TERREMOTI IN EMILIA – FRACKING ALL’ORIGINE DEL SISMA ?

TERREMOTI IN EMILIA – FRACKING ALL’ORIGINE DEL SISMA ?

FONTE: OGGINOTIZIE.IT

I geologi stanno studiando gli effetti e soprattutto le cause dello sciame sismico che ha colpito, e sta colpendo, la regione emiliana e non solo. Per la precisione, sotto la lente di ingrandimento degli esperti vi è quella che tecnicamente viene definita la Dorsale Ferrarese.


Gli scienziati dell'USGS - il Servizio Geologico statunitense - hanno ricatalogato in magnitudo 6.0, dal 5.9, quella che originariamente è stata la scossa principale dello scorso 20 maggio, con ipocentro a 5,1 km di profondità (inizialmente creduto 10,1 km).


A seguito, "TERREMOTI IN EMILIA ?: COLPA DEL FRACKING ? NO" (Debora Billi, petrolio.blogosfere.it);
“TERREMOTO: SONO AL SICURO LE CITTA' DEL NORD ?” (Claudio Messora, byoblu.com);

Non pochi ritengono che insieme al naturale movimento della crosta terrestre, una delle principali cause del terremoto e del conseguente sciame sismico, sia da ricercare nelle pratiche estreme di "Fracking" ovvero, la indiscriminata perforazione idraulica del territorio che avviene per una prima parte in senso verticale e quindi corre in senso orizzontale, parallelamente al terreno.


Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segretissima (top secret industriale) che sarebbero la concausa scatenante dei terremoti.


Secondo alcune fonti ufficiali, dall'inizio dell'anno in Italia si sono registrate 632 scosse, tutte nel nord Italia, e tutte in corrispondenza dei cosiddetti "Shale Gas", ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in gergo dette Fracking. E allora: cause esclusivamente naturali oppure favorite da azione umana? E soprattutto, le perforazioni sono legali o illegali? E a quali enormi interessi economici sono collegate le sperimentazioni sugli idrocarburi?


E' un caso che prima del terremoto si siano verificate fuoriuscite di acqua e sabbia dal terreno, il 19 maggio 2012, proprio in Emilia Romagna? Ed è ancora un caso che il ministro Romani abbia dichiarato, all'Unione Petrolifera Italiana, della necessità di incrementare il contributo della produzione nazionale di idrocarburi a partire dal 2012?

In ogni caso, il governo italiano ha concesso l'autorizzazione per aumentare le perforazioni e le estrazioni alle maggiori compagnie americane, e subito dopo si sono verificati i terremoti. Il ministro Romani punta ad un aumento di almeno 90mila barili al giorno. In particolare dai giacimenti della Basilicata.


Per quanto riguarda il gas naturale, si parla di sfruttamento di "Shale Gas", ovvero l'utilizzo di tecniche di estrazione che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistenti principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, fra i quali l'Italia, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.

Fonte: www.ogginotizie.it

Link: http://www.ogginotizie.it/139952-terremoti-in-emilia-fracking-alla-039-origine-del-sisma/

27.05.2012

LEGGI ANCHE: TERREMOTI NELL'OHIO PROVOCATI DALL'”HYDRAULIC FRACKING”?


BENVENUTI NEL NUOVO TERZO MONDO DELL’ENERGIA, GLI STATI UNITI


UNO STUDIO SCIENTIFICO COLLEGA L’ACQUA CHE PRENDE FUOCO AL FRACKING

Commenti (35)

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    1. rocks 31 maggio 2012

      E' da tempo che giro i siti che normalmente frequento, fra i quali questo per dire che nel sito di Rivara non è iniziato un bel niente, né stoccaggio né indagini, perché semplicemente se lo avessero fatto lo avrei saputo, perché sarei stato coinvolto nelle indagini preliminari.
      E poi non capisco quello che parlano di scoppi e di detonazioni, state palrando di linee sismiche? Avete presente cosa vuol dire produrre una linea sismca? Secondo me no. L'unica cosa che mi pare a livello internazionale sia riconosciuta come causa scatenante in alcuni casi di terremoti medi è il fracking applicato per l'estrazione di idrocarburi da alcuni tipi di rocce. Non è il caso dello stoccaggio di Rivara, che non è un sito di estrazione, ma andrebbe a stoccare gas in un serbatoio già esisitente, senza necessità di essere fratturato. Lo stoccaggio in italia è iniziato nel 1964 a Cortemaggiore e sembra non abbia mai dato problemi là. Invece la zona interessata dai terremoti in questi giorni lo era già stata 400-500 anni fa il che per un geologo vuol dire che tale zona doveva essere considerata ad alto rischio sismico, se non è stato fatto la responsabilità è dei geologi e degli amministratori pubblici che hanno continuato a permettere la costruzione di edifici non anti-sismici, fino a pochi anni fa. Questo è stato fatto per RISPARMIARE come al solito sulla nostra pelle e adesso non serve incolpare le multinazionali o gli americani, ma ci sarebbe da chiedere conto alla comunità scientifica e a quella politica.
      Erg sborserebbe 600.000 euro all'anno al comune di San Felice sul Panaro per 40. Vuol dire 32.000.000 di euro, coi quali forse sarebbe possibile mettere in sicurezza gli edifici del comune. E fregarsene così dei terremoti futuri, naturali o indotti. Questa è solo una provocazione, ma neanche tanto...

    1. Truman 31 maggio 2012

      Riceviamo per e-mail.


      • coincidenza che nei comuni colpiti dal sisma era, ed è, in corso l'iniezione in pressione di gas metano nel sottosuolo a km di profondità a scopo di stoccaggio, oltre ad una intensa campagna di prospezioni geologiche profonde, preliminari alla realizzazione dell'unico impianto italiano di stoccaggio in acquifero profondo - a 2.5 km sotto il livello del mare - di 6 miliardi di metri cubi di metano che sorgerà nel comune di Rivara.
      • coincidenza che i media non ne parlino.
      • coincidenza che la stessa società paghi consulenze all' INGV.
      • coincidenza che nel 2006 gli stessi comuni che oggi piangono i morti avevano manifestato forti perplessità sulle ripercussioni sismiche dell'impianto (vedi allegato).
      • coincidenza che 10 tecnici su 11 hanno dato parere negativo.
      • coincidenza che il governo si accorga (e ne vorrebbe bloccare l’iter) solo adesso del progetto http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-clini-frena-su-stoccaggio-gas-a-rivara-9643.html [www.greenstyle.it], nulla dicendo sui depositi già attivi di metano iniettati a pressione nè sulle prospezioni geologiche in corso.
      • coincidenza è il fondato sospetto che le attività di iniezione a pressione di gas a profondità di faglia possano scatenare scosse telluriche, come conferma lo studio pubblicato 3 giorni fa dal Prof. Ortolani, Ordinario di Geologia, dell'Università di Napoli:
      Impatto delle attività di estrazione e ripompaggio di idrocarburi nelle zone con tettonica attiva

      Come si vede nella figura 5 nelle aree interessate da faglie attive nel sottosuolo esistono numerosi pozzi profondi finora eseguiti per ricerca di idrocarburi. Come è noto sono in corso alcuni interventi di riimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti. Tali interventi sono attuati in varie parti del mondo; talvolta sono vietati in quanto liniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo, come testimonia una ricca bibliografia scientifica internazionale, a luoghi può innescare un'attività sismica di non elevata magnitudo.
      Non si intende mettere in relazione le iniezioni di fluidi nel sottosuolo o comunque lestrazione di idrocarburi con lattività sismica di elevata magnitudo di chiara origine tettonica.
      Crediamo che debba essere adeguatamente approfondito l'argomento, almeno, laddove sono in corso attività estrattive e di probabile reiniezione di fluidi per favorire lemungimento del petrolio, come nella Val dAgri in Basilicata, in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche in grado di originare eventi di elevata magnitudo come accaduto nel 1857.
      Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l'estrazione di idrocarburi e la reiniezione di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere.
      Si deve inoltre fare chiarezza sull’incidenza che possono avere le reiniezioni di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive: equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio pericolante?
      Gruppo di studio coordinato da Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio,
      Dott. Geologo Valerio Buonomo, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
      Ing. Gabriele Petroccelli, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
      Dott.ssa Silvana Pagliuca, CNR -ISAFOM, Ercolano.
      27 maggio 2012
      vi riporto pure la pagine delle faq del sito della società texana (presumibile responsabile o forse corresponsabile dello sfacelo), la ErgRivara: http://www.ergrivarastorage.it/domande.html [www.ergrivarastorage.it]





      - Perché una nuova Società?



      Per sviluppare, costruire e gestire lo stoccaggio di gas naturale di Rivara. ERG Rivara Storage è posseduta al 15% da ERG Power & Gas e all85% da Independent Gas Management. Alla nuova società è stata trasferita la titolarità dellistanza per la realizzazione e la gestione dello stoccaggio gas di Rivara.



      ........


      - Si parla di rischi sismici nella dorsale ferrarese, ma il deposito non aumenterà questi rischi?



      Lo stoccaggio non cambierà la sismicità naturale della zona, così come è stato studiato dal CNR e dallUniversità La Sapienza di Roma.
      E stata fatta un'accurata ricerca sui terremoti nella zona dellEmilia Romagna negli ultimi 2000 anni. La zona di Rivara ha una sismicità di livello 3, cioè bassa. Il centro dei terremoti è sempre stato ad una profondità tra i 15 e i 20 km sotto terra, profondità che non interessa il deposito di stoccaggio gas. (ed invece dai report dell'INGV (http://twitter.com/#!/INGVterremoti) si legge che le scosse hanno sempre avuto profondità variabile tra 1 km (strano no? terremoti molto, troppo superficiali) e 10 km sotto il livello del mare!!!! Il terremoto del 9 maggio 2007 così come quello di giugno, luglio e agosto 2008 hanno, infatti, paradossalmente dimostrato la sicurezza della tenuta del coperchio del serbatoio, in quanto non ha intaccato in alcun modo la tenuta del vicino giacimento di petrolio di Cavone di Carpi, che condivide con il deposito di Rivara sia la roccia serbatoio che la roccia di copertura.

      Localmente i terremoti avvengono su un piano di slittamento sostanzialmente orizzontale, lungo il quale si verifica il raccorciamento crostale dovuto alla lenta convergenza tra la placca africana e la placca europea, un movimento in continuo rallentamento.
      Per una maggiore sicurezza e per poter garantire una più precisa localizzazione, anche in profondità, di altri eventuali futuri sismi, la Società ha deciso di incaricare l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di istallare una rete di stazioni sismometriche nella zona di interesse del progetto.


      - Gli 11 tecnici esperti, incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il vostro progetto, lo hanno definito non idoneo, che ne pensate?



      Il fatto che all'interno del gruppo degli 11 incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il progetto di Rivara, vi sia stato in realtà un professore, tra l'altro l'unico esperto in geologia, che ha rilasciato parere favorevole, ci fa pensare alla bontà del nostro progetto.



      - Quali saranno i benefici per l'economia che qui è prevalentemente agricola? A quanto ammonterebbero le royalties?



      La legge finanziaria 2008 dal 1º gennaio 2008, obbliga i soggetti titolari di concessioni per l'attività di stoccaggio del gas naturale in giacimenti o unità geologiche profonde a corrispondere alle regioni nelle quali hanno sede i relativi stabilimenti di stoccaggio, a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio, un importo annuo pari all'1% del valore della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale. ERG Rivara Storage infatti pagherà una quota di circa 1 milione di euro allanno, per i prossimi 40 anni, alla Regione Emilia Romagna che provvederà a suddividerli ai Comuni che ospiteranno il deposito. Gli importi verranno così suddivisi: il 60% sul totale a San Felice sul Panaro perché è il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, il restante 40% suddiviso tra i comuni di Mirandola, Finale Emilia, Crevalcore, Camposanto e Medolla, in misura proporzionale per il 50 per cento all'estensione del confine e per il 50 per cento alla popolazione.



      - Quali sono i veri rapporti tra INGV e IGM?



      Tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la nostra società c'è un rapporto di normale e trasparente collaborazione scientifica. Del resto INGV è il migliore istituto di ricerca geologica al mondo, logico chiedere loro una consulenza. E chiunque pensi che INGV possa cambiare un rapporto di ricerca per far piacere a un cliente o a un ex dipendente è solo in mala fede. Soprattutto se la ricerca è controllata a livello internazionale. Nessuno mette a repentaglio la propria reputazione scientifica e quindi i finanziamenti per pochi soldi.

    1. giorgiolx 31 maggio 2012

      non so, non sono un geologo...te si?

    1. strangenick 30 maggio 2012

      Pregherei Debora Bill di informarsi sulle pratiche del "livello esplorativo geologico" - sono IDENTICI al fracking di estrazione!
      Per favore, informatevi!
      Sono un'attivista bulgara e siamo riusciti a far emettere un moratorium sulle esplorazioni! Le pratiche sono IDENTICI senza alcuna differenza (confermato da decine di geologi).

    1. pantos 30 maggio 2012

      coincidenza che nei comuni colpiti dal sisma era, ed è, in corso l'iniezione in pressione di gas metano nel sottosuolo a km di profondità a scopo di stoccaggio, oltre ad una intensa campagna di prospezioni geologiche profonde, preliminari alla realizzazione dell'unico impianto italiano di stoccaggio in acquifero profondo - a 2.5 km sotto il livello del mare - di 6 miliardi di metri cubi di metano che sorgerà nel comune di Rivara.

      coincidenza che i media non ne parlino.

      coincidenza che la stessa società paghi consulenze all' INGV.

      coincidenza che nel 2006 gli stessi comuni che oggi piangono i morti avevano manifestato forti perplessità sulle ripercussioni sismiche dell'impianto

      coincidenza che 10 tecnici su 11 hanno dato parere negativo.

      coincidenza che il governo si accorga (e ne vorrebbe bloccare l’iter) solo adesso del progetto http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-clini-frena-su-stoccaggio-gas-a-rivara-9643.html, nulla dicendo sui depositi già attivi di metano iniettati a pressione nè sulle prospezioni geologiche in corso.

      coincidenza è il fondato sospetto che le attività di iniezione a pressione di gas a profondità di faglia possano scatenare scosse telluriche, come conferma lo studio pubblicato 3 giorni fa dal Prof. Ortolani, Ordinario di Geologia, dell'Università di Napoli:

      Impatto delle attività di estrazione e ripompaggio di idrocarburi nelle zone con tettonica attiva

      Come si vede nella figura 5 nelle aree interessate da faglie attive nel sottosuolo esistono numerosi pozzi profondi finora eseguiti per ricerca di idrocarburi. Come è noto sono in corso alcuni interventi di riimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti. Tali interventi sono attuati in varie parti del mondo; talvolta sono vietati in quanto liniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo, come testimonia una ricca bibliografia scientifica internazionale, a luoghi può innescare un'attività sismica di non elevata magnitudo. Non si intende mettere in relazione le iniezioni di fluidi nel sottosuolo o comunque estrazione di idrocarburi con attività sismica di elevata magnitudo di chiara origine tettonica.
      Crediamo che debba essere adeguatamente approfondito argomento, almeno, laddove sono in corso attività estrattive e di probabile reiniezione di fluidi per favorire emungimento del petrolio, come nella Val d'Agri in Basilicata, in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche in grado di originare eventi di elevata magnitudo come accaduto nel 1857.
      Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l’estrazione di idrocarburi e la “reiniezione” di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere.
      Si deve inoltre fare chiarezza sull’’incidenza che possono avere le “reiniezioni” di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive: equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio pericolante?

      Gruppo di studio coordinato da Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio,
      Dott. Geologo Valerio Buonomo, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
      Ing. Gabriele Petroccelli, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
      Dott.ssa Silvana Pagliuca, CNR -ISAFOM, Ercolano.
      27 maggio 2012

      fonte: http://altocasertano.wordpress.com/2012/05/28/59981-cause-terremoto/#more-59981

      vi riporto pure la pagine delle faq del sito della società texana (presumibile responsabile o forse corresponsabile dello sfacelo), la ErgRivara: http://www.ergrivarastorage.it/domande.html

      Perché una nuova Società?
      Per sviluppare, costruire e gestire lo stoccaggio di gas naturale di Rivara. ERG Rivara Storage è posseduta al 15% da ERG Power & Gas e all’85% da Independent Gas Management. Alla nuova società è stata trasferita la titolarità dell’istanza per la realizzazione e la gestione dello stoccaggio gas di Rivara.

      ........

      Si parla di rischi sismici nella dorsale ferrarese, ma il deposito non aumenterà questi rischi?
      Lo stoccaggio non cambierà la sismicità naturale della zona, così come è stato studiato dal CNR e dall’Università La Sapienza di Roma.
      E’ stata fatta un’accurata ricerca sui terremoti nella zona dell’Emilia Romagna negli ultimi 2000 anni. La zona di Rivara ha una sismicità di livello 3, cioè bassa. Il centro dei terremoti è sempre stato ad una profondità tra i 15 e i 20 km sotto terra, profondità che non interessa il deposito di stoccaggio gas. (ed invece dai report dell'INGV (http://twitter.com/#!/INGVterremoti) si legge che le scosse hanno sempre avuto profondità variabile tra 1 km (strano no? terremoti molto, troppo superficiali) e 10 km sotto il livello del mare!!!! Il terremoto del 9 maggio 2007 così come quello di giugno, luglio e agosto 2008 hanno, infatti, paradossalmente dimostrato la sicurezza della tenuta del “coperchio” del serbatoio, in quanto non ha intaccato in alcun modo la tenuta del vicino giacimento di petrolio di Cavone di Carpi, che condivide con il deposito di Rivara sia la roccia serbatoio che la roccia di copertura.
      Localmente i terremoti avvengono su un piano di slittamento sostanzialmente orizzontale, lungo il quale si verifica il raccorciamento crostale dovuto alla lenta convergenza tra la placca africana e la placca europea, un movimento in continuo rallentamento.
      Per una maggiore sicurezza e per poter garantire una più precisa localizzazione, anche in profondità, di altri eventuali futuri sismi, la Società ha deciso di incaricare l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di istallare una rete di stazioni sismometriche nella zona di interesse del progetto.

      Gli 11 tecnici esperti, incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il vostro progetto, lo hanno definito non idoneo, che ne pensate?
      Il fatto che all’interno del gruppo degli 11 incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il progetto di Rivara, vi sia stato in realtà un professore, tra l’altro l’unico esperto in geologia, che ha rilasciato parere favorevole, ci fa pensare alla bontà del nostro progetto.

      Quali saranno i benefici per l’economia che qui è prevalentemente agricola? A quanto ammonterebbero le royalties?
      La legge finanziaria 2008 dal 1º gennaio 2008, obbliga i soggetti titolari di concessioni per l'attività di stoccaggio del gas naturale in giacimenti o unità geologiche profonde a corrispondere alle regioni nelle quali hanno sede i relativi stabilimenti di stoccaggio, a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio, un importo annuo pari all'1% del valore della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale. ERG Rivara Storage infatti pagherà una quota di circa 1 milione di euro all’anno, per i prossimi 40 anni, alla Regione Emilia Romagna che provvederà a suddividerli ai Comuni che ospiteranno il deposito. Gli importi verranno così suddivisi: il 60% sul totale a San Felice sul Panaro perché è il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, il restante 40% suddiviso tra i comuni di Mirandola, Finale Emilia, Crevalcore, Camposanto e Medolla, in misura proporzionale per il 50 per cento all'estensione del confine e per il 50 per cento alla popolazione.

      Quali sono i veri rapporti tra INGV e IGM?
      Tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la nostra società c’è un rapporto di normale e trasparente collaborazione scientifica. Del resto INGV è il migliore istituto di ricerca geologica al mondo, logico chiedere loro una consulenza. E chiunque pensi che INGV possa cambiare un rapporto di ricerca per far piacere a un cliente o a un ex dipendente è solo in mala fede. Soprattutto se la ricerca è controllata a livello internazionale. Nessuno mette a repentaglio la propria reputazione scientifica e quindi i finanziamenti per pochi soldi.

    1. geopardy 30 maggio 2012

      Tutto ciò che vai ad alterare o a togliere dal sottosuolo ha potenzialmente un rischio sismico, fracking o non fracking.

      Se il territorio è già sismico, ne aumenta il rischio.

      Ciao

      Geo

    1. kulma 30 maggio 2012

      Io parlerei piú che altro di terreni soffici, incoerenti. Nei liquidi le onde S, le piú pericolose, neanche si trasmettono.

      La mappa, quale? Parli di rischio o di pericolositá? la pericolositá é (dal sito INGV):

      ... lo scuotimento del suolo atteso in un dato sito con una certa probabilità di eccedenza in un dato intervallo di tempo, ovvero la probabilità che un certo valore di scuotimento si verifichi in un dato intervallo di tempo.
      Questo tipo di stima si basa sulla definizione di una serie di elementi di input (quali catalogo dei terremoti, zone sorgente, relazione di attenuazione del moto del suolo, ecc.) e dei parametri di riferimento (per esempio: scuotimento in accelerazione o spostamento, tipo di suolo, finestra temporale, ecc.).

      Il rischio invece é la combinazione di pericolositá, esposizione (quantitá di edifici presenti in una zona e loro importanza) e vulnerabilitá (resistenza degli edifici).

      Come vedi é tutto molto complesso, quindi le due affermazioni non si escludono per forza. Anche perché se un terreno trasmette bene, vuol dire semplicemente che la zona di risentimento sará piú ampia. Come ti ho detto nell'altro commento, la cosa pericolosa sono i fenomeni di amplificazione e di intrappolamento delle onde sismiche. Prendi L'Aquila per esempio, la zona di risentimento era decisamente inferiore a quella del terremoto emiliano, nonostante l'energia fosse di gran lunga maggiore. E infatti i danni sono stati anche piú pesanti. Insomma il problema é complesso.

    1. kulma 30 maggio 2012

      Piccola correzione che mi é venuta in mente leggendo il commento di pantos. I terreni rocciosi non trasmettono meglio, é vero. assorbono di piú. La velocitá delle onde é maggiore, ma non conta nulla.

    1. AssMazz 30 maggio 2012

      Hai ragione e mi scuso, ho fatto confusione con il ministero dell'ambiente, che invece fregandosene degli abitanti pubblica il decreto di compatibilità ambientale.
      Forse non si percepiva nelle 2 righe che ho scritto in precedenza, ma io comunque avrei dato sempre e comunque le responsabilità alla multinazionale investitrice nello stoccaggio e mai alla popolazione, anche se quest'ultima avesse aderito al 100% all'iniziativa. COMUNQUE SIA IL PUNTO DELLA QUESTIONE E' TUTT'ALTRA COSA: IL SISMA E' NATURALE O PROVOCATO?

    1. kulma 30 maggio 2012

      Ciao Truman. Sono un sismologo e frequento (piú leggendo che commentando) CDC.

      Hai ragione, i terreni rocciosi trasmettono meglio, hai torto, i terreni piú pericolosi sono quelli "morbidi" sopra quelli rocciosi, perché le onde sismiche rimangono intrappolate.

      Dici:

      "A parte questo noto che continua una tendenza ad avere terremoti catastrofici con frequenza ed energia ben superiore ai dati storici. Difficile pensare che non ci sia una causa umana."

      A cosa ti riferisci? Quali sarebbero gli altri? E quale sarebbe la causa umana? le energie coinvolte sono spaventose. E' vero che in quella zona il terremoto piú forte é stato 5 secoli fa, ma non vuol dire niente. Zone poco pericolose non sono zone dove non avvengono terremoti forti, ma dove questi avvengono con una frequenza minore. Considera anche che i dati storici sono completi dal 1600 in poi, prima é difficile conoscere proprio tutti i terremoti avvenuti, e che le magnitudo storiche sono calcolate con metodi diversi (ovviamente) da quelle attuali (strumentali). Ci potrebbero essere anche degli errori insomma.
      Questo giusto per fare un po' di chiarezza e ragionare sulle cose in modo onesto.

    1. nuvolenelcielo 30 maggio 2012

      Hai ragione, azz. Comunque le rilievi tecnici e le cariche esplosive sono cominciate dopo un decreto di febbraio "Il decreto che autorizza i rilievi preventivi prevede cariche da far esplodere badando ad evitare «possibili interferenze o contaminazioni delle falde». Richiede la cura di «chiudere i pozzi, riportandoli allo stato precedente, dopo le detonazioni». E sollecita rilievi sismici da effettuare «secondo le più moderne tecniche, evitando qualsiasi tipo di disturbo alle popolazioni residenti e alla fauna». Un programma che però, dopo la devastante scossa delle ore 4 e 03 di domenica mattina, è destinato ad essere completamente rivisto."
      http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_23/test-per-deposito-gas-in-zone-terremoto_756630a2-a4e7-11e1-80d8-8b8b2210c662.shtml

    1. Nauseato 30 maggio 2012

      Onestamente, prima di questi giorni manco sapevo dell'esistenza del fracking e prendo atto delle varie voci al riguardo.

      Come quelle sullo stoccaggio di gas ...



      Resta però vero a parte tutto, che ricordare dell'illegalità di qualcosa per escludere che la tal cosa possa essersi verificata è quantomeno ridicolo ... Anzi, è perfino più altamente probabile l'esatto contrario.

    1. greiskelly 30 maggio 2012

      finalmente qualche testimonianza dal territorio massacrato. E allora sì, hanno proprio fatto il botto!

      ma ora chi paga? massima solidarietà al popolo emiliano....

      e se i viscidi non pagano i danni, andare dai colpevoli e prenderli a randellate

    1. greiskelly 30 maggio 2012

      Intanto kovacs, massima solidarietà nei tuoi confronti.

      Per quanto riguarda AssMazz penso che si sia confuso, ed è importante fare notare che i comuni si sono preoccupati di questa faccenda.

      La lettera è indirizzata all'ex Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, da parte dell' Unione Comuni Modenesi Area Nord, in cui viene sottolineato che "il predetto iter progettuale si è sviluppato senza che i governi succedutisi e i relativi ministeri competenti informassero e concertassero preliminarmente questa scelta con gli Enti locali interessati".

    1. geopardy 30 maggio 2012

      Premetto di essere dott. in geoplogia.

      Sociologia e poltica legate alla geologia?

      Potrebbe anche essere, ma la geologia italiana è un misto complesso tra l'antica placca europea, quella africana ed i relativi vari sovrascorrimenti delle fasi sedimentazione reciproche.

      L'unica regione d'Italia che si può ritenere direttamente derivata dall'antica zolla europea mi risulta che sia la Sardegna, appartenente ad una fase orogenetica precedente ed euroasiatica detta "orogenesi ercinica", interessò buona parte dell'Europa e non solo.

      Non so cosa sociologicamente possa significare e se ci siano delle inconsce connessioni.

      Sarebbe come asserire che la globalizzazione sia il ritorno alla Pangea, tempo in cui tutte le terre erano unite in un unico blocco, chissà?

      Ciaop> Geo

    1. greiskelly 30 maggio 2012

      ok, ma era UN terremoto. Giusto?

      Non tre, nell'arco di nove giorni.

      il primo il 20 maggio magnitudo 5,1

      il secondo 29 maggio ore 9 magnitudo 5.8

      ed il terzo 29 maggio ore 13 magnitudo 5.6

      senza contare le altre numerose scosse sopra il 4.5.



      Ti pare tutto normale, tutto questo?

    1. Jor-el 30 maggio 2012

      Non credete a quello che dicono i cosiddetti "esperti". Lo hanno fatto. Chiedete alla gente del posto. Chiedete delle voragini a Finale e a S. Agostino da cui fuoriescono strane sostanze melmose. Chiedete dei furgoni gialli. L'hanno fatto.

    1. giorgiolx 30 maggio 2012

      nel 96 ci fu un terremoto fra carpi e correggio, morirono alcune persone e ci furono un sacco di case danneggiate pesantemente...io a carpi ci ho abitato 3 anni e tutti ricordavano quel terremoto

    1. Kovacs 30 maggio 2012

      Guarda che i comuni coinvolti, NON HANNO ADERITO, ma bensì sono in lotta da anni per evitare questa porcata.....

    1. nuvolenelcielo 29 maggio 2012

      quel documento è incredibile. bisogna diffonderlo, (io l'ho messo sul blog)

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