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RISOLVERE IN MODO SEMPLICE E FACILE L'ODIERNA CRISI ECONOMICA

IN AMERICA E NEL MONDO

STEPHEN LENDMAN
Global Research

Spesso le idee migliori sono le più semplici e se questo si applica alla crisi economica globale la soluzione è più semplice di quanto non si immagini. Il nodo Gordiano, in realtà, è avere la volontà politica di risolverla. Persino nodi cosi grandi possono essere sciolti con un colpo deciso. Come nell’epica soluzione Alessandrina quando, con un colpo di spada, Alessandro Magno tagliò il nodo a metà. Applicare tale metafora alla crisi economica globale significa affrontarla con politiche efficaci e non con quelle che stanno distruggendo sia gli Stati Uniti che altri paesi del mondo.

L’economista Michael Hudson spiega che ” è stata la leva del debito a causare l’attuale collasso globale” e continuare ad accatastare debito su debito (“Il Piano di Risanamento verso l’Inferno”, come lo chiama lui) non fa che peggiorare le cose, specialmente per il modo in cui ciò viene implementato:

— negli Stati Uniti dal cartello di banche private che fanno capo alla Federal Reserve e che salva e arricchisce i propri membri, il maggiore dei quali si chiama Wall Street;— dal dipartimento dell’Economia che ha fatto esattamente la stessa cosa. Ha lasciato che il debito pubblico assumesse dimensioni stratosferiche confermando quanto affermato da Adam Smith in “The Wealth of Nations” [La Ricchezza delle Nazioni, n.d.t.] ovvero che nessun paese ha mai pagato i suoi debiti, e certamente non quelli di stati controllati da un cartello di banche private. Ed è proprio qui che risiede il problema altrimenti facilmente risolvibile con un colpo deciso, che non può avvenire se non sotto pesante pressione da parte dell’opinione pubblica.

Questa è la ragione per cui questo articolo è stato da me scritto e ispirato dal lavoro di altri. Mi riferisco all’economista Michael Hudson, a Michel Chossudovsky editore di Global Research, nonché alla famosa autrice e scrittrice Ellen Brown per il suo straordinario libro “Web of Debt” [La Ragnatela del Debito, n.d.t.] e per la sua trattazione in “Cash-Starved States Need to Play the Banking Game” [Gli Stati Affamati di Contante Devono Partecipare al Gioco Bancario, n.d.t.]. Ricordo infine lo stato del Nord Dakota.

Effettuata a livello statale o federale può non solo salvare l’economia dalle pratiche predatorie di Wall Street ma eliminare il ‘debt overhang’ [situazione nella quale il debito eccede la capacita di essere ripagato, n.d.t.], ridurre il debito, finanziare prosperità sostenibile e priva di processi inflattivi. Non è sogno, ma è realtà. E’ gia accaduto e può accadere ancora.

In breve, secondo Hudson: “essere asserviti al debito esclude la spesa per beni e servizi e impedisce il rilancio economico. La deflazione debitoria precipita l’economia e concentra ulteriormente la ricchezza nelle mani del 10% più ricco della popolazione (in particolare quell’1% più in alto) che opera nel settore finanziario”.

Successivamente l’economia collassa e mentre Wall Street ne beneficia supportata da amministratori pubblici corrotti al servizio della parassitaria Federal Reserve, l’America si trasforma in ciò che Hudson definisce una “economia di zombie” e una repubblica delle banane.

Quello che Funziona in Nord Dakota, Può Funzionare in Altri Stati, in America, Dovunque

Lo scorso 2 marzo, Brown ha illustrato il “gioco bancario” del Nord Dakota chiedendo, “Cosa ha lo Stato del Nord Dakota che gli altri stati non possiedono…la sua banca” ed è qui la sua unicità e la sua forza. In un momento in cui solo quattro dei 50 stati sono solventi, il Nord Dakota sta accantonando un surplus e secondo il Centro per le Politiche Monetarie, questa tendenza continuerà anche negli anni fiscali 2009 e 2010.

Nel gennaio 2009 durante lo State of the State address [discorso annuale del governatore a camere riunite e riassuntivo delle condizioni economiche dello stato, n.d.t.] il governatore John Hoeven ha spiegato, “Dal 2000, lo Stato del Nord Dakota ha aumentato i posti di lavoro e ora stiamo incrementando anche la popolazione. Il reddito individuale è cresciuto del 43%, quasi il 15% più velocemente della media nazionale. Il reddito pro-capite è di fatto salito di ben 12 posti, dal 38mo al 26mo tra tutti gli stati (tutto questo nonostante una popolazione di soli 641,481 abitanti, secondo i dati dello US Census Bureau 2008 [Istituto di Statistica Nazionale, n.d.t.]).

I salari sono cresciuti del 34%, comparato al solo 26% del resto del paese. Dal 2000 il prodotto statale lordo è aumentato di quasi $10mld., dai $17.7mld. a oltre $27mld. dello scorso anno, un aumento del 56%, e anche questo il più veloce a livello nazionale. Le nostre esportazioni verso l’estero sono cresciute del 225% dal 2000 superando per la prima volta nella storia del Nord Dakota il tetto dei $2mld.

A questo si aggiunge che crescita economica e diversificazione, unite alla buona gestione finanziaria, hanno consentito di creare un surplus e una robusta riserva finanziaria per il futuro….la situazione del nostro stato è solida (nel momento in cui) l’economia nazionale è afflitta da un ciclo negativo….”

Il 23 maggio, il Bismark Tribune e altri giornali locali riportarono la notizia che il tasso di disoccupazione in Nord Dakota era pari al 4%, il più basso a livello nazionale. E’ palese che il Nord Dakota è un passo avanti rispetto agli altri stati e tale fatto dovrebbe essere notato dagli altri governatori e dagli amministratori, sia a livello locale che a Washington. Quel che funziona in Nord Dakota può infatti funzionare dovunque.

La Banca del Nord Dakota è l’unica banca statale negli Stati Uniti. Secondo Brown che cita il consulente amministrativo Charles Fleetham in un articolo pubblicato nel suo stato, il Michigan, nel febbraio 2009, la banca fu fondata nel 1919 “per liberare gli agricoltori e le piccole imprese dal giogo del banchieri di altri stati e dalle imprese ferroviarie”.

Brown continua, “Tre cariche elettive controllano e gestiscono la banca: il Governatore, il Procuratore Generale, e il Commissario all’Agricoltura. La missione della banca è fornire servizi finanziari per promuovere l’agricoltura, il commercio, e l’industria (e operare) come ‘banca delle banche’ collaborando con le banche private nel prestito di denaro agli agricoltori, alle imprese edilizie, alle scuole e alle piccole aziende”. A questi si aggiungano studenti e privati cittadini dello stato, a tutti ad un tasso di interesse accessibile.

La chiave per comprendere come la Banca del Nord Dakota possa mantenersi solvente mentre cosi tante altre istituzioni nazionali sono sull’orlo della bancarotta finanziaria, viene così spiegata da Brown, “Alle banche certificate è permesso ciò che nessun altro può fare, ovvero creare ‘credito’ tramite voci contabili nei propri registri”. Attraverso la pratica del “fractional reserve banking” [riserva bancaria frazionaria, n.d.t.] il denaro si trasforma in credito e moltiplica magicamente ogni dollaro depositato per 10 in forma di prestiti o di fondi generati dal computer. E’ denaro letteralmente inventato affinché la banca possa ri-prestarlo numerose volte. E maggiore è il deposito, maggiore sarà l’ammontare del prestito.

Come ha scritto Brown il 29 dicembre nell’articolo, “Prestare da Peter per Pagare Paul: Lo schema Ponzi di Wall Street ovvero la Riserva Bancaria Frazionaria”, la questione infatti è se il credito debba essere privato o pubblico. “Sin dall’epoca delle 13 colonie, il credito prontamente disponibile ha fatto degli Stati Uniti il paese delle opportunità”. Brown continua, “Ciò che ha trasformato tale sistema di credito nello schema Ponzi, il quale necessita costantemente di iniezioni di denaro pubblico, è che il potere di credito è stato assegnato alle banche private. Tali banche necessitano di più denaro di quanto ne abbiano in realtà creato” in quanto impongono interessi elevati al fine di ottenere un profitto. Differentemente quando è il governo a prestare il denaro, il profitto non è un fattore cruciale e quindi il tasso di interesse può essere mantenuto basso e accessibile alle imprese, agli agricoltori, ai privati, o addirittura a tasso zero quando prestato per necessità proprie dell’amministrazione pubblica.

Brown e altri hanno spiegato che il “la riserva bancaria frazionaria” risale al 17mo secolo. All’epoca era prevalentemente in monete d’oro e d’argento, ma i primi banchieri compresero abbastanza velocemente che era più facile emettere una ricevuta di deposito (chiamata nota) come mezzo di pagamento. In seguito iniziarono a creare denaro tramite il prestito con promessa di pagamento. In questo modo si poteva prestare molto più denaro di quante in realtà fossero le monete in deposito. E questo è esattamente l’odierno concetto di riserva bancaria.

Ciò che iniziò a quel tempo come nota, oggi sono voci contabili atte a creare denaro dal nulla. Questo vale sia per i governi che per le banche private con la sola eccezione delle istituzioni pubbliche, le quali hanno uno statuto interamente differente. Esse infatti non hanno il dovere di fare profitti; non hanno obblighi nei confronti di Wall Street o degli azionisti; e infine l’unica cosa per loro importante è che il rischio sul debito dello stato si mantenga basso. Fino a oggi, in più di 230 anni, nessuno stato ha mai dichiarato fallimento e, anche quando malamente governato, ha mai omesso di pagare i propri debiti.

Tali istituzioni possono inoltre emettere prestiti a se stesse e ad altre municipalità a tasso d’interesse zero, mentre alle imprese, agli agricoltori, e ai privati possono offrire un tasso basso e accessibile che garantisca la crescita interna e una prosperità sostenibile.. In un tale sistema, più il prestito si rinnova, più denaro privo di debito si crea con il risultato di minimizzare il rischio di processi inflattivi.

Fintanto che il denaro produce beni e servizi l’inflazione è sotto controllo in quanto sono i disequilibri a causare i problemi “ogni qualvolta la domanda (denaro) eccede l’offerta (beni e servizi).” La stabilità del prezzo è assicurata quando sia la domanda che l’offerta crescono proporzionalmente come avveniva nelle 13 colonie e come illustrato da Brown in “Web of Debt” durante l’amministrazione Lincoln all’epoca della Guerra Civile.

Nel 1691 lo stato del Massachusetts fu “il primo governo locale a emettere denaro cartaceo….” chiamato ‘scrip’ [banconote emesse a titolo temporaneo o di emergenza, n.d.t.]. Le altre colonie si accodarono tra cui la Pennsylvania che emise nuovo denaro privo di inflazione o tassazione fiscale. Per i successivi 25 anni lo stato non riscosse tasse, con il risultato che la popolazione aumentò numericamente e il commercio prosperò. Il “segreto infatti era nel non emettere troppo (credito) e nel restituire il denaro al governo in forma di capitale e interesse su prestiti emessi dal governo stesso”. In altre parole mantenendo un sistema proporzionalmente equilibrato al fine di non dover pagare interessi a finanziatori predatori privati ovvero quel sistema che oggi sta distruggendo gli Stati Uniti e altre economie controllate dalle banche centrali private.

Nonostante le minacce di morte prima della sua inaugurazione e a dispetto dell’accusa di “tradimento, insurrezione, bancarotta nazionale” durante il suo primo anno di presidenza, Lincoln applicò il medesimo criterio. E considerati i rischi da lui corsi quel che riuscì a realizzare è davvero ammirevole: la creazione del più grande esercito del mondo; la sconfitta del Sud; la trasformazione del paese nella “maggiore potenza industriale” del mondo; il decollo dell’industria dell’acciaio, la realizzazione del sistema ferroviario continentale, e una nuova era di macchine agricole e attrezzature economiche; l’istruzione superiore gratuita; attraverso l’Homestead Act lo sviluppo del territorio e la garanzia del diritto di proprietà ai coloni; il supporto governativo a tutte le branche della scienza; la standardizzazione dei metodi di produzione di massa; e l’aumento della produttività lavorativa del 50/75%. Tutto questo fu realizzato nonostante “un dipartimento dell’Economia al fallimento e un Congresso che non percepiva salario”.

Lincoln realizzò tutto questo nazionalizzando il sistema bancario affinché fosse il governo a stampare, a interesse zero, il proprio denaro così da non dover ricorrere ai prestiti a tasso d’usura dal 24 – 36% applicati dai banchieri privati. “L’economia registrò immediatamente una crescita della spesa pubblica e del credito per la produzione pari al 600%” risultato questo reso possibile con denaro emesso dal governo centrale. Fu finanziata la guerra, pagate le truppe, e rilanciata la crescita nazionale una volta liberato il paese da quel sistema che oggi ne devasta l’economia garantendo prosperità ai parassiti delle banche private.

In “Web of Debt” Brown spiega che nei primi anni del ventesimo secolo anche l’Australia operava in un sistema bancario pubblico dove la Commonwealth Bank creava denaro, emetteva prestiti, e raccoglieva interessi ad una frazione del tasso applicato dalle banche private. Il sistema funzionava al punto di garantire al paese, a quell’epoca, uno dei migliori standard di vita nel mondo. Quando poi le banche private presero il sopravvento, l’Australia si indebitò pesantemente tanto che il suo standard di vita precipitò al a 23mo posto. Chiara dimostrazione del potere distruttivo del denaro creato dalle banche private a paragone dei grandi benefici prodotti dal denaro stampato dai governi.

Oggi gli Stati Uniti potrebbero godere dei medesimi vantaggi realizzati:

all’epoca delle 13 Colonie

nell’era della presidenza Lincoln

dell’Australia dei primi anni del ventesimo secolo

nel Medioevo falsamente dipinto come un’era di arretratezza salvata dal capitalismo industriale quando in realtà tale sistema, privo di banchieri, prosperò per centinaia di anni

della Cina di migliaia di anni prima dell’era delle banche private, e di quella attuale, in quanto Beijing attraverso la People’s Bank of China (la propria semi-indipendente banca centrale) controlla la crescita dell’economia nazionale e la creazione di milioni di posti di lavoro per una popolazione in costante aumento

Soltanto attraverso uno sforzo finalizzato alla sostituzione di questo sistema corrotto con uno più onesto e funzionale, l’America e le altre economie mondiali possono prosperare in maniera analoga.

Un sistema bancario a controllo pubblico beneficia tutti tramite depositi finalizzati alla crescita interna sostenibile, attraverso la soddisfazione delle necessità a livello sia statale che locale, e infine tramite l’emissione di denaro a interesse zero.

Tanto chi scrive che Brown crediamo che il credito dovrebbe essere un servizio pubblico all’interno di un sistema bancario nazionalizzato. Tale sistema crea denaro proprio a livello federale e lo gestirebbe poi con depositi in banche statali che servano finalmente le necessità della gente e non l’avidità di banchieri predatori. Un sistema del genere sarebbe il più equo, il più sostenibile, il più efficiente e il più democratico dei sistemi, nonché il più libero da parassiti. Tale sistema funzionerebbe bene a livello federale, statale, e locale con filiali della banca centrale che finalmente servono le municipalità, le imprese, e i residenti ad un costo accessibile.

Grazie alla gestione privata della Federal Reserve e del gigantesco e parassitario sistema bancario, è oggi il monopolio delle multinazionali a governare l’America e ad utilizzare “le banche accolite per generare fondi illimitati, per comprare i competitori, i media, e il governo stesso, sopprimendo quelle che sono le vere imprese private indipendenti”. Proprio quel sistema che gli economisti classici aborrivano.

Le banche private tengono in ostaggio nazioni intere facendo loro pagare interessi sul loro stesso denaro e “profondendo prestiti massicci ai cartelli affiliati nonché agli hedge funds [fondi speculativi n.d.r.] che usano il denaro per eliminare la competizione e manipolare i mercati”.

E’ una forma estrema di Darwinismo con un governo federale, e 46 dei 50 stati, che sono insolventi e piccole imprese e gente comune a pagarne il prezzo. In tale contesto, un’altra via è necessaria affinché il paese, gli stati, le comunità locali, insomma la maggior parte delle persone non si trasformino in “zombie” e che l’America non diventi il Guatemala.

L’eventuale trasformazione delle banche federali, statali e locali in istituzioni di pubblica utilità all’interno di un sistema bancario nazionalizzato, produrrebbe i seguenti benefici:

— l’eliminazione della tassazione personale e d’impresa

— la creazione di una crescita economica stabile e sostenibile

— la ricostruzione della base produttiva del paese

— la realizzazione di vitali infrastrutture di dimensioni mai immaginate prima incluso il ripristino dell’ambiente e lo sviluppo di fonti energetiche alternative, sostenibili, pulite, sicure ed economiche

— la creazione di molti milioni di nuovi e ben pagati posti di lavoro eliminando la disoccupazione per coloro che possono e vogliono lavorare e un sostegno per quelli impossibilitati in quanto disabili

— la fine del pignoramento dell’abitazione e la realizzazione per tutti del sogno di diventare proprietari di casa grazie all’abbondante disponibilità di mutui a buon mercato senza rischi di fregature per i più sprovveduti

— la scomparsa dell’inflazione

— boom e contrazioni economiche diverrebbero ricordi del passato

— la cessazione delle distruttive svalutazioni monetarie e delle guerre economiche per fini privati

— la tutela di pensioni private, di risparmi e di investimenti

— l’eliminazione del debito federale, statale, e locale.

Proviamo a immaginare quanto segue:

Alcune settimane fa Bloomberg e altre fonti hanno riportato che tra $12 e i 14 trilioni (migliaia di miliardi N.d.r.] del denaro destinato al salvataggio e stimolo sono stati stanziati o spesi per coprire il buco da $9 trilioni in transazioni di cui la Fed [Federal Reserve, Banca Centrale USA, n.d.t.] non ha alcuna registrazione. Questo perché a Washington amministratori pubblici in combutta con banchieri criminali chiudevano gli occhi di fronte a un truffa senza precedenti depredando il Tesoro e i citttadini.

Proviamo invece a immaginare se $1 trilione di quel bottino fosse andato a banche pubbliche per finalità produttive. La magia della “riserva frazionaria” avrebbe creato $10 trilioni, e se anche metà di quella somma fosse stata stanziata o spesa per coprire quel buco, i famosi $70 trilioni avrebbero potuto essere usati in maniera produttiva e non sprecati nell’acquisto di asset tossici a prezzo scontato per un maggiore consolidamento o per speculazione con il rischio di una futura drammatica inflazione.

Proviamo ora a immaginare un futuro nuovo dove:

il debito federale possa essere eliminato

la copertura per Social Security, Medicare, e Medicaid [programmi di previdenza e assistenza sociale, n.d.t.] sia garantita in eterno

l’intera nazione e tutti i 50 stati siano solventi e addirittura vadano verso un cospicuo surplus

un futuro sostenibile, prospero e libero dall’inflazione produce benefici sociali essenziali per ognuno tra i quali l’assistenza sanitaria accessibile o addirittura gratuita, l’istruzione, e la fine della povertà grazie a un reddito minimo garantito.

Tutto questo sarebbe niente meno che un’America rivoluzionaria e nuova, simile a quella retoricamente dipinta fino a oggi, ma con tutti vincitori e nessun perdente fatta eccezione per i predatori delle banche private e i loro partner corrotti del settore pubblico.

E ricordate, il denaro creato non genera inflazione fintanto che gli squilibri vengano evitati ed esso venga produttivamente utilizzato per nuovi beni e servizi.

Questa è l’America per cui vale la pena di continuare a lavorare senza tregua fino a che l’obiettivo non venga raggiunto. Se non ora quando? E se non lo facciamo noi, chi lo farà? Se non viene fatto al più presto, potrebbe essere troppo tardi e se questo non è un incentivo ad agire, quale altro può esserlo?

Stephen Lendman è Ricercatore Associato del Centre for Research on Globalization. Vive a Chicago e può essere raggiunto a [email protected].

Titolo originale: “Ending Today’s Economic Crisis Simply and Easily, in America and Globally”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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27.05.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIANNI LOSI

Pubblicato da Das schloss

18 Commenti

  1. Articolo meraviglioso, chiaro, comprensibile. Spero che tutti lo leggano (e lo capiscano). Qui si spiega che inferno sia la nostra clepto-civiltà, e come sarebbe se non ci rubassero sotto il naso, il 97% di ciò che esiste e che si produce.

  2. APPLICATE LA STESSA COSA ALL’ITALIA E CAPIRETE PERCHE’ DA 18 ANNI SIAMO IN DEFLAZIONE PER PAGARE INTERESSI SUL DEBITO, UNA PICCOLA PARTE SI STA ARRICCHENDO E LA MAGGIORNZA NON ARRIVA ALLA FINE DEL MESE, per questo bisogna rigraziare diverse persone:————
    Grazie AMATO, ——–Grazie CIAMPI ——– Grazie DRAGHI (e ringrazia a nome nostro gli ospiti del Britannia) Grazie OCCHETTO, DALEMA ex PCI, Grazie Confindustria e Famiglia Agnelli, Grazie Vaticano FINANZA E BANCHE CATTOLICHE che vi siete gfregati le banche statali, Grazie Di Pietro che con la tua azione giudiziaria hai delegittimato la clase politica così i delinquenti hanno potuto attuare i loro furti in pace vendendo i beni dello STATO.
    Q QUANDO UN GOVERNO DI SALUTE PUBBLICA CHE MANDI IN GALERA TUTTI QUESTI CRIMINALI?

  3. Non capisco se siano più furbi quelli che scrivono certi articoli o più fessi quelli che ci credono.

    Ma secondo voi se per diventare ricchi basta stampare soldi, perché non ce li stampiamo tutti e basta?

    Credete veramente che stampare cartamoneta ci renda ricchi? Io non riesco a capacitarmi di come qualsiasi cazzaro di passaggio possa scrivere delle fregbacce simili e ancor meno del fatto che ci credano.

    Poi però postiamo migliaia di commenti dicendo che gli italiani sono scemi e che non capiscono niente, mi raccomando.

    Mi ricorda vagamente qualcosa:

    Erano giunti più che a mezza strada, quando la Volpe, fermandosi di punto in bianco, disse al burattino:

    — Vuoi raddoppiare le tue monete d’oro?

    — Cioè?

    — Vuoi tu, di cinque miserabili zecchini, farne cento, mille, duemila?

    — Magari! E la maniera?

    — La maniera è facilissima. Invece di tornartene a casa tua, dovresti venire con noi.

    — E dove mi volete condurre?

    — Nel paese dei Barbagianni.

    Pinocchio ci pensò un poco, e poi disse risolutamente:

    — No, non ci voglio venire. Oramai sono vicino a casa, e voglio andarmene a casa, dove c’è il mio babbo che m’aspetta. Chi lo sa, povero vecchio, quanto ha sospirato ieri, a non vedermi tornare. Pur troppo io sono stato un figliolo cattivo, e il Grillo-parlante aveva ragione quando diceva: «I ragazzi disobbedienti non possono aver bene in questo mondo». E io l’ho provato a mie spese, Perché mi sono capitate dimolte disgrazie, e anche ieri sera in casa di Mangiafoco, ho corso pericolo… Brrr! mi viene i bordoni soltanto a pensarci!

    — Dunque, — disse la Volpe, — vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure, e tanto peggio per te!

    — Tanto peggio per te! — ripeté il Gatto.

    — Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dài un calcio alla fortuna.

    — Alla fortuna! — ripeté il Gatto.

    — I tuoi cinque zecchini, dall’oggi al domani sarebbero diventati duemila.

    — Duemila! — ripeté il Gatto.

    — Ma com’è mai possibile che diventino tanti? — domandò Pinocchio, restando a bocca aperta dallo stupore.

    — Te lo spiego subito, — disse la Volpe. — Bisogna sapere che nel paese dei Barbagianni c’è un campo benedetto, chiamato da tutti il Campo dei miracoli. Tu fai in questo campo una piccola buca e ci metti dentro per esempio uno zecchino d’oro. Poi ricuopri la buca con un po’ di terra: l’annaffi con due secchie d’acqua di fontana, ci getti sopra una presa di sale, e la sera te ne vai tranquillamente a letto. Intanto, durante la notte, lo zecchino germoglia e fiorisce, e la mattina dopo, di levata, ritornando nel campo, che cosa trovi? Trovi un bell’albero carico di tanti zecchini d’oro, quanti chicchi di grano può avere una bella spiga nel mese di giugno.

    — Sicché dunque, — disse Pinocchio sempre più sbalordito, — se io sotterrassi in quel campo i miei cinque zecchini, la mattina dopo quanti zecchini ci troverei?

    — È un conto facilissimo, — rispose la Volpe, — un conto che puoi farlo sulla punta delle dita. Poni che ogni zecchino ti faccia un grappolo di cinquecento zecchini: moltiplica il cinquecento per cinque e la mattina dopo ti trovi in tasca duemila cinquecento zecchini lampanti e sonanti.

    — Oh che bella cosa! — gridò Pinocchio, ballando dall’allegrezza. — Appena che questi zecchini gli avrò raccolti, ne prenderò per me duemila e gli altri cinquecento di più li darò in regalo a voi altri due.

    — Un regalo a noi? — gridò la Volpe sdegnandosi e chiamandosi offesa. — Dio te ne liberi!

    — Te ne liberi! — ripeté il Gatto.

    — Noi, — riprese la Volpe, — non lavoriamo per il vile interesse: noi lavoriamo unicamente per arricchire gli altri.

    — Gli altri! — ripeté il Gatto.

    — Che brave persone! — pensò dentro di sé Pinocchio: e dimenticandosi lì sul tamburo, del suo babbo, della casacca nuova, dell’Abbecedario e di tutti i buoni proponimenti fatti, disse alla Volpe e al Gatto:

    — Andiamo pure. Io vengo con voi.

  4. Caro Pausania, in effetti, i soldi “già si stampano” come dici tu. Il problema è che, invece di stamparli gli Stati Sovrani, li stampano delle Corporation di banche possedute da privati che, appunto, li stampano dal nulla e li vendono ad interesse agli Stati i quali li pagano con Buoni del Tesoro.

    Ogni anno, solo l’talia paga di remissione interessi 80 MILIARDI DI EURO alle BCE. Si può pensare che in tutta Europa questa cifra sia di 800? 1000 Miliardi di Euro? e stiamo parlando solo di interessi, non del debito che come ormai tutti sanno non verrà MAI estinto perchè è proprio il sistema del denaro a debito che non lo permette. SE il denaro venisse emesso direttamente da Istituzioni statali, pubbliche, non ci sarebbe bisogno di emettere titoli di stato e di aumentare così l’indebitamento dello stato, che poi è il nostro perchè i governi per recuperare i soldi aumentano le tasse e tagliano i servizi.

    Il punto dell’articolo è proprio questo, e se non lo cogli o proprio non ce la fai o sei parte del sistema e quindi lo difendi. Nessuno propugna lo stampare soldi a getto continuo per diventare tutti ricchi: queste politiche vanno gestite attentamente, in equilibrio con l’andamento dell’economia e con il fine di promuovere uno sviluppo sostenibile e la stabilità dei prezzi. Ma questi obbiettivi possono essere raggiunti solo se le istituzioni che emettono il denaro e il credito sono PUBBLICHE e NON A FINI DI LUCRO: proprio l’esatto contrario del sistema in vigore da tempo immemorabile in quasi tutto il mondo.

    Le oligarchie che dominano il pianeta da sempre hanno capito che la principale leva del potere è il controllo della moneta e delle politiche monetarie, e col cavolo che molleranno l’osso! Possiamo solo sperare che una sempre maggiore consapevolezza e conoscenza del “giochetto” formi dei grandi movimenti di opinione popolare che, finalmente, costringano i nostri governanti (burattini ben pagati nelle mani dei veri padroni) a fare qualcosa. Sarà mai?

  5. L’articolo parla di dare il potere di stampare soldi dal nulla ai governi. Lo dice proprio chiaro e tondo. Non dice “pochi” o “tanti”, dice di stamparne dal nulla.

    Sei libero di credere che al paese dei Balocchi una cosa del genere si possa fare, non sarò certo io a convincerti del contrario.

    Però ti chiedo: perché i soldi non me li posso stampare io direttamente?

  6. I soldi sono già stampati dal nulla, dalle Banche Centrali private, che gestiscono in maniera del tutto autonoma le politiche monetarie (cioè quanti soldi stampare, e i tassi di interesse a breve e a lungo termine) riuscendo a progettare a tavolino bolle speculative, periodi di espansione, inflazione, deflazione, crisi, politiche fiscali dei governi ecc ecc con il solo ed unico fine di arricchire i loro proprietari, a nostre spese.

    Io auspico che la moneta, che è un semplice mezzo per facilitare gli scambi commerciali, sia monopolio di Istituzioni PUBBLICHE e non PRIVATE, e che le politiche monetarie siano gestite in maniera da sostenere l’economia e NON ARRICCHIRE UNA OLIGARCHIA DI FAMIGLIE CHE OGGI SI SONO COMPRATE (tramite i politici corrotti che hanno scritto e fatto approvare le leggi ad hoc) IL MONOPOLIO DI TALE POTERE.

    Nè tu ne io possiamo stamparci i soldi, è un potere troppo grande perchè possa essere messo nelle mie o nelle tue mani, ha la facoltà di influenzare alla base la vita di tutti i cittadini. Deve essere gestito quindi da ISTITUZIONI PUBBLICHE che abbiano come fine il benessere sociale collettivo.

    Credo tu debba approfondire la conoscenza dei meccanismi con i quali oggi viene creato e gestito il credito, ci sono ottimi video su Internet che lo spiegano in modo molto chiaro, se ti interessa ti mando qualche link, ciao

  7. Non capisco: che differenza c’è fra me e il Presidente del Consiglio? Perché lui può stampare moneta e io no?

  8. Di fatto, lo stato ha svenduto tutto ai privati clientelari.
    Prima lo stato era sovrano perche’ sovrano era il popolo,
    e i soldi erano in base alla ricchezza oro,
    ora sono nelle mani private di banche, che speculano
    Lo stato, rappresentato dai politici, raccolgie soldi altrui,
    con tasse e fisco, pareggia i conti reale (perche’ quelli passati sono stati mangiati)
    (i miliardi di introiti non ci sono, e si pagano le pensioni ecc ecc con i tributi presenti)
    e fatto un pareggio, sempre con i soldi altrui guadagnati,
    sono nelle mani dell’ imprenditoria politica e di potere.
    E questo si estende poi dall’ italia all’ europa, e dall’ europa negli usa ecc ecc.

    IL sistema uguale, si allarga, globalmente, e tutti i rapporti sono cosi.

    I costi della vita si alzano, la fiscalita’ pure, e i soldi altrui, vanno sempre per i medesimi corsi di arrichimento
    Il sistema e’ cosi efficente, che rimangono perfino le bricciole da giocarsi
    quindi, e’ rosico fino all’ osso.

    E’ rosicchiato, a tal punto, che si va’ a prendere con i pugnali fra i denti,
    sangue per sangue e su sangue, a chi tributi non da’, ma ha da poter favorire il meccanismo.

    La ragione di tale malattia, e’ talmente alta, che ogni ragione etica, sociale, morale, religiosa, e’ buona e fa da fondamento.
    Praticamente, una pratica cieca, ma che vede solo quello che vuole vedere.

    Quando si parla di rivoluzione, si parla praticamente di questo, di una rivoluzione indolore e dalla base:
    Non pagare piu’ le tasse, e lasciare che il danaro si ridimensioni e si stabilizzi come l’ uomo di suo sa fare,
    nel reale del vivere.

    IL danaro e’ mio e lo gestisco io.

    Ma cazzo di budda, quante volte ce lo siamo detto?
    Ma nessuno lo fa’ o lo ha fatto.

    Ecco uno spunto di programma, di volonta’, sia per l’ alto che per il basso.
    Non dite che sia niente.

    Lo stato deve onorare le pensioni, poiche’ sono state elargite le quote,
    deve mantenere quello che serve come apparato statale,
    e deve percepire una percentuale fissa sui guadagni,
    nell’ ordine del (???( 3%) ???.
    Il discorso e’ chiuso.

    Deve governare la sicurezza pubblica, regolamentare le licenze edilizie in conformita’ dei bisogni, e fascistamente, far andare per il meglio tutto,
    quello che e’ chiamato servizio sociale, obbligo e dovere CIVILE.

    Garantire sul territorio locale lavoro a tutti, anche se si dovesse lavorare 4 ore al giono ciascuno, ma tutti devono lavorare.
    Ridimensionare modi di vita al reale bisogno della vita stessa,
    ridurre sprechi e libera inprenditoria, facendo si che sul territorio regionale tutto sia autosufficente,
    e vivi e lascia vivere, che e’ meglio vivere che non agonizzare a questo modo.

    MA QUESTE COSE, SONO SAPUTE E RISAPUTE, E NESSUNO INVENTA L’ ACQUA CALDA, PERCHE’ LA SOLUZIONE E’ SEMPRE STATA SOTTO GLI OCCHI.

    Benedetti terroni e benedetti polentoni furbastri, quando ve ne fregate.

    Di fatto, non c’e’ altro che far andare danaro in giu, per vedere la mafia,
    e far andare il danaro in su, per vedere i ricconi.

    Viviamo in una casa, con un pezzo di orto, un pasto al giorno, qualche vestito, un po’ di luce…. e che sara’ mai, tutto sto casino da giri epici di soldi e di crisi.

    Viva gli anni 60-70, quando andare via con una canottiera bianca, e un piatto di pasta, non era propio una vergogna.

    Mi dite che differenza fa essere benestanti ora?
    che sia il vestitino, la sniffata, il sub, i 3 immobili che hai, che ti fanno fare la differenza?

    e

  9. ………….PS
    un motto della lega quando e’ nata, propio alle origini,
    se comanderemo noi, piu tasse a nessuno.

  10. Yes, e il colmo e’ che, riescono a farlo diventare subito debito.
    ah ah ah ah ah
    figli di puttana

  11. ….e sai qual’ e’ un altro colmo;
    non dicono; c’e’ “bisogno, facciamo”
    perche’ allora faremmo come i messicani, sdraiati al sole,
    e mossi dal bisogno, realizzeremo, quanto basta.

    Dicono: dobbiamo propio fare, perche’ cosi guadagnamo e facciamo guadagnare.

    E’ il concetto che e’ demenziale.

  12. ………… e un’ altra demenzialita’ umana e’ che:
    questo e’ mio o l’ ho inventato io,
    ma non l’ ho inventato o lo posseggo per tutti, ma l’ ho inventato e lo posseggo per guadagnarci.
    Da qui, parte tutta l’ orda della demenza.

    Il bisogno e’ un bisness, non un reale vivere.
    E sopra ci si gioca tanto e spesso tutto, per i piu’ disgraziati.

  13. Non mi sembra ci sia nessuna differenza, perché nessuno dei due si stampa moneta, a meno che tu o lui, siate azionisti di Bankitalia.
    Se invece di stampare moneta cartacea, intendevi creare denaro elettronico (che é la stessa cosa, in versione moderna), allora forse la differenza c´e´; NON, tra presidente del consiglio e semplice cittadino, ma tra soggetto di riferimento (azionista indiretto di riferimento) del gruppo Mediolanum (lui) e persona senza influenza in banche/o semplice piccolo azionista di banche (tu).
    Infatti le banche commerciali creano denaro elettronico – e un dato di fatto che prestano denaro non loro (riserva frazionaria), e non una volta, ma piú volte, perché se tu chiedi loro in prestito 100 euro e li depositi in C/C, loro ripresteranno 98 euro ad altri -. Quindi i soggetti di controllo/ riferimento si beneficiaranno in tutte le maniere di questa “situazione” (prestiti a condizioni ridicole, finanziamenti, movimenti di capitale illeciti, utilizzo del vero lucro nascosto tra le pieghe di bilancio, occultamento di fondi etc.), al piccolo azionista verrà concesso uno striminzito dividendo, che non lo farà mai sospettare di essere co-proprietario di una (clepto)gallina dalle uova d´oro.

  14. Scusa pausania, non voglio essere offensivo, ma ho la netta impressione che la tua conoscenza del meccanismo di creazione della moneta e del credito non ti sia del tutto chiaro. Credo che un po’ di approfondimento e di studio specifico non ti farebbe male e darebbe una risposta a tanti tuoi dubbi. Cordialmente

  15. Scusa Pausania se assumo l’attegiamento professorale ma per spiegare il ruolo della moneta (come mediatore degli scambi fattore che permette la produzione di beni ed infrastrutture ed il consumo) secondo me bisogna pensarela al sangue che porta e fa scambiare le sostanze tra le varie entità economiche.
    Ora si è scoperto che se manca detto sangue anche le entità economiche languiscono, se ce n’è troppo c’è inflazione, se ce n’è poco deflazione cioè riduzione della produzione fallimenti e licenziamenti e fame.
    Sul fatto del perchè non far svolgere questa funzione di creatori del sangue ai privati, la prima risposta potrebbe essere che inevitabilmente ne creerebbero troppo e non arriverebbe solo l’inflazione ma la perdita di significato e valore alla stessa moneta che non potrebbe svolgere più il suo ruolo di scambio perchè tale ruolo si basa sulla credenza del VALORE posseduta dalla stessa.
    Anche il fatto che l’Oro o i diamanti siano un VALORE è una credenza del nostro meravigliarsi per la lucentezza, (cosa che fanno anche le gazze ed altri uccelli). ma non ha niente l’oro o i diamanti, in se (o in valore d’uso) che ne giustifichi il valore economico, o il ruolo come sistemi di scambio.

  16. Scusa Pausania se assumo l’attegiamento professorale ma per spiegare il ruolo della moneta (come mediatore degli scambi fattore che permette la produzione di beni ed infrastrutture ed il consumo) secondo me bisogna pensarela al sangue che porta e fa scambiare le sostanze tra le varie entità economiche.
    Ora si è scoperto che se manca detto sangue anche le entità economiche languiscono, se ce n’è troppo c’è inflazione, se ce n’è poco deflazione cioè riduzione della produzione fallimenti e licenziamenti e fame.
    Sul fatto del perchè non far svolgere questa funzione di creatori del sangue ai privati, la prima risposta potrebbe essere che inevitabilmente ne creerebbero troppo e non arriverebbe solo l’inflazione ma la perdita di significato e valore alla stessa moneta che non potrebbe svolgere più il suo ruolo di scambio perchè tale ruolo si basa sulla credenza del VALORE posseduta dalla stessa.
    Anche il fatto che l’Oro o i diamanti siano un VALORE è una credenza del nostro meravigliarsi per la lucentezza, (cosa che fanno anche le gazze ed altri uccelli). ma non ha niente l’oro o i diamanti, in se (o in valore d’uso) che ne giustifichi il valore economico, o il ruolo come sistemi di scambio.

  17. Scusa Pausania se assumo l’attegiamento professorale ma per spiegare il ruolo della moneta (come mediatore degli scambi fattore che permette la produzione di beni ed infrastrutture ed il consumo) secondo me bisogna pensarela al sangue che porta e fa scambiare le sostanze tra le varie entità economiche. Ora si è scoperto che se manca detto sangue anche le entità economiche languiscono, se ce n’è troppo c’è inflazione, se ce n’è poco deflazione cioè riduzione della produzione fallimenti e licenziamenti e fame. Sul fatto del perchè non far svolgere questa funzione di creatori del sangue ai privati, la prima risposta potrebbe essere che inevitabilmente ne creerebbero troppo e non arriverebbe solo l’inflazione ma la perdita di significato e valore alla stessa moneta che non potrebbe svolgere più il suo ruolo di scambio perchè tale ruolo si basa sulla credenza del VALORE posseduta dalla stessa. Anche il fatto che l’Oro o i diamanti siano un VALORE è una credenza del nostro meravigliarsi per la lucentezza, (cosa che fanno anche le gazze ed altri uccelli). ma non ha niente l’oro o i diamanti, in se (o in valore d’uso) che ne giustifichi il valore economico, o il ruolo come sistemi di scambio.

  18. Speriamo che questo ariticolo sia stato fatto oggetto di (spamm)
    verso tutti i siti e mail di quelli che contano.
    E pure in italia