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QUANDO LA STORIA DIVENTA SCOMODA

DI SHERIF EL SEBAIE
Salamelik

Paolo Barnard, autore dell’interessantissimo volume “Perché ci odiano” pubblicato dalla Bur – già recensito su questo sito – ha espresso la sua opinione sul comunicato dell’UCOII e sulla situazione della comunità musulmana in Italia in due diverse email che ha avuto la gentilezza di inoltrarmi, e di cui pubblico molto volentieri alcuni stralci. Non voglio entrare nel merito dell’analisi del famigerato comunicato proposta in seguito, dal momento che la mia personale opinione su quel documento l’ho già espressa, e tantomeno sulla situazione dei musulmani in Italia, oggetto di numerosi post già pubblicati o che lo saranno tra breve. Ritengo comunque interessante dare spazio al punto di vista di un giornalista e di uno studioso che sarebbe opportuno conoscere, e magari in seguito – quando si saranno calmate le acque – approffondire e discutere, senza criminalizzazioni o isterismi, come sta purtroppo accadendo tuttora. L’opinione di Barnard – sostiene lo stesso autore – deriva da uno studio approfondito e “sarebbe opportuno che io elencassi qui le prove di quanto affermo, ma non posso ovviamente riprodurre le oltre 340 pagine del mio libro”. Consiglio quindi, ancora una volta, la lettura del libro su citato per capire da dove derivi un’opinione talmente “unpolitically correct” e direi persino rischiosa, soprattutto se espressa proprio mentre si sta discutendo di “cosa fare” dell’UCOII dopo la pubblicazione del comunicato in questione.

Per Barnard, “l’analogia fra i crimini israeliani e le pratiche naziste tracciata dall’UCOII è sicuramente uno sbaglio di comunicazione, ma vorrei sottolineare che nel merito essa è del tutto veritiera. Nel mio libro la documentazione storica, tutta esclusivamente di fonte ebraica autorevole, testimonia che in effetti Israele fin dalla sua nascita ha applicato in Palestina tecniche di discriminazione razziale e di terrore che ricalcano alla lettera la metodologia nazista e nazifascista con paralleli inquietanti persino nella ideologia sionista pre e post 1948, che vedeva e vede nell’arabo un “untermenschen” privo di qualità e di dignità umane. Il difetto dell’inserzione dell’UCOII sta solamente nell’aver ‘brutalmente’ espresso quanto sopra alla ricerca di un effetto ‘shock’ sul pubblico, probabilmente dettato dall’indignazione per quanto stava accadendo in Libano e dalla decennale frustrazione per l’indegno sistema di due pesi e due misure con cui sempre l’Occidente tratta le sofferenze arabe a fronte di quelle ebraiche. L’UCOII avrebbe dovuto invece condurre il pubblico italiano gradualmente attraverso una campagna di informazione di lungo respiro”.

Barnard punta inoltre il dito contro “il sistema di due pesi e due misure e l’ipocrisia immorali che hanno sempre caratterizzato l’atteggiamento occidentale nei confronti della questione arabo-israeliana” che “vive e si nutre precisamente dell’assenza di verità storica sull’esistenza di un terrorismo ebraico dalle tinte talvolta neonaziste, che ha formato l’intera storia della nascita di Israele e che ancora oggi la forma, e che è ampiamente documentato oltre ogni possibile dubbio. Questo silenzio storico sulle sofferenze e sulle vite perdute di milioni di musulmani, sempre abbinato però a un’incessante (e in sé giusto) clamore per le sofferenze e per le vite perdute israeliane, ha permesso la nascita e la crescita proprio di quell’odio contro di noi che ha prodotto Al Qaida e ogni forma di terrorismo islamico-palestinese. Per fermare l’odio musulmano la verità va assolutamente raccontata, per quanto dura e scioccante, anche se certamente non con i metodi sbrigativi dell’UCOII. Secondo, non è possibile oggi alcun dialogo fra le parti, né alcuna speranza di pace, se la verità sui terrorismi non sarà appunto raccontata del tutto, se non sarà accettata e se le vittime arabe sottaciute e mai onorate non riceveranno pari dignità di quelle ebree. Chiedere alla parte araba di sedere ai tavoli di pace spazzando sotto al tappeto della Storia le immani ingiustizie e le atrocità che hanno patito per mano ebraica (col pieno appoggio occidentale) è assurdo e immorale, e in passato ha sempre condotto al fallimento delle trattative. Continuare così è sinonimo di rovina e di pericoli per l’intera umanità”.

Nella sua seconda lettera, invece, Barnard si rivolge ad un dirigente musulmano e, idealmente, ai musulmani nel loro insieme dicendo: “Rendetevi conto: è in corso una immane campagna razzista di deumanizzazione del musulmano che deve essere ridotto a una figura infida, pericolosa e incompatibile con la modernità, e cioè un corpo alieno. E lei sa bene a cosa serve, e a chi serve, la deumanizzazione di un dato soggetto umano: serve a rendere possibile la sua repressione con metodi violenti senza suscitare reazioni di umano disgusto per quei metodi da parte delle opinioni pubbliche spettatrici. La Storia è zeppa di esempi, dalla Germania degli anni ’30 e ’40 contro gli ebrei, ai metodi di deumanizzazione del prigioniero politico in America Latina per permettere ai torturatori di seviziarlo senza crollare nel ribrezzo. Serve in altre parole a “rendere plausibile l’inimmaginabile” (Herman), e cioè, nel caso dell’Islam, a rendere plausibile la ancor maggiore brutalizzazione dei palestinesi fino al completamento della pulizia etnica della Palestina, e l’asservimento e/o abbruttimento sociale dei popoli musulmani che abitano i luoghi produttori di quelle risorse che devono “essere disponibili per il Mondo Libero” (NSC di Eisenhower), così che essi non siano mai più in grado di rivendicare per sé stessi quelle loro risorse. Questa non è dietrologia delirante. Sta accadendo già da decenni, e può accadere solo perché alle opinioni pubbliche occidentali fu venduta e ancora oggi è venduta una narrativa falsa su quasi tutto ciò che vi riguarda o che vi fu fatto. Dobbiamo invece, da occidentali, rivelare le verità della barbarie perpetrata dal mondo occidentale innanzitutto, poiché “oggi la gente non tollera più la barbarie, e se la scopre si mobilita per porle fine” (Chomsky).

Sherif El Sebaie
Fonte: http://salamelik.blogspot.com/
Link: http://salamelik.blogspot.com/2006/09/quando-la-storia-diventa-scomoda.html
09.09.2006

Pubblicato da Davide

  • diverticolo
  • Tao

    Paolo Barnard, Perché ci odiano
    Edizioni Bur
    352 pagine
    9.60

    In questa lettera, sempre segnalata da Amina, le validissime ragioni dell’invito alla lettura:

    Caro amico/a,

    sono Paolo Barnard, l’ex giornalista di Report (RAI3) cui tu scrivesti nel Settembre 2003 in occasione della mia inchiesta “L’Altro Terrorismo”, dove accusavo gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Russia di essere i veri grandi terroristi, prove documentali alla mano.

    Oggi ho pubblicato un libro sullo stesso tema, dal titolo “Perché ci Odiano”, di Paolo Barnard, edito da Rizzoli BUR, collana Futuro Passato. Rispetto al pezzo televisivo esso è molto più documentato e soprattutto contiene una critica a Israele forse senza precedenti nell’editoria italiana importante, poiché Israele viene annoverato fra gli Stati terroristi e accusato da fonti ebraiche autorevoli di aver imposto 54 anni di nazismo in Palestina.

    Te lo segnalo per alcuni importanti motivi:

    E’ il libro oggi più censurato nella saggistica italiana. Nessun media, né televisivo né cartaceo, ha voluto recensirlo, né RAI né Mediaset o La7, o alcuna radio pubblica o privata, neppure Unità o Repubblica (che ha letteralmente tolto una recensione dalle pagine sia del quotidiano che del Venerdì). Sappiamo che la censura è politica e viene dall’alto, e credo che la critica a Israele ne sia alla base.

    La documentazione che contiene è talmente inattaccabile, e scioccante, da costituire lo strumento definitivo per demolire la Guerra al Terrorismo di Bush/Blair/Putin/Olmert senza possibilità di smentite.
    E’ dunque uno strumento essenziale per controbattere efficacemente alle destre, o semplicemente per ogni cittadino che vuole capire la realtà di questa immane crisi internazionale.

    Il libro è scritto per poter essere capito da tutti, e contiene una spiegazione fruibile da chiunque di tutto ciò che è essenziale sapere per comprendere le crisi mediorientali e la criminosità della Guerra al Terrorismo.

    Israele viene svelato per ciò che è senza mezzi termini o tentennamenti: il più grande Stato terrorista della Storia mediorientale contemporanea, con prove alla mano che smontano pezzo su pezzo la narrativa che oggi permette a Tel Aviv di agire con impunità assoluta di fronte al mondo intero. Le fonti sono solo ebraiche, proprio per essere ‘blindate’.

    In ultimo, oggi che la Guerra al Terrorismo ci sta portando sull’orlo di una deflagrazione senza precedenti, ritengo vitale che sia divulgato al pubblico il senso ultimo del libro, che è: quasi tutto ciò che sappiamo sul Terrorismo islamico è falso, e ci può uccidere.
    Smettiamo di crederci. Se non ci racconteranno la verità sulle radici dell’odio contro di noi, quell’odio non si fermerà mai, perché mai sapremo affrontarlo. Vi offro gli strumenti per capire l’odio, per affrontarlo e per fermarlo. Ne va della nostra vita, come di quella di tanti cittadini del mondo.

    Mi affido direttamente a te affinché tu ne prenda visione e, se lo condividi, lo divulghi, perché non mi è concessa altra voce. Vengo zittito dalle censure poiché né la verità, né la libertà di pensiero sono tollerate.
    Mai.
    Grazie.
    Paolo Barnard

    Fonte: http://an-nisa.splinder.com/
    9-09-06

  • Zret

    La visione è un po’ chomskiana con tutti i pregi ed i limiti di tale posizione. Barnard è autore di alcune interessanti inchieste per Report, ma si è ben guardato dal rispondere alle richieste di tutti quelli che lo sollecitavano, almeno a rispondere sul tema scie chimiche. E’ facile oggi essere antisionisti ma per essere antisinarchici, bisogna avere coraggio e coerenza: non basta esibirle.