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SE SIETE…

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Se siete giovani, perché andare a votare? Il governo, e i partiti che lo sostengono, hanno l’invidiabile risultato di una disoccupazione giovanile ai massimi storici.

Se siete già anziani, dovrete invece lavorare quasi fino a settant’anni. Nella sciagurata Prima Repubblica le donne andavano in pensione a 55 anni, gli uomini a 60 (massimo).

Se siete donne, vedi sopra, oppure riflettete che mai come ultimamente siete “il filo di terra” di tutte le pulsioni malate e le disperazioni maschili. Vi ammazzano? Facciamo un bel convegno, una bella associazione, nominiamo un nuovo ministro.

A seguito, “Non indecisi, ma decisi a non votare (Massimo Fini, Il Fatto quotidiano);Se siete magistrati, con il decreto “Ilva” il governo ha mostrato la considerazione che ha di voi: emettete una sentenza in linea con tutta la giurisprudenza italiana ed europea sull’ambiente, affidate ad una persona dell’azienda l’esecuzione. Questo se ne frega: lo arrestate. Quindi, arriva un bel decreto “della salute ce ne fottiamo” e voi tornate ad arrestare ladri di polli. Zitti e mosca.

Se siete operai, è presto detto: al governo non frega niente di voi, più presto vi estinguerete meglio è. C’è un intero pianeta per produrre: dalla Serbia alla Cina.

Se siete artigiani, al governo non frega niente se c’è lavoro, se i committenti pagano: ci sono gli studi di settore, no?

Se siete insegnanti, mancano i soldi anche per il sapone e la carta igienica: poi, fanno bei convegni e si sciacquano la bocca con le parole “educazione, scuola, università, ricerca”. Quindi sputano e si spartiscono i finanziamenti per la ricerca: il ministro chiude gli archivi perché le indagini non possano procedere.

Se siete agricoltori…oh, ma ancora esistete? Quando la smetterete d’arare i campi, cosicché potremo coprire l’Italia di monnezza e poi cementare tutto?

Se siete medici e infermieri preparatevi a sloggiare: il governo ha bisogno dei soldi della Sanità per i suoi affari. La quota delle tangenti è ancora troppo bassa, e le Regioni non campano.

Se siete economisti, vi sarete chiesti perché il tanto osannato “governo di salvezza nazionale” ha incrementato il debito pubblico di 3 punti, oltre l’invidiabile record raggiunto da Tremonti. Con la mannaia di tasse che hanno fatto scattare: domandatevelo un po’.

Se avete una casa, la proprietà è – in definitiva – dello Stato che vi chiede un affitto che si chiama IMU. Se avete una seconda casa, non preoccupatevi: presto non l’avrete più.

Se, invece, siete politici, grandi imprenditori, puttane di Stato, grandi truffatori, mafiosi, camorristi e n’dranghetisti non c’è mai stato periodo più florido: una manna.

Dovremmo perdere il nostro tempo per venire a votare il miglior aguzzino?

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2012/12/se-siete.html
2.12.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    NON INDECISI, MA DECISI A NON VOTARE

    DI MASSIMO FINI
    ilfattoquotidiano.it

    I partiti interpellano le Sibille Cumane, cambiano nome, elaborano sofisticate strategie per catturare gli “indecisi”. Magli “indecisi”non sonoaffatto indecisi, sono decisissimi: a non andare a votare. O, in subordine, a dare il proprio consenso aGrillo che è quasi la stessa cosa perché 5Stelle è innanzitutto un movimento contro i partiti. Sono più di trent’anni che i partiti, impadronitisi dello Stato, ci menano per il naso. A metà degli anni 70, dopo l’emergeredei primi scandali, i partiti proposero un referendum per il loro finanziamento pubblico. “Così –dissero –non ruberemo più”. Cosa in sé già curiosa, con l’aggiunta chei partiti sono delleassociazioni private, non diversamente da una bocciofila, e non si vede perché i cittadini li debbano finanziare per legge.

    Comunque noi italiani, diligenti, obbedienti e grulli, votammo sì. Quindici anni dopo, con la prima Tangentopoli, si scoprì che rubavano cento volte di più. Ma in precedenza c’erano stati i favolosi anni 80, quelli della “Milano da bere”. Peccato che la bevessero solo i socialisti e qualche troia non ancora promossa a escort. Ma questo è il meno. Gli anni del Caf edei suoi valvassini si caratterizzarono, oltre cheper le ruberie, per il piùcolossale e sistematico voto di scambio. In questo quadro
    si inseriscono –ma è solo un esempio –le pensioni baby, le pensioni di invaliditàfalse, lepensioni di vecchiaia fasulle, lepensioni d’oro.Tutti sapevano,perché lestatistiche demografiche sono le più precise, che nel 2000 quella italiana sarebbe stata una popolazione di vecchi.

    Ma loro, i partiti, sperperavano allegramente, a proprio uso, il denaroderubando legenerazioni future. Après moi le déluge. Che infatti è arrivato.

    NEL 1989il crollodell’Ursscambiò il voltodell’Europa. La Germaniasi riunificò, la Jugoslaviasi dissolse. Più modestamente in Italia molti cittadini, non più ossessionati dall’incubo comunista, si sentirono liberi di abbandonare i vecchi partiti. Evotarono Lega. La comparsa, dopo vent’anni, di un partito di opposizione (il Pci era stato associato al potere e faceva parte del blocco compatto della partitocrazia) permisele inchieste di Mani Pulite che accertarono una grassazione di denaro
    pubblico che Giuliano Cazzola havalutato, con un calcolo prudenziale, in 630 mila miliardi, un quarto di quel debito pubblico che oggi costringe i soliti noti, vale a dire il cetomedio, a stringere lacinghia o ascivolare nella povertà nuda e cruda.

    Per i partiti il ‘92- ‘94 avrebbe potuto essere un momentodi riscatto, la presadi coscienza che era tempo di cambiar strada, che il popolo italiano non poteva essere derubato all’infinito. E invece,
    passata la buriana, riuscirono, con la complicità di quasi tutto il giornalismo italiano, atrasformarei ladri in vittime di una magistratura proterva, giustizialista, giacobina. E continuarono nelle antiche pratiche per altri vent’anni, mentre sullascenacompariva unenergumeno, tale Silvio Berlusconi, un presidente del Consiglio che una recente sentenza del Tribunale di Milano ha definito “delinquente naturale”, cioè unindividuo portato, per forma mentis, adelinquere. Euna cosadel genere, nonostante tutto, non si era mai vista, nemmeno in Italia.

    Non è vero che siamo “indecisi”. Siamo, al contrario, decisi a tutto.

    Questa classe politica deveessere azzerata, correndoanche il rischio di mozzare leteste a quelle poche persone perbene che pur vi sono. Abbiamo bisogno di ricominciare da capo. I tunisini si sono liberati di Ben Alì e della sua cricca in due giorni. Noi italiani, più vecchi, più stanchi, più fiacchi, ci metteremoun po’ di più. Ma io sento che l’ora è giunta.

    Massimo Fini
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    1.12.2012

  • snypex


    IL VOTO E’ UNA DELEGA.

    VOTARE SIGNIFICA DELEGARE.

    IO NON VOTO PERCHE’ NON DELEGO UN DELINQUENTE A RUBARE IL MIO LAVORO E IL MIO FUTURO E QUELLO DEGLI ALTRI.

  • AlbionDoesNotSingAnymore

    Ben Alì è stato cacciato perchè non seguiva più il badrone, ma si stava avvicinando troppo alle velleità panafricane del grande Gheddafi e soprattutto metteva a rischio gli interessi del badrone con la Zitouna Bank.
    In Tunisia quindi hanno preferito mettere una cricca di salafiti iperliberisti come stanno facendo in tutti i paesi toccati dalle ”primavere” di sion.
    Ma tu Fini continua a sognare..

  • Delusidalbamboo

    Nell’ambito della campagna per l’espropriazione della nostra sovranità, questo é l’ultimo atto.

    Dopo averle fatte infervorare ben bene, si lancia una bella torma di pasdaran del masochismo politico che si mette ad urlare le lodi dell’auto mutilazione civile.

    Qualcuno mi potrebbe spiegare quale sia il vantaggio a non votare?

    Quello che vedo io é la totalità dei fanfaroni dell’arco costituzionale che ci spinge in questa direzione con l’evidente intenzione di piangere 10 minuti (per l’allontanamento della gente dalla politica) e poi godere 5 anni del maggior peso delle loro clientele e dei loro apparati politici.

    Invito quindi i livorosi a seguitare a digrignare i denti ma a farlo in silenzio ed invito i cittadini a formare nuovi partiti e, nel frattempo, concentrarsi sull’obiettivo di togliere la poltrona a più fanfaroni possibile.

    Ricordate che nessun principiante della politica potrà fare tanti danni quanto mandrie di professionisti asservite alla finanza.

    Guido Mastrobuono – http://www.delusidalbamboo.org

  • Delusidalbamboo

    Peró, se non voti, deleghi uguale…

  • Giancarlo54

    Niente voto, su questo non ci piove, a meno che, caso improbabilissimo, nel 2013 ci sia sulle schede elettorali il simbolo di un partito realmente sovranista. Altrimenti tutti i casa. Chi vota legittima questa banda di traditori (chi è andato a votare alle primarie è doppiamente complice)

  • Giancarlo54

    No, non deleghiamo, prendiamo atto che sono tutti uguali e non ci rendiamo complici.

  • Petrus

    Purtroppo hai centrato lo scopo del mainstream a cui il fatto quotidiano fa anche lui capo: vogliono toglierci la sovranità (o ciò che ne rimane). Non bisogna togliergli il voto, ma il potere. Questa è la soluzione!

  • Petrus

    Albion ma cosa fai, riveli i veri scopi della primavera araba? Dai su, lasciaci le nostre illusioni….

  • Petrus

    Si bravo, così al potere ci vanno comunque loro, e poi non potrai nemmeno dirgli nulla perché non sarai stato un loro elettore. Bravo, segui la strada per la schiavitù, è proprio di qui che si passa!!!

  • kenoby

    geniale, semplicemente geniale, diffondete.

  • Giancarlo54

    L’hai detto tu! Al potere ci vanno comunque e tu NON POTRAI DIRE niente proprio perchè li hai legittimati con il tuo voto. Mi sembra così semplice. Io, invece, potrò dire tantissimo, non avendoli legittimati in nessun modo.

  • Gariznator

    Io pensavo che una soluzione potesse essere annullare la scheda, tuttavia finirei tra i dati dell’affluenza ai seggi… Se vota una piccola percentuale degli aventi diritto in realtà non si delega nessuno… Il 50% del 20% risulta un 10%… Andare a votare, ora come ora, significa legittimare un sistema volto all’avvilimento del genere umano. Il rituale delle primarie, dei referendum e delle elezioni è svuotato di ogni significato. Non voterò, ma non mi laverò le mani. Mi lamenterò, proporrò soluzioni, cercherò di unire le persone. Ma votare è una perdita di tempo, non mi piace essere preso in giro. Piuttosto incendierò la tessera elettorale davanti al seggio. Non cambieremo nulla andando a votare, oramai è evidente. Dovrei fare l’indignato e votare grillo? Oppure il borghesuccio che si prende a cuore la reputazione dell’italia e votare Bersani? Oppure dovrei fare gli interessi di chi mi vuole povero ignorante e sfruttato e votare uno a caso di tutti quelli che si presentano? Una volta votai sinistra critica… Quel voto e i miei voti dati agli indipendentisti sono gli unici per i quali sia valsa la pena andare a votare (quando ancora volevo credere che servisse a qualcosa). Quindi caro/i Delusidalbamboo io non voto e non delego, entro solo nelle statistiche di chi si è rotto il cactus… Non resta altro che far capire fin dentro i palazzi che chi non va a votare non lo fa per pigrizia o disinteresse ma perchè, metaforicamente ma forse non tanto, sta a casa a pulire il fucile.

  • Petrus

    Ci vanno comunque SE NON VAI A VOTARE. Se ci vai, magari anche no…

  • Highlangher

    Ho troppa stima per il Prof. Carlo Bertani, per prendere alla leggera questo invito ben argomentato e sagace. Avevo intenzione di votare m5s, ma da poco scopro che dovevo essere registrato entro fine ottobre per poter votare alle parlamentarie di questi giorni sul sito di grillo. Pazienza, li sosterrò moralmente e dove possibile materialmente. Ma Bertani in fondo ha ragione, anche se non tiene conto che questi maiali vestiti da politici sono talmente avidi e furbi, che anche se solo il due percento continua a votare, questi cambiano la legge, e si dividono quei pochi voti per continuare a fregare e rubare come sempre. Spero ancora in un cambiamento dal basso, che almeno qualcuno di questi ragazzi ce la faccia, ma Davide e golia era una bella storia mitologica, mica ci credo tanto che funzioni ancora. Bravo Carlo, tieni duro!

  • sandrez

    personalmente credo che l’unico voto oggi utile sia quello del proprio comune…per un discorso di tempo e risorse materiali personali…mi spiego…se il mio sindaco ne combina una grossa e merita di andarsene con la coda tra le gambe, io e altri residenti possiamo materialmente metterci in piazza davanti al municipio e fargli capire le nostre intenzioni…cioè, è possibile che un gruppo di cittadini abbia possibilità materiali e risorse per farlo…la stessa cosa invece è impossibile nei confronti del potere centrale…e credo sia anche uno dei motivi per cui nel corso del tempo il potere si sia spostato (sia idealmente che fisicamente/materialmente) in luoghi sempre più distanti dai cittadini/sudditi.

  • Giancarlo54

    Ho scritto e ribadito più volte che posso andare al seggio solo ed unicamente in presenza di un partito AUTENTICAMENTE SOVRANISTA. In quel caso andrò a votare, non tanto perchè creda nella sua (del partito sovranista) vittoria, ma per dare incoraggiamento a chi si impegna su questa via. Ogni altro voto che non sia in questa direzione è complicità.

  • sandrez

    scusate il doppio post…piccole aggiunte..1°, la mia non voleva essere una risposta diretta a Gariznator ma una considerazione personale nel discorso che si stava facendo…2°, il comune credo sia l’unica realtà in cui si possa osservare in tempi brevi i cambiamenti che la politica può operare e in modo diretto come tali cambiamenti “siano subiti” da chi ci vive…potendo nello stesso tempo reagire (azione-reazione) ai cambiamenti stessi.

  • Hamelin

    Ottimo articolo.

  • Primadellesabbie

    Una delle costanti ironiche della burocrazia, quando si oppone al godimento di un diritto, sta nel fatto che c’é sempre qualcuno che vi spiega sfrontatamente le ‘ragioni’ per cui quell’ufficio vi fa questa ingiustizia. Di modo che, oltre a beccarvi il diniego illegittimo, proviate anche l’emozione di condividere la problematica che affligge gli incapaci cialtroni di turno.

    Il problema di votare per uno o l’altro o non votare attiene alla sfera della propria dignità, indipendentemente dagli sviluppi, reali o supposti che siano. Le regole le fanno loro, gli imbrogli anche. É come accettare una partita con le carte truccate.

    In ogni caso sarei favorevole al voto palese, sempre e solo palese.

  • Petrus

    Ok, ma qualcuno dovrà pur metterlo in piedi, questo partito AUTENTICAMENTE SOVRANISTA. Ancora ad aspettare che scenda la grazia dal cielo? Se vuoi qualcosa, devi farla!

  • rebel69

    Sandrez,chi si propone a sindaco con il suo seguito di consiglieri altro non è che un politico in carriera,sopratutto in città medio grandi,quindi visto che i comuni come lo stato deve finanziarsi con soldi presi in prestito da banche private a tassi usurai e deve tassare sempre di più per onorare debiti sempre maggiori in una spirale diabolica che conosciamo,mi domando come fai a votare per un aspirante sindaco che per la sua campagna elettorale non denuncia il sistema Euro in cui ci troviamo.Nonostante le buone intenzioni di primo cittadino se non denunci questo o sei un ingenuo oppure un furbo che aspira alla poltrona.

  • rebel69

    Cari pro e contro voto di cosa stiamo parlando?Chiedo troppo se pretendo un programma che parli di politica estera monetaria del lavoro della sanità e che spieghi CHIARAMENTE come uscire da un piccolo problemino che abbiamo che si chiama crisi e depauperamento di un popolo(non Italiano ma europeo)?O forse io non ci sto capendo molto ed il problema è la morale e il ricambio generazionale di politici.In fin dei conti i ristoranti sono sempre pieni…

  • Danydinho

    Ehm…abbi pazienza: se vai a votare non vanno al potere tu dici…scusami un attimo, chi sarebbe da votare?

  • Santos-Dumont

    I principianti della politica sarebbero presto fagocitati nello stesso sistema che presumono di poter riformare: non si cambia il sistema dall’interno bensí scardinandolo e sostituendolo. Altrimenti hanno ragione i marxisti quando affermano che quello reale non fu l’autentica realizzazione del socialismo, oppure hanno ragione i fascisti quando sostengono la validità del loro modello, e potremmo scegliere a volontà l’uno o l’altro dei due: anche considerando la repressione implicita, sarà certamente meglio della schifezza in cui viviamo oggi, perché il nemico sarà “identificabile”.
    Il puro e semplice allontanamento dalla politica, oltre che impossibile (ogni nostro atto possiede una valenza politica) sarebbe comunque insufficiente. Bisogna studiare, pianificare e mettere in atto tattiche e strategie per demolire l’attuale sistema capitalista di sfruttamento.

  • Giancarlo54

    Oltre tutto il Patto europeo di stabilità funziona anche a livello locale.

  • Santos-Dumont

    Questa classe politica deve essere azzerata, correndo anche il rischio di mozzare leteste a quelle poche persone perbene che pur vi sono. Abbiamo bisogno di ricominciare da capo. I tunisini si sono liberati di Ben Alì e della sua cricca in due giorni. Noi italiani, più vecchi, più stanchi, più fiacchi, ci metteremo un po’ di più. Ma io sento che l’ora è giunta.

    Ogni tanto qualcuno che lo scrive sul mainstream e a chiare lettere (anche se poi toppa clamorosamente sulla Tunisia, considerando l’avanzare del fondamentalismo religioso in quel paese… come dire, dalla padella alla brace).
    Basta farsi prendere per il culo!

  • Matt-e-Tatty

    Se vuoi dare un’occhiata, qui sta nascendo un’alternativa dal basso: http://www.riconquistarelasovranita.it/?page_id=2

    e se vuoi approfondire, guardare in faccia chi si sta muovendo, e capire con che propositi, c’è un convegno anche domenica prossima a Bologna: http://www.riconquistarelasovranita.it/?p=316
    E’ un progetto nato dall’iniziativa di persone comuni, non mestieranti della politica.

  • Santos-Dumont

    Avresti anche ragione, SE… esistesse il vincolo di mandato. Il politico sgarra? E io lo butto fuori. Nel sistema attuale, peggio, maggioritario invece di proporzionale puro, qualsiasi programma é una pura dichiarazione di intenti non vincolante. Almeno nell’epoca dei “partitini” un minimo di ostruzionismo era possibile. Oggi per esempio se sono elettore del PD (ribrezzo!), devo scegliere tra due facceacuxo uguali, come scegliere tra marche di sugo al supermercato.

  • rebel69

    Ho l’impressione che tu è Giancarlo state perdendo tempo,ma è solo un impressione

  • karson

    Bravo io la penso allo stesso modo, votare il 5stelle per mandare via più politici possibili dal parlamento, perché la cosa che è più importante (come dici tu) è il fatto che grillo è contro i partiti, contro tutta questa classe politica, è vero che così si fa di tutta l’erba un fascio… ma se guardiamo a come ci hanno ridotti… il meno che possiamo fare è votare contro tutti quelli che sono li ora senza guardare in faccia a nessuno, anche perché a mio parere di politi buoni.. ne abbiamo ben pochi.

  • rebel69

    Grazie del link Matt…approfondirò sicuramente poi magari ti esprimo il mio parere.

  • rebel69

    Vedi Santos,a forza di parlare e riparlare di cose OVVIE,si finisce per dire idiozie.Non c’è alcun dubbio che bisogna rifare tutto da capo.E’ impossibile continuare a giocare e sperare di vincere se non si cambiano le regole del gioco,e cosa assai importante,chi è stato complice del vecchio gioco progettato per far vincere sempre gli stessi,bari in gergo pokeristico,deve pagare.Poi sprecando fiato parlando di quesiti shakespeariani(voto o non voto?Questo è il dilemma)ci si dimentica di un altro particolare di fondamentale importanza già menzionato in altri commenti tempo fa.Un cittadino non informato all’oscuro delle dinamiche che ci hanno portato dove siamo,condizionato da terrore psicologico e manipolato,può esercitare il suo diritto al voto in maniera giusta ?ASSOLUTAMENTE NO.

  • hobie

    Chi vota in una dittatura la legittima ed è quindi complice.
    In Italia, regime totalitario finanziario, chi vota legittima il Quisling Monti.
    Votare, poi, con la PORCATA di legge elettorale italiana, aggiunge al danno la beffa.
    Purtroppo però le pecore di questo paese si mettono in fila per quella buffonata di primarie coi 2 pagliacci Bersani e Renzi: che pena. E hanno pure pagato per scegliere il loro padrone. (conato)
    CHI VOTA, QUI E OGGI, LEGITTIMA IL REGIME, NE E’ SOSTEGNO E COMPLICE.
    Poi non si dica “non lo sapevo”.
    Serve una RIVOLUZIONE, che comincia con lo sciopero fiscale, passa per il boicottaggio delle banche e della casta e finisce quando gli faremo fare, a quei bastardi, la fine di Ceausescu. Solo così, con la lotta. si rifonda il patto sociale.
    La libertà non ce la regala nessuno. Prima o poi lo imparerà anche il popolo + stronzo e paraculo del pianeta: gli italiani.

  • Giancarlo54

    Ovvio.

  • Agodude

    “… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

    Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

    I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

    Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

    si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

    Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

    Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

    La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

    a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

    Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

    No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

    Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

    E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

    Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

  • Agodude

    “… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

    Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

    I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

    Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

    si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

    Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

    Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

    La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

    a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

    Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

    No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

    Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

    E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

    Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

  • Agodude

    “… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

    Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

    I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

    Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

    si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

    Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

    Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

    La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

    a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

    Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

    No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

    Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

    E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

    Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

  • Agodude

    “… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

    Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

    I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

    Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

    si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

    Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

    Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

    La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

    a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

    Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

    No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

    Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

    E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

    Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

  • Agodude

    “… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

    Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

    I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

    Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

    si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

    Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

    Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

    La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

    a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

    Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

    No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

    Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

    E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

    Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

  • Agodude

    “… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

    Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

    I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

    Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

    si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

    Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

    Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

    La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

    a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

    Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

    No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

    Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

    E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

    Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

  • sandrez

    grazie delle tue considerazioni…in realtà pensavo più a comuni piccoli come quello in cui abito…poco più di 10000-15000 “anime”…i medio grandi (tipo i capoluoghi di provincia) non li consideravo, e non li voglio considerare, proprio per quello che hai detto…sono la proto-politica centralizzata/statale…diciamo che l’idea che mi piace son quei 2 cantoni svizzeri rimasti in cui si vota in piazza per alzata di mano…ma so benissimo che è una cosa utopica e ucronica 😀

  • Santos-Dumont

    Poi sprecando fiato parlando di quesiti shakespeariani(voto o non voto?Questo è il dilemma)ci si dimentica di un altro particolare di fondamentale importanza già menzionato in altri commenti tempo fa.Un cittadino non informato all’oscuro delle dinamiche che ci hanno portato dove siamo,condizionato da terrore psicologico e manipolato,può esercitare il suo diritto al voto in maniera giusta ?ASSOLUTAMENTE NO.

    L’ignoranza non è (più, se mai lo è stata) una giustificazione: oggi per chi sia determinato a cercare risposte alternative le fonti non mancano. Semmai il problema è rappresentato dall’eccesso di informazioni tra cui discriminare.
    Il punto è che, anche informandosi, il cittadino benintenzionato e determinato a cambiare le cose presto viene fagocitato dal sistema, se non rinuncia a priori a certe convinzioni. E’ su questo punto che non mi troverò mai d’accordo con chi si illude di cambiare il sistema dall’interno, con transizioni soft riformiste che non stanno né in cielo né in terra. Sarebbe come entrare in uno stampo pretendendo di non essere modellato. Io la vedo matematicamente: le leggi di composizione interna di un insieme, applicate a suoi elementi, restituiscono sempre un elemento dello stesso sistema. Votare o non votare, nel sistema attuale porta allo stesso risultato, è rendere il cittadino “elemento neutro”, lo zero nell’addizione o l’uno nella moltiplicazione. Quelli che possono realmente agire, i controllori, sono esterni al sistema, non devono adeguarsi alla legge di composizione interna e non abbiamo nessun controllo su di loro finché ci adeguiamo al ruolo ritagliato su misura per noi. La risposta consiste nel rifiutarsi di agire secondo il “protocollo”, fare qualcosa di inaspettato tanto nel nostro sistema quanto nel “meta-sistema” di questi controllori. Ovviamente bisogna studiare molto e organizzarsi, come una volta scrisse P. Barnard, perché è sul piano delle conoscenze e della coordinazione che ci fregano.

  • Santos-Dumont

    Ho visitato il sito… Buona fortuna, ne avete estremo bisogno. Soprattutto per trovare gente che accetti di mettere da parte presupposti fondamentali coalizzandosi intorno all’idea di sovranità… Io di sicuro non sarei tra quelli, sorry.

  • Giancarlo54

    Da esperto in materia, un po’ lo sono anche io. E’ vero che anche se votano 1000 italiani su 60 milioni i politicanti si conquistano comunque la loro poltrona, però il discorso può essere anche messo in questa maniera:

    A) se votano 10 milioni di italiani anzichè 40 milioni i politicanti potranno anche far finta di niente, ma è un dato di fatto che NON SONO POLITICAMENTE LEGITTIMATI a governare. Lo faranno lo stesso? Certamente lo faranno lo stesso ma consapevoli del fatto che ben 30 milioni di italiani non li considerano legittimati e, questo, CONTA.

    B) dici che bisogna votare gente nuova. Orbene da esperti sappiamo benissimo che per presentarsi alle elezioni occorrono tanti soldi e tantissime firme ma proprio tantissime e, da esperto, ti posso dire che raccogliere anche 10 firme, senza sotterfugi, è un’impresa titanica.

    C) se io vado a votare e trovo sulla scheda, come troverò: PD, PDL, UDC, IDV, SEL, LEGA, mi dice perchè capzo devo votare?

    D) l’unico voto possibile, per non votare il soliti noti, è il M5S, mi permetti di dire che il voto al M5S è molto più dannoso che non votare i “soliti noti”? E’ più dannoso perchè è una inutile e grave perdita di tempo.

  • Ercole

    ce sempre l,arma della rivoluzione per mettere fine a tutto questo….

  • Matt-e-Tatty

    Si, gruppo eterogeneo come provenienza culturale/politica, ma, vedi alternative all’orizzonte? Pochi anni fa non l’avrei nemmeno presa in considerazione, ma vista l’urgenza dei tempi mi è sembrata una buona idea.
    Poi non è nemmeno questione di formare un partito che raccolga ad essere ottimisti uno 0,5-1% dell’elettorato, il punto è informare, portare a conoscenza del problema quella massa di persone che ha come riferimento informativo solo la TV… e ci sono tante associazioni e movimenti che si muovono in tal senso. Una volta che nella gente verrà insinuato il dubbio, può essere che cercherà di andare a fondo e nessuno può dire che succederà… lo preferisco all’inerzia.

  • Primadellesabbie

    Questa idea di comporre una articolata e motivata risposta e inviarla a chi sembra smarcarsi mi ricorda gli “agitprop” del vecchio PCI, non si fermavano davanti a nulla, si svegliavano di buonora e cominciavano a fare politica e avanti, giorno dopo giorno, nulla li scoraggiava.

    E allora rispondo. Qui siamo costretti a fare i conti con una situazione altamente drammatica perché il Paese, tutto il Paese, é fortemente inquinato per la consuetudine con la corruzione, per l’occupazione straniera, a datare dal ’45, che non permette di decidere nulla se non burocrazia e tasse, per il tradimento messo in atto dai partiti che si avvalgono di persone irresponsabili e senza scrupoli e sono dotati di “panchina lunga” (anche i partiti-azienda e i partiti-patria), per la vigliaccheria della classe dominante che usa posizioni di potere per bassi scopi personali, diffondendo attorno a se un torbido marciume che non ha dalla sua nemmeno la grandezza della decadenza.

    I fatti dimostrano del tutto impossibile sperare di indurre questi individui a comportarsi lealmente, non si può immaginare alcuna prospettiva positiva se non si riesce a renderli inoffensivi.

    Elezioni. Poniamo che per mera ipotesi il 70/80 per cento degli aventi diritto non partecipi e che, immediatamente dopo, gli individui di cui sopra vengano convinti, usando sistemi ampiamente collaudati e di sicuro effetto, ad ‘allontanarsi’ in modo da non nuocere, mai più. Nessuno avrebbe niente da ridire, nemmeno l’ONU, che invece potrebbe fare qualche osservazione per la mancanza di comportamento democratico se gli astenuti fossero solo il 30/40 per cento.

    E ci risparmieremmo un altro teatrante sulla scena politica, teatrante che mi commuove, letteralmente, per l’impegno che dimostra e non mi si venga a parlare di soldi che quelli li accumulava ugualmente bravo com’é.