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PULIZIA ETNICA: LA VERA STORIA DI SDEROT E ASHKELON

DI UMKAHLIL

Sderot e Ashkelon, i due avamposti di colonizzazione sionista più prossimi alla Striscia di Gaza, sono due tappe obbligate per tutti i più ubbidienti giornalisti in questi giorni di aggressione israeliana. Mentre recitano il ridicolo copione dell’Israele aggredita in “casa propria” dai “temibili missili di Hamas”, ovviamente non ricordano che su quelle stesse terre sorgevano villaggi palestinesi vecchi di secoli che hanno subito la pulizia etnica da parte del nascente stato sionista durante la Nakba del 1947-1948. Ce lo ricordano la blogger palestinese-americana Umkahlil e il sito Palestine Remembered. N.d.r.

Sderot Costruita sulle Ceneri dello Sfigurato Villaggio di Najd

Sderot fu colonizzata dagli ebrei nel 1951. Secondo Walid Khalidi, autore di “All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated By Israel in 1948” [“Tutto ciò che rimane: i villaggi palestinesi occupati e spopolati da Israele nel 1948”], tanto essa quanto la colonia di Or ha-Ner, fondata nel 1957, furono stabilite sulle terre del villaggio di Najd, che in arabo significa “altopiano”.
Gli abitanti palestinesi di Najd, circa 620 nel 1945, furono espulsi il 13 maggio 1948, prima che Israele venisse dichiarato uno Stato e prima che qualunque esercito arabo entrasse in Palestina. Secondo la risoluzione Onu 194 e anche secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, articolo 13, sezione due, gli abitanti di Najd hanno il diritto di ritornare ad abitare nelle loro personali proprietà e al loro villaggio nativo.

Oggi, secondo Khalidi, “crescono alcuni vecchi alberi” sul sito del villaggio. Esso è “ricoperto di cactus, ‘spine di Cristo’ e alberi di sicomoro e contiene le mura crollate di edifici non identificati…”.

Vi erano 82 case a Najd. I bambini andavano a scuola a Simsim, a 2 km di distanza. Secondo Palestine Remembered il villaggio è stato completamente “sfigurato”.

Nel 1596 la popolazione di Najd era di 215 persone. Nel 1838 Edward Robinson, uno studioso americano della Bibbia, “osservò gli abitanti setacciare l’orzo lanciandolo nell’aria contro vento con forche di legno” [Robinson (1841) III: pagina 260, citata da Khalidi a pagina 128].

Gli abitanti di Najd erano principalmente contadini dediti alla zootecnia. “Campi di grano e alberi da frutto circondavano Najd da tutti i lati”.

Najd è a 14 km da Gaza. Gli arabi palestinesi possiedono 12669 dunums a Najd [Il dunum è un’unità di superficie ottomana equivalente a mille metri quadrati n.d.t.] anche se Israele si rifiuta di onorare i diritti alle loro proprietà personali, e rifiuta il loro inalienabile diritto di ritornare a casa. Nel 1945 gli ebrei possedevano 495 dunums di terra a Najd e il terreno pubblico ammontava a 412 dunums.

Najd è uno di 418 villaggi che hanno subito pulizia etnica da parte degli ebrei sionisti, e che il Dr. Khalidi include nel suo importante lavoro che egli dedica “a tutti coloro per cui questi villaggi erano casa, e ai loro discendenti”.


[Khalidi, Walid, ed. “All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated By Israel in 1948”. Institute for Palestine Studies: Washington, D.C., 1992.]

Titolo originale: “Sderot Built on Ashes of Ethnically Cleansed and Defaced Najd”

Fonte: http://www.umkahlil.blogspot.com
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21.06.2006

ASHKELON COSTRUITA SULLE ROVINE DEL VILLAGGIO DISTRUTTO ED “ETNICAMENTE PULITO” DI AL-JURA

DI UMKAHLIL

Ogni politico Usa fa obbligatoriamente un viaggio a Sderot, una città israeliana costruita sul villaggio palestinese di Najd, sfigurato e sottoposto a pulizia etnica. Ho precedentemente scritto di Najd nel mio articolo “Sderot Costruita sulle Ceneri dello Sfigurato Villaggio di Najd” [vedi sopra n.d.t.]. Politici astuti, benché non preoccupati della loro rielezione, potrebbero trovare interessante il mio articolo sulla storia di quella che è ora chiamata Sderot, così come potrebbero trovare interessante la storia di quella che è ora chiamata Ashkelon, costruita sul villaggio distrutto e sottoposto a pulizia etnica di Al-Jura.

Questo perché la radice del problema tra gli immigrati ebrei, che vennero in Palestina da qualunque parte del mondo e operarono una pulizia etnica contro i palestinesi distruggendo più di 500 dei loro villaggi, e il popolo palestinese, non viene affrontata e gran parte delle volte non viene messa nel giusto contesto per persone che non sono familiari con la storia della Palestina. Spero che ogni palestinese americano e chiunque altro preoccupato della giustizia per i palestinesi allaghi i giornali e i media con lettere e commenti sulla storia relativamente recente dell’area.


[L’unica casa rimasta in piedi del villaggio palestine di Al jura al cui posto sorge Ashkelon]

Considerate quella che è ora chiamata Ashkelon, una città israeliana costruita sulle rovine di Al-Jura. Apprendiamo da Palestine Remembered che appena 21972 giorni fa il suo nome arabo era Al-Jura. Walid Khalidi riporta nel suo studio “All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated by Israel in 1948” che “i mitragliamenti e i bombardamenti israeliani lasciarono un segno sulla popolazione nella regione che era psicologicamente impreparata e non aveva accesso a rifugi antiaerei”. Egli cita un articolo della United Press International che riporta un funzionario dell’intelligence israeliana che afferma : ” l’attività militare israeliana sulle aree costiere ha causato ‘ disperazione tra gli abitanti del luogo'” (pag 82).

Probabilmente una disperazione simile a quella che stanno provando oggi a Gaza gli abitanti ancora in vita di Al-Jura e di altri villaggi palestinesi che hanno subito la pulizia etnica da parte di Israele. I sionisti hanno una lunga storia di distruzione di ogni aspetto della vita palestinese.

Considerate che 21972 giorni fa, prima che Al-Jura subisse la pulizie etnica e venisse distrutta, gli arabi palestinesi erano proprietari di 12015 dunums di terra ad Al-Jura mentre gli ebrei non ne possedevano nessuno (pag. 117). Al-Jura era una località di residenza estiva per gli abitanti del vicino Al-Majdal, che anche subì la pulizia etnica (pag. 116). Khalidi riferisce che “un mawasim (periodo di feste) si teneva in esso ogni anno in primavera, e al quale si recavano in massa persone dalle città e dai villaggi del distretto di Gaza per nuotare, praticare sport e per feste religiose. Veniva organizzato un mercato in particolare per le occasioni in cui visitatori si recavano per gli acquisti.”

Apprendiamo anche che ” le maggiori occupazioni degli abitanti erano la pesca e la caccia ai volatili, e che il loro pesce e la loro selvaggina venivano vendute in diverse delle città e villaggi confinanti. Difatti il villaggio era uno dei maggiori centri di pesca della Palestina”.

Pensate ad Al-Jura, i cui abitanti vivono attualmente a Gaza, alcuni dei quali lanciano razzi contro Ashkelon, che si trova sopra le sue rovine. Pensate agli oltre 400 altri villaggi palestinesi distrutti o spopolati dai sionisti nel 1948. Considerate che Israele nega il fondamentale diritto al ritorno a casa a queste persone che appena 21972 giorni fa cacciavano selvaggina, pescavano e tenevano feste estive nei loro villaggi.

Al-Jura è un microcosmo del danno che il sionismo ha inflitto alla vita palestinese.

Titolo originale: “Ashkelon Built on Ruins of Ethnically Cleansed and Destroyed Al-Jura”

Fonte: http://umkahlil.blogspot.com
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01.01.2009

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • myone

    E che dire. Nessun commento. Se ne facciano carico le nazioni unite, e tutti coloro che vogliono un riassetto dei diritti e della vita e senza alcuna guerra. Nessuno in Italia che faccia voce grossa nelle sedi appropiate? Mi viene da ridere, continuare a fare notizie-nozioni, e fare petizioni e raccolte di firme, per carta straccia.

  • archia

    doveva essere molto bucolico prima dell’avvento del popolo eletto

  • mendi

    Che fior di ladri e assassini questi ebrei sionisti!

  • pierob

    E’ difficile non diventare anti sionista, dopo cose del genere. Evidentemente i politici italiani (che nessuno ha eletto) sono della stessa pasta, boicottiamo anche loro. Devono capire, che una grande parte degli italiani, non sopporta più che dei criminali infami, uccidano senza pietà un popolo indifeso.

  • illupodeicieli

    Se fosse vero quanto scritto negli articoli, se fossero vere le risoluzioni Onu che Israele ha disatteso e quindi non sono state attuate, mi farebbe piacere sentire in tv o leggere sui giornali che, “nonostante tutte queste cose, Israele è uno stato criminale e belligerante” . Invece sento dire tutto il contrario dai media. Non so se abbia senso o possa fare qualcosa scrivere ai giornali, alle tv, o chiedere lumi ai politici.Il più delle volte anche da chi ti aspetteresti una presa di posizione ,quantomeno, chiara, si trincera dietro un “bisogna vedere” oppure ti risponde ” occorre distinguere”, ma mai che ci sia una persona che in maniera pacata ma decisa, in maniera schematica, ti racconta come stanno le cose e,sopratutto , come dovrebbero proseguire. Il tutto vale, a livello italiano, se noi come nazione “ci dobbiamo e vogliamo fare gli affari degli altri”: perchè anche questo conflitto in Palestina, ci distrae dalla mancanza di lavoro, dal non riuscire a vivere in maniera dignitosa, a non poter “crescere” e vivere la “nostra vita”. Se invece può essere un motivo per allargare e inglobare problemi altrui e nostri, ben vengano guerre, distruzioni, carestie, violenze: così si ricostruisce tutto. Bisognerà vedere se e chi ci sarà in quella piazza, più o meno, pulita. Ma c’è pure, e io sono con lui, chi dice che i nostri problemi sono altri e nemmeno quelli del lodo Alfano o del federalismo fiscale, ma dei milioni di italiani dimenticati da tutti. Ci fossero dei fucili si potrebbe cominciare a oliarli, visto che l’esercito è già in giro per l’Italia e non si sa da che parte si schiererà.

  • Bazu

    Lettera di Mustafa Barghouthi (Parlamentare palestinese, leader del partito di sinistra Mubadara (L’Iniziativa))
    Ramallah, 27 dicembre 2008.
    Leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua.
    Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete.
    E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti?
    I bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano?
    Chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria muore di guerra o di pace?
    Si chiama pace quando mancano i missili – ma come si chiama, quando manca tutto il resto?
    E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa.
    La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili – e d’altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all’angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? – se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele?
    Se l’obiettivo è sradicare Hamas – tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l’esercizio della democrazia – ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa.
    Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare – non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa – la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.
    E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente – e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto – perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l’ennesima arma di distrazione di massa per l’opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come – testuale – gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia.
    E se Annapolis è un processo di pace, mentre l’unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati – perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell’occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione?
    Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall’altro lato del Muro?
    Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l’indifferenza.
    Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita – solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi – perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? – siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione – e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell’aria, come sugheri sull’acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola?, una clinica forse? delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi – no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia – sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete – e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori – no, sarebbe antisemita.
    Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant’anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati?
    Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull’ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l’esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.
    So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid – e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l’ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori.
    La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni.
    Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro.
    Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?
    trad. Francesca Borri
    http://www.gennarocarotenuto.it/5194-lettera-di-mustafa-barghouthi/

  • nessuno

    Sarebbe ora di smetterla di parlare di “sionisti/sionismo” ma di ebrei israeliani che non muovono un dito contro questa carneficina.
    Non mi risulta che da israele giunga una voce contro.
    Smettiamola con i distinguo sono tutti ebrei quelli che stanno trucidando una popolazione inerme .
    Nei media mondiali le voci ebree contro questo genocidio dove sono ?
    Ebrei ebrei solo e sempre ebrei pari e peggio dei nazisti.

  • Fabriizio

    qualora vogliate lamentarvi con Il Corriere della Sera

    per la copertura data al massacro di Gaza, eventualemente potete
    inviare se lo ritenete opportuno una mail e una nota di protesta :

    http://www.corriere.it/romano/

    Visto l’appiattimento sulle posizioni di Israele

    mi domando perchè le decine di milioni di euro annui di contributo

    con la legge sull’editoria, non ve li facciate dare DIRETTAMENTE da loro.

    Mi sembrerebbe piu’ onesto nei confronti di noi (da oggi EX) lettori.

    Cordiali saluti

    ………………..

  • Bazu

    Grazie del suggerimento. Ho inviato con copiaincolla il testo proposto.

  • snypex

    La pura e semplice verita’ e’ che esiste un ladro ed un derubato. Il ladro ha il coltello dalla parte del manico ed uccide l’unico testimone che lo accusa inascoltato e disarmato. Gli altri per paura se la fanno sotto e si godono la vita. Quando il ladro avra’ massacrato il debole passera’ in rassegna le altre pecore scannandole una per volta. Nessuno potra’ accorgersi della strage perche’ nessuno puo’ sopravvivere alla delinquenza del ladro: VERRANNO TUTTI SCANNATI anche coloro che si voltano per non vedere o ascoltare, anche loro subiranno la violenza del ladro. TUTTO IL RESTO SONO DETTAGLI: NASCONDERE LA VERITA’ E’ OPERA DEL DEMONIO.

  • myone

    Al tg hanno detto che era scattata l’ offensiva di terra e che durera’ giorni. Subito dopo il confine, i palestinesi aspettavano l’ entrata degli isdraeliani e subito si e’ aperto il fuoco.

    Il modo di attacare preventivamente cercando di eliminare piu’ punti possibli di sostegno e di eliminare piu’ combattenti possibili , ha messo in risalto la situazione di quel posto e di quella gente. Per la prima volta arabi-ebvrei al nord di Isdraele hanno manifestato a miliaia, cosa che non succedeva dal 47, dicevano.

    Hanno messo in allerta pure i confini che non sono del libano, per eventuali scontri con Siria e Giordania, richiamando i riservisti.

    Si, civili. Tutti civili i due popoli, civili che tacciono e civili che acconsentono. Tacere e acconsentire, stanno tutte e due sulla medesima direzione.

    Provo ad entrare nella mente israeliana. Anni fa, non tanti, trasmettevano in tv vere e propie matrasse-arabo-islamiche-palestinesi, che addestravano i bambini a fare i soldati, i combattenti, contro l’ unico e vero nemico, con la convinzione che tutto e’ passeggero, e che un giorno per halla, tutto ti sara’ restituito per la causa per cui sei morto. Io, isdraeliano, odio ancora di piu’ quella gente, e acqua o cibo, vita o morte, importa poco, poiche’ sono i medesimi figli dei padri, e lanciano razzi, e se non e’ questo tempo, arrivano come kamikazze, e se tutto al di fuori del tutto gli viene dato, vogliono pure gerusalemme capitale. Anni or sono, alcuni, i palestinesi o arabi o islamici, pur di fare torto, hanno persino distrutto luoghi considerati sacri e dei padri, come la tomba di un patriarca, distruggendola. Cosi non solo rinnegano la loro appartenenza, ma se ne fanno scudo, pur di riavere quello che gli e’ stato tolto, e che vorrebbero avere indietro in nome di un dio o di una appartenenza. Hanno pure una moschea sulle rovine del tempio, mettendoci maometto che prende rivelazioni. (cosi alcune cose)

    E’ come se, da noi avviene tutto questo con un popolo confinante. Quel popolo e’ segnato per sempre, come l’ altro e’ segnato per sempre. Alcuni hanno detto: ma noi ci siamo evoluti, abbiamo dimenticato, dalla seconda guerra mondiale in avanti, loro non hanno evoluto.
    E come possono evolversi, se sono diametralmente opposti, costi quello che costi? E se non basta, sia da una che dall’ altra parte, piu’ sono andati avanti, piu’ hanno messo sulla bilancia l’ impossibilie. Ora solo l’ impossibile puo’ risolvere la situazione. Che impossibile sia non lo so.

    Ogni volta che si e’ attuato un evento, le cose sono sempre peggiorate. Un altro evento di parte, ha sempre rimarcato piu’ ferocemente il loro persistere. Ma allal fine qulcosa si stringera’ per sempre. Quando il libano la finira’, si apriranno le porte per la normalizzazione. Quando si rifara’ vivo sempre con le stesse misure, ricominceranno sempre piu’ le cose che vediamo ora.

    La disputa, e’ cosi radicale, che trascende eventi e storia, sia antica che moderna, e la sussistenza degli uni e’ incompatibile con quella degli altri.

    Otto giorni che bombardano, 400 morti. ( giorni che 7.500 minori nel mondo muoiono per sola malnutrizione x 8 = 60.000 minori deceduti. E di chi parla di questa guerra giornaliera? 240.000 al mese quasi 3 milioni all’ anno. In questi 10 anni sono andati 30 Milioni di senza patria. Se non ci fosse isdraele e il libano, non sarei nemmeno qui a dirlo, e per voi forse non esisterebbero nemmeno. Ormai e’ una solfa dimenticata, non fa notizia, non fa odiens, non fa cultura, non fa giustizia e ne rivendicazione.

    Ma dietro a questo, pure in tempo di pace, il crimine rimane su tutto il mondo. Poi se volete i crimini in salse appetibili o no, cercatevi i piu’ sfiziosi.

    Gli europei hanno appena finito i loro comodi nel colonialismo con guerre, gli usa si sono messi a smuovere regimi latini americani, sono stati in vietman , corea, irak ecc ecc, e c’e’ ancora da vedere nell’ europa culturale e umanistica, quanto regge una crisi davanti a disoccupazioni e dissesti, e quanto reggono gli italiani, se, hanno piu’ volte sfiorato il limite, se il governo non desse dei contentini, qual’ ora si trovassero in una crisi radicale voluta o no, e che parti del paese fosse investita da fatti che potrebbero determinare una parte o l’ altra della popolazione, quanto abbiamo imparato dalla vita o dalla storia. E solo al pensare che sia cosi, quanto basti poco per innescare un copri fuoco o uno stato di emergenza, in cui non sei piu’ nemmeno libero.

    Speriamo che di morti non ce ne siano, a confronto di quelli che potrebbero ulteriormente esserci. Speriamo che le parti arrivino alla saggezza e a una vita migliore per tutti. Speriamo tutto quello che ora vediamo sparisca e che arrivi quello che vorremmo vedere. ( e che dire, se non parole di circostanza). Nel mentre, torti o ragioni, morte o vita, continuera’ finche’ questo sistema mondiale non finisce totalmente, perche’ di torti e di guerre, legali e no, ne siamo zeppi. Questo sistema non e’ per la forma umana, ma per la sua disumanizzazione. E ripeto sempre, bisogna esserci dentro alle cose , per capirle veramente, come si innescano e che tipo di aria tira. Poi, dopo il compiuto, si compira’ ancora, e ogni discorso, rimane sempre marginale, perche’ le cose le capiscono e se le misurano solo loro, ricchi o poveri che siano, in parita’ o disparita’ che si voglia.

    (pensieri cosi, senza filo conduttore)

  • idea3online

    Questa volta il conflitto per aiutare l’economia americana organizzato da Anglo/Americans/Israele a Gaza forse non riuscirà come i precedenti, ricordo INDONESIA 1997,1998…….TORRI GEMELLE 2001, QUALCHE MESE PRIMA CROLLA IL NASDAQ, QUALCHE MESE DOPO ATTACCO IRAQ……LA NOSTRA ECONOMIA SI BASA SULLA MORTE, IN POCHE PAROLE LO SCOPO NON E’ GAZA, MA E’ DESTABILIZZARE I PAESI ARABI, STUZZICARE L’IRAN, A RUOTA LA RUSSIA, A RUOTA LA CINA, MA PRIMA DI RUSSIA E CINA CHE ENTRERANNO A DIFESA DEI DEBOLI COME DEI VALOROSI BOSS DI QUARTIERE, GLI ANGLOAMERICANS CERCHERANNO DI FARE ARRIVARE IL SANGUE ALLE CERVELLA AL POPOLO LIBANESE, EGIZIANO, TRASFORMARE I MODERAI IN ESTREMISTI, TRA QUALCHE MESE SI ORGANIZZA UN ATTENTATO IN OCCIDENTE DIAMO LA COLPA ALL’ISLAM E MILIONI DI GIOVANI DISOCCUPATI SONO PRONTI A DIFENDERE LA PATRIA OCCIDENTALE DAL NEMICO ORIENTALE…..CARI AMICI DOPO 1000 ANNI VOGLIONO ORGANIZZARE LA SECONDA CROCIATA………PURTROPPO MILIONI DI GIOVANI DISOCCUPATI CREDERANNO ALLA FAVOLA E SARANNO PRONTI AD OFFRIRE LA LORO VITA AL DIO MARTE. PRIMA I CESARONI HANNO DETTO AL POPOLO DI OFFRIRE LA VITA AL DIO MAMMONA, QUANDO QUESTO DIO NON FUNZIONA PIU’ CREANO I PRESUPPOSTI PER STIMOLARE IN NOI L’AMORE PER LA PATRIA DA DIFENDERE CONTRO UN NEMICO VIRTUALE QUANTO L’AMICO DANARO CHE HA DISTRUTTO LA SOCIETA’ CON IL DEBITO.

  • myone

    Idea, tutte le cose sono conseguenza e non sono principi con cui le cose partono per arrivare ad uno scopo. Bisogna pure mettere i piedi per terra. O gli usa saltano come cavallette, o i sionisti si fanno largo con i gomi-dollari, questo e’ tutto da vedere, quando si pensa che ogni cosa ruota esclusivamente per principi di sopravvivenza, etnia, religione, dominio. Penso che abbiamo spaziato in lungo e in largo, e credere che muovere una pedina X per una serie di onde d’ urto per arrivare ad altro, di strada ce ne volgia, e di mezzi cosi precisi non ce ne sono, nemmeno per un domani calcolato.

  • myone

    Visto che in questa pagina e sopratutto in quella precedente con l’ articolo o l’ intervento di Barnar, ci si accinge a mettere in luce una verita’, quella palestinese e isdraeliana, e di aprire un dibattito, di cui io, voglio e pretendo vi siano le controparti per fare luce, sebbene le cose stiano cosi e si potranno cambiare in modo diverso, ma che si appoggiano su ragioni e torti passati della storia e dei fatti, ho invitato dorettamente i propietari di questi siti a farsi avanti e a collaborare o dibattere cose, e a invitare altri ancora, affinche’ si metta bianco su nero una storia, che porta a cosi tanta distanza dalla comprensione.


    Spero che donchisciotte non ci calpesti sopra, ma li ritenga pure in considerazione, non solo per un regolare svolgimento del dibattito dei fatti e delle situazioni, ma lo faccia pari passo con le parti in causa, qual’ ora entrassero e ne fossero partecipi.


    Nel mentre, ho visionato questi siti, e ho mandato a loro l’ invito

    http://www.informazionecorretta.com/popup/pillole/pillole_storia.html


    http://www.greconet.com/davidben.htm


    http://digilander.libero.it/thatsthequestion/


    http://digilander.libero.it/livuso/


    http://www.conceptwizard.com/info.html

  • myone

    Si vede che sono compatti. Non mi risulta invece fra islamici, e nello stesso contesto palestinese, una unita’ cosi, sopratutto quando si considera se sono tutti terroristi o tutti civili. Sappiamo che il dualismo islamico appoggia tanto a favore dell’ accomunanza religiosa filtrata dalla causa palestinese, ma pure da un’ ambiguo modo di procedere. Sai, meglio chi ti dice in faccia che sei nemico, che chi ti accoltella alla schiena. ( tanto per dire)( che le cose non si possono solo vedere a sangue tratto). Se entreranno a decine i kamikazze, e non e’ la solita bufala propagandista, che diremmo? Che diranno sopratutto quelli che sostengono isdraele? Vedi, fanno bene, sono sempre stati cosi. Mi chiedo, ma nei popoli, nelle nazioni, nei poteri, sono tutti cosi criminali? E’ propio un reato esprimere una verita’, e un dovere non dirla? Sembra che il mondo polarizzi a torto o a ragione su due fronti, quelli di destra e quelli di sinistra, quelli dell’ est e quelli dell’ owest. Ci sara’ un bandolo della matassa, o no? Inutile dire o discutere. Bisogna andare alla fonte delle cose, e vedo che qui, si dubita pure sulle fontil perche’ tutte tendenziose di parte, o nel momento del dire, ogniuno tira sempre acqua al suo mulino. L’ unica cosa da dire e da pensare, e’ quello che pensi te, nel senso di ogniuno. Vero, sempre ebrei solo ebrei. Io ribadisco: lasciateli stare i libanesi, apritegli l embargo, fate diventare terra ricca e apritegli pure l’ acqua. Il giorno dopo te li trovi alle porte di gerusalemme, e nell’ invasione di isdraele e nell epurazione del popolo ebraico. E non solo i palestinesi, mala terra d’ isdraele diventa il banchetto di ogni stato arabo-islamico. E poi? Avanti con gli USA. Se cosi fosse, l’ influenza e le rivendicazioni, e le forze presenti in europa, avrebbero di che dire, rimettendo lo stesso colonialismo che gli europei e gli americano hanno esportato pure sulle loro terre. Purtroppo nel mondo c’e’ questo dualismo. Per ora non farci caso al mio commento, aspetto dati storici man mano che arrivano, non di parte, ma con tutte le parti, per vedere passo dopo passo, chi ha sforato, e se allal fine, le rese dei conti sono cosi tanto dispari o impari. Sai, anche fosse, le cose sono cosi, e si risolveranno se si risolveranno, in altri modi, cosi lontani come lontani sono le oppinioni e le ragioni e i principi dei due contendenti, e di tuti coloro che vi ci si aggregano, che sono da questa parte. Io, a chi devo dare torto lo do’. E so’ che nessuno dei due, ne ha pienamente ragione, ma neanche pienamente torto. La differenza la fa la cultura, i principi, le possibilita’, e tanti insiemi. Noi non li possiamo ne muovere e ne comandare, e sopratutto cio’ che e’ stato, non lo possiamo rivoltare, ma solo considerare.