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PUNTO DI NON RITORNO


DI MIKE WHITNEY
Counterpunch

Nonostante il piano di Paulson [di aiuti sino a 1000 miliardi di dollari al mercato finanziario], altri problemi sono in arrivo: Paulson può mettersi di persona di fronte alla valanga del mercato se vuole, ma non ne cambierà l’esito. Le correzioni del mercato sono inesorabili come la forza di gravità.

Dopo un altro giorno incerto di scambi sul mercato azionario, il segretario al Tesoro Henry Paulson e il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke si sono incontrati in una riunione di emergenza del comitato bancario del Senato e di altri leader del Congresso per chiedere l’assegnazione immediata dell’autorità di eseguire un piano esteso, per comprare beni non monetizzati e altre complesse securities, da banche stremate e in crisi di capitale. La turbolenza nei mercati finanziari si è intensificata e ci sono tutte le indicazioni che la situazione peggiorerà prima di migliorare.

Vi è un gran numero di segni che il sistema finanziario sia sull’orlo del collasso e che Wall Street sia destinata ad un crollo simile a quello del 1929. I correntisti hanno iniziato a ritirare i loro risparmi dai fondi del mercato monetario allarmati dalle oscillazioni nel mercato e dal diluvio giornaliero di pessime notizie economiche. Questi ritiri sono l’equivalente di una corsa agli sportelli al rallentatore, proprio nel momento in cui banche commerciali sotto pressione hanno bisogno di accedere a capitale a buon mercato per finanziare le operazioni di tutti i giorni e fornire prestiti per un’economia che si indebolisce costantemente. C’è stato anche un incremento spinto dal panico nell’acquisto di buoni del Tesoro Usa considerati l’investimento più sicuro. Secondo il Wall Street Journal, durante la disfatta del mercato di mercoledì, “gli investitori erano disposti a pagare, per i buoni mensili del Tesoro, più di quanto si sarebbero aspettati di ottenere alla maturazione delle obbligazioni. Alcuni investitori, quindi, avevano deciso che una perdita nota ma piccola era meglio dell’incertezza legata a qualunque altro tipo di investimento. È una cosa mai successa prima” (Wall Street Journal). Inoltre la VIX, o “indicatore della paura” [Il ‘Volatility Index’ del Chicago Board Options Exchange, definito “fear gauge”. N.d.t.] è salito a livelli mai visti dall’inizio della crisi nell’agosto dell’anno scorso.

A seguire, “Il mercato scommette sul fallimento degli Stati Uniti”, dal George Washington’s Blog
Martedì i tassi di prestiti tra banche erano schizzati verso l’alto portando le banche a smettere improvvisamente di prestarsi denaro l’una con l’altra. Quando le banche smettono di farsi prestiti tra di loro, non possono adempiere alla loro funzione primaria di trasmettere credito ai consumatori e alle imprese, e l’economia si spegne. Questo il motivo per cui la Fed e altri membri del cartello bancario occidentale hanno fatto un annuncio a sorpresa alle tre di mattina (orario della costa est) di mercoledì.

Dalla Fed:

“Oggi, la Bank of Canada, la Bank of England, la European Central Bank (ECB), la Federal Reserve, la Bank of Japan, e la Swiss National Bank annunciano misure coordinate volte ad affrontare le continue ed elevate pressioni nei mercati finanziari a breve termine in dollari Usa. Queste misure, insieme ad altre azioni intraprese negli scorsi giorni da singole banche centrali, sono progettate per migliorare le condizioni di liquidità nei mercati finanziari globali… Il Federal Open Market Committee ha autorizzato l’espansione di $ 180 miliardi dei suoi accordi valutari reciproci temporanei (swap lines [linee di credito]). Questa aumentata capacità sarà disponibile per fornire finanziamento in dollari per operazioni di liquidità immediata e a termine da parte delle altre banche centrali”.

Prima della fine della giornata la Fed aveva quadruplicato il totale dei dollari (sino a 247 miliardi) a cui le banche centrali di tutto il mondo potevano accedere per calmare gli scambi tra le banche e riprendere i prestiti ai richiedenti mutui e alle imprese. Secondo Bloomberg: “la Fed spruzzerà dollari in tutto il mondo tramite le linee di credito con altre banche centrali. Esse possono poi metterli all’asta nei loro mercati”. Come prima cosa il mercato azionario ha reagito positivamente all’annuncio della Fed, ma per mezzogiorno il mercato era sotto di 200 punti e perdeva quota rapidamente. E’ servito un altro annuncio a sorpresa da parte del Dipartimento del Tesoro per scuotere il mercato dal suo terrore e farlo crescere di 410 punti durante la giornata: l’annuncio di un massiccio intervento governativo per rimuovere dei bilanci delle banche i cattivi prestiti e le devastanti obbligazioni poggiate sui mutui.

La riunione di emergenza della notte scorsa di Paulson con il Congresso è stata descritta dai parlamentari che vi hanno assistito come “da brividi”. La situazione è molto peggiore rispetto a quanto i funzionari del governo avevano sin qui ammesso. La risurrezione della Resolution Trust Corporation (RTC) è un disperato tentativo di affrontare a testa bassa i problemi del sistema bancario fornendo una stanza di compensazione finanziata dai contribuenti per beni non monetizzati e per obbligazioni tossiche legate ai mutui per le quali non c’è attualmente mercato. Al contribuente viene chiesto di pagare sino a $ 1000 miliardi per gli eccessi speculativi e la fraudolenta truffa obbligazionaria delle banche di investimento di Wall Street. I proprietari che probabilmente perderanno le loro case per pignoramento non beneficeranno della RTC di Paulson. Entrambi i candidati presidenziali hanno già dichiarato il loro appoggio al piano.

Secondo il New York Times: “Voci della nuova presa di posizione dell’amministrazione Bush sono iniziate a girare per il mercato azionario giovedì pomeriggio. Entro la fine della giornata la media dei titoli industriali del Dow Jones era salita di 617 punti dal suo minimo di metà pomeriggio, la più grande salita in sei anni, e ha finito la giornata con un guadagno di 410 punti, cioè del 3,9%”.


[Henry Paulson e Ben Bernanke]

Se mai c’è stata una prova dell’attività del Plunge Protection Team, il mercato di giovedì lo è. [Il Plunge Protection Team sarebbe una squadra del governo incaricata di prevenire crolli nel mercato intervenendovi attivamente. Dato che l’acquisto di azioni sul mercato da parte del governo, agendo come fosse un utente privato qualunque, sarebbe impedito da diverse leggi, l’attività del Plunge Protection Team, che molti individuano nell’ufficiale Working Group on Financial Markets, è circondata da mistero. N.d.t.]. Il mercato, a metà giornata, stava velocemente affondando nonostante la Fed avesse appena aggiunto quasi $ 250 miliardi di liquidità del sistema globale. Gli investitori stavano comprando buoni del Tesoro a breve termine in quantità record, l’“indicatore di paura” VIX era in salita, i mercati monetari stavano crollando e lo shock dei fallimenti di AIG e Lehman veniva ancora percepito in tutto il mondo. Gli investitori erano così ansiosi di ricomprare malandate azioni di banche di investimento oppure il Plunge Protection Team stava comprando con voracità i futures per forzare verso l’alto di 617 punti in mercato?

Bloomberg News: “Due persone sentite dal personale del Congresso, che hanno parlato sotto condizione di anonimato perché i piani potrebbero cambiare, hanno detto che le opzioni prese in considerazione (dal Congresso) comprendono la creazione di un fondo di 800 miliardi per acquistare i cosiddetti beni falliti e un separato serbatoio da $ 400 miliardi presso la Federal Deposit Insurance Corp. per assicurare gli investitori dei fondi dei mercati monetari”.

Non un solo centesimo del denaro pubblico viene assegnato agli intestatari di mutui a lungo termine perché rimangano nelle loro case. Non un solo membro del Congresso o senatore nella riunione di giovedì ha rifiutato il piano di salvataggio o chiesto un’indagine criminale per stabilire se sono state violate leggi nella vendita di obbligazioni fraudolente che hanno bloccato il sistema globale, spinto banche, fondi speculativi, compagnie di assicurazione e proprietari di casa al fallimento e fatto precipitare la più grande crisi finanziaria nei 230 anni di storia di questa nazione.

Ironicamente, proprio le persone che hanno creato questo casino, saranno quelli che decideranno come risolverlo; la Federal Reserve e il Tesoro Usa. In quale altro posto, se non a Washington, un tale massiccio fallimento verrebbe compensato con maggiore potere e autorità?

I giganti dell’investimento e la Federal Reserve sono interamente responsabili per l’attuale disastro. La deregolamentazione valutaria ha portato il capitale straniero a invadere i mercati delle partecipazioni e delle obbligazioni mentre l’economia reale soffriva. Le imprese sono state spostate all’estero e i lavori manifatturieri ben pagati portati oltre mare. Wall Street si è ingozzata di capitale straniero mentre l’America veniva trasformata in una nazione di lavoratori in imprese di costruzione e industrie di servizi. Ora quei posti di lavoro stanno scomparendo a milioni e le file dei disoccupati si ingrossano.

Le agenzie di rating, le persone che chiedevano mutui mentendo sulla loro situazione, e incaricati della valutazione hanno tutti giocato un ruolo, ma la vera colpa è da dare a Wall Street. Hanno fatto lobby per deregolamentare il sistema in modo che le banche di investimento potessero unirsi alle banche commerciali e per permettere che coloro che corrono i maggiori rischi finanziari al mondo avessero un accesso non ristretto al più economico capitale disponibile: i depositi. Hanno persino creato una finta ideologia, il “fondamentalismo del mercato”, che comprende il trickle-down [Teoria economica del `trickle-down’ (letteralmente: del gocciolamento): teoria secondo cui i benefici finanziari alle grandi imprese si rifletterebbero a loro volta sulle imprese più piccole e sui consumatori (dal vocabolario Webster). N.d.t.], il libero mercato, l’economia voodoo ed è interamente progettata per arricchire ulteriormente i ricchi e fare a pezzi la classe media.

All’inizio di questa settimana l’ex senatore Jack Kemp è apparso con John McCain in un tour della provincia a Jacksonville, Florida. Kemp è stato uno dei principali architetti dell’economia “supply side“, la completamente screditata dottrina dell’era Reagan che ci ha portato all’attuale catastrofe economica. Le teorie di Kemp vanno d’accordo con il motto “avido è bello” della scuola di Chicago di Milton Friedman. Tanto Friedman che Kemp credono che ciò che è bene per il mercato azionario è bene anche per l’America, ignorando la scioccante polarizzazione economica che ha diviso in due la nazione. Ora sempre più persone stanno iniziando a vedere che Friedman era un ciarlatano che ha fornito copertura ideologica per finanzieri oscenamente ricchi e per i loro scaltri investimenti truffa.

L’economista e autore Henry Liu ha brillantemente riassunto ciò in un recente articolo su Asia Times:

“Il crollo del fondamentalismo del mercato in tutte le economie sta mettendo sotto processo la teologia della scuola di Chicago. La sua grande bugia è stata mostrata dai fatti su due livelli. L’affermazione da parte dei ‘ragazzi di Chicago’ che aiutare i ricchi aiuterà anche i poveri non solo si è mostrata falsa, ma si è anche mostrato che il fondamentalismo nel mercato nuoce non solo ai poveri e ai senza potere, ma nuoce a chiunque, ricchi e poveri, anche se in modi diversi. Quando gli stipendi sono tenuti bassi per combattere l’inflazione, il regime dei salari bassi causa un eccesso di capacità produttiva tramite un eccessivo investimento dovuto ai profitti in eccesso [degli imprenditori n.d.t.]. E l’allentamento monetario sotto tali condizioni produce una iperinflazione che nuoce anche al ricco. I frutti della prova Friedman ci sono tutti, e sono tutti marci”.

Qualunque vento contrario che il paese affronta oggi economicamente, può essere direttamente attribuito all’ideologia completamente sballata del fondamentalismo del mercato.

Il bagno di sangue di 449 punti persi martedì a Wall Street è l’inizio di un inevitabile crollo del mercato. Nonostante il piano di Paulson altri problemi sono in arrivo. Secondo Bloomberg: “più dì $ 19 mila miliardi sono stati cancellati dal mercato azionario globale dal massimo del 31 ottobre mentre la peggiore recessione immobiliare Usa dalla grande depressione e la risultante crisi del credito globale rallentavano l’economia mondiale”. Tutti gli indicatori economici puntano a maggiori perdite. Una volta che il sistema inizia a perdere leva, non c’è nessuno che possa fare qualcosa a riguardo. Paulson può mettersi di persona di fronte alla valanga del mercato se vuole, ma non ne cambierà l’esito. Le correzioni del mercato sono inesorabili come la forza di gravità. Questo è il motivo perché non si può permettere lo sviluppo delle bolle speculative senza un intervento sui tassi di interesse. Un’azione responsabile da parte della Banca centrale avrebbe potuto prevenire la presente crisi.

Mercoledì Forex.tv ha riferito che il flusso netto a lungo termine TIC (Treasury International Capital) è andato sotto le previsioni di tutti, arrivando a 6, 1 miliardi di dollari in luglio, mentre il flusso TIC totale dello stesso mese è sceso a $ 74,8 miliardi, in base ai dati pubblicati dal Tesoro Usa martedì mattina. Gli economisti si aspettavano che i flussi netti a lungo termine salissero a $ 55 miliardi rispetto alla cifra del mese precedente di $ 53,4 miliardi.

$ 6,1 miliardi non rispondono ai requisiti del nostro attuale deficit di $ 700 miliardi. Il dollaro è destinato ad una caduta.

Mercoledì il sindaco di New York Michael Bloomberg ha avvertito che la “prossima ondata” di panico finanziario potrebbe venire da oltremare, se istituzioni straniere smettono di comprare il debito Usa. “Non è chiaro chi comprerà il nostro debito”, ha detto Bloomberg. “Potrebbe benissimo essere che arriverà a colpirci un’altra ondata”.

Il New York Times riporta una storia simile, ma questa volta riguarda l’Asia:

“I risparmi asiatici hanno, in pratica, finanziato le spese americane per decenni, ma l’interesse asiatico nei beni americani si sta sgonfiando, un andamento che sembra essere iniziato quest’estate… Dati quasi passati inosservati, pubblicati dal Dipartimento del Tesoro martedì, hanno mostrato che è iniziato a luglio un chiaro cambiamento nei movimenti di capitale internazionale. Gli investitori privati hanno portato $ 92,9 miliardi netti fuori dagli Stati Uniti, dopo avere messo, a giugno, $ 46,8 miliardi in obbligazioni americane.” (“Asia rethinks American Investments Amid Market Upheaval” [L’Asia riconsidera gli investimenti in America nel mezzo della turbolenza del mercato.], Keith Bradsher, New York Times).


[Debito federale USA detenuto da stranieri. In miliardi di dollari.]

Le banche centrali e gli investitori stranieri hanno chiuso il rubinetto. Vedono che il sistema finanziario Usa barcolla e che il dollaro si indebolisce. “Ieri è anche salito a livelli record il rischio percepito sul debito del governo Usa, a lungo ritenuto assente da qualunque rischio di fallimento, mentre il coinvolgimento del governo nel salvataggio dei mercati finanziari è andato a pesare sul suo stesso bilancio” (Bloomberg News). Il “piena fiducia e pieno credito” al governo degli Stati Uniti sta scivolando via. Il debito Usa verrà declassato. La tripla A non è più garantita. Il titolo America si è appena spostato verso il Livello 3 [I livelli sono modi di classificare un titolo azionario in base al grado di affidabilità del suo valore: il livello 3, il più basso, implica una situazione in cui è molto difficle determinare il reale valore di un titolo. N.d.t.]. Gli Usa sono ora un’economia subprime in respirazione assistita.

Attualmente, “vi sono circa 6840 miliardi di dollari in depositi bancari. Dei quali, 2.600 miliardi di dollari non sono assicurati. Ci sono solo $ 53 miliardi dell’assicurazione FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) per coprire i 6840 miliardi di dollari di depositi. Di questi 6840 miliardi di dollari in depositi bancari, il denaro liquido totale nelle mani delle banche ammonta a soli $ 273,7 miliardi” (Mish’s Global Economic Trend Analysis).

$273.7 miliardi è una cifra miserabile, insufficiente persino ad affrontare i bisogni di una piccola corsa agli sportelli. La tempesta non ha nemmeno toccato terra in mezzo all’America e già il sistema si sta piegando. Il 2009 sarà davvero un anno tetro.

Il sistema finanziario Usa, malconcio e in una situazione di leva finanziaria eccessiva, affronterà la maggiore sfida nei prossimi mesi. La frenetica ricerca di capitale è già iniziata, ma i risultati saranno prevedibilmente deludenti.

Né la Cina né i principi sauditi compreranno più fallimentari banche di investimento. Le lasceranno ai contribuenti Usa. Quello che è iniziato come un brillante piano per affibbiare titoli spazzatura poggiati sui mutui ad investitori ingenui in tutto il mondo, si è improvvisamente ritorto contro, e minaccia ora di far crollare a terra l’intero sistema e cambiare, in futuro, il paradigma del potere geopolitico, per quanto si può prevedere.

Lunedì notte il leader della maggioranza al senato Harry Reid è stato interrogato sulla gravità della situazione durante l’incontro segreto con il segretario al Tesoro e il presidente della Federal Reserve. I commenti di Reid sono, ad oggi, il miglior riassunto degli eventi degli ultimi 14 mesi. Egli ha detto: “Siamo in un nuovo territorio, questa è una partita differente… Nessuno sa cosa fare”.

Mike Whitney vive nello stato di Washington. Può essere contattato all’indirizzo [email protected]

Titolo originale: “The Point of No Return”

Fonte: http://www.counterpunch.org
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19.09.2008

IL MERCATO SCOMMETTE SUL FALLIMENTO DEGLI STATI UNITI

A CURA DI GEORGE WASHINGTON’S BLOG

Avete sicuramente sentito parlare dei “credit default swaps” [letteralmente: “scambi sull’inadempienza creditizia” N.d.t.]. Sono un tipo di derivati in cui una persona piazza una scommessa che una certa azienda fallirà, e un’altra persona dall’altro lato del contratto, scommette che l’azienda non fallirà (guardate questo link e quest’altro).

Bene, la gente sta iniziando ad aumentare l’uso dei “credit default swaps” per scommettere che gli Usa saranno inadempienti col pagamento del debito del Tesoro.

Un articolo del Telegraph di oggi include un grafico [vedi sotto, figura a destra N.d.t.] che mostra l’andamento dei credit default swaps decennali sul debito del Tesoro Usa, e spiega:


[I tassi di interesse del mercato prendono il volo (sinistra, indice Libor) mentre la possibilità di una bancarotta Usa cresce.]

Guardate bene il grafico che mostra i recenti picchi nei default swaps decennali sul debito del Tesoro Usa. In altre parole, il mercato sta valutando la genuina possibilità che gli Usa dovranno lottare per riuscire a risarcire una parte delle loro obbligazioni del Tesoro a lungo termine.

Tale possibilità è ancora ritenuta piuttosto bassa. Ma la domanda finanziaria definitiva, sino a poco tempo fa impensabile, viene ora chiesta. Sì signori, il potente governo Usa potrebbe dichiararsi inadempiente. Il mondo è cambiato sino a questo punto.

Titolo originale: “The Market is Now Pricing In the Genuine Possibility that the US will Default on Its Debt “

Fonte: http://georgewashington2.blogspot.com/
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20.09.2008

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • 2novembre

    Mai letto un articolo così chiaro e drammatico nello stesso tempo.
    Complimenti a chi l’ha scritto ed a chi l’ ha inserito.

    Speriamo l’Europa sappia fare i propri interessi e non quelli dei bari della finanza falliti.

  • Tao

    I TRUCCHI USA NON FERMERANNO LA BUFERA

    DI GEMNINELLO ALVI
    Il giornale

    Gli espedienti ai quali Sec e Tesoro degli Stati Uniti si sono votati confermano che giovedì scorso la situazione dei mercati non era più soltanto seria, era disperata. Eppure quanti su tanti giornali spiegano la crisi paiono volersene dimenticare a memoria. E per un rimbalzo da borse alla cinese, ovvero finte, hanno ceduto troppo all’euforia. Mentre invece gli espedienti tentati restano per molti versi discutibili, e forse di precaria efficacia. Del resto tant’è: questo è il pressappochismo sortito da anni in cui si sono stampati più dollari che tappi di Coca-Cola. Per carità tralascio di citare che cosa tanti economisti hanno scritto fino all’altro ieri. Lasciamo stare; vediamo invece quali rischi di incoerenza e quanti margini di inefficacia vi siano nel gesto americano.

    Bastasse davvero solo di vietare le vendite allo scoperto per risolvere le crisi finanziarie saremmo tutti a posto: neppure ci sarebbe stata la Grande Crisi degli Anni Trenta. Pure Hoover, 31° presidente degli Stati Uniti, era ossessionato dalle vendite al ribasso, che giudicava complotti. Finì nel ridicolo, perse le elezioni. Fa bene dunque McCain a non voler ripetere i suoi errori, e a chiedere la rimozione di Cox, presidente del Sec. Anni fa la Securities and Exchange Commission permise di alzare il livello di debito delle banche ora fallite, esagerando il rialzo. Per decreto ora invece blocca la principale delle scommesse al ribasso, con un atto che resta dubitabile. Infatti i short selling bloccati, lasciando gonfiati i vari valori finanziari, possono aggravarne il tracollo al loro sblocco. Inoltre vietando vendite allo scoperto si tampona la crisi, ma s’inaridisce una fonte di liquidità: in una situazione già illiquida si chiude uno dei canali di ricopertura. Vari titoli poi, come quelli sulle carte di credito, ne sono pericolosamente esclusi. Infine il divieto è di molto complicato dall’esistenza d’altri generi di scommesse al ribasso scambiate tra investitori direttamente, non in Borsa. Insomma questo mercato truccato di una Wall Street evoluta Shanghai, coi suoi corsi manipolati dallo Stato, tampona forse la crisi, ma non è detto la risolva.

    C’è poco da fare: il ritorno alla salute richiede prima o poi inevitabile una distruzione vera di valori fittizi. E perciò anche l’altra misura, quella di creare un fondo mostruoso del Tesoro, in cui infilare mutui e crediti cartaccia, è disputabile nei suoi effetti. Dovrebbe acquisire a prezzi scontati valori enormi, mai prima pensati, tali da elevare di un sol colpo del 5% il debito Usa. E però in tal maniera si rischia pure il congelamento di valori fittizi, ovvero non remunerabili: l’esito giapponese degli anni ’90. I dubbi non finiscono: quanti abusi si verificheranno nella stima dei prezzi ai quali questa cartaccia sarà comprata coi soldi dei contribuenti. A prezzarli non sarà infatti un mercato che si è sospeso.

    Insomma siamo alla commedia di un liberismo finto, usato per speculare al rialzo, ma che si sospende al ribasso, e di una globalizzazione che allora è stata solo una americanizzazione. Diviene lecito a chiunque, temo, chiamare truffa, gli imbrogli di borsa per via dei quali gli Usa si sono mantenuti almeno dalla presidenza Clinton in un livello di consumi innaturali. E con che esito alla fine? Mercati finanziari americani sotto tutela dello Stato; alla cinese. Appunto alla comunista: coi guadagni incassati poi da pochi, ma pagati da tutti. Von Hayek, i liberisti veri, predicavano ben altro: di mai stampare moneta in eccesso. Il contrario di quanto s’è purtroppo, e troppo a lungo, plaudito per anni.

    Geminello Alvi
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    22.09.08

  • reza

    il potente governo Usa presto potrebbe dichiararsi inadempiente !!!

    Dall’2003 ad oggi e solamente in Iraq, quanti esserei umani innocenti ha ucciso questo governo USA ?
    Il giorno che questo avverrà, sarà il giorno del trionfo della giustizia.

  • lino-rossi

    purtroppo Alvi non scrive per “il manifesto”. sarebbe bello, ma così non è.