FONTE: OGGINOTIZIE.IT
I geologi stanno studiando gli effetti e soprattutto le cause dello sciame sismico che ha colpito, e sta colpendo, la regione emiliana e non solo. Per la precisione, sotto la lente di ingrandimento degli esperti vi è quella che tecnicamente viene definita la Dorsale Ferrarese.
Gli scienziati dell'USGS - il Servizio Geologico statunitense - hanno ricatalogato in magnitudo 6.0, dal 5.9, quella che originariamente è stata la scossa principale dello scorso 20 maggio, con ipocentro a 5,1 km di profondità (inizialmente creduto 10,1 km).
A seguito, "TERREMOTI IN EMILIA ?: COLPA DEL FRACKING ? NO" (Debora Billi, petrolio.blogosfere.it);
“TERREMOTO: SONO AL SICURO LE CITTA' DEL NORD ?” (Claudio Messora, byoblu.com);
Non pochi ritengono che insieme al naturale movimento della crosta terrestre, una delle principali cause del terremoto e del conseguente sciame sismico, sia da ricercare nelle pratiche estreme di "Fracking" ovvero, la indiscriminata perforazione idraulica del territorio che avviene per una prima parte in senso verticale e quindi corre in senso orizzontale, parallelamente al terreno.
Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segretissima (top secret industriale) che sarebbero la concausa scatenante dei terremoti.
Secondo alcune fonti ufficiali, dall'inizio dell'anno in Italia si sono registrate 632 scosse, tutte nel nord Italia, e tutte in corrispondenza dei cosiddetti "Shale Gas", ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in gergo dette Fracking. E allora: cause esclusivamente naturali oppure favorite da azione umana? E soprattutto, le perforazioni sono legali o illegali? E a quali enormi interessi economici sono collegate le sperimentazioni sugli idrocarburi?
E' un caso che prima del terremoto si siano verificate fuoriuscite di acqua e sabbia dal terreno, il 19 maggio 2012, proprio in Emilia Romagna? Ed è ancora un caso che il ministro Romani abbia dichiarato, all'Unione Petrolifera Italiana, della necessità di incrementare il contributo della produzione nazionale di idrocarburi a partire dal 2012?
In ogni caso, il governo italiano ha concesso l'autorizzazione per aumentare le perforazioni e le estrazioni alle maggiori compagnie americane, e subito dopo si sono verificati i terremoti. Il ministro Romani punta ad un aumento di almeno 90mila barili al giorno. In particolare dai giacimenti della Basilicata.
Per quanto riguarda il gas naturale, si parla di sfruttamento di "Shale Gas", ovvero l'utilizzo di tecniche di estrazione che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistenti principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, fra i quali l'Italia, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.
Fonte: www.ogginotizie.it
Link: http://www.ogginotizie.it/139952-terremoti-in-emilia-fracking-alla-039-origine-del-sisma/
27.05.2012
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rocks 31 maggio 2012
E' da tempo che giro i siti che normalmente frequento, fra i quali questo per dire che nel sito di Rivara non è iniziato un bel niente, né stoccaggio né indagini, perché semplicemente se lo avessero fatto lo avrei saputo, perché sarei stato coinvolto nelle indagini preliminari.
E poi non capisco quello che parlano di scoppi e di detonazioni, state palrando di linee sismiche? Avete presente cosa vuol dire produrre una linea sismca? Secondo me no. L'unica cosa che mi pare a livello internazionale sia riconosciuta come causa scatenante in alcuni casi di terremoti medi è il fracking applicato per l'estrazione di idrocarburi da alcuni tipi di rocce. Non è il caso dello stoccaggio di Rivara, che non è un sito di estrazione, ma andrebbe a stoccare gas in un serbatoio già esisitente, senza necessità di essere fratturato. Lo stoccaggio in italia è iniziato nel 1964 a Cortemaggiore e sembra non abbia mai dato problemi là. Invece la zona interessata dai terremoti in questi giorni lo era già stata 400-500 anni fa il che per un geologo vuol dire che tale zona doveva essere considerata ad alto rischio sismico, se non è stato fatto la responsabilità è dei geologi e degli amministratori pubblici che hanno continuato a permettere la costruzione di edifici non anti-sismici, fino a pochi anni fa. Questo è stato fatto per RISPARMIARE come al solito sulla nostra pelle e adesso non serve incolpare le multinazionali o gli americani, ma ci sarebbe da chiedere conto alla comunità scientifica e a quella politica.
Erg sborserebbe 600.000 euro all'anno al comune di San Felice sul Panaro per 40. Vuol dire 32.000.000 di euro, coi quali forse sarebbe possibile mettere in sicurezza gli edifici del comune. E fregarsene così dei terremoti futuri, naturali o indotti. Questa è solo una provocazione, ma neanche tanto...