Home / ComeDonChisciotte / PROFILASSI CONTRO GLI INSETTI

PROFILASSI CONTRO GLI INSETTI

DI GIANLUCA FREDA
Blogghete !

La lettrice Lucia ha scritto nei commenti:

Caro Gianluca, E chi dovrebbe procurarci i cingolati? L’Iran, che forse fa bene a tenerli pronti in casa? La Russia o la Cina? Altri volontari disinteressati? E i nostri “alleati” come reagirebbero? Lascerebbero fare?

Non bastano gli esempi di coglioni che stringono accordi con “Potenze straniere” per il comune interesse di cambiare un governo? E con cosa si ritrovano? Il Paese distrutto, che vuol dire povertà vera per generazioni intere, quindi una ancora maggiore predisposizione all’asservimento, e morti, tanti morti. E i morti, quando sono – con tutti i loro limiti e miserie – i tuoi, sono la disperazione più totale e più nera, quel dolore che attorciglia le viscere, e non passa, per quanto sbatti la testa contro un muro, o ti anestetizzi con ogni sorta di porcheria. Non torneranno indietro, non li riavrai MAI più. Per non parlare di invalidi permanenti (pensa che bello, la tua bellissima bambina di 4 anni sfigurata per sempre dal fosforo, con le braccia amputate per evitane la morte quando si opera in condizioni disperate). No, a fare entrare i cingolati non sai come va a finire.

Purtroppo, finché avremo bisogno di una guida che sappia mettersi in vista (ovvero ne abbia i mezzi), finché abbracceremo qualcosa solo se prima di noi lo hanno già fatto in tanti, allora non possiamo sperare in un governo equo, non con la coscienza umana ridotta com’è oggi.

Ma che ti è successo? Il primo articolo tuo che lessi lo ricordo ancora sorridendo, era quello sul terrorista con la dinamite nelle mutande. Avevo riso, leggendo da sola, fino alle lacrime. Il modo in cui evidenziavi l’incredibile credulità della gente, criticavi il comportamento, e riuscivi a deridere senza offendere.

Poi pian piano sei cambiato, fino a diventare talmente offensivo da risultare sgradevole alla lettura. L’articolo sul Costa Concordia era quasi vomitevole, un giudice che sembra convinto di appartenere ad una razza superiore e disprezza, con parole veramente cattive e con giudizi un po’ superficiali, “la massa”. Che poi, sempre tutti a disprezzare la massa, il popolino, il popolo bue, come se non ne facessero parte, la massa sono sempre gli altri. Sembra una delle tante varianti della malattia di quelli che fan la gara a chi ha l’auto più costosa credendo di distinguersi, o che venderebbero la madre per una comparsata in TV, sempre per distinguersi in qualche modo dal “gregge”.

Non capisco se è delusione, amarezza, ma finisci col diventare a tua volta cieco, come quando incolpi i giovani per il calo del livello dell’istruzione. Da giovani (molto giovani) non si ha un gran potere sulle scelte del paese, forse i complici dei colpevoli sono stati i genitori di questi giovani.

Be, scusa se mi son permessa, non so nemmeno io perché desideravo dirti queste cose, forse perché mi manca il Freda di qualche tempo fa, e mi dispiare.Era tutta un’altra cosa, prova a rileggerti, articoli di allora e di oggi.

 

Gentile lettrice, posso dirle questo:

su questo blog, nei rari momenti in cui ho ancora tempo e voglia di scriverci, sto cercando di descrivere la situazione politica, nazionale e internazionale, in cui siamo impantanati. Sto cercando – per quanto mi sia possibile farlo con le scarne nozioni che ho appreso in questi anni – di immaginare le sue possibili (e probabili) evoluzioni. Sto cercando anche di presentare, nel modo più realistico possibile e senza lasciare troppo spazio a voli pindarici di fantasia, le possibili vie di fuga, rifacendomi ai meccanismi storici con i quali situazioni di impasse geopolitica simili a quella che andiamo oggi osservando hanno infine trovato il loro scioglimento.

Mi spiace che tutto ciò risulti a volte meno divertente degli articoli più distesi che scrivevo un tempo. Ma mettermi il naso a palla e il cappello a cono mentre eseguo la quotidiana conta dei cadaveri mi sembra poco utile alla mansione, oltre che poco rispettoso verso i trapassati. Capisco bene che in tempi cupi si senta il bisogno di ridere. Ma rivolgersi a comici e barzellettieri per riempire un vuoto che è esclusivamente politico – e che necessita dunque di teorizzazione politica e di azione politica ad essa conseguente per essere colmato – non è un’idea felice; come gli ultimi vent’anni hanno già dimostrato (governo dei barzellettieri da crociera) e come i prossimi verosimilmente dimostreranno (dissoluzione totale di ogni rimasuglio di pratica politica ad opera di cabarettisti blogghettari). Chi in una simile situazione senta il desiderio di assumere droghe euforizzanti, ha l’imbarazzo della scelta e si assume la responsabilità delle sue azioni. Io, quando posso, ormai evito di vendere soma. O se proprio devo venderlo, fornisco all’avventore anche la necessaria dose di antidoto.

Altrettanto inutile mi sembra il voler a tutti i costi ricondurre nell’alveo del personalismo e dell’emotività puerile una pratica di scrittura che mi sforzo, nei ristretti limiti in cui ciò mi è caratterialmente possibile, di mantenere oggettiva e descrittiva. Io cerco di descrivere in che modo, verosimilmente, la situazione che stiamo attraversando troverà la sua via di sbocco. Cerco di spiegare che – in linea puramente speculativa, visto che siamo un miliardo di miglia lontani dall’obiettivo – i cingolati sarebbe meglio imparare a guidarli e schierarli, prima che arrivino da soli a scorrazzare comunque sulle nostre tibie, come sempre è accaduto e come non è del tutto inverosimile che accada anche in quest’occasione. E che in ogni caso, a prescindere dall’identità dei carristi, è con i cingolati che si uscirà dall’attuale pantano, sempre ammesso che se ne esca in tempi storici ragionevoli. Mi si prospettano, di contrappunto, le immagini di montagne di cadaveri, d’infanti straziati dal fosforo, nonché il fatidico “cosa-faresti-se-fosse-tua-figlia/tua-moglie/tuo-cugino”.

Se mio cugino cascasse dalla torre di Pisa, mi spiacerebbe assai. Ma questo non mi spinge a negare le leggi di caduta dei gravi. Semmai mi spinge a spiegarle e descriverle con la massima chiarezza possibile, affinché si possa comprenderne il funzionamento ed imparare eventualmente ad averne ragione, prima che siano esse ad aver ragione del mio povero cugino. Di morti sfrittellati e schiamazzati giù dalla torre ne vedo già tanti intorno a me, e non li ho certo uccisi io col cinismo. Quindi, nell’interesse della parentela di secondo grado, è meglio affrettarsi. Se tale impresa non giova al buonumore, rivolgersi altrove, prego. I vaudeville sono aperti fino a tardi e le Bluebells sfoggiano garretti da sogno.

Per ciò che riguarda le masse, non credo di averle mai offese, per il semplice fatto che non credo alla loro esistenza. Non ho mai visto, in vita mia, una massa, se non al cinema o nei reportage sull’Area 51. Ho esperienza solo di individui singoli, molti dei quali (ahimé) cretini e spregevoli; parecchi insulsi e trascurabili; altri degnissimi e meritevolissimi. Questi ultimi non sono granché diffusi, devo ammetterlo, ma per definizione nulla che dia senso alla vita lo è, quindi è così che devono andare le cose. Sto solo cercando di spiegare che le masse, non esistendo, non sono in grado di modificare un bel nulla, checché ne dicano i fumetti e gli sceneggiati su Robespierre. Sui singoli individui cretini e spregevoli (da me indicati anche con i lemmi “plebe” e “plebaglia”) non c’è ovviamente da contare per un cambiamento, come nemmeno sugli insulsi. Sono loro quelli che “stringono accordi con potenze straniere” al solo scopo di ottenerne prebende individuali, senza avere in testa neppure l’ombra di un progetto politico nazionale. Rimangono i meritevoli, ovvero quella ridotta frazione di essi che abbia voglia di abbandonare i miti e le leggende imbecilli sulle “masse che cambiano il destino” e che possieda invece (o voglia sforzarsi di acquisire) le qualità essenziali per costituirsi in elite.

Tali qualità sono innumerevoli e se ne può discutere all’infinito (si fa forse perfino prima ad acquisirle che a discuterne), ma tutte hanno la propria scaturigine in un atteggiamento fondamentale, che segna la vera e propria linea di transizione tra una classe dirigente e la plebaglia che ne attua inconsapevolmente le direttive. Questo atteggiamento consiste nel valutare la realtà per ciò che è, nel deporre tutte le armi dell’ideologia, nel perseguire il proprio utile nella prospettiva del contatto diretto con le cose, lasciando alle comari i giudizi moralistici e i miserabili pettegolezzi da cortile. Nietzsche avrebbe forse detto: consiste nel saper andare al di là del bene e del male.

La plebaglia la riconosci dal fatto che trasforma in moralismo qualsiasi campo dello scibile. E’ esattamente questo che la marchia a fuoco quale plebaglia, sceverandola dalle classi dirigenti. E’ esattamente questo che la definisce nel suo stato di perenne subordinazione.

La plebaglia crede di parlare di politica, ma in realtà ciò che vuole dire è che Tizio è corrotto, Caio prende tangenti, Sempronio organizza festini hard nella sua villa di Boscotrecase. La morale beghina della massaia analfabeta con gli occhi pesti dalle botte è tutto ciò che comprende e ad essa riporta l’intera cosmogonia universale.

La plebaglia finge di parlare di informazione, ma in realtà ciò che vuole conoscere sono i maneggi delle starlet, gli amorazzi dei potenti, pure le macchinazioni e gli intrighi della politica, al limite, ma non per comprendere i meccanismi di base della conquista e dell’amministrazione del potere, bensì al solo scopo di poter puntare il ditaccio tozzo e bisunto contro i volti del teleschermo e poter sentenziare: quello è becco, quell’altro è ladro, quell’altro se la fa con la cugina della zia di sua nuora.

La plebaglia s’interessa di storia al solo scopo di poter farfugliare, tra i dentacci neri e radi, che Ìtle era il male assoluto©, che Stàli era un dittatore sancuinario©, mentre Gàndi, lui sì, esimio ingegnere, l’ho visto ieri sul libro di geologia di mio nipote, vedesse che aria distinta, che gran brav’uomo.

Perfino le scienze esatte vengono piegate da questi miserabili all’ipocrita precettistica gesuita che presiede ad ogni loro pensiero. Quando proclamano, con malcelato orgoglio di novelli Keplero, che la Terra gira intorno al Sole, non lo fanno perché gli interessino il moto dell’universo o dei pianeti. Se gli interessassero davvero, scoprirebbero che il moto della Terra intorno al Sole è molto meno dimostrabile di quanto essi possano immaginare. Ciò che gli interessa è dimostrare che noi siamo er mejo che l’evoluzione umana abbia prodotto, perché noi, signore e signori, sappiamo che la Terra gira intorno al coso, come si chiama, il sole, mica come nel medioevo, mica come quei trogloditi di Aristotele, Virgilio, Sant’Agostino, Dante, Petrarca, che neanche avevano mai sentito parlare di Megan Fox.

Ora, se per pura ipotesi dovessimo decidere di preferire la fermezza del ceto dirigente consapevole all’acquiescenza moraleggiante della plebe, allora occorrerà disimparare, dal principio alla fine, tutto ciò che credevamo di sapere o di avere imparato, tutti i princìpi su cui abbiamo fondato la nostra percezione del mondo, tutti i punti di riferimento che ritenevamo acquisiti. Ognuno stabilisca se possiede il coraggio per questa impresa. Eventualmente, faccia sapere fino a che punto di revisione del proprio universo mentale è disposto a spingersi, e poi non disturbi coloro che hanno intenzione di spingersi oltre. Se non se la sente, che vada per la sua strada, senza fare troppo rumore. Occorre radere al suolo ogni centimetro della casa che avevamo creduto di amare e disporci ad edificare su ogni frammento di terra sgombrato dalle macerie nuove architravi di pensiero. Nietzsche credo avrebbe detto: “Tu vai per il sentiero della grandezza: ora bisogna che il tuo coraggio migliore consista nel non esserci alle tue spalle più alcun altro sentiero”.  Oppure anche: “Io amo coloro che non vogliono conservare se stessi. Coloro che tramontano, io li amo con tutto il mio amore, perché passano all’altra riva”.

Io ritengo che potremmo porre il confine tra classe dirigente (da riedificare) e plebaglia anche al livello in cui in un intelletto umano, casualmente scelto tra la moltitudine, ha luogo la piena comprensione di queste parole.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.altervista.org
Link; http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=915:gianluca-freda&catid=25:politica-italiana&Itemid=44#comments
2.11.2012

Pubblicato da Davide

  • Giovina

    Una massa che deve essere guidata e che si pensa non sia capace di nulla se non di essere mosca rende l’elite che si vorrebbe la governasse, la regina delle mosche.

  • clausneghe

    Piano con le mosche!
    A ben guardare il titolo di “Signore delle mosche” compete nella nostra orrida realtà, ai militari di tutto il mondo, quelli che guidano i cingolati che piacciono tanto a Totalrec..
    Infatti dove operano costoro, le mosche sono invitate a pranzo e cena, sempre.
    Punta la tastiera contro i ” bravi ragazzi ” armati, non contro il pacifico frinire dei volgarmente detti “grillini” se vuoi, caro Freda.

  • Mondart

    Va beh, ma qui esponi 2 concetti ben distinti, e non necessariamente conseguenti ( almeno nella teoria, se non in una pratica contingente dettata dalla necessità di legittima difesa ).

    Quale fu il grande merito di Fibonacci, Leonardo, Galileo ? Intuire che LA STRUTTURA EQUIVALE ALLA MENTE di un Sistema, surclassando così ogni costrutto teocratico medioevale e fornendo alla classe mercantile il formidabile volano di cui necessitava.

    “Mercanti e Architetti Associati Spa” vanno oltre questa comprensione, e la usano per la costruzione stessa della Realtà, semplicemente deformando a loro piacimento la “struttura”, storica e sociale ( chi non comprende vada a leggersi il mio blog, non posso sempre stare a ripetermi daccapo ).

    Ecco che questo falsa il tuo ragionamento almeno in 2 punti:

    1) E’ FALSO dire che “non esiste la massa”, in quanto la “massificazione” degli individui si ottiene appunto alterando in vario modo la LORO SPONTANEA TENDENZA ASSOCIATIVA. Che non si baserebbe assolutamente su astruse pretese mercantili, ma eventualmente su quelle dei propri genitali, il che ha sempre infastidito anche ogni potere precedente: si trattava quindi solo di introdurre un nuovo “peccato originale”, ed è stato fatto col “debito pubblico”. E venduto “alla nuova èlite illuminata” grazie a Kant, Vico e compagnia cantante.
    Anche l’ èlite viene gestita come la massa, se e quando necessario: vedi quanto detto riguardo ai film di Kubrick

    2) Ripeto quanto già scritto in un precedente commento: esiste quindi -o meglio può esistere- uno “specifico politico, e/o struttura politica” sostanzialmente diverso e “altro” dallo “specifico umano” ?? Se sì, esso esiste solo nella mente di chi abbia già deciso d impossessarsene per i suoi non dichiarati scopi: sono gli stessi che cazzeggiano di nature umane cattive, di necessità di controlli autoritari, di guerre giuste.

    E questo sia detto per amor di filosofia. Ma anche ammettendo di trovarci nell’ ipotesi della legittima difesa, chi di grazia potrebbe farci salire sui carri ?? Mi sembra ti stia rivolgendo ad una ipotetica e fantomatica èlite che STORICAMENTE non esiste, nè all’ interno dell’ Occidente ( essendo ormai da tempo unificato in una superiore comunità d’ intenti ), nè, probabilmente, nell’ intero globo.

    E, in questo caso, la miglior strategia da attuare resta ancora quella qui descritta:
    http://mon-dart.blogspot.it/2011/12/e-al-cervello-che-va-applicato-il.html

  • segretius

    “Per ciò che riguarda le masse, non credo di averle mai offese, per il semplice fatto che non credo alla loro esistenza. Non ho mai visto, in vita mia, una massa, se non al cinema o nei reportage sull’Area 51. Ho esperienza solo di individui singoli, molti dei quali (ahimé) cretini e spregevoli; parecchi insulsi e trascurabili; altri degnissimi e meritevolissimi. Questi ultimi non sono granché diffusi, devo ammetterlo, ma per definizione nulla che dia senso alla vita lo è, quindi è così che devono andare le cose. Sto solo cercando di spiegare che le masse, non esistendo, non sono in grado di modificare un bel nulla, checché ne dicano i fumetti e gli sceneggiati su Robespierre. Sui singoli individui cretini e spregevoli (da me indicati anche con i lemmi “plebe” e “plebaglia”) non c’è ovviamente da contare per un cambiamento, come nemmeno sugli insulsi. Sono loro quelli che “stringono accordi con potenze straniere” al solo scopo di ottenerne prebende individuali, senza avere in testa neppure l’ombra di un progetto politico nazionale. Rimangono i meritevoli, ovvero quella ridotta frazione di essi che abbia voglia di abbandonare i miti e le leggende imbecilli sulle “masse che cambiano il destino” e che possieda invece (o voglia sforzarsi di acquisire) le qualità essenziali per costituirsi in elite.”

    Se le elite lavorano giorno e notte per giostrare i destini di miliardi di mosche, è perchè loro stessi, contrariamente a te, vero umanoide sproloquiante, a queste masse (sciami), di mosche, attribuiscono molta importanza nella realizzazione di qualsiasi progetto.Le qualità per costituirsi in elite ti garantisco che ce le hanno già le oligarchie dominanti, in quanto “essere elite” è uno status fine a se stesso. Un vizio che è proprio di gente come te, motivata da un antagonismo che equivale a sostanziale uguaglianza con la psicosi di prevalere, sugli altri, e nel tuo caso, su insignificanti mosche plebee……

  • totalrec

    Se le elite lavorano giorno e notte per giostrare i destini di miliardi di mosche, è perchè loro stessi, contrariamente a te, vero umanoide sproloquiante, a queste masse (sciami), di mosche, attribuiscono molta importanza nella realizzazione di qualsiasi progetto.

    Non mi sono mai sognato di dire che le mosche, questi spazzini della natura, non abbiano una loro visibilissima importanza nel creato. Anzi, mi sono sempre sforzato di scrivere e dimostrare l’esatto contrario, compresi gli ultimi articoli. Basta che non le si confonda con i veri operatori della politica (elite) che sono ovviamente tutt’altra cosa.

    (GF)

  • oriundo2006

    Alcuni dei precedenti commenti hanno surclassato eccome le mie possibili considerazioni sulla posizione di GF, inclusa la circolarità delle forme politiche di dominio. Ma mi rimane un dubbio: hanno davvero ‘centrato’ il significato di una nuova elite ? Perchè questa c’è GIA’: ed è in piena azione, ed ha fatto propria, voltandola di significato, l’idea di essere non solo sprezzantemente al di là del bene e del male ( il cui giudizio pertiene ad una scala di valori pur sempre opinabile ), ma anche di Dio stesso, l’origine della scala stessa, riducendo l’umanità intera a massa amorfa, appunto, senza qualità e senza neppure più vis vivendi ( e non solo necrofagia bulimica ), quando invece ne dovrebbe essere uno degli aspetti proiettato sul piano ‘apparizionale’ , della Sua Gloria riferita alla Vita umana. In parole più semplici, le elites attuali hanno degradato l’umanità a ‘massa’, ovvero a struttura quantitativa ( ‘segno dei tempi’ ultimi ) liberamente modificabile, strutturabile e un domani replicabile in laboratorio per poi finire per eliminarla come non più utile: realizzazione di un giudizio ben introiettato dalla massa stessa. Dunque, l’elite c’è già, a ben vedere è sempre la stessa ed è assolutamente ‘libera’ da considerazioni di qualsivoglia ‘valore’ ( vedete dove porta ‘lottare contro l’Angelo’: Genesi 32, 24-32… ), tranne ovviamente quell’unico ‘valore’ rappresentato da sè stessa: volontà di potenza suprema celato dall’ossequio, falso ed ipocrita, alla Legge solo per esaltare la propria specificità di razza, religione e cultura. Legge che mai come oggi è consunta e lacera, assieme al linguaggio che dovrebbe svelarne l’arcano ed interpretarla, sostituito dalla manipolazione cabalistica e scientifica: efficace e mortifero disegno cui gli esseri umani si prosternano vilmente felici di servire, resisi eunuchi di sè stessi in vista del ‘Regno dei cieli’ promesso dalla Menzogna fattasi totale.

  • tersite

    Freda, ‘moralismo’ o.. ‘buon senso’? Non è il buon senso che dovrebbe guidare un sistema sociale o politico o di qualsiasi altra natura? E ancora, non è attraverso la corruzione (sia come pretesto che come mezzo diretto) che si fanno cadere e si rimpiazzano i governi? Ignoranza e corruzione possono essere la stessa cosa. Non sono conseguenza una dell’altra.

  • A

    Che destino beffardo. Già lo vedevo, fiero condottiero, in piedi, sull’ invicibile carro, a dirigere il traffico dell’ ardita armata, con prosa rococò, tra il rumore dei cingoli. Musica per le mie orecchie! Invece, infame è la vita, che ci priva di tanto spettacolo, costringendolo qui, tra la plebaglia, a scrivere cose incomprensibili all’ inesistente massa, comeundonchisciotte qualsiasi. Ah! se solo fosse nato in una famiglia importante della fantomatica elite come certo egli, meriterebbe. Coraggio, sarà per un’ altra vita, sperando nella reincarnazione! Sempre che, sfigato, non rinasca mosca.

  • Mondart

    Nè il moralismo, nè l’ indefinibile buon senso: nonostante ci diciamo figli del rinascimento, chissà perchè ci ostiniamo a negare il fil rouge a cui pervennero tutti gli studiosi dell’ epoca, ossia che OGNI SISTEMA contiene in sè stesso le leggi che lo governano. Leggi che quindi vanno cercate al suo interno, e non altrove.

    Fin qui anche Freda sembra concordare, stando all’ esempio del cugino che cade dalla torre di Pisa: una mela che cade può credere che ciò avvenga perchè lo dice il Capitale o un Dio malvagio, ma ciò non servirà a cambiare minimamente il suo destino: infatti commette l’ errore di cercare FUORI DAL SISTEMA STUDIATO le sue stesse leggi.

    Ora, se la società è l’ aggregarsi di esseri umani, le leggi di questo aggregarsi vanno ricercate nell’ Uomo stesso, ed in una quanto mai probabile loro esistenza ALL’ INTERNO del sistema osservato, e non al di fuori …

    Purtroppo troppi “intellettuali”, “politici”, “sedicenti eruditi” NON SANNO di essere vittime essi stessi dello stesso inganno in cui cade la mela: e insistono a cercare nel Capitale o nei testi sacri le dinamiche dell’ agire umano, a leggere al lume di candela mentre il Novecento ci ha già fornito la lampadina.

    Fuor di metafora, sono la psicanalisi, la psicologia, la sociologia che da Freud in poi hanno definitivamente e scientificamente trovato tale codice. Ovviamente bellamente ignorati da tutta l’ “intellighentia” degli attuatori del potere medesimo, attuatori che -in buona o cattiva fede- insistono imperterriti a dire che la mela cade per colpa di Marx, di Dio o di Vattelapesca.

    Che si incaponiscono ad aggiustare il trattore col nastro adesivo, che addirittura pretendono di mettere mano al motore ignorandone del tutto il funzionamento. Perchè lo facciano se lo chiedeva anche Kubrick: seduzione del potere, ma personalmente ritengo anche sincera ignoranza delle dinamiche reali, e avidità della parte mercantile. Che favoriscono comunque sia il disegno ciclico voluto dal potere sovrastante.

    Ora, chi è in grado di indirizzare “la massa” queste cose le sa, perchè proprio di tali dinamiche si serve … ed ecco perchè si crea un dislivello insanabile ad ogni tentativo di approccio: perchè si approccia la materia di studio con gli strumenti sbagliati.

  • totalrec

    1) Ammettiamo pure che sia. Diciamo cioè che la massa esista e che sia definibile come l’insieme di coloro la cui spontanea tendenza associativa sia stata artificialmente alterata (avrei molti e seri dubbi sull’esistenza di questa “spontanea tendenza associativa”, ma poiché non è rilevante nell’economia della discussione, sorvoliamo). Okay, cosa cambia? L’insieme degli “artificialmente dissociati” resta comunque incapace di organizzare un cambiamento, che dovrà essere progettato e attuato da un’elite scevra da condizionamenti di pensiero.

    2) Non capisco bene il senso dell’obiezione. Se per “specifico umano” s’intende la generale tendenza umana a perseguire il proprio vantaggio individuale, allora tutti i gatti sono bigi. Ma se ci addentriamo in una classificazione appena appena più articolata, allora non esiste un solo “specifico umano”, ne esistono di varie tipologie, tra le quali il “politico” – con le competenze e le prerogative che gli sono proprie – è in questo frangente quella di cui c’è desolante assenza e impellente necessità.

    (GF)

  • Mondart

    E’ lì il quid: per me “il politico” non è una categoria legittimabile, ma una categoria spuria, che interpreta con lenti del tutto obsolete, falsate, ascientifiche la “scientificità” di un’ ipotetica costruzione sociale. Diventando così “mero attuatore” del potere.

    Per me NON ESISTE uno “specifico politico” ( la politica stessa non è un sistema dato, ma già un’ “interpretazione” del sistema ); esiste invece uno SPECIFICO SOCIALE, perfettamente studiato e definito da Freud in poi attraverso l’ analisi comportamentale, psicologica, sociologica e psicanalitica delle PRECISE LEGGI secondo cui si organizzano e strutturano i clan, i gruppi, dalle tribù alle civiltà complesse. Esistono precise leggi che dicono che l’ uomo è un sistema fatto di dinamiche precise, esattamente come un motore … e che non sono “interpretazioni” dettate da chissà chi in base a chissà cosa, ma leggi che portano, se osservate o eluse, a conseguenze ben diverse e precise, riproducibili anche “in vitro”

    Chi “guida le masse”, a differenza del “politico”, queste leggi le conosce perfettamente proprio perchè se ne serve quotidianamente, così come SA che se la “natura umana” fosse malvagia non potrebbe applicarne UNA SOLA ( in genere infatti si tratta proprio di sfruttare un meccanismo di FRUSTRAZIONE dei bisogni primari, reindirizzandola ad hoc ) … ( Insomma Freda, tutti i nostri discorsi sugli spot … ) Come potrebbe una mamma allevare i cuccioli, se fosse vero l’ assunto di “Male Radicale” MESSO IN BOCCA a Kant ?? -E in quel “messo in bocca” sta tutta la pretenziosità del politico, che crede di avere gli strumenti adeguati mentre affronta un sistema avvalendosi degli aruspici …

    Ecco dove sta il “gap”: si approccia il sistema gravitazionale interpretandolo col Capitale (o che altro) …

    INFINE: togli alle masse il gap disinformativo, dai loro tempo libero e un salario di sussistenza … ora depenalizza l’ omicidio, e non avrai più bisogno di nessun esercito: avrai la -temutissima e controllatissima- rivolta “veramente” spontanea …

    Insomma è ancora lo stesso discorso: l’ energia messa nell’ “imbrigliare” è enorme: basterebbe “scioglierla” perchè avvengano miracoli. Ma questo forse lo stanno già facendo gli stessi Architetti che storicamente l’ hanno imbrigliata.

  • Mondart

    PS: poi certo, può starci che una determinata emergenza sia affrontabile solo con la forza … al che occorrerà comunque ancora stabilire, dopo il passaggio dei carri, su QUALI REGOLE si andrà a ricostruire … e lì saremmo punto e a capo se si insiste bellamente ad ignorarle.

    INSOMMA è nei libri di sociologia e psicologia che esse vanno cercate, non in quelli di storia.

  • Mondart

    PS “: Ora, converrai che una “massa” messa in queste condizioni ( informazione veritiera, tempo e soldi a disposizione, uniti all’ impunità ) si trasforma AUTOMATICAMENTE in èlite … ed infatti l’ èlite stessa altro non è che una parte di massa tolta dalle ristrettezze in cui viene tenuta la restante parte … “Cani da guardia” quindi, non effettivo potere

    Come converrai che se si alza volutamente il fuoco sotto una pentola a pressione senza alzare contemporaneamente anche il coperchio, lasciando solo una piccola valvola di sfogo come unica soluzione perseguibile, è perchè si vuole che lo sfogo vada solo in quella precisa direzione … ecco lo scopo odierno della massa, e tutta l’ importanza per il potere che resti tale.

    Come dice un altro commentatore, non ci sarebbe tutto questo enorme e dispendioso lavoro di resa in costrizione subliminale, intellettuale e fisica se la passività, il nichilismo, il masochismo, il cretinismo fossero la “naturale” tendenza delle persone lasciate a sè stesse … In genere infatti si verifica l’ esatto contrario.

    E il masochismo esplicito della massa è sempre indotto attraverso il sadismo degli “attuatori” ( politici, dirigenti, intellighenzia ): riguardati il “Salò” di Pasolini per avere l’ esatta immagine di ciò.
    ( Ti direi anche, almeno per avere una futura base comune di discussione, di dare un’ occhiata ad “Anatomia della distruttività” di Fromm, se non sapessi già che mi mandi a quel paese … )

    Ciao.

  • tersite

    Sì, la storia della manipolazione la conosciamo, ora dobbiamo uscirne o almeno dobbiamo risolvere, affrontandola, questa crisi che ci è stata imposta con l’inganno più che con la forza. Non è una questione di masse, chi è consapevole di tale situazione deve prendersi la responsabilità di tentare di cambiarla. Come? Nell’unico modo possibile, chiedendo spiegazioni ed interventi ai responsabili. Cosa fa l’Aspen institute? Li istruisce, suggerisce loro le strategie da adottare. Anche io faccio così.

  • helios

    Nietzche ha anche detto:

    Se nella vita sarai costretto a lottare contro i mostri, dovrai stare molto attento a non diventare tu stesso un mostro.
    E se un giorno riguarderai a lungo nelle profondità di un abisso, dovrai sapere che poi anche l’abisso vorrà guardare e scrutare dentro di te.

    Nietzsche – tratto da Al di là del bene e del male

  • totalrec

    Ci staremo attenti. E quando l’abisso guarderà dentro di noi, fingeremo di non essere in casa.

    (GF)

  • Mondart

    E comunque, a parte non capire la particolare animosità di Freda verso Grillo più che verso gli altri pagliacci della politica ( perchè proprio lui lo punge così sul vivo ? ), beh pensavo ad un’ altra particolare curiosità che, vista in un contesto di “messaggi e poteri trasversali”, potrebbe significare qualcosa. Sfido quindi temerariamente il ridicolo, perchè comunque sia c’è in quello che sto per dire un messaggio che va colto.

    Negli ultimi post mi sono occupato dell’ ultima filmografia Kubrickiana, facendo osservare come il “fil rouge” che accomuna ogni sua opera sia appunto incentrato sull’ analisi della figura del “valletto”, dell’ “attuatore” del potere, ossia proprio del politico tradizionalmente inteso, e come vi sia un’ escalation contraria nella capacità di svolgere fino in fondo il suo compito di “traditore” ( della base che dovrebbe rappresentare ) e “amante” ( del fascino èlitario che emana dal potere ).

    In questi giorni stavo rivedendo “Eyes Wide Shut”, con l’ intenzione di scriverne: ebbene, in Eyes abbiamo la completa abdicazione del potenziale attuatore di turno ( il medico Bill ) dalla seduzione del potere, che non verrà colta nonostante gli si proponga ripetutamente sia attraverso le varie “prostitute” che incontra ad un ritmo vertiginoso, sia attraverso la stessa moglie Alice, portavoce, valletto ed emanazione del potere stesso.

    “Eyes” potrebbe infatti avere come sottotitolo “il tradimento non consumato”, “la seduzione non colta”, in quanto manca a Bill quella “particolarità” ( non a caso viene riconosciuto come “omosessuale” in due occasioni nel film ) che rende possibile la seduzione del potere agire sugli altri attuatori. Insomma Bill alla fine, anzichè esserne attratto ed invischiato come tutti i precedenti attuatori, ne fuggirà sopraffatto dal disgusto.

    Ora, è bene evidenziare che tale parabola ( peraltro probabilmente autobiografica a sottolineare lo stesso percorso e travaglio interiore del regista ) inizia con un Alex di Arancia Meccanica ( la “pietra grezza”, perfetta, ma da lavorare per adattare al ruolo ); continua con l’ astronauta di 2001 ( il “superuomo” che crede pienamente nel suo ruolo ) … per approdare a figure che faticano sempre più ad entrare nel loro ruolo di attuatori: dal soldato di Full Metal Jakets a Jack di Shining, che riuscirà solo parzialmente, fino a Bill di Eyes che appunto si defila da questo “strano-amore”, dalla seduzione del potere.

    Ebbene, Grillo è a tutti gli effetti come Bill, in quanto “mancante” della caratteristica che rende possibile la seduzione negli altri personaggi … ed ancora una volta anche i tempi ( il film è del 1999 ) sono perfettamente coerenti con un possibile “messaggio massonico” da veicolare: “Ora dovete trovare qualcuno così”. Tra parentesi, tutte le altre “puttane” si manifestano invece attraverso il rosso: rossa la porta della prostituta incontrata per strada, rosso il locale dove suona il pianista Nick ( altro collegamento e valletto del potere ), rossa la scena del rituale e la figura del cerimoniere.

    E sarà proprio la morte ( anche in senso figurato ) di una di esse a “salvare” definitivamente Bill. Ora, sia solo lo scassato dialogo tra me e me prima di mezzanotte … ma poichè in “politica” nulla accade per caso, e l’ Italia è l’ esperimento oggi sotto gli occhi di tutti … quien sabe ? … Sarebbe bello poterlo credere.

  • spartan3000_it

    Gianluca Freda e’ persona intelligente, scrive in italiano corretto e divertente, e mi e’ simpatico. Non sono certamente alla sua altezza. Ad occuparsi di complotti e conflitti dopo un po’ che hai visto che c…ca di roba e’ ho preferito andarmi ad occupare di cose, come l’open source, che a me appassionano e mi tengono impegnato e attivo nonostante la forzata disoccupazione. A Gianluca vorrei solo far notare che la situazione e’ un po’ cambiata negli ultimi tempi con l’avvento di internet, i media personalizzati e con la deriva transumanista che strega le elites che pendono dalla bocca di folli ingegneri non lasciandomi altra scelta che “cercare di restare umano” come diceva il buon Arrigoni. Per combattere le guerre e fare rivoluzioni che coinvolgano piu’ di qualche decina di dimostranti i militari sanno che bisogna suscitare quello che loro chiamano “spirito di combattimento” e lo fanno con la propaganda e le psyops. A guardarmi intorno di questo “spirito di combattimento”, che in passato spingeva eserciti di volontari a combattere per la patria con poche diserzioni, in realta’ ne vedo poco. Oggi la guerra la conducono con i droni al joistick come fosse un videogioco, i ragazzi che partono in Afghanistan lo fanno per lo piu’ in modo mercenario per pagarsi la cerimonia nuziale e l’anticipo del mutuo sulla casa. Non esiste piu’ la leva obbligatoria come una volta. Quando e’ vero e non e’ manipolazione propagandistica i conflitti si combattono con schiere di scienziati e ingegneri impegnati nella guerra ambientale e psicotronica. Non mi sentirei di deridere molto chi crede nella non-violenza: difatti e’ la mia scelta sempre per cercare di “restare umani”. Io a pilotare carri non ci vado anche perche’ non ho piu’ l’eta’ e consiglio a chi e’ piu’ giovane di me di stare lontano dalle cose militari (brutta razza i soldati…) e pensare a come sopravvivere alla depressione economica nell’ottica di Pallante della “decrescita felice”.

  • tersite

    Bene! Posso integrare con “L’ora di religione”? …Comunque si chiama corruzione ed è la mamma del ricatto.

  • gm

    Ricordo che quando facevo il servizio militare c’era un maggiore dei bersaglieri che una volta, stando in piedi su un sedia o su uno scranno, ci gridava pieno di livido fervore:” io odio le masse!”.
    Se non ricordo male, la ragione di questa ammissione stava nel fatto che qualcuno aveva commesso qualcosa di “indisciplinato” salvo poi nascondersi nella “massa”.
    Dopo alcuni decenni, non senza una qualche meraviglia, ho sentito ripetere quella identica frase anche da qualche studioso, peraltro di provenienza marxista sebbene non più tale.
    Cosa accomuna quel maggiore dei bersaglieri e l’attuale studioso (seppure ex marxista)?
    Perché entrambi “odiano le masse”?
    Perché, al di là delle motivazioni rozze o sofisticatamente teoriche su cui appoggiano il loro sentimento di odio, odiano soprattutto una cosa: che a loro si possa contrapporre una forza, quelle delle masse, che metta in pericolo il pieno dispiegarsi del loro potere individuale o che metta in discussione i loro teoremi.
    Sapete quindi a cosa inevitabilmente approdano poi questi “elitari” un po’ di tutti i colori, che siano maggiori dei bersaglieri o teorici ex-marxisti ? Approdano all’auspicio che qualche frazione di queste attuali o future elite dominanti (per un Asor Rosa potrebbero essere i carabinieri ai quali voleva affidare il compito di arrestare Berlusconi) , con o senza cingolati, prenda le redini in mano e spazzi via la parte incancrenita (politicamente) di questo paese. Che poi queste “elite” spazzino via anche la pretesa delle masse di ergersi a soggetto di potere contro tutto il sistema dominante a questi studiosi appare del tutto secondario.
    Però, se questo è il rozzo ed esplicito desiderio di certi maggiori dei bersaglieri o di certi “studiosi” alla Asor Rosa, il caso degli studiosi meno rozzi è diverso.
    Come ho già accennato in un mio precedente commento, questo genere di persone intellettualmente e culturalmente meno rozzi non parla semplicemente di potere delle elite ma fanno apparentemente discendere queste loro scelte sconsiderate e folli dalla considerazione che il popolo è bue, che la classe operaia non è rivoluzionaria, che marx ha sbagliato in questo e quest’altro, che la sovranità oramai è inesistente (il che è anche vero) e via dicendo. Che poi questa “elite” porti il doppio petto di un politico con “le palle” o le stellette di un maggiore dei bersaglieri, questo finisce col diventare secondario mentre l’importante è che facciano piazza pulita dei “cadaveri” e delle macerie esistenti.

    Ora, che ci siano cadaveri, marciume e macerie è sicuramente vero ma siccome essi “odiano le masse” oppure “non le vedono” , si rifugiano sotto le ali delle loro beneamate “elite” sperando che si diano da fare per purificare l’aria.
    In fondo non sono idee neppure originali, tant’è che basta girarsi appena un po’ indietro nel tempo per vederne l’applicazione pratica e i risultati che hanno prodotto …
    Penso che chi non ci tiene a ripetere certe amare esperienze “elitarie” (di qualsiasi colore) abbia altre possibilità per indirizzare la storia in modo più confacente agli interessi delle “masse” e della nazione.
    Innanzitutto sbarazzandosi dell’influenza di certi “intellettuali” o “studiosi” come quelli che, invece, mi sembra che influenzino il Freda; in secondo luogo dandosi una organizzazione politica di natura popolare.

    Nessuno nega che le “masse” siano frantumate, atomizzate al punto che un Freda possa non vederle – ma allora la cura dovrebbe essere quella di ricomporle e non quella di negarne l’esistenza.
    Nessuno nega che fette più o meno estese di queste masse siano oggi manipolate dai centri di potere al punto da comportarsi da buoi e che, probabilmente, in un futuro scontro si schiereranno addirittura con i reazionari (non dimentichiamo che anche ai tempi di lenin ci furono non solo gli operai o contadini schierati nei soviet ma anche una parte di questi stessi operai o contadini che si schierò invece con le forze di restaurazione zarista) – ma questo, per una vera “elite popolare”, dovrebbe costituire un incentivo per cercare il più possibile di liberare quanti più buoi possibili dai lacci che li legano anche psicologicamente al carro dei loro padroni e non di inveire contro di essi.
    Nessuno nega neppure che la “massa”, “il popolo” debba avere una guida, dei “capi” se così preferiamo dire, perché in mancanza sicuramente anche il popolo più rivoluzionario del mondo finirebbe solo col riempire fosse di altri cadaveri – ma questa elite deve nascere soprattutto nel popolo stesso e non da una qualche classe esterna ad esso (col termine “soprattutto” non s’intende naturalmente escludere che, come spesso già successo in passate rivoluzioni, di queste “elite popolari” facciano parte anche membri che si staccano dalla classe dominante o dai suoi lacché passando al campo opposto).

    Purtroppo questo non lo dirà mai né uno zarathustra né, forse, un freud (sebbene quest’ultimo – ma forse più di lui lo fece soprattutto il suo allievo Reich – se non ricordo male, avesse in realtà individuato proprio nella società di allora – che altro non era se non una società capitalistica – l’origine anche del malessere psicologico di tanti individui), ma anche un freda può star certo che man mano che la crisi si aggraverà, e con essa il processo di pauperizzazione sia di sempre più ampie masse popolari sia di ceti medi e di piccola-media imprenditoria, molti saranno spinti dalla forza stessa delle cose ad opporsi al giogo che oggi li rende “buoi” o misera “plebaglia” e, probabilmente, crescerà anche quella “organizzazione” o quella “elite” che anche noi ancora non vediamo.
    Sappiamo bene che l’obiettivo di un “potere popolare” si raggiungerà in un futuro niente affatto prossimo e richiederà probabilmente fucili e cingolati.
    Tuttavia quella qui descritta è l’unica elite alla quale affideremmo il compito di lanciare in futuro grida di guerra … se questa elite a un Freda non piace o se non ci crede, che “vada per la sua strada, senza fare troppo rumore” .

  • totalrec

    Nessuno nega che le “masse” siano frantumate, atomizzate al punto che un Freda possa non vederle – ma allora la cura dovrebbe essere quella di ricomporle e non quella di negarne l’esistenza.

    Caro il mio, è appunto questo che fanno le elite in ascesa: riuniscono temporaneamente i singoli sotto un vessillo, trasformandoli magicamente in massa, per perseguire i loro obiettivi di potere. Le masse esistono in questo breve iato di tempo, quando una guida dotata di prospettiva decide di servirsi di loro come arma. Poi tornano a essere singoli uomini, il che, se ci pensi, non è esattamente una maledizione di cui dolersi.

    (GF)

  • Mondart

    Ci può stare, però attenzione a non cadere in una forzatura leggendola solo in chiave anti-cattolica: Kubrick era un ebreo di cultura anglosassone: cosa poteva interessargli una denuncia in tal senso, lontana mille miglia dalla sua forma-mentis ? …

  • tersite

    ..Stanley, il primo uomo sulla luna! No, nessuna chiave anti-cattolica. Ma il migliore K è Shining. Poi Stranamore. Era critico verso la ‘sua’ cultura.

  • cavalea

    “Se gli interessassero davvero, scoprirebbero che il moto della Terra intorno al Sole è molto meno dimostrabile di quanto essi possano immaginare”.

    Hai perfettamente ragione, perchè i tentativi di dimostrarlo, sembra abbiano dato risultati opposti.

    http://digilander.libero.it/bibbiaescienza/esperimento_mm/index.html

    http://digilander.libero.it/crombette/scife01.htm

  • Mondart

    Vero, ma con dinamica inversa: la massa viene “parzialmente riumanizzata” per il breve periodo che interessa, per una strategia di fase atta a rilanciare il nuovo ciclo di sfruttamento.

    Ma il “tornante storico”, oltre a ripetersi, sale anche: il fatto che si voglia introdurre una diversa “struttura” ( è quel che accadrà, indipendentemente da te o da me ) è emblematico della evoluzione interna, dell’ autoaggiustamento del sistema che sta perseguendo una sua, non dichiarata, direzione. Gli “architetti” sono l’ unica vera “variante mobile e indipendente” in questa macchina, e quindi gli unici che possono decretare un eventuale cambiamento di tendenza, associandosi ad una componente sociale diversa dagli attuali mercanti … ma questo dipenderà eventualmente solo da loro.

    In sostanza vedo come irrealizzabile la tua proposta di “rompiamo il gioco” proprio perchè non può prescindere da una forza, un corpo sociale, una variabile INDIPENDENTE che, appunto, non c’è … e che non può crearsi in tale schema.

  • helios

    bisogna vedere se è più difficile non diventare mostri o far finta di nn essere in casa nel momento in cui l’abisso guarderà dentro di noi.
    L’abisso non saprà riconoscere la finzione e quindi ci esenterà dal guardarci dentro?

  • totalrec

    OK, risposta seria on: bisognerebbe capire innanzitutto quali mostri siamo intenzionati a combattere e di quali abissi si stia parlando. Per quanto mi riguarda, il mostro che va combattuto è l’estinzione della politica in Italia, un mostro scagliato contro di noi dalle elite statunitensi ormai più di vent’anni fa e mirante a privarci di ogni residua autonomia nazionale. E’ un mostro che ha ridotto in ginocchio un paese che appena vent’anni or sono era, con tutti i suoi difetti, una potenza economica di qualche rilevanza negli affari globali. Questo mostro, avendone le forze, andrebbe combattuto con ogni mezzo, senza lasciarsi dissuadere da abissi, burroni e fosse delle Marianne di alcun genere.

    L’unico abisso di cui temo lo sguardo è appunto quello del rischio di omologazione alla masnada impolitica di scarafaggi predoni a cui si espone chiunque pensi di intervenire sulla situazione italiana in questo momento. Un rischio che può essere ridotto a dimensioni accettabili avendo una teoria politica solida alla base delle proprie azioni. E al quale i grillici, non avendo alla propria base altro che il proprio ronzare, sono ovviamente più esposti di chiunque altro, come stiamo già vedendo e avremo ben presto modo di vedere ancor più chiaramente.

    (GF)

  • gm

    Sig. Freda, premesso che io mi chiamo “gm” e non sono “suo”, il fatto che finora purtroppo è spesso successo (non sempre, non , ad es., almeno nel periodo iniziale della rivoluzione russa o cinese ecc.) che le “masse” siano esistite in qualche breve spazio di tempo per essere utilizzate da altri per i loro scopi, non significa che questo giochetto debba necessariamente ripetersi in eterno … e oggi o, meglio, nel più o meno lontano futuro, rispetto al passato, ci saranno ben altri strumenti, anche tecnici, per cercare di impedire che questo avvenga di nuovo. Il popolo bue è cresciuto e non smetterà di esserlo ancora di più in futuro. Non sarà facile ingannarlo ancora e servirsene com’è stato finora.
    Ma in fin dei conti, dov’è poi questo “popolo bue” che lei vede? nei programmi pseudo politici in televisione? in qualche intervistato ben selezionato? nei borghesucci affiliati del Pd o del Pdl? Anche le elezioni in sicilia mi sembra che hanno fatto giustizia del Suo tentativo e di quello di certi “studiosi” di inniettare massiccie dosi di sfiducia nel corpo stesso delle “masse popolari” affinché sia sterilizzato in partenza ogni loro velleità di costituirsi in classe e in potere autonomo.
    Il ripudio del sistema partitico espresso in misura maggioritaria dai non votanti in sicilia dimostra che il popolo almeno sta acquistano velocemente coscienza che finora è stato solo oggetto di inganni e malversazioni. Che questa consapevolezza ancora non si traduca in un potere autonomo capace di spazzare l’unico vero lerciume che esiste, quello delle classi dominanti, dipende dal semplice fatto che ancora le classi popolari non hanno gli strumenti organizzativi per avviarsi su questa strada … ma non dispero affatto che impareranno ben presto anche questo … per avvicinarsi a quella auto-organizzazione sarà intanto necessario che decidano di fare come fece ulisse per non ascoltare il canto malefico delle sirene: tapparsi gli orecchi con la cera quando parla chi è causa o complice delle loro miserie e sofferenze.
    Naturalmente affinché questa auto-organizzazione delle masse si realizzi è necessario anche una forza politica che ne aiuti il parto, una “elite”, se proprio le piace questo termine, che si faccia però “guida” popolare delle masse, e non “borghese” come alcuni auspicano, e tragga alimento proprio e soprattutto dalle massi popolari.
    Sogni? Utopia? non credo e comunque, meglio un sogno di questo genere che il ciarpame “realistico” che ci viene continuamente propinato.

  • totalrec

    Il popolo bue è cresciuto e non smetterà di esserlo ancora di più in futuro. Non sarà facile ingannarlo ancora e servirsene com’è stato finora.

    Dev’essere un bel film, se c’è in 3D vado a vederlo anch’io.

    (GF)

  • gm

    staremo a vedere nella realtà più che nei film…comunque se si fa una passeggiata in sicilia o anche tra la gente delle sue parti provi ad ascoltare meglio. se non le “masse”, almeno le persone.

  • helios

    l’estinzione della politica in Italia è solo il risultato di qualcuno che ha voluto questo al quale nessuno si è evidentemente opposto.
    In questa maniera i colonizzatori sono stati i predatori del nostro territorio in cui il popolo è sovrano (secondo la costituzione di una repubblica che i gli anglo-americani hanno voluto).
    Hanno impiegato del tempo per arrivare a questo e apparentemente sembra che abbiano vinto.E sappiamo quanto la gente superficiale ami le apparenze.

    L’omologazione di per se non esiste.Se si cambiassequesto sistema qualcuno direbbe che la massa è omologata i ad altri.
    I grillini ronzano di sera e al mattino nessuno li sente più.