Stefano Re - Il Bivio: Great Divide e Codardia Esistenziale di Massa - RifletteRe

Giorgio De Chirico - Pianto d'amore - Ettore e Andromaca , olio su tela, 1974 (dettaglio)
Giorgio De Chirico - Pianto d'amore - Ettore e Andromaca , olio su tela, 1974 (dettaglio)

All'inizio della puntata riflettiamo sui commenti dei lettori alla puntata precedente dato che gli spunti di riflessione sono tanti e non si possono esaurire in una puntata, ne discuteremo direttamente insieme.

Siete tutti invitati alla diretta Youtube e Facebook del 2 maggio 2021 alle 19 (seguiteci su Facebook per eventuali modifiche o aggiornamenti).

Oggi riflettiamo con Stefano Re su un tema cruciale dell'attualità che viviamo: la distruzione sistematica delle libertà democratiche, la devastazione di quello che a breve si potrà definire l'Ancien régime degli stati nazionali, mette tutte le menti libere e critiche davanti a un bivio: vivere all'interno della bio-tecno-dittatura che si sta profilando, subire il transumanesimo, sorvegliati e puniti al primo sgarro? Or to take arms against a sea of troubles, / And, by opposing, end them?

Sempre più, alle folle mascherate che celebrano la germofobia come tratto distintivo di civiltà - in realtà esprimendo la codardia esistenziale congenita nelle masse occidentali - si stanno opponendo gruppi di giovani e giovanissimi che decidono di prendere una casa in campagna e crearsi le loro comuni. Ma è davvero utile autoconfinarsi in una riserva? E se questo distacco non avvenisse in sparuti gruppi isolati, ma fosse organizzato, strutturato, pensato come società civile che si distacca dalla follia bio-tecno-totalitaria? È possibile pensare a un Great Divide, il Grande Distacco dei liberi dal sistema, come inizio di una guerra di civiltà contro la barbarie promessa da tecnici e finanzieri?

Come sempre a RifletteRe, noi facciamo le domande, a voi le risposte. Buona Visione!

Commenti (96)

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Mostra commenti 92 caricati
    1. a-zero 24 aprile 2021

      La lotta per l'autonomia individuale e sociale per me è importante e per questo l'articolo-proposta mi interessa.

      Cerco di essere sintetico, ma ci sarebbe da discuterne parecchio e neanche tanto su un forum pubblico aperto a chiunque non sia interessato all'importanza vitale di forme, tempi e spazi di autonomia dela propria vita singola e associata.

      La guerra per il pane.
      Qui si parla di codardia, senza tener conto del ricatto esistenziale che i regimi sociali mettono in atto continuamente, da secoli e secoli, su ciascun individuo. Il ricatto si basa sull'esclusione dall'autonomia di sostentamento di base.

      Trovo che non è possibile iniziare alcun discorso minimamente serio se non ci si pone di fronte alla solidarietà di base dell'autonomia economia minima di sussistenza. Le persone, anche noi che aspiriamo o mettiamo in pratica forme di autonomia più o meno ampie, effimere o durature, sono soggette alla paura della miseria.

      Oggi il mopolio dle modo di produzione rende tutti soggetti alla possibilità di restare senza mangiare, vestirsi, avere un riparo e scaldarsi se il reddito mensile scende sotto un tot quantificabile.

      Paradossalmente in precedenti epoche storiche i servi godevano di una certa autonomia di sussistenza al di fuori della produzione da corveè per le aristocrazie feudali.

      Il luddismo è paradigmatico della reazione al primo "Great Divide" che la nascente borghesia industriale (1.0) mise in atto con lo spossessamento dlela produzione artigianale di villaggio, preceduta e in contemporanea con lo spossessamento attraverso al riduzione degli usi e usufrutti comuni delle terre e dei boschi comuni.

      Lo spossessamento è la pre-condizione dello sfruttamento. Lo spossessamento di spazi, tempi e mezzi cognitivi.

      Quindi la costruzione dell'autonomia, e io credo che l'autonomia sia un auf-bau, una auto-costruzione per gradi, per aggiunte modulari (cognitive, materiali e morali), metaforicamente è la formazione di una perla a partire dal granellino di sabbia grezzo dello stato di bisogno di ciascuno.

      L'autonomia è la realizzazione dello stato di libertà. Lo stato di libertà, condizione soggettiva morale ed etica, si contrappone allo stato di necessità, condizione oggettiva del mondo materiale: la prima lotta contro òla seconda per librarsi.

      La civiltà, il progresso della civiltà, fino alla civilità industriale 4.0, di cui assistiamo oggi ai pestilenziali e distopici vagiti, altro non è che la continua costruzione e manutenzione della macchina sociale gerarchica che perpetua lo stato di necessità per i molti su cui vive e prospera lo stato di libertà dei pochi in cima alla scala gerarchica. E' documentabile andando indietro almeno di 5.000 anni.

      La socialzzazione dell'autonomia passa per la solidarietà fra gli spossessati e gli sfruttati che debbono strappare cognizioni, tempi e spazi al controllo delle gerarchie sociali. E' una lotta palmo per palmo, checchè ci si possa illudere del contrario.

      La solidarietà che crea alternative allo spossessamento è rivoluzionaria e apre spazie tempi di autonomia. Noi dobbiamo concentrarci, oltre che su noi stessi, a creare condizioni di reti sociali per cui chiunque sia sputato fuori dal meccanismo di produzione del reddito per campare, abbia almeno un paniere di sussistenza in unità produttive alternative e autonome dal sistema.

      Le unità produttive autonome e alternative possono essere anche create, certo. ed è necessario farlo per dare potenza e ampio respiro alle nuove prospettive di alternativa dle modo di produzione.

      Le nuove unità produttive autonome non dovrebbero essere chiuse e settarie, al contrario: simili a cellule degli organismo vegetali o animali, dovrebbero essere osmotiche e simbionti con altre unità produttive. gli individui dovrebbero trovare i modi di stanziare in esse come di muoversi da essere. Dovrebbero riguardare zone urbane come zone rurali ed essere osmotiche e simbionti fra esse.

      Gli individui dovrebbero poter associarsi per l'inclinazione e lo stato d'animo in cui si trovano in quel momento, dovrebbero poter sperimentare la transumanza periodica seocondo la propria attitudine fisica e l'età.

      Il fondamento dovrebbe essere che il lavoro necessario, la fatica , lo stato di necessità, sia ripartito fra i coloro che fanno funzionare l'unità produttiva e dovrebbe riguardare una frazione della giornata.

      L'unità produttiva dovrebbe essere munita di spazi residenziali in zone rurali, e armonizzata con le unità residenziali nelle aree urbane. Le aree urbane dovrebbero essere ripensate e stravolte e ricostruite secondo le nuove esigenze di vita, creando un modo di produzione in dipendenza della necessità di armonia vitale delle persone e non plasmare persone e luoghi ai fini del modo di produzione alienato.

      Non dovrebbe esserci proprietà privata delle unità produttive. Dovrebbe essere tollerati e rispettati l'uso e l'usufrutti esclusivo di unità e spazi residenziali, si dovrebbe lasciare alla libera associazione lo scambio dei tempi di godimento di questi luoghi. Ma non si può prevedere tutto con formule teoriche ne evitare a priori conflitti. Questi sono processi empirici di autocostruzione sociale di lungo corso.

      Tuttavia sulle unità produttive sarei più rigido nell'evitare la fissità della proprietà esclusiva, quanto invece l'osmosi degli individui da una unità produttiva all'altra secondo l'evolvere delle prorpie inclinazioni, età, attitudini, stato fisico e morale, ecc... personalmente sono favorevole affincheè i frutti del lavoro siano riparti in funzione dell'impegno e del tempo speso da ciasucn individuo. Idealmente dovrebbe essere l'individuo a ripartire e impiegare il frutto del suo lavoro. E' empirico, è da discutere il come evitare le accumulazioni di frutti e di potere che ne potrebbe derivare.

      Tutto questo non è che una fantasticheria, ma serve per dare un taglio prospettico miliare: tutte le aziende attuali che vanno in crisi sputando fuori salariati possono essere riconvertite in questo senso, espropriando spazi, tempi e risorse senza indennizzo alle classi dominanti.

      Spazi e tempi.

      Non credo che la proposta esposta nell'articolo di una secessione sociale su base geografica sia una biona idea: bisogna invece evitare l'effetto "riserva indiana", facilmente accerchiabile, isolabile, additabile di qualunque manipolazione propagandistica (terrorismo, minaccia patogenica, ecc..) e quinid militarmente invasa e schiacciata.

      Piuttosto la lotta per l'autonomia dovrebbe essere uhna esoansione a metastasi sociale (metastasi negativa per il mondo della gerarhcia e del dominio) senza confinispaziali geografici, ma trasversale a tutta la classe dei subalterni, degli spossessati e degli sfruttati, oltre che dei liberi, basandosi sulla rete di solidarietà sussistenziale (cibo, ricovero, assistenza) per tutti coloro che vengono sputati fuori nella miseria dal sistema produttivo dei dominanti.

      E' una lotta inesorabile e continua. Illudersi diversamente è letale per chiunque aneli realmente e tenda all'autonomia sociale.

    1. Lestaat 21 aprile 2021

      Oltretutto scusate...
      Parlate tutti di ritirarsi con le persone giuste, di ricavare i propri spazi.....
      Mentre avete mascherine de siete in quarantena.
      Nemmeno così vi rendete conto che non decidete niente?

    2. a-zero 24 aprile 2021

      Parla per te.

    1. AlbertoConti 20 aprile 2021

      Quando il mondo si fa duro, i duri cominciano a vivere nel mondo.
      Per tutti gli altri c'è la fuga dalla realtà (sociale).

    2. R66 20 aprile 2021

      Considero questa realtà una monnezza e non ci includo soltanto le cose considerate brutte, ma anche gran parte di quelle considerate socialmente belle.
      Perché mai dovrei adoperarmi per un qualcosa che vedo negativo?
      Sicuro si possa usare la parola fuga?

      É altamente probabile che una società per me idilliaca, per la maggior parte risulti peggiore e più sofferente del mondo post-covid.
      Quindi il lottare tutti insieme che significato ha?

      Quelli che vogliono le riforme, che firmino petizioni, che facciano manifestazioni o qualunque altra cosa sembri loro utile, altri che delle riforme non saprebbero cosa farsene, che si ritrovino fra loro.

    3. AlbertoConti 20 aprile 2021

      Riforme o rivoluzione qui sono fuori luogo. Direi piuttosto controrivoluzione, visto che la "rivoluzione" la stanno facendo i davosiani.
      Certo che è difficile, e allora tanti scappano, fingendosi rivoluzionari.

    4. AlbertoConti 20 aprile 2021

      Riforme o rivoluzione qui sono fuori luogo. Direi piuttosto controrivoluzione, visto che la "rivoluzione" la stanno facendo i davosiani.
      Certo che è difficile, e allora tanti scappano, fingendosi rivoluzionari.

    5. R66 20 aprile 2021

      Non avendo affrontato con te lunghe discussioni a quattrocchi, ovviamente non posso conoscere la tua idea di mondo, così parlo in generale.
      Se questa idea di "buono" si potesse formare togliendo due manigoldi e facendo qualche altro ritocchino, essa sarebbe comunque molto distante della mia.
      Per me va buttato all'aria quasi tutto, troppo per valutarne un restauro, quindi non si tratta di scappare, ma di allontanarsene ritenendo marcia la radice.
      Non ne ho paura, casomai repulsione.

      Una ricostruzione per tutti, con tali presupposti, equivale ad una imposizione e non voglio imporre nulla a nessuno.
      Anche se questa linea guida ha creato degli automi incorreggibili, non mi sento in dovere ne in diritto di forzarli diversamente, non voglio trovarmi a sostituire il tiranno, non è soltanto l'idea del tiranno a non piacermi, ma anche il fatto di imporne una, qualunque essa sia.

      Ora domande personali.
      Tu credi davvero di avere una linea condivisa con tutti per cui lottare?
      Ti sei mai chiesto se invece essa non rappresenti soltanto una via a te più consona invece che una forma di giustizia assoluta?

      Io sono consapevole che la mia strada non può essere valida per tutti, cerco solo chi per suo conto ne sta intraprendendo una simile e quindi di percorrerla insieme.

    6. Lestaat 20 aprile 2021

      Eccolo qua il problema.
      Scritto nero su bianco (non volermene R66 ti sto usando un po come esempio di persona positiva sappilo)
      "Una ricostruzione per tutti, con tali presupposti, equivale ad una imposizione e non voglio imporre nulla a nessuno.
      Anche se questa linea guida ha creato degli automi incorreggibili, non mi sento in dovere ne in diritto di forzarli diversamente, non voglio trovarmi a sostituire il tiranno, non è soltanto l'idea del tiranno a non piacermi, ma anche il fatto di imporne una, qualunque essa sia."
      Pensiero che condivido con tutta la mia anima MA che è la causa assoluta del male della società di oggi.
      Nel mondo moderno le persone intelligenti, veramente intelligenti, sono anche empatiche, comprensive, disponibili e tendenzialmente altruiste (a causa appunto dell' empatia). Quindi poco propense a far prevalere le proprie idee su quelle degli altri e così facendo lasciano nelle mani degli stolti il 'potere decisionale.
      Non dobbiamo più avere paura del nostro senso di giustizia e non dobbiamo avere più paura di imporre quel senso di giustizia. Esattamente come hanno fatto i nostri nonni che si sono presi la responsabilità di imporre a tutti una società più giusta.
      E' la differenza tra bontà d' animo e coglionaggine.

    7. Lestaat 20 aprile 2021

      aooo
      quale controrivoluzione?
      Non vorrai mica tornare allo schifo pre-covid no?
      Se si cambia si cambia in meglio cavolo.
      :)

    8. R66 20 aprile 2021

      Su questo potremmo discuterne una vita intera e non arrivare ad un punto di incontro. :-)
      Se dovessi ragionare solo da un punto di vista pratico, a mo' di obiettivo, dovrei dire che hai ragione, ma nella mia posizione attuale subentrano altri fattori.
      C'è stato un periodo in cui pensavo di detenere una sorta di giustizia speciale, questa fase è anche durata a lungo, erano tutti fessacchiotti e io il genio che avevo compreso il nirvana da distribuire come fossi un guru.

      Ora invece non mi sento più giusto degli altri, affatto, per cui lascio ad ognuno scegliere la propria sorte.
      Quando va ad intaccare la mia di sorte ci ragiono di volta in volta e caso per caso, ma di principio preferisco meditare sul perché ho così tanto bisogno di un "qualcosa" prima ancora di difendere questo "qualcosa".
      Di solito scopro una mia dipendenza e una mia debolezza interiore, al pensiero della prevaricazione altrui ci arrivo di rado.

    9. R66 20 aprile 2021

      Su questo potremmo discuterne una vita intera e non arrivare ad un punto di incontro. :-)
      Se dovessi ragionare solo da un punto di vista pratico, a mo' di obiettivo, dovrei dire che hai ragione, ma nella mia posizione attuale subentrano altri fattori.
      C'è stato un periodo in cui pensavo di detenere una sorta di giustizia speciale, questa fase è anche durata a lungo, erano tutti fessacchiotti e io il genio che avevo compreso il nirvana da distribuire come fossi un guru.

      Ora invece non mi sento più giusto degli altri, affatto, per cui lascio ad ognuno scegliere la propria sorte.
      Quando va ad intaccare la mia di sorte ci ragiono di volta in volta e caso per caso, ma di principio preferisco meditare sul perché ho così tanto bisogno di un "qualcosa" prima ancora di difendere questo "qualcosa".
      Di solito scopro una mia dipendenza e una mia debolezza interiore, al pensiero della prevaricazione altrui ci arrivo di rado.

    10. Lestaat 20 aprile 2021

      Ti capisco sai. credimi.
      In questo sono esattamente come te.
      Ma più passa il tempo più mi convinto che sia proprio questo il problema, che stiamo sbagliando, che di fatto, non siamo altro che vigliacchi che non si vogliono prendere la responsabilità di cambiare davvero le cose perchè sappiamo a cosa dobbiamo andare incontro.
      Perchè sappiamo tutti qual' è la soluzione, l' unica soluzione, ma nessuno di noi ha il coraggio di affrontarla.

    11. Pierrot Lenolese 20 aprile 2021

      Condivisibilissimo il tuo ragionamento, mi ci sono arrovellato non poco il cervello anche io. Ma rimane un fatto evidente, una vera e propria legge della natura che queste persone hanno bisogno di una testa che pensi per loro (lo esprime Re nel video molto bene questo concetto), non riescono a trovare in loro stessi quella forza per pensare autonomamente. Sembrano quasi avere paura del loro stesso pensiero. E’ per questo che quando ci discuti cambiano faccia, imbruttiscono e ti additano come fossi la peste anche per niente, come semplici pareri sulle cose di tutti i giorni. Dagli il pane, cioè uno stipendio, disegnagli davanti gli occhi l’illusione che sono realizzati, importanti, diplomati, laureati, assegnagli un ruolo, falli figliare, dagli una carriera e in nome di ciò restituirebbero la vita. Non conoscono altro, non hanno quell’intuizione della caducità della vita e del conseguente incanto nel viverla. Devono sopraffarti perché sono sottomessi, è il loro modo di reclamare la loro esistenza. Appurato ciò sono arrivato alla conclusione che presumibilmente sono dei diversi, dei metà-pensanti. Volando un po’ di fantasia, si potrebbe ipotizzare anche che effettivamente siano frutto di una fabbricazione, schiavi che tornano utili a chi è pronto a schiacciarli come vermi quando fanno danno, tanto non hanno sviluppato quella capacità autocritica tipica dei “pensatori” che invece sono completamente distaccati dalle cose materiali e che concepiscono la vita in modo diverso. Sono consapevole che questo ragionamento è di una presunzione inaudita, ma ci sono arrivato perché non trovo spiegazioni plausibili a quello che vedo. E allora, se così fosse (ribadisco che la mia è una ipotesi) e se si vogliono cambiare davvero le cose, di queste persone non bisogna temere, l’ho già espresso in commenti precedenti, la vera lotta è contro chi detiene il potere che come ben sappiamo si tiene ben distante dalle cose mondane. E’ una lotta impari, Davide contro Golia, d’accordo, ma non ce n'è un’altra! Non dobbiamo sostituirci al tiranno, dobbiamo eliminarlo. I sudditi quando non hanno più il tiranno saranno come quelle formiche a cui muore la regina, si impigriscono, disperdono si lasciano morire prima del solito. A volte succede che finiscono per adottare una nuova regina, questo dipende dall’indole (sarebbe interessante vedere di che pasta son fatte) ma come vedi non devi porti al loro comando, non sei costretto a far prevalere le tue idee su di loro. Al massimo sono loro che verrebbero a chiederti di essere guidate.

    12. a-zero 20 aprile 2021

      Alcuni nonni, in quelle circostanze e non prima, fecero qualcosa, altri nonni fecero il contrario e altri ancora si nascosero e passarono la nottata.

      Penso di comprendere entrambi i punti, il tuo e quello di R66, e nella mia testa non riescono ad opporsi nè escludersi, anzi ... mi paiono proiezioni sinergiche e ovvie.

      Forse sbaglio, ma mi sembra quella questione d'annata per cui alcuni sostenevano, e credo ancora sostengono, che è fuorviante e inutile immaginare e provare, e che piuttosto prima bisogna distruggere e poi chi vuole può costurire. A me questo schema è sempre stato stretto, una divisione di facoltà e tempi umani che mi pare astratta e artificiosa. La vita stessa, il gioco pratico, li mescola.

      Sempre che io abbia compreso bene entrambi: faccio per me, noi (R66) e questo mi, ci serve ad andare contro di loro (Lestaat). Andar contro di loro (Lestaat) mi, ci crea condizioni per fare come crediamo meglio (R66).

      La proposta del video è audace nel senso che ha sprezzo di tutti i limiti e le contraddizioni a cui da luogo essa stessa. Ma forse chissenefrega, non siamo verginelle di esperienze e di errori, non bisogna progettare al millimetro, anche se in questioni del genere si ha la concreta possibilità di fare svarioni di chilometri. Ce ne siamo sorbite tante di pippe politico-filosofiche di rivoluzionari d'ogni risma con le loro teorie paraboliche e i loro -ismi che ormai possiamo suonare a braccio.

      La proposta del video mi sembra un grido roboante, un batter sul tronco cavo, un richiamo sopra la canopia della foresta. Lo prendo come un richiamo di radunata sediziosa di fronte ai tempi ancor più cupi all'orizzonte. Non lo prendo come un programma, sarebbe ridicolo. Non derido lui che si espone, anzi. Accolgo l'invito alla riflessione e alla speranza pratica che si innervino e si ramifichino nuovi rizomi di autonomia sociale adatti a questi nostri tempi, perchè i tempi dei nonni sono stati bell'è recuperati da tanto tempo, che nipoti e pronipoti sono stati fregati ben bene cambiando la forma e ristabilendo e rigenerando la sostanza del dominio. E ora che si dovrebbe fare? La gran serata, il gran falò per poi tornare a partecipare allo stesso modo di produzione?

      Costruirsi l'autonomia sociale non credo sia una roba da "costruttori" (setta cristiana). Prendersi tempi e spazi comporta di suo svuotare e distruggere ciò che ora li riempie e che detestiamo e rifiutiamo. Va da sè, sono così le cose umane.

      Esattamente quello che fa il dominio quando si prende tempi e spazi di tutto e di tutti: distrugge e avanza. Lo fa con la menzogna o la sua verità e con la forza o la sua violenza. E ai più pare legittimo, ma è una malìa, un incantesimo fondato sul terrore e sulla scarsità indotta e imposta.

      Non conoscevo prima l'autore della proposta, ma oltre a proclamare il bando autonomo per una secessione sociale, mi chiedo cosa altro poteva permettersi di dire in un video, un'espressione di idee pur sempre censurabile e perseguibile da certi apparati.

    13. a-zero 20 aprile 2021

      Cancellato. Addio.

    14. Lestaat 20 aprile 2021

      Mi dispiace ma pensa male. Nessuno ha mai parlato di distruggere quello che c'è per ricostruire. La sua ricostruzione del ragionamento è molto poetica e filosoficamente condisivisibile ma è in questa realtà che ci troviamo una realtà da cui non si può fuggire, si può solo rimandare l'inevitabile. Per cambiare questo non serve distruggere un bel niente bisogna essere realisti e guardare in faccia il problema. Illudersi che la coscienza possa avere un qualche effetto quando si è costretti a sopravvivere ogni giorno è come sperare che il gatto faccia le fusa mentre annega. Solo liberi si pensa, solo liberi si progetta solo liberi si vive davvero. È oltremodo triste leggere che le sta stretto proprio quello schema di cose che le ha dato la libertà di poter avere pensieri suoi, di esprimerli e di potersi immaginare una vita diversa. Senza quello stretto, sciocco e primitivo "schema" di cose lei ora canterebbe faccetta nera

    15. a-zero 21 aprile 2021

      Piano, tiri il freno. Evidentemente io non ho compreso lei e, sicuramente, lei non ha compreso me.

      Io ho capito che secondo lei, per fare come i partigiani bisogna ammazzare e appendere i detentori dle regime di oggi. Ho detto distruggere? Ho capito male?

      Io sto dicendo che ammazzare qualcuno (sempre che io abbia capito cosa voglia dire lei fra le sue righe, perchè se lo deve capire solo lei a pochi altri allora è un altro discorso che non mi interessa)non risolve niente o poco. Altrimenti non ho capito i nonni suoi che facevano, tiravano le caramelle?

      La bazzecola di faccetta nera se la poteva risparmiare egregio. E' una stronzata, detto apertis verbis.

      Invece di faccetta nera mi sono ritrovato a cantare bella ciao e oggi, comuqnue sia, per quel che penso e quel che vorrei devo stare attento a come mi esprimo lo stesso e le cose camiano in superficie.

      Della retorica partigiana comunista del 43' non me ne importa una cippa, mi avanza dalle orecchie.

      Sono antiautoritario, non solamente anti-fascista. E per l'antifascismo mi ispiro di più con Lucetti, con gli Arditi del Popolo e con il biennio rosso. Tutte cose di molto prima del 1943 e della disgrazia nata a Livorno nel 1921, andata ad aggiungersi alla disgrazia del Partito Socialista, religione atea.

      La storia non è nata e non si è fermata con i suoi nonni. A quanto pare la grande liberazione dei suoi nonni è durata, storicamente parlando, la scadenza di uno yogurt. Il tempo che Togliatti rimettesse i sigilli a fine ricreazione. Dopodichè la maggior parte dei partigiani è tornata a officina e bottega e chi non ha deposto le armi in galera. Diciamola tutta la canzone se tanto vogliamo fare i baritoni gravi del dì fatale.

      Parli più chiaro se vuol farti capire.

      MI spaice di aver messo piede un confronto insulso e inutile, di cui non ho capito il senso. Chiuso.

    16. a-zero 21 aprile 2021

      Cancellato. Addio.

    17. Lestaat 21 aprile 2021

      Lei pensa che sia la lotta partigiana che ha plasmato il mondo dove vive?
      Le do una nitizia: non è andata così.
      Non sono quelli che hanno dato la vita per là libertà che hanno creato la nostra società lo sa?
      Una cosa sono riusciti a fare quelle persone però. Hanno cambiato la retorica pubblica, hanno cambiato la percezione che il popolo aveva della giustizia.
      Senza questo lo ripeto, lei avrebbe ancora cantato fieramente faccetta nera. Ed è proprio il fatto che ci sia qualcuno che non se ne rende conto ancora oggi che non lascia altre strade.

      Ps
      Oltretutto non capisco il tono stizzito. Ho detto che secondo me si sbaglia non l'ho accusata di omicidio si?

    18. a-zero 24 aprile 2021

      Stronzate retoriche. Secondo te la storia della ribellione dei dominati contro i dominanti è iniziata e finita con la lotta partigiana del 43'. Una minchiata da baloccati di figurine panini. La storia della lotta degli sfruttati dura da centinaia di anni e non è mai finita. Adesso basta. La vediamo molto diversamente, per fortuna mia. Addio.

      PS.: trovo offensivo il tuo pregiudizio su di me, visto che non mi conosci, di attribuirmi cosa meccanicamente avrei cantato e cosa no a prescindere dal regime culturale in cui sono o sarei vissuto, è una presunzione offensiva e mi da fastidio.

    19. Lestaat 24 aprile 2021

      Come travisare ogni singola parola e offendersi per un'offesa inesistente in poche righe.
      Non dicevo che avrebbe cantato faccetta nera perché lei è fascista....lo avrebbe fatto perché è così che l'avrebbero fatta diventare ma ha preferito capire altro invece di discutere.
      Ma appunto, la nuova retorica rende impossibile discorsi seri....tristissimo

    1. Lestaat 19 aprile 2021

      Ognuno di noi.....già....ognuno di noi.
      Ognuno...
      Sempre uno.
      Insieme no? Mandarli via tutti insieme no? Combattere tutti insieme e imporre noi a loro il nostro frame per tentare un futuro migliore? O ci crediamo davvero tanto "evoluti" da poter modificare la nostra percezione?
      Sarà che il 90% dell' umanità non è mai arrivato a quel punto di evoluzione perchè semplicemente non può arrivarci? sarà che proprio questo tipo di società impedisce la nostra evoluzione rendendo del tutto impraticabili le proposte di Stefano Re? Sarà che questa società si è evoluta proprio per evitare quella presa di coscienza nella maggioranza? Quella maggioranza necessaria per un cambio sociale reale, maggioranza che non c' è, non c' è mai stata e mai ci sarà. Non sarà forse il caso di prendere in mano il nostro destino nella vita reale prima che anche a quelli come noi sia impedito di " percepire" diversamente la realtà?
      Accidenti capiamola una volta per tutte, è tutto vero quel che dice Stefano Re ma non si potrà mai cambiare grazie a questo, si può cambiare solo se eliminiamo l'impedimento a capire.

    2. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Vero, il pensiero trasversale potrebbe essere offuscato, insabbiato per sempre, facciamo attenzione perché é l'ultimo baluardo di una mente pura, non dobbiamo permetterlo. Purtroppo dopo gli eventi degli anni 60/70 e le morti di personaggi quali Pasolini, Mattei, Moro e a seguire Falcone e Borsellino (non me ne vogliano le magnifiche persone che non sto citando ma che si sono battute per amore della verità) ha subito un colpo durissimo, uno sradicamento pauroso. Ci teniamo in piedi per miracolo. Chi non lo ha questo fuoco, non lo avrà mai, é questo quello che mi ha fatto capire questa storia pandemica. Chi l'ha messa in piedi é ben consapevole. Prima ero più credulone, pensavo davvero la "gente" fosse più sveglia, ero convinto accettasse di vivere in modo sbagliato ma che conservasse la verità nel cuore. Bhe non è cosi, sono cotti fino al midollo e ne ho pena sia chiaro me ne dispiace molto. Ma tant'é. Dobbiamo prenderne atto, adesso li hanno in pugno le Elite al potere e non sappiamo bene cosa ne vuole fare. Se stiamo a guardare saremo risucchiati tutti nel vortice e il male continuerà a rigenerare se stesso.

    3. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Vero, il pensiero trasversale potrebbe essere offuscato, insabbiato per sempre, facciamo attenzione perché é l'ultimo baluardo di una mente pura, non dobbiamo permetterlo. Purtroppo dopo gli eventi degli anni 60/70 e le morti di personaggi quali Pasolini, Mattei, Moro e a seguire Falcone e Borsellino (non me ne vogliano le magnifiche persone che non sto citando ma che si sono battute per amore della verità) ha subito un colpo durissimo, uno sradicamento pauroso. Ci teniamo in piedi per miracolo. Chi non lo ha questo fuoco, non lo avrà mai, é questo quello che mi ha fatto capire questa storia pandemica. Chi l'ha messa in piedi é ben consapevole. Prima ero più credulone, pensavo davvero la "gente" fosse più sveglia, ero convinto accettasse di vivere in modo sbagliato ma che conservasse la verità nel cuore. Bhe non è cosi, sono cotti fino al midollo e ne ho pena sia chiaro me ne dispiace molto. Ma tant'é. Dobbiamo prenderne atto, adesso li hanno in pugno le Elite al potere e non sappiamo bene cosa ne vuole fare. Se stiamo a guardare saremo risucchiati tutti nel vortice e il male continuerà a rigenerare se stesso.

    4. R66 20 aprile 2021

      Sinceramente non ho mai capito il senso delle frase "mandarli via".
      Non sono mica i cattivoni ad essere nel giardino dei molti, ma sono i molti ad essere nel giardino dei cattivoni.
      Gli unici che possono usare la frase con senso logico sono proprio i cattivoni, infatti stanno mandando via quelli per loro inutili.

      Il concetto dell'articolo parla di cambiare giardino.
      Il cambio, quando avviene, inizia dalla mente, non si può fare nulla quando il giardino attuale piace, in questo caso ovvio che qualsiasi altra proposta apparirà incompleta.

      Invece di vivere come formichine svegliandosi alle 7:00 passando 1/3 della giornata con persone non scelte e per nulla affini e invece di allucinandosi come mille idiozie nell'altro terzo per far finta che il primo non esista, forse conviene uscire da questo marasma casuale e entrare in uno più strutturato secondo le proprie esigenze.
      Se la necessità non fosse interiormente potente, c'è un'unica spiegazione: i meccanismi dell'attuale hanno fatto breccia nel profondo, se poi consciamente o inconsciamente poco importa, questo è quanto.

      Riguardo al tutti o ai tanti, sono poche le persone che affrontano una destrutturazione, chiunque vi è coinvolto lo sa benissimo, per cui il numero non risulterà mai, almeno per loro, una prerogativa per l'intento.

      P.S.: rileggendo il tuo intervento, credo di aver frainteso, in ogni caso il mio lo lascio, sarà utile per altre riflessioni.

    5. Lestaat 20 aprile 2021

      1° ho smesso di illudermi che esistano buoni e cattivi ormai da tanto tempo
      2° tutti i giardini sono ormai colmi di merda
      3° ho iniziato decenni fa nella mia mente, questo non ha impedito a tutti gli stronzi che hanno incrociato la mia vita di rovinarmela
      4° ho vissuto in 4 paesi, parlo fluentemente 5 lingue, ho fatto dallo scaricatore al capo sviluppatore informatico, dal fonico, all' operaio, dal carpentiere al professore di lingue. Ho sempre scelto la mia libertà ai soldi e per questo sono spiantato e le formichine mi sono sempre state sulle palle.

      R66 non so se hai notato un filo conduttore nei miei interventi ma è proprio quel che sto dicendo dall' inizio. Non saremo mai tanti, dobbiamo fare qualcosa noi e adesso.
      Ma come si deduce anche dal tuo post, siete qui ad aspettare di ascendere....

    6. R66 20 aprile 2021

      Ho aggiunto il PS, avevo letto troppo frettolosamente, scusami.
      In ogni caso non aspetto di ascendere, a me basterebbe vivere in contesto dove le persone siano affini e non radunate per meccanismi casuali.
      Conosco alcuni sulla buona strada, ma ancora indecisi e timorosi, ancora con i piedi in due staffe, credo che il fenomeno attuale sarà a loro utile per la scelta definitiva.
      Nel prossimo periodo l'avvicinamento fisico tra simili avverrà per forza di cose.

    7. R66 20 aprile 2021

      Ho aggiunto il PS, avevo letto troppo frettolosamente, scusami.
      In ogni caso non aspetto di ascendere, a me basterebbe vivere in contesto dove le persone siano affini e non radunate per meccanismi casuali.
      Conosco alcuni sulla buona strada, ma ancora indecisi e timorosi, ancora con i piedi in due staffe, credo che il fenomeno attuale sarà a loro utile per la scelta definitiva.
      Nel prossimo periodo l'avvicinamento fisico tra simili avverrà per forza di cose.

    8. Lestaat 20 aprile 2021

      R66 mi spiace ma non funzionerà amico mio.
      E non si può nemmeno sperare in un " periodo" tranquillo.
      Perchè chi comanda ha l' uso esclusivo della forza e impone la sua volontà e il suo stile di vita a tutti.
      Se ti fosse capitato di andare a Ikaria (grecia) 25 anni fa e poi tornarci ora sapresti bene di cosa parlo.
      Anzi è anche peggio di così perché finché sei solo, sei libero di sentirti libero e migliore perché solo non sarai mai in grado di fare la vita che desideri, appena sei in compagnia le tue idee iniziano a diventare reali e il mondo ti cade addosso con tutto il suo peso.
      Come detto da un vecchio partigiano tanti anni fa a mio nonno cattolico:
      "Ognuno nel suo piccolo fa solo i cazzi suoi, e danneggia senza volerlo tutto il mondo.

    9. AlbertoConti 20 aprile 2021

      Chi era, il padre del senatore Razzi?

    10. Lestaat 20 aprile 2021

      ? non l' ho capita perdonami

    11. AlbertoConti 20 aprile 2021

      E' perchè non hai mai seguito Crozza.
      Un esempio a caso:
      https://www.youtube.com/watch?v=DbY8FrW5FZ0

    12. Lestaat 20 aprile 2021

      ah ok, no. Non ho la TV da 22 anni

    13. AlbertoConti 20 aprile 2021

      Questo ti fa onore.

    14. Lestaat 20 aprile 2021

      Grazie ma ad essere sinceri non fu una scelta ideologica, semplicemente mi fa cagare sostanzialmente tutto ciò che non sono film o serie, tutte cose per le quali non è necessaria la tv, anzi, se visti in tv vengono interrotti...quindi...
      :)

    15. R66 20 aprile 2021

      Non sto parlando di "soluzione" o di una cosa che funziona secondo il significato classico.
      Da una parte ci sarà il mondo ufficiale e dall'altra chi non lo abbraccerà.
      Questi ultimi, nel caso non volessero fare una vita a fianco di estranei, potrebbero avvicinarsi.
      Pensi che possa essere una mossa peggiorativa? :-)

      Cosa c'è di complicato dal discostarsi dagli allineati e radunarsi con i restanti?
      Ritengo più arduo restare con i primi.

      Il pianeta è sempre lo stesso per chiunque, ma come e con chi viverci si possono differenziare.
      Agli occhi esterni, se fatto con furbizia, una realtà pratica potrebbe anche non mostrare alcuna differenza o comunque differenze parziali e apparentemente tollerabili all'esterno, ma a chi vi è all'interno cambia tutto.
      Per quanto riguarda me, escludo l'allineamento a priori, se poi non fosse possibile altro, sempre che l'allineamento resta fuori dalle opzioni.

    16. Lestaat 20 aprile 2021

      R66
      Certo che non è peggiorativa ma illudersi che il mondo non rovini anche quello è un po' fuori tempo massimo non credi?

    17. R66 20 aprile 2021

      Che possa rovinarlo è tra le opzioni, non sono mica un fricchettone :-)

    18. Lestaat 20 aprile 2021

      ahahahah
      Non temere si era capito.
      Uno degli aspetti positivi di tutto sto macello è che è diventato più facile riconoscersi tra simnili anche quando si hanno opinioni diverse.
      Per questo parlo così.
      Se non ora quando?
      Se non noi, chi?

    1. Lestaat 19 aprile 2021

      Ognuno di noi.....già....ognuno di noi.
      Ognuno...
      Sempre uno.
      Insieme no? Mandarli via tutti insieme no? Combattere tutti insieme e imporre noi a loro il nostro frame per tentare un futuro migliore? O ci crediamo davvero tanto "evoluti" da poter modificare la nostra percezione?
      Sarà che il 90% dell' umanità non è mai arrivato a quel punto di evoluzione perchè semplicemente non può arrivarci? sarà che proprio questo tipo di società impedisce la nostra evoluzione rendendo del tutto impraticabili le proposte di Stefano Re? Sarà che questa società si è evoluta proprio per evitare quella presa di coscienza nella maggioranza? Quella maggioranza necessaria per un cambio sociale reale, maggioranza che non c' è, non c' è mai stata e mai ci sarà. Non sarà forse il caso di prendere in mano il nostro destino nella vita reale prima che anche a quelli come noi sia impedito di " percepire" diversamente la realtà?
      Accidenti capiamola una volta per tutte, è tutto vero quel che dice Stefano Re ma non si potrà mai cambiare grazie a questo, si può cambiare solo se eliminiamo l'impedimento a capire.

    1. uparishutrachoal 19 aprile 2021

      Secondo me..con tutto il rispetto e simpatia...Stefano Re si vuol trovare un posto al sole nella nuova società che nascerà..e gli consentirà di essere il padre fondatore per così distaccarsi da un mondo che emargina gli umani dietro alla lavagna..
      Tutto bello..bel sogno da sognare..a patto che non si voglia realizzare..altrimenti saranno dolori..
      Vivere in autonomia dal sistema significa avere una forte motivazione religiosa..e lavorare dall'alba al tramonto per fare una vita di privazioni..e quando si tira la cinghia.non saremo tanto disponibili alla ricerca di se stessi e alla comprensione..
      Solo la fede nel capo può assicurare il successo..e questo capo deve essere ispirato da Dio..o essere Illuminato egli stesso..altrimenti..alle prime difficoltà ..tutto si sfalderà..perché se non abbiamo un fine trascendente.. alla fine non giusficheremo più la permanenza nella comune..
      Diverso se siamo due o tre amici che si mettono assieme in campagna con introiti esterni..allora si potrebbe conciliare il vivere separati dal mondo part time..e raggiungere un equilibrio soddisfacente..
      Le basi che consentono l'uscita dalla società devono essere incrolllabili..sia che ci isoliamo da soli sia che lo facciamo in compagnia..e più gente aumenta e più le regole di convivenza si faranno asfissianti...da rendere il mondo esterno meno malvagio..e alla fine desiderabile..
      Più facile creare una società alternativa dentro la società e vivere in ghetti..che alla fine si arriverà questo..
      Ma il ghetto può essere protettivo e consentire una vita normale..oltre a sviluppare tanti aspetti culturali alternativi che oggi sono in embrione e fanno parte della controinformazione..
      Bisogna quindi sentirsi appartenenti a un'altra religione....anche se saranno molte o nessuna..ma tutte che seguono il buon senso..declinato in modo diverso a seconda delle nostre inclinazioni..ma sempre alternativo alla vita sciagurata che era prima ..è adesso e lo sarà in futuro..

    2. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Molti gruppi di persone in Italia vivono più o meno fuori dal sistema, ma ad essere sincero se a vent'anni mi poteva affascinare, crescendo ho perso quella voglia di comune, un po' perché le persone con cui mi sarebbe piaciuto farlo hanno preso altre strade nella vita, un po' perché mi è piaciuto creare la mia attività lavorativa. Adesso non mi attrae per niente. Anzi credo non riuscirei proprio ad adattarmi, entrare in alcuni di questi ghetti per me sarebbe traumatico, ho visto alcuni con abitudini e regole al limite della follia. Un surrogato della società. Rimango del parere che i Comuni più belli da vivere sono gli 8000 e più Italiani, se solo fossero messi nelle condizioni di "funzionare". E alcuni borghi ci stavano riuscendo alla grande. Con questo voglio dire: non buttiamo alle ortiche tutto quello che di bello i nostri avi hanno creato: le maestranze, le strade, i trasporti, le ferrovie, i ponti, la tecnologia... si tratta solo di amministrare e non di violentare. Certo facile a dirsi in una notte insonne.

    3. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Molti gruppi di persone in Italia vivono più o meno fuori dal sistema, ma ad essere sincero se a vent'anni mi poteva affascinare, crescendo ho perso quella voglia di comune, un po' perché le persone con cui mi sarebbe piaciuto farlo hanno preso altre strade nella vita, un po' perché mi è piaciuto creare la mia attività lavorativa. Adesso non mi attrae per niente. Anzi credo non riuscirei proprio ad adattarmi, entrare in alcuni di questi ghetti per me sarebbe traumatico, ho visto alcuni con abitudini e regole al limite della follia. Un surrogato della società. Rimango del parere che i Comuni più belli da vivere sono gli 8000 e più Italiani, se solo fossero messi nelle condizioni di "funzionare". E alcuni borghi ci stavano riuscendo alla grande. Con questo voglio dire: non buttiamo alle ortiche tutto quello che di bello i nostri avi hanno creato: le maestranze, le strade, i trasporti, le ferrovie, i ponti, la tecnologia... si tratta solo di amministrare e non di violentare. Certo facile a dirsi in una notte insonne.

    4. Lestaat 20 aprile 2021

      Non meritiamo di vivere in un ghetto, dobbiamo metterci loro in un cazzo di ghetto e poi accendere....
      Loro chi?
      Tutti quelli che impongono la loro paura di vivere agli altri, tutti quelli che vogliono fare la guida essendo ciechi, che impongono la ragione dei loro sentimenti più bassi a tutti credendola la verità, quelli che sono equilibrati quanto uno schizofrenico paranoico bipolare ma hanno il potere di applicare le loro follie e, dato il momento, quelli che si credono scienziati solo perché un coglione non si è accorto che stavano ripetendo come pappagalli cose che non capivano.
      Dobbiamo smettere di essere solo filosofi. Era un passo fondamentale e ormai lo abbiamo fatto in tanti. Dobbiamo guardarci in faccia e dirci la verità su quello che è e su quello che dobbiamo fare nel mondo reale.
      Rendiamoci conto che probabilmente siamo anche gli ultimi che lo possono PENSARE per poi farlo.

    5. fiurdesoca 20 aprile 2021

      siiiiiii, vogliamo il nostro Giovanni da Leida che ci guidi alla nostra Münster...
      infatti li era finita benone...

    6. R66 20 aprile 2021

      Già la via del due o tre amici, che potrebbero facilmente essere anche 10, 20 o 30, sarebbe un progresso non da poco rispetto alle opzioni che si stanno prospettando.
      In seguito questi 10, 20 o 30 potrebbero strutturare contatti e supporto con altri 10, 20 o 30 di altri luoghi.
      Parlare di un'alternativa globale è un'assurdità di suo, molti non prendono in considerazione le opzioni fattibili perché offuscati da questa grandiosa prospettiva, se non è globale allora no, allora via, scartata.

      Forse per molti è ancora presto parlare di pratica, ma tra qualche tempo chiunque sarà obbligato a pensarci seriamente.
      In alternativa, l'opzione vaccino, aperitivo, passaporto e company, resta aperta! :-)

    7. uparishutrachoal 20 aprile 2021

      Il fatto è che questi 20 o 30 pur vivendo assieme.. si dovranno piegare alle leggi dello Stato che li ospita..non potranno fare quello che vogliono..soprattutto in tema sanitario..
      Qualora venisse concesso..e non sarà concesso..la zona dove vivono sarà dichiarata zona rossa col divieto di circolazione all'esterno..con i problemi conseguenti..
      In parole povere è impossibile fondare una collettività autonoma..se formalmente non si piega alle leggi che ci sono del mondo di fuori....poiché verrebbe distrutta..
      Quindi..togliendo il caso della riunione di gente libera in un condomino o frazione per simpatia di vicinato..alla fine si praticherà quello che è sempre successo per la convivenza di genti estraee alla religione dominante..e gli ebrei insegnano..
      Chi non si vaccina sarà escluso da certe professioni..e magari sarà costretto a pagare una tassa sanitaria supplementare per rischio covid..e verranno creati spazi riservati..come ristoranti..scuole..e svaghi per gli infedeli..in parole povere un ghetto..
      Il vaccino non lo possono imporre per TSO..e quindi faranno di tutto per escludere chi non lo fa..creando quelle comunità di cui si parla..obbligatorie..
      Ma ci vorrà ancora qualche anno per vedere gli sviluppi..che una società fondata sulla malattia non può durare..soprattutto se è gestita in nome della salute..che significa tutt'altro..
      Le uniche forme di aggregazione tollerata dei diversi nella storia sono state quelle religiose degli anacoreti e cenobiti..perché non si mettevano in contrapposizione al mondo.. ma lo completavano nel servire Dio..e quindi avevano un'utilità formale indiscussa..anche se non visibile..mentre le comunità che si contrapponevano al potere nella struttura sociale sono state distrutte..anche se erano religiose..
      Comunque è presto per le decisioni..perché se il ritirarsi dal mondo singolarmente è già concesso..farlo collettivamente implica un sentire comune che non può esaurirsi solo nella generica libertà..ma in obbiettivi precisi..e non fumosi..cosa questa ancora in formazione..
      Alla fine ognuno vede quale sia la soluzione migliore per se stesso..la cementa dentro di sé..e se trova qualcuno che la condivide si crea un gruppo..
      Bisogna vedere se questo gruppo sarà imposto per divieti calati dall'alto..o sia scelta autonoma..io credo alla prima..se l'andazzo dovesse continuare..

    8. a-zero 24 aprile 2021

      Sono totalmente in disaccordo con la riduzione che fai tu dell'autonomia al modello stereotipato del "convento-caserma" in cui vige il comunismo peggiore, quello che sacrifica gli individui allo stato di necessità che non viene sueprato ma perpetuato; lo stereotipo di sette chiuse, immobili e involute su se stesse, in cui l'individuo che vi entra deve essere plasmato all'ordine del convento. le comuni così sono state, secondo me le peggiori. Credo invece che sia molto meglio relegare qusti midelli di fissità e conclusione e limitazione sociale alle sette e ai settari che ne hanno bisogno.

      Per me l'autonomia è una autocostruzione che si può declinare secondo numerose e varie combinazioni di modi, spazi e tempi e senza gerarchie.

    9. uparishutrachoal 24 aprile 2021

      Per me l'autonomia è una autocostruzione che si può declinare secondo numerose e varie combinazioni di modi, spazi e tempi e senza gerarchie.

      Ottimo programma..
      Se poi debba realizzarsi da soli o in compagnia ..la verifica pratica è necessaria..e si tirano le conclusioni..

    1. uparishutrachoal 19 aprile 2021

      Secondo me..con tutto il rispetto e simpatia...Stefano Re si vuol trovare un posto al sole nella nuova società che nascerà..e gli consentirà di essere il padre fondatore per così distaccarsi da un mondo che emargina gli umani dietro alla lavagna..
      Tutto bello..bel sogno da sognare..a patto che non si voglia realizzare..altrimenti saranno dolori..
      Vivere in autonomia dal sistema significa avere una forte motivazione religiosa..e lavorare dall'alba al tramonto per fare una vita di privazioni..e quando si tira la cinghia.non saremo tanto disponibili alla ricerca di se stessi e alla comprensione..
      Solo la fede nel capo può assicurare il successo..e questo capo deve essere ispirato da Dio..o essere Illuminato egli stesso..altrimenti..alle prime difficoltà ..tutto si sfalderà..perché se non abbiamo un fine trascendente.. alla fine non giusficheremo più la permanenza nella comune..
      Diverso se siamo due o tre amici che si mettono assieme in campagna con introiti esterni..allora si potrebbe conciliare il vivere separati dal mondo part time..e raggiungere un equilibrio soddisfacente..
      Le basi che consentono l'uscita dalla società devono essere incrolllabili..sia che ci isoliamo da soli sia che lo facciamo in compagnia..e più gente aumenta e più le regole di convivenza si faranno asfissianti...da rendere il mondo esterno meno malvagio..e alla fine desiderabile..
      Più facile creare una società alternativa dentro la società e vivere in ghetti..che alla fine si arriverà questo..
      Ma il ghetto può essere protettivo e consentire una vita normale..oltre a sviluppare tanti aspetti culturali alternativi che oggi sono in embrione e fanno parte della controinformazione..
      Bisogna quindi sentirsi appartenenti a un'altra religione....anche se saranno molte o nessuna..ma tutte che seguono il buon senso..declinato in modo diverso a seconda delle nostre inclinazioni..ma sempre alternativo alla vita sciagurata che era prima ..è adesso e lo sarà in futuro..

    1. R66 19 aprile 2021

      Nel frattempo che Stefano Re risponda alle questioni dei vari post, vorrei fare alcune puntualizzazioni in quanto molti concetti li ho espressi, a volte con le stesse parole, nel corso della frequentazione di questo blog.

      Un argomento del genere non si pone come un'alternativa, non è una soluzione da abbracciare, sono in errore quelli che si posizionano nell'ottica di valutarne la fattibilità.
      Non è neanche un invito a partecipare, ne a racimolare un numero di partecipanti, questo è un invito a riflettere su come stavamo vivendo e su come vogliamo vivere.

      Alcune persone pensano di poter aggiustare con delle riforme, altri pensano che non ci sia nulla da aggiustare e, essendo la situazione troppo compromessa, trovano più logico rigettarla.
      Non è una fuga, ma un discostarsi, non si fugge da quel che si detesta, lo si evita.
      Come ha fatto notare l'autore, l'ostinazione nel cambiare le cose a proprio piacimento comprometterebbe l'integrità della persona stessa e dell'azione, non si vuole obbligare nessuno e non si vuole tirar fuori nessuno, chi lo desidera che resti dov'è, che continui a fare ciò che sta facendo, non interessa.

      Il rigetto dell'attuale è fine a se stesso, non è legato ad una pre-valutazione di pro e contro su dopo.
      Capisco che possa sembrare assurdo e illogico ad alcuni, ma questo perché sono attaccati a questo mondo e non vogliono, non riescono e non sentono di abbandonarlo.
      A questi i miei migliori auguri per le riforme che riusciranno a compiere nel tempo.

      A quelli che invece sono pronti al rifiuto, valgono le riflessioni.
      Nella pratica può essere un casolare con qualche decina di persone o magari un villaggio con qualche centinaio, o perché no, con una consapevolezza maggiore, anche un vero e proprio territorio.
      Ma ciò, ripeto, sono valutazioni da fare a posteriori.
      Non si parla del mondo post covid, ma di quello prima, chi volesse ritornarci si adoperi, speri, confidi, faccia tutto quello che voglia, chi come me lo considera troppo rovinato da essere ritoccato, non darà manforte nell'operazione.

      Infine una precisazione sui compromessi da fare o da evitare, il purismo e compagnia bella. Essi sono discorsi talmente sterili in tutto il concetto che li lascio fungere da alibi a quelli che non riescono ad immaginare un'altra vita.

      Pian piano sto iniziando ad apprezzare gli aspetti positivi del fenomeno attuale, costringendo tutti ad uscire allo scoperto, sta dando la possibilità di incontrarsi fra simili.

    2. christian 19 aprile 2021

      ma si, ... alla fin fine se non ci fosse state il covid bisognava inventarlo...

    3. christian 19 aprile 2021

      ma si, ... alla fin fine se non ci fosse state il covid bisognava inventarlo...

    4. R66 19 aprile 2021

      Sicuramente fa risparmiare tempo, senza, per scoprire l'indole per prossimo, avresti impiegato addirittura dai 5 ai 10 minuti, ora basta un'occhiata.

    5. christian 19 aprile 2021

      già ... ma spesso mi fanno talmente pena che manco l'occhiata voglio dare.
      Sicuramente avrai anche notato che l'adesione al "cinema covid" è sempre più sentita (almeno in apparenza vissuta con convizione) più si sale nella scala sociale.

    6. R66 19 aprile 2021

      Questo curioso fenomeno è stato motivo di diverse indagini nel blog, più sono "dentro" e meno vedono.

    7. R66 19 aprile 2021

      Questo curioso fenomeno è stato motivo di diverse indagini nel blog, più sono "dentro" e meno vedono.

    1. R66 19 aprile 2021

      Nel frattempo che Stefano Re risponda alle questioni dei vari post, vorrei fare alcune puntualizzazioni in quanto molti concetti li ho espressi, a volte con le stesse parole, nel corso della frequentazione di questo blog.

      Un argomento del genere non si pone come un'alternativa, non è una soluzione da abbracciare, sono in errore quelli che si posizionano nell'ottica di valutarne la fattibilità.
      Non è neanche un invito a partecipare, ne a racimolare un numero di partecipanti, questo è un invito a riflettere su come stavamo vivendo e su come vogliamo vivere.

      Alcune persone pensano di poter aggiustare con delle riforme, altri pensano che non ci sia nulla da aggiustare e, essendo la situazione troppo compromessa, trovano più logico rigettarla.
      Non è una fuga, ma un discostarsi, non si fugge da quel che si detesta, lo si evita.
      Come ha fatto notare l'autore, l'ostinazione nel cambiare le cose a proprio piacimento comprometterebbe l'integrità della persona stessa e dell'azione, non si vuole obbligare nessuno e non si vuole tirar fuori nessuno, chi lo desidera che resti dov'è, che continui a fare ciò che sta facendo, non interessa.

      Il rigetto dell'attuale è fine a se stesso, non è legato ad una pre-valutazione di pro e contro su dopo.
      Capisco che possa sembrare assurdo e illogico ad alcuni, ma questo perché sono attaccati a questo mondo e non vogliono, non riescono e non sentono di abbandonarlo.
      A questi i miei migliori auguri per le riforme che riusciranno a compiere nel tempo.

      A quelli che invece sono pronti al rifiuto, valgono le riflessioni.
      Nella pratica può essere un casolare con qualche decina di persone o magari un villaggio con qualche centinaio, o perché no, con una consapevolezza maggiore, anche un vero e proprio territorio.
      Ma ciò, ripeto, sono valutazioni da fare a posteriori.
      Non si parla del mondo post covid, ma di quello prima, chi volesse ritornarci si adoperi, speri, confidi, faccia tutto quello che voglia, chi come me lo considera troppo rovinato da essere ritoccato, non darà manforte nell'operazione.

      Infine una precisazione sui compromessi da fare o da evitare, il purismo e compagnia bella. Essi sono discorsi talmente sterili in tutto il concetto che li lascio fungere da alibi a quelli che non riescono ad immaginare un'altra vita.

      Pian piano sto iniziando ad apprezzare gli aspetti positivi del fenomeno attuale, costringendo tutti ad uscire allo scoperto, sta dando la possibilità di incontrarsi fra simili.

    1. danone 19 aprile 2021

      Ad un certo punto del video, verso l'ora poco più, Stefano Re, giustamente, ricorda che serve un nuovo modello monetario, per uscire dall'economia attuale che è solo predatoria, e che siamo noi, gente dal basso, che dobbiamo smettere di aspettare la pappa pronta e divenire competenti noi direttamente, per implementare nuove esperienze e progetti.
      Anche a me non piace la pappa pronta e nel tempo ho messo su le competenze giuste per capire i bachi di questo sistema e correggerli. Io ce l'ho il modello monetario alternativo da proporre e credo sia proprio quello che serve a nuovi gruppi di persone che hanno deciso, visti gli andazzi, di riprendere in mano la propria auto-determinazione. Mi piacerebbe esporlo anche a Stefano se sarà possibile.

    2. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Si, va bene il modello monetario, ma come si faceva notare in qualche post o commento di qualche settimana fa, siamo un po’ fermi su questa cosa. Questo ingolfamento non ce lo possiamo più permettere. Non è il modello monetario a plasmare il vivere civile, è il contrario. Dobbiamo uscire dalle grinfie dell’Euro e della NATO ad ogni costo! Una opposizione politica è necessaria o credete a Salvini?! Poi si fa circolare moneta Italiana nel nuovo modello di sviluppo e tutte le teorie scientifiche sulla moneta aderirebbero come acqua in un contenitore. "L'inferno è vuoto, i diavoli sono sulla terra" diceva Shakespeare mezzo millennio fa.

    3. danone 19 aprile 2021

      Tu la vedi così,ok, io la vedo che, se non costruiamo noi prima qualcosa di alternativo credibile, possibile, fattibile, non avremo mai la forza per opporci a nulla.

    4. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      La MMT era praticabile un decennio fa quando qualcuno ci ha messo tutto se stesso per cercare una strada attraverso la moneta per evitare la schiavitù tecnologica. Sappiamo come è andata a finire. Mezza Italia ha creduto al Grilletto. Ora ci siamo dentro. Urge altro nell'immediato.

    5. danone 19 aprile 2021

      Pierrot, la MMT è un modello che potrebbe essere applicato per uno Stato, io non sono un politico o un economista. Propongo altro evidentemente, se lo propongo a gruppi di persone che vogliono provare a costruire qualcosa insieme di alternativo. Fra di loro possono utilizzare un sistema diverso a quello attuale, con regole diverse, se lo desiderano, che sia logico e fattibile. Poi sai, i buoni esempi, come i virus, contagiano e un domani da un piccolo modello di nicchia, applicato da pochi, potrà nascere anche l'alternativa per tutti, chissà.
      Se urge qualcosa nell'immediato datti da fare, posso mica fare tutto io, cribbio.

    6. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Per me l’unica cosa credibile è che ogni paese si fa i fatti suoi a casa propria. Chi torna al medioevo cazzi suoi, magari riuscirà a viversela pure meglio di noi. Se ci torniamo pure noi o se finiamo fritti significa che non siamo quel Grande paese che credevamo di essere, ma almeno non viviamo come galline nel pollaio.

      E’ possibile riorganizzare l’Italia in Toto (perché per me adesso è uno sfascio).

      E’ fattibile riorganizzare il sistema Educativo, il sistema dei Trasporti, del Lavoro, della Difesa etc…

      Il programma ovviamente va elaborato e scritto nei dettagli, basterebbero una ventina di persone esperte, capaci e con le idee chiare.
      Poi presentarlo ai Coccodè Man perché lo votino… o non è possibile? Si può votare ancora?! Si può o non si può chiedere agli immuseruolati di togliersi le mutande dalla bocca e cercare di vivere? Lo chiedo perché sono decenni che non esiste il IL VOTO. Sostituito dal VUOTO.
      Non devi fare tutto solo, siamo in parecchi a voler essere operosi, ci sono difficoltà logistiche e di organizzazione, ma superabili. Con un po’ di buona volontà e sana follia potremmo trovare un motivo per continuare a vivere perché (e in questo sono d’accordo con Re) io così, coi morti viventi affianco non ce la faccio proprio.

    7. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Stento a credere alle piccole cose che dal basso!!! E’ finita quell’epoca, guarda dove ci ha portato. Esistono le grandi cose dall’alto.

    8. danone 19 aprile 2021

      Non ci capiamo. Io non propongo nulla per l'Italia, propongo un alternativa fattibile per la gente che voglia iniziare a staccarsi dal modello economico-monetario attuale, fra di loro e con chi gli da fiducia possono farlo, il problema non è monetario, ma di reali spazi di libera auto-determinazione, che si stanno erodendo sempre più in fretta, proprio perchè la gente ha smesso di credere alla proprie capacità di auto-determinazione. Proviamo a difenderne qualcuno ogni tanto. Coi modelli per l'Italia, credi a me, non vai da nessuna parte.

    9. danone 19 aprile 2021

      Non ci capiamo. Io non propongo nulla per l'Italia, propongo un alternativa fattibile per la gente che voglia iniziare a staccarsi dal modello economico-monetario attuale, fra di loro e con chi gli da fiducia possono farlo, il problema non è monetario, ma di reali spazi di libera auto-determinazione, che si stanno erodendo sempre più in fretta, proprio perchè la gente ha smesso di credere alla proprie capacità di auto-determinazione. Proviamo a difenderne qualcuno ogni tanto. Coi modelli per l'Italia, credi a me, non vai da nessuna parte.

    1. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Macché vogliono vivere così! Questi se domani mattina accendendo la televisione trovano il loro beniamino che gli dice, carte alla mano, che il Coccodè non è mai esistito e che è stato il grimaldello per attuare un colpo di stato mondiale, mica si farebbero un esame di coscienza!? niente, nessuna domanda, nessuna autocritica, nemmeno si vergognerebbero della merda che hanno buttato in faccia ai “complottisti”, riprenderebbero come formiche impazzite a fare tutto quello che facevano prima e pure peggio. Se lo meritano di vivere da schiavi semplicemente perché lo sono! Noi, consapevoli del corso delle cose, per semplice amore dell’informazione e della vita, e che non necessitavamo certo del Coccodè per capire la società patologica in cui eravamo finiti, siamo la parte della giostra che volente o nolente ha un grosso peso sulle spalle. Mi astengo al momento dal tirare al bersaglio sulle modalità di uscita dal bordello. Solo una cosa, e lo dico io che non ho mai avuto un colore politico: NON ESISTE, per chi non se ne fosse accorto, una opposizione politica, è terreno fertile. L’opposizione politica di fatto è ora rappresentata da negazionisti e complottisti e mi sta alquanto stretta questa cosa. I Coccodè MAN non sono un problema, con in mano le televisioni gli fai fare quello che vuoi, puoi anche dirgli di ficcare la testa nel cesso dopo aver cagato, tirare lo sciacquone per lo shampoo, protegge dal virus, eseguirebbero.

    2. christian 19 aprile 2021

      io ho provato ... e funziona. _-)

    1. Simsim 19 aprile 2021

      Non so immaginarmelo onestamente. Trovo duro un distacco di questo tipo, ma non per le banalità che uno può pensare come tecnologia e quant'altro. Per il fatto che è un salto nel medioevo per tantissimi motivi, e soprattutto dubito che una cosa simile verrebbe lasciata sopravvivere senza esercizio di prepotenza da parte del sistema. Orwell preconizzava dei distaccamenti sociali nel suo libro, senza descriverli troppo...ma temo che fosse più una trovata letteraria che altro in quel caso. Per molte necessità pratiche che oggi diamo per assodate, ci sarebbe comunque bisogno della "civiltà". Un salto totale equivarrebbe a buttarsi su un'isola deserta per sopravvivere, ma la vita non è Lost.

    2. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      E menomale che non è Lost, o si?! ahhah hai visto come è finito? Non farmi togliere il gusto di vederlo a chi ancora non l'ha fatto.

    3. Simsim 20 aprile 2021

      no, ho visto forse un paio delle prime puntate, e francamente non mi ha attratto. Con le serie funziono cosí, o le adoro, o non le guardo.

    4. Pierrot Lenolese 20 aprile 2021

      A me è piaciuto, non da impazzire, ma apprezzabile. l'ho visto dopo anni, una esperienza mistica con la mia compagna, una settimana ci sparammo tutte le stagioni. Il finale se vuoi è anche scontato ma maledettamente interessante ed evocativo del mondo che stiamo vivendo.

    1. oldhunter 19 aprile 2021

      Caro Stefano,
      le conclusioni a cui giungi nel tuo intervento – quelle dal minuto 50 in poi – sono avventate e pericolose, frutto evidente di una analisi intellettuale che non si basa su di una realtà occidentale concreta, in particolare quella italiana, e tantomeno sulle regole della tattica e della strategia opportune in una rivolta (violenta?) di popolo e ancor più se solamente individuale.
      Una rivolta che abbia buone probabilità di riuscita contro il Potere è oggi da definire come insensata, perlomeno nei termini da te proposti.
      Il Potere attuale – che non è quello visibile composto solo da esecutori che finito il loro compito verranno gettati via come le bucce inutili di una banana – ha nelle sue mani tutte le leve fondamentali su cui si basa ogni sua azione e reazione: innanzitutto quello della conoscenza profonda della psiche umana, poi quello rappresentato dai docili media che esso possiede e a cui le masse si abbeverano, poi quello militare e delle forze dell’ordine, e infine quello della magistratura oltre che quello di minor conto costituito da forze parlamentari corrotte o corrompibili.
      Neppure una di queste leve di potere è nelle mani del popolo mentre stiamo perfino correndo il pericolo di perdere quelle poche pagine di internet che ancora consentono (per quanto ancora?) di non incorrere in una censura sempre più ubiquitaria!
      Per ora l’unica rivolta possibile è solo quella che si basa sulla potente forza della nostra individuale volontà e gioia di vivere da contrapporre all’ondata giornaliera di terrore che stiamo subendo da quasi un anno e mezzo, come questa travolgente espressa in questo video dai francesi: https://youtu.be/CeUly7tpQls

    2. AlbertoConti 19 aprile 2021

      bellissimo !!!

    3. Pierrot Lenolese 19 aprile 2021

      Già, emozionante.

    4. christian 19 aprile 2021

      ben detto

    1. gix 19 aprile 2021

      Non mi risulta che la competizione sia presente in natura, semmai in molti ambiti naturali quello che viene in evidenza è la cooperazione, se non addirittura la solidarietà. La competizione è stata creata per giustificare il dominio di pochi sui molti, non a caso è stata supportata da teorie scientifiche ed evoluzioniste, che ancora oggi non riescono a spiegare granchè. Quelle che sembrano a noi manifestazioni di affermazione della competizione, in realtà sono semplicemente, a mio avviso, attestazioni, a volte estreme, di ciò che alcuni reputano bene e altri male, di bisogno del riconoscimento di giustizia nei rapporti tra persone in una comunità, piuttosto che competizione fine a se stessa, che presuppone la eliminazione dell'altro per il solo fatto di averne diritto. Anche se nella storia questo ha giustificato invasioni e annientamenti di alcuni popoli rispetto ad altri, paradossalmente ciò è avvenuto perchè certi popoli ritenevano che fosse giusto e morale appropriarsi delle risorse di altri, a volte persino giustificandolo nel nome di Dio, non certo per competizione.
      Sul fatto di creare una società parallela al sistema, bisogna intendersi su cosa realmente si vuole, ovvero se semplicemente si cerca un modo per vivere e sopravvivere nel sistema, quindi in minoranza, oppure se si vuole fare in modo che il cambiamento del sistema abbia come obiettivo finale tutta l'umanità.

    1. vegavega 19 aprile 2021

      Non capisco la necessità dell'affermazione iniziale tra parentesi dell'articolo " in realtà esprimendo la codardia esistenziale congenita nelle masse occidentali". Avrei capito piuttosto "decadenza esistenziale congenita nel sistema delle masse...". Non ritengo che siamo dei codardi, solo decadenti e come conseguenza, anche esistenzialmente apatici.

    1. fiurdesoca 19 aprile 2021

      Egregio Signor Stefano Re, ho seguito questa intervista con attenzione, mi pare di comprendere bene il suo pensiero. Resto perplesso di quanto afferma circa il fatto che la competitività sia alla base dell’esistenza umana e della vita sulla terra, credo che ciò non sia vero e derivi solo dalla propaganda che ci hanno rifilato.
      Vorrei farle notare che le altre società fondate su dinamiche diverse, tra cui la cooperazione, sono state spazzate via da una cultura che favorisce i sociopatici specie quella di tipo angloamericano.
      Infine riguardo alla proposta che lei fa di creare una società parallela le chiedo: si rende conto che siamo in guerra? E che la posta in palio è il diritto di esistere?

    1. AlbertoConti 19 aprile 2021

      A me pare una fuga dal futuro, cioè un idea vagamente anarchica e precisamente fuori dal tempo, da ogni tempo esistenziale. Codardia è anche fuggire dal presente, dal cuore stesso dell'esistenza, socialmente intesa. Vero è che di fronte ad un pericolo grave ogni mammifero ha due possibilità, una delle quali è la fuga, talvolta l'unica possibile. Eppure anche in questo caso tanti antenati sono morti scegliendo di combattere, e li abbiamo chiamati eroi. Diceva Gaber: "la libertà è partecipazione". E per gli umani la partecipazione è il sistema, che piaccia o no.

    1. AlbertoConti 19 aprile 2021

      A me pare una fuga dal futuro, cioè un idea vagamente anarchica e precisamente fuori dal tempo, da ogni tempo esistenziale. Codardia è anche fuggire dal presente, dal cuore stesso dell'esistenza, socialmente intesa. Vero è che di fronte ad un pericolo grave ogni mammifero ha due possibilità, una delle quali è la fuga, talvolta l'unica possibile. Eppure anche in questo caso tanti antenati sono morti scegliendo di combattere, e li abbiamo chiamati eroi. Diceva Gaber: "la libertà è partecipazione". E per gli umani la partecipazione è il sistema, che piaccia o no.

    1. R66 18 aprile 2021

      Ho guardato il video con interesse e mi sento in linea con gran parte dei concetti esposti, qualora dalle idee ne venisse fuori un incontro per conoscerci e discuterne meglio, parteciperei volentieri.

    1. Amarezza 18 aprile 2021

      io mi sono trasferita con mio marito, da dicembre, in un antico borgo dell'appennino. Ci viviamo il 8. Dubito sia possibile distaccarsi, in paese dobbiamo recarci sia per i viveri che per lavorare. 2 nostri vicini hanno una stalla con mucche da latte per il parmigiano reggiano, che ci facciamo insegnare come si allevano bestie? improponibile , in paese devi comunque recarti per i ricambi di stufe, trattori. La cosa figa é che anche i viandanti a piedi che passano di qui nel borgo vedono noi tutti senza museruole e non gli sovviene di metterla e si fermano a socializzare con noi ed i nostri cani che lasciamo liberi

    2. Violetto 19 aprile 2021

      che bella cosa

    3. Nicola Morgantini 19 aprile 2021

      Sì, in effetti l'idea del "giardino epicureo" potrebbe funzionare solo se chi vi fa parte decidesse di rinunciare a tutto ciò che proviene dall'esterno. Bisogna dunque vedere qual è il potenziale autarchico del "giardino" e quali sono le aspettative di chi ne fa parte.

    4. giovanni 19 aprile 2021

      Innanzi tutto occorre "lavorare" per ridurre la dipendenza dal "mondo esterno" ed il primo passo è la semi indipenza energetica.
      Recarsi in città per ricambi, alimenti e quant'altro occorre è certamente comodo, ma occorre anche pensare che magari domani quello che si cerca non si trovi...

    5. Amarezza 19 aprile 2021

      in paese ci lavoro, ho una tabaccheria. Vendo generi di monopolio, e per fortuna, mio marito voleva rilevare un bar ed a quest'ora saremmo falliti. Ho la casa in un Borghetto di pietra, con giardino ma non abbastanza da farci colture di ortaggi per viverci da barattare e scambiare con formaggio e carne. Poi mettici che ho il pollice nero, le piante le faccio morire, sono negata se nessuno mi insegna. Intorno ho altipiani e colline coltivate ad oro per le mucche, l'erba medica con cui ci fanno la biada per nutrire le bestie che danno il latte per il parmigiano reggiano. Dobbiamo investirci dei soldi nella casa, per ora ci adattiamo. Non abbiamo il riscaldamento nel piano notte, solo camino e stufa a legna in sala al piano terra, sarebbero da cambiare anche gli infissi. Insomma una 20000 euri di lavori per viverci confortevolmente. Questo inverno abbiamo patito un freddo boia e ci sono partite comunque 3 tonnellate di legna. Il paese, il comune, dove ho la T , sempre in appennino ma fa 6000 abitanti in bassa stagione 8000 con le seconde case piene

    6. giovanni 19 aprile 2021

      Sono 30 anni che vivo in un vecchio casolare isolato in mezzo ad un bosco. Ammetto di essere diventato molto più animale di quando iniziai l'avventura.
      Primo consiglio, il caminetto scalda meno delle stufe, quindi provvedere....
      Organizzarsi per realizzare, nelle possibilità economiche, gli interventi più necessari.
      Oggi non avete nulla da barattare, vero, ma domani avere energia elettrica non dipendente dai distributori può essere importantissimo.
      Per quanto si attiene al pollice nero, interessarsi un poco di agricoltura biodinamica e di "scienza staineriana"....
      In ultimo i miei più sentiti auguri.

    7. Lestaat 20 aprile 2021

      A volte ho l' impressione che molti non si rendano conto cosa significa non avere niente.
      Siamo in tanti sapete a non avere niente.
      Tanti che, come me, non hanno mai avuto e, data la situazione, mai avranno la possibilità di " ritirarsi" in campagna. Sembra sempre che si dia per scontato che il mondo intero sia diventato piccolo borghese.
      Sappiate che non è così, che molti di noi soccomberanno anche se consapevoli di quel che accade perché non possono fuggire.

    8. giovanni 20 aprile 2021

      Errore, mi pare che lei abbia invece coscienza. E direi pure che è un bene raro e prezioso.

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