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Quasi 2 milioni di italiani col Pd, rimasto all’Età della Pietra

FONTE: LIBREIDEE.ORG

Favoloso Pd: dopo Renzi e l’avatar Martina, ecco Zingaretti (il nulla), vittorioso su Giachetti (altro nulla) e sullo stesso Martina (idem). Il nulla è il contenuto politico dei tre alfieri delle primarie 2019, che avrebbero mobilitato 1,7 milioni di italiani: impegnatissimi a discettare, appunto, sul vuoto cosmico che il partito ha prodotto, dopo la bruciante sconfitta dello scorso anno. Non una parola sulle cause della disfatta, che ha inevitabilmente portato a Palazzo Chigi i velleitari gialloverdi, cioè gli “incompetenti” 5 Stelle e il “razzista” Salvini. Non finisce di stupire, la base del Pd: se i dirigenti non rappresentano più una sorpresa per nessuno, avendo ampiamente dato spettacolo di sé in termini di mediocrità assoluta, stupisce la tenacia di militanti ed elettori, probabilmente convogliati verso i gazebo soprattutto grazie alla martellante campagna mediatica contro l’orco leghista, ben orchestrata anche dalla manifestazione oceanica pro-migranti organizzata alla vigilia del 3 marzo dal milanese Sala per contestare i tanti aspetti inaccettabili del decreto-sicurezza. A parte questo, però, il Pd – inteso come corpo politico-sociale – sembra rimasto all’età della pietra, prigioniero di un’altra epoca, ancora ipnotizzato dall’illusione ottica dell’Unione Europea come superpotere illuminato, apolitico e neutrale nonché necessariamente non-italiano, viste le storiche colpe del Belpaese-cicala, gravato dal suo vergognoso debito pubblico.

Per il Pd, la storia è ferma al 1992, all’europeismo bancario e tecnocratico di Ciampi, tuttalpiù alla super-bufala ulivista dell’oligarca Prodi, asceso al cielo solo grazie alla guerra psicologica contro l’Uomo Nero. Sono passati 25 anni, e sembra che gli elettori Pd non abbiano ancora capito che il vero pericolo per l’Italia non era Berlusconi, ma i poteri oligarchici eurocratici che proprio nel centrosinistra hanno incessamente reclutato alleati docili e servizievoli, da D’Alema e Renzi, cui affidare lo smantellamento progressivo del welfare, la super-tassazione inferta alle aziende, la disoccupazione-choc e la chemio-economy eseguita dal duo tragico Monti-Fornero, cioè i mercenari che – attraverso Napolitano – hanno deformato la Costituzione, sfigurandola con l’inserimento proditorio del pareggio di bilancio approvato senza fiatare dall’infimo Bersani. Nulla di tutto ciò traspare, nemmeno in lontananza, dall’analisi post-sconfitta esalata a mezza voce dal Pd già renziano. Niente di vagamente paragonabile alle riflessioni prodotte in Francia dal gauchista Mélenchon, o in Gran Bretagna dal laburista Corbyn. La cosiddetta sinistra (nominale) italiana non va oltre Zingaretti, Giachetti e Martina. L’altra notizia è che la disfida, interamente disputata a colpi di sbadigli, ha attratto quasi due milioni di elettori sani di mente.

Dov’era, in questi anni, il popolo del Pd? Dove si è informato? Cosa ha letto? Chi ha ascoltato? Non c’è stato un dirigente del partito – non uno – capace di indicare le cause del doloroso divorzio tra il Pd e gli italiani, messi in ginocchio da un’euro-crisi sapientemente pilotata grazie all’occhiuta regia di micidiali strateghi come Mario Draghi. Zero assoluto, dal Pd, sul rapporto con Bruxelles: la recessione è accettata come normalità fisiologica, la sottomissione viene subita come destino (anche quando Germania e Francia annunciano ad Aquisgrana il ritorno persino formale al Sacro Romano Impero). Facile, sparare su Di Maio e Toninelli. Comodo, prendersela con lo sgradevole Salvini. Ma se tornasse a Palazzo Chigi, il Pd cosa farebbe? Probabilmente, le stesse cose che ne hanno causato lo sfratto nel 2018. Cos’è cambiato, nell’ultimo anno? Niente. Basta ascoltare Zingaretti, Martina e Giachetti. I buoni sono all’opposizione perché i cattivi sono al governo. E i cattivi sono al governo perché evidentemente gli italiani sono cretini, oltre che un po’ fascisti e xenofobi. Le parole democrazia, sovranità e trasparenza non dicono niente, allo pseudo-europeismo del Pd, ancora e sempre a disposizione dei neoliberisti, i grandi privatizzatori universali. Pazienza per i nano-dirigenti, usi a obbedir tacendo, ma è decisamente sconcertante constatare come, in quel nulla, ripongano ancora una certa fiducia quasi due milioni di elettori italiani.

(Giorgio Cattaneo, “Quasi 2 milioni di italiani con il Pd, il partito superstite che è rimasto all’Età della Pietra”, dal blog del Movimento Roosevelt del 4 marzo 2018).

 

Fonte: www.libreidee.org

Link: http://www.libreidee.org/2019/03/quasi-2-milioni-di-italiani-col-pd-rimasto-alleta-della-pietra/

4.03.2019

Pubblicato da Davide

12 Commenti

  1. “L’altra notizia è che la disfida, interamente disputata a colpi di sbadigli, ha attratto quasi due milioni di elettori sani di mente.”

    Su questa affermazione dissento, se fossero realmente sani di mente non voterebbero il PD!

  2. Commento ineccepibile.
    La scomoda verità è che i vertici del PD non vogliono analizzare le cause della sconfitta perché già le conoscono, ma non possono modificarle in quanto ormai politicamente hanno tutti quanti un laccio legato ai genitali.
    Gli rimane solo una strategia, perseverare nella cieca obbedienza alle scellerate politiche economiche euriste, ricercando (se mai ce la faranno ) il consenso perduto, non sulla base delle loro capacità, ma sulle disgrazie altrui.
    Come foglia di fico per continuare a nascondere la loro svolta liberista, continueranno ad utilizzare ancora Berlusconi finché regge il cerone, poi c’è la paura del fascismo montante, il clima xenofobo e razzista che sta incattivendo il Paese, l’incompetenza dei 5stelle (ma chi erano i loro competenti che ci hanno condotti per quasi 20 anni a questo sfascio?), le minacce dell’Europa, le liti con la Francia, la TAV ecc.ecc.

  3. Ma saranno veri i numeri? Ieri riportavano 1,5 milioni, oggi quasi 2, domani 2,5? A vedere varie immagini fornite da Repubblica (lunghe file), lunghe non mi sembravano proprio, max 20/30 persone in fila.

  4. Solo una cosa, non si può più sentire sta storia che mister B. non è mai stato il vero pericolo per l’Italia. Questo è falso, Mister B. è tornato utile per qualunque zozzeria si sia voluto far passare in Italia, o direttamente oppure in appoggio a qualcuno. Persino oggi, che ormai conta poco, l’Europa ha deciso di cavarne quanto possibile riabilitandolo anche politicamente, per usarlo come grimaldello nei confronti del governo, o quantomeno come freno nei confronti della lega. Per quanto riguarda il PD, ormai sopravvive soprattutto nella testa di coloro che capiscono ben poco di quello che è successo negli ultimi anni. Che ci vogliamo fare, vorrà dire che andranno tutti in peregrinaggio alla casa di Montalbano, o faranno un tour nei luoghi del commissario a Vigata.

  5. Il lato tragico della cosa è che il PD ha ancora le leve del potere ben salde. Bankitalia e Magistratura in primis, seguono i media, PDR, Alta Burocrazia…Ad una anno dalle elezioni ancora le aste marginali BTP con lo spread a 2,60% a farci buttare 100 milioni di euro giorno…

  6. Le primarie , così come le fanno nel Pd, sono pietose.
    I soldi che incassano, però, sono una bella sommetta.

  7. L’Italia è un paese di cerebrolesi governato da volpi, altrimenti non saremmo a questo punto.

  8. Senza una Informazione libera (e che racconti la verità), non possono emergere Politici capaci e gli scarti che rimangono lo mettranno sempre nel sdere al Popolo.
    L’Informazione non è libera perchè si è venduta (per denaro o altre utilità) a Gruppi di Potere.
    L’Informazione sarà costretta a tornare Libera quando il Pololo non le crederà più.

  9. Ovviamente il PD sceglie il segretario con la modalità che ritiene più opportuna, benché bizzarra (credo sia l’unico partito al mondo che fa eleggere il segretario dalla gente che passa per la strada al prezzo di 2 €.), e ha pieno diritto di farlo. Soffermarsi sulle “primarie”, sull’affluenza più o meno numerosa etc. per come la vedo io è un problema secondario. La cosa fondamentale, secondo me, è che la sua crisi ha ragioni profonde e che il ricambio compulsivo con l’ennesimo sedicente “leader” usa e getta potrà avere un effimero parziale riscontro in tempi molto brevi, ma non risolleverà le sorti di questo partito.

  10. Non criticherei troppo l’esercizio del voto seppur a rischio brogli (qualche giornalista sostiene che ha votato 2 o 3 volte in diversi gazebo, cosi si legge in qualche tweet ), ma la cieca mentalità da “tifoso” che hanno alcuni elettori PD rimasti come dice l’autore giustamente ad un era passata .
    Sono solo ciechi tifosi che votano un simbolo e un partito ormai vuoto , privo di ideali ed idee , mi augurerei che un giorno aprissero gli occhi ma quando averà sarà troppo tardi.

  11. Al governo il m5s (alleato con la Lega, tutti i media contro, Europa contro, etc.) non ha ottenuto in 9 mesi grandi risultati. Quindi sembrerebbe giusto tornare a votare quelli bravi, quelli che non hanno ottenuto risultati per 20 anni.

  12. L’articolo parte da un assunto non verificabile, il numero dei votanti, che per le modalità volutamente ambigue di svolgimento di queste “primarie”, è un dato inconoscibile.
    Chiamarle elezioni primarie in effetti è del tutto improprio, è una semplice chiamata a conferma di una conta interna al direttorio, la base non è coinvolta nell’elaborazione politica, servirebbe allo scopo una struttura come quella rappresentata dai congressi locali che poi portano a quello nazionale, ma questo percorso è stato interrotto da tempo.
    Diventa qualcosa di peggio anche rispetto l’esperienza USA di selezione dei candidati al circo presidenziale.
    La mutazione del PD a mero organo di trasmissione degli interessi oligarchici delle rendite e delle multinazionali si è vista proprio a partire dai cambiamenti nella struttura; l’avvento dei personaggi alla Renzi ha segnato la fase finale della mutazione, rendendo irrecuperabile alla dialettica interna ogni percorso di rinsavimento, ogni elaborazione di una politica che risponda in qualche modo alle esigenze della base.
    Le critiche alla democrazia interna ed ai meccanismi di selezione del M5S fatte dalla parte dei piddini è ormai ridicola, dopo queste primarie terminali, con tre candidati indistinguibili, se non rispetto le loro logiche interne, infarcite di una dialettica autoreferenziale al massimo.
    Si sta avverando quindi la facile profezia legata all’avvento del Renzi alla guida del partito, Il governo deve resistere ancora qualche tempo, fisiologicamente cosi
    ridurrà ancora i rivoli di potere che dagli apparati dello stato e del
    parastato portano ossigeno al PD, completando il quadro di queste “primarie” che traghetteranno il partito alla irrilevanza più completa.