SE SIETE...

SE SIETE...

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Se siete giovani, perché andare a votare? Il governo, e i partiti che lo sostengono, hanno l’invidiabile risultato di una disoccupazione giovanile ai massimi storici.

Se siete già anziani, dovrete invece lavorare quasi fino a settant’anni. Nella sciagurata Prima Repubblica le donne andavano in pensione a 55 anni, gli uomini a 60 (massimo).

Se siete donne, vedi sopra, oppure riflettete che mai come ultimamente siete “il filo di terra” di tutte le pulsioni malate e le disperazioni maschili. Vi ammazzano? Facciamo un bel convegno, una bella associazione, nominiamo un nuovo ministro.


A seguito, "Non indecisi, ma decisi a non votare (Massimo Fini, Il Fatto quotidiano);Se siete magistrati, con il decreto “Ilva” il governo ha mostrato la considerazione che ha di voi: emettete una sentenza in linea con tutta la giurisprudenza italiana ed europea sull’ambiente, affidate ad una persona dell’azienda l’esecuzione. Questo se ne frega: lo arrestate. Quindi, arriva un bel decreto “della salute ce ne fottiamo” e voi tornate ad arrestare ladri di polli. Zitti e mosca.

Se siete operai, è presto detto: al governo non frega niente di voi, più presto vi estinguerete meglio è. C’è un intero pianeta per produrre: dalla Serbia alla Cina.

Se siete artigiani, al governo non frega niente se c’è lavoro, se i committenti pagano: ci sono gli studi di settore, no?

Se siete insegnanti, mancano i soldi anche per il sapone e la carta igienica: poi, fanno bei convegni e si sciacquano la bocca con le parole “educazione, scuola, università, ricerca”. Quindi sputano e si spartiscono i finanziamenti per la ricerca: il ministro chiude gli archivi perché le indagini non possano procedere.

Se siete agricoltori...oh, ma ancora esistete? Quando la smetterete d’arare i campi, cosicché potremo coprire l’Italia di monnezza e poi cementare tutto?

Se siete medici e infermieri preparatevi a sloggiare: il governo ha bisogno dei soldi della Sanità per i suoi affari. La quota delle tangenti è ancora troppo bassa, e le Regioni non campano.



Se siete economisti, vi sarete chiesti perché il tanto osannato “governo di salvezza nazionale” ha incrementato il debito pubblico di 3 punti, oltre l’invidiabile record raggiunto da Tremonti. Con la mannaia di tasse che hanno fatto scattare: domandatevelo un po’.



Se avete una casa, la proprietà è – in definitiva – dello Stato che vi chiede un affitto che si chiama IMU. Se avete una seconda casa, non preoccupatevi: presto non l’avrete più.


Se, invece, siete politici, grandi imprenditori, puttane di Stato, grandi truffatori, mafiosi, camorristi e n’dranghetisti non c’è mai stato periodo più florido: una manna.

Dovremmo perdere il nostro tempo per venire a votare il miglior aguzzino?


Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2012/12/se-siete.html

2.12.2012

Commenti (48)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. Primadellesabbie 4 dicembre 2012

      Questa idea di comporre una articolata e motivata risposta e inviarla a chi sembra smarcarsi mi ricorda gli "agitprop" del vecchio PCI, non si fermavano davanti a nulla, si svegliavano di buonora e cominciavano a fare politica e avanti, giorno dopo giorno, nulla li scoraggiava.

      E allora rispondo. Qui siamo costretti a fare i conti con una situazione altamente drammatica perché il Paese, tutto il Paese, é fortemente inquinato per la consuetudine con la corruzione, per l'occupazione straniera, a datare dal '45, che non permette di decidere nulla se non burocrazia e tasse, per il tradimento messo in atto dai partiti che si avvalgono di persone irresponsabili e senza scrupoli e sono dotati di "panchina lunga" (anche i partiti-azienda e i partiti-patria), per la vigliaccheria della classe dominante che usa posizioni di potere per bassi scopi personali, diffondendo attorno a se un torbido marciume che non ha dalla sua nemmeno la grandezza della decadenza.

      I fatti dimostrano del tutto impossibile sperare di indurre questi individui a comportarsi lealmente, non si può immaginare alcuna prospettiva positiva se non si riesce a renderli inoffensivi.

      Elezioni. Poniamo che per mera ipotesi il 70/80 per cento degli aventi diritto non partecipi e che, immediatamente dopo, gli individui di cui sopra vengano convinti, usando sistemi ampiamente collaudati e di sicuro effetto, ad 'allontanarsi' in modo da non nuocere, mai più. Nessuno avrebbe niente da ridire, nemmeno l'ONU, che invece potrebbe fare qualche osservazione per la mancanza di comportamento democratico se gli astenuti fossero solo il 30/40 per cento.

      E ci risparmieremmo un altro teatrante sulla scena politica, teatrante che mi commuove, letteralmente, per l'impegno che dimostra e non mi si venga a parlare di soldi che quelli li accumulava ugualmente bravo com'é.

    1. Matt-e-Tatty 4 dicembre 2012

      Si, gruppo eterogeneo come provenienza culturale/politica, ma, vedi alternative all'orizzonte? Pochi anni fa non l'avrei nemmeno presa in considerazione, ma vista l'urgenza dei tempi mi è sembrata una buona idea.
      Poi non è nemmeno questione di formare un partito che raccolga ad essere ottimisti uno 0,5-1% dell'elettorato, il punto è informare, portare a conoscenza del problema quella massa di persone che ha come riferimento informativo solo la TV... e ci sono tante associazioni e movimenti che si muovono in tal senso. Una volta che nella gente verrà insinuato il dubbio, può essere che cercherà di andare a fondo e nessuno può dire che succederà... lo preferisco all'inerzia.

    1. Ercole 4 dicembre 2012

      ce sempre l,arma della rivoluzione per mettere fine a tutto questo....

    1. Giancarlo54 4 dicembre 2012

      Da esperto in materia, un po' lo sono anche io. E' vero che anche se votano 1000 italiani su 60 milioni i politicanti si conquistano comunque la loro poltrona, però il discorso può essere anche messo in questa maniera:

      A) se votano 10 milioni di italiani anzichè 40 milioni i politicanti potranno anche far finta di niente, ma è un dato di fatto che NON SONO POLITICAMENTE LEGITTIMATI a governare. Lo faranno lo stesso? Certamente lo faranno lo stesso ma consapevoli del fatto che ben 30 milioni di italiani non li considerano legittimati e, questo, CONTA.

      B) dici che bisogna votare gente nuova. Orbene da esperti sappiamo benissimo che per presentarsi alle elezioni occorrono tanti soldi e tantissime firme ma proprio tantissime e, da esperto, ti posso dire che raccogliere anche 10 firme, senza sotterfugi, è un'impresa titanica.

      C) se io vado a votare e trovo sulla scheda, come troverò: PD, PDL, UDC, IDV, SEL, LEGA, mi dice perchè capzo devo votare?

      D) l'unico voto possibile, per non votare il soliti noti, è il M5S, mi permetti di dire che il voto al M5S è molto più dannoso che non votare i "soliti noti"? E' più dannoso perchè è una inutile e grave perdita di tempo.

    1. Santos-Dumont 4 dicembre 2012

      Ho visitato il sito... Buona fortuna, ne avete estremo bisogno. Soprattutto per trovare gente che accetti di mettere da parte presupposti fondamentali coalizzandosi intorno all'idea di sovranità... Io di sicuro non sarei tra quelli, sorry.

    1. Santos-Dumont 4 dicembre 2012

      Poi sprecando fiato parlando di quesiti shakespeariani(voto o non voto?Questo è il dilemma)ci si dimentica di un altro particolare di fondamentale importanza già menzionato in altri commenti tempo fa.Un cittadino non informato all'oscuro delle dinamiche che ci hanno portato dove siamo,condizionato da terrore psicologico e manipolato,può esercitare il suo diritto al voto in maniera giusta ?ASSOLUTAMENTE NO.

      L'ignoranza non è (più, se mai lo è stata) una giustificazione: oggi per chi sia determinato a cercare risposte alternative le fonti non mancano. Semmai il problema è rappresentato dall'eccesso di informazioni tra cui discriminare.
      Il punto è che, anche informandosi, il cittadino benintenzionato e determinato a cambiare le cose presto viene fagocitato dal sistema, se non rinuncia a priori a certe convinzioni. E' su questo punto che non mi troverò mai d'accordo con chi si illude di cambiare il sistema dall'interno, con transizioni soft riformiste che non stanno né in cielo né in terra. Sarebbe come entrare in uno stampo pretendendo di non essere modellato. Io la vedo matematicamente: le leggi di composizione interna di un insieme, applicate a suoi elementi, restituiscono sempre un elemento dello stesso sistema. Votare o non votare, nel sistema attuale porta allo stesso risultato, è rendere il cittadino "elemento neutro", lo zero nell'addizione o l'uno nella moltiplicazione. Quelli che possono realmente agire, i controllori, sono esterni al sistema, non devono adeguarsi alla legge di composizione interna e non abbiamo nessun controllo su di loro finché ci adeguiamo al ruolo ritagliato su misura per noi. La risposta consiste nel rifiutarsi di agire secondo il "protocollo", fare qualcosa di inaspettato tanto nel nostro sistema quanto nel "meta-sistema" di questi controllori. Ovviamente bisogna studiare molto e organizzarsi, come una volta scrisse P. Barnard, perché è sul piano delle conoscenze e della coordinazione che ci fregano.

    1. sandrez 4 dicembre 2012

      grazie delle tue considerazioni...in realtà pensavo più a comuni piccoli come quello in cui abito...poco più di 10000-15000 "anime"...i medio grandi (tipo i capoluoghi di provincia) non li consideravo, e non li voglio considerare, proprio per quello che hai detto...sono la proto-politica centralizzata/statale...diciamo che l'idea che mi piace son quei 2 cantoni svizzeri rimasti in cui si vota in piazza per alzata di mano...ma so benissimo che è una cosa utopica e ucronica :D

    1. Agodude 4 dicembre 2012

      “... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

      Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.

      I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

      Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

      si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

      Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

      Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

      La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

      a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

      Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

      No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

      Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

      E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

      Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

    1. Agodude 4 dicembre 2012

      “... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

      Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.

      I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

      Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

      si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

      Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

      Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

      La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

      a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

      Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

      No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

      Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

      E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

      Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

    1. Agodude 4 dicembre 2012

      “... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

      Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.

      I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

      Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

      si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

      Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

      Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

      La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

      a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

      Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

      No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

      Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

      E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

      Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

    1. Agodude 4 dicembre 2012

      “... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

      Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.

      I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

      Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

      si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

      Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

      Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

      La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

      a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

      Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

      No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

      Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

      E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

      Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

    1. Agodude 4 dicembre 2012

      “... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

      Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.

      I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

      Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

      si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

      Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

      Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

      La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

      a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

      Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

      No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

      Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

      E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

      Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

    1. Agodude 4 dicembre 2012

      “... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa, NON VADO A VOTARE”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.

      Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.

      I CITTADINI Danno fastidio (ai politici) quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.

      Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere:

      si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità.

      Quello che spaventa (i politici) è proprio la perdita della poltrona.

      Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita.

      La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente,

      a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

      Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

      No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla.

      Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona.

      E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti.

      Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

    1. Giancarlo54 4 dicembre 2012

      Ovvio.

    1. hobie 3 dicembre 2012

      Chi vota in una dittatura la legittima ed è quindi complice.
      In Italia, regime totalitario finanziario, chi vota legittima il Quisling Monti.
      Votare, poi, con la PORCATA di legge elettorale italiana, aggiunge al danno la beffa.
      Purtroppo però le pecore di questo paese si mettono in fila per quella buffonata di primarie coi 2 pagliacci Bersani e Renzi: che pena. E hanno pure pagato per scegliere il loro padrone. (conato)
      CHI VOTA, QUI E OGGI, LEGITTIMA IL REGIME, NE E' SOSTEGNO E COMPLICE.
      Poi non si dica "non lo sapevo".
      Serve una RIVOLUZIONE, che comincia con lo sciopero fiscale, passa per il boicottaggio delle banche e della casta e finisce quando gli faremo fare, a quei bastardi, la fine di Ceausescu. Solo così, con la lotta. si rifonda il patto sociale.
      La libertà non ce la regala nessuno. Prima o poi lo imparerà anche il popolo + stronzo e paraculo del pianeta: gli italiani.

    1. rebel69 3 dicembre 2012

      Vedi Santos,a forza di parlare e riparlare di cose OVVIE,si finisce per dire idiozie.Non c'è alcun dubbio che bisogna rifare tutto da capo.E' impossibile continuare a giocare e sperare di vincere se non si cambiano le regole del gioco,e cosa assai importante,chi è stato complice del vecchio gioco progettato per far vincere sempre gli stessi,bari in gergo pokeristico,deve pagare.Poi sprecando fiato parlando di quesiti shakespeariani(voto o non voto?Questo è il dilemma)ci si dimentica di un altro particolare di fondamentale importanza già menzionato in altri commenti tempo fa.Un cittadino non informato all'oscuro delle dinamiche che ci hanno portato dove siamo,condizionato da terrore psicologico e manipolato,può esercitare il suo diritto al voto in maniera giusta ?ASSOLUTAMENTE NO.

    1. rebel69 3 dicembre 2012

      Grazie del link Matt...approfondirò sicuramente poi magari ti esprimo il mio parere.

    1. karson 3 dicembre 2012

      Bravo io la penso allo stesso modo, votare il 5stelle per mandare via più politici possibili dal parlamento, perché la cosa che è più importante (come dici tu) è il fatto che grillo è contro i partiti, contro tutta questa classe politica, è vero che così si fa di tutta l'erba un fascio... ma se guardiamo a come ci hanno ridotti... il meno che possiamo fare è votare contro tutti quelli che sono li ora senza guardare in faccia a nessuno, anche perché a mio parere di politi buoni.. ne abbiamo ben pochi.

    1. rebel69 3 dicembre 2012

      Ho l'impressione che tu è Giancarlo state perdendo tempo,ma è solo un impressione

    1. Santos-Dumont 3 dicembre 2012

      Avresti anche ragione, SE... esistesse il vincolo di mandato. Il politico sgarra? E io lo butto fuori. Nel sistema attuale, peggio, maggioritario invece di proporzionale puro, qualsiasi programma é una pura dichiarazione di intenti non vincolante. Almeno nell'epoca dei "partitini" un minimo di ostruzionismo era possibile. Oggi per esempio se sono elettore del PD (ribrezzo!), devo scegliere tra due facceacuxo uguali, come scegliere tra marche di sugo al supermercato.

Visualizzati 20 di 48 commenti approvati.