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RISPOSTA A PAOLO BARNARD

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

  • Così no, però, Giulietto;
  • Io sono Paolo Barnard;
  • Scorregge della Storia sotto i tacchi del Vero Potere.
  • Pubblico (attraverso i link qui sopra) tre interventi di Paolo Barnard che mi riguardano direttamente, anche per dimostrare subito che Megachip non censura niente, come non ha mai censurato niente. E anzi ha spesso pubblicato le cose che Barnard ha scritto. Cominciando dal pezzo più breve, e più sbrigativo, laddove afferma alcune cose curiose, come quella secondo cui Alternativa sarebbe «non una parrocchietta, ma una parrocchiona», da me guidata.

    No, purtroppo Alternativa non è così grande come forse se la figura Barnard, anche se non mi pare abbia l’aria di una “parrocchiona”.
    La seconda cosa curiosa è quella successiva, che riferisce di “gente” che gli scrive “in privato” per dirgli di essere “disperata” per quello che io faccio (e sono), presumo, e per dargli ragione.

    Immagino che quelle lettere le abbia ricevute davvero, ma mi domando: perché sono disperati? Hanno un modo molto semplice di uscire da quella disperazione: dirmelo, facendo le loro legittime rimostranze. C’è bisogno di disperarsi e di andare a piangere sulle spalle di Paolo Barnard? Il quale, rivelando gentilmente questa, per me importante, notizia, sembra pensare che io abbia una qualche milizia segreta che impedisce a questi poveri militanti della”parrocchiona” di poter esprimere liberamente i loro pensieri all’interno della stessa. Rassicuro lui e gli autori delle disperate missive (quante siano, purtroppo, Barnard non ce lo dice) che c’è un modo semplicissimo per tranquillizzarsi, oltre a quello di parlarne con franchezza dove ritengono opportuno (pubblicamente, privatamente, in una riunione, telefonandomi, scrivendomi qualche mail): questo modo addizionale e oltremodo sicuro è quello di andare a cercarsi un’altra parrocchietta dove sentirsi meno disperati. Semplice no?

    È ben vero – come si dilettano a ricordarmi, a mo’ di rimprovero, tutti i miei antagonisti televisivi – che ho lavorato per vent’anni a Mosca, ma questo non significa che io abbia la possibilità di ricreare un gulag in Italia dove incarcerare i dissidenti disperati di Alternativa.

    E qui veniamo a una delle lettere più lunghe, direttamente rivoltami con un intreccio complesso di complimenti e rimproveri. Dei complimenti, che mi assicurano «un 10 e lode», ringrazio umilmente, sebbene io faccia fatica a vedermi ritratto come «talmente established da essere perfino sospettato di contatti ambigui con ambienti dei servizi USA e dell’Est». Come suol dirsi: dagli amici mi salvi Iddio che dagli amici mi salvo io.

    Ma qui finiscono i complimenti e comincia la ramanzina. Ora, io vorrei qui rivelare, al colto e all’inclita, che non mi sono mai permesso di rivolgermi a Paolo Barnard con la minima critica. Ho letto qualche cosa da lui scritta e mi sono taciuto. Ho solo risposto, mi pare sempre con grande rispetto, alle numerose sollecitazioni che mi sono giunte, in tempi molto diversi, a trovare un linguaggio comune con lui o addirittura a trovare un’intesa operativa. Ho sempre risposto che apprezzavo il valore delle analisi di Paolo Barnard, ma che era stato fino a quel momento impossibile ogni contatto. Coniugato, a suo tempo, con una sua dura polemica nei miei confronti per il lavoro che stavo facendo sulla vicenda dell’11 settembre. Non ho mai risposto. Mi limitai a dire, in qualche occasione, che deprecavo il suo voler restare isolato. Scelta che ritenevo e ritengo tuttora molto sbagliata.

    Ci fu un caso, che rimase privato, in cui gli scrissi direttamente, proponendogli una qualche forma di cooperazione. Avvenne quando Alternativa ancora non esisteva, e quindi non potevano esserci nemmeno sospetti di un tremendo lager dove io volessi rinchiudere lui e altri. La risposta, debbo ricordare, fu molto secca e senza spiragli possibili di ulteriore dialogo. Ma non per questo io ne feci pubblica polemica. Ognuno è libero di fare (o di non fare) quello che ritiene opportuno.

    Adesso, finalmente, scopro che Paolo Barnard ritiene che noi «siamo su piani metodologici inconciliabili». Il che non gli impedisce di esigere da me “assolutamente” di correggere i miei difetti. Alcuni dei quali, in effetti, esistono. Qualche volta, in questi ultimi anni di militanza, premuto da richieste forti, ho trascurato qualche verifica, che sarebbe stata salutare. Ho quindi fatto qualche errore – alcuni gravi – che ho dovuto correggere con qualche pena (perché sbagliare è sempre una pena). L’ho fatto sempre però, per dovere. Non ritengo scandaloso che me li si faccia notare. È legittimo, nei confronti di chiunque abbia scelto una esposizione pubblica, chiedergli conto dei suoi errori.

    Ho solo, a mia parziale scusante, la mia “militanza”, cioè l’esigenza di dare risposte ai moltissimi interrogativi che tanti hanno, e ai quali nessuno sa rispondere in questa fase storica, senza guide affidabili, senza un corpo consolidato di certezze, quando tutti i paradigmi del passato sono già franati e quelli nuovi, che sarebbero indispensabili, ancora non ci sono.

    Certo il maestro Paolo Barnard potrà dunque dirmi che ho avuto fretta, che non ho approfondito abbastanza, che la fretta “gioca scherzi brutti”, e che “bisogna studiare molto”. Tutto giusto. Vedrò di emendare le mie baldanze giovanili. Non senza, però, aggiungere che una reprimenda di tale durezza e anche corroborata da una discreta dose di paternalismo, dovrebbe essere misurata “sulla carriera”, proprio perché “siamo vecchi”. Quanti errori ho dunque fatto, caro Barnard, per meritare la tua insufficienza? Non so, aspetto l’elenco, in particolare modo sui miei vent’anni moscoviti, che sono stati quelli in cui ho imparato a fare analisi, cioè il “metodo”. O in quelli parlamentari. O in quelli degli ultimi anni. Raramente, debbo dire, mi sono trovato di fronte a tanta disinvoltura nel dare giudizi. Ma non è una tragedia.

    E anche nel merito, che adesso affronto. Intanto la prima polemica si basa su un’intervista. Le interviste contengono errori che non sempre sono imputabili a chi parla. Quella delle banche centrali che emettono bond, per esempio, è un errore non mio. O, siccome è stata la trascrizione di un colloquio telefonico, può essere stato il frutto di una incomprensione. Bene, comunque cosa veniale. Forse Barnard avrebbe potuto meglio affidarsi alle cose che ho scritto di mio pugno, che sarebbe stato più facile impugnare.

    Ma il resto dei rilievi è – con tutta franchezza – quanto di più opinabile si possa immaginare.

    E pensare che su queste sabbie mobili si possa costruire una tale intemerata nei miei confronti è davvero cosa che mi stupisce a mi induce a proporre, a mia volta, alcune domande.

    Io non so, per esempio, da dove Barnard estrae la cifra di 29 trilioni di dollari che sarebbero costati alla FED per “comprare gli assetts tossici delle banche americane”. Può essere una buona fonte, oppure no. Barnard non la cita.

    Io ho un’altra fonte che parla di 16 trilioni. La fonte è il sito del senatore Bernie Sanders. Come me hanno ritenuto attendibile quella cifra diversi esperti qualificati, che ho già citato nella mia replica, pubblicata su Megachip.info, rispondendo a un gruppetto di botoli arrabbiati che seguono le mie tracce con particolare perseveranza.

    Li ricordo qui a edificazione loro e di Paolo Barnard: Luciano Gallino (“Tutto inutile senza la riforma della finanza”, 15 ottobre 2011) che, tra l’altro, scrive: «i gruppi finanziari salvati dallo stato a suon di trilioni di dollari e di euro spesi o impegnati (più di 15 in USA, almeno 3 nella UE)»; un autorevole investitore di Hong Kong, Puru Saxena, che conteggia, nello stesso modo mio, i trilioni di dollari inventati dalla Fed; un noto economista indiano, C.P. Chandrasekhar (“The Fed as Santa Claus”). Oltre, naturalmente, lo stesso Sanders. E potrei continuare, ma si possono trovare altri sostegni analoghi sui materiali pubblicati da Megachip.info.

    Ma anche questa è cosa veniale. Mentre meno veniale è la notevole sicurezza con cui Barnard decreta che l’operazione che io ho descritto (definita, con un termine davvero screditato dalla storia delle manipolazione moderne come “teorema”) è “impossibile”. E perché sarebbe “impossibile”? Perché – scrive Barnard – quei denari «stanno lì, non possono essere spesi dalle banche all’esterno. Con quei soldi non possono correre a comprare bonds europei da chicchessia in Europa». Il resto del ragionamento di Barnard qui non lo cito, chi vuole se lo vada a leggere nei link.

    Da tutto questo, in primo luogo, emerge che Barnard crede che la FED, e i giganti di cui stiamo parlando, abbiano rispettato le regole. Mi pare che sia un suo postulato permanente, come emerge anche da altri rilievi che egli mi muove nella terza lettera, denominata gentilmente «autopsia». Postulato che io suggerirei di utilizzare con maggiore parsimonia.

    Pensare che – in questo casinò che è la finanza mondiale, che John Kenneth Galbraith definì “l’economia della truffa” – ci sia chi rispetta le regole, specie quando va in bancarotta l’intero sistema, mi pare un troppo alto livello di fiducia nello schema Ponzi.

    C’è più d’un motivo per ritenere che quello che Barnard ritiene “impossibile”, sia invece risultato molto possibile. Se perfino Alan Greenspan, che di queste cose certo s’intende più di me, ma anche di Barnard, disse, andandosene in pensione (si fa per dire) che “non ci ho capito niente”, qualche ragione di perplessità su queste certezze ritengo di poterla sollevare.

    Ovvio che la FED non aveva affatto, “al suo interno”, quelle immense quantità di bond dei debiti pubblici europei. E altrettanto ovvio che le banche USA (e non solo loro, perché la FED rifinanziò, con quei 16 trilioni, tutte le banche occidentali più importanti) comprarono immense quantità di titoli europei di ogni sorta e tipo, «emettendo propri titoli di debito». Ma come avrebbero potuto indebitarsi di nuovo, dopo essere fallite, se non ci fosse stata la copertura di quel gigantesco rifinanziamento? Con quali trucchi lo abbiano fatto non mi è noto.

    Ma, a sostegno di quanto ho affermato, ci sono fonti insospettabili e pubbliche che hanno descritto il meccanismo (o “teorema”) che io non potevo avere inventato semplicemente perché l’ho letto su quelle fonti.

    Del resto proprio megachip.info (“Prestiti segreti della Fed, le banche hanno guadagnato 13 miliardi”) ha dato rilievo ai dati sui prestiti concessi dalla Fed ai principali colossi bancari durante la crisi del 2008, rivelando che i fondi sborsati nel mese di marzo 2009 ammontavano a circa 7,7 trilioni dollari aggiungendo che «gli attivi totali detenuti dalle sei maggiori banche USA sono aumentati del 39 per cento fino a raggiungere il valore di 9,5 trilioni di dollari alla data del 30 settembre 2011, rispetto ai 6,8 trilioni dello stesso giorno del 2006, in base ai dati della FED». Cosa significa questo? Che gl’interventi della FED, comunque siano stati gestiti, sono serviti, eccome!, per ricapitalizzare le banche, e questo, a sua volta, ha rimesso in moto la macchina del debito. Del resto chi poteva impedirglielo? Quale trasparenza vi è stata in tutta questa serie di operazioni?

    Lo stesso documento (che i sopra citati botoli arrabbiati mi hanno rinfacciato, dicendo che non era vero niente, che i 16 trilioni non esistettero perché in realtà la FED aveva erogato non proprio quelle cifre ma tranches di gran lunga minori, rinnovate di mese in mese, o di giorno in giorno) rivela che ci furono operazioni assai complesse, assai differenziate, assai articolate, e non semplicemente acquisti giganteschi di asset tossici da tenere immobilizzati per l’eternità. Si vedono in trasparenza partite assai più complicate, che sono state giocate in questi tre anni, in gran parte Over-The-Counter, cioè fuori da ogni controllo (anche di quei controlli ridicoli che le banche si sono assicurate a copertura delle loro truffe). Basare l’analisi su quello che i rapinatori hanno detto di avere fatto è fare come il giudice che affida le sorti della sua sentenza alle confessioni dell’assassino.

    Ma Barnard incalza. E respinge, con sdegno, perfino le date di riferimento che, per pura comodità avevo scelto. Parlo della legge Glass-Steagall del 1933 cancellata da Clinton? Bacchettata sulle dita: la data di riferimento è un’altra, sentenzia. Bisognerà che avvisi Luciano Gallino (“Con i soldi degli altri”). Abbiamo sbagliato in due. Disputare su questo è come pretendere di fissare la fine dell’intero Medioevo al momento in cui il marinaio della caravella di Colombo gridò “Terra, terra!” Erano le quattro o le cinque del mattino?

    Ecco, ho capito, io non sarò mai in grado di laurearmi all’università di Barnard. Ma siccome non mi ci sono mai iscritto penso che potrò sopravvivere. E giù diluvi di reprimende. Dico che in Europa non esiste un’opposizione. E lui: «No Giulietto. Esiste eccome, ma ha un difetto letale: non studia…».ecc. Qui neanche il giudizio politico è più ammesso. Poco prima ha ripreso la mia citazione da «International Herald Tribune» e la ritraduce, ma non riesco a vedere la differenza tra la sua traduzione e la mia. Se «Morgan Stanley was a big underwriter of European sovereign debt» non vuol forse dire che ha fatto esattamente quello che io dicevo? E con quali soldi ha comprato quel debito? Non è forse per i motivi che avevo appena detto?

    E il fatto che Goldman abbia sottoscritto Greek debt (cioè, forse, solo debito privato, comunque da dimostrare) vuol forse dire che Morgan Stanley non ha sottoscritto debito sovrano? Per me Goldman Sachs e Morgan Stanley pari sono. Dove starebbe l’errore? E quando, come scrive Barnard, «gli americani scrivono ‘European Debt o ‘European bonds”, per indicare ogni sorta di debito europeo», da dove si ricava che è «soprattutto debito privato»? Bisognerebbe dimostrarlo, ma dubito che Barnard possa farlo. Infatti non lo fa.

    E poco prima, altra reprimenda incomprensibile (almeno per me). Io dico una cosa che mi pare scontata, e cioè che «la finanziarizzazione del debito pubblico europeo è il derivato di una decisione politica precisissima, ben meditata e preparata», che «si chiama trattato di Maastricht». Orrore. Anche questo non va bene. Arriva un’altra bacchettata sulle dita. «No Giulietto. Si chiama euro».

    Ma, caro Barnard, che differenza fa? Sono due facce della stessa medaglia, come minimo. E infatti è proprio il Trattato di Maastricht, poi riassorbito in quello di Lisbona, che vieta agli stati di approvvigionarsi di denaro al di fuori del mercato finanziario.

    Da qui, come conseguenza è ovvio che si annulla ogni sovranità sulla moneta da parte degli stati. Diciamo la stessa cosa, ma Barnard, misteri della psiche umana, vuol far pensare che io ne dico un’altra.

    E si può continuare così su quasi tutti gli altri rimproveri o voti insufficienti.

    Il giornale americano titolava: «What banks once saw as safe has now turned toxic» e aggiungeva: «intrappolati nel caos del subrpime, i prestatori avevano visto il debito europeo come un paradiso da cui trarre profitto». Barnard afferma che non è debito pubblico ma privato. Abbiamo già visto che almeno Morgan Stanley ha comprato debito pubblico. Chi dice che è stata solo Morgan Stanley deve dimostrarlo. Ma lasciamo perdere. Il «New York Times» però è molto preciso al riguardo (Liz Alderman e Susanne Craig, “Europe’s Banks Found Safety of Bonds a Costly Illusion”): non è il debito privato quello che è stato dato per “sicuro”. Inequivocabilmente è il debito pubblico degli Stati dell’OCSE. Risultato: «banks in the United States also profited». E io cosa ho detto se non questo?

    E ancora Barnard dà il voto negativo. E perché? Perché ho scritto che “l’Europa” aveva permesso alle banche di considerare a rischio zero i debiti sovrani. Ho scritto Europa e mi arriva la bacchettata: no Giulietto, sono i controllori europei. E sai che differenza!

    Ma si parla di debiti sovrani (certo non solo quelli espressi in futuri euro ma tutti i debiti sovrani). Appunto, non debiti privati ma debiti sovrani. Dunque è di quelli che parlava il «New York Times». Sono proprio i debiti sovrani che i paesi dell’OCSE hanno dato per sicuri alla vigilia della creazione dell’euro. Io questo ho detto. E perché nessuno attacca la Svezia? Perché nel frattempo l’euro è diventato ben più importante ed è su di esso che si concentra la speculazione.

    Come si vede la discussione degenera e si disperde in mille rivoli, senza grande senso. Non si capisce nemmeno per ché tanto accanimento sulle technicalities. Fa venire in mente la discussione sul “buco” del Pentagono. Quanto era largo? Quali fotografia si analizza? Come se non ci fossero altri cento aspetti che dimostrano che la versione ufficiale non regge.

    Ma forse, se ho capito bene (lo so che non basterà comunque a salvarmi dalla bocciatura) la faccenda sta tutta nella «moda di incolpare le banche. Le big banks, di tutto il male». Questo, dice Barnard, «è errato». E aggiunge: «Non è la spirale di indebitamento bancario che ha collassato il sistema finanziario, né questa o quella deregolamentazione, ma il debito reale di centinaia di milioni di poveracci e famiglie allegate».

    Prendo atto che le big banks sono innocenti, secondo Barnard. E, francamente, non so se la sua spiegazione sia fondata o meno. Non la contesto perché non la conosco. Il mio centimetro quadrato di conoscenze non si spinge fino alle praterie di Barnard. Ma io mi sono nutrito sulle spiegazioni, per esempio, tra gli altri, di Luciano Gallino, che dicono il contrario. Forse, di nuovo, sbagliamo in tanti.

    Ma, fino a prova contraria, le opinioni di Barnard sono opinabili come le nostre. O esiste una versione ufficiale di Paolo Barnard da cui è vietato discostarsi? E, soprattutto, dovremmo tutti occuparci esclusivamente di «smontare i dogmi neoclassici e neoliberisti» , mentre, se parliamo dei “nove banchieri”, siamo i complici del sistema?

    Insomma, stiamo perdendo tempo. Anch’io, scrivendo queste righe, mentre c’è un sacco di roba da fare. La “incompatiblità metodologica” non la vedo. Io cerco di districarmi, come posso, in un mare di menzogne e rimango dell’idea che sappiamo tutti, anche Barnard, molto poco di quello che i veri detentori del potere sono capaci di inventare. Del resto mi è capitato più d’una volta di intravvedere una pista che magari non conduceva nel posto giusto, ma che mi ci portava vicino. È stato così che, con un po’ di fortuna, ho imparato a fare il giornalista e, qualche volta, ho perfino portato a casa la pelle.

    Barnard mi ricorda perfino, con severo rimprovero, che io guido un movimento, Alternativa, «che rischia ora di usare immense energie su una strada del tutto sbagliata». Torno a dire che le energie di cui disponiamo non sono così immense. Ma faccio fatica a capire di quale strada sbagliata parli Barnard. E quale sarebbe la strada giusta che Alternativa dovrebbe seguire. Francamente non vedo proprio nessuna strada in quel suo modo di procedere. Tra l’altro, programmaticamente, da solo. Ma è scelta sua, da non confondere con la mia. Chi sceglie di camminare da solo dovrebbe astenersi dal dare consigli a chi ha sempre cercato di camminare in compagnia. Sono due tipi di passeggiate molto diversi tra loro.

    Ma soprattutto vorrei dire a Paolo Barnard alcune cose per me importanti e che forse potrebbero aiutarlo a capire meglio la situazione. Vedi Paolo, io sono solo uno dei tanti, o pochi. Siamo un gruppo di persone pensanti, dotate ciascuno del suo centimetro quadrato di conoscenza. Se Alternativa imbocca una strada non sarà solo l’effetto della mia “guida”. Spero di essere consigliato e corretto. Lavoro perché quello che facciamo sia materia comune. Non mi sento un guru. Sono troppo vecchio per pensare di cominciare una carriera politica a 71 anni. Il mio obiettivo è quello di far crescere un gruppo di dirigenti nuovi. E non mi pongo proprio il problema se mi abbandoneranno o meno. Il problema è mio, di quando, per gli acciacchi o per altro, sarò costretto ad abbandonarli io. L’essenziale è che restino uniti e non cedano. L’essenziale è che non pensino di poter fare da soli.

    Forse la “inconciliabilità” tra noi, di cui tu parli, non è “metodologica”, ma consiste nel valutare in modo radicalmente diverso il ruolo dell’individuo e delle masse nell’azione politica.

    Giulietto Chiesa
    Fonte: www.megachip.info
    Link: http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7270-una-risposta-a-barnard.html
    2.12.2011

    Pubblicato da Davide

    • Kazonga

      Non entro nel merito della disputa.

      Per quanto riguarda lo stile, comunque, Chiesa 1, Barnard 0, palla al centro.

    • oldhunter

      Bella risposta di una persona che si è dimostrata, con questa sua, se non altro più saggia del pur bravo Barnard.

      Però, questa potrebbe essere l’occasione da cogliere al volo – sottintesa da Chiesa – per porre termine alle futili liti da pollaio di svariate persone pur valide – che però si comportano spesso da prime donne – al fine di trovare una risposta concreta agli attacchi della volpe che ci sta colpendo tutti duramente.

      Per cortesia, smettiamola di darci addosso e facciamo fronte comune!

    • vetusordoseclorum

      Condivido molto di ciò che G. Chiesa scrive e spesso leggo Barnard con un certo distacco ma ne riconosco “il genio artistico”
      Putroppo però questo sito e molti altri che dovrebbero garantire una voce di informazione alternativa a quella “mainstream” hanno ormai perso la loro vera missione, per ridursi ad un inoffensivo pollaio di persone che, dall’alto del loro “essere a conoscenza” dei destini nostri e dell’umanità si parlano addosso, si autocelebrano, vaticinano, profetizzano, predicano e fanno schermaglie inutili.
      Ripeto l’aggettivo: INOFFENSIVO. Questo è il peggior decadere per un luogo virtuale dove invece bisognerebbe creare i presupposti pe un’offensiva comune.
      Se neanche un gruppo di giornalisti, opinionisti ed utenti un po’ più illuminati (nel senso buono e con la “i” minuscola) della massa di buoi da centro commerciale del sabato pomeriggio riesce a trovare una linea d’azione condivisa, continuiamo a non preoccupare nessuno.
      “Divide et impera” diceva qualcuno…

    • pippo74

      tanto di cappello a Chiesa, sia per il tono e sia per il contenuto. Peccato che sia uno dei membri del famigerato Club di Roma; putroppo questo non depone a suo favore.

    • vetusordoseclorum

      Comunque, a proposito di agire, vi segnalo questa e vado a stappare una bottiglia, ahahah

      http://www.diredonna.it/oscar-giannino-aggredito-alla-statale-di-milano-63155.html

    • rosbaol

      Non mi piace l’approccio caclistico quando si tratta di giornalismo. La “disputa” tra Barnard e Chiesa dovrebbe essere una consuetudine. E’ il sale del giornalismo. E’ un bene che i giornalisti si “scontrino” tra di loro. Sta a noi farci un opinione attraverso le loro risposte ed analisi. Io non ho dubbi sulla buona fede di Barnard nè su quella di Chiesa. Questo non significa che i due non possano commettere errori. Un bravo giornalista, il giorno dopo scriverà un “errata corrige”. E’ che non ci siamo più abituati e ci aspettiamo che i giornalisti ragionino per noi. Loro sono solo strumenti tra noi ed il potere. Il nostro compito è quello di leggerli e abbandonarli appena diventano paraculi.

    • maristaurru

      Non amo le partite di calcio, per me conta il fare squadra. Capisco Barnard solitario, lo hanno/ avete massacrato oltre ogni normale aspettativa da parte di chi per forza di cose è uomo pubblico. Non tifo per Barnard, che ammiro però per la forza d’animo dimostrata: è andato contro tutto e tutti, ha pagato per questo, immagino che Chiesa sia partito ben più facilitato e senza nemici alle spalle oltre che da una oggettiva posizione molto, molto più comoda. Detto questo , quello che conta per noi è che ci siano queste due persone che fanno, scrivono, spiegano mentre noi… mentre noi.. nun famo un caz…!

    • rosbaol

      Il mio sogno è farlo contro Dalema. E un giorno ci riuscirò. Mi sono fatto questa promessa.

    • nuvolenelcielo

      La critica di Barnard è sistemica, e diversa da quella di Chiesa. Si basa sulla natura dell’euro e la conseguente fine della sovranità monetaria (quella situazione in cui il debito pubblico non è un problema, e deficit pubblico significa ricchezza). La crisi di Chiesa è più rivolta alla criminalità finanziaria, e molto più approssimativa sul piano sistemico. Entrambe sono utili e giuste, ma quello che crea CONFUSIONE è sovrapporre e due questioni. Chiesa dice: “Basare l’analisi su quello che i rapinatori hanno detto di avere fatto è fare come il giudice che affida le sorti della sua sentenza alle confessioni dell’assassino”. Sono d’accordo, e credo sia un difetto di Barnard, rilevabile anche in altre sue prese di posizione. Ma la posizione di Chiesa sull’euro è molto debole e confusionaria, e questo è ancora più grave, perché è il trucco del sistema euro che va smascherato prima di tutto, e deve avere la precedenza.

    • Andrea85

      Sono MOLTO d’accordo con te e oldhunter.
      Meno atteggiamento da prime donne e più umiltà, meno accanirsi su diverse sfumature e più fronte comune. Tutto il resto è spreco di tempo e risorse.

    • nuvolenelcielo

      Per esempio, riguardo alla sua “approsimativa” posizione sull’euro, Chiesa dice che la speculazione si concentra sull’euro. Questo è completamente ridicolo, è la versione di Porta a Porta. L’euro è molto sopravvalutato, ricordiamoci che nel 2002 l’euro era a 0.82 contro il dollaro…, l’euro dovrebbe perdere un 20-30% e sarebbe una cosa molto POSITIVA per l’Italia e i paese del sud europa, ma è la politica di Bruxelles che lo difende perché è interesse tedesco difenderlo, e di chi vuole l’aggravarsi della crisi…

    • Eshin

      Un immenso piacere nel leggere questa lunga e davvero amorevole analisi di Chiesa.

      Amore è ascolto, e mi pare che abbia ascoltato e risposto.

      Onestamente mi godo il confronto tra quest due persone “con un centimetro quadrato di conoscenza”….
      Grazie ad entrambi….

    • gabro

      Barnard nega le responsabilità delle Big Banks, nega le scie chimiche e l’11 settembre…si occupa di economia, la stessa economia che non dovrebbe più esistere, lui difende solo il suo piccolo giardino..Chiesa “sembra” essersi preso qualche rischio in più. Non c’è partita.

    • robybaggio80

      Barnard non nega l’11 settembre, ma ha un suo modo di studiare gli avvenimenti completamente diverso da quello di molti altri. Leggendo diverse opere di Chomsky, ho ritrovato il metodo di studio applicato da Barnard e ne sono felice. Si tratta di fare questo, in fondo: analizzare con rigore scientifico. Il fatto che Chiesa abbia avuto diverse occasioni per parlare in tv non vuol dire che Chiesa non sia buono, ma che col suo metodo non ha toccato i fili scoperti delle questioni. Barnard ha messo a nudo l’intero impianto della UE, Chiesa invece al Parlamento Europeo era seduto.

    • Truman

      1) Che la speculazione si concentri sull’euro è opinabile, io direi che è un punto di vista abbastanza religioso.
      2) Dire che l’euro è sopravvalutato mi mette qualche dubbio, perchè la valutazione la dà il mercato, io non credo al dio mercato e quindi qualsiasi valore è opinabile.

      3) Dubito fortemente che sia interesse tedesco avere un euro molto forte, credo anzi che abbiano apprezzato gli attacchi all’Italia ed alla Grecia perchè tenevano basso l’euro, e questo aiuta le esportazioni, e non è un’opinione.

    • walterkurtz

      Giusta e argomentata la replica di Chiesa. Al di là dei rilievi strettamente economici, avevo trovato molto meschine certe allusioni di B alle quali Chiesa ha replicato in modo soddisfacente senza scadere in bassezze.
      Poi è vero che l’analisi di B è più sistematica e più dotta complessivamente. Ciò che non mi convince della versione di B sono le conclusioni a cui sfociano le sue analisi, il tono messianico e quel senso di totale disillusione che emerge dai suoi scritti.
      Poi come ha già fatto notare qualcuno non mi convince per nulla il modo in cui B attacca tutti quelli che mettono in discussione la versione ufficiale dell’11/9 (e non è affatto vero che lui è per una riapertura dell’inchiesta, lo afferma, ma si vede che non è convinto, in realtà lo infastidisce il solo parlarne) e altri fatti sospetti, salvo poi vedere in B (nel senso di Berlusconi) l’ultimo baluardo contro i poteri forti (infatti abbiamo visto come è andata, col Cav che al primo attacco alle sue aziende ha subito passato la mano), ma per favore…

    • consulfin

      grazie. Commentato così l’articolo: “chi di uova ferisce di uova perisce. Giannino, di uova virtuali che impediscono di parlare proprio come quelle vere, ne tira parecchie “. In effetti, Giannino tirò parecchie “uova” proprio contro Giulietto Chiesa, una mattina in cui Chiesa fu chiamato da radio24 per parlare dell’uccisione di Bin Laden

    • nuvolenelcielo

      2)certo, è il mercato che dà la valutazione, ma l’euro è molto sopravvalutato in base ai valori medi storici contro dollaro e sterlina, questi sono i numeri, fine della storia. Tutta questa paura che l’euro scenda vittima di attacchi speculativi è propaganda, oltre che spazzatura. 3) Gli interessi tedeschi sono di dominare economicamente e quindi politicamente l’europa, e una delle strategie per ottenere ciò è mantenere alto il valore dell’euro, a livelli che solo loro e gli olandesi possono sostenere. Le esportazioni e l’economia dei paesi del sud europa sono state distrutte da questo euro/marco tedesco…

    • vimana2

      Io non leggo più barnad perchè non merita di essere letto. Tempo fa andò in paranoia perchè nessuno lo cagava più. Scriveva deliri sulle donne nel suo blog che in teoria doveva esserte giornalistico e altre boiate. Poi scoprì il signoraggio bancario e subito cominciò a dire che coloro che parlano di signoraggio cmq non ne capivano tanto salvo poi esprimere il perchè e una sua proposta seria.

      Ora che è tornato di modo comincia a rompere le palle ai giornalisti seri come G. Chiesa che il signoraggio lo denuncia da anni e di certo non spara boiate sull’11/9 come invece ha fatto barnad.

      Perchè ha cominciato a rompere le palle ancora? Perchè ci sono dei blog come CDC che pubblicano i suoi articoli, quando si sente di nuovo famoso allora Barnad non perde l’occasione di rompere le scatole. E’ la sua natura di persona PESANTE.

    • amensa

      tono e contenuto dello scritto che condivido pienamente.

      un’unica nota vorrei fare a chi parla di “studiare”.
      su 80.000 economisti, professori, premi nobel, ecc…. a livello moindiale, la crisi dei subprime, da cui è discesa l’attuale, è stata prevista nel dettaglio da 8 di essi.
      ora, non vi viene in mente che gli altri 79992 abbiano senz’altro studiato, ma forse non abbiano assimilato correttamente oppure abbiano studiato su testi sbagliati logicamente o sorpassati o comunque non corretti all’attualità di quanto accaeva?.
      quando fior fiore di economisti giudica la lehman degna di tripla a e dopo una settimana fallisce, non vi viene il dubbio che si stia studiando astronomia su testi che descrivono la terra piatta ?
      visto il risultato non solo deludente ma disastroso delle politiche di bernanke, non vi pare che forse un po’ di aggiornamento sarebbe necessario ?
      ecco perchè non mi fido dei testi, non mi fido dei “provati ecomomisti” ecc… e preferisco constatare di persona come funzionano certi meccanismi.
      poi, chi ama conoscere la realtà leggendola sui libri è anche padrone di farlo, ma che pretenda di imporla, come verità assoluta, e visti i risultati, direi che se ne potrebbe anche fare a meno. O è solo un modo per mettersi in evidenza?

    • unodipassaggio

      Sulle valute la valutazione dipende anche da come opera l’emittente, se è uno Stato a sovranità monetaria. Due esempi:
      la Cina che tiene la valuta assolutamente bassa rispetto a quello che dovrebbe essere
      la Svizzera che per contrastare il rafforzamento di mercato del franco ha dichiarato che stampera franchi in quantità illimitata ogni volta che la moneta si scosterà da 1.20 sull’euro.
      Se lo Stato puo’intervenire stampando, lo fa, se lo ritiene necessario. Il “mercato” puro non esiste.

    • istwine

      quali sono questi 8?

    • maristaurru

      esatto quello che afferma nuvolenelcielo, e mi meraviglia che la gente, solo leggendo le dichiarazioni della Merkel non si renda conto dell’atteggiamento da kapò della signora: invoca rigore,punizioni per chi non ce la fa, sistema da lagher, chi cade non viene rialzato, ma bastonato, infatti quei prigionieri dovevano morire, avevano le camere a gas, pronte e noi abbiamo pronta la colonizzazione. Poi si scopre che la signora per il suo paese usa una contabilità furbissima, e se sfora i parametri.. non si punisce. A noi non permette la golden Share, ma al piccolo napoleone si permette anche di più.Quanto al valore dell’euro, si, è stato tenuto alto artificialmente e ora si fa di tutto per mettere in difficoltà l’italia quanto basta per assoggettarla , ma senza fare cadere il castello di carte costruito, non per fare l’europa unita come ci avevano fatto credere, ma per fare una europa dominata dalla Germania, e fa meraviglia che si possano chiudere gli occhi di fronte alla evidenza. Quanto a Banche tedesche e francesi è evidente che sono frallocche e prossime al crollo grazie anche alla loro disinvolta condotta che doveva mettere in difficoltà i piigs, e che ora fa si che arrivano male alla partita finale fra Banche. Il gioco vuole che , assorbite le piccole Banche, quelle che restano si scanneranno tra loro, una specie di saga tra pescecani, chi vince prende tutto il cucuzzaro, un potere immenso

    • Kazonga

      Devo dire che da questa risposta di Giulietto Chiesa ma, soprattutto, dalla stroncatura di Domenico De Simone sul “Grande Crimine”, la credibilità di Barnard ne esce assai compromessa…

      Non avevo ancora capito se fosse un genio incompreso (magari un po’ maleducato) o un semplice cazzone delirante.

      Ora mi sono tolto questo dubbio.

    • cardisem

      L’articolo è lungo, ma il suo esordio si annuncia interessante e non ozioso… Chiedo scusa, ma ho poco tempo. Come nota a margine vorrei aggiungere: sarebbe ora che finisse il tempo dei maestri, di quelle che ne sanno di di più, di quella che hanno la verità in tasca, mentre tutti gli altri sono stupidi e ignoranti, o sono intelligenti se seguono questo piuttosto che l’altro… No! Così non va… Io che credo che un “intellettuale” valga qualcosa solo quando riesce a produrre negli altri una capacità autonoma di pensare con la sua testa, e magari di trovare i difetti logici del “maestro” o meglio “iniziatore” di un percorso mentale che diventa collettivo… Ecco! Direi che il nostro tempo ha bisogno di un cervello collettivo…

    • Cornelia

      Ho conosciuto abbastanza bene Giulietto, e posso garantire che il suo peggior difetto è essere democratico oltre i limiti del fastidio.
      Perde sempre tempo, parole, fiato, spiegazioni, per persone che alla fin fine meriterebbero solo un calcio in culo.
      Non mi riferisco a Barnard, ma alle accuse di voler comandare e reprimere i dissidenti che Barnard gli fa.

      Giulietto è il contrario del “voler comandare”… purtroppo!

    • nuvolenelcielo

      in effetti, per il foreign exchange è vero.

    • mincuo

      Comunque invece di sparare a caso o citare sia uno che l’altro possono prendersi l’audit del Governo USA. Che sta pure in linea, basta leggerselo. Vedranno che si tratta di un miliardo di USD come esposizione, cioè come rischio. I 16 miliardi derivano dal rinnovo periodico del miliardo.
      N.B. Barnard fa il professore, ma è un incompetente. Nemmeno una base ha di economia, e si spaccia per esperto. Ma de che?
      Giulietto Chiesa almeno non fa il professore, fa il giornalista e l’opinionista.

    • DILEO

      Do you mr. Jones [www.youtube.com] ricorda perchè questa canzone piaceva tanto al B.P.P. (che questa scena di film omaggia al quarto minuto, in piena coerenza con la memoria scritta da B. Seale).

      I B.P.P. organizzavano mense popolari, non dibatti sul sesso degli angeli.

      Avevano “ten points” , non discussioni sul sesso degli angeli, e per tale motivo Hoover li sterminò.

      I proletari non hanno da perdervi altro che le proprie catene (Marx, Engel).
      Ho sentito anni fa un tale dire: non hanno perdere più niente perché gli hanno fregato tutto, pure le catene (ideologicamente parlando).

      Una volta si diceva: aumenta la crisi aumenta la lotta !
      Ora si aggiorna: aumenta la crisi aumenta la chiacchiera.

      ———————–

      Premeso che
      nulla quaestio sul perché, se è giusto o no,… se esser pro barnard, pro amensa, pro evans ambrose-prichard, pro Chiesa, pro De Simone……se tutto ciò serva a far chiarezza o confusione su una materia già di per se stessa controversa….

      Lo scrivono i signori commentatori (e qui per sintetizzare):
      pro chiesa: lui bada al potere dei banksters
      pro barbard: lui bada alla BCE e all’euro.

      C’è poi chi, p. es. Azul, li definisce i “capponi che si beccano mentre Renzo li portava all’Azzeccargarbugli” (a mio parere giustamente e pieno di significati per una materia controversa, però, fin quando regna questa confusione ).
      E c’è anche chi dice, e i capponi medesimi, che alla fine il nemico è uguale.

      Allora, mr. Jones, perché tante chiacchiere e non “ten points” urgenti e comprensibili a tutti, anche al costo di essere sterminati ?

      La dialettica è cosa vecchia: tesi, antitesi e sintesi.

      Tesi A): ci sono i Banksters (ma per farla capire arriverà matusalemme)
      Tesi B). c’è l’Euro e la BCE (ma per farla capire arriverà matusalemme)
      E discutere andrebbe pure bene se si avesse il tempo di matusalemme.

      BENE, c’è la proposta che potrebbe sintetizzare tutto.

      La dice Toussaint in sei righe (e potrebbe essere “one point ”)
      Toussaint è un economista che distilla “pepite d’oro” (come detto dall’utente AlbertoConti autodefinitosi un “economista della domenica”).

      « La BCE presta alle banche private al tasso del 1% inferiore al tasso d’inflazione.
      Queste banche poi prestano questo denaro alla Grecia, all’Irlanda, al Portogallo al 4, 4/5, 5%.
      Verrebbe da dire perché la BCE non presta direttamente agli Stati all’1%.
      Questa è la dimostrazione che la BCE è al servizio dei banchieri privati.
      D’altronde le soluzioni che si discutono per la crisi greca, italiana sono negoziate con le grandi banche che sono creditrici dalla Grecia, dal Portogallo, dall’Italia e dalla Spagna.
      »

      In sei righe è scritto che la BCE e l’Euro ci consegna agli strozzini delle banche private.
      E quello che tutti dite è che è il “debito” la causa di tutto cio.

      Allora vediamo di capirci: né la BCE/Euro né i Bankster legiferano.
      Loro fanno legiferare ai proconsoli che hanno installato in ogni stato.
      Loro sono i Buratitanai che si chiamano BCE/ Euro o Banksters.
      La nostra sola possibilità è inventare subito “ten points” (reali e di immediata comprensione a tutti) e “mense popolari”(quest’ultima intesa in senso metaforico)

      Si ricorda a tutti i “Mr. Jones” che:

      Napolitano è l’anello debole dei proconsoli perché l’unico, in posizione istituzionale, che il 3.9.2011 ha scritto proprio a Monti
      Sono state fatte scelte coraggiose riassumibili nella rinuncia alla sovranità monetaria e quindi ad ogni autonoma manovra del tasso di cambio (esortandolo, di fatto, a ciò proprio con l’incarico che poi gli ha assegnato, NB: tali rinuncie sarano irreversibili !) (vedi il resto da ADDENDA [www.comedonchisciotte.org] in poi).

      Ditelo a Barnard e ditelo a Chiesa.

    • amensa

      oddio ragazzi, ma vi rendete conto di cosa scrivete ? se c’è una cosa complessa e veramente incasinata è la determinazione dei cambi tra monete.
      volendoanalizzare in via teorica quali siano gli elementi che entrano in gioco, e quale peso relativo abbiano, c’è da rompersi la testa, ma soprattutto si dimentica sempre qualche elemento appena inventato, qualche derivato nuovo di zecca che sposta qualche trilione, oppure anche solo una decisione di politica monetaria o fiscale del governo.
      a voler capire se un cambio è giusto oppure no, dovete anche fare considerazioni psicologiche, che con i fondamentali non hanno nulla a che vedere, delle persone che hanno la possibilità di spostare ingenti capitali.
      se non vi rendete conto di questi fatti, lasciate perdere le considerazioni sui cambi, evitate brutte figure.

    • nuvolenelcielo

      Senti, evita tu di fare brutte figure. Tira fuori i grafici di borsa e fammi la media dei prezzi a 10 anni. ma no…, che sbadato, non hai neanche il software per farlo. Non si sa se un cambio è giusto oppure no, ovvio, non esiste il giusto, stiamo parlando di mercato. Ma si sa benissimo se il terrorismo mediatico che si è cominciato a fare sull’euro che scende sotto 1.40 sia giustificato o demenziale, ed è demenziale. Fine della storia.

    • Georgejefferson

      grandissimo il tuo commento…il fulcro del messaggio…smettere di sperare nei guru per pacificare la propria coscenza e cercare in prima persona di stimolare l’accrescimento culturale della gente(culturale…non nozionale)cominciando nel nostro piccolo cortile di casa…il mio piccolo impegno e’una goccia….ma se fra cent’anni le goccie saran milioni…forse l’onda potra iniziare la riscossa dei popoli…a questo penso dobbiamo pensare…senza l’illusione del riuscire nel nostro tempo…senza neanche cadere nella tristezza…la speranza di un mondo migliore si trasmette dagli occhi dei nostri figli…cosi da poter vivere amando la vita…diritto che ci viene depredato continuamente…anche se la casa…la nostra terra…e’malata…buon natale a tutti..ricordando che questa festivita’e’la festivita di ringraziamento alla vita…per tutti i popoli…da millenni

    • sidellaccio

      Secondo me, la superiorità umana e intellettuale di Chiesa è evidente.
      Barnard dovrebbe rendersene conto e ridimensionarsi. Purtroppo non credo gli sia possibile. Perciò spero che lo staff di “Comedonchisciotte” lo ridimensioni, escludendo i suoi articoli, ingiustamente aggressivi. Grazie! – http://www.silviodellaccio.it

    • amensa

      abbiamo avuto qualche scontro, su opposte sponde della discussione, ma mi congratulo per aver compreso finalmente l’uomo.

    • walterkurtz

      Rapida e precisa la contro contro replica della bernarda che sul suo sito sciorina prelibatezze come questa: “Il trucco non funziona Giulietto, ho fatto a pezzi la tua autoravolezza in materia di crisi finanziaria, ho svelato che bari persino sulle tue traduzioni sbagliate all’inglese, e che Alternativa ha al timone un incompetente che non sa distinguere i prestiti dalla ricapitalizzazione bancaria, ma che pontifica sulla finanza mondiale” e altri deliri

    • istwine

      ma che senso ha la tifoseria? quanti, dei lettori di CDC, sanno scindere tra chi sta dicendo il vero (tecnicamente e storicamente) e quanti stanno tifando per simpatia o – addirittura – per il tono della lettera? non ha senso questa cosa.

    • LeoneVerde

      Meno male che almeno uno se n’è accorto…
      I dati sono incontrovertibili. Chiesa non sa. Peraltro per sua stessa ammissione.

    • LeoneVerde

      “Il mio obiettivo è quello di far crescere un gruppo di dirigenti nuovi.”
      No. E’ la solita inadeguatezza del politico italiano che è storia vecchia in questo paese. Profondamente ignorante, impreparato, incapace di costruire un programma politico veramente responsabile. Per assurdo – ma bisogna metterla tra le ipotesi alltrimenti che ci state a fare in politica? – con il vostro pressapochismo e le vostre proposte basate su conoscenza non approfondita, sareste in grado di guidare una nazione? Di partiti che basano la loro esistenza sulla protesta è pieno il paese.
      Dirigenti nuovi sarebbero finalmente politici dotati di volontà, determinazione, conoscenza e responsabilità vera per le conseguenze di quello che dicono e fanno. Il programma economico del gruppo del prof. Wray, non può essere spacciato per una delle tante teorie. E’ stato applicato sul campo, in Argentina, all’indomani del tracollo. In quattro mesi hanno creato milioni di posti di lavoro. L’Argentina cresce ancora dell’8% annuo. Questo deve far rizzare le antenne ha un politico di razza. I fatti.
      Le vostre teorie nebulose su monete alternative, debiti che non si pagano, etcc… sono pura fantasy.
      Chiesa, come tanti, spara sul mucchio…non c’è tempo per fare i dilettanti, ci vogliono cecchini che sappiano colpire al cuore e gente che abbia davvero voglia di prendere in mano con responsabilità le sorti di questo paese.

      Chiara

    • walterkurtz

      Un modo molto ipocrita di porre la questione anche Socrate sapeva di non sapere 🙂

    • walterkurtz

      Infatti a proposito di dilettanti, uno che di economia per sua stessa ammissione sapeva poco e che per quattro corsi, seppure lautamente pagati, adesso si pone come un maestro assoluto dell’economia lascia un po’ il tempo che trova. Il suo “il più grande crimine” è un insieme di bislacche teorie mal poste come ha dimostrato Domenico De Simone che ha fatto a pezzi quel saggetto da nulla. Sull’Argentina ci andrei cauto per due ragioni primo perché di miracoli economici apparenti se ne sono visti molti recentemente ( basta pensare ai paesi baltici pochi anni fa sugli scudi ed ora a pezzi, ah già ma loro non avevano applicato la MMT, certo), poi ci sono altri studi che non la vedono assolutamente in questo modo, anzi altro che miracolo economico, nonostante la crescita del pil che dice tutto e niente.

    • istwine

      Socrate sapeva di non sapere cose ben più grandi della differenza tra ricapitalizzazione e emissione liquidità.

    • walterkurtz

      Non si tratta di simpatia o antipatia. Una critica punto per punto dell’uno e dell’altro scritto richiederebbe uno studio ed una conoscenza dell’economia che pochi hanno. Io penso solo che Chiesa sia più chiaro nell’esporre le sue tesi

    • walterkurtz

      Era una battuta, l’avevo anche segnalato. Chiesa sa eccome delle cose di cui parla

    • istwine

      senza entrare nel merito, evitiamo la mitizzazione delle scuole economiche. per ora stiamo ai dati ed alla comprensione. condivido più o meno tutto della MMT, ma non è da spacciare come la “tesi definitiva”. come ho scritto nel forum ne “le chicche di barnard”, ha una sua storia ecc. semmai (e probabilmente non è il tuo caso), sarebbe ora che i detrattori perlomeno si leggessero cosa dice, senza basarsi solo su Barnard, che per intenderci è un giornalista con intenti divulgativi/d’informazione/di ricerca, ma la sua è, per motivi divulgativi sempre e solo una versione semplificata. e che i detrattori a casaccio, si leggessero anche gli scritti di Marc Lavoie, Wynne Godley, Parguez ecc ecc. altrimenti lasciate perdere.

      Sicuramente Barnard sa il fatto suo, ma è pura pochezza scolastica attaccare la MMT tramite la lettura di un testo come Il Più Grande Crimine. è come attaccare Marx tramite la lettura di qualunque sito marxista. non ha senso.

      andare alla fonte e poi criticare, in caso contrario, è cosa buona e giusta, star zitti e non star lì a cianciare all’infinito. è pochezza scolastica ed è evidente dalle critiche. De Simone rasenta il patetico e nessuno che abbia letto seriamente (sia chiaro, seriamente significa almeno mesi di studio) può fare una critica del genere. quello non ha letto che un sunto, semplificato e con intenti altri da quelli accademici, di una teoria ben più complessa che abbraccia altrettante teorie ben più complesse.

      volete che la gente vi prenda sul serio? siate seri nell’approccio. tutto qua.

    • athos

      BRAVIIII complimenti a tutti e due. sono sicuro che almeno con questo trucchetto… di creare delle false tifoserie proprio come PDL E PD, MILAN E INTER, TOTTI O DEL PIERO, NOI finalmente saremo stimolati a STUDIARE. credo che in fondo il trucco che si sono inventati è proprio questo!!! ci volete fregare come facevano d’alema e berlusconi!

    • athos

      BRAVIIII complimenti a tutti e due. sono sicuro che almeno con questo trucchetto… di creare delle false tifoserie proprio come PDL E PD, MILAN E INTER, TOTTI O DEL PIERO, NOI finalmente saremo stimolati a STUDIARE. credo che in fondo il trucco che si sono inventati è proprio questo!!! ci volete fregare come facevano d’alema e berlusconi!

    • Daniel

      Seguo da tempo entrambi gli autori e non è importante la diatriba sulla forma o i personalismi: apprezzo la pacatezza sorniona di Chiesa quanto la grinta di Bernard. Detto ciò rimane il punto sul messaggio: si fa fatica a capire cosa sta succedendo ed entrambi non hanno fatto chiarezza. Troppi rimandi, sotto intesi… ci si perde nei ragionamenti e questo nonostante una mia certa frequentazione dell’argomento, figurati i non addetti. Ma siete capaci di “comunicare ecologicamente” ? Dimmi tre parole please, altrimenti si fa il gioco dei tre monti….

    • Faulken

      Trasmissione di Matrix a parte dove alcune cose non mi sono sembrate così chiare, l’unico grande errore di Paolo Barnard è di continuare a scrivere in e per qualcuno in questo paese e di non aver tenuto fede al suo proposito di non voler avere più nulla a che fare professionalmente con il teatrino Italia.

    • LeoneVerde

      Li leggo e altri ancora, come Skidelsky. Ma non venire a dire a me che devo andare alla fonte. Ho preso l’aereo per andarci.

    • LeoneVerde

      Allora è in malafede

    • massi1978

      Salve a tutti. Sono fondamentalmente d’accordo con Barnard quando dice che il vero potere è molto intelligente e preparato e che per sconfiggerlo bisogna, come scrive qualcuno qui tra i commenti, diventare dei cecchini piuttosto che sparare nel mucchio con approssimazione. Io mi sto dando da fare con uno studio serio, tirandomi su le maniche, non voglio rimanere inerte di fronte a tutto questo che sta capitando, non voglio essere una scureggia della storia sotto i tacchi del vero potere.
      Non è semplice, di mestiere faccio il ricercatore, sono un fisico e il mio lavoro mi porta via molto tempo. In più sono sposato quindi ho anche una famiglia a cui badare.
      Di economia non so molto, ma sto imparando. Ho letto il saggio di Barnard, lo sto rileggendo ma so che non basta. Tra pochi giorni mi arriva il libro di Wray “Understanding Modern Money:The Key to Full Employment and Price Stability” preso su amazon. Seguo con attenzione un gruppo di persone che provano a fare qualcosa (www.appelloalpopolo.it).
      Sono convinto che bisogna divulgare il più possibile queste cose. Sono convinto che la forza risiede non in chi urla più forte ma in chi dice la verità.
      Quanti falsi miti ci sono tra le persone che conoscete? Pensate solo a quanti sono convinti che il pareggio di bilancio sia una cosa buona, perchè come tutte le famiglie lo stato non può più spendere di quanto guadagna! O quanti sono convinti che questa crisi sia dovuta solamente all’incapacità e alla corruzione dei nostri politici.
      Immaginate cosa succederebbe se poche semplici idee (i ten points che qualcuno citava nei comminti precedenti) si diffondessero tra le persone, prendessero piede!
      C’è un sentimento diffuso di “antagonismo” tra la gente, ma non è indirizzato, non si capisce bene chi sia il nemico, non ha un nome, un volto, nulla. Bisogna cominciare a dire questi nomi, a spiegare chi ci ha ridotti in questo stato e perchè.
      Arrivo al dunque e chiedo a chi si vuole impegnare per cambiare questo stato di cose, a chi non si rassegna di essere una marionetta nelle mani di questa gente a darmi una mano. Parto da una cosa semplice, ma se ne possono fare molte altre. Esiste in rete questo sito http://mmtwiki.org/wiki/Main_Page un wiki sulla modern money theory, io volevo propormi per tradurlo in italiano. Sarebbe un occasione di ulteriore studio e di divulgazione importante. Chi mi aiuta?
      Se volete sporcarvi un po’ le mani invece di rimanere indignati a vita contattatemi, via messaggio privato qui su donchisciotte o alla mia mail: massimilianoDOTsistATgmailDOTcom dove ovviamente DOT = . e AT = @

    • mikaela

      Supporto a MMT dell’utente istwine ritrovato sul piccolo forum

      una piccola cosa perché ho l’impressione che Paolo Barnard venga visto come un cretino mitomane che si è affidato ad una scuola economica “sacro graal”. nulla di fondamentale, ma per chi non ha voglia di cercarsi di che si tratta metto una breve storia, bibliografia e eventuali “scontri accademici”, molto brevemente.

      la MMT, o neo-cartalismo, esiste da tempo, e si rifà in termini di interpretazione della moneta (da un punto di vista materiale e del valore), a economisti come A. Mitchell Innes, Friedrich Knapp, Abba Lerner e a suo modo Keynes. Da i primi due, e in particola da Knapp, fondatore della scuola cartalista, ha preso e fatto propria l’idea che la moneta non abbia valore di per sé, ma che il valore lo assume quando diventa State Money, nel senso che lo Stato, chiedendo quella moneta in pagamento delle tasse (non importa se poche o molte, non è questo il punto qui), crea una domanda della moneta, che in altra maniera non avverrebbe, perché, come diceva Minsky “chiunque può creare una moneta, la difficoltà è farla accettare”. Gli altri economisti che in un qual senso ispirano la MMT (da un punto di vista economico, non di interpretazione della moneta) sono Kaldor, Kalecki, Marx (non tutti, ma molti indirettamente visto che i primi due tenevano conto di Marx) e in generale la scuola di Cambridge (con le dovute differenze, ma anche con un certo grado di innovazione e superamento) di cui l’ultimo grande esponente fu Wynne Godley, defunto pochi anni fa. Quest’ultimo ha lavorato anche con alcuni esponenti, in particolare Randall Wray, ed ha pubblicato al Levy Institute. Inoltre Wynne Godley è colui che ha sviluppato il modello delle identità contabili basilari (che i neoliberisti tuttora non capiscono) in cui:

      risparmio netto privato = deficit pubblico + esportazioni nette (current account balance).

      da qui, l’assunto che per forza di cose il deficit di bilancio è il risparmio dei cittadini, in una economia chiusa. in economia aperta ovviamente anche le esportazioni nette entrano nella sommatoria. per avere chiaro ciò che intendo, si guardi qui:

      ovviamente per esigenze grafiche, l’autore del grafico ha messo “capital account balance” che è appunto l’inverso di “current account balance”.

      Si badi che non è una teoria, ma è semplice contabilità.

      La MMT ha molti rapporti con altre scuole economiche, in particolare gli orizzontalisti come Basil Moore, Marc Lavoie, i circuitisti come Alain Parguez, LP Rochon, Mario Seccareccia. la principale differenza di pensiero rimane sempre l’interpretazione della moneta come State Money, ma in generale l’approccio alla spiegazione del sistema monetario sono largamente condivise, sia da un punto di vista microeconomico (credito ecc) sia dal punto di vista del funzionamento delle Banche Centrali.

      L’altro disaccordo è nella politica di Job Guarantee, ovvero del Lavoro Garantito dallo Stato come metodo di implementazione di una piena occupazione reale. Per le critiche si cerchi il documento scritto da Mitchell e Wray in cui rispondono alle critiche, anche delle scuole più vicine a loro.

      Riassumendo, è una scuola economica cosiddetta post-keynesiana, largamente dentro il mondo accademico (a differenza dei vari monetarai generici che girano per il web, il che non è un punto a loro sfavore, è l’arroganza anticontabilità che li guida che non gli fa onore), che non è l’unica, e che non è il Sacro Graal, ma che ha una conoscenza del sistema monetario del tutto consistente con le operazioni reali. Per chi non lo sapesse, la maggior parte delle BC stanno cominciando a spostarsi verso questi modelli, e abbandonare i modelli tonti del monetarismo, che rimangono solo nelle accademie, ma che non hanno alcuna relazione col mondo delle banche centrali.

      Bibliografia principale:

      moslereconomics.com/mandatory-readings-schiaccia qui [moslereconomics.com]

      search?client=safari&rls=en&q=scott+fullwiler-schiaccia qui [www.google.it]

      ideas.repec.org/cgi-bin/htsearch?q=randall+wray

      -schiaccia qui [ideas.repec.org]

      neweconomicperspectives-schiaccia qui [neweconomicperspectives.blogspot.com]

      e per una critica amichevole, il documento di Marc Lavoie:

      Marc Lavoie-schiaccia qui [www.boeckler.de]

    • mikaela

      Ps

      qui la fonte di questo commento che volutamente non avevo messo perchè qualcuno aveva già postato l’articolo di Barnard Va al diavolo Giulietto Chiesa
      appena postato nella home sopra,per non parlare del disservizio che fa a CDC che normalmente posta quasi tutti gli articoli di Barnard in prima pagina.

      E che cavolo, volete dare il tempo a CDC di preparare gli articoli?-

      Per i profani gli articoli hanno bisogno di impostazione e l’aggiunta di eventuali link con i TAG – tutto questo e’ lavoro cioe’ tempo e applicazione-

      Meglio ricordarlo ogni tanto cosi’ si evitano inutili commenti e perdite di tempo per i Web Master che a mio avviso avrebbero fatto prima a cancellare il post

      schiaccia qui [www.comedonchisciotte.org]

    • istwine

      no ma infatti, non dicevo a te.