Suramina possibile antidoto alle terapie geniche Covid?

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LA SURAMINA, potente inibitore della trascrittasi inversa di diversi virus tumorali a RNA, come evidenziato da uno studio apparso su Pub Med nel lontano 1979, potrebbe bloccare anche la trascrittasi inversa da parte dei Vaccini a mRNA?
Di questa sostanza, usata da 100 anni per trattare la cosiddetta malattia del sonno (tripanosomiasi africana) e la cecità fluviale (oncocercosi), aveva parlato lo scorso anno la dottoressa Judy Mikovits, dichiarando in un video che la suramina protegge dagli effetti avversi del vaccino anti-covid-19. La biologa era stata subito accusata di aver diffuso disinformazione e il film Plandemic che la vedeva protagonista rimosso da piattaforme come YouTube, Facebook e Vimeo con la giustificazione che la ricercatrice aveva dato consigli sanitari infondati e fatto false affermazioni sul covid.

Cercando ulteriori informazioni in merito mi sono imbattuta su un articolo del quotidiano Usa Today che conferma, da un lato, l’utilizzo della suramina come farmaco per curare la malattia del sonno africana (patologia parassitaria trasmessa dalla mosca tse tse che si trova nell’Africa subsahariana), ma, dall’altro, specifica che la sostanza curativa in questione non è quella derivante dagli aghi di pino (come aveva detto la dottoressa Mikovits), piuttosto quella creata dalla società farmaceutica tedesca Bayer nel 1904 a partire da un colorante chiamato trypan blue comunemente usato nei laboratori per la colorazione cellulare.
Lo stesso articolo sottolinea anche il fatto che la suramina può avere “gravi effetti collaterali, ad esempio tossicità renale ed epatica, reazioni oculari, insufficienza surrenalica, reazioni allergiche e anemia, solo per citarne alcuni”.

Continuando la mia ricerca ho scoperto che questo farmaco, oltre alla malattia del sonno africana, può avere altre applicazioni: è, infatti, utilizzato per il trattamento di alcuni tumori ed è in fase di sperimentazione per la riduzione dei sintomi del disturbo dello spettro autistico (per quanto riguarda l’autismo, in particolare, avrebbe dimostrato miglioramenti clinici significativi solo dopo 2 settimane).

Al momento non ho trovato dati scientifici che possano rispondere alla domanda che sta girando su alcuni canali telegram ovvero se la suramina sia in grado di inibire la trascrittasi inversa dell’RNA da parte del vaccino e, quindi, se possa essere usata “come antidoto” agli eventuali effetti avversi dei vaccini anti covid.
Tuttavia mi sono imbattuta in un interessante studio apparso su PubMed nel luglio 2020 in cui legge: “Qui, dimostriamo che il farmaco antiparassitario suramin inibisce la replicazione di SARS-CoV-2, proteggendo le cellule Vero E6 con una concentrazione efficace del 50% (EC 50) di ~20 μM, che è ben al di sotto del livello massimo raggiungibile nel siero umano. Suramin ha anche ridotto la carica virale da 2 a 3 log quando sono state trattate cellule Vero E6 o cellule di una linea cellulare epiteliale polmonare umana (Calu-3 2B4 [indicato qui come “Calu-3”]). I test di riduzione del tempo di aggiunta e di riduzione della placca eseguiti su cellule Vero E6 hanno mostrato che la suramina agisce nelle prime fasi del ciclo di replicazione, prevenendo eventualmente il legame o l’ingresso del virus. In un modello di coltura cellulare epiteliale delle vie aeree umane primarie, la suramina ha anche inibito la progressione dell’infezione.

Dunque una scoperta importante in un periodo in cui ancora le autorità sanitarie mostravano di non avere soluzioni per contrastare efficacemente il nuovo coronavirus. E, infatti, gli stessi autori dello studio preclinico sottolineano che i risultati della loro ricerca giustificano ulteriori indagini.
Ma, come si sa, le ricerche non sono proseguite in questa direzione …

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VB

 

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