Home / ComeDonChisciotte / PUTTANE DI GUERRA

PUTTANE DI GUERRA

DI NEIL MACKAY
Sunday Herald

I mercenari americani in Iraq sono stati chiamati “la coalizione dei Fatturatori” [il gioco di parole dell’originale, che fa le rime alla ‘Coalizione dei Volenterosi’, ovvero The coalition of the willing, è intraducibile in Italiano N.d.T], ma i mercenari della Blackwater [uno dei principali contractor nella “fornitura” di carne da guerra a pagamento N.d.T] di ben più che la sola sottrazione di denaro. L’editor di Investigations, Neil Mackay, esamina i collegamenti tra l’azienda e l’elite politica statunitense.

Persino per la Blackwater si è trattata di un’atrocità troppo grave. A prestar fede a un rapporto del governo iracheno, la Blackwater, un’azienda americana che è ufficiosamente il più grande esercito privato a pagamento al mondo, ha aperto il fuoco, in modo indiscriminato e senza provocazione, su civili in una strada di Bagdad, uccidendone venti. Il fatto è avvenuto il 16 di Settembre.L’Iraq le ha immediatamente revocato l’autorizzazione a condurre operazioni nel paese e ha presentato un’istanza per espellerne gli impiegati e perseguire quelli considerati responsabili della sparatoria, ma le attività della Blackwater sono comunque riprese.
Ciò è in accordo con quanto rilasciato in una nota dell’ambasciata USA sui fatti del 16 Settembre; una nota ottenuta dal Washington Post e descritta, da un funzionario del Dipartimento di Stato, come una versione di “prima mano”. Essa espone in dettaglio gli accadimenti, come comunicati dagli uomini di scorta della Blackwater, e ha suscitato controversie in Iraq e a Washington, causando un’indagine sul ruolo dell’azienda e di altre aziende private che si occupano di sicurezza in Iraq.

Secondo la Blackwater, i propri mercenari, noti come ‘mercs’ [probabile allusione al videogioco in stile “corri e spara” creato da Capcom e uscito, in versione sala gioco, nel 1990 N.d.T], stavano scortando un convoglio diplomatico quando si sono trovati sotto il fuoco nemico. Tuttavia, il governo iracheno, insiste sul fatto che non si sia trattato di un’imboscata e che lo squadrone di mercenari abbia aperto il fuoco su un’auto che non era riuscita a fermarsi.

“Nessuno sparava al convoglio”, afferma Ali al-Dabbagh, il portavoce del governo di Bagdad. “Non c’era nessuno che sparasse.” Dabbagh ha dichiarato che dopo aver aperto il fuoco verso una coppia e un bambino nel veicolo, i mercenari “hanno iniziato a sparare a caso.” A seguito degli spari, la famiglia è stata ridotta in cenere nell’auto.

Non si tratta della prima volta che la Blackwater si trova al centro di una controversia del genere. Ma cos’è in realtà la Blackwater? Chi la possiede? E perché gli ex soldati che ci lavorano dentro avrebbero ritenuto di poter farla franca, dopo un massacro compiuto in pieno giorno?

Malgrado sia stata implicata in diverse uccisioni sospette, la compagnia è il contractor preferito del Pentagono e, a tutti gli effetti, gode dell’immunità diplomatica in Iraq. Descritta come “il più potente esercito di mercenari al mondo”, sia l’ambasciatore statunitense in Iraq sia i maggiori generali la tengono in grande considerazione.

Secondo quanto si dice, la Vigilia di Natale dello scorso anno un suo impiegato uccise con un colpo d’arma da fuoco la guardia del corpo di uno dei vice-presidenti iracheni, Adel Abdul Mahdi. L’assassino aveva bevuto fino a ubriacarsi nella Zona Verde e aveva cercato di penetrare in un’area in cui vivevano funzionari iracheni. Dopo l’uccisione, l’uomo lasciò il paese senza l’ombra di un processo. Nel Maggio di quest’anno, un altro dipendente della Blackwater ha ucciso un civile iracheno, con la scusa che stava guidando troppo vicino a una colonna sotto scorta. La compagnia ha sostenuto fermamente come l’uomo avesse agito legittimamente.

La Blackwater, che ha come base la Great Dismal Swamp [letteralmente la “Grande palude lugubre”, un’area acquitrinosa nel Sud Est della Virginia N.d.T], è stata co-fondata da Erik Prince, un miliardario fondamentalista di destra. Risulta che, nel suo quartier generale, l’azienda abbia addestrato più di 20.000 mercenari, mettendoli in grado di agire come freelance nelle guerre in tutti gli angoli del mondo. Prince è un grosso finanziatore del partito Repubblicano – cui ha elargito circa 275.550 dollari – e, da giovane, è stato alla Casa Bianca sotto George Bush senior. Con il figlio di questi, la Blackwater ha ricevuto lucrosi contratti senza bando [i contratti elargiti dalla Pubblica Amministrazione americana senza gare, sotto forma di licitazione privata N.d.T] per l’Iraq, l’Afghanistan e la ricostruzione di New Orleans dopo l’uragano Katrina. La sua azienda ha sottoscritto contratti per almeno 320 milioni di dollari nel solo Iraq [con un effetto moltiplicativo, rispetto ai finanziamenti di 1000 a uno, un buon affare senz’altro N.d.T].


[Mercenari della Blackwater pattugliano New Orleans]

Jeremy Scahill, che ha scritto il libro “Blackwater: l’ascesa del più potente esercito mercenario del mondo”, dice che, quando Bush fu rieletto nel 2004, un direttore dell’azienda inviò questa email al suo personale “Bush vince, altri quattro anni [di pacchia N.d.T.]! Hooyah!!” [grido di guerra usato nella marina americana, in particolar modo dai Navy Seals N.d.T.].

Una linea di condotta nella gestione del personale in azienda impone di assumere, in ruoli chiave, le figure preminenti delle passate amministrazioni. Essa assunse in qualità di vicepresidente Cofer Black, un ex coordinatore per l’antiterrorismo del Dipartimento di Stato ed ex direttore del centro CIA per l’antiterrorismo. Robert Richer, un ex direttore divisionale della CIA, entrò a far parte dell’azienda come vice presidente del servizio informazioni nel 2005.

Scahill afferma che la compagnia è “la testa di ponte in ciò che l’amministrazione Bush considera come la necessaria rivoluzione nelle faccende militari” – ovvero la privatizzazione di quante più funzioni possibili. Il senatore John Warner, ex presidente della commissione dei servizi militari al Senato, una volta definì la Blackwater come “il socio muto [che agisce senza prendere parte alle decisioni N.d.T.] nella guerra globale al terrorismo”.

Scahill ha definito Prince come un “neo-crociato, sostenitore della supremazia del Cristianesimo [tra le altre religioni N.d.T], cui sono stati affidati contratti federali per centinaia di milioni di dollari: questo è un uomo che abbraccia la causa della supremazia cristiana, e gli è stato permesso di fondare un esercito privato per difendere la Cristianità in giro per il mondo. Egli si riferisce alla Blackwater come alla FedEx del Pentagono. Egli chiede: se si vuole sul serio che un pacco venga recapitato da qualche parte, si preferisce affidarlo alle Poste o alla FedEx? Ecco come questa gente si considera.”

Benché l’azienda venne fondata nel 1996, non fu che nel 2004 che il mondo si accorse della sua esistenza. Il 31 Marzo di quell’anno, quattro suoi mercs si diressero stupidamente alla volta di Fallujah – una roccaforte degli insorti. Furono colpiti, tirati fuori dalle loro auto, bruciati, mutilati, trascinati lungo le strade, e piccoli pezzi dei loro corpi vennero appesi a un ponte (soprannominato il Ponte Blackwater).

Almeno ventidue mercs sono caduti in Iraq. A oggi, più di 438 mercenari, alle dipendenze di più di due dozzine di simili compagnie, sono morti lì.
Nel Gennaio di quest’anno, cinque mercs perirono quando un elicottero dell’azienda (che ha una flotta privata di 20 tra aerei ed elicotteri da combattimento) fu abbattuto a Bagdad. In seguito si venne a sapere che quattro dei cinque membri dell’equipaggio vennero rinvenuti con ferite alla testa stile esecuzione. Il 21 di Aprile del 2005, sette mercs morirono nel corso di due attacchi distinti, uno a Bagdad, l’altro a Ramadi.

I massacri di Fallujah hanno trasformato la Blackwater in una sorta di campione del patriottismo, mentre la lobby della guerra dipinge i suoi mercs come tanti eroi che lottano per l’America contro assassini assetati di sangue. Dalla fine del 2004, l’azienda è cresciuta del 600%.

Il presidente Bush ha affermato che gli omicidi, che aiutarono ad aprire la strada al sanguinoso assedio e alla successiva cattura di Fallujah da parte dei marine statunitensi alla fine del 2004, sono stati “una sfida alla fermezza dell’America”. Tuttavia, l’ammirazione nei confronti della Blackwater non fa i conti con le emozioni delle famiglie dei quattro mercenari caduti.
Katy Helvenston, il cui trentottenne figlio Scott fu ucciso, ha detto: “La Blackwater ha mandato mio figlio e gli altri tre a Fallujah consapevole dell’elevatissima probabilità che accadesse ciò. Gli Iracheni l’hanno fatto e l’averli mandati non è più mostruoso di ciò che hanno fatto a mio figlio [si riferisce agli assassini N.d.T.]. Ma io ritengo la Blackwater responsabile dell’accaduto al 1000%.”

Il suo avvocato, Daniel Callahan, che sta chiamando in giudizio l’azienda a nome delle famiglie dei caduti, ha dichiarato: “Abbiamo qualcosa di peggiore rispetto al selvaggio West, quando andiamo in Iraq. La Blackwater è in grado di agire lì in spregio a qualunque supervisione che esisterebbe tipicamente in una società civilizzata.”

La Blackwater è accusata di “agire al risparmio”. Invece di assegnare tre persone a un veicolo – un guidatore, un navigatore e un fuciliere di coda a copertura –, essa compose la scorta con solo due persone per automezzo, nell’incidente di Fallujah; i veicoli avevano una difesa leggera, invece di essere corazzati. “Erano bersagli facili [“come papere sedute” nell’originale N.d.T]”, ha detto Callahan.

I quattro non avevano una mappa dettagliata, pertanto finirono dritti dritti nel centro della città, e nessuno aveva provveduto a fare una seria analisi dei rischi prima del viaggio. Helvenston non era neanche tenuto a partecipare alla missione – era infatti stato preso per fare da guardia del corpo a diplomatici USA.

Gli avvocati affermano che i quattro “sarebbero ancora vivi” se non avessero partecipato alla missione in quello stato di impreparazione. Dopo i lutti, le famiglie chiesero testimonianze documentali riguardo a quel che era successo. Fu loro detto che, se avessero voluto i documenti, li avrebbero avuti in tribunale. Katy Helvenston disse: “La Blackwater sembra capire il linguaggio dei soldi. Quella è la sola lingua che mastichino. Non hanno valori né una morale. Sono le puttane di guerra.”

La Blackwater ha contro-querelato le famiglie, accusandoli di rottura di contratto, causata dal fatto di essersela presa con la compagnia per la morte dei propri cari. La Blackwater ha richiesto 10 milioni di dollari. Ha anche dato mandato all’avvocato Fred F. Fielding, al momento consulente legale del presidente Bush, di patrocinarla nella causa. Inoltre, ha preso Joseph E. Schmitz, ex ispettore generale al Pentagono, come proprio consulente interno. In seguito, è arrivato anche Ken Starr, ovvero il pubblico ministero di Bill Clinton nel processo per lo scandalo Lewinsky.

La Blackwater ha sfruttato il desiderio dell’amministrazione Bush di fare outsourcing delle funzioni governative. Dan Guttman, membro della Johns Hopkins University e consulente sulle aziende di sicurezza private per il Centro di Integrità Pubblica, dice che le aziende come la Blackwater sono adesso “parte e parcella delle operazioni del Pentagono… fanno ciò che i cittadini considerano roba del governo: pianificazione, scrittura delle policy, gestione del budget, raccolta di informazioni di intelligence, (ri)costruzioni di nazioni”. Tuttavia, come il denaro dei contribuenti venga speso non pare essere stato oggetto di particolare attenzione.

La Blackwater ha anche ingaggiato almeno 60 commandos cileni, addestrati sotto il regime di Pinochet. L’ironia della sorte (almeno agli occhi dell’esercito americano), è che molti dei suoi migliori soldati si licenziano per essere ingaggiati da organizzazioni come la Blackwater, dove guadagnano 1000 dollari al giorno. Ciò aumenta la pressione sul governo ad usare ancor di più i contractors privati, a causa della carenza degli organici militari.

La Blackwater – al pari di altri contractors militari – gode della medesima immunità giudiziaria di cui godono le forze armate convenzionali e i diplomatici americani. Tuttavia, le autorità irachene si sono messe all’opera per abrogare tali immunità. Le “truppe” della Blackwater sono in grado di uccidere e ci sono parecchie testimonianze, riguardo illegittime uccisioni, contro le compagnie di mercenari in Iraq.

A seguito della sparatoria di Bagdad il Segretario di Stato, Condoleezza Rice, ha ordinato a un collegio ispettivo di recarsi in Iraq, questa settimana, al fine di accertare le prassi ivi seguite per garantire l’incolumità del personale diplomatico americano. Ci si aspetta che venga presentata una relazione ad interim entro Venerdì [5 Ottobre 2007 N.d.T.].

Ma la reputazione dell’azienda, agli occhi dell’amministrazione USA, rimane alta, a causa di incidenti come quello dell’attacco a Najaf, che ha visto otto mercs della Blackwater respingere un assalto in forze portato dai ribelli. Il tutto senza supporto da parte dell’esercito americano.

I contratti governativi della Blackwater vennero concessi sotto il programma del Dipartimento di Stato chiamato Worlwide Personal Protective Service. Una revisione dei conti trovò come la compagnia avesse cercato di esasperare i propri profitti. Il governo aveva pertanto pagato 100 milioni di dollari in più di quanto posto a budget. L’ex vice segretario alla difesa, Philip Coyle, ha dichiarato che la privatizzazione della sicurezza è “insidiosa”, ma il Dipartimento di Stato afferma che c’è necessità di questi servizi in quanto il governo “sul lungo periodo, non è in grado di provvedere ai servizi che garantiscono l’incolumità del personale”.

Peter Singer, appartenente al Brookings Institute, esperto di compagnie di mercenari, descrive l’uso della Blackwater e delle altre compagnie simili, come “la Coalizione dei Fatturatori” [il gioco di parole dell’originale, che fa le rime alla ‘Coalizione dei Volenterosi’, ovvero The coalition of the willing, è intraducibile in Italiano N.d.T]. Anche se, in qualche caso, sembra che la bassa truppa dei mercs possa essere imbrogliata sul resto. Ci sono state testimonianze da parte delle truppe controrivoluzionarie colombiane sul fatto che, a fronte di una promessa di 4000 dollari al mese fatta dalla Blackwater, ne abbiano realmente guadagnati solo 1000.

Il colonnello Thomas X. Hammes, membro anziano della National Defense University, afferma come la Blackwater “faccia economie dappertutto”, e una commissione del Congresso sta cercando prove del fatto che l’azienda abbia “contrabbandato illegalmente armi in Iraq”.

Nel corso della recente sospensione temporanea delle attività della Blackwater in Iraq, gli USA cancellarono tutti gli spostamenti dei diplomatici al di fuori della Zona Verde – prova di quanto la compagnia sia parte integrante delle operazioni americane e di quanto grave, per gli USA, sarebbe la sospensione della sua licenza. La cancellazione dei viaggi avvenne malgrado la pretesa americana che gli attacchi in Iraq fossero sostanzialmente diminuiti, grazie all’immissione, quest’anno, di forze militari fresche [il cosiddetto ‘surge’ di Bush, N.d.T]. La Blackwater si ostina a dichiarare che i suoi uomini “hanno fatto il proprio lavoro per proteggere la vita umana”.

I funzionari a stelle e strisce andarono in fibrillazione nel tentativo di persuadere gli Iracheni a non sbattere fuori la Blackwater. Con 30.000 mercs che lavorano agli ordini di 28 compagnie per gli USA in Iraq, l’incidente Blackwater potrebbe avere conseguenze sorprendentemente ramificate.
L’Iraq si è messo in moto verso la demolizione della Disposizione 17, istituita dagli USA sotto l’amministratore per l’Iraq Paul Bremer: tale disposizione dispensa i contractor stranieri dall’osservanza della legislazione irachena. Ma, con noncuranza, Abdul Sattar Ghafour Bairaqdar, membro del Consiglio Supremo della Magistratura iracheno, dice che le scorte (private, mercenarie) potrebbero essere portate in giudizio.

Il Generale di Brigata Abdul Kareen Khalaf, del Ministero degli Interni, ha detto: “La Blackwater ha commesso un crimine. Hanno attuato un’evidente aggressione.” Mowaffak Rubaie, consigliere per la sicurezza nazionale, ha affermato come la sparatoria fosse “un’occasione d’oro”, per il governo, affinché si “rivedessero radicalmente” le leggi che regolano gli atti dei mercenari stranieri.

Titolo originale: “BACK IN IRAQ: THE ‘WHORES OF WAR'”

Fonte: http://www.sundayherald.com
Link
29.09.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Pierluigi Armegoni (PG)

Pubblicato da Das schloss

  • lucamartinelli

    è uno di quegli argomenti che mi riempie di ribrezzo. il mercenario è il peggio che la biodiversita’ umana riesca a partorire. non ci sono parole per queste persone. so che , trattandosi di errori genetici, non andrebbero nemmeno definite persone. cmq, amici, il sottoscritto è un non violento per natura e convincimenti. ma c’è sempre l’eccezione: i mercenari vannno eliminati fisicamente dalla faccia della terra, uccisi senza nessuna pieta’ o senso di colpa. saluti a tutti

  • Ezechiele

    Caro lucamartinelli la violenza e l’odio hanno diverse forme e diversi livelli d’intensita’. La tua risposta e’ violenza e odio di intensita’ minore, ma sempre tale.

  • myone

    Ricordati, che in natura, ci sono leggi, che apparentemente violente, selezionano ed epurano contenuti, e spesse volte non si sa perche’ , nel senso che sono pressoche inconcepibili secondo i nostri concetti o conoscenze. Quello che si vuol far passare per buonismo o non violenza, sta’ e sussiste solamente nel principio di compatibilita’ e di equilibrio. Non ho letto l’ articolo, ma ogni fattore, puo’ essere un deterrente, o un ingerente, dipende da come si mette e che fa, oltre al fare per cui e’ contemplato. Nel senso che, deve presentare un aspetto, per una valenza, che deve perlomeno, valere il doppio del motivo o della presenza che porta, e sopratutto, non deve creare negativita’, o complessita’ autonoma, come ne e’ un carcinoma. Qui e’ il senso. Ora, valutare le cose nel suo insieme, quello giusto ed qeuilibrato, il fattore estremo, deve stare nell’ estremo del caso, e non sforare, dove l’ equilibrio esiste, e sussiste. I contenuti morali, spesso dedotti e nati dall’ evangelismo cristiano, portano cotazioni estreme e controverse, pure di Cristo. Ci sono i tutori della legge per farla rispettare, affinche chi ne infrange, non lega il prossimo. Ma ci sono tutori della legalita’, che ne fanno soppruso. Le cose sono e stanno anche cosi. Tutto dipende da chi ci e’ in mezzo, dalle condizioni, e sopratutto, chi ci vive e ne fa testimonianza in prima persona. Il supposto, vale quello che vale, anche se, il razio umano, comprende e anche bene. Che dire. Non saprei. L’ atto, conclusosi, finisce in se’. il resto, non cambia e non pareggia nulla. Solo una definitiva giustizia finale, scritta dove le mutazioni neanche esistono, sapra’ e fara’ il suo corso. Qui, e’ solo un passaggio temporale, breve, precario, e chi puo’ farne meno che puo’ nel non immischiarsi, se non per un bene, meglio che ne desista, sotto tutti i punti di vista. L’ azzardarsi, ha i suoi pro e i suoi contro. Dire cioe’ che si pensa, anche con violenza, se per un pro di giusto, non e’ violento. Questo e’ giusto. La giustizia, urla, impreca, condanna, ma non lede. La via nel mezzo della violenza, e’ la comprensione, fatta di parole, tempo, e volonta’ di pervenire.
    La bibbia dice che; Cristo rimane l’ Agnello nella sua parola e nel suo spirito, finche’ qualcuno se ne serve e ne prende. Quando il tutto e’ finito, lo stesso Agnello, usera’ la sua parola e la sua conoscenza e saggezza, come giudice, e sputera’ fuoco dalla sua bocca, affinche’ non annientera’ ogni avversario della verita’. E’ una legge, ma e’ una verita’ spirituale, non comprensibile ai piu’ qui, poco a di chi ne e’ di mestiere, meditata per i rari.
    Ovvio. Mettersi in certi panni, solo perche’ si e’ mono-lesi, senza alcuna questione personale e direttamente a tu per tu con qualcuno, e svolgere qualcosa che lede, in tutti i sensi, sia spirituali che materiali, nei confront del prossimo, non ha giustificazione. Nemmeno se ne e’ legalizzata. Nell’ insieme, penso che, la bestia dell’ uomo, sia se stesso, nella sua incapacita’ di essere tale, e nello sforamento delle sue paure e insoddisfazioni, che sono , alla fine, l’ incapacita’ di ralizzare se stesso. Qui e’ tutto un contagio, dal sociale, all’ isitituzionale, al politico, al comunicativo, al cognitivo, al diffidente, al macontento che si instaura dentro ogniuno, in pensieri, macchinazioni, diffidenze, e oltragi vari, dati, e subito, dal tutto e da tutti, che un po’ siamo noi, e che molto sono anche gli altri… ma non tutti.