE FINANZIARIE/TRUFFA, CHE HA SPARSO IN TUTTO IL MONDO E CHE SI AGGIUNGONO ALLA BOLLA SPECULATIVA EUROPEA.

IN EUROPA LE BANCHE E LE AZIENDE SPEZZANO IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL DENARO PRESTATO PER LA PRODUTTIVITA’ E GIOCANO IN FINANZA SPECULATIVA, CHI CI RIMETTE E’ L’IMPIEGO.

E quando l’economia di tutto il mondo che conta si regge su bolle di denaro aria fritta, mentre i lavoratori perdono sempre più redditi e occupazione, basta un cerino per far saltare in aria il pianeta. E puntualmente è accaduto. Tutto parte dagli USA e arriva come uno Tsunami abominevole a Ospedaletto di Treviso, a Lodi, a Fossatone di Budrio, a Mirafiori, sul tuo posto di lavoro e sul futuro dell’occupazione di tutti, ma soprattutto sulla stessa democrazia, dove masse enormi non hanno più voce in capitolo perché troppo oppresse dalla precarietà economica, e devono letteralmente sopravvivere senza più un’oncia di energia per partecipare alla vita pubblica.

Ecco la sequenza del crollo: verso il 2004 i prezzi delle case negli Stati Uniti iniziano a scendere, anche perché nell’euforia della bolla speculativa immobiliare i palazzinari ne avevano costruite troppe, che rimanevano invendute. Infine, i prezzi delle materie prime (legno, minerali, cotone, cereali…) iniziarono a salire fuori dal controllo americano, rendendo ancor più costosa la vita dei cittadini USA e ancor più pesante il loro ricorso al debito. Cosa era accaduto? Che Cina e India promettevano crescite economiche favolose, e quindi i mercati si aspettavano che i due giganti asiatici avrebbero richiesto molte materie prime; l’aspettativa crea speculazione, e la speculazione fa schizzare in alto i prezzi di quelle materie. E cosa fece il governo USA per rimediare? La solita cosa: tagliò gli stipendi, perché con paghe meno grosse la gente spende di meno, quindi circola meno denaro e quindi c’è meno inflazione. Cioè: bilanciare l’inflazione dei prezzi generata dall’aumento delle materie prime, abbattendo l’inflazione generata dallo spendere gli stipendi (Bellofiore, Halevi 2010). Il cerino era stato acceso nella stanza piena di gas… Booooommmm! L’effetto domino partì con una violenza inaudita:

–       crollo del valore degli immobili USA

–       crollo della scommessa di milioni di americani che speravano con quei valori di pagare i loro debiti , e infatti smettono di ripagare i mutui

–       crollo dei libri contabili delle banche e di chiunque aveva fatto mutui facili (circa 65 milioni di essi)

–       crollo degli stipendi, crollo della domanda interna USA e quindi licenziamenti nelle aziende

–       panico da “Oddio! Qui andiamo tutti sotto!” e la scoperta che nell’euforia dei giochetti col denaro alcuni immensi istituti finanziari americani avevano fatto cose turche, peggio, infernali, al punto che il quotatissimo economista Nouriel Roubini dichiarò a New York che “in sostanza l’intero sistema bancario americano è fallito”.

Come già detto, l’Europa è a questo punto (primi anni 2000) legata a doppio filo agli USA, soprattutto per due motivi: primo, abbiamo anche noi comprato masse di prodotti finanziari ‘tossici’ americani che infettano i bilanci delle nostre banche, di privati, di aziende e di Comuni; e secondo, a causa della compressione della ricchezza pubblica (e anche privata) voluta da Francia e Germania, il Vecchio Continente conta molto sulla spesa degli statunitensi per incassare denaro. Terzo elemento, e sempre a causa delle politiche franco-germaniche e dell’ideologia economica neoliberale, l’Europa si trova insaccata nel pantano di economie stagnanti da anni, con alta disoccupazione, alto precariato, stipendi depressi, Stati disattivati. E dunque quando l’ondata della crisi americana si abbatté qui, ci fece a pezzi. Bellofiore: “L’Eurozona era impantanata in una depressione competitiva dei salari e in budget di Stato assai avari. La ricchezza interna era debole, contavamo sull’export. Non ci volle molto a capire che il contagio americano sarebbe diventato europeo… l’infezione attecchì partendo dalla crisi dei mutui inglesi, poi dal crollo della bolla immobiliare spagnola… ci prendevamo sberle finanziarie dall’America bloccati nella nostra gabbia neomercantile, senza una via di fuga”.

Di colpo i mercati, gli onnipotenti mercati, si svegliano di fronte all’incubo che trent’anni di capitalismo dei gestori dei soldi non valga più nulla, che tutta quella carta firmata, quei gochetti con “denaro e coi suoi multipli, con le percentuali sulle percentuali, con aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri” sia un immenso buco nero nei bilanci delle banche e di chiunque li abbia voluti. Poi l’incubo diventa verità, le cose stanno proprio così, la bolla è scoppiata e dentro c’era solo aria fritta. A questo punto il Vero Potere fa la solita cosa: si appella al consolidato principio per cui i profitti sono i suoi, ma le perdite sono degli Stati, e batte cassa alla Casa Bianca, all’Eliseo, a Downing Street, a Palazzo Chigi… Gli Stati europei e l’America sborsano per salvare le voragini delle grandi banche criminali, quelle dei giochi infernali di cui sopra, qualcosa come 12 mila miliardi di dollari, ma nessuno sa veramente quanto è stato speso. L’Italia ne sborsa 52, di miliardi in euro, ma anche qui non sappiamo la verità, e vede sparire dalla sua ricchezza nazionale 457 miliardi di euro dal 2007 al 2009 (prendi nota tu che lavori a Pomegliano per 1050 euro al mese, e ti dicono pure che c’è la crisi dell’auto).

Dunque:

IL MOTORE DELL’AMERICA SI PIANTA E SMETTE DI CREARCI RICCHEZZA

L’EUROPA SCOPRE DI AVERE BUCHI FINANZIARI VISIBILI DALLO SPAZIO, LE SUE BANCHE PEGGIO. INDEBOLITA DAL NEOMERCANTILISMO, ESSA NON PUO’ REAGIRE

PARTE LA CRISI ECONOMICA IN CODA ALLA CRISI FINANZIARIA DELL’IMMENSA BOLLA ESPLOSA. MILIARDI DI DOLLARI O EURO VANNO A SALVARE LE GRANDI BANCHE E NON I LAVORATORI.

Eccoci a casa nostra, già da anni indeboliti, senza più uno Stato in grado di spendere per salvarci come fece il presidente americano Roosevelt dopo la crisi del 1929 coi suoi cittadini, ed eccoci ad affrontare un futuro nero, dove redditi e lavoro sono già merce deprezzata che dobbiamo dirci stracontenti se ce la offrono o comprano a prezzi da straccioni.

E tutto questo accade mentre un’altra cosa accade.

Accade che i medesimi mercati si rendono anche conto che l’Europa dell’euro, cioè i sedici Paesi truffati nell’adesione a questa moneta assurda, ha governi che non possono più usare una moneta sovrana per salvarsi dai crolli di ricchezza che la crisi gli sta infliggendo (i dettagli ne Il Più Grande Crimine). Nuovo panico, perché si sparge la voce che per quel motivo i titoli di Stato emessi dai Paesi euro più deboli sono a rischio di non essere mai più rimborsati. Chiunque li possiede trema, soprattutto le banche tedesche e francesi, ma anche una miriade di altri investitori. Gli occhi severi dei tecnocrati europei come Draghi, Trichet, Rehn, Von Rompuy e degli speculatori internazionali sono puntati su Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia, e viene loro detto che per riguadagnare la credibilità come debitori devono risanare i famosi conti. Significa ridurre il deficit di bilancio, il debito pubblico, e l’inflazione, attraverso misure di austerità economica. Sapete che significa in realtà? Tagli, tagli, tagli, tagli a tutto ciò che invece in un’economia sana, in un mondo sano, crea sana ricchezza per i cittadini. Tagli ai salari pubblici (ma anche privati), alla scuola e università, alle infrastrutture, alla sanità, agli investimenti pubblici di ogni sorta, ai programmi di piena occupazione, a tutto lo Stato sociale. E ci risiamo: Neomercantilismo per milioni di lavoratori i cui stipendi saranno depressi, e se i loro redditi sono depressi, costoro non potranno spendere, per cui saranno depressi anche i commerci, e con essi le attività produttive che li alimentano, e con esse le aziende di quelle attività, che licenzieranno e/o cassa integrazione e/o mobilità, in un nuovo girone di deflazione della ricchezza che porta sempre più licenziamenti e disoccupazione, che porta sempre più precarietà, che porta sempre meno diritti che portano a sempre meno democrazia… e che faranno la fortuna del Vero Potere nelle modalità spiegate alla fine del mio saggio Il Più Grande Crimine. E che ci riportano a voi, in quel bar di Ospedaletto, sotto quella casa di Lodi, a sopravvivere coi soldi di un’invalida a Fossatone di Budrio, a sentire la testa che ti scoppia a Mirafiori.

Questo vi hanno fatto ed è per questo che siete lì in quelle condizioni. Lasciate perdere le cretinate di facciata che vi raccontano i giornali, Tremonti, o i vostri sindacalisti. Non ci sarà ripresa, nessun Paese da solo farà il trucchetto della ripresa, anzi, sarà sempre peggio. Perché? Perché tutte le strutture sciagurate che vi hanno rovinato in 50 anni – il Neoliberismo; il divieto ai governi di spendere a deficit con moneta sovrana per avere piena occupazione; il primato dell’economia speculativa su quella che produce cose vere; l’impunità delle grandi banche; e soprattutto il Neomercantilismo con la sua depressione dei salari e le aziende che non investono in lavoro – sono tutte lì intatte, pronte a divorarti la vita ancora.

Di voi cinque, lascio in pace la ragazza di Lodi e i due sposini di Fossatone di Budrio, perché obiettivamente siete troppo sott’acqua per aver la forza di fare qualsiasi cosa. Ma tu che sei in azienda a Ospedaletto e tu di Mirafiori, voi ancora avete il potenziale di smuovere le cose fra i lavoratori. Dovete prima di tutto:

DIVULGARE COSA REALMENTE E’ SUCCESSO, AIUTARE I LAVORATORI A SMETTERE DI FISSARSI SU MICRO REALTA’ NAZIONALI DI POCA IMPORTANZA

SFIDARE I SINDACATI AD AGGIORNARSI, A CAPIRE CHE SONO SCONFITTI E A RIPENSARE TUTTA LA STRATEGIA

CONCENTRARVI SUI MALI STRUTTURALI, SUI MACRO PROBLEMI E SUI GRANDI MANOVRATORI INTERNAZIONALI, PERCHE’ SONO QUELLI CHE VI STANNO DIVORANDO LA VITA (leggere Il Più Grande Crimine)

Prima cosa fate questo, poi per le soluzioni apriamo un altro capitolo. Ci sono.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=200
31.12.2010

 

 

Pubblicato da Davide

  • wld

    Cordialissimo Barnard, ho letto in un sol fiato il suo post, racconta cose verissime, una analisi perfetta di quello che ci è capitato; la cosa che mi lascia perplesso è: come mai (Lei che ha sempre avuto un grosso contraddittorio, sia pro che contro), nessuno ha ancora scritto un rigo? In questo momento che sto scrivendo (e sono le ore 11:50 AM.) ci sono solo 25 iscritti, e 670 visitatori. Strano vero? In una Italia che sta andando in vacca, sembra che importi di più il cenone di fine anno e le vacanze che stare qui in internet a leggere cose importanti per tutti. Prima di Natale mi aggiravo per le vie del centro di Milano, era impossibile viaggiare in macchina, traffico congestionato in tutte le vie, le circonvallazioni, vie limitrofe ai centri commerciali, e alle tre cerchie interne dei navigli, per fare 6 chilometri dalla periferia al centro ci si impiegava almeno 45 minuti, e non erano certo pedoni ma macchine di grossa cilindrata come i suw le station wagon e ogni sorta di auto e moto (da notare che la benzina in questi giorni è schizzata a quasi 1,50 €), ieri invece, ho fatto lo stesso tragitto con l’auto e non vi era nessuna auto in circolazione, la città era deserta come se ci fosse stata una epidemia, lo stesso tragitto l’ho fatto in soli 10 minuti. Difronte a questa realtà inconfutabile mi sovviene un dubbio che forse ci sono ancora molte persone che non sono toccate dalla crisi e che forse sono a sciare nei posti di villeggiatura, in crociera, a qualche isola esotica, leggevo proprio l’altro giorno che ci sono trenta navi full pronte per la partenza, con tutto esaurito, nemmeno un last minute. Non nego la realtà di quello che saccentemente Ha scritto, tutto vero, lo sfruttamento dei dipendenti in special modo quelli della Fiat, ma anche tutti i precari che vivono con l’aiuto dei genitori (io sono un genitore e sono coinvolto in prima persona), le persone che non riescono a pagare il mutuo o l’affitto di casa, i servizi al cittadino dimezzati, inefficienti o inesistenti, e tutto quello che Lei sopra ha ben descritto, ma difronte a questa situazione disastrosa, le persone coinvolte sono ancora poche, quando si toccherà veramente il fondo, e per fondo intendo dire: quando le persone che ancora stanno a galla, avranno finito le loro risorse o piccoli risparmi di una vita, e quando i genitori pensionati anche con una piccola pensione di invalidità non potranno più fare fronte a questa emorragia, quando la maggior parte della popolazione sarà con il posteriore per terra, allora sì, ci sarà una vera rivoluzione, ma fino ad allora ci troveremo qui a scrivere con i soliti fedelissimi di CDC. Cordialmente, wlady

  • rasna-zal

    … e adesso via con la corsa dei pignolissimi tencici dell’economia a valutare, pesare, confutare, quanto scritto da Barnad.

    Tutti a discutere se su questo benedetto “biscottone” che ci tocca pappare per forza andava grattuggiata più buccia di limone piuttosto che scorza di arancio.

    E’ importante sapere se le teorie di Keynes sono quelle che risolleverebbero le sorti del mondo, oppure se Barnard dice cazzate quando parla di spesa a deficit?

    No lo so, però l’analisi è lucida, impietosa, condivisa; non se ne esce!

    Allora mi rivolgo a tutti quelli che per anni, per amore materno misto a parsimonia, hanno dovuto subire a colazione il ciambellone, quello col buco, l’alternativa alla fetta di pane bianco: batade, sempre quel cacchio di biscottone ci tocca inzuppare nel latte la mattina è importante fossilizzarsi su quel vago sentore di arancia oppure di limone?

    Qui ormai è finita l’era del frollino, se non volete tornare al biscottone o peggio alla fetta di pane la parola è una sola:


    REAGIRE, REAGIRE, REAGIRE!

    E’ importante esprimere dissenso.

    Buon anno anche a te Barnard.

    P.S.: ho scritto questo post dopo colazione, però volevo esprimere il mio appoggio all’impegno di Barnard, nella speranza che la perdita dello “status” del frollino incentivi qualche scettico in più e faccia crollare le barriere tecnico-economiche che ci separano e lasciano immobili tutti quelli che restano.

  • bardo

    Sì, io sono concentrato sui macro-stronzi. Andiamo a prenderli, no? Tagliamoli la testa. Sono reperibili più di me. Le loro ville o le loro barche colpiscono nell’occhio. Sono un po’ meno gradasse e tronfie dei divi, delle ‘star’, perchè il vero rettile è una persona ‘discreta’; però sono comunque più appariscenti, conturbanti, affascinanti, di casa mia, che è proprietà dei miei genitori incazzati neri, e della mia barca, che è la tazza del cesso.

    Io ho un antico legame di sangue coi coltelli lunghi cinquanta centimentri. Facciamoli fuori, non c’è altra via. Andiamo, non scherzo, ANDIAMO !! Ah AH !

  • bardo

    E vabbè, un giorno ci divertiremo. Ma di brutto eh.

  • vic

    zia: Dove vai con quel panettone?
    V: Lo porto in regalo a Barnard per capodanno.
    zia: Oh, come mai a lui, lo sai che se mangia troppo s’ingolfa.
    V: Ho scoperto che quando mangia il panettone di Natale, scrive e riassume chiaramente grovigli complicatissimi.
    zia: Portagli quello tradizionale con uvette e canditi, mi raccomando.
    V: Yes madame.

    Buon anno, buon Barnard, che la buona forma t’accompagni.

  • geopardy

    L’articolo è impeccabile e la tua analisi lo stesso.
    La condivido, ma, credo, che una parte di quelli che apparentemente non subiscono la crisi continuino a spendere per fiducia, la stessa mal riposta su tutte le fregnacce riguardanti gli investimenti di cui parla Barnard.
    Conosco molti argentini, gente meravigliosa, ma anche loro fino ad un attimo prima del crollo giocavano fiduciosi alla lotteria e partecipavano a ricchissimi giochi a premi televisivi, senza avere, almeno apparentemente, il sentore di quello che stava per accadergli.
    Sarà così anche da noi?
    La crisi c’è eccome, con 100 euro si fanno la metà delle cose di quando questa moneta è entrata in vigore e quando è entrata in vigore si facevano già la metà delle cose che con il rispettivo in lire.
    Il primo vero decurtamento colossale degli stipendi (che sono rimasti con il rispettivo in lire) è stato il raddoppio del costo della vita con l’ingresso dell’euro.
    Personalmente, non sono convinto che un ritorno alle monete nazionali in un mondo ormai in preda alla speculazione finanziaria sia una buona soluzione (forse negli anni novanta), troppa economia liquida c’è per il mondo e rischieremmo un’intrusione peggiore che non ora da parte della speculazione internazionale richiudendoci in una gabbietta monetaria nazionale, ma di una cosa sono sempre più convinto o si rifà l’Europa secondo canoni giusti o saranno guai inimmaginabili per questo continente e per il mondo.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    AUGURI A TUTTI COMUNQUE VADA

  • Allarmerosso

    Una cosa che mi fa sempre sorridere , e che mi è venuta in mente leggedo il tuo bellissimo articolo , è che nei casi in un cui mi capita di parlare di queste tematiche “al bar dello sport” ,(oltre a ricevere le solite inutili ed insulse argomentazioni politiche da 4 soldi fra mancini e destrorsi) è la costante risposta alla critica sugli aiuti alle banche …
    la frase è sempre la seguente : ” BE LE BANCHE VANNO AIUTATE SE NO E’ UN DRAMMA ”

    Come cazzo è possibile che si sia arrivati a questo livello di sottomissione di ingnoranza e di reassegnazione ignara , si perchè non è del tutto coscente …

    Saluti Paolo e Auguri di buon anno … !

  • lucamartinelli

    credo, caro amico, che sia anche un problema psichico. Mi spiego: la psichiatria insegna che la mente umana in presenza di una ipotesi “shock” e una “non schock” assume come vera quella che meno ti procura stress e ansia. Questo meccanismo si chiama “bias” di conferma. Allora mi spego perche’ quando racconto che gia’ da due anni ho ritirato i miei risparmi dalla banca mi guardano come se fossi un marziano. Buone feste.

  • Allarmerosso

    Io sono sempre piu propenso all’ipotesi shock ed è sempre stato così.
    Starò male ? Come viene chimato questo comportamento ? Un saluto

  • lucamartinelli

    non ha un nome. E’ un segnale che hai elaborato e calcolato piu’ della media delle persone. saluti

  • lantipatico

    e certo; ci hanno rotto i coglioni con la concorrenza e l’eliminazione dei deboli dal sistema per 200 anni ma poi quando tocca ai “rompicoglioni” essere eliminati ..e ma.. sai che disastro? Perchè coi soldi pubblici non ci comprate i titoli tossici così non chiudiam bottega?

    Ah! Voi Stati, siete pieni di debiti fino al collo? Il sistema elimina i più deboli, mi spiace.

  • amensa

    Bisogna sempre leggere attentamente quanto scrive Barnard, perché tra tante cose vere, infila poi sempre le sue “convinzioni” che invece vere non sono.

    “Negli USA e in Europa, sia i lavoratori che le aziende scommisero sui rendimenti dei fondi pensione privati….”
    Caro Barnard, forse non ti dilettavi ancora di economia, ai tempi, ma non ti ho mai sentito prendere posizione contro il passaggio del sistema pensionistico a “redistribuzione” a quello “ad accumulo”.
    Forse ti è sfuggito il fatto che il primo non creava capitali, non toglieva soldi dalle mani dei “compratori”, cosa che invece fa il secondo , almeno per tutto il periodo in cui non va a regime (diciamo 40 anni).
    Bello vero un regime che crei capitali da investire nelle varie alchimie finanziarie, vero ? a ognuno i “suoi” soldi veniva sbandierato, come se i soldi potessero essere di qualcuno, e intanto si formavano e continuano a formarsi capitali da investire nel mercato finanziario, che i lavoratori vogliano o no!
    Peccato che io fossi una delle poche voci che cercavano di far capire questa “truffa”. Tu dov’eri?

    “Inoltre, lo strapotere in Europa di Germania e Francia stava imponendo a tutti, sempre dai primi anni ’80, politiche disastrose per il mondo del lavoro.”
    Già, chissà perché ? quando troppe persone devono aggiungere la loro fetta di guadagno sullo stesso prodotto, alla fine il prezzo del prodotto diventa meno competitivo.
    Allora, come nella storiella dei calci, in cui l’uomo prende a calci la moglie, che per sfogarsi prende a calci il figlio, che per sfogarsi prende a calci il cane, l’ultimo che si prende calci e basta è sempre il più debole, ovvero quello che il bene lo produce col proprio lavoro.
    Troppi parassiti attaccati alla produzione dei beni, non una strana ideologia, ha impoverito i lavoratori, ai quali poi sono stati tassati alla fonte, mentre le sanguisughe evadevano bellamente il fisco, con ampio consenso di una classe politica che così vedeva costoro acquistare i titoli di quel debito che montava.
    Perché non racconti , caro Barnard, anche questa parte di storia ?

    “Bill Clinton domina la politica USA per quasi tutti gli anni novanta. E cosa fa? Decide (gli viene fatto decidere) di pareggiare il bilancio dello Stato, cioè spendere tanto quanto tassa, conti pari. Secondo il comprovato principio di economia (Keynes, Samuelson, Minsky, Wray et al. ne Il Più Grande Crimine) per cui la spesa a deficit dello Stato con moneta sovrana è, al contrario di quanto si crede, la ricchezza dei cittadini, quando Clinton smise di spendere a deficit gli americani si impoverirono.”
    Barnard, qui mettiti d’accordo con te stesso. Pareggiare il bilancio dello stato vuol dire spendere quanto incassa, ovvero entrate = uscite. Pertanto il “quando smise di spendere a deficit” è incompatibile con il bilancio in pari.
    A parte il fatto che quella serie di signori (Keynes, Samuelson, Minsky, Wray, ecc… ) è forse meglio non dargli troppo retta, visto la loro costante incapacità di prevedere i danni delle loro teorie, se di una cosa può effettivamente essere accusato Clinton è di aver abolito come suo ultimo atto la Glass-Steagall, dando il via libera alle grandi banche commerciali ad agire come finanziarie. Questo sì, fu l’atto di nascita della crisi attuale.

    “Si badi a una cosa: se gli Stati con moneta sovrana avessero (fino all’arrivo dell’euro) svolto la loro funzione di creatori di ricchezza per il settore privato spendendo a deficit quanto necessario – cioè comprando cose, finanziando progetti, e quindi accreditando i c/c di aziende e di lavoratori italiani….”
    Già, e cosa credi che abbiano fatto i governi gestiti da delinquenti che hanno speso a deficit facendo lievitare i debiti pubblici ?
    Proprio quello ! e se come dici tu fossero stati “sovrani” non avrebbero speso a debito, ma stampato moneta, ed oggi, saremmo a livello del Katanga o giù di lì. Leggiti la storia di Waimar, poi deciderai se è quello che desideri.

    Il resto , come è ovvio, sono le deduzioni basate su assunti fasulli, ben scritti, molto diffusi , tanto per far credere che sia tutto vero.
    Complimenti!!

  • amensa

    ps. mi domando però cosa posto a fare…
    è vero che CDC lascia spazio a tutti, ma in particolar modo evidenzia i sostenitori della balla colossale.
    concentrarsi sulle cose reali forse è un pò impietoso, ma forse sarebbe più utile.
    perchè non date eguale evidenza a chi contraddice quelli come Barnard ?
    il vostro pubblico preferisce forse le belle favole alla dura realtà ?
    boh…
    buon anno a tutti

  • wld

    Ancora oggi per quello che riguarda la Repubblica di Waimar ci sono dei disaccordi, c’è chi dice che la crisi che ha portato Hitler al potere, sia dipesa da almeno tre fattori: iperinflazione, notevole disoccupazione, e un degrado della qualità della vita. Anche il trattato di Versailles (considerato dai Tedeschi una punizione) ha dato vita ad una grande lotta interna tra i partiti, avendo perso la guerra del 15/18, ora dovevano pagare i danni della stessa, e non solo cedendo anche delle aree molto importanti della loro economia; si può comprendere come la popolazione abbia reagito, e, Hitler era la medicina anche se non piaceva sia alla popolazione operaia che alla classe borghese, doveva essere solo una transizione momentanea per risolvere i problemi ma, si è verificato quello che tutti sanno. Rimane in tutto questo la vera causa quella della instabilità politica, quello che vediamo oggi succedere in tutta Europa, ma questa volta è peggio, ci coinvolge tutti, ad ogni uno il suo Hitler…

  • luigiza

    ..Peccato che io fossi una delle poche voci che cercavano di far capire questa “truffa”. ..>/i>
    Caro amensa ci avevo provato anche io, nel mio piccolo, a far capire ai tempi delle prime SIM che di
    truffa si trattava, e per di più truffa legalizzata, ma mi presi solo del fessacchiotto.
    luigiza

  • wiki

    come spesso succede…ottimo amensa…e anche moolto pazziente…

  • tommasoliguori21

    Certamente del WTO, del FMI, di quanto sia aggressivo il mercato internzionale dei capitali hai già parlato.
    Fin qui ci siamo
    azzardiamo una tempistica
    e sopratutto le soluzioni, intendo dire ragionevoli
    (non so bene se ho letto tuoi accenni ad atteggiamenti rivoluzionari)

    Ho nella mente le immagini del ragazzo in camicia bianca davanti al carroarmato a piazza tian an men o jan palach
    Il capitalismo è un pò come il fuoco
    Di tutto si nutre
    A presto
    Liguori Tommaso

  • jackalope

    io lo spero ogni giorno che scoppi una rivoluzione, ma la gente e’ anestetizzata. A pochi importa qualcosa, e di queste cose se ne parli in giro, ti guardano come la ‘disadattata’…quella che porta sfiga…o che se la tira.
    chissa’ succeda davvero qualcosa nel 2011

    jackalope

  • wiki

    ottima osservazione…leggere B arnard sembra essere la stessa cosa di guardare rete4 di emilio fede…dal tuo commento precedente però volevo dirti che Keynes non ha mai detto da quel che so io che bisognasse attuare il deficit spendi anche in condizioni di economia abbastanza in salute…come si è fatto in italia…e mi sembra che parlasse anche di spesa pubblica per investimenti…in Italia la politica economica Keynesiana, in passato, è stata applicata in modo distorto e del tutto peculiare…all’italiana appunto…

  • Rossa_primavera

    Per quanto sia preoccupante la situazione mondiale ed europea vorrei
    far presente che ad esempio la Germania ha ripreso a viaggiare alla
    grande,tasso di crescita buono,debito pupplico perfettamente sotto controllo,disoccupazione minima e quei pochi disoccupati godono di
    ammortizzatori sociali a sostegno del reddito molto efficaci,esportazioni che vanno benissimo da molti anni,un’industria solida e competitiva da
    sempre sostegno dell’economia teutonica,risparmio privato tra i piu’
    alti al mondo.Insomma tutti i presupposti per un futuro se non roseo
    almeno privo di grosse preoccupazioni per i cittadini tedeschi.
    Se la nostra situazione,come quella della Grecia o della Spagna, e’ purtroppo del tutto diversa pur appartanendo alla medesima area e ad
    un sistema economico simile,significa che abbiamo commesso e continuiamo a commettere degli errori che i tedeschi non fanno,che abbiamo avuto una pessima classe politica e dirigente che,non dimentichiamo, e’ comunque lo specchio di un paese.Se dovessi citare un buon governo avuto dagli italiani nel dopoguerra mi viene in mente solo quello del compianto Spadolini.Dunque la colpa e’ anche nostra che non abbiamo voluto o saputo cambiare,che gira e rigira votiamo sempre le stesse persone con le stesse vecchie idee.Perche’ non dimentichiamo che questa e’ la nazione che ha portato al potere il fascismo con valanghe di voti,che ha votato per tantissimi anni la dc principale responsabile dello sfascio morale ed economico del paese e che negli ultimi venti anni circa ha mandato al governo quasi sempre Berlusconi.Dunque finiamola di dare sempre tutte le colpe agli altri e al sistema e assumiamoci le nostre enormi responsabilita’

  • mandal2010

    Quindi Barnard e’ cretino secondo voi?

  • martiusmarcus

    paolobarnard a capodanno… paolobarnard tutto l’anno?
    Dio ce ne scampi e liberi. Anche la tesi di questo articolo è tutto sommato semplice: il male che ci attanaglia NON è strutturale, ma è dovuto alla malizia e cattiveria di un certo gruppo economico-sociale, organizzatosi in consorteria occulta o semiocculta, ma comunque non abbastanza occulta da riuscire a celarsi allo sguardo vigile e penetrante del grande paolorossibarnard, il nostro faro nella notte oscura.
    Ovviamente si tratta di una sciocchezza, talmente banale e scoperta da poter essere usata come test nelle scuole: se non ci credi passi al test successivo, se ci credi sei un CRETINO. Uso questa parola perchè il nostro paolorossi è riuscito con le sue semplificazioni a raggranellare un discreto numero di seguaci che lo idolatrano e si scagliono compatti a offendere chiunque demistifichi il loro idolo. Non tutti, per fortuna, ma qualcuno lo ama in modo così sviscerato che se lo metti in dubbio ti sputa addosso. Ma perché paolorossi ha così successo? Perché è un uomo del nostro tempo: un comunicatore. Il che si traduce in un grande affabulatore. Se un affabulatore ha grandi idee da trasmettere, è fortunato lui e quelli che gli stanno intorno. Ma se ha in testa un cumulo di cazzate e tanta, tanta ambizione: beh, allora sono cavoli.
    Qualcuno mi ha detto che attacco paolorossi dettobarnard sul piano personale e non discuto le sue tesi. Io faccio solo una analisi di come uno scrive. Sentite l’incipit del Grande Affabulatore: “Sia chiaro che io sto parlando a te, tu che stai a Ospedaletto in provincia di Treviso…”, eccetera. E’ un piccolo capolavoro di demagogia intensiva di chi con i media e la scrittura creativa ha una certa dimestichezza. A chi si rivolge barnard? A tutte le casalinghe di voghera! E buca il video, non c’è che dire! Tutto il resto dell’articolo è un cumulo di piacevolezze, per non usare altri termini, da vero apprendista dell’economia e della politica. Superficialità al calor bianco: un distillato di Semplificazione pronto da essere iniettato nel cervello di burro dei suoi seguaci. Perché Lui, paolorossi dettobarnard, sa! Lui sa, e ce lo dirà, se studiamo e abbiamo la pazienza di aspettare in gloria la sua prossima Comunicazione. Insomma ci fa pendere dalle sue Labbra. E ce lo annuncia anche, nel Finale (anche qui un capolavoro): “CONCENTRARVI SUI MALI STRUTTURALI, SUI MACRO PROBLEMI E SUI GRANDI MANOVRATORI INTERNAZIONALI, PERCHE’ SONO QUELLI CHE VI STANNO DIVORANDO LA VITA (leggere Il Più Grande Crimine)

    Prima cosa fate questo, poi per le soluzioni apriamo un altro capitolo. Ci sono.”
    Non ci abbattiamo, dunque: se ci sono, ci sono. Se lo dice Lui, bisogna crederci.

  • luigiza

    No, non cretino. Non esegeriamo con i termini.
    Solo un poco superficiale nelle sue analisi.

  • wiki

    ottimo commento…quella del grande ed astratto vecchio…che magari si trova nelle vette sperdute dell’himalaya e che cospira contro ni gente comune e proletaria sembra una balla spaziale come direbbe Travaglio…Barnard proprio non si accorge che in Italia esiste un governo lautamente pagato con le tasse dei cittadini e che ha fatto delle pessime politiche economiche in piena autonomia politica dalle mirabolanti quanto vaghe e sconosciute forze del male di cui va “cianciando” Barnard; governo quello attuale che ha goduto fino a pochi mesi fa della più robusta maggioranza politica che i governi della storia Repubblicana e non del nostro paese abbiano mai avuto…esclusa la storia del ventennio ovviamente…ma Barnard continuerà a spiegarci le sue arcane quanto astratte ( o astruse ?) e lontanissime teorie dicendo direttamente o indirettamente agli altri che non hanno capito nulla…beato lui…

  • amensa

    c’è chi ricava le regole analizzando la realtà, e chi guarda solo quella parte di realtà che risponde alle proprie regole.
    direi che questo secondo modo di vedere è anche più difficile, perchè sovente porta a doversi arrampicare sugli specchi, contro ogni possibile constatazione della realtà, per cui è necessario essere molto più intelligenti per adottarlo bene

  • amensa

    osservazioni giustissime Wiki, però quando parlo di errori, nelle teorie, parlo di errori concettuali che inficiano PARTE delle conclusioni. Mai tutte. Se tali teorie fossero COMPLETAMENTE sballate, non staremmo nemmeno qui a discutere. il problema è capire QUALI passi sono forzati, e pertanto portano a conclusioni errate.
    ti porto un esempio.
    gli “austriaci” a proprosito dell’inflazione (oltre alla definizione puramente etimologica della parola) mas fanno dipendere l’innalzamento dei prezzi direttamente e solo dall’aumento della massa monetaria.
    non considerano infatti ch eun aumento della massa monetaria possa essere destinato al risparmio (dipende da chi si appropria di tali aumenti, ovviamente un ricco non ha bisogno di un aumento per acquistare più beni, può gia permettersi tutto il desiderato), oppure convogliata su PARTICOLARI beni, creando solo delle bolle.
    da questo fatto, derivano poi errate considerazioni, ma ciò non vuol dire ch etutta la teoria sia sballata.

  • Iacopo67

    Amensa ha scritto;

    ” se come dici tu fossero stati “sovrani” non avrebbero speso a debito, ma stampato moneta, ed oggi, saremmo a livello del Katanga o giù di lì. Leggiti la storia di Waimar”

    Questa affermazione è erronea:
    diciamo le cose come stanno:
    prima di tutto il governo della repubblica di Waimar non poteva stampare moneta, bensì la prendeva a prestito dalla Reichsbank.
    Inoltre il motivo dell’iperinflazione tedesca tra il 1921 e il 1923 non ha nulla a che vedere con il fatto di stampare o meno moneta, ma è stato uno stratagemma adottato dai tedeschi per non pagare i micidiali debiti di guerra a loro imposti dai vincitori della prima guerra mondiale.
    Cerca esempi migliori per dimostrare i tuoi assunti.

    Anche l’idea che uno stato che stampi moneta porti necessariamente all’iperinflazione è discutibile: uno stato con sovranità monetaria non pagherà la spesa pubblica col solo mezzo della stampa dei soldi, inondando il paese di denaro. Lo stato userà le tasse se c’è eccesso di moneta in circolo e stamperà denaro se ce n’è troppo poco, in questo modo avrà i soldi di cui ha bisogno senza creare nè inflazione nè deflazione.

  • wiki

    io forse, da pessimista, non parlerei nemmeno di errori concettuali…ma di errori voluti da una mentalità antidemocratica ed in fin dei conti economicamente distorta e corrotta dell’oligarchia politicante che ci ha governato in passato ma che si sta accentuando sempre più di questi anni con l’energico abbraccio dato alle teorie neo liberiste da parte dei nostri attuali governanti…il problema è che in Italia quando si parla di efficenza economica o di economia , ci si trova davanti ad una platea di tifosi politicanti ai quali non sfiora nemmeno il pensiero che l’economia debba essere governata per il benessere della popolazione ed in particolare delle fasce sociali più bisognose…e di conseguenza parlando di economia a certi personaggi che magari fanno parte di giri oligarchici di vario tipo e magari soprattutto economici…è spesso perdita di tempo…perciò ti dicevo che stare a commentare uno come Barnard che sembra per lo più predicare dogmi anche poco razionali, magari per mettere in mostra le sue doti di affabulatore…paladino ( guru direi io…) dell’informazione ( ?? ) e crearsi un pubblico di seguaci; ci vuole pazienza, o forse è pura perdita di tempo vista la scarsa conoscenza della materia economica dallo stesso Barnard ammessa, e dall’irazionalità che sembra sottendere a gran parte dei suoi scritti…tu stai contrapponendo il ragionamento economico a delle giaculatorie poco meno che demagogiche… una partita persa in partenza mi sembrerebbe…

  • operaiomantici

    Una eloquente tabella riassuntiva sull’andamento del debito pubblico nazionale ed estero negli ultimi vent’anni.

    http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=1371
    (sandro pascucci :: primit.it :: signoraggio.com)

    debito estero 1991 [1] : lire 150mila miliardi = 150.000.000.000.000 = 77,5 miliardi di euro

    debito estero 2010 [2] : euro 1.836.277.000.000 = 1.836,277 miliardi di euro

    fonte:

    [1] http://archiviostorico.corriere.it/1992 … 2420.shtml

    [2] http://www.bancaditalia.it/statistiche/ … o_0910.pdf

    debito pubblico 1991 : lire 1.484.000.000.000.000 = € 766.400.000.000 = 766,4 miliardi di euro

    debito pubblico 2010* : – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – -> = 1.844,8 miliardi di euro

    *set.2010

    riassunto in miliardi di euro arrotondati:
    debito — 1991 — 2010

    estero — 77,5 — 1.836

    pubblico — 766 — 1.845

    Tanto per rinfrescare cosa succede quando manca la sovranità monetaria.

  • wiki
  • amensa

    i disaccordi vengono fuori solo quando si vuole usare una punteggiatura nella sequenza degli eventi, tale da adattarne il senso alla tesi ch esi vuole dimostrare.
    la mia logica vorrebbe che tale punteggiatura seguisse questa sequenza:
    trattato di versailles (grande errore delle potenze vincitrici che credettero odi annullare la forza industriale tedesca imponendo dei risarcimenti stratosferici; come si vedrà negli anni successivi, l’unico modo di limitare la forza propulsiva tedesca è stato quello di dividerne il territorio. e questo perchè l’unico elemento non disponibile per l’economia tedesca era il petrolio, su tutto il resto è sempre stata pressochè autosufficiente)
    impossibilità di pagare tale debito con parte dell’industria da riconvertire.
    impossibilità di pagare tali danni con risorse ( oro ) precedentemente accumulato.
    quindi unica via d’uscita l’indebitamento a tassi crescenti, per l’impossibilità di rimborsare le rate, e quindi con la certezza del default.
    unaica via d’uscita quella di inflazionare la moneta per simulare il completo collasso dello stato.
    incomprensione dei pericoli sociali derivanti da tale atteggiamento da parte delle potenze vincitrici.
    nascita del nazismo come rivolta contro le sanzioni, pienamente appoggiato dal popolo,.
    ed il resto è storia.

  • illupodeicieli

    Mi fa piacere che Barnard “tiri fuori” certi argomenti, che scriva di problemi esistenti, mentre mi fa meno piacere che poi nè lui nè altri vadano al sodo, ovvero affrontino dei problemi pratici, delle questioni di “tutti i giorni”. E se è vero che nessuno fa niente gratis, del resto ci sono siti di informazione che sono a pagamento, e che CDC non è nè un’agenzia di collocamento o un ufficio disbrigo pratiche o di consulenza, sarebbe piacevole leggere alcune volte consigli o dritte su come stare in piedi o come rialzarsi. Ma forse è pretendere troppo o come diceva qualcuno poco tempo proprio su CDC “certi problemi non li ha chi guadagna i suoi 5 o 6mila euro al mese” (e aggiungo senza voler apparire ipocrita: spero non li abbia nemmeno in futuro) che ci sia qualcuno che dopo aver letto Barnard o anticipando o affrontando certe tematiche, avanzi qualche ipotesi di soluzione. Senza arrivare ai soliti discorsi che prevedono elezioni, cadute del governo, cambio di ministri: tempo fa, sul mio blog ho avanzato qualche idea che riprende in parte il “governo ombra” di buona memoria. In effetti ho detto semplicemente se era possibile invitare “le menti preziose, i talenti italiani (e ora aggiungo anche stranieri), a suggerire pubblicamente che cosa si dovrebbe fare per creare posti di lavoro con retribuzioni adeguate, su come fare perchè chi oggi prende “una miseria” (e non può nemmeno lontanamente pensare a mettere su casa e famiglia) possa vedere incrementato il suo potere di acquisto. Nel blog ho suggerito anche cose pratiche, come quando (ma spero di no) arriva l’ufficiale giudiziario, e ho invitato (ma anche in quel caso senza successo) a dare una mano, ad aiutare chi si trova nei guai o …per non finirci. Ma anche lì buca. Ora mi chiedo se appunto sia possibile andare a vedere casi concreti perchè, certe situazioni vanno affrontate subito e non possono attendere. Mi dispiace che Barnard parli appunto ai dipendenti, agli operai, agli imprenditori, saltando alcune categorie, come i commercianti o i rappresentanti: mi ricorda in questo caso chi, senza presunzione o supponenza ma con fermezza, non citava queste categorie, come se fossero già “morte e sepolte” e quindi, come diceva nostro Signore “lasciate che i morti seppeliscano i loro morti”. Purtroppo nelle casistiche, quelli come me ovvero i falliti, non ci rientrano. Nello specifico dell’articolo di Barnard non mi appare chiaro il discorso dell’export tedesco: quanto ai prodotti o merci più note, ossia auto, non mi pare che sia “alla portata di tutti”. Mentre circa gli stipendi, ad esempio proprio quelli del settore auto o metalmeccanico, sono stati indicati come nettamente superiori ai nostri, come se non sbaglio anche quelli (non citati da Barnard perchè “non rientravano nel suo discorso”) degli insegnanti delle scuole. Concludo dicendo che le soluzioni al problema,che lui in parte indica, sono troppo lunghe da “pensare, attuare” e forse si dimentica che, se anche fosse vero il suo ragionamento, le persone amano anche vivere. E vivere è una cosa che spesso ci si dimentica di “fare” presi come siamo dall’inseguire il pagamento delle utenze, della ricerca del lavoro, del modo in cui arrotondare ciò che di poco riusciamo a portare a casa. Forse è proprio su questa dimenticanza che alcuni si fanno forza e accumulano denaro: purtroppo la cosa ,però non cambia: sapere che cosa ci fa morire prima del tempo, che distrugge il nostro negozio, che ci toglie la voglia di vivere, è una magra consolazione. Con questo non voglio dire che aspetto che arrivi il duce o qualcuno con la ricetta o il programma da svolgere: sono sei anni che cerco “compagni di sventura” e ne ho trovati ,in verità pochi disposti a discutere di alcuni temi ,per loro e per me, vitali. Scambiare idee a volte è utile, suggerire dritte o dare indicazioni vuol dire che “si vuole aiutare e che quanto leggiamo o sentiamo o vediamo” ci ha toccato.
    Buon anno a tutti.

  • mandal2010

    Quanto odio in questo sito,e non solo nei confronti di Barnard.

  • wiki

    speriamo che non si tratti di odio mistificante o di propaganda di distrazione di massa mistificante …

  • amensa

    no caro operaiomantici questo succede quando chi ha in mano la finanza pubblica spende più di quanto incassa.
    ed in seconda battuta, chi credendo alla favola di vivere in un regime democratico, pensa di condizionare tali governanti con una croce ogni 5 anni.
    se non l’hai ancora capito, è questo sistema ch epermette ai soliti noti di mettertelo in quel posto, e mi raccomando, devi essere anche contento e non protestare !
    piantala di credere alla favola della sovranità monetaria che risolve tutto ! dimostri soltanto ch esi può tranquillamente continuare a prenderti per i fondelli !!

  • amensa

    se vuoi delle ricette facili da seguire, che non richiedano alcuno sforzo mentale, allora rivolgiti alla lega, loro sono specialisti nel sostenere che se hai la febbre, basta rompere il termometro per non saperlo.
    se invece, seriamente vuoi capire quali sarebbero le medicine a questa situazione, devi metterti in testa di cercare , prima di tutto di capire le ragioni per cui siamo finiti in questa m….da.
    poi potrai anche capire quali possono essere le soluzionii, ma non aspettarti soluzioni indolori, perchè qualcosa dovrai pagare anche tu.
    questo male, è come una metastasi, una cancrena, più passa il tempo, più si diffonde, e più pesante deve essere l’intervento.
    non ci sono pasti gratis, soprattutto per chi ha creduto alle belle favole.

  • illupodeicieli

    Non richiedo ricette nè credo di trovare nella lega risposte: non le ha ricevute, le risposte intendo dire, nemmeno chi ha votato lega ( e parlo perchè diversi imprenditori della Brianza che conosco sono rimasti delusi). Ho pensato, erroneamente, di trovare partecipazione nella risoluzione di problemi che, come nel caso del fallimento o della ricerca del lavoro o della crisi in generale, mi pare che non siano solo ed esclusivamente miei. Detto questo il caso potrebbe essere simile a quella persona che ha un mal di testa e ,come diceva una vecchia pubblicità , desidera che questo “passi”: se la persona ha buon senso indagherà si farà dei controlli per sapere perchè e percome le viene questo dolore. Quindi preciso che non cerco un decalogo o il libro dei compiti da eseguire, ma pensavo si potesse andare oltre l’elenco di cause e offrire anche risposte concrete a casi concreti :in questo caso che non siano i soliti casi noti (e lo dico senza supponenza) dei lavoratori di Mirafiori o delle grandi aziende, ma anche quelli della parrucchiera o della tintolavanderia che ha un calo di lavoro o mega multe dell’inps. Mi pare che ci sia, al contrario, una mentalità quasi americana che è arrivata anche da noi e che dice che “se sei senza lavoro è colpa tua”, se non riesci ad andare avanti è sempre colpa tua: solidarietà zero, comprensione per i problemi e difficoltà altrui meno di zero. Logico che di solito chi professo questo credo è persona che ha pochi problemi e non certo di natura economica, salvo forse sapere come investire il denaro in eccesso: ovvero si preoccupa poco dello sviluppo sociale. tu parlavi di soluzioni indolori: ebbene sappi che ho perso il lavoro, l’auto, sono stato condannato,ho ricevuto i pacchi dalla caritas e qualche obolo dai miei. Non mettiamola sull’autostima ma ho pensato anch’io a farla finita. Poi ho iniziato a lavorare in nero, in quanto i falliti nessuno se li fila, magari se fossi un serial killer andrei in tv o attirerei le simpatie di qualche persona buona ma così non è avvenuto. Con mia moglie ci siamo dati da fare e dopo sei anni stiamo risalendo la china ed è qui che volevo arrivare: primo non sono riuscito a risolvere i miei problemi, secondo il fatto che uno riesca a risalire o a nuotare,non vuol dire che anche gli altri ce la facciano. Intendo dire che tutti o il maggior numero di chi è in difficoltà deve farcela ed è per questo che , ingenuamente, chiedevo il “concorso di idee”. Sempre ipotizzando una società simile a come l’ho conosciuta: dove le persone producono e consumano.

  • ROE

    Le cause denunciate da Paolo Barnard sono vere ma la causa originaria è la moneta a corso legale priva di valore reale (se avesse valore reale non servirebbe il corso legale). Ma sembra essere come per le religioni: molti sanno che sono tutte false, moltissimi dubitano che lo siano ma quasi tutti continuano ad avere fede. Finché la realtà non costringerà la coscienza ad escludere l’apparenza e l’illusione. Ma sarà troppo tardi.

    http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/5-Ph.htm

    http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/DHX-UNU.htm

  • Tetris1917

    immagino PB a fare un intervento in fabbrica…..con questo soliloquio. Sarebbe interessante vederne gli effetti: orde di operai che finalmente acquisita la coscienza di classe, per intervento divino del PB; assaltano il palazzo del potere della BCE, restituendo la macchina stampa-soldi al popolo. Dopo ritornano al turno della notte.

  • amensa

    se hai sentito incomprensione o disprezzo nelle mie parole, ti chiedo umilmente perdono. Quella non era la mia intenzione. Mi spiace veramente di non saperti dare delle indicazioni operative sul COME migliorare la tua situazione, che, credimi, vorrei una bacchetta magica per poterti aiutare a migliorarla. La cosa che più dispiace a me, e quelli con un minimo di cuore, è che la sorte avversa si accanisce sempre con i più deboli. Dicono ch ela società che punisce dovrebbe anche rieducare. Sarebbe già bello se dopo aver punito non si accanisse pure. Se conosci una lingua straniera, la prima cosa ch emmi vien bene da suggerirti è quella proprio di lasciare l’Italia. Quando inizia il gioco al massacro, perchè le risorse calano, i più debolisono i primi a farne le conseguenze.
    vi sono paesi sottopopolati come il canada o l’australia, dove non è difficile rifarsi una vita se si ha buona volontà.
    in Italia, purtroppo, prevedo ch eper alcuni anni vi saranno veramente poche possibilità di ricrearsi un ambiente decoroso per se e la propria famiglia.
    ti auguro comunque il meglio ch epossa accaderti.

  • amensa

    quando comincerete a capire che una moneta senza valore intrinseco è un MEZZO atto a facilitare gli scambi, ma non una riserva di valore, se non per brevi periodi, a differenza della moneta aurea, che é lei stessa un valore, e che pertanto la prima va vista ed usata come passaggio intermedio tra la cessione di un bene e l’acquisizione di un altro, mentre la seconda , essendo lei stessa un bene non richiede mai il secondo passaggio, allora finalmente capirete che stronzata sia tutta questa manfrina sul sistema monetario.
    capirete anch eche tutto il fumo ch eè stato sollevato attorno a questo argomento, serve solo a non farvi percepire il vero problema e permettere così ai soliti noti di continuare a prenderci per i fondelli.

  • Iacopo67

    Ti comprendo, Lupodeicieli, io ho una ditta, e so bene cosa vuol dire vedere il lavoro che diminuisce, le tasse da pagare, l’ansia per l’incertezza del futuro che purtroppo non sarà roseo.
    Anch’io cerco di capire cosa sia possibile fare, ma vere soluzioni sembrano non esserci ; l’unica vera soluzione che possa funzionare è veramente disperata e quasi irrealizzabile, e sarebbe la lotta contro il Potere, in tutti i modi possibili, per almeno rallentare la predazione di tutto quello che ci stanno portando via; ma è una strada quasi impraticabile, perchè loro sono organizzati e sanno quello che vogliono e come difendersi, mentre noi siamo un ammasso informe e confuso e anche quei pochi di noi che hanno una maggiore consapevolezza bisticciano tra loro; soprattutto, la gran parte delle persone non sa proprio un bel niente, neanche le persone colte, che leggono sempre il giornale e ascoltano i vari notiziari radio e tv. Sono talmente imbevute di informazione ufficiale che anche quando provo a far vedere a qualcuno di loro che quello che dice la TV o i giornali non è sempre proprio così come viene detto, loro si irritano e rifiutano quasi qualunque visione alternativa delle cose, con mia frustrazione. Sicchè non vedo come possa venire a formarsi una qualunque organizzazione un minimo credibile per reagire ai soprusi del Potere. Da una parte quattro gatti sfigati in disaccordo tra loro e dall’altra il Potere, con la massa della popolazione ben bene inzuppata della loro propaganda. Non c’è sfida, hanno già vinto loro.
    Perciò l’unica cosa che rimane sembra che sia di arrangiarci per conto nostro e cercare di sopravvivere, come si può, sapendo che le cose in futuro non potranno che peggiorare.
    Alcune cose che ho pensato, anche se ovvie, sono per esempio evitere di fare debiti, ridurre gli acquisti alle cose indispensabili e possibilmente fare come le formichine che mettono qualcosa da parte per quando arrriveranno i tempi duri. Forse, avendoli, investire una parte dei risparmi in metalli preziosi. Coltivare un pò di più i rapporti umani perchè ne avremo maggiormente bisogno, questa potrebbe essere una conseguenza positiva della “crisi”, magari la sicurezza e il benessere materialistico ci avevano talvolta reso più freddi e insensibili verso il prossimo, e questa sarà una buona occasione per dare più importanza ai rapporti umani. Adattarsi già sin d’ora a un tipo di vita più spirituale e meno materialista, magari parlandone anche coi nostri cari, perchè siano anche loro più preparati a quello che ci aspetta, senza arrivare a ritrovarci, che so io, la moglie incazzata perchè non può avere la pelliccia di visone. Non sarebbe male anche cominciare a imparare a fare un pò d’orto in giardino, se si arrivasse al peggio almeno non si morirà di fame, avendo abbastanza terra da coltivare. E poi che Dio ce la mandi buona !
    Auguri e buon anno nuovo.

  • illupodeicieli

    Sono io che mi sono espresso male , anzi mi pare dalle tue parole che tu come me abbia a cuore “le sorti di tanti”, delle persone che sono in difficoltà: era quello il senso delle mie parole, ovvero dare una dritta a chi ha delle difficoltà. Mi rendo conto che ,anche in questo caso, vale la regola della scala dei valori, delle priorità che ognuno di noi ha.Ma non solo: si può avere la sensazione o la convinzione che lo stato o il governo sia ben contento e grato a questa “forma di volontariato” in cui chi ha a cuore la sorte altrui si dedichi, anche se di tanto in tanto, a fornire aiuto al prossimo,cosa che in effetti spetterebbe proprio alle istituzioni. In ogni caso grazie per le tue dritte e le tue opinioni.

  • sheridan

    Buon articolo. Peccato che poi cade sulle solite fesserie quali quella che si potrebbe aggiustare la situazione stampando moneta. La moneta non c’entra un fico secco con quanto e’ successo e lo dimostra il fatto che la situazione e’ particolarmente tragica solo in Italia. L’America e’ gia’ in fase di recupero, la Germania la crisi manco l’ha vista ed ha salari piu’ che doppi rispetto ai nostri e la Francia si e’ difesa abbastanza bene. Quella che rischia molto sul piano fianziario e’ proprio l’Inghilterra che si e’ messa a stampare a manetta.
    I problemi italiani sono cominciati nel 2000, ma non per colpa dell’euro, ma perche’ si sono moltiplcate oltre misura le ruburie di una classe politica insaziabile, quando affidi il paese a improbabili personaggi il risultato puo’ essere solo la catastrofe. Prodi era riuscito a sistemare i conti negli anno 90, poi nel 2000 sono arrivati gli hooligas che hanno fatto terra bruciata. LA soluzione di Barnard e’ oltremodo bizzarra, gli operai di Mirafori dovrebbero lottare contro la BCE!!!! Ma per favore!!!! Come se ne esce??? Semplice, NON SE NE ESCE, ci sara’ un passaggio catastrofico, trumatico e forse anche violento, il default dell’Italia e’ cosa certa (altro che stampare bigliettini colorati!). Alla fine del processo tanti rincoglioniti dal “meno male che silvio c’e!” oppure “siamo i migliori del mondo!” dovranno abbassare le orecchie e impugnare la zapppa, ma non per fare la rivoluzione, non ne sarebbero capaci, ma solo per sopravvivere!

  • gramscixxi

    Caro amensa, la tua caccia all’errore di Barnard ti ha portato a vedere una contraddizione che non c’è affatto :
    quando Barnard scrive : “Bill Clinton domina la politica USA per quasi tutti gli anni novanta. E cosa fa? Decide (gli viene fatto decidere) di pareggiare il bilancio dello Stato, cioè spendere tanto quanto tassa, conti pari. Secondo il comprovato principio di economia (Keynes, Samuelson, Minsky, Wray et al. ne Il Più Grande Crimine) per cui la spesa a deficit dello Stato con moneta sovrana è, al contrario di quanto si crede, la ricchezza dei cittadini, quando Clinton smise di spendere a deficit gli americani si impoverirono.”
    ha semplicemente e coerentemente detto che per pareggiare il bilancio dello Stato, Clinton non poté più spendere a deficit.
    Dove vedi la contraddizione ?

  • mandal2010

    Anche lasciando l Italia non credo si possano trovare molti altri posti dove si possa ricominciare cosi facilmente,Io vivo in Spagna e la situazione non e migliore,ho amici sudamericani e non ti dico cosa mi raccontano,ho amici inglesi,francesi assolutamente negativi riguardo alla situazione,a parte il Canada e l australia come dici tu non conosco troppo bene,la mia ragazza e norvegese e sembra che la situazione e differente dal resto d Europa,dove non c e crisi,dove il lavoro e concepito sotto un ottica differente,welfare mgliore ect. ect.Comunque buon anno.

    p.s x Amensa.Sto leggendo lo libro di John Kleeves(Un paese in pericolo),pero ho incontrato molte critiche all autore e molte altre a Charles A.Beard ,gradirei una tua opinione a proposito.Scusa la molestia.(Scusa per i testo,la mia ragazza a messo la tastiera in norvegese,un disastro)

  • amensa

    @ mandal2010 mi spiace deluderti ma non ho tale libro, e non riesco nemmeno a prometterti quando e se lo leggerò.
    ho già altri tre libri in coda da leggere, pertanto , veramente non so risponderti.

  • amensa

    c…zo !! ma allora non sono l’unico a pensarla a questo modo !!!

  • illupodeicieli

    Conosco diversi commercianti e industriali e autonomi che vivono in diverse regioni d’Italia: il punto ,che si ricollega anche alle osservazioni di Barnard, è che sia appunto Barnard che altri osservatori e scrittori di CDC , devono tenere in cosiderazione è che ci sono “le necessità impellenti” (utenze, equitalia, tasse varie, stipendi eccetera) e la programmazione del proprio lavoro (sviluppo e incremento delle vendite, migliorie varie, diversificazione del proprio campo operativo eccetera). In tutto questo contesto capisco chi mi fa osservare che “occorre capire e conoscere le cause e il percorso che ci ha portati a vivere questa realtà” ma per il bambino o la famiglia che ha fame che cosa facciamo? Spieghiamo la situazione o cerchiamo loro di dare da mangiare e poi , vediamo che cosa si può fare perchè le cose non si ripetano? Una cosa che si può fare, anche online, è quella solita:ovvero parlarne, magari dopo il lavoro, con chi può suggerire vie legali per impedire, per esempio, le attività vessative di equitalia, chi può trovare il modo di far ottenere moratorie per i pagamenti immediati e che si sa già non verranno onorati. Nello stesso tempo occorre pensare a come sviluppare le attività e creare ricchezza e benessere per tutti: è inutile che io ne esca fuori e tanti altri siano ancora fagocitati e arranchino senza meta e senza aiuti. Intendo dire che se è vero che c’è chi se ne frega perchè è stipendiato e sta bene, e non sa nemmeno di questa realtà debitoria, delle attività ferme, del negozio che non “vede” clienti, e che pensa che i commercianti (e parlo da ex) piangono lacrime false, dall’altra parte è vero che tanti ex colleghi sono disorganizzati e molti di loro pensano di sistemare le cose “entrando nei direttivi dei patronati e delle associazioni di categoria” e solo per avere sovvenzioni o pararsi il culo. Ma non è così: torno a ripetermi ma è solo da esempi concreti che si vede come affrontare la realtà. Come il medico che fa pratica vedendo i malati ma avendo anche già visto come ,casi simili, sono stati affrontati così come dobbiamo pensare ad aziende che sono state lasciate fallire (penso alla Castello, nel settore abbigliamento o ad altre di cui si sente parlare e poi c’è solo l’oblio: potrei citare negozi o attività nel terziario, qui in Sardegna e senza andare a cercare ,anche qui i nomi più noti) e a che cosa si poteva fare per salvarle e rimetterle in moto. Se invece come scrivono altri commentatori , ormai i giochi sono fatti e non c’è più niente da fare… pazienza: per come le ho prese io ,fino ad oggi, mi batterò fino alla fine per vivere meglio. (nb.: altro particolare che ci si dimentica, ovvero che “non di solo pane vive l’uomo”, non c’è solo il lavoro come putroppo,anche oggi, ci obbligano a praticare, c’è anche la vita sociale che non è quella dei centri commerciali o la corsa verso gli outlet o per accapparrarsi i saldi) ma neppure quella che ci costringe a fermarci per capire il mistero della moneta, dell’euro, il tutto mentre l’ufficiale giudiziario pignora e il cancelliere scrive.

  • mandal2010

    Se un giorno vorrai dargli un occhiat qui lo trovi http://www.fileden.com/files/2010/1/3/2712390/Un%20paese%20pericoloso.pdf.grazie,un saluto

  • totonno

    Ma che c…o dici ? quale sarebbe la balla colossale ?

  • wiki

    buona analisi…

  • amensa

    ho dato uno sguardo e mi pare che documenti solo bene ciò che chi voleva sapere, sapeva già. grazie comunque

  • caterinazanivan

    Scrivo dal Canada.
    Non e’ bene raccontare nemmeno questa favola agli italiani, gliela si racconta troppo.
    Entrare in Australia o qui in Canada non e’ facile per niente, per i piu’ impossibile.
    La qualita’ di vita e’ migliore perche’ il rapporto tra persone e’ migliore, piu’ cordiale e rispettoso. Insomma e’ un paese umanamente piu’ civile.
    La crisi c’e’ anche qui e trovare un lavoro non e’ cosi’ facile.
    Di abitanti ce ne sono pochi ma ci sono molte zone disabitate, quindi, alla fine, per poter lavorare bisogna vivere nelle citta’ piu’ popolose.
    Qui da tempo c’e la forbice tra ricchi e poveri e nel mezzo non c’e’ quasi nulla.
    Tra i poveri e’ normale fare tre lavori per sopravvivere.
    Cosi’ com’e ormale passare da avere un lavoro a non averlo.
    I piu’ hanno trovato un modo di vivere in questo.

    Questo solo perche’ non trovo giusto illudere le persone su fattibilita’ inesisteti o con sogni di vite migliori.

  • Ricky

    Puó darsi, anzi é quasi certo, che la soluzione di stampare moneta a valanga e finanziare in deficit aumentando il debito pubblico non sia la panacea di tutto, soprattutto in Paesi come il nostro dove la corruzione é altissima e il controllo dei flussi di spesa é inesistente.
    La crisi é sistemica del capitalismo e come tale va affrontata.
    Peró vorrei far notare che gli USA sono dove sono perché hanno sempre stampato dollari a valanga inondandone il mondo intero, con la scusa che il dollaro é la moneta di scambio mondiale e la trovata di sganciarsi dalla paritá aurea. Come il Giappone, hanno sempre avuto un debito pubblico pazzesco che non ha mai fermato lo sviluppo di questi Paesi.
    Tutto questo qualcosa vorrá dire, no?

  • ROE

    Qual è il vero problema che non si percepisce?

  • wiki

    mi scusi se mi intrometto

    quella delle monete e del signoraggio è una palla dal significato economico del tutto irrilevante…discorsi da perditempo…fossi in Lei mi concentrerei di più dal punto di vista delle vendite su una seria ed onesta organizzazione delle vendite a prezzi onesti e conb un reale servizio…il resto per uno che produce per vendere sono in gran parte baggianate…tra i commercianti o imprenditori che soffrono ci sono stati pure coloro che hanno speculato sul valore dell’euro al tempo della sua introduzione e ora piangono lacrime di cocodrillo…

    cioè prima hanno “truffato” i consumatori con la compiacenza di certa oligarchia politicante ed ora piangono miseria…fossi in Lei terrei conto anche di questa realtà, che si chiama mercato quando tu mi alzi i prezzi per speculare ed ottenere ingiustificati extra profitti, prima o poi questo tuo comportamento ti torna indietro come un boomerang…il problema è che prima di tutti torna indietro ai lavoratori dipendenti, come al solito…quelli ai quali taluni fieri imprenditori sono sempre pronti a predicare la storiella del rischio d’impresa e del libero mercato…scaricando i costi della concorrenza sulla precarizzazione del lavoro e il rischi d’impresa sui licenziamenti dei dipendenti…direi allora che di dipendenti comodi in poltrona ce ne sono ben pochi, salvo qualcuno vicino all’oligarca politicante eletto dal fiero imprenditore di turno che si è bevuto ogni balla che gli veniva raccontata magari per avidità…

  • wiki

    @lupodeiceli

    ho letto meglio i suoi commenti ora da quel che capisco non sei imprenditore…
    ma se mai ti ricapitasse di diventarlo tieni a mente alcune delle mie parole del commento quì sopra…per il resto i migliori auguri di buona fortuna…veramente…

  • amensa

    il vero problema sta nella convinzione della maggior parte delle persone di vivere in una democrazia.
    se così fosse, la popolazione avrebbe il controllo dei governanti, pertanto gli potrebbe imporre di limitare il potere discrezionale delle banche, limitare i loro profitti, e soprattutto dirigerne gli investimenti.
    visto che invece è il potere economico ch econtrolla parlamento e governi, tutto questo non verrà mai fatto.
    l’unico modo, in in solo colpo, per riprendere il controllo della politica sarebbe la “revoca immediata ” del mandato ai parlamentari ch enon si attenessero alla linea prospettata in campagna elettorale.
    i particolari di come potrebbe avvenire li ho già postati diverse volte.
    il grosso vantaggio di una opzione del genere darebbe infatti voce anch eall’opposizione, al quale potrebbe si denunciare con un certo successo, le malversazioni della maggioranza.
    ma per ottenere ciò occorrerebbe che una gran parte del popolo si rendesse conto della potenza dirompente di una simile riforma, e la reclamasse a gran voce.

  • amensa

    se c’è qualcosa di abominevole in un blog, è che vengano corretti al volo i post.
    quanto era scritto originariamente era diverso, molto diverso.
    correggere le frasi errate in questo modo dimostra solo il grado di malafede di chi lo fa.

  • amensa

    vedi jacopo67, ch enon capisci cosa sostieni ?
    dici :”Lo stato userà le tasse se c’è eccesso di moneta in circolo e stamperà denaro se ce n’è troppo poco, in questo modo avrà i soldi di cui ha bisogno senza creare nè inflazione nè deflazione.”
    da come lo dici sembra che l’eccesso di moneta la trovi per strada, e non nelle tasche delle persone, ma la cosa più orrenda è che secondo te lo stampare moneta non crea ne inflazione ne deflazione.
    ah si ? e da cosa è causata l’inflazione secondo te ?
    quando lo stato stampasse denaro e lo usasse per pagare i suoi oneri, quel denaro dove finirebbe secondo te ? secondo me a cercare di acquistare quegli stessi beni per cui c’era già sufficente denaro, per cui, stessi beni e più denaro per acquistarli = aumento dei prezzi.
    questa è la prima basilare legge di mercato
    l’unico modo per non avere aumento dei prezzi, sarebbe ch econtemporaneamente all’aumento del denaro ci fosse un corrispondente aumento dei beni.
    ma non accade mai così, è eventualmente l’aumento di prezzo ch ecausa , in un secondo tempo , un aumento dei beni offerti.
    dai, ripassa la lezione prima di dire fesserie.

  • mandal2010

    A me pare che la situazione sia tragica anche in Spagna, dove vivo da vari anni,sembra anche che portogallo navighi in cattive acque,per non parlare in Irlanda,Grecia e altri paesi dell eurozone

  • Iacopo67

    Equitalia, la guardia di finanza… ho appena letto un articolo di Maurizio Blondet in proposito, e anche se molte cose le sapevo già, m’è venuto il mal di stomaco. Unirsi, combattere insieme questi soprusi.. forse funzionerebbe anche, ma come tu stesso hai scritto siamo disorganizzati, individualisti, ognuno pensa a sè e c’è poca coscienza di classe. Cercare di capirci qualcosa nei misteri della politica e della moneta certamente non risolve un bel niente dei problemi che si possono avere nell’immediato, però può aiutare nel lungo termine.
    Per esempio proprio un paio d’anni fa avevo una mezza idea di prendermi una casetta col mutuo, ma da quel che avevo letto di economia avevo capito che era meglio lasciar perdere, e non me ne sono pentito, perchè ora vedo che non so se ce l’avrei fatta a pagarla.
    Siccome questa “crisi” non è una crisi ma un cambiamento strutturale e definitivo verso una società dove i ricchi saranno più ricchi e il popolo più povero, in modo definitivo, quindi forse anche per decenni o più, allora se avessi un figlio gli direi, per il lavoro, di orientarsi a lavorare per i ricchi o di fare qualcosa di cui la gente non può fare a meno ( idraulico, dentista…). Ho un amico che lavora nei cantieri navali ( io sono in Versilia ) dove fanno yacht di lusso, non hanno mai lavorato tanto come ora, ma per i cantieri che si occupano della produzione di natanti di piccole o medie dimensioni mi dice che gli ordinativi sono diminuiti o crollati.

  • wiki

    non ci sarebbe neanche troppo da meravigliarsene…

  • Iacopo67

    Amensa, deformi il significato di quanto ho scritto:
    tu hai scritto “secondo te lo stampare moneta non crea inflazione nè deflazione”, ma chi l’ha mai affermata una simile fesseria ?
    Non attribuirmi cose che non ho affermato.
    Allora provo a spiegarmi meglio.
    Ovviamente aumentare la moneta in circolazione provoca inflazione.
    E siamo d’accordo che l’inflazione non è desiderabile.
    Ma non si deve essere ossessionati dal pericolo dell’inflazione senza considerare il pericolo opposto, la deflazione, altrettanto grave.
    Se la moneta circolante diminuisce, non va bene, in qualche modo si deve farla riarrivare la moneta alla gente, sennò si blocca tutto.
    In questi casi, quando c’è stata diminuzione di denaro in circolo, con conseguente crisi e disoccupazione, riimmettere denaro non causerà inflazione ma rioccupazione e aumento di produzione di beni.
    Ma stampare moneta dovrebbe essere una misura eccezionale:
    e poi a che serve stampare moneta se poi questa deve arrivare nei meandri di banche finanza e parassiti d’ogni genere senza però arrivare alla gente, alle forze produttive , che continuano a languire ?
    Si tolga ai primi per sostenere i secondi.
    Senza bisogno di stampare moneta, e questo dovrebbe bastare.
    Il fatto che lo stato possa avere la possibilità di stampare soldi è questo, appunto, una possibilità, e non una cosa che debba divenire un’abitudine.
    Certo, te dirai, ma figurati se coi governanti che ci ritroviamo possiamo fidarci di dargli il potere sulla moneta.
    Su questo concordo, ora come ora sarebbe inutile.
    I politici, così come i banchieri, sono fuori da qualunque nostro controllo.
    Bisognerebbe prima che lo stato fosse controllato dai cittadini, allora avrebbe senso che la moneta fosse controllata dallo stato.

  • Iacopo67

    Parole d’oro, Amensa.
    Magari si riuscisse a riottenere un poco di democrazia !

  • amensa

    @ iacopo67
    purtroppo non ci sono mezze vie.
    o il denaro contiene il proprio valore, ovvero ha valore intrinseco pari o circa pari a quello facciale, e allora lo scambio con i beni diventa praticamente un baratto, m avuol anch edire che chi lo genera lo può spendere, proprio perchè tale scambio è definitivo. oppure il denaro NON ha valore intrinseco, allora lo si può solo IMPRESTARE, il che vuol dire che la differenza di valore tra quello facciale e quello intrinseco lucrata all’emissione, viene restituita al rtimborso del prestito.
    spendere denaro senza valore e senza copertura lo dfanno soltanto i falsari, i quali si guardano bene dal ritirare tale denaro.
    questa è la cosa ch epare la maggior parte delle persone che strombazza alla truffa di stato o bancaria, non ha ancora capito, e pare tu non faccia eccezione, almeno da quanto scrivi. avrai anche voluto dire qualcosa d’altro, ma rileggiti l’ultima frase che avevi scritto.

  • amensa

    il fatto che, in momenti di crisi, non si chiedano prestiti, anzi, si cerchi di restituire quelli in essere, faccia diminuire la quantità di denaro circolante, ne è la logica conseguenza ed ha un nome . si chiama “trappola della liquidità” proprio perchè essa scompare nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno.
    se hai letto anche solo qualche articolo economico, tale definizione dovresti averla letta a proposito della crisi attuale.
    e tale trappola è insita, congenita, naturale, nei sistemi a denaro “fiat”.

  • gramscixxi

    non mi risulta che l’autore abbia la possibilità di modificare i suoi post e mi sembrerebbe veramente poco serio che la redazione di CDC accogliesse richieste di questo tipo.

  • daveross

    Ma se il denaro ‘stampato’ dal nulla venisse utilizzato per comprare forza lavoro e produzione di cose direttamente, questo non rappresenterebbe un ‘nuovo valore’ col risultato di non inflazionare il sistema?

  • daveross

    Non capisco certi lettori come martinus che perdono tempo a postare commenti a dir poco inutili.

    Si è contro le teorie divulgate da Barnard? Se ne scriva il perché. Si è contro Barnard come persona… ‘affabulatrice’? Non interessa, come -penso – non interessi a molti lettori.

  • daveross

    Perché il capitale di Marx ai tempi non era un soliloquio? E Bodin e Rosseau etc…? Erano tutti soliloqui… scriviamo commenti seri e costruttivi per piacere…

  • ROE

    È vero. In sostanza ci vorrebbe questo http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/Scelte.htm
    che trovo in un comunicato del 25/4/2010.
    Ma sarebbe l’uso della sovrastruttura politica per cambiare la struttura economica. È già stato fatto in passato ma la struttura non è cambiata. Perché? Perché la soluzione (e soprattutto gli strumenti per attuarla) va trovata a monte, come precisato con http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/Marx-It.htm.
    Finché il prezzo del lavoro sarà pagato com moneta emessa da chi detiene i capitali non cambierà mai niente.

  • daveross

    Ma dove è scritto che gli operai debbanno assaltare la BCE?

  • ROE

    La moneta a corso legale è un’arma potente, forse la più potente. Tutti gli imperi hanno avuto uno sviluppo – per millenni fondato sulla violenza e più di recente anche sulla moneta senza valore – sempre e comunque sullo sfruttamento degli altri. È un fatto storico.

  • illupodeicieli

    Sono stato imprenditore, nel senso che ho avuto un negozio e mi sono occupato di forniture di arredamento per uffici e collettività. Ho smesso nel 2002 e mi sono dedicato ad altro, sempre inerente l’arredamento, ma non ho chiuso ,non ho fatto la cessazione alla CCIAA e ,pur continuando a pagare attraverso avvocato i miei debiti, due anni dopo mentre mi rimettevo in sesto mi hanno dichiarato fallito.Essendo ditta individuale me la sono presa in quel posto. Quanto ai consigli sono sempre graditi e mi dispiace non poter ricominciare come imprenditore, se pure con la legge attuale sul fallimento potrei.

  • amensa

    @ daveross . già, ma dopo aver comprato come tu dici “forza lavoro” o qualsiasi altra cosa dove và ? resta in circolazione perchè a differenza di quello imprestato ch ealla scadenza viene restituito all’emittente, questo resta in circolazione all’infinito, aumentando PER SEMPRE, e non solo per la durata del prestito, la massa monetaria.

  • amensa

    io che sono anche autore su un blog, ho la possibilità di editare non solo i miei scritti ma anche i commenti. poi, per correttezza non lo si fa, ma la possibilità c’è.

  • Iacopo67

    Quello che condanno nell’attuale sistema monetario è la mancanza di una qualunque forma di controllo, per cui, anche per la complessità del sistema stesso, si generano furbate e truffe d’ogni genere che avvantaggia chi riesce a gestire o approfittare del sistema a scapito della comunità.
    Però il sistema FIAT money in sè non è una truffa, e se dovessi scegliere tra il sistema FIAT money e, diciamo, la moneta d’oro, non sono sicuro di cosa preferirei, perchè ognuno dei due sistemi ha vantaggi e svantaggi. La moneta d’oro attrae perchè il suo valore lo mantiene, più o meno, per sempre, e si presta ottimamente per chi vuole mettere da parte dei risparmi per lungo tempo.
    Però proprio questo pregio è anche un difetto, perchè se la gente è incentivata a mettere da parte, si potrebbe creare un meccanismo che sottrae moneta dalla circolazione, con conseguente deflazione e crisi economica; tra l’altro questo meccanismo è come un cane che si morde la coda, perchè la deflazione aumenta il valore della moneta rispetto a quello delle merci, e se la gente ha la sensazione che la moneta stia aumentando di valore, questo incentiverà ulteriormente il risparmio.
    Accadde qualcosa di simile nell’impero romano; ho letto che per via degli accaparratori di moneta rimase demonetizzato, e poi crollò. Anche un aumento di produzione delle merci porterebbe a un aumento di valore della moneta d’oro, se questa non può aumentare nelle stessa misura ( perchè la produzione d’oro nelle miniere è limitata ) rispetto all’aumento delle merci; questo potrebbe incentivare il risparmio e aumentare la deflazione.
    Sicchè neanche la moneta d’oro o non inflazionabile è così perfetta.
    La cartamoneta invece si può inflazionare.
    Capisco che l’inflazione non è una bella cosa, che distrugge i risparmi, ma non la vedo come il male assoluto, ci sono momenti in cui secondo me è giusto stampare e aumentare la moneta in circolazione.
    Per esempio, dopo la prima guerra mondiale, ci si intestardì con il gold standard, quando la produzione era molto aumentata in quegli anni e avrebbe richiesto un aumento di moneta circolante per mantenere la stabilità dei prezzi; invece per star dietro al gold standard si creò la deflazione e la depressione.
    Una leggera inflazione, in generale, potrebbe avere anche qualche effetto positivo, e non solo effetti negativi; se la gente percepisce che c’è inflazione, sarà portata a spendere più che a risparmiare, e questo aiuterebbe un’economia in crisi. Una moneta che perde valore facilita le esportazioni all’estero, anche questo aiuterebbe a far ripartire l’economia. Basta pensare come stavamo con la lira, certo, c’era inflazione e assottigliamento dei risparmi, ma intanto si lavorava alla grande ed eravamo una potenza industriale. Ora abbiamo un euro bello forte che si ha terrore di inflazionare, e lo vediamo come siamo messi; non riusciamo a esportare; abbiamo quindi un bilancio dei pagamenti con l’estero negativo e quindi un flusso di moneta prevalente verso l’estero che ci comporta diminuzione di moneta circolante.
    Abbiamo anche il fenomeno delle delocalizzazioni che comporta un’ulteriore emorragia di moneta verso l’estero. C’è la trappola della liquidità che hai menzionato, altro denaro che esce dalla circolazione. Abbiamo quel cavolo di debito pubblico, purtroppo, che ci viene imposto di portarlo al 60 % del pil, quindi vorrà dire più tasse, più tagli, e perciò ancora e ancora denaro che esce dalla circolazione….
    Non sei d’accordo che qui abbiamo un problema che mancano i soldi in circolazione ? Io non lo so cosa si debba fare, se si deve stamparli o no, ma qualcosa dovrebbero fare, devono farli arrivare i soldi in circolo, sennò poi per forza che c’è crisi.
    Insomma, non vedrei solo il problema dell’inflazione, c’è anche il suo contrario, che crea problemi forse anche più gravi dell’inflazione.