SCUOLA: I CAPPONI DI RENZI HANNO PAGATO DUE EURO PER FARSI SPENNARE

SCUOLA: I CAPPONI DI RENZI HANNO PAGATO DUE EURO PER FARSI SPENNARE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La dimensione piddinesca dell’esistere esula da complicazioni speculative epistemologiche, o da cauti storicismi scientifici, perché ispirata ad un sano, onesto orientamento fideistico nei confronti del reale, per cui si affida ciecamente ai dogmi propagati come oracoli delfici dallo “Sciamano” del partito ipnocratico di massa, si consegna placidamente alle cure salvifiche delle sue vestali officianti, Boschi e Madia, oppure nei casi più inquieti, si volge ansiosa a quella sinistra del partito, sempre apparentemente irriducibile e indocile, ma in realtà “false flag” del gattopardismo più vergognoso.

Ebbene a questa massa adorante di fedeli, è difficile parlare, convincerla della falsità dei suoi mantra politici, perché si è messa addirittura in fila, durante le “primarie del partito”, e ha perfino pagato due euri, adorato conio di cui non si vuol liberare, guardando con commovente ardore alle cosiddette “riforme” promosse dal suo “guru”.

Insomma i capponi di Renzi si sono ridotti a sborsare falsa pecunia, per farsi spennare meglio.

Nel tempo dell’egemonia dello spettacolo, composto di esibizione mediatica che confonde l’ontologia con lo show, la rappresentazione iperrealistica quotidiana, spalmatasi sui teleschermi mainstream, senza soluzione di continuità, si è affermata sui “valori nazionalizzati e quindi falsificati del vecchio universo agricolo e paleocapitalistico, che di colpo non contano più. Chiesa, patria, famiglia, obbedienza, ordine, risparmio, moralità sono svaniti nel nulla. E non servono neanche più in quanto falsi. A sostituirli sono i ‘valori’ di un nuovo tipo di civiltà, totalmente ‘altra’ rispetto alla civiltà contadina e paleoindustriale. … Ho visto dunque ‘coi miei sensi’ il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano, fino a una irreversibile degradazione. Cosa che non era accaduta durante il fascismo, periodo in cui il comportamento era completamente dissociato dalla coscienza.” (P.P.Pasolini, Scritti corsari)

Nel secondo dopoguerra, la Costituzione nata dalla Resistenza, rispondeva esattamente all’esigenza del capitale di formare quadri dirigenziali per la gestione del processo di industrializzazione nascente. Di qui una scuola pubblica, libera e gratuita che sfornasse ingegneri, professori, medici, avvocati, ragionieri, etc. Naturalmente anche un welfare state sempre più diffuso avrebbe dovuto assicurare la serenità sociale, per permettere al potere di garantirsi profitti economici sicuri. Ora invece, nella nuova società liquida dello spettacolo, il capitale trova soddisfazione economica nelle speculazioni finanziarie, quindi non c’è più bisogno né di scuola pubblica, né di welfare state, né di valorizzazione delle professionalità, né della Costituzione repubblicana (Karl Marx, materialismo storico).

Sono tornate dunque le slides a Palazzo Chigi, del nuovo DDL del 12 marzo 2015, questa volta scritte in rosso su sfondo a quadretti, esibite dal venditore di fumo twitterato, per presentare i principi della “Buona Scuola”, dove le nuove assunzioni saranno di 100 mila precari (non più 150mila come più volte promesso, ma gli altri?), il cui numero 100 è miseramente simbolico nel mondo del marketing: il centesimo cliente che clicca "mi piace" sulla pagina dello Studio Tucano; il centesimo utente che aderisce ad un contratto Vodafone e dunque merita una tariffa telefonica agevolata; il centesimo giocatore di slot machine che vince un bonus per l’ingresso al più vicino casinò. Il “lavoro” ha cessato dunque di essere un “diritto”, come sancito dalla Costituzione, ed è diventato un “premio meritocratico” verso il servilismo più cortigiano. Inoltre, dopo le attuali assunzioni, si entrerà solo per concorso: “Se vinci il concorso entri, altrimenti ciao”.
Però i precari della scuola sono molti di più, #renzi si dimentica per strada le centinaia di migliaia inseriti in seconda e terza fascia d’istituto, i quali hanno sorretto le sorti della scuola italiana per anni, con le stesse responsabilità e carichi di lavoro degli stabili. Quelli di seconda fascia sono abilitati, ma ciò malgrado rimarranno precari. Quelli di terza fascia, che non sono abilitati vengono insultati, oltre che definitivamente espulsi. Va considerato che la messa in ruolo non costituisce l’aggiunta di nemmeno una cattedra in più all’attuale contingente di insegnanti, già falcidiato di circa 90.000 unità dalla Tremonti-Gelmini del 2007.

I “quasi 150.000” costituirebbero il normale turn-over di 5-7 anni, se il diritto alla pensione non fosse stato anch’esso falcidiato dai governi bipartisan degli ultimi anni. Eliminare le supplenze brevi poi vuol dire cancellare quasi 1.800.000 contratti a docenti che, oltre a garantirsi un minimo di reddito, avrebbero accumulato esperienza e punteggio.

Per di più la “formazione obbligatoria” del corpo docente sarà utilizzata per vincolarlo ad una “didattica di regime”, infatti i contenuti della formazione saranno gestiti di fatto dal MIUR attraverso il braccio operativo dei presidi (l’unica autonomia sarà la loro); il passaggio dall’aggiornamento come diritto all’aggiornamento come dovere limita la libertà d’insegnamento, sancita non a caso dalla Costituzione, era infatti chiaro ai costituenti il ruolo determinante che la scuola aveva avuto nella fascistizzazione della società, garantire la libertà d’insegnamento significava allora come oggi garantire un elemento centrale della democrazia.

La presentazione renziana del DDL poi, è stata corredata da una certa ansia di “futurismo”, attraverso una contaminazione dei neolinguaggi e delle neoculture, in cui emergono spesso anglicismi (co-design jams, digital makers, hackathon, nudging …), a scapito della correttezza di sillabazione della lingua italiana, (usato probabilmente un software con impostazione su lingua inglese), chiara espressione della cultura imperiale angloamericana, che impone, decide, ordina, prescrive le proprie “Riforme”. A dimostrazione che la lingua rappresenta la struttura del pensiero non solo del significato, quanto del significante di una civiltà (Ferdinand de Saussure), nel documento è presente anche la locuzione “pensiero computazionale”, calco di “computational thinking”, per l’introduzione dello studio dell’ ”informatica dalle elementari”, che dovrebbe partire appunto dall’insegnamento del “coding”.

Ma “coding” vuol dire “programmazione”, e dunque l’uso del termine yankee rischia di fuorviare il discorso, perché sembra strano che la scuola pubblica, intesa come “organo costituzionale” (P.Calamandrei) debba sfornare solo e unicamente cittadini programmatori. Ricorrono purtroppo alla memoria le tragiche “tre i”: inglese, informatica, impresa). Calamandrei infatti, nel suo storico discorso, dipinge la scuola come “organo centrale della democrazia” e descrive i pericoli che tale organo dovrà affrontare, prima di tutto la competizione con la scuola privata (a suon di cifre astronomiche di miliardi da una parte e la forte riduzione dei finanziamenti dall'altra), che “si trasforma in scuola privilegiata e da qui comincia la scuola totalitaria, la trasformazione da scuola democratica in scuola di partito.”
Il DDL del governo costruisce inoltre gerarchie di merito, in cui, accanto agli scatti di anzianità vengono
introdotti gli “scatti di competenza”, destinati al 66% dei docenti che riuscirà a raccogliere più crediti in tre anni (quello che nel settore del lavoro privato è il premio di produttività). Si afferma poi l’era dei “presidi padroni” e dello smantellamento di organi collegiali e RSU, prevedendo l’avvio del Sistema Nazionale di Valutazione tramite un ingigantito ruolo dell’Invalsi; la selezione dei docenti “migliori” da parte delle scuole e la loro “rivalità competitiva”, composta di flessibilità e antagonismo per arricchire i propri curricula.

S’introduce anche l’obbligo dell’Alternanza Scuola-Lavoro negli ultimi tre anni degli Istituti Tecnici e Professionali, per un monte di almeno 400 ore l’anno, e nei percorsi liceali per una durata nel triennio di 200 ore. È il tentativo ipocrita di sfruttamento del lavoro giovanile, un favore per le aziende, ma soprattutto in questo modo l’istituzione/scuola viene sottoposta al servizio del profitto.

Insomma, anche l’iperrealistico slogan del "merito" si risolve in una guerra concorrenziale per poter accedere all'olimpo dei "tutor", dei "mentor" e del mitico "staff" dirigenziale, ma si traduce anche in un evidente diritto all'ingerenza da parte del dirigente. E mentre la gestione della risorsa docenti è affidata al basso costo della loro professione, i veri soldi vanno all'assistenzialismo per le imprese private che fingano però di impegnarsi nella "formazione" degli studenti, e guarda caso tra le aziende favorite da questi progetti di "alternanza” ci sono proprio le banche, sempre loro, Unicredit in pole position.

Fondo Monetario Internazionale e la sua filiazione Ocse, le grandi centrali del lobbying finanziario mondiale, dettano ormai l’agenda dei governi, che si sono ridotti semplicemente ad organi autoreferenziali e asserviti alle direttive delle “istituzioni imperiali”. Questa è la “Buona Scuola” di Renzi, fumo negli occhi per gli italioti, incapaci di scorgere la verità, oltre il muro della retorica di propaganda.

E infine rimangono gli sgravi fiscali per le famiglie che scelgono di mandare i figli nelle scuole private paritarie dell’obbligo. Inoltre potrà essere destinato anche alle scuole il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi, e chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65 per cento). Il mantra è lo stesso: agevolazioni per le private e austerity per le pubbliche.

Insomma nella scuola delle “Riforme Ocse” (filiale alle dirette dipendenze del famigerato FMI, specializzato nell’impoverire i popoli del globo), asservita al mercato, privata della sua libertà di ricerca e formazione, eterodiretta dalle élites finanziarie, dove i presidi recluteranno direttamente i docenti, avendo per di più la facoltà di incidere sulla loro carriera e sul loro stipendio, secondo valutazioni meritocratiche, le giovani generazioni non potranno più essere educate secondo i principi democratici, che Piero Calamandrei aveva così sapientemente elogiato: 

“Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? La scuola, è l’organo centrale della democrazia … A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità … Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. È l'art. 34, in cui è detto: "La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Questo è l'articolo più importante della nostra Costituzione …” (Piero Calamandrei, Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, 1950)

Ma gli italioti piddini non si sono accorti di nulla, se ne stanno beatamente in fila alle primarie e pagano volentieri i loro due euri, fedeli apostoli tutelari del potere eurocratico, ignari collaborazionisti dell’usurpazione straniera delle risorse italiane, utili idioti dei progetti imperialistici degli oligarchi, solo ogni tanto un lieve cruccio confonde la loro mente, una tenue vertigine stordisce i loro sensi, ma è questione di un attimo, perché immediatamente dopo si rianimano, accendono la tv su rainews24 e ascoltano in liturgico silenzio i notiziari di regime, mentre le vere disgraziate novità sfuggono loro irrimediabilmente, dissimulate come sono tra le notizie-esca della propaganda mediatica.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

17.03.2015


Commenti (50)

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    1. makkia 20 marzo 2015

      Forse i più accorti si sono resi conto della straordinaria somiglianza con il sistema educativo americano.


      Io ti ho risposto che la "straordinaria somiglianza" non è straordinaria, ma vaga somiglianza. Ho aggiunto un paio di esempi di differenze sostanziali, afferenti all'istruzione primaria.
      Ho detto che il trend ad assimilare l'istruzione europea a quella USA non è così spiccato perché "non incontra".

      Ho esplicitamente detto che questo non vale per l'ambiente accademico, dove invece il modello USA piace.

      Mi "controbatti" esempi riguardanti l'università e la ricerca, pur avendoti chiarito che non era lì il punto.
      Ti ribadisco che quella che crea (o distrugge) i cittadini è l'istruzione primaria e secondaria. Il "sistema educativo" è anche quello universitario, per carità, ma l'istruzione dell'obbligo coinvolge TUTTI i bambini/futuri cittadini, mentre quella superiore solo una frazione della popolazione.
      Se poi vuoi insistere che il "sistema educativo" sia solo quello universitario e della ricerca, o che quello superiore/universitario siano più importanti di quello dell'obbligo nel determinare la mentalità dell'intera popolazione, posso solo dirti: per me ti sbagli di grosso.
    1. makkia 20 marzo 2015

      La moda L'interfaccia User friendly viene diffusa apposta può essere usata per contrastare lo sviluppo cognitivo alle problematicità.


      In realtà è nata per democratizzare l'uso del computer, originariamente riservata ai programmatori.
      Il punto non è "programmazione si, programmazione no" o "interazione col computer facile o difficile".

      Il punto è che informatizzare i bambini, nell'intento evidente della mentalità hashtag Renzi, dovrebbe servire a creare futuri piddini.
      Se gli insegni a programmare crei futuri hacker.

    1. makkia 20 marzo 2015

      Il problema è che 'sta meritocrazia dell'inutile era in questo contesto:

      Aspettiamoci Columbine made in Italy, necessario epilogo di certa istruzione avulsa da coerenza propedeutica, ovvero meritocrazia dell'inutile.


      E l'ho interpretato come "meritocrazia dell'inutile" imposta agli studenti. almeno così mi sembra costruita la frase.
    1. makkia 20 marzo 2015

      Boh, sono tre piccole frasette... comunque ecco qua:
      Gli utilizzatori di software sono "passivi", vincolati nelle azioni e task possibili da quello che i programmatori hanno stabilito.
      A seconda di come costruisci il software, puoi trasformare gli user in nulla più che stupidi schiacciatori di tasti, ingabbiandoli in una creatività rigorosamente preordinata.
      Il developer, invece, crea il software come cavolo gli pare a lui.

      Da qui il concetto che per ottenere dei cyborg simili ai teledipendenti devi fargli usare il software (evidentemente un SW "instupidente", tipo quelli dei social network), se invece gli insegni a programmare saranno loro al comando.

      La domanda su CDC è semplicemente insensata e presume che io abbia detto che usare qualsiasi software sia un male in sé, sempre e comunque. Non avendo mai detto niente del genere non mi pare necessario rispondere a una polemica inesistente.
    1. Oxymen 20 marzo 2015

      TI sei arroccato in difesa di Grillo, che non ho neppure attaccato. Ho solo detto che secondo me esistono evidenti parallelismi (dovuti a simili situazioni politiche) tra certe ascese politiche, tutto qui. Nessuno nega quello che tu hai scritto in difesa di Grillo, non era questo il punto del mio intervento. Sicuramente non ho messo sullo stesso piano la Lega ed il M5S, ho fatto notare come l'imminente esplosione della prima repubblica avesse permesso l'exploit della Lega. Oggi siamo in una situazione analoga, e mentre Grillo ha portato qualcosa di politicamente nuovo (che io sostanzialmente non mi sento di appoggiare per una serie di motivi, ma la cui novità va riconosciuta), Salvini ha fatto solo un riciclone post-trota. Però sembra che peschi bene, dopo avere pasturato così abbondantemente (le similitudini con la pesca in aqua dolce qui si sprecano).

    1. alvise 19 marzo 2015

      Secondo me non è questione delle molte differenze tra salvini e Grillo sul fatto di cavalcare la tigre, perchè le differenze tra i due sono enormi, lo dimostrano i fatti che ti chiarisco subito. Quando Grillo nelle sue satire teatrali denunciava le porcate del parlamento, non aveva nemmeno ancora realizzato il V-DAY, mentre tutti gli altri partiti non denunciavano nemmeno la 100ma parte di quello che Grillo denunciava, e salvini a quel tempo era il lustrascarpe di bossi. Quando Grillo faceva ridere le folle evidenziando le porcate italiane, con la sua satira sottile ma incisiva, non esisteva (nel senso di peso poltico) ne salvini, bersani, renzi, dalema e molta marmaglia di oggi. Poi Ci fu la trasfomazione, dal V-DAY passò alla creazione del movimento 5 stelle, che dopo pochi anni entrò in parlamento, e la storia la conosciamo. Quindi secondo me, ai tempi delle satire di Grillo nessuno disse che cavalcava la tigre o che fosse populista, quindi con tutti questi trascorsi di Grillo, che me lo accomuni a salvini mi pare esagerato. Tanto è vero che per aver avuto il coraggio di dire quello che disse nel famoso programma di baudo, fu cacciato dalla tv, e questo non mi pare populismo, Grillo era già così, non sapeva nemmeno che poteva essere definito populista. Il partito di salvini, quando era al potere non ha fatto un cxxxx per l'italia, ha un programma che fa ridere e piangere. Il programma del 5 stelle è sul web, chiunque lo può leggere e contestare se vuole, ma c'è.

    1. andriun 19 marzo 2015

      Le donne nella scuola ci stanno perchè fa loro comodo restarci. Vi sono anche imprenditrici donne che fra il resto io ho conosciuto, che guarda a caso si comportano più loro da maschi che gli stessi soggetti maschili terrorizzati di apparire maschilisti. Quando diciamo che la donna non può fare carriera, diciamo una falsità. Sì, perchè non dimentichiamo che per le donne che vogliono diventare imprenditrici o che sono in mobilità e che cercano lavoro, lo stato ha disposto agevolazioni sia a livello economico che sociale.


      La donna viene agevolata molto più dell'uomo nel suo percorso lavorativo compresa la storia ritrita sulla maternità: se una volta proprio perchè la donna si realizzava anche solo nella famiglia il vincolo di essere obbligati a non far figli per un certo tempo pena il licenziamento con lettera prefirmata, poteva rappresentare un impegno emozionale pesante da accettare, oggi è la stessa donna che vi rinuncia senza ricorrere a nessun tipo di vincolo; o meglio non ci sarebbe, ma la società effeminata agisce ancora come se questo vincolo vi fosse ugualmente. Persino nelle cause di divorzio la donna viene agevolata, per non parlare delle famose quote rosa. Quindi di cosa parliamo?

      Quello che da fastidio, non è sentire la donna che si lamenta(quello di lamentarsi/sfogarsi fa parte del suo carattere), piuttosto è penoso sentire che ci sono uomini o ritenuti tali, che ancora credono alla favola della donna oppressa dall'UOMO maschilista: quando si sa bene che specie in Italia la favola degli uomini maschilisti, serve solo a favorire un sistema di finanziamenti "illeciti" che altrimenti non ci sarebbero.

      I Maschilisti in Italia si contano sulle dita di una mano, intendo quelli veri: quelli che hanno una sola sola parola dentro e fuori da questo sito come il sottoscritto e non rappresentano certo un pericolo per alcuno(purchè non si pesti i piedi ovviamente). Anzi per molti aspetti proprio perchè prevedibili e diretti sono meno pericolosi di molti effeminati, che perdono la testa per un non nulla.

    1. andriun 19 marzo 2015

      "Soldatino indottrinato" sarà lei, testa di meringhe. Prima d parlare a vanvera si faccia un giro per le scuole italiane. Testone che non è altro. Oggi nelle scuole si punta più all'indottrinamento per rincoglionimento, ovvero basato molto sull'apparenza. Non completano nemmeno più il programma ministeriale, perchè ritenuto troppo impegnativo persino per gli insegnanti. Impegnarsi è ritenuto quasi dannoso per non dire superfluo, prima ancora che dallo studente che andrebbe educato, dallo stesso insegnante. Lo studente molte volte viene a pretesto dagli stessi insegnanti facendogli credere di volere il loro bene proprio attraverso l'empatia. E' anche servendosi di essa, che l'insegnate femmina o effeminato che dir si voglia, abitua lo studente a chiedere a se stesso sempre di meno, finchè a lungo andare non sa più nemmeno come fare a riassumere una pagina di un testo e magari, deve affrontare gli esami di maturità; tanto poi lo stipendio il docente lo prende ugualmente a prescindere. Mentre quei pochi insegnanti che ancora s'impegnano e ci credono, ovvero che sanno usare "bastone" e "carota" come si suol dire, almeno finchè non verranno messi a tacere una volta per tutte da questo sistema sociale, vengono osteggiati dai colleghi per invidia, in quanto perfettamente in linea con questa società decadente femminilizzata. Pirla!

    1. Oxymen 19 marzo 2015

      Scusa se mi intrometto, ma la crisi della "balena bianca" e della prima repubblica secondo te non ha proprio nulla a che vedere con la crisi della sovranità attuale? Frontiere aperte per permettere il confronto salariale (principalmente) con i diasgi che hai descritto secondo te non hanno nulla a che vedere con Mani Pulite? La Milano da Bere non ha nulla a che spartire con la torta appetitosa che viene offerta in malafede a popoli storicamente sottomessi ed economicamente svantaggiati dalla mancanza storica di lotte sociali?
      Io al contrario ci vedo troppe similitudini, troppe congruenze. E alla fine credo che il banco salterà, ma non localmente come avvenne negli anni '80: la fine della sovranità e la globalizzazione hanno eliminato i vincoli nazionali, quindi la cirisi sarà globale. Il dubbio è solo se ci sia un piano B come ci fu negli anni 80, con l'inizio della fase privatizzazioni e separazione Stato-mercato a tutto vantaggio di quest'ultimo.
      Infine: anche Grillo come Salvini (pur con tutte le evidenti differenze del caso) sta cavalcando il disagio popolare. L'esasperante forbice salariale che si apre sempre più crea necessariamente tensioni sociali, e tali tensioni sociali tendono storicamente a dare credito a forze politiche "nuove", forze che sappiano fare quel populismo che scavalca le ideologie correnti ed indipendentemente dall'intelligenza politica espressa. La sinistra "nuova" non riesce ad eliminare questa tara politica, e purtroppo (almeno nel breve) è destinata a ruoli marginali.

    1. Oxymen 19 marzo 2015

      Avendo lavorato per svariati mesi in un prestigioso campus universitario americano, credo di sapere di cosa sto parlando: l'americanizzazione dell'instruzione, sistema di "valori" e pratiche che inesorabilmente sta monopolizzando tutto il nostro sistema educativo. Non mi risulta che le destre non vogliano il sistema "meritocratico" USA, vedi legge Brunetta. Mi risulta invece che ci sia una convergenza spietata tra destra e sinistra parlamentare per ridurre al minimo la presenza dello Stato nell'istruzione (mai sentito parlare dei genitori che portano la carta igienica a scuola?) lasciando mano libera ad esternalizzazioni, privatizzazioni e volontariato. E qui Columbine c'entra eccome. Si tratta di dare retta alle esigenze dei cittadini oppure a quelle delle lobbies. Negli USA si chiama principalmente Rifle Association, qui da noi ha altri nomi, e quindi gli assassini assumono altre parvenze. Sono gli enti certificatori dell'inutile, ad esempio. Il sistema di carriere è basato sulla produzione di inutili paper che azzerano studi e progetti a lungo termine salvo quelli mastodontici (sempre più rari) come il CERN. SE vuoi mantenere in vita quello che una volta si chiamava scatto di anzianità elargito su base paritetica (tutti ne avevano diritto) oggi ti devi dare da fare a frequentare tanto inutili che costosi corsi di formazione e alla fine avrai sempre la competizione con qualcuno che avrà più meriti dei tuoi. Insomma è la morale della concorrenza sul profilo monetario, cioè la base stessa della mentalità calvinista USA, quello che sta avvenendo anche da noi. Che ci siano fucili in vendita libera o meno fa la differenza solo per le poche decine di studenti ammazzati: per gli altri è tutto esattamente uguale.

    1. Georgejefferson 19 marzo 2015

      La mancanza di Empatia e stimolo all'apprendimento con modi piu inclusivi, al di la della complementarieta con la professionalita ugualmente importante..cosa che il poveretto stigmatizza come "femmina" nel suo cervellino da soldatino indottrinato...e' storicamente funzionale allo scopo di allevare polli che eseguono ordini senza accrescimento del senso critico autocosciente,senza riconoscimento del valore umano dell'umilta e tolleranza, al pari della competenza... cosi come si arruolano i presunti QI piu alti nel mondo del lavoro professionale per meglio educarli al servilismo verso potere e sopraffazione dell'altro elevando la competitivita a valore unico senza collaborazione... come comun modus vivendi pseudo naturale, ma in verita artificiale e pianificato.

    1. Georgejefferson 19 marzo 2015

      E' vero, un dramma sociale, anche i cagnolini sono sempre piu effemminati. Prima facevano sempre le fusa al padrone. Ci vorrebbe un ricovero apposta.

    1. Rosanna 18 marzo 2015

      Scusami andriun, io non ti ho voluto offendere, capisco quello che vuoi dire, è un tema trattato molte volte, la presenza femminile a scuola avrebbe danneggiato l'insegnamento, perché le donne sono più sentimentali e arrendevoli degli uomini, però io ti chiedo:"Come mai ci sono tante donne nella scuola?"

      La risposta è semplice, perché è una professione a basso reddito, bloccata, in cui non si può fare carriera, quindi riservata dal sistema direttamente alle donne, mentre gli uomini si dedicano ad altre professioni più redditizie. Ci vorrebbe certo più equilibrio di genere, la mia obiezione voleva solo fare ironia e non polemica.

      Però non trovo molta differenza tra un insegnante maschio e uno femmina, e anche i ragazzi in un insegnante apprezzano onestà, correttezza e competenza, e non altre differenze di genere.





    1. andriun 18 marzo 2015

      La differenza che esiste fra un effeminato(uomo) e una donna(biologica) sta solo nell'attributo sessuale, di testa sono pressochè identici. Quindi quando dico che se ci fosse stato più riconoscimento della figura maschile e maschilista le cose sarebbero andate meglio, non mi riferisco certo a quei personaggi da baraccopoli citati. Ricordiamoci che gente così, pur di mantenere il posto e non farsi tacciare di maschilismo appunto, ha accettato di firmare una legge contro il femminicidio: come se l'omicidio di una donna fosse da ritenere diverso o più grave di quello maschile; qualcosa di molto simile al divieto imposto dalle nazioni(recentemente guarda a caso anche in Italia) alla ricerca storica, detto anche revisionismo, se i morti sono ebrei. Per chi non crede alla favole, sappia che nel 2008 da una statistica americana, risultava il rapporto in Italia di omicidi maschili subiti per motivi passionali stavano a 3 a 1 (3 uomini) eppure non si è sentito parlare di nè di emergenza nè di mascolinicidio(probabilmente le associazioni "succhia finanziamenti" non funzionavano così bene, oppure erano altre le priorità).


      Quindi darmi del misogino e molto semplice: una tattica che certo serve a spostare l'attenzione dall'argomento principale, ma non risponde alle accuse e non risolve alcun problema.
    1. Georgejefferson 18 marzo 2015

      La moda User friendly viene diffusa apposta per contrastare lo sviluppo cognitivo alle problematicita

    1. alvise 18 marzo 2015

      Ci sono alcuni step di cui non sono d'accordo ma questa frase "Programmare non crea cyborg telecomandabili, per ottenere quelli ci vogliono utilizzatori di software, non creatori di software" proprio non l'ho capita, quindi la colpa e mia no tua. Io sono un modesto programmatore, ma proprio modesto, senza ipocrisia, però alcuni linguaggi li conosco e so che significa programmare, quindi ti chiedo, se nessuno avesse creato il software di CDC, come faremmo ad utilizzarlo e stare quì a discutere?

    1. Rosanna 18 marzo 2015

      Grazie makkia,

      ho risposto anche al tuo commento precedente ...

    1. Rosanna 18 marzo 2015

      makkia, convengo su molte cose che hai detto, sulla scuola americana, d'accordissimo, da noi alle volte arrivano ragazzi provenienti da scambi di studio, e quelli americani sono i più ignoranti, insieme a quelli inglesi, i nostri invece quando vanno all'estero si distinguono spesso per essere i primi.

      Anche riguardo alla violenza, per fortuna ci vorrà tempo, ma la cultura americana dei fast food, alcolismo, rientri notturni all'alba, jeans e nike, lingua inglese e slang, sono ormai di casa, nel mondo globalizzato.


      Quanto alla 'meritocrazia dell'inutile' invece ha un significato ben preciso: hai presente quei numerosi corsi di aggiornamento, cui saranno obbligati i proff, e che non valgono una cicca frusta, se non a riempire le tasche di quelli che li organizzano? Ecco questo vuol dire ...

    1. makkia 18 marzo 2015

      Bello, bellissimo, questo articolo.

      Una annotazione di speranza, oltre alla tua speranza 'da fenice' dopo toccato il fondo.

      Stanno facendo almeno UN errore che sarà boomerang.
      Insegnare programmazione.
      Sperando di indurre una mentalità da teleutenti anche in chi usa il computer.
      Le parole che usano, come 'computational thinking', sono agghiaccianti per quel che si capisce come intento, e allo stesso tempo idiote, appena ti rendi conto che non significano niente, sono solo marketing politico.

      Beh, non hanno capito un accidente. Programmare non crea cyborg telecomandabili, per ottenere quelli ci vogliono utilizzatori di software, non creatori di software.
      Programmare costringe a immergersi nelle strutture logiche dei problemi, smontarli e risolverli. Un bambino che studia programmazione sarà uno che Word ed Excel li schifa perché 'inflessibili', non ne è schiavo. Uno che il software lo usa per giocarci, il computer lo usa per giocare a Dio, sconfiggerlo, comandarlo.

      Metti la conoscenza del 'coding' in mano a quei piccoli teppisti con una nozione di bene e male ancora confusa e in formazione; a quei piccoli anarchici che soffrono sotto il nozionismo e amano soprattutto le materie libere (musica, arte, ginnastica, ecc); a quei piccoli meravigliosi inventori di bugie, racconti, giochi con regole assurde; a quei piccoli lunatici dalle amicizie eterne e dalle inimicizie passeggere...
      ... e ne vedremo delle belle.

      Non è un caso che le materie tecniche, quelle dove si impara il potere sulle cose o sulle persone, vengano riservate ai ragazzi più grandi, che abbiano già subito il condizionamento al gregge, che siano stati (o almeno così sperano) condizionati all'obbedienza al sistema.

      Gli hacker sono spesso 14-15enni, gli inventori di BitCoin, di Torrent, di Linux avevano meno di 30 anni.
      Anche quelli di Facebook e Twitter, certo. Ma il punto è un altro

      E' che l'insegnamento precoce della programmazione (e non dell'informatica) è una bomba.

    1. makkia 18 marzo 2015

      Mi sa che non lo conosci bene, il sistema educativo USA.
      Quello statunitense è un sistema brutale, descrivere il quale porterebbe via troppo tempo. Diciamo solo che le scuole sono finanziate dalle comunità locali (comunità povere = scuole di merda), e che la 'produttività' è ferocemente applicata agli studenti, oltre che ai professori, anche col famigerato 'tracking system': i bambini vengono 'profilati', manco fossero serial killer, e già a 10 anni sei predestinato (e irredimibilmente) alla bassa manovalanza o all'università (indovina che fine fanno neri e ispanici?).

      Quindi, nonostante #Renzie, ci sono più differenze che somiglianze.
      Senza contare che il sistema USA, qui in Europa, non lo vuole nessuno, neanche le destre (il sistema accademico è invece un'altra storia, purtroppo sta 'incontrando').

      Quanto a Columbine te lo scordi, per ora. Prima di tutto perché non è tanto un prodotto del sistema scolastico quanto della cultura più in generale (nella quale spicca la - ahem - 'cultura' della facilità d'accesso alle armi da fuoco).

      Infine la 'meritocrazia dell'inutile' è simpatico, come slogan, ma non è che voglia dire proprio-proprio 'sto gran che...

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