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TERREMOTI IN EMILIA – FRACKING ALL’ORIGINE DEL SISMA ?

FONTE: OGGINOTIZIE.IT

I geologi stanno studiando gli effetti e soprattutto le cause dello sciame sismico che ha colpito, e sta colpendo, la regione emiliana e non solo. Per la precisione, sotto la lente di ingrandimento degli esperti vi è quella che tecnicamente viene definita la Dorsale Ferrarese.

Gli scienziati dell’USGS – il Servizio Geologico statunitense – hanno ricatalogato in magnitudo 6.0, dal 5.9, quella che originariamente è stata la scossa principale dello scorso 20 maggio, con ipocentro a 5,1 km di profondità (inizialmente creduto 10,1 km).

A seguito, “TERREMOTI IN EMILIA ?: COLPA DEL FRACKING ? NO” (Debora Billi, petrolio.blogosfere.it);
“TERREMOTO: SONO AL SICURO LE CITTA’ DEL NORD ?” (Claudio Messora, byoblu.com);

Non pochi ritengono che insieme al naturale movimento della crosta terrestre, una delle principali cause del terremoto e del conseguente sciame sismico, sia da ricercare nelle pratiche estreme di “Fracking” ovvero, la indiscriminata perforazione idraulica del territorio che avviene per una prima parte in senso verticale e quindi corre in senso orizzontale, parallelamente al terreno.

Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segretissima (top secret industriale) che sarebbero la concausa scatenante dei terremoti.

Secondo alcune fonti ufficiali, dall’inizio dell’anno in Italia si sono registrate 632 scosse, tutte nel nord Italia, e tutte in corrispondenza dei cosiddetti “Shale Gas”, ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in gergo dette Fracking. E allora: cause esclusivamente naturali oppure favorite da azione umana? E soprattutto, le perforazioni sono legali o illegali? E a quali enormi interessi economici sono collegate le sperimentazioni sugli idrocarburi?

E’ un caso che prima del terremoto si siano verificate fuoriuscite di acqua e sabbia dal terreno, il 19 maggio 2012, proprio in Emilia Romagna? Ed è ancora un caso che il ministro Romani abbia dichiarato, all’Unione Petrolifera Italiana, della necessità di incrementare il contributo della produzione nazionale di idrocarburi a partire dal 2012?

In ogni caso, il governo italiano ha concesso l’autorizzazione per aumentare le perforazioni e le estrazioni alle maggiori compagnie americane, e subito dopo si sono verificati i terremoti. Il ministro Romani punta ad un aumento di almeno 90mila barili al giorno. In particolare dai giacimenti della Basilicata.

Per quanto riguarda il gas naturale, si parla di sfruttamento di “Shale Gas”, ovvero l’utilizzo di tecniche di estrazione che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistenti principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, fra i quali l’Italia, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.

Fonte: www.ogginotizie.it
Link: http://www.ogginotizie.it/139952-terremoti-in-emilia-fracking-alla-039-origine-del-sisma/
27.05.2012

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BENVENUTI NEL NUOVO TERZO MONDO DELL’ENERGIA, GLI STATI UNITI

UNO STUDIO SCIENTIFICO COLLEGA L’ACQUA CHE PRENDE FUOCO AL FRACKING

Pubblicato da Davide

  • Tao

    TERREMOTI IN EMILIA ?: COLPA DEL FRACKING ? NO

    DI DEBORA BILLI
    petrolio.blogosfere.it

    Non confondiamo il fracking con le perforazioni: entrambi possono causare sismi, ma il primo in Italia non è praticato, le seconde si

    Qui urge un chiarimento. Questo post di qualche mese fa sta facendo il giro della Rete, finisce alla radio, e persino nelle interrogazioni parlamentari con tanto di nome e cognome della sottoscritta. Tutti a dire che i terremoti in Emilia sono causati dal fracking.

    Chiariamo: il fracking in Europa non è ancora praticato, se non a livello esplorativo geologico, e in molti Paesi del tutto vietato. Solo in Polonia si è avviata attività estrattiva. Ne consegue che non è possibile che alcun terremoto in Italia sia causato dal fracking. Il fracking può causare fenomeni sismici, come ricordato appunto nell’articolo di cui sopra, ma in Italia al momento ciò non può verificarsi.

    Non bisogna confondere invece il fracking con le perforazioni. Il fracking è una tecnica nuova che consente di estrarre petrolio e gas da determinate rocce; le perforazioni, i pozzi esplorativi, le prospezioni fanno invece parte dell’attività estrattiva tradizionale, praticata da sempre anche in Italia.

    Perforazioni ed estrazione sono anch’essi imputati di causare eventi sismici in certe condizioni. Potete guardare i video di Maria Rita D’Orsogna, fisico del CalTech, che è forse la maggiore esperta italiana del campo. Vi chiarirà un po’ le idee. E’ possibile che tali attività siano coinvolte nei sismi in Emilia? Si, è possibile, anche se al momento non ancora dimostrabile.

    Mi auguro di aver fatto un po’ di chiarezza.

    Debora Billi
    Fonte: http://petrolio.blogosfere.it
    Link: http://petrolio.blogosfere.it/2012/05/terremoti-in-emilia-colpa-del-fracking-no.html
    29.05.2012

  • nuvolenelcielo

    Io non sono competente sull’argomento, ma dire che una cosa è esclusa perché vietata… non è molto convincente. Ho raramente sentito di compagnie petrolifere che rispettano la legge.

  • Nauseato

    Infatti … anche l’omicidio oltre che penalmente perseguibile pare che sia pure moralmente condannabile … eppure è da sempre e ovunque ampiamente praticato …

  • Tao

    Giampaolo Giuliani è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto. La sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi.

    Il terremoto uccide per ignoranza. Spesso non si conosce il livello di rischio sismico della regione nella quale si vive. Più spesso non si sa come comportarsi in caso di allarme terremoto. Se il meteo ci dice che domani pioverà, terremo a portata di mano l’ombrello. Ma se non viene nemmeno annunciato il rischio di un forte terremoto, perché il Comune non ci dice come comportarci? Serve la Prevenzione Civile, non solo la Protezione Civile.

    Intervista a Giampaolo Giuliani

    I sedicenti esperti mi fanno infuriare

    Sono particolarmente arrabbiato questa mattina, perché sento i commenti alla televisione di quelli che si dichiarano essere esperti e non li condivido. Quella zona non è a bassa sismicità. È un falso. Il fatto che per tanti anni non si siano verificati dei terremoti non significa niente. Addirittura non era segnata come fascia a rischio sismico, quando nel 1800, nel 1500, nel 1900 negli anni intorno al 1960/70 si sono verificati dei forti terremoti su quel territorio. Questo doveva quantomeno considerato come un territorio a grande rischio sismico, come è dimostrato ora, dove fare delle prevenzioni sulla popolazione. Questo non sta avvenendo, in tutta Italia, in nessun posto!È chiaro che per 30 anni non si è andati a mettere in sicurezza gli edifici a rischio, ma almeno avremmo si sarebbe dovuto farlo nei confronti della popolazione cercando di dare loro la cultura necessaria per difendersi dal terremoto. Tutte le telefonate che ho ricevuto dalla popolazione lì e mi chiedevano se potevano tornare nelle abitazioni la settimana scorsa – addirittura giornali – tutti coloro che mi hanno chiesto gli ho detto: “no perché la situazione è ancora pericolosa e continua a esserlo per i giorni che verranno”.

    Dove nasce la mia rabbia? Come voi sapete gestisco una rete di rilevamento di misure che ci danno informazione preventive 6-24 ore prima sugli eventi, però la mia rete è limitata nella zona della Provincia de L’Aquila e non ci permette di poter dare un allarme preciso al di fuori del raggio di azione della rete che è di circa 150-180 chilometri. Ciò non di meno le nostre osservazioni mostrano delle forti anomalie anche a grande distanza, questo però non ci permette di poter dire quale sia il posto. Se noi avessimo un altro strumento, per esempio in quella zona, noi avremmo, con 6-24 ore, potuto dire che lì ci sarebbe stata una forte scossa. Senza voler prendere in considerazione la nostra strumentazione e la nostra ricerca sperimentale, bisogna saper leggere anche i sismometri, i sismografi!

    Gli esperti – quelli che si dichiarano esperti e che in realtà non lo sono – mi fanno arrabbiare. Beppe Grillo metterebbe tanta di quell’emotività da far comprendere la gravità di cui stiamo parlando. In questo momento sono emotivamente preso perché dalla settimana scorsa c’erano segni che si sarebbe verificato un forte terremoto oggi, perché almeno a saper leggere i sismografi, l’epicentro dell’evento si è spostato da dopo il forte terremoto del 6, si è spostato tra 5 e 10 chilometri, da Finale Emilia, si è spostato su Mirandola rilasciando terremoti di grado che indicano l’incremento dell’energia e quindi la possibilità che si verifichi ancora un forte terremoto e non ne hanno tenuto conto. Se non li sanno leggere, il 4,2 che è avvenuto a Mirandola che è un epicentro diverso rispetto a quello di Finale Emilia con uno sciame superiore agli eventi strumentali perché si sono avuti più di 200 eventi maggiori dello strumentale, quello indica l’incremento di energia, l’incremento del numero di terremoti che a breve ci sarà una forte scossa. È questa l’ulteriore scossa perché un 5,8 è come un 6! Ce l’hanno detto i sismografi ieri, l’altro ieri! Come si fa a essere oggi impreparati? Ieri a un’intervista radiofonica su Radio L’Aquila 1, che il lunedì, il martedì e il venerdì mi chiamano per avere informazione sull’andamento degli eventi sismici sul bacino aquilano, mi chiedeva quale fosse la situazione e io ieri dissi che nel bacino aquilano eravamo interessati solo da piccoli eventi strumentali che la popolazione nemmeno avverte e che per le prossime 24 ore non saremmo stati interessati da nessun evento. Mentre ho detto ieri che le nostre stazioni mostrano anomalie lontane più di 400 chilometri dal nostro territorio e che si sarebbero potuti verificare forti terremoti, non sapevamo se a nord o a sud, cioè se nella zona calabra dove sono stati rilasciati anche l’altro ieri forti terremoti, o ancora un proseguo a nord, dicendo comunque su tutto il territorio della dorsale dell’Appennino e dell’Italia, di mantenere una certa attenzione, grandissima attenzione per la possibilità che si sarebbero potuti verificare nella giornata odierna dei forti terremoti.

    Stando no all’interpretazione in questo caso che danno le mie macchine che vedono delle forti anomalie che non appartengono al nostro territorio dove stiamo misurando, ma che comunque non ci permette di poter dire con certezza l’epicentro e la zona… perché avremo bisogno di all’altra macchina lì per poter correlare con quelle che abbiamo qui. Ma certo, allora, ma questo lo dice la scienza sulla sismologia che quando c’è un’attività sismica in cui incrementa il numero di terremoti e il grado sismico che va oltre il quarto grado Richter se vogliamo, con un gran numero di eventi a seguire superiori allo strumentale, questo significa che l’energia sta incrementando e se l’energia incrementa significa che sarà rilasciato un terremoto ancora più forte. Ma questo… mi domando e dico: ma questi scienziati che cazzo di scienziati sono che oggi ancora noi non riusciamo… abbiamo ancora morti per terremoto, siamo nel 2012! Che cazzo studiano?! L’ho dato il consiglio alle persone che li hanno chiamato l’altro ieri, ieri, gli ho detto: state fuori, mettetevi in sicurezza, perché c’è ancora pericolo! Non dico che loro devono andare a studiare il Radon che è quello che studio io e che mi dà la possibilità 6-24 ore prima di un forte terremoto di sapere se avverrà o meno, ma studiate i sismografi visto che sapete utilizzare soltanto quelli!

    “Le stronzate che dicono fanno morire le persone!”

    La protezione civile interviene dopo il forte terremoto. Questo non si è capito bene in Italia ancora oggi, la prevenzione significa preparare intanto le persone, se muoiono le persone chi le ricostruisce le cose che cadono? Noi da 30 anni non abbiamo mai fatto prevenzione sul territorio, sugli edifici, sulle costruzioni che sono i luoghi dove gli uomini vanno a lavorare e possono morire a causa del terremoto. La cosa più grave è che non abbiamo insegnato a quegli uomini come ci si difende e come si riconoscono i terremoti forti pericolosi e l’arrivo di un terremoto, questo è ancora più grave. La cosa più grave ancora è che quei signori, quegli esperti che parlano in televisione e dicono di essere i più grandi esperti al mondo sui terremoti e dicono di essere impreparati, non è accettabile! Non ho parole, oggi altri 8 morti fino a questo momento, dopo che c’è stato, tutto quello che c’è stato fino adesso. Ma vogliamo continuare a prenderci in giro? Beppe mi aveva promesso che avrebbe fatto qualcosa, lui è una voce che le persone lo ascoltano e l’ha dimostrato nelle ultime amministrative che c’è stata un’attenzione nei suoi confronti, lui in questo momento dovrebbe mettere in risalto l’impreparazione che abbiamo in Italia in un momento come quello che stiamo vivendo a grande rischio sismico, e non è finita qui!

    Nel senso che l’attività sismogenetica che stiamo registrando ormai dall’inizio dell’anno e il gran numero di terremoti che stanno avvenendo in tutta Italia, e forti, quando dico forti parlo maggiore del quarto grado. In gran numero rispetto alla media degli anni precedenti, quindi significa che c’è un incremento dell’attività sismica. C’è un incremento del rilascio dell’energia e quindi la possibilità che possano ancora verificarsi forti terremoti anche in zone non dichiaratamente a rischio sismico o quantomeno non conosciute come zone a rischio sismico.

    Questo bisogna dirlo alla popolazione, questo non significa che fare terrorismo. Significa dire a tutti: “guardate che c’è un pericolo e quindi dovete sapere come ci si comporta in questi casi”. Siamo tanto bravi nelle previsioni del tempo a dire: “domani pioverà e sarà un alluvione o una pioggia leggera”. La gente mica si strappa i capelli per questo, il giorno dopo uscirà con l’ombrello. Quello che io sto dicendo è che oggi siamo in grado di poter dire alle popolazioni: guardate che domani possono verificarsi degli eventi sismici pericolosi lì dove il territorio presenta delle costruzioni a rischio. Non so che pensare. Sono incazzato, sono incazzato perché questi grandi personaggi dicono ancora delle stronzate e le stronzate che dicono fanno morire le persone! E nessuno ci mette a riparo!

    Ci sono delle gravi responsabilità, ce le trasciniamo dietro da 20 anni e queste responsabilità ci faranno fare ancora altri morti, perché devo essere io la campana stonata del coro?

    VIDEO:
    Intervista [www.youtube.com]

    Fonte: http://www.beppegrillo.it
    Link: http://www.beppegrillo.it/2012/05/non_si_deve_mor/index.html

    29.05.2012

  • Tao

    TERREMOTO: SONO AL SICURO LE CITTA’ DEL NORD ?

    Forti terremoti stanno sconvolgendo il nord Italia. Questa mattina alle 9 la terra ha tremato a lungo e violentemente anche a Milano. E di nuovo intorno alle 13. Cosa ci si può aspettare nei prossimi giorni? E sono davvero sicure grosse metropoli come Milano, Torino, Bologna?
    L’ho chiesto a Antonio Piersanti, direttore della sezione di Tettonofisica e Sismologia dell’INGV, L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una delle voci scientificamente più autorevoli in materia di terremoti nel nostro paese.

    TERREMOTO: QUANTO SIAMO SICURI?

    Finché restiamo intorno al 6°, non dovrebbero esserci grossi problemi. Ma oltre…

    MESSORA: Antonio Piersanti, direttore della Sezione di Sismologia dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il “signor terremoto” in Italia: una delle massime autorità sui terremoti. Buongiorno

    PIERSANTI: Buongiorno a te, Claudio.

    MESSORA: Non ci sentiamo dai tempi del terremoto aquilano, e quando io e te ci sentiamo è perchè è avvenuta una catastrofe. E in questi giorni, in Emilia, sta avvenendo una catastrofe. Una catastrofe che ha ripercussioni in tutto il nord Italia. Io questa mattina ho ballato parecchio, e non mi ricordo a memoria d’uomo di aver ballato in questo modo a Milano. Quando succedono queste cose, l’Italia si spaventa. Ci vuoi dire che cosa sta succedendo di preciso?

    PIERSANTI: Purtroppo le cose che stanno succedendo hanno conseguenze drammatiche: è ovvio che parliamo di cose gravi. Però non possiamo purtroppo parlare di cose anomale per il territorio italiano. Ovverosia: noi in questi orribili giorni stiamo vivendo un terremoto tipico della nostra penisola, cioè un terremoto di magnitudo intorno a 6, che avviene in una zona dell’italia, una zona dell’appennino settentrionale, della parte meridionale della pianura padana, che purtroppo può essere sede di questo tipo di fenomeno, come sostanzialmente l’80% del territorio italiano. Tu hai parlato di forti tremori, e questo naturalmente è una cosa già di per sè normale, per un terremoto di magnitudo intorno a 6, cioè con una scossa principale di 5.9. Però lo è ancora di più in relazione peculiare, particolare all’area dove è avvenuto. Ovverosia: questo terremoto appunto è avvenuto nella parte meridionale della pianura padana, e quindi le onde sismiche si sono irradiate e diffuse su tutta la pianura padana. Ora, dovete sapere che quando delle onde sismiche si trovano a percorrere e a colpire un terreno che è sede di sedimenti alluvionali, come è ad esempio proprio la pianura padana, allora questo terreno trasmette meglio le onde sismiche e quindi, rispetto a un fenomeno della stessa entità – sempre magnitudo 5.9 – che può avvenire in una zona montagnosa come ad esempio può essere l’Abruzzo, beh allora in una zona del genere è chiaro che il risentimento è molto maggiore. E’ quindi chiaro che città grandi, molto grandi, ancha a centinaia di chilometri dall’epicentro, come può essere Milano, come può essere Bologna che naturalmente è molto più vicina, come può essere Torino, risentono purtroppo piuttosto sensibilmente delle onde sismiche. Sia chiaro: in queste città non c’è nessun pericolo, a meno che non siamo veramente in abitazioni fatiscenti. Cioè: a Milano non c’è pericolo, a Torino non c’è pericolo, a Venezia non c’è pericolo. Però, purtroppo, le onde sismiche si sentono molto bene e creano molto spavento.

    MESSORA: Ma è meglio o peggio che ci sia questa trasmissibilità, questa conduttività del suolo rispetto alle onde sismiche?

    PIERSANTI: In sè non è né meglio né peggio. O meglio: in sé è peggio, nel senso che le zone caratterizzate da questo tipo di sito (noi chiamiamo questi effetti: “effetti di sito”) purtroppo sono più soggette e sensibili all’azione delle onde sismiche. Per cui, nel caso in ispecie, dove noi parliamo di un terremoto di magnitudo 6, con città grandi in una zona pianeggiante distanti magari più di 100Km, allora quello che diciamo è che c’è maggiore spavento, perché le oscillazioni si sentono meglio. Ma se noi avessimo, sempre nella stessa situazione, invece che un terremoto di magnitudo 6, un terremoto di magnitudo 7, o 7.5… E allora purtroppo a Milano le case potrebbero anche crollare. Quindi, in realtà le zone di riporto alluvionale, le zone cioè dove il terreno è fatto di sedimenti soffici, sono purtroppo più pericolose: il rischio sismico purtroppo lì è maggiore.

    MESSORA: Ma è possibile, secondo te, che possa avvenire un terremoto di questa entità nel nord Italia?

    PIERSANTI: Allora, nel nord Italia in sé… è una domanda troppo generica. Facciamo subito una premessa, perché qui è molto importante: stiamo parlando di cose molto serie. Qui siamo proprio ai confini della scienza e della conoscenza attuale. Ovverosia: questo tipo di fenomeni legati a quest’area sono il punto fino a dove arriva la nostra conoscenza. Allora, per come è stabilita ora la nostra conoscenza, io sarei molto sorpreso, se nella zona dove stiamo registrando oggi le sequenze sismiche di cui stiamo parlando avvenisse un terremoto di quella magnitudo, cioè di magnitudo intorno a 7. Io tenderei a dire che in queste zone terremoti intorno a magnitudo 6, o lievissimamente maggiori, sono veramente la soglia massima possibile. Però tieni conto che questa è la certezza scientifica attuale. Come ben sai la scienza è una cosa dinamica, e purtroppo noi non possediamo conoscenze scientifiche assolute. Quello che sappiamo è che questa cosa non vale in generale per il nord. Cioè, purtroppo al nord sappiamo esserci zone che in passato sono state soggette a terremoti anche molto forti. Uno di questi esempi è il terremoto del Friuli del ’76, quindi un terremoto relativamente moderno, che è stato di magnitudo inferiore però comunque non troppo lontana da 7: intorno a 6.5. E in passato (però naturalmente qui i dati hanno un grado di affidabilità molto minore) ci sono notizie di terremoti molto forti anche nella zona del veronese, o comunque più a nord rispetto alla zona attuale. Anche lì, intorno al 1100, abbiamo notizie di terremoti che hanno sicuramente superato magnitudo 6.5.

    MESSORA: Quindi, diciamo, non è così improbabile che possa avvenire anche qua…

    PIERSANTI: No, io tenderei a dire “è improbabile”, invece. “E’ improbabile, ma non è impossibile”.

    MESSORA: Ma che cosa sta succedendo nel sottosuolo? Qual è il fenomeno che sta originando questi sismi? Mi ricordo che nel caso dell’Aquila mi spiegavi bene quali erano le zolle che si scontravano, che tipo di terremoti erano (sussultori, ondulatori), dove venivano originati, a che profondità… Ecco: che cosa sappiamo scientificamente di questo fenomeno?v

    PIERSANTI: Da questo punto di vista, è la parte di crosta terrestre che in questo momento ha raggiunto il suo limite massimo di sostenibilità e quindi si è rotta. E quindi ha dato origine al terremoto. Ma il motore originario che sta alla base di questo terremoto, come di quello dell’Aquila, è sostanzialmente lo stesso. Ovverosia il fatto che tutta l’Italia, quindi tutta la penisola italiana è sostanzialmente al confine tra due macroplacche, che hanno una estensione di migliaia di chilometri. Sono fenomeni veramente giganti: sono la placca euroasiatica a nord e la placca africana a sud. Purtroppo l’Italia si trova proprio ad essere al confine tra queste due placche. Se uno volesse proprio essere preciso, l’Italia è divisa in queste due placche, nel senso che il territorio italiano non appartiene interamente a nessuna delle due placche. Una parte dell’Italia appartiene alla placca euroasiatica e una parte dell’Italia appartiene alla placca africana.

    MESSORA: E questo, anche politicamente…

    PIERSANTI: E sì: questo infatti ha delle – come dire – delle conseguenze… Dovremmo trarne anche degli insegnamenti…

    MESSORA: …dal punto di vista sociologico…

    PIERSANTI: …a livello sociologico e politico. E naturalmente il fatto di trovarsi proprio nel confine tra queste due placche, cioè dove le energie dello scontro si concentrano, fa sì che purtroppo, dove queste energie raggiungono il livello di massima sostenibilità della crosta, lì la crosta si rompe e c’è il terremoto. Questo è avvenuto ormai più di 15 anni fa in Umbria, a Colfiorito. E’ avvenuto 3 anni fa a L’Aquila ed è avvenuto questa settimana nella zona del ferrarese, del modenese.

    MESSORA: Ma nella zona del ferrarese, del modenese, storicamente, che tu ti ricordi, i sismi di entità analoga…

    PIERSANTI: …eh, sì, esatto: questa è una delle questioni! Come ho detto prima: tutta l’italia è soggetta al fenomeno di cui abbiamo parlato, ma non tutta l’Italia reagisce esattamente nello stesso modo perché le energie si concentrano in maniera diversa. Noi sappiamo ad esempio che nell’Appennino centro-meridionale, con una frequenza piuttosto elevata, si susseguono terremoti forti. Ce ne ricordiamo uno molto forte, il terremoto più forte dell’epoca moderna italiana, dove per “moderna” si intende “l’era dei mass-media”, cioè il terremoto del 1980 in Irpinia che fu un magnitudo 6.8. Noi sappiamo appunto che nell’Appennino centro-meridionale i terremoti di magnitudo superiore a 6 sono molto frequenti. Questo non è vero nell’Appennino settentrionale e in generale nell’Italia settentrionale. In questa zona i terremoti forti ci sono, ma sono più rari. Ad esempio:
    se parliamo proprio della zona del terremoto di questi giorni, storicamente l’unico altro terremoto di cui abbiamo testimonianza è il terremoto del 1570, che è catalogato come magnitudo 5.5 (naturalmente, trattandosi di fenomeni così antichi c’è sempre un certo margine di incertezza: poteva essere 5.2, poteva essere 5.8… siamo in quell’intorno). Però purtroppo non ne abbiamo altri. E il fatto che ce ne siano così pochi, tra virgolette, da una parte in qualche modo è tranquillizzante perché naturalmente ti dà un’idea di quanto frequentemente avviene questo rilascio di energia, dall’altra però ci fornisce una conoscenza meno certa, rispetto all’Appennino centro-meridionale, perché abbiamo meno testimonianze storiche di quello che avviene in queste zone.

    MESSORA: Ma pensa che c’è una notizia inquietante: un paesino – così ho letto sui media – che sta addirittura sprofondando perché il terreno sottostante si sta liquefacendo. Ma ti risulta?

    PIERSANTI: Adesso non mi risulta l’episodio di cui stai parlando direttamente, ma i fenomeni di liquefazione sono normali in questo tipo di terremoti. Però io dubito fortemente che possano avere estensioni tali da minacciare un intero paesino. Di solito le zone di liquefazione, ripeto, per fenomeni come questi hanno un’estensione massima di qualche decina di metri. Quindi, tra virgolette, nel punto dove avvengono (ma di solito, per vari motivi, avvengono sempre in terreni aperti) possono essere magari pericolosi per un edificio, però stento a credere che possa trattarsi di un intero paese ad essere in pericolo per una cosa del genere. Però, ripeto: in queste ore concitate le informazioni, purtroppo, sono estremamente frammentarie e imprecise.

    MESSORA: Senti, i terremoti per la scienza ufficiale non si possono prevedere. Però che cosa vi aspettate, perlomeno probabilisticamente, nella vostra conoscenza, a livello di fenomeni ulteriori che possono accadere in questi giorni? Oggi si sono verificate già due fortissime scosse, una alle 9,
    una alle 13. Cosa si possono attendere i cittadini?

    PIERSANTI: I cittadini purtroppo devono sapere che in queste settimane devono assolutamente fare in modo di trovarsi in situazioni di sicurezza. Una delle caratteristiche peculiari che stiamo notando adesso, in questi giorni, in seguito a questa sequenza, è che purtroppo abbiamo avuto relativamente pochi problemi, se non in casi particolari (edifici storici, chiese, cose di questo tipo…) riguardo all’edilizia civile, all’edilizia abitativa,perché le case alla fine hanno tenuto bene. E purtroppo invece abbiamo avuto grossissimi problemi a livello di strutture produttive industriali, che teoricamente dovrebbero essere più sicure. Di solito i criteri di costruzione sono sempre tali da far sì che le strutture dove intrinsecamente si trovano ad essere concentrate molto persone devono essere realizzate con criteri ancora più stringenti. E quindi quello che bisogna assolutamente evitare, nei prossimi giorni, è che la cittadinanza sia esposta a condizioni di pericolo. Quindi deve stare solo in strutture che siano certamente a prova di questo tipo di terremoti. Ripeto, in linea teorica, per un magnitudo 6 (dico “magnitudo 6” come soglia arbitraria, ma i terremoti finora sono stati tutti inferiori a 6: il più grande è stato un 5.9), come dicevamo anche ai tempi dell’Aquila, teoricamente tutte le case, tutte le strutture, tutti i capannoni industriali dovrebbero tranquillamente resistere a un terremoto di questa magnitudo: non dovrebbero avere nessun tipo di problema. Purtroppo in Italia spesso non è così, ma io nelle prossime settimane non posso dire altro che “bisogna mettere in sicurezza la popolazione”, perché purtroppo non si possono escludere altre scosse come queste.

    MESSORA: Ma quindi il 5.8 stamattina, il 5.3 all’una, scosse di assestamento di questa entità ce ne dovremmo aspettare altre, alla fine?

    PIERSANTI: Questo tipo di scosse chiaramente non sono frequenti, non le posso definire probabili, ma non possono assolutamente essere escluse, e quindi in questo senso ce le aspettiamo.

    MESSORA: Come consiglio, se c’è un terremoto di una notevole entità, non bisogna scappare giù per le scale o per gli ascensori, ma nascondersi
    sotto a dei tavoli resistenti…

    PIERSANTI: Esatto, andare nei punti più resistenti della propria abitazione. Quindi negli angoli vicino ai pilastri, vicino alle travi e, se possibile, ripararsi sotto a un mobile, sotto a un letto, sotto qualcosa che possa proteggerci non dal crollo dell’edificio, naturalmente, ma dalla caduta accidentale di oggetti o parti dell’intonaco.

    MESSORA: Va bene, senti: ti ringrazio e ti lascio perché so che sei alacremente impegnato a rispondere al telefono e a valutare i dati che via via arrivano. E se ci fossero delle altre cose spero di poterti richiamare per dare un po’ di notizie.

    PIERSANTI: Perfetto. Grazie a te e un saluto a tutti.

    MESSORA: Grazie Antonio, ciao

    Claudio Messora
    Fonte: http://www.byoblu.com
    Link: http://www.byoblu.com/post/2012/05/29/Terremoto-sono-al-sicuro-le-altre-citta-del-nord.aspx#continue
    29.05.2012

  • Bostongeorge72

    La cosa che da fastidio è il fatto che nessun “esperto” nomina il fracking. È vero, bisogna fare studi e analisi ma almeno indagate su questo strano fenomeno…..

  • Cornelia

    Guardate che il fracking mica si può fare di nascosto. Non è mica uguale alle normali trivellazioni.
    E’ come dire che uno produce energia nucleare “di nascosto” ehhh…

  • albsorio

    Che culo Monti & C. + ABC hanno tolto l’ombrello adesso che piove… magari le cose andranno così, prima ci dichiarano insolventi, poi autorizzano le estrazioni col fraking, se hai i soldi ti paghi una mega assicurazione sulla casa che arricchisce i ricchi assicuratori, direi di mandarli democraticamente a casa.

  • AssMazz

    Ho fatto una ricerca e sono rimasto purtroppo sorpreso nello scoprire che nel 2006 hanno aderito al progetto per lo stoccaggio di 3miliardi di m3 di gas i seguenti comuni: Camposanto, Concordia sulla Secchia, Cavezza Medolla, Finale Emilia, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero. QUESTA è praticamente la lista dei comuni colpiti maggiormente dalle scosse negli ultimi giorni. Ancora coincidenze?
    In un’epoca dove spesso la realtà viene superata dalla fantasia tutto è possibile… Questo è il documento del 21/12/2006 dell’unione comuni modenesi area nord: http://tecnico.comunesanfelice.net/updfiles/newsservizi/483_servizi_news.pdf

  • Truman

    Alcuni dati di base:
    Secondo l’OPCM n. 3274 i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie in base al loro rischio sismico, calcolato sia per frequenza che per intensità degli eventi.

    Zona 1: sismicità elevata-catastrofica
    Zona 2: sismicità medio-alta
    Zona 3: sismicità bassa
    Zona 4: sismicità irrilevante.

    Qui sismicità bassa vuol dire che comunque ci possono essere terremoti significativi.
    L’Aquila era in zona 2, direi erroneamente, visto che la mappa sismica d’Italia la faceva apparire in posizione peggiore. Però la classificazione sismica spesso può essere pilotata dalle istituzioni locali ed effettivamente fu discutibile.

    Modena e Carpi sono in zona 3 e qui il dato appare ben coerente con la mappa.
    I terremoti che si stanno verificando in questi giorni mi appaiono abbastanza strani. Possibili ma strani. Se capisco bene l’ultimo terremoto di intensità paragonabile a quello attuale è di cinque secoli fa.

    Non mi convince per niente Antonio Piersanti (direttore della Sezione di Sismologia dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) quando dice che …dovete sapere che quando delle onde sismiche si trovano a percorrere e a colpire un terreno che è sede di sedimenti alluvionali, come è ad esempio proprio la pianura padana, allora questo terreno trasmette meglio le onde sismiche.
    A me risulta esattamente il contrario, sono i fondi rocciosi quelli più pericolosi, perchè trasmettono le vibrazioni senza assorbire energia.

    A parte questo noto che continua una tendenza ad avere terremoti catastrofici con frequenza ed energia ben superiore ai dati storici. Difficile pensare che non ci sia una causa umana.

    Aggiungo una coincidenza: giusto pochi giorni fa Monti diceva che gli italiani devono smettere di far conto sullo stato in caso di disastri naturali e devono provvedere in proprio con un’assicurazione.

  • pantos

    INCREDIBILE.
    incredibile.
    ho segnalato tuo documento ai giornali.
    speriamo in una risonanza.

  • giorgiolx
  • pantos

    ti sbagli.
    è ancora peggio di come immagini.
    fino all’entrata in vigore dell’ordinanza OPCM 3274 del 2004 (in data 2008 se non ricordo male), quei comuni erano NON CLASSIFICATI. ovvero non sismici!
    solo i fabbricati costruiti/ristrtutturati dopo il 2008 sono antisismici, sebbene in zona 3 che è un grado di sismicità molto modesto.

    P.S.
    in linea molto generale, su discorso di rocce, è il contrario. più un terreno è liquefatto e sciolto e più trasmette le onde sismiche.
    le rocce, assorbono riscaldandosi.

  • Truman

    @giorgiolx: l’indirizzo non mi sembra buono.
    Comunque zona sismica 3 vuol dire che i terremoti ci sono, anzi una volta mi ci sono trovato pure io (a Modena). Un po’ di paura e basta. Ma magnitudo 6 non è un terremoto qualsiasi.

  • Truman

    @pantos: sulla storia dei regolamenti di quei comuni non ho indagato.
    Sui terreni liquefatti è un fenomeno nuovo che non ho studiato, ma riguardo la mappa sismica d’Italia e le zone peggiori sono sulla dorsale appenninica, poi quelle alpine, mentre le zone a bassa sismicità sono le pianure, in particolare quella padana, ma anche quelle costiere.
    (Resta fuori la Sardegna che è un’altra zolla.)

    Quindi una sola delle due mi appare sensata:
    – La mappa prodotta dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia descrive (statisticamente e con approssimazioni) il rischio sismico;
    – Antonio Piersanti dichiara che la pianura padana… trasmette meglio le onde sismiche.

  • nuvolenelcielo

    quel documento è incredibile. bisogna diffonderlo, (io l’ho messo sul blog)

  • Kovacs

    Guarda che i comuni coinvolti, NON HANNO ADERITO, ma bensì sono in lotta da anni per evitare questa porcata…..

  • giorgiolx

    nel 96 ci fu un terremoto fra carpi e correggio, morirono alcune persone e ci furono un sacco di case danneggiate pesantemente…io a carpi ci ho abitato 3 anni e tutti ricordavano quel terremoto

  • Jor-el

    Non credete a quello che dicono i cosiddetti “esperti”. Lo hanno fatto. Chiedete alla gente del posto. Chiedete delle voragini a Finale e a S. Agostino da cui fuoriescono strane sostanze melmose. Chiedete dei furgoni gialli. L’hanno fatto.

  • greiskelly

    ok, ma era UN terremoto. Giusto?
    Non tre, nell’arco di nove giorni.
    il primo il 20 maggio magnitudo 5,1
    il secondo 29 maggio ore 9 magnitudo 5.8
    ed il terzo 29 maggio ore 13 magnitudo 5.6
    senza contare le altre numerose scosse sopra il 4.5.

    Ti pare tutto normale, tutto questo?

  • geopardy

    Premetto di essere dott. in geoplogia.

    Sociologia e poltica legate alla geologia?

    Potrebbe anche essere, ma la geologia italiana è un misto complesso tra l’antica placca europea, quella africana ed i relativi vari sovrascorrimenti delle fasi sedimentazione reciproche.

    L’unica regione d’Italia che si può ritenere direttamente derivata dall’antica zolla europea mi risulta che sia la Sardegna, appartenente ad una fase orogenetica precedente ed euroasiatica detta “orogenesi ercinica”, interessò buona parte dell’Europa e non solo.

    Non so cosa sociologicamente possa significare e se ci siano delle inconsce connessioni.

    Sarebbe come asserire che la globalizzazione sia il ritorno alla Pangea, tempo in cui tutte le terre erano unite in un unico blocco, chissà?

    Ciaop>
    Geo

  • greiskelly

    Intanto kovacs, massima solidarietà nei tuoi confronti.
    Per quanto riguarda AssMazz penso che si sia confuso, ed è importante fare notare che i comuni si sono preoccupati di questa faccenda.
    La lettera è indirizzata all’ex Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, da parte dell’ Unione Comuni Modenesi Area Nord, in cui viene sottolineato che “il predetto iter progettuale si è sviluppato senza che i governi succedutisi e i relativi ministeri competenti informassero e concertassero preliminarmente questa scelta con gli Enti locali interessati”.

  • greiskelly

    finalmente qualche testimonianza dal territorio massacrato. E allora sì, hanno proprio fatto il botto!
    ma ora chi paga? massima solidarietà al popolo emiliano….
    e se i viscidi non pagano i danni, andare dai colpevoli e prenderli a randellate

  • Nauseato

    Onestamente, prima di questi giorni manco sapevo dell’esistenza del fracking e prendo atto delle varie voci al riguardo.
    Come quelle sullo stoccaggio di gas …

    Resta però vero a parte tutto, che ricordare dell’illegalità di qualcosa per escludere che la tal cosa possa essersi verificata è quantomeno ridicolo … Anzi, è perfino più altamente probabile l’esatto contrario.

  • nuvolenelcielo

    Hai ragione, azz. Comunque le rilievi tecnici e le cariche esplosive sono cominciate dopo un decreto di febbraio “Il decreto che autorizza i rilievi preventivi prevede cariche da far esplodere badando ad evitare «possibili interferenze o contaminazioni delle falde». Richiede la cura di «chiudere i pozzi, riportandoli allo stato precedente, dopo le detonazioni». E sollecita rilievi sismici da effettuare «secondo le più moderne tecniche, evitando qualsiasi tipo di disturbo alle popolazioni residenti e alla fauna». Un programma che però, dopo la devastante scossa delle ore 4 e 03 di domenica mattina, è destinato ad essere completamente rivisto.”
    http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_23/test-per-deposito-gas-in-zone-terremoto_756630a2-a4e7-11e1-80d8-8b8b2210c662.shtml

  • kulma

    Ciao Truman. Sono un sismologo e frequento (piú leggendo che commentando) CDC.
    Hai ragione, i terreni rocciosi trasmettono meglio, hai torto, i terreni piú pericolosi sono quelli “morbidi” sopra quelli rocciosi, perché le onde sismiche rimangono intrappolate.

    Dici:
    “A parte questo noto che continua una tendenza ad avere terremoti catastrofici con frequenza ed energia ben superiore ai dati storici. Difficile pensare che non ci sia una causa umana.”

    A cosa ti riferisci? Quali sarebbero gli altri? E quale sarebbe la causa umana? le energie coinvolte sono spaventose. E’ vero che in quella zona il terremoto piú forte é stato 5 secoli fa, ma non vuol dire niente. Zone poco pericolose non sono zone dove non avvengono terremoti forti, ma dove questi avvengono con una frequenza minore. Considera anche che i dati storici sono completi dal 1600 in poi, prima é difficile conoscere proprio tutti i terremoti avvenuti, e che le magnitudo storiche sono calcolate con metodi diversi (ovviamente) da quelle attuali (strumentali). Ci potrebbero essere anche degli errori insomma.
    Questo giusto per fare un po’ di chiarezza e ragionare sulle cose in modo onesto.

  • AssMazz

    Hai ragione e mi scuso, ho fatto confusione con il ministero dell’ambiente, che invece fregandosene degli abitanti pubblica il decreto di compatibilità ambientale.
    Forse non si percepiva nelle 2 righe che ho scritto in precedenza, ma io comunque avrei dato sempre e comunque le responsabilità alla multinazionale investitrice nello stoccaggio e mai alla popolazione, anche se quest’ultima avesse aderito al 100% all’iniziativa. COMUNQUE SIA IL PUNTO DELLA QUESTIONE E’ TUTT’ALTRA COSA: IL SISMA E’ NATURALE O PROVOCATO?

  • kulma

    Piccola correzione che mi é venuta in mente leggendo il commento di pantos. I terreni rocciosi non trasmettono meglio, é vero. assorbono di piú. La velocitá delle onde é maggiore, ma non conta nulla.

  • kulma

    Io parlerei piú che altro di terreni soffici, incoerenti. Nei liquidi le onde S, le piú pericolose, neanche si trasmettono.

    La mappa, quale? Parli di rischio o di pericolositá? la pericolositá é (dal sito INGV):

    … lo scuotimento del suolo atteso in un dato sito con una certa probabilità di eccedenza in un dato intervallo di tempo, ovvero la probabilità che un certo valore di scuotimento si verifichi in un dato intervallo di tempo.
    Questo tipo di stima si basa sulla definizione di una serie di elementi di input (quali catalogo dei terremoti, zone sorgente, relazione di attenuazione del moto del suolo, ecc.) e dei parametri di riferimento (per esempio: scuotimento in accelerazione o spostamento, tipo di suolo, finestra temporale, ecc.).

    Il rischio invece é la combinazione di pericolositá, esposizione (quantitá di edifici presenti in una zona e loro importanza) e vulnerabilitá (resistenza degli edifici).
    Come vedi é tutto molto complesso, quindi le due affermazioni non si escludono per forza. Anche perché se un terreno trasmette bene, vuol dire semplicemente che la zona di risentimento sará piú ampia. Come ti ho detto nell’altro commento, la cosa pericolosa sono i fenomeni di amplificazione e di intrappolamento delle onde sismiche. Prendi L’Aquila per esempio, la zona di risentimento era decisamente inferiore a quella del terremoto emiliano, nonostante l’energia fosse di gran lunga maggiore. E infatti i danni sono stati anche piú pesanti. Insomma il problema é complesso.

  • geopardy

    Tutto ciò che vai ad alterare o a togliere dal sottosuolo ha potenzialmente un rischio sismico, fracking o non fracking.

    Se il territorio è già sismico, ne aumenta il rischio.

    Ciao

    Geo

  • pantos

    coincidenza che nei comuni colpiti dal sisma era, ed è, in corso l’iniezione in pressione di gas metano nel sottosuolo a km di profondità a scopo di stoccaggio, oltre ad una intensa campagna di prospezioni geologiche profonde, preliminari alla realizzazione dell’unico impianto italiano di stoccaggio in acquifero profondo – a 2.5 km sotto il livello del mare – di 6 miliardi di metri cubi di metano che sorgerà nel comune di Rivara.

    coincidenza che i media non ne parlino.

    coincidenza che la stessa società paghi consulenze all’ INGV.

    coincidenza che nel 2006 gli stessi comuni che oggi piangono i morti avevano manifestato forti perplessità sulle ripercussioni sismiche dell’impianto

    coincidenza che 10 tecnici su 11 hanno dato parere negativo.

    coincidenza che il governo si accorga (e ne vorrebbe bloccare l’iter) solo adesso del progetto http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-clini-frena-su-stoccaggio-gas-a-rivara-9643.html, nulla dicendo sui depositi già attivi di metano iniettati a pressione nè sulle prospezioni geologiche in corso.

    coincidenza è il fondato sospetto che le attività di iniezione a pressione di gas a profondità di faglia possano scatenare scosse telluriche, come conferma lo studio pubblicato 3 giorni fa dal Prof. Ortolani, Ordinario di Geologia, dell’Università di Napoli:

    Impatto delle attività di estrazione e ripompaggio di idrocarburi nelle zone con tettonica attiva

    Come si vede nella figura 5 nelle aree interessate da faglie attive nel sottosuolo esistono numerosi pozzi profondi finora eseguiti per ricerca di idrocarburi. Come è noto sono in corso alcuni interventi di riimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti. Tali interventi sono attuati in varie parti del mondo; talvolta sono vietati in quanto liniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo, come testimonia una ricca bibliografia scientifica internazionale, a luoghi può innescare un’attività sismica di non elevata magnitudo. Non si intende mettere in relazione le iniezioni di fluidi nel sottosuolo o comunque estrazione di idrocarburi con attività sismica di elevata magnitudo di chiara origine tettonica.
    Crediamo che debba essere adeguatamente approfondito argomento, almeno, laddove sono in corso attività estrattive e di probabile reiniezione di fluidi per favorire emungimento del petrolio, come nella Val d’Agri in Basilicata, in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche in grado di originare eventi di elevata magnitudo come accaduto nel 1857.
    Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l’estrazione di idrocarburi e la “reiniezione” di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere.
    Si deve inoltre fare chiarezza sull’’incidenza che possono avere le “reiniezioni” di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive: equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio pericolante?

    Gruppo di studio coordinato da Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio,
    Dott. Geologo Valerio Buonomo, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
    Ing. Gabriele Petroccelli, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
    Dott.ssa Silvana Pagliuca, CNR -ISAFOM, Ercolano.
    27 maggio 2012

    fonte: http://altocasertano.wordpress.com/2012/05/28/59981-cause-terremoto/#more-59981

    vi riporto pure la pagine delle faq del sito della società texana (presumibile responsabile o forse corresponsabile dello sfacelo), la ErgRivara: http://www.ergrivarastorage.it/domande.html

    Perché una nuova Società?
    Per sviluppare, costruire e gestire lo stoccaggio di gas naturale di Rivara. ERG Rivara Storage è posseduta al 15% da ERG Power & Gas e all’85% da Independent Gas Management. Alla nuova società è stata trasferita la titolarità dell’istanza per la realizzazione e la gestione dello stoccaggio gas di Rivara.

    ……..

    Si parla di rischi sismici nella dorsale ferrarese, ma il deposito non aumenterà questi rischi?
    Lo stoccaggio non cambierà la sismicità naturale della zona, così come è stato studiato dal CNR e dall’Università La Sapienza di Roma.
    E’ stata fatta un’accurata ricerca sui terremoti nella zona dell’Emilia Romagna negli ultimi 2000 anni. La zona di Rivara ha una sismicità di livello 3, cioè bassa. Il centro dei terremoti è sempre stato ad una profondità tra i 15 e i 20 km sotto terra, profondità che non interessa il deposito di stoccaggio gas. (ed invece dai report dell’INGV (http://twitter.com/#!/INGVterremoti) si legge che le scosse hanno sempre avuto profondità variabile tra 1 km (strano no? terremoti molto, troppo superficiali) e 10 km sotto il livello del mare!!!! Il terremoto del 9 maggio 2007 così come quello di giugno, luglio e agosto 2008 hanno, infatti, paradossalmente dimostrato la sicurezza della tenuta del “coperchio” del serbatoio, in quanto non ha intaccato in alcun modo la tenuta del vicino giacimento di petrolio di Cavone di Carpi, che condivide con il deposito di Rivara sia la roccia serbatoio che la roccia di copertura.
    Localmente i terremoti avvengono su un piano di slittamento sostanzialmente orizzontale, lungo il quale si verifica il raccorciamento crostale dovuto alla lenta convergenza tra la placca africana e la placca europea, un movimento in continuo rallentamento.
    Per una maggiore sicurezza e per poter garantire una più precisa localizzazione, anche in profondità, di altri eventuali futuri sismi, la Società ha deciso di incaricare l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di istallare una rete di stazioni sismometriche nella zona di interesse del progetto.

    Gli 11 tecnici esperti, incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il vostro progetto, lo hanno definito non idoneo, che ne pensate?
    Il fatto che all’interno del gruppo degli 11 incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il progetto di Rivara, vi sia stato in realtà un professore, tra l’altro l’unico esperto in geologia, che ha rilasciato parere favorevole, ci fa pensare alla bontà del nostro progetto.

    Quali saranno i benefici per l’economia che qui è prevalentemente agricola? A quanto ammonterebbero le royalties?
    La legge finanziaria 2008 dal 1º gennaio 2008, obbliga i soggetti titolari di concessioni per l’attività di stoccaggio del gas naturale in giacimenti o unità geologiche profonde a corrispondere alle regioni nelle quali hanno sede i relativi stabilimenti di stoccaggio, a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio, un importo annuo pari all’1% del valore della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale. ERG Rivara Storage infatti pagherà una quota di circa 1 milione di euro all’anno, per i prossimi 40 anni, alla Regione Emilia Romagna che provvederà a suddividerli ai Comuni che ospiteranno il deposito. Gli importi verranno così suddivisi: il 60% sul totale a San Felice sul Panaro perché è il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, il restante 40% suddiviso tra i comuni di Mirandola, Finale Emilia, Crevalcore, Camposanto e Medolla, in misura proporzionale per il 50 per cento all’estensione del confine e per il 50 per cento alla popolazione.

    Quali sono i veri rapporti tra INGV e IGM?
    Tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la nostra società c’è un rapporto di normale e trasparente collaborazione scientifica. Del resto INGV è il migliore istituto di ricerca geologica al mondo, logico chiedere loro una consulenza. E chiunque pensi che INGV possa cambiare un rapporto di ricerca per far piacere a un cliente o a un ex dipendente è solo in mala fede. Soprattutto se la ricerca è controllata a livello internazionale. Nessuno mette a repentaglio la propria reputazione scientifica e quindi i finanziamenti per pochi soldi.

  • strangenick

    Pregherei Debora Bill di informarsi sulle pratiche del “livello esplorativo geologico” – sono IDENTICI al fracking di estrazione!
    Per favore, informatevi!
    Sono un’attivista bulgara e siamo riusciti a far emettere un moratorium sulle esplorazioni! Le pratiche sono IDENTICI senza alcuna differenza (confermato da decine di geologi).

  • giorgiolx

    non so, non sono un geologo…te si?

  • Truman

    Riceviamo per e-mail.

    • coincidenza che nei comuni colpiti dal sisma era, ed è, in corso l’iniezione in pressione di gas metano nel sottosuolo a km di profondità a scopo di stoccaggio, oltre ad una intensa campagna di prospezioni geologiche profonde, preliminari alla realizzazione dell’unico impianto italiano di stoccaggio in acquifero profondo – a 2.5 km sotto il livello del mare – di 6 miliardi di metri cubi di metano che
      sorgerà nel comune di Rivara.
    • coincidenza che i media non ne parlino.
    • coincidenza che la stessa società paghi consulenze all’
      INGV.
    • coincidenza che nel 2006 gli stessi comuni che oggi piangono i morti avevano manifestato forti perplessità sulle ripercussioni sismiche dell’impianto (vedi
      allegato).

    • coincidenza che 10 tecnici su 11 hanno dato parere negativo.
    • coincidenza che il governo si accorga (e ne vorrebbe bloccare l’iter) solo adesso del progetto http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-clini-frena-su-stoccaggio-gas-a-rivara-9643.html [www.greenstyle.it], nulla dicendo sui depositi già attivi di metano iniettati a
      pressione nè sulle prospezioni geologiche in corso.
    • coincidenza è il fondato
      sospetto che le attività di iniezione a pressione di gas a profondità di
      faglia possano scatenare scosse telluriche
      , come conferma lo studio pubblicato 3 giorni
      fa dal Prof. Ortolani, Ordinario di Geologia, dell’Università di
      Napoli:
    Impatto delle attività di estrazione e
    ripompaggio di idrocarburi nelle zone con tettonica attiva

    Come si vede nella figura
    5 nelle aree interessate da faglie attive nel sottosuolo esistono numerosi pozzi profondi finora eseguiti per ricerca di idrocarburi.
    Come è noto sono in corso alcuni interventi di riimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti. Tali interventi sono attuati in varie parti del mondo;
    talvolta sono vietati in quanto liniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo, come testimonia una ricca bibliografia scientifica internazionale, a luoghi può innescare un’attività sismica di non elevata magnitudo.
    Non si intende mettere in relazione le iniezioni di fluidi nel sottosuolo o comunque lestrazione di idrocarburi con lattività sismica di elevata magnitudo di chiara origine tettonica.
    Crediamo che debba essere adeguatamente approfondito l’argomento, almeno, laddove sono in corso attività estrattive e di probabile reiniezione di fluidi per favorire lemungimento del petrolio, come nella Val dAgri in Basilicata, in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche in grado di originare eventi di elevata magnitudo come accaduto nel 1857.
    Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l’estrazione di idrocarburi e la reiniezione di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere.
    Si deve inoltre fare chiarezza
    sull’incidenza che possono avere le reiniezioni di fluidi in pressione nelle
    rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive:
    equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio
    pericolante?
    Gruppo di studio coordinato da Franco
    Ortolani,
    Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II,
    Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio,
    Dott.
    Geologo Valerio Buonomo, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del
    Territorio, UNINA,
    Ing. Gabriele Petroccelli, c/o
    Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, UNINA,
    Dott.ssa
    Silvana Pagliuca, CNR -ISAFOM, Ercolano.
    27 maggio 2012
     
     
     
    vi riporto pure la pagine delle faq del sito
    della società texana (presumibile responsabile o forse corresponsabile dello
    sfacelo), la ErgRivara:
    http://www.ergrivarastorage.it/domande.html [www.ergrivarastorage.it]

    Perché una nuova Società?

    Per sviluppare, costruire e gestire lo stoccaggio di gas naturale di Rivara. ERG Rivara Storage è posseduta al 15% da ERG Power & Gas e all85% da Independent Gas Management. Alla nuova società è stata trasferita la titolarità dellistanza per la realizzazione e la gestione dello stoccaggio gas di Rivara.

    ……..

    Si parla di rischi sismici nella dorsale ferrarese, ma il deposito non aumenterà questi rischi?

    Lo stoccaggio non cambierà la sismicità naturale della zona, così come è stato studiato dal CNR e dallUniversità La Sapienza di Roma.
    E stata fatta un’accurata ricerca sui terremoti nella zona dellEmilia Romagna negli ultimi 2000 anni. La zona di Rivara ha una sismicità di livello 3, cioè bassa. Il centro dei terremoti è sempre stato ad una profondità tra i 15 e i 20 km sotto terra, profondità che non interessa il deposito di stoccaggio gas. (ed invece dai report dell’INGV (http://twitter.com/#!/INGVterremoti) si legge che le scosse hanno sempre avuto profondità variabile tra 1 km (strano no? terremoti molto, troppo superficiali) e 10 km sotto il livello del mare!!!! Il terremoto del 9 maggio 2007 così come quello di giugno, luglio e agosto 2008 hanno, infatti, paradossalmente dimostrato la sicurezza della tenuta del coperchio del serbatoio, in quanto non ha intaccato in alcun modo la tenuta del vicino giacimento di petrolio di Cavone di Carpi, che condivide con il deposito di Rivara sia la roccia serbatoio che la roccia di copertura.
    Localmente i terremoti avvengono su un piano di slittamento sostanzialmente orizzontale, lungo il quale si verifica il raccorciamento crostale dovuto alla lenta convergenza tra la placca africana e la placca europea, un movimento in continuo rallentamento.
    Per una maggiore sicurezza e per poter garantire una più precisa localizzazione, anche in profondità, di altri eventuali futuri sismi, la Società ha deciso di incaricare l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di istallare una rete di stazioni sismometriche nella zona di interesse del progetto.

    Gli 11 tecnici esperti, incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il vostro progetto, lo hanno definito non idoneo, che ne pensate?

    Il fatto che all’interno del gruppo degli 11 incaricati dalla Provincia di Modena di valutare il progetto di Rivara, vi sia stato in realtà un professore, tra l’altro l’unico esperto in geologia, che ha rilasciato parere favorevole, ci fa pensare alla bontà del nostro progetto.

    Quali saranno i benefici per l’economia che qui è prevalentemente agricola? A quanto ammonterebbero le royalties?

    La legge finanziaria 2008 dal 1º gennaio 2008, obbliga i soggetti titolari di concessioni per l’attività di stoccaggio del gas naturale in giacimenti o unità geologiche profonde a corrispondere alle regioni nelle quali hanno sede i relativi stabilimenti di stoccaggio, a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio, un importo annuo pari all’1% del valore della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale. ERG Rivara Storage infatti pagherà una quota di circa 1 milione di euro allanno, per i prossimi 40 anni, alla Regione Emilia Romagna che provvederà a suddividerli ai Comuni che ospiteranno il deposito. Gli importi verranno così suddivisi: il 60% sul totale a San Felice sul Panaro perché è il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, il restante 40% suddiviso tra i comuni di Mirandola, Finale Emilia, Crevalcore, Camposanto e Medolla, in misura proporzionale per il 50 per cento all’estensione del confine e per il 50 per cento alla popolazione.

    Quali sono i veri rapporti tra INGV e IGM?

    Tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la nostra società c’è un rapporto di normale e trasparente collaborazione scientifica. Del resto INGV è il migliore istituto di ricerca geologica al mondo, logico chiedere loro una consulenza. E chiunque pensi che INGV possa cambiare un rapporto di ricerca per far piacere a un cliente o a un ex dipendente è solo in mala fede. Soprattutto se la ricerca è controllata a livello internazionale. Nessuno mette a repentaglio la propria reputazione scientifica e quindi i finanziamenti per pochi soldi.

  • rocks

    E’ da tempo che giro i siti che normalmente frequento, fra i quali questo per dire che nel sito di Rivara non è iniziato un bel niente, né stoccaggio né indagini, perché semplicemente se lo avessero fatto lo avrei saputo, perché sarei stato coinvolto nelle indagini preliminari.
    E poi non capisco quello che parlano di scoppi e di detonazioni, state palrando di linee sismiche? Avete presente cosa vuol dire produrre una linea sismca? Secondo me no. L’unica cosa che mi pare a livello internazionale sia riconosciuta come causa scatenante in alcuni casi di terremoti medi è il fracking applicato per l’estrazione di idrocarburi da alcuni tipi di rocce. Non è il caso dello stoccaggio di Rivara, che non è un sito di estrazione, ma andrebbe a stoccare gas in un serbatoio già esisitente, senza necessità di essere fratturato. Lo stoccaggio in italia è iniziato nel 1964 a Cortemaggiore e sembra non abbia mai dato problemi là. Invece la zona interessata dai terremoti in questi giorni lo era già stata 400-500 anni fa il che per un geologo vuol dire che tale zona doveva essere considerata ad alto rischio sismico, se non è stato fatto la responsabilità è dei geologi e degli amministratori pubblici che hanno continuato a permettere la costruzione di edifici non anti-sismici, fino a pochi anni fa. Questo è stato fatto per RISPARMIARE come al solito sulla nostra pelle e adesso non serve incolpare le multinazionali o gli americani, ma ci sarebbe da chiedere conto alla comunità scientifica e a quella politica.
    Erg sborserebbe 600.000 euro all’anno al comune di San Felice sul Panaro per 40. Vuol dire 32.000.000 di euro, coi quali forse sarebbe possibile mettere in sicurezza gli edifici del comune. E fregarsene così dei terremoti futuri, naturali o indotti. Questa è solo una provocazione, ma neanche tanto…