Home / ComeDonChisciotte / SUPERARE LA CRISI

SUPERARE LA CRISI

DI SAVINO FRIGIOLA
abruzzopress.info

L’ultima lettera
inviata da Berlusconi al Corriere della Sera per il rilancio dell’economia, conferma quanto da sempre pronosticato e sostenuto: «le cause ed il perdurare della crisi economica dipendono essenzialmente dalla violenta demonetizzazione del mercato, avvenuta in campo nazionale ed internazionale, determinata, realizzata e pilotata dall’apparato bancario-monetario, nell’indifferenza, ed in alcuni casi anche con la connivenza di alcune forze politiche.». Sempre di connivenza si tratta anche quando, nell’ambito dell’azione e della attività politica, è sufficiente essere a conoscenza delle tecniche perverse e delle malefatte messe in atto dalla congrega bancaria-monetaria, senza porre nulla in essere per bloccare questi sciagurati accadimenti. Dando per saputo e scontato come tutto ciò si sia potuto verificare e con quali dinamiche (ce ne siamo occupati a lungo anche nel recente passato), ciò che importa ora in maniera sempre più pressante, è come uscirne e come poter rilanciare l’economia e l’occupazione nazionale, in primis quella giovanile, prima del verificarsi d’intolleranze del tutto prevedibili.
L’asfittica circolazione monetaria sul mercato interno e la drastica riduzione delle linee creditizie hanno causato il crollo dei consumi, la sofferenza di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese (85 % del sistema produttivo nazionale) causando in moltissimi casi il fallimento o la loro chiusura con la conseguente espulsione delle relative maestranze dal sistema produttivo. La contrazione di liquidità verificatasi sui mercati esteri ha penalizzato tutta l’attività manifatturiera nazionale finalizzata all’esportazione, provocando anche la drastica contrazione delle correnti turistiche estere. Allo status quo, pertanto, tutta l’economia è in grave sofferenza. Gran parte della liquidità interna era già stata razziata molti anni prima dello scoppio ufficiale dell’ultima crisi economica, dalle solite banche mediante il piazzamento dei bond farlocchi, subito dopo volatilizzati, di Cirio, Parmalat, Banca 121, Argentina, ecc. fatti sottoscrivere ai vari soggetti ed amministrazioni, pubbliche e private, utilizzando spesso espedienti e raggiri nei confronti degli ignari sottoscrittori.

Alle perverse attività bancarie si sono aggiunte anche quelle della politica, tenute a battesimo dal governo G. Amato (dott. Sottile) con il prelevamento forzoso su tutti i conti correnti e depositi dell’8 per mille e la serie delle patrimoniali, iniziate nel 1992, mediante le qualisono state sottratte ai cittadini ed all’intero mercato cifre ingenti, non più ritornate in circolazione sul territorio sotto la voce di spesa per servizi resi alla collettività (solo nel primo anno è stata prosciugata la bella cifra di 92 miliardi di lire). Di queste e di altre malefatte bancarie nei confronti del mercato se ne sta occupando per alcuni aspetti la magistratura ordinaria con esiti alquanto deludenti: il sistema bancario ha sempre brigato per varare commissioni con propri rappresentanti, per dirimere le vertenze dei propri clienti in via stragiudiziaria.

Anche nei casi giunti a sentenza, con condanna delle banche al ristoro dei danni, questi sono quasi sempre sottostimati ed i relativi pagamenti procrastinati nei tempi futuri. L’annunciato ed auspicato colpo di frusta da parte dell’Esecutivo, per far ripartire produzione, occupazione e consumi interni, mal si concilia con le pretese europee di ridurre il debito pubblico all’80%, in ottemperanza ai vincoli comunitari ed al trattato di Maastricht, mediante il reperimento sul mercato nazionale di ben 600 miliardi di Euro da versare drasticamente nelle casse dei banchieri, con conseguente pregiudizio al poter programmare, o solo immaginare, qualsiasi possibilità di ripresa economica nazionale. Il forte debito pubblico esistente ci impedisce d’indebitarci ulteriormente per ottenere le risorse necessarie per reinnescare i processi produttivi in tempi brevi e quindi il colpo di frusta enunciato ed auspicato resterà nel cassetto delle buone intenzioni. Quand’anche riuscissimo a poterci ulteriormente indebitare, finiremmo per incrementare ancor più la mastodontica esposizione pubblica con i conseguenti gravosissimi interessi passivi che stanno già sbarrando qualsiasi possibilità di rilancio reale.

Occorre convincersi definitivamente che senza nuove risorse è impensabile immaginare qualsiasi tipo di ripresa ed ancor meno realizzare gli annunciati schiocchi di frusta per far ritornare il cavallo a bere. Perciò diventa sempre più indispensabile approntare nuove risorse economiche-monetarie senza sottostare allo strangolamento da debito inventato ed imposto dalla cupola bancaria-monetaria. Fortunatamente disponiamo della capacità, della cultura e dell’esperienza per far fronte ed eliminare definitivamente queste procurate disfunzioni. E’ solo necessario che i politici, diversamente da quanto preteso dai banchieri, (come se l’economia fosse loro prerogativa esclusiva) ritornino ad occuparsi della vera politica economia nazionale che non può essere disgiunta da quella monetaria, acquisendone le opportune conoscenze culturali, con il convincimento che la legittimità a svolgere l’azione politica deriva solo dal perseguimento del bene comune in favore dei cittadini e dei propri elettori. Occorre riacquisire autonomia di giudizio e capacità di discernere con la propria testa per non essere inconsapevolmente plagiati dai numerosi infiltrati a tutti i livelli al servizio dei banchieri e finanzieri. Ovviamente occorre disporre anche gli attributi necessari per poter bordeggiare “almeno inizialmente” contro vento, senza avventurarsi su rotte sconosciute e mai battute. Basta ripercorrere ed attuare ciò che è stato felicemente realizzato in oltre cento anni dai vari e diversi Governi che si sono succeduti.

Lo Stato deve ritornare a battere moneta in nome e per conto dei propri cittadini; acquisirne il signoraggio e quindi la moneta emessa a titolo originario ed impiegarla per rilanciare economia, occupazione e ricerca. Lo Stato italiano ha battuto moneta in prima persona e monetizzato il proprio territorio dal 1874 al 1975. Ciò ha consentito, subito dopo l’unità d’Italia di realizzare tutte le infrastrutture necessarie ad un nuovo stato, compreso i famosi palazzi e quartieri “umbertini”, ancora esistenti, senza imporre tasse e senza indebitarsi. Successivamente utilizzando sempre la moneta emessa da parte dello Stato si sono costruite le opere dell’Italia moderna: strade, autostrade, ponti, ferrovie, porti, aeroporti, centrali elettriche, ospedali, sanatori, colonie, le grandi bonifiche, intere città, i grandi complessi industriali, gli Istituti Assistenziali, le scuole, le università, tutte contraddistinte dalle inconfondibili linee architettoniche ispirate dal Piacentini. Anche tutte queste opere furono realizzate senza aumentare le tasse ai cittadini e senza aumentare il debito pubblico che anzi, sino al 1940 era rimasto stabile al 20 % (tra i più bassi della storia d’Italia) per passare al 25% nel 1945 a guerre finita. Successivamente si continuò a battere moneta da parte dello Stato, gli introiti così incamerati hanno contribuito in maniera significativa alla ricostruzione del territorio nazionale devastato dall’invasione nemica (all’inizio degli anni 70 il debito pubblico era sceso al 20 %). Tutto ciò ad ulteriore conferma e dimostrazione che il debito pubblico è generato dall’emissione monetaria da parte delle banche d’emissione private.

All’inizio del Governo Berlusconi si cercò di fronteggiare questa situazione. Il Ministro Tremonti ebbe a sostenere la necessità di una moneta parallela, senza debito, per rilanciare l’economia e l’anemico mercato, iniziativa subito frustrata dal gruppo della destra economica annidata nel parlamento al servizio della funzione monetaria e finanziaria. Il ruolo di questi soggetti si è definitivamente appalesato quando Fini ha impedito di conferire ai prefetti i poteri necessari per sindacare il comportamento delle banche verso privati ed aziende e quando partendo con l’acqua è cominciata la campagna delle privatizzazioni, cedendo ai banchieri i beni dello Stato a fronte dei pseudi debiti creati con l’emissione monetaria. Come riporta il Corriere della Sera, non sussiste grande differenza sostanziale tra quanto sostiene il cattolico banchiere Bazoli d’istituire la tassa patrimoniale e l’establishment finanziario alternativo che chiede la vendita del patrimonio pubblico insieme alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, entrambi, con l’obiettivo finale di chiudere il ciclo berlusconiano. Mentre la crisi economica trova difficili sbocchi, la cosa più raccapricciante di questo sciagurato periodo è il silenzio assordante della sinistra e di buona parte dei sindacati appiattiti sulle posizioni monetarie-finanziarie, ed a protezione dei manovratori, per sviare le attenzioni, si sono ridotti a guardare per il buco della serratura, suggellando la fine indecorosa dell’apparato a difesa della classe operaia, dei meno abbienti e degli oppressi. Coraggio Presidente Berlusconi, ormai non ha più nulla da perdere, è arrivato il momento di parlare chiaro, più di quello che le hanno fatto è impossibile immaginare altro, le quinte colonne sono uscite dalla maggioranza, il momento è oltremodo propizio per dimostrare che aldilà di tutte le chiacchiere e le diatribe dei vari gruppi ideologici, ormai decotti, di fatto sulla scena politica esistono due soli schieramenti: il primo che in ossequio al mandato ricevuto dai cittadini si adopera per il conseguimento del bene comune di tutta la popolazione, ed il secondo al servizio del sistema bancario-monetario e dell’alta finanza. Poiché queste due posizioni si stanno delineando con sempre maggiore precisione, è opportuno, quanto prima possibile, formare, informare e spiegare la vera occulta strategia in atto, dopo di che vediamo quante persone sono disponibili a scendere in piazza a difesa dei banchieri della BCE e per Maastricht. Riappropriamoci della nostra sovranità monetaria per bloccare le nefaste conseguenze delle crisi come quelle imposte a Islanda, Irlanda, Grecia, poiché dopo Portogallo e Spagna siamo i primi della lista. Recuperiamo la nostra autonomia politica e congiuntamente il ruolo riappacificante che ci compete nel bacino del Mediterraneo e nel mondo. Riuniamo rapidamente la miriade di gruppi, associazioni e comitati sorti a sostegno di queste posizioni. Sicuramente non mancheranno immediati appoggi e consensi da parte di tutti i cittadini e da parte degli Stati che, per convenzioni bilaterali stipulate tra loro, hanno stabilito di scambiarsi beni e risorse utilizzando la propria moneta nazionale; la nostra produzione è ricercata e complementare a moltissime di queste. All’immancabile starnazzare delle solite sacre vestali a difesa del sistema, assicuriamo la nostra presenza in qualsiasi pubblico dibattito.

Savino Frigiola
Fonte: www.abruzzopress.info ([email protected] )
Chieti, 16 Febbr ’11, Mercoledì, S. Giuliana – Anno XXXII n. 047 –

visto su: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/02/superare-la-crisi.html

Pubblicato da Davide

  • terzaposizione

    Caro Savino,
    ci vogliono palle – serietà – determinazione – autonomia decisionale, difetti che Berlusconi non possiede.E rammento che a dare il via libera a comuni-provincie-regioni a giocare con strumenti finanziari opaci fu Tremonti,lo stesso che propose agli italiani di rinegoziare mutui su case di proprietà per avere soldi da spendere in monnezza consumistica (gli italiani sono seduti su un tesoretto), mentre nell’esplosione del debito pubblico avvenuta nel peiodo Craxi-DC i consiglieri economici di quegli anni di spreco erano : brunetta,siniscalco,tremonti,sacconi…3 di loro sono Ministri oggi.
    Ma di recuperare il 90% dell’evasione,della corruzione,degli sprechi a comiciare da 98 miliardi elusi dalle società delle slot-machine, non ne parliamo mai, fa troppo Goldman Sach?

  • Terence

    “le cause ed il perdurare della crisi economica dipendono essenzialmente dalla violenta demonetizzazione del mercato, avvenuta in campo nazionale ed internazionale, determinata, realizzata e pilotata dall’apparato bancario-monetario, nell’indifferenza, ed in alcuni casi anche con la connivenza di alcune forze politiche.”
    Scusate , ma non capisco. Questo virgolettato nell’articolo sembra attribuito a Silvio B. nella sua lettera al corriere. Ho letto la lettera ma queste frasi non compaiono. Cos’è, uno scherzo?

  • jayadeva

    Berlusconi non sarebbe in grado di concepire frasi di questo tipo e non le leggerebbe se gliele scrivessero altri

  • dana74

    il virgolettato l’avevo letto anch’io..ora non trovo il link dal corriere..

    Per cambiare l’economia ci vuole uno votato al martirio, che parli contro il signoraggio e voglia ripubblicizzare la Banca d’Italia ed uscire dall’euro.Ne conosco pochi e non stanno seduti in nessuna ala del parlamento, non è solo B a non possedere la dote del martirio.

    A proposito questo monito mi inquieta:
    “Ad aprile verrà presentato all’Unione europea il piano per le riforme. Dovrà essere un piano vero, ha ammonito, rivolto alle cicale della maggioranza.”estratto da:
    http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=6554
    Chissà che significa eh?

  • victorserge

    chi sarebbero questi personaggi che farebbero ciò che dici?
    fuori i nomi; prego.

  • nettuno

    Uscire dall’euro e riprendersi la sovranità monetaria, questa è la ricetta. Più si aspetta più si paga; più lo Stato verrà privatizzato, più il cittadino qualunque, verra taglieggiato con o tasse e precarizzazione. Il costo della mano d’opera deve scendere ancora , fino ai livelli dei paesi dell’Est….

  • Tonguessy

    Al massimo farebbe una ricerca su Gogol
    http://www.youtube.com/watch?v=0EiVoUOiVQk

  • Tonguessy

    L’asfittica circolazione monetaria sul mercato interno e la drastica riduzione delle linee creditizie hanno causato il crollo dei consumi

    Capisco. Non è stata la delocalizzazione, la precarizzazione, l’uso allegro di offshore banking ad impoverire il Bel Paese. Quindi si continui a delocalizzare, precarizzare e frequentare i paradisi fiscali, che farà sicuramente bene a questa economia.

  • Tulkas
  • dana74

    scopri chi parla di signoraggio e troverai i nomi, io di propaganda non ne voglio fare

  • Iacopo67

    DEMONETIZZAZIONE: questo è appunto il nodo centrale di questa crisi economica; stanno diminuendo i soldi in circolazione, ce n’è sempre di meno, e se viene a mancare il mezzo per effettuare i pagamenti, l’economia rellenta. I prezzi, al contrario, stanno leggermente aumentando, il che è disastroso, perchè significa che la massa monetaria è sempre più insufficiente di fronte alla disponibilità di beni in vendita. La roba rimane invenduta nei negozi, la gente rimane disoccupata, e la TV vi rimbambisce dicendovi che c’è crisi di sovrapproduzione e che i giovani non hanno voglia di lavorare;
    non è vero, la verità è che mancano i soldi in circolazione, non ce n’è abbastanza per pagare risorse umane e materiali disponibili, che rimangono inutilizzate. Io che sono artigiano, quando vedo che i miei clienti non vogliono o non possono spendere come prima, significa che ho meno lavoro e guadagno di meno; se mi viene un ragazzo e mi chiede : “Iacopo, mi prendi a lavorare con te ?”, seppure a malincuore, devo dirgli che non posso. Può sembrare grottesco, assurdo, ma tutta questa situazione, questa “crisi”, dipende dal semplice fatto che ci sono sempre meno di quei maledetti pezzi di carta in circolazione.

    PERCHE’ MANCANO I SOLDI ?
    Ci sono varie cause, ma fondamentalmente si potrebbe dire che la colpa è dei governi ( senza fare distinzioni tra destra e sinistra ), che, lasciandosi corrompere, hanno fatto o abrogato leggi che hanno favorito vari gruppi d’interesse, a nostro danno. La colpa è anche nostra, poichè non abbiamo sorvegliato i nostri politici, e anzi negli ultimi decenni ci siamo sempre più disinteressati di politica.

    Il debito pubblico è una causa della demonetizzazione; non è tanto il debito in sè, il problema sono gli interessi: una buona parte di questi interessi sul debito prendono la via dell’estero, sono soldi che escono e non ritornano indietro. Il debito pubblico è un male, il governo dovrebbe cercare di evitarlo, ma in un regime democratico non è così facile, perchè il governo, per farsi bello agli occhi del popolo, è sempre invogliato a spendere un pò di più, e tassare un pò di meno, e il bilancio finisce facilmente in rosso.
    Inoltre la BCE ci impone di diminuire il debito pubblico, cosa che dovremo fare nei prossimi anni, il che significa un ulteriore salasso.

    Le varie truffe finanziarie; ma queste, forse, non sono una delle principali cause della demonetizzazione, almeno in Italia, per ora.

    Le delocalizzazioni: quando un’azienda chiude i battenti in Italia e trasferisce la produzione in un pease povero, mantenendo le vendite nel nostro paese, succede che queste aziende diventano come dei succhioni che prendono moneta dal nostro paese vendendo i prodotti, trasferendola ai paesi dove devono pagare la produzione.
    Questo processo, che da noi causa disoccupazione, è una causa importante della demonetizzazione, poichè le aziende che hanno delocalizzato sono numerose. Secondo Benetazzo, proprio questo meccanismo è quello che ha iniziato la crisi economica.
    I padroni di industrie e multinazionali ci si sono arricchiti, con questo giochino, a danno dei lavoratori dei paesi ricchi; per arrivare a questo risultato, essi hanno lavorato per l’abbattimento dei dazi e delle barriere doganali tra le nazioni, propagandandoci il tutto come una meravigliosa globalizzazione. Globalizzazione dei cui effetti perniciosi eravamo stati preavvertiti da quella Cassandra di premio nobel per l’economia che era Maurice Allais.

    L’euro forte; una moneta forte invoglia a fare acquisti all’estero perchè col cambio ci si guadagna. Allo stesso momento però, con una moneta forte, abbiamo difficoltà a vendere all’estero, perchè col cambio, chi compra, ci rimette. Il tutto tende a produrre uno squilibrio commerciale per cui il flusso di moneta in uscita verso l’estero è più grande di quello in entrata. Più la moneta è forte, più si aggrava questo squilibrio, e più aumenta l’emorragia di moneta verso l’estero. Questo bastardo euro forte colpisce soprattutto le nazioni periferiche dell’area euro, che hanno un commercio extraeuropeo relativamente più importante, contribuisce alla demonetizzazione, e sembra che non ci possiamo fare granchè.

    Le banche per fronteggiare meglio la crisi devono capitalizzarsi meglio, il che vuol dire concedere meno prestiti mentre stanno continuando a ricevere i pagamenti delle rate dei prestiti concessi in passato. Il tutto si traduce in un meccanismo che, manco a farla apposta, diminuisce ulteriormente la moneta in circolazione. C’è un accordo preciso delle banche in questo senso, mi sembra che sia in Basilea III.

    Ciliegina finale, c’è anche una causa psicologica: infatti la gente, vedendo che c’è difficoltà, tende a spendere di meno e a tenere i soldini da parte. Ma così facendo, la moneta circolante diminuisce ancora di più. Insomma, siamo fottuti, sembra la tempesta perfetta, e noi ci siamo in mezzo !

  • geopardy

    «le cause ed il perdurare della crisi economica dipendono essenzialmente dalla violenta demonetizzazione del mercato, avvenuta in campo nazionale ed internazionale, determinata, realizzata e pilotata dall’apparato bancario-monetario, nell’indifferenza, ed in alcuni casi anche con la connivenza di alcune forze politiche.».

    Non capisco perchè non si nominino mai le corporazioni multinazionali oligopoliste (sembra non esistano quasi più), le quali hanno come primo, medio ed ultimo fine l’accumulazione stratosferica di moneta, la quale, quando è troppa crea moltissimi problemi a tali signorie.
    Le banche (almeno quelle del tipo a strozzo , che rappresentano la grande maggioranza di quelle esistenti) sono un tutt’uno con le corporazioni, credo sia estremamente difficile districarne gli interessi delle une rispetto a quelli delle altre.

    Parlare sempre e solo di magheggi bancari, ma non dei cartelli oligopolistici delle multinazionali, sarebbe, secondo me, come parlare di quanto inquinano le macchine senza metterle in moto.
    Geo

  • stefanodandrea

    Berlusconi è capace di tutto

  • ventosa

    Quoto, con un solo distinguo: la moneta non è l’obiettivo, ma uno dei mezzi, forse il principale. l’obiettivo è l’espansione illimitata, allo scopo di aumentare il proprio potere.
    Saluti.

  • neutrino

    Se non fosse per le banche, e per la crescita smisurata del credito, noi europei ed americani, che dagli anni settanta siamo diventati un popolo di grassoni viziati e perlopiù inutili, non saremmo oggi proprietari di mezzo mondo.
    Perché credete che si incazzino i Tunisini e gli Egiziani? Vogliono la loro parte di benessere!
    Sono decenni che viviamo a sbafo a spese del terzo mondo, con gli operai della catena di montaggio europei che vanno in vacanza alle Maldive.
    Ora che l’incantesimo sta iniziando ad incrinarsi, è tutta colpa delle banche. Facile!

  • geopardy

    “Intensificando al massimo la produzione per l’ottenimento del massimo profitto, si favorisce una crisi di sovrapproduzione, si deve distruggere parte della produzione e delle forze produttive perché il capitale possa perpetuarsi; deve distruggere ricchezza e provocare miseria per produrre nuova ricchezza.”

    Chi ha scritto questi concetti, mai disattesi nella storia economica degli ultimissimi secoli, la sapeva veramente lunga sul funzionamento di una società capitalistica.

    Ciao

    Geo

  • Giancarlo54

    Leggevo l’altro giorno sul sito di Paolo Barnard, che il signoraggio è un’invenzione. Personalmente non sono d’accordo con lui, però è strano che una persona decisamente non “conforme” come Barnard arrivi a negare il signoraggio sopratutto con argomenti, per me, non proprio convincenti

  • Truman

    Credo che la frase si riferisca non alla lettera di Berlusconi ma a quello che ha sempre sostenuto l’autore (Frigiola). Ho postato comunque una richiesta di chiarimento sul blog dell’autore.

  • Iacopo67

    Cos’è, la frase di un Rothschild ?
    Se abbiamo prodotto troppi beni, non è che dobbiamo piangere, o che questo debba essere un problema, anzi, dovremmo esserne contenti, perchè vuol dire che non ci manca nulla, che stiamo materialmente bene, e che si potrebbe anche lavorare di meno e avere più tempo per noi stessi. Si tratterebbe solo di far si che questa ricchezza sia distribuita equamente, e non concentrata nelle mani di pochi, che è il vero nocciolo della questione.
    E’ ridicolo, il problema della sovrapproduzione.

    Se poi esistono individui potenti, ingordi e spregevoli che si sentono limitati nel perseguire i loro profitti perchè abbiamo già tutto, allora va bene, l’aver prodotto troppo è un problema, ma è un problema per loro, non certo per noi !

  • geopardy

    I loro problemi , in tal caso, li scaricano su di noi, in modo da riinstallare un regime di profitto.
    Così funziona, la ridistribuzione non è nel loro programma.
    Ciao
    Geo

  • dana74

    anche a me Barnard piace, ma non condivido il suo negare l’11 settembre.
    Beh non chiamiamolo signoraggio, ma qualcosa di truffaldino è di sicuro se lo stato prende a prestito carta con inciso sopra che so 20 euri del costo di 0,10 centesimi e come debito invece di pagare il costo secco ne paga venti. La differenza come la chiamiamo? Rischio d’Impresa?

  • dana74

    CHI HA APERTO LA STRADA DI ACCESSO TRA GLI ENTI LOCALI E CDS E HEDGE FUNDS?
    come mai spuntano sempre le stesse date…della finanza straniera….

    http://www.disastroderivati.it/entilocaliederivatiprusso.htm

  • alvise

    Non possiamo sapere se questa lettera è veramente stata inviata da berlusconi, ma fosse anche stata inviata da piripicchio in nome diberlusconi, non cambia il mio punto di vista.La massoneria ogni tanto fa di questi exploit, deve farlo per statuto, ma intanto sa che che pochi capiranno cosa si cela nelle frasi e parole.per cui quei pochi che capiranno non saranno determinanti per i poteri finanziari, cioè massonici ed ebraistici.Questo è il dramma, che suona da presa per il culo di chi sa.
    L’idea che nell’opinione pubblica possa raggiungersi una massa critica di conoscenza del problema per cui non vi potrà più essere resistenza da parte dei manipolatori dei capitali, è sensata come quella di far diventare democraticamente intelligente il popolo per decreto.

  • alvise

    cosa ti devo dire Tonguessy?Ti quoto ma avrei preferito dirti che dici cazzate.Ma purtroppo SO!!

  • nettuno

    il signoraggio contribuisce progessivamente a ridurre la massa monetaria in circolazione. Mondo cane!! che ci fosse un politico che avesse il coraggio di parlar chiaro…

  • geopardy

    Quto al massimo.

    Ciao

    Geo

  • nuvolenelcielo

    no! non ci credo, sapevo che barnard era una macchietta che si crede super journalist, ma che creda alla versione ufficiale dell’11 settembre no, non ci credo! no, troppo divertente 🙂

  • Iacopo67

    Mi rammarico, ma hai pienamente ragione.

  • Iacopo67

    Hai ragione, c’è pure il signoraggio !
    Probabilmente, però, il signoraggio non è tra le primissime cause della demonetizzazione. L’insieme del signoraggio primario e secondario, o, diciamo, gli interessi che guadagna il sistema bancario nel suo complesso, sono soldi che in buona parte dovrebbero tornare in circolo perchè gli azionisti delle banche, e il personale delle banche ( i manager più che altri ), vivendo in Italia, presumibilmente i soldi che hanno guadagnato li rispenderanno nel nostro paese.
    Non fraintendermi, non difendo le banche, le banche ne hanno combinate di cotte e di crude, e, in un mondo perfetto, la sovranità monetaria penso che debba averla lo stato.
    Capire esattamente come funziona il sistema bancario è complicato perchè ci sono in giro molte informazioni un pò caotiche; inizialmente, dopo aver letto Auriti, Saba, Pound, Della Luna e Miclavez etc, davo molta importanza al signoraggio. Ma siccome ci sono anche altri che sono antisignoraggisti, ho cercato qualche testo più tecnico per chiarirmi la cosa; su internet ho trovato “Modern money mechanics”, un testo ufficiale delle banche, noiosamente tecnico, ma che aiuta a capire. Andrea Mensa, che scrive anche in questo forum, è esperto in tecnica bancaria, certe cose l’ho capite grazie a lui; le cose che dice sono tecnicamente coerenti con le altre cose tecniche che ho letto, per cui lo giudico affidabile. Il signoraggio è un problema, ma non così terribile come può sembrare dai primi libri che avevo letto.