Home / ComeDonChisciotte / SIRIA. L'INGANNO TELEMATICO RISCHIA DI ESSERE RIDIMENSIONATO DALLA PIATTA REALT

SIRIA. L'INGANNO TELEMATICO RISCHIA DI ESSERE RIDIMENSIONATO DALLA PIATTA REALT

DI ANTONIO DE MARTINI
corrieredellacollera.com

L’arte militare recita- dai tempi del generale Douhet – che la vittoria arride a chi detiene la supremazia aerea.

L’ esercito siriano sta vincendo la partita sul terreno grazie a una variante sul tema: ha usato gli elicotteri, senza però impiegare gli aerei da bombardamento e da attacco al suolo per non consentire agli USA l’arma della ingerenza umanitaria.

Gli Stati Uniti hanno usato tutte le armi disponibili tranne la forza aerea, visto che non avevano il consenso del Consiglio di sicurezza nè l’unanimità dei membri della Lega Araba.

I servizi di intelligence britannici hanno reclutato tutte le teste calde dell’area, hanno rifornito di armi ed equipaggiamenti modernissimi ( specie di comunicazione) i ribelli, hanno creato dei ”safe heaven” in Turchia, in Irak e in Giordania; hanno foraggiato Drusi e Kurdi perché si ribellassero; hanno infiltrato loro agenti per compiere atti di terrorismo; gli USA hanno scatenato la propaganda radiotelevisiva in tutta la regione; creato un assedio informativo attorno alla Siria che ha ingannato la maggior parte della opinione pubblica mondiale – certamente quella italiana – con uno stillicidio di panzane che hanno portato a 20.000 il numero dei morti che sono stati attribuiti per intero ai cattivi lealisti ed hanno promosso una serie di incontri tra ”gli amici della Siria” con lo scopo di premere su Russi e Cinesi che oppongono il veto nel Consiglio di sicurezza.

Tutto ma non l’intervento aereo diretto che solo avrebbe potuto fare la differenza e adesso il nodo giunge al pettine.

I ”ribelli” dopo l’errore tattico di assaltare Damasco credendo in una ribellione o in un ”colpo di stato” sono stati decimati e respinti.

Adesso replicano l’errore cercando ancora il confronto diretto con le truppe regolari, nel tentativo di provocare un ”massacro” vero o presunto, che consenta l’ingerenza umanitaria USA con forze aeree che consentano loro le stesse passeggiate militari che i reduci della ”Primavera” hanno fatte in Libia.

L’opinione pubblica araba non è particolarmente ricettiva in questo mese di digiuno di Ramadan e quella occidentale è frastornata dai giochi olimpici che finiranno quasi in contemporanea.

Come faccio ad essere così sicuro che i bollettini londinesi che hanno assommato ventimila morti in un anno e tre mesi siano inverosimili?

Semplice: la guerra civile in Libano – con 271 abitanti x km quadrato – è durata ben diciassette anni, è stata particolarmente cruenta con lotte feroci, impiego di artiglierie da ambo le parti ed uso di ogni genere di armi, anche NBC almeno una volta.

Questo carnaio, ha fatto in tutto centotremila morti.

In media cioè poco più di seimila morti l’anno.

In Siria, con solo 71 abitanti per Km quadrato e non l’intero paese coinvolto, può rasentare l’incredibilità già calcolare seimila morti, ma si potrebbe, volendo esagerare, arrivare a ottomila in un anno e tre mesi.

Aleppo è una città che ha seimila anni di storia continuata ed era la città a partire dalla quale le merci provenienti dall’Estremo Oriente diventavano bancabili a Venezia o Genova.

Dispone di monumenti antecedenti alla costruzione dell’Abbazia di Montecassino.

Auguriamoci che non facciano la stessa fine solo per far sapere al mondo che fanno sul serio.

Come mai le truppe siriane resistono alla suggestione di Internet, dei social network e del New York Times?

Anche questo è semplice: i siriani colti stanno in giro per il mondo – i depositi bancari in Libano sono cresciuti del 30% da gennaio- lavorano in tutta Europa e in USA.

A fare il servizio militare sono i contadini che sono frugali, disciplinati, tenaci e sanno poche cose.

Tra queste il fatto, sempre accaduto, che se perdono la guerra perdono la terra.

Se volete capire meglio la situazione vi consiglio di andare a vedere un film turco in questi giorni nelle sale, al quale il quotidiano ”Il Messaggero” ha dato ben quattro stelle: ”c’era una volta in Anatolia” di Nuri Bilge Ceylan.

Vedrete la differenza tra i telefilm e la realtà anche al Cinema.

Antonio de Martini
Fonte: http://corrieredellacollera.com/
Link: http://corrieredellacollera.com/2012/07/29/medio-oriente-siria-linganno-telematico-rischia-di-essere-ridimensionato-dalla-piatta-realta-di-antonio-de-martini/#more-5626
29.07.2012

Pubblicato da Davide

  • marcopa

    La crisi siriana e’ in una fase molto cruenta e rischia di peggiorare ancora. Alle persone colpite dalla violenza diretta,cioe’ morte o ferite, dobbiamo aggiungere la distruzione,il dolore, la paura, la vita quotidiana sconvolta. E’ vero che alcune cose stanno arrivando anche a una opinione pubblica piu’ vasta di quella di qualche mese fa e che i piani USA-UE-Nato probabilmente non sono per il momento andati in porto e la loro azione nel prossimo futuro dovra’ superare scogli pericolosi.Sarebbe utile a questo punto continuare nell’ opera di controinformazione ed individuare alcuni linee fondamentali da portare avanti: il cessate il fuoco, l’ attenzione alle difficolta’ materiali, il no alle sanzioni che colpiscono sempre i piu’ poveri, portare sul suolo siriano giornalisti di diverso orientamento che possano scrivere quello che vogliono.Occore essere consapevoli che niente sara’ piu’ come prima, i conflitti, armati e non armati, portano trasformazioni che possono essere distruttive o meno. MA TUTTO SARA’ DIVERSO.

  • albsorio
  • miche1e

    Concordo con l’articolo.
    Interessante ciò che scrive Debka.com (sito legato all’intelligence israeliana) proprio oggi. Cerco di riassumere:
    Il tentativo USA-NATO di creare una zona “liberata” intorno ad Aleppo sta fallendo.
    Le forze pro-Assad stanno liquidando i ribelli, anche se i tempi possono essere più lunghi che a Damasco, sia per preservare i monumenti storici che per minimizzare le perdite civili.
    Le cause di ciò sono sia l’ottima prova delle 11a, 14a e 18a divisioni siriane, che il fatto che i ribelli hanno relazioni caotiche tra di loro e col comando FSA.
    La maggior parte della forza ribelle appartiene alla milizia radicale islamica “Banner of Islam”, composta in buona parte da milizie di al Qaeda provenienti da Iraq e Libia.

    Sembra che i servizi israeliani siano più veritieri dei nostri mezzi di informazione…

  • rebel69

    Senza andare a rivangare Pearl Harbor o l’incidente del golfo del Tonkino,ma anche solo la storia più recente,come l’uccisione di Bin Laden con foto tarocca trasmessa su tutti i telegiornali del mondo,9/11 di cui nessuno nei mainstream più parla,oppure i bambini Kuwaitiani presi dalle incubatrici e impalati dai cattivissimi soldati irakeni come manco il il conte Dracula faceva,la storia ci insegna che all’opinione pubblica mondiale gli si può raccontare ogni genere di cazzatona stratosferica,del tipo che i somari volano,che a parte su qualche blog o sterile manifestazione,non gli ne frega un cazzo a nessuno.Detto questo,l’unico problema che può incontrare il blocco AmerikoNatoIsraeloBritannico è Putin,visto che pure i cinesi con gli amerikani si tengono in vita a vicenda(gli americani esportano debito ed importano merci cinesi e quest’ultimi comprano debito a patto di esportare cianfrusaglie negli Usa)Tutto sta a vedere se Putin a forza di prendere sberle ogni volta che abbassa la guardia l’abbia capito e continui con il veto.Si anche perché non ci sarebbe da meravigliarsi se poi dopo Gheddafy Assad ed Ahmadinejad nella lista ci sia proprio lui.Altrimenti ce poco da fare.solo aspettare di vedere qualche Tg che mostra in diretta il linciaggio di Assad e la vittoria del bene contro il male,e via tutti contenti ad esultare per qualche oro olimpico o piangere la morte di qualche motociclista della motoGp.

  • rocks

    La vita è strana, si sa. A volte è una contraddizione. Stamattina ho trovato sulla Stampa.it un articolo della corrispondente da Cuba, un ex-blogger che si è guadagnata la ribalta internazionale per la sua posizione critica contro il regime dei fratelli Castro e la Cuba “revolucionaria”. Parla di Siria e di colera nell’est di Cuba e di come i media cubani distorcono le notizie. Ma a me interessa la Siria. Mi interessa vedere come le notizie possono essere capovolte svariate volte e come la realtà rimane a noi celata o per lo meno oscura. Per quanto riguarda l’occidente (quasi tutto), sappiamo che in Siria la libertà avanza. I piccoli focolai di rivolta nati in una parte del paese, benché sempre repressi nel sangue, sono diventati un incendio che si è allargato fino ad entrare nelle vie di Damasco. Si, va bene, però la vita è una contraddizione. E infatti un lettore come me che divaga nel web ha letto anche che i ribelli sono finanziati dall’estero (principalmente i paesi del Golfo), che alcune stragi del governo in realtà non sono state compiute dai ribelli, che i ribelli si compongono anche (?) di fazioni integraliste islamiche (qualsiasi cosa voglia dire). Che la Turchia e l’occidente appoggiano moralmente (e basta?) i ribelli e che Russia e Cina pongono il veto all’UN quando si propongono risoluzioni più cattive nei confronti del regime di Damasco. Ma soprattutto la mia impressione è sempre stata che la ribellione veniva soffocata nel sangue. Il popolo veniva bombardato dal cielo, il popolo veniva bombardato da terra. Il popolo veniva massacrato. Tutto ciò trapelava dai siriani all’estero e da fonti vicine ai ribelli. Ovviamente il regime negava le proprie esclusive responsabilità, indicando tutto ciò che ho detto sopra riguardo le mie letture alternative. Quindi per noi occidentali le verità di Damasco sono falsità. La verità è quella dei ribelli. Improvvisamente la ribellione è alle porte di Damasco. Ok, la vita è una contraddizione, ma come ha fatto il popolo, con bastoni e forconi ad arrivare a Damasco? Deve essere stata una roba di massa, un fiume di gente contro il regime. Invece spuntano armi, tradimenti negli alti organi di stato, etc. Insomma i ribelli sono ben armati e sanno il fatto loro. Il ribelle non è un fornaio, è un guerrigliero addestrato e armato. E bene. Tenete presente che qui in Italia la Siria si conquistava le prime pagine solo con le “stragi governative”, finché la ribellione era popolare. Adesso che il popolo si è trasformato in guerrigliero per la libertà anche i morti del regime fanno notizia (positiva ovviamente).
    Quindi, qui da noi, chi voleva vedere una rivoluzione stile Tunisia poteva, ma volendo si poteva intravedere anche una roba tipo Libia, adesso è abbastanza palese. Potenze straniere che giocano alla guerra sulla pelle della gente. A Cuba la verità è quella di Damasco. Quindi è falsa, ma non perché viene da Damasco, dal quel regime, ma perché raccontata dal regime cubano, come fu per la Libia. Già proprio come fu per la Libia. Solo che qui Russia e Cina non sono disposti a cedere ai bombardamenti come là e quindi il regime si trascina in agonia. Almeno noi risparmiamo le missioni di bombe e i siriani si risparmiai qualche morto in più, grazie a Russia e Cina. Quindi la prima legge dell’informazione dice che la notizia che passa per un regime viene falsificata, ma se poi passa anche da un altro regime (che quindi la ri-falsifica), diventa vera. é come al doppia negazione in inglese. Una doppia falsificazione è una verità, però prese singolarmente le falsificazioni singole inducono a non credere in ciò che si legge o vede in Tv.
    Ovviamente noi comuni mortali rimaniamo col dubbio.

    http://vaccamadosca.wordpress.com/2012/07/25/prima-legge-dellinformazione/

  • terzaposizione

    RicBo mi sa che a stò giro a te ed alla tua compagna paladina delle ONG, non vi pagano l’affitto.

  • albsorio

    @ rocks, col copia, incolla ti sei dimenticato un pezzo di articolo: ” Ovviamente noi comuni mortali rimaniamo col dubbio.

    giusto per non smentire: due attivisti siriani chiedono al governo USA di impegnarsi di più (http://www.linkiesta.it/assad-obama-fsa), era tanto semplice… bastava dirlo dall’inizio che era una guerra appoggiata dall’estero e che Assad aveva ragione e a questo punto mi viene da dire anche diritto a difendere il proprio paese da un aggressione esterna.”

  • albsorio

    Questo articolo riguarda la Libia ma è da leggere e in qualche modo è attinente alla Siria perchè parla di post democrazia… http://europeanphoenix.com/it/component/content/article/6-diritti-umani/351-libia-lintervento-umanitario-ha-causato-una-catastrofe-umanitaria