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SCHIFANI ? PREFERISCO IL MULLAH OMAR

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Sto scrivendo una biografia del Mullah Omar.

Mi prende la sottrar di quest’uomo che combatté giovanissimo, come semplice mujaeddin, gli invasori sovietici, perse un occhio e rimediò quattro profonde ferite una delle quali gli attraversa l’intero torace; che come leader dei talebani si batté, a difesa della povera gente, contro i “signori della guerra” (Massud, Heckatyar, Dostum e Ismail Khan), che taglieggiavano, rubavano, stupravano, assassinavano, buttavano fuori dalle case le famiglie per farle ai propri seguaci, vessavano e angariavano in tutti i modi la popolazione agendo nel più pieno arbitrio, e li sconfisse; che si è giocato un Paese non per difendere Bin Laden, che si era trovato in casa (ce lo aveva portato il nobile Massud perché lo aiutasse a sconfiggere un altro “signore della guerra”, Heckmatyar) verso il quale ha avuto sempre molta diffidenza e che nel 1998, su proposta di Clinton, era disposto a eliminare se il presidente degli Stati Uniti all’ultimo momento non si fosse tirato inspiegabilmente indietro, ma per una questione di principio, di coerenza e di dignità del suo Emirato islamico d’Afghanistan perché quando, dopo l’11 settembre, gli Stati Uniti ne pretesero la consegna immediata e il governo afgano, alla sua richiesta che gli venissero fornite delle prove che il Califfo saudita era veramente alle spalle degli attentati, e non un millantatore, si sentì arrogantemente rispondere «le prove le abbiamo date ai nostri alleati»; …… che fuggito da solo in moto, in una scena che ricorda, anche se gli intenti sono diversi, l’inizio di Lawrence d’Arabia quando Peter O’Toole, nei panni di Lawrence, inforca la sua motocicletta e la spinge sempre più veloce (comunque quello di Omar resta l’ultimo atto romantico di cui io abbia memoria) ho ricostruito con pazienza il suo movimento e da dieci anni con i suoi talebani, armati quasi esclusivamente del proprio coraggio, dei loro corpi e di “fucili di precisione”, come si scrive qui da noi, che sono dei Dragunov di fabbricazione sovietica del 1951, tiene in scacco il più potente, sofisticato, tecnologico, robotico esercito del mondo, la Nato e una coalizione di 48 Stati fra cui ci sono alcuni dei Paesi più ricchi del pianeta che vogliono schiacciare, con la violenza delle loro armi, della loro economia, della loro ideologia, uno dei più poveri.Ma confesso che se mi immergo volentieri, con questo libro, nella realtà afgana è per sfuggire, almeno mentalmente, a quella italiana. Sfoglio il Corriere della Sera. In genere le prime 8-12 pagine sono dedicate alla politica interna. Ma non è politica, sono sordide lotte di potere all’interno dei partiti, vaneggiamenti di uno psicopatico che è il nostro presidente del Consiglio, gossip di ogni tipo, con preferenza sulla mutanda, informazioni su cosa ha mangiato madame Santanchè che non è esattamente Carla Bruni.

Ho nostalgia dei tempi in cui esisteva il “pastone”, due colonne dedicate a quanto era successo in Parlamento condite con qualche indiscrezione. Apro la Tv di pomeriggio e vedo gente che rovescia sul tavolo le proprie viscere, i propri sentimenti più intimi intervallati da pubblicità che reclamizzano “linee di prodotti beauty per cani” o “Activia, per ritrovare la propria naturale regolarità”. La apro la sera per vedere i cosiddetti “programmi di approfondimento”, quello di Vespa, Santoro, Floris, Lerner, e trovo la solita compagnia di giro, persino Crepet, risse, ancora mutande e i mascheroni dei politici fra cui è onnipresente il muscolare ministro della Difesa Ignazio La Russa che manda i nostri soldati a morire inutilmente in Afghanistan e che se si trovasse di fronte un ragazzino talebano se la farebbe nei suoi bei calzoni.

C’era una battuta che facevo a teatro, in “Cyrano, se vi pare…”, che suscitava sempre una certa ilarità. Dicevo, storpiando un po’ l’italiano per esigenze di spettacolo: «Nego nel modo più assoluto che il Mullah Omar sia meno rappresentativo della sua gente del fatto che qui da noi si infila una scheda in un’urna e salta fuori Renato Schifani». Boato.

Giudicatemi come volete, ma io a Schifani preferisco il Mullah.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
29.01.2011

Pubblicato da Davide

  • anacrona

    lo preferisco anch’io un milone di volte a uno … ed è ancora poco !!!

  • Rossa_primavera

    Il nostro Mullah Omar ricopre la carica numero uno dello Stato caro
    Fini ed ha passato anch’egli una vita a difendere gli oppressi.

  • Longoni

    E vivere senza il Corriere e la TV? Forse potresti scrivere con un certo maggior piacere….

  • luigiza

    Fatto da ormai molto tempo. No giornali e TV rottamata.

    E le mie giornate si sono allungate.
    Altamente consigliato

  • Fabbietto

    Io a Schifani preferisco pure una merda.

  • martiusmarcus

    Premetto che percepisco Fini come un galantuomo: su quello non si discute. Ma non pare anche a voi che da parecchio ormai stia cadendo nel MANIERISMO? manierismo è quando una certa idea, una certa struttura, incontrato il favore del pubblico, viene riproposta, con piccole varianti, ma nella sostanza sempre IDENTICA A SE STESSA. Insomma: una volta collaudata, l’idea – un tempo geniale – viene riscodellata ai palati che vi si sono ormai piacevolmente abituati e che quindi l’accolgono con un misto di attesa rituale e di – diciamocelo – malcelata NOIA. Che palle Omar!, dico io che invece sono un perenne maleducato. La parabola del buon selvaggio afgano funziona perché ci sono diversi fra noi ai quali la sazietà obnubila il senso critico – di cui ormai pochissimi dispongono – e soprattutto anestetizza la BUONA VOLONTA’, cioè il disporsi benevolmente al FARE e non al PONZARE davanti a un computer. Scrivilo pure il libro: troverai chi te lo compra. Ecco l’idea che ho oramai di Fini è quella di un uomo inacidito dalla tele e dal suo piccolo cabotaggio, e quindi bendisposto a lasciarsi trainare dai professionisti italici del lamento e dell’indignatio (vedi i vari grillo e travaglio). Altro che questo Fini, ci vorrebbe per noi!
    PS: spero che a nessuno venga in mente che sto difendendo schifani (nomen omen!)

  • Giancarlo54

    Massimo Fini mi piace molto, però questa volta non lo seguo. Il Mullah sarà stato e sarà quello che dice Massimo, ma a me il suo regime e la sua ideologia islamista non mi stanno per niente bene. Meglio Schifani allora? Ma che paragone è?

  • mendi

    Il Mullah Omar è una grande persona e sempre mi auguro che vinca la sua battaglia contro gli invasori assassini della NATO, italiani compresi.

  • lucamartinelli

    allude al massone Napolitano, servo dei padroni e nemico del popolo?

  • lucamartinelli

    mi perdoni Giancarlo, ma la cultura e la religione del nostro Mullah non devono star bene a lei….ma a quella gente: cosi’ recitano le regole democratiche. O sbaglio? saluti

  • lucamartinelli

    certo. Diciamo anche che il popolo Afghano è un popolo eroico come è stato eroico il popolo Vietnamita.

  • Giancarlo54

    Certo che devono star bene a quella gente, peccato che mi pare che il mullah Omar non abbia mai chiesto il loro parere. O sbaglio?

  • Miky

    Un vero patriota.

  • cubainforma

    Forza Omar!!! con la moto sei meglio di Valentino Rossi!

  • lucamartinelli

    temo proprio che sbagli. E’ talmente evidente che il popolo afghano sostiene la resistenza e mi sembra che sia dimostrato proprio dagli ormai 10 anni di lotta. un altro conto è la propaganda che ci vuol far credere che i vari Mullah siano i cattivoni di turno. Ma quello che mi preoccupa di piu’ è la ormai totale mancanza di logica, nel senso strettissimo del termine. Loro sono i cattivi ma siamo noi che siamo andati a casa loro a sparargli addosso, a contaminarli per millenni con l’uranio impoverito e via dicendo,pero’ siamo i buoni. Misteri…… buona serata.

  • Rossa_primavera

    Alludo anche a colui che si disse d’accordo con
    la soppressione della rivolta ungherese mediante cingoli di carri
    armati sovietici.

  • nuunciaafamo

    Chi di VOI scommetterebbe il suo ultimo euro sul fatto che il Mullah Omar esiste davvero ???
    Non è che per caso creando il Sig Bin Laden, tra gli accessori, il Mullah è venuto gratis ???
    Domanda Nr 2: tra Ken (Ndr: il marito della Barbie) ed il Mullah Omar: chi c’è l’ha più duro ??
    Al Vincitore premio di uno stage di tre giorni a Giussano, ridente paesino della Padania.

  • Longoni

    Mai comprato una TV. Per me sono 20 anni ormai. Impossibile capire chi si ostina a non staccarsi. Saluti

  • Rossa_primavera

    E prima di noi ci sono andati i sovietici,per completezza d’informazione,
    anche se loro non avevano usato l’uranio impoverito e alla
    fine hanno dovuto andarsene con la coda tra le gambe.

  • Rossa_primavera

    Sicuramente ce l’ha piu’ duro il Mullah visto che pare abbia dieci figli,
    del resto in guerra ha perso un occhio non altro.

  • bstrnt

    Ci sono andati i sovietici e non ostante una certa affinità con la popolazione (lo testimoniano i molti matrimoni tra afgani e sovietici), sono stati costretti ad andarsene.
    Questo credo sia stato l’inizio del collasso dell’impero sovietico.
    Gli USA con il loro codazzo di quisling e lacché, invece, sono caduti nella stessa trappola dopo soli 20 anni (emulando il tragico errore dei nazisti che volutamente avevano ignorato la storia di Napoleone con la Russia).
    Come la Russia di allora, l’Afganistan di adesso decreterà la dissoluzione di un altro impero.
    La storia si ripete, evidentemente gli idioti (quelli che decidono le sorti del mondo) non cambiano mai!

  • bstrnt

    Credo sia una delle debolezze umane preferire uno della propria specie a un verme!

  • lucamartinelli

    appunto, bene, siamo d’accordo. il fragoroso applauso all’invasione sovietica dell’Ungheria la dice lunga sul personaggio: finto comunista da sempre, fedele sevitore dei padroni illuminati col compasso e grembiulino. Anche ultmamente non perde occasione per mostrare il suo entusiasmo per il nuovo ordine mondiale (discorso del 4 novembre in occasione della festa delle forze armate) e soprattutto costante traditore della Costituzione…..siamo a posto. saluti

  • Rossa_primavera

    Il caso Russia e Afghanistan,mi permetta sono molto diversi:Napoleone
    e la Wehrmacht persero circa l’ottanta per cento del loro esercito nelle
    steppe russe,gli americani se si ritirassero ora avrebbero perso neanche
    l’un per cento del loro purtroppo enorme potenziale bellico.
    Dubito fortemente che lo stallo afghano possa portare ad una dissoluzione dell’impero,al massimo ne ridurra’ le ambizioni,del resto
    gli usa hanno superato la ben piu’ cocente sconfitta in vietnam.