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PROFEZIE DI GERALD CELENTE


FONTE: COBRAF.COM

Non ho mai avuto simpatia per i catastrofisti ed evocatori di apocalissi perchè in larga maggioranza è gente che gioca sulle paure inconscie degli esseri umani per impressionare e spesso anche con un fondo di malignità, senza contare che raramente indovinano la previsione, da Gioacchino da Fiore a Marx al Club di Roma a Prechter. In questo forum ho sempre cercato di cassare chi proponeva questi profeti nella crisi del 2000 e quella del 2003 ad esempio.

Tuttavia da fine 2006 ho indicato diverse cose che indicano una crisi epocale, un episodio c’è stato già e se uno guarda indietro nel 1914 e poi nel 1918 in Russia e poi nel 1940 degli Armageddon ci sono stati per cui non sempre il mondo progredisce

Può darsi che ci sia cascato, ma trovo qualche elemento di vero negli scenari di Celente (questa intervista in italiano non rende bene tutto quello che dice però)

Nella foto: Gerald CelenteGerald Celente, Presidente del Trends Research Institute; il futuro che lui prevede appare effettivamente tetro. Di fatto, per come la vede Celente, la Grande Depressione sembrerà mite al confronto, dato che ciò che attende gli americani nel 2011 colpirà con la forza di un uragano Katrina finanziario.

Nel caso vi chiediate chi sia Celente, lui è comparso, con le sue previsioni, su Oprah, CNBC, NBC, PBS, BBC, il Glenn Beck Show e l’elenco continua a lungo. Il suo Trends Report ha previsto con successo le principali tendenze che hanno avuto impatto sulle nostre vite da tre decenni, incluso l’avvertimento per il crollo delle dot com (la bolla Internet) negli anni ’90.

La previsione di Celente sull’imminente futuro americano si basa sul suo studio della storia. Egli dice che gli USA si stanno dirigendo verso la distruzione della valuta, la bancarotta del governo e un’eruzione di violenza di cittadini contro altri cittadini man mano che l’economia collassa nel caos e in un fascismo da legge marziale.

Un’affermazione impegnativa, Dio ci salvi se Celente ha ragione anche questa volta.

“Noi suoniamo l’allarme riguardo alla discesa del ciclo economico”, Celente ha detto a Human Events. “Nel 2002 noi abbiamo previsto che l’impero americano sarebbe crollato come Il World Trade Center con un fragore assordante, che si sarebbe svolto al rallentatore davanti ai nostri occhi. E ora sta accadendo”.

Celente segue oltre 300 tendenze: famiglia, crimine, guerre, istruzione, modelli del consumo e del business che TRI sintetizza per prevedere il futuro.

“Gli USA stanno diventando l’ombra di ciò che furono. Prendete ad esempio l’istruzione. L’OECD (Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo) valuta la qualità della vita, dell’istruzione e della salute dei paesi membri. Gli USA oggi stanno perdendo posizioni dopo posizioni, man mano che un dato dopo l’altro mostra che l’America è in declino. Non siamo più né primi, né secondi né terzi per qualità della vita, istruzione, longevità… tutte le cose essenziali in cui eravamo soliti essere i numeri uno. E le nostre fondamenta finanziarie stanno crollando”.

Celente attribuisce parte della colpa inequivocabilmente al governo federale, specialmente al presidente Bernanke della FED (Federal Reserve) e al Segretario al Tesoro Geithner e ci avverte di non credere a una parola di quello che dicono. “Loro sono le stesse persone che non hanno visto la crisi arrivare e ora ci dicono che il peggio è passato, che stanno spuntando i ‘germogli verdi'”. Ma loro avevano torto prima e si stanno sbagliando anche adesso”.

“Quando si pompano tonnellate di denaro-letame in questo sistema sulla base di niente – ovvero “si stampa denaro” (oggi in forma elettronica) è come se si desse a un paziente con una malattia cronica un analgesico: non cura il malato”.

“Ma andiamo oltre l’economia. L’intera nostra Costituzione è stata di fatto abrogata. Il Presidente scrive semplicemente un Ordine Esecutivo per fare qualsiasi cosa egli voglia. Nazionalizzare banche, rilevare il settore delle assicurazioni, rilevare il settore dell’auto, il settore della salute…
Nulla di tutto ciò è costituzionale.

Quando è iniziato il problema?

“Dopo che Dwight Eisenhower – il nostro ultimo grande presidente – Comandante Supremo Alleato nella Seconda Guerra Mondiale, ci mise in guardia contro i pericoli del complesso militare – industriale. Siamo diventati completamente corrotti”.

“Ci siamo impelagati in coinvolgimenti stranieri. Abbiamo dimenticato la lezione dell’Inghilterra e di come la loro estensione globale imperiale ha distrutto il loro impero”.

Naturalmente, l’americano medio non pensa che siamo un impero. Non siamo come i classici imperi del passato, che saccheggiavano, depredavano, rubavano le ricchezze delle popolazioni conquistate. Che cos’ha da dire Celente al riguardo?

“Ciò che stiamo facendo è sperperare la nostra ricchezza, le nostre risorse, il genio dei nostri scienziati e il futuro dei nostri figli. Noi stiamo consumando troppo da ogni punto di vista, ma stiamo consumando troppo poca istruzione e ci stiamo concentrando sulla quantità, non sulla qualità di ciò che abbiamo costruito. Gran parte della cultura attuale è controproducente per ciò su cui gli americani costruirono le proprie fondamenta: una nazione produttiva di alta qualità che costruisce cose, non fa girare carte”.

“E siamo diventati non solo una società consumatrice, ma consumatori di bassa qualità, come pure la società più obesa del mondo, che si nutre di carboidrati di bassa qualità e di cibo grasso industriale”.

“Ora siamo concentrati sul minimo comun denominatore e sul minimo costo. Non sul meglio e sulla più alta qualità possibile. Pubblicizziamo gli acquisti al prezzo minimo come la cosa più importante”.

Celente sostiene che abbiamo distrutto socialmente la nostra produttività e che l’abbiamo abbandonata a favore di altre nazioni.

“Inoltre siamo caduti in un vuoto morale. Guardate come si vestivano una volta le persone. In modo elegante. Non con gli stracci da due soldi di oggi. Oggi la moda copia il minimo comun denominatore. I nostri figli indossano abiti senza cintura e scarpe senza lacci, imitando lo stile dei criminali violenti, a cui la polizia toglie in prigione tutto ciò che può essere usato per nuocere. Questa è diventata l’espressione della moda della gioventù odierna. Come la musica rap del ghetto. Siamo diventati una nazione sottosviluppata”.

Celente osserva che “la gente una volta pensava all’America come a quel faro luminoso sulla collina con ‘libertà e giustizia per tutti’…”.

Allora, che cos’è successo?

“Manca la moralità nella nostra consapevolezza pubblica americana. Partiamo da Wall Street. È controllata da una banda criminale. L’unica domanda è ‘quanto puoi guadagnare, quanto puoi rubare?’ Sul fondo, il beneficiario dei sussidi sociali dice ‘quanto posso prendere?’ E il governo è occupatissimo a prendere”.

“La moralità è assolutamente la questione. Avevamo un governo per cui ci veniva insegnato per tutta la vita che eravamo un sistema di libera iniziativa, perciò dipendevamo dalle nostre forze, dalle nostre idee imprenditoriali. Il mondo guardava a noi per il nostro spirito d’innovazione”.

“Questo viene distrutto davanti ai nostri occhi. E il nostro governo è diventato più interventista di quanto qualunque vecchio impero potesse sognarsi”.

“Ora la nostra società è basata sul consumo: addirittura per il 70% del GDP (prodotto nazionale lordo). Ovvero più di quanto produciamo. Perciò, per pagare i conti, usiamo denaro fasullo inventato nel 1913 con la creazione della Federal Reserve e il dollaro “fiat” (latino: sia fatto – dal nulla) basato sul credito (il nostro debito), il sistema della riserva frazionaria. Negli anni ’30 si comprava ciò che ci si poteva permettere. Si risparmiava per comprare una casa. Il credito facile degli anni ’90 ha distrutto la nazione. Ora prendi a prestito ciò che non ti puoi permettere e la nazione ha fatto lo stesso”.

Celente prevede che continuare a battere moneta causerà la “più grande depressione”.

“Prevedo una continuazione della deflazione degli immobili, seguita da un’estrema inflazione della valuta, che alla fine diventerà priva di valore. Ecco perché l’oro è l’unico denaro onesto: il governo non lo può contraffare. Aspettatevi di vederlo superare almeno 2000 dollari l’oncia”.

“Le statistiche ufficiali di disoccupazione sono anch’esse fasulle. Per esempio, l’industria delle costruzioni è in realtà sopra il 20% di disoccupazione e il governo sta creando occupazione di basso livello, non veri impieghi. La vera disoccupazione totale degli USA è più probabile che sia intorno al 16%. Prima che la crisi sia finita, raggiungerà il 25%, numeri da grande depressione”.

“Quando la gente ha perso tutto, non ha più niente da perdere. Esploderanno la violenza e il crimine. Guardate le cifre dell’OECD. Il numero di studenti che non terminano le scuole superiori sta esplodendo: si perdono nella droga. Tra pochi anni New York City avrà l’aspetto di Mexico City. Il collasso della moralità dalla cima al fondo – specialmente nel governo – lo rende inevitabile”.

Abbiamo chiesto che cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro.

“Washington dichiara la ‘Legge Marziale dell’Economia’. Wall Street mette sul lastrico Main Street (l’economia reale). L’indicatore chiave sono le vendite natalizie. Avranno un crollo. Natale sarà il momento in cui avrà inizio questa realtà”.

“Un’altra tendenza di cui abbiamo parlato oltre due anni fa era la rivolta fiscale. Che cosa è successo? Le entrate fiscali sono scese del 33%. E i ricchi se ne stanno andando”.

“Noi prevediamo che i movimenti secessionisti uguaglieranno lo smembramento dell’Unione Sovietica”.

“L’unico modo in cui potremo mai riprenderci è tornare alle comunità di individui, alla responsabilità personale, al governo locale. Allora la media sparirà e tornerà la qualità. Guardate la General Motors. Auto spazzatura finanziate da obbligazioni spazzatura. Oggi possedute da un governo spazzatura. Come consumatori, non consumate quantità, consumate qualità”.

“Come andrà a finire?” abbiamo chiesto. “Il dollaro sopravvivrà?”

“La bolla delle dot com avrebbe dovuto esplodere e andarsene in una breve recessione acuta. Ma i ragazzi della FED hanno rigonfiato l’economia abbassando i tassi d’interesse al minimo da 46 anni, creando a sua volta la bolla immobiliare, molto più grande della bolla Internet”.

“Ora stanno creando la bolla dei salvataggi, che alla fine farà impallidire la bolla immobiliare. Essa causerà l’implosione dell’economia globale mondiale, che non sarà possibile riparare creando ancora un’altra bolla. Ogni volta che il governo fallisce, racconta una bugia più grande e poi una bugia ancora più grande”.

“A queste bolle precedenti non è stato permesso di scoppiare, ma esse non hanno distrutto l’infrastruttura della nazione. Questa bolla dei salvataggi lo farà”.

“Ma questa bolla sarà l’ultima. Dopo l’ultimo scoppio della bolla dei salvataggi, la nostra preoccupazione è che il governo porterà la nazione in guerra. Questo è un precedente storico che è accaduto più e più volte”.

“Perciò, non è questione della sopravvivenza del dollaro. Può darsi che noi stessi non sopravviviamo. Guardate la Germania dopo la Prima Guerra Mondiale. Diede origine al fascismo e alla Seconda Guerra Mondiale. La prossima guerra sarà combattuta con armi di distruzione di massa”.

‘Fascismo liberale’ americano? È possibile? L’omonimo bestseller di Jonah Goldberg diede l’allarme due anni fa.

Fonte: www.cobraf.com
Link: http://www.cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=6198&reply_id=182423
2.09.2009

Pubblicato da Davide

  • GCT

    Ci sarà pure qualche politico che legge queste denuncie, o sono tutti ai festini ?

    Se l’America è in queste condizioni, come è l’Italia ?

    E’ prossimo per l’Italia un nuovo 8 settembre, quando si renderà conto di aver sbagliato alleato, sbagliato economia, sbagliato tutto ?

    Ecco, sempre dal sito COBRAF, un esempio REALE e RECENTE della fine delle NOSTRE imprese:

    http://www.cobraf.com/blog/default.php?idr=182546#182546

    La decisione nel dicembre 2001 di aprire ai cinesi i mercati occidentali è stata criminale, andrebbe processato chi vi era coinvolto

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    La recessione si specchia in una sfera d’acciaio

    3 settembre 2009


    Le sfere d’acciaio sono dappertutto: nelle confezioni degli smalti per le unghie, per garantire una fluidità costante, in fondo agli stick per rossetti, quasi a bilanciarne il peso, nelle guide per i cassetti o sulle porte scorrevoli degli armadi. E naturalmente, sono tantissime nelle auto e nel settore automotive. Milioni e milioni di sfere. Che d’ora in poi saranno quasi tutte made in China.

    Daniela Bonacina, la signora delle sfere, si è arresa: contro i cinesi è una partita persa, visto che riescono a vendere a un terzo dei costi italiani. Daniela e i suoi fratelli, Roberto (responsabile commerciale), Massimo e Mario (impegnati nella produzione) non ce la fanno più a sostenere i costi dell’energia più alti d’Europa (Irlanda esclusa) per far girare i voraci motori ad alta potenza. Sono stufi di pagare fior di quattrini e riempire pagine di formulari per gli sfridi di acciaio, che una volta erano riciclati nelle fonderie e ora, classificati come rifiuti industriali non pericolosi, sono una fonte inenarrabile di lavoro, burocrazia e fatture da pagare a suon di migliaia di euro per materiale che potrebbe essere adeguatamente riciclato. Non ce la fanno più a far partire i camion dalla Brianza, dove è più facile arrancare a dieci chilometri all’ora invece di “correre” a 60, senza sapere quando le consegne saranno effettuate. Finito, chiuso.

    La Bbsfere di Carate Brianza chiude dopo 62 anni di onorata attività e dopo essere arrivata ai vertici europei nella produzione di sfere d’acciaio. I fratelli Bonacina chiudono, «stanchi, demoralizzati e amareggiati». Ora sono impegnati nella liquidazione volontaria delle attività «perché vogliamo uscire a testa alta da questa situazione». Stanno trattando per vendere i complessi macchinari, a controllo numerico, a un concorrente francese e a uno tedesco, tra i pochi rimasti in attività: «Abbiamo visto che entrambi hanno problemi di spazio, ma hanno declinato il nostro invito a produrre a Carate Brianza, dove abbiamo le linee produttive sviluppate su 20mila metri quadrati e terreni per le attività collegate, come il trattamento per gli sfridi. In Italia non ci vogliono venire. E li capisco».

    La mazzata che li ha convinti a chiudere si è giocata nel giro di otto secondi, quando hanno inviato per via telematica un progetto destinato al risparmio energetico e al recupero e riciclaggio degli sfridi di acciaio. Era il giorno del click day per ottenere gli incentivi per ricerca e sviluppo. Daniela spiega: «Abbiamo speso fior di quattrini con consulenti e professionisti che hanno redatto un bel programma. Ma sono bastati otto secondi per rimanere fuori dagli incentivi. Spiacenti – ci hanno scritto – ma i fondi sono esauriti». Eppure la Bbsfere le ha tentate tutte, ma proprio tutte, per restare competitiva e continuare l’attività fondata dal padre nel febbraio del 1947 in un porticato di Besana Brianza, con macchinari progettati e costruiti dallo stesso Bonacina: «Per noi fratelli è un vero dramma chiudere l’attività dove nostro padre aveva messo passione, intelligenza e i fondi che aveva». In questi 62 anni hanno ampliato l’attività fino a diventare tra i maggiori produttori europei, con un un centinaio di dipendenti, rilevando anche una società concorrente in provincia di Treviso. Nei tempi d’oro erano arrivati a lavorare 20 tonnellate d’acciaio al giorno, producendo microsfere da 1,5 millimetri fino alle enormi sfere da 200 millimetri, pesanti 36 chili l’una, destinate a una megascavatrice dell’Australia. Esportavano il 40% della produzione. Sempre con un occhio all’innovazione e al controllo di qualità: nell’automotive sono richiesti alti standard di precisione. Daniela ricorda: «Ho ben presente quando alla Volkswagen hanno mugugnato per aver trovato due sfere fuori standard su un milione di pezzi consegnati». Tempi eroici, quelli. Durati fino al 2002, quando sono arrivati i cinesi. Allora sono iniziati i problemi che hanno costretto i Bonacina a chiudere. La loro storia imprenditoriale condensa il dizionario di tutti i mali che pesano, frenano, umiliano e annichiliscono le piccole imprese italiane.

    A come aiuti pubblici

    «Zero assoluto. Non abbiamo avuto un euro in tutti gli anni d’attività e nemmeno un euro in occasione del click day. Quando abbiamo chiesto interventi pubblici per la questione dei rifiuti o per frenare l’import cinese abbiamo trovato parole, poche promesse e nessun aiuto concreto».

    B come banche

    «Una vergogna. A Treviso dovevamo pagare a UniCredit altissime commissioni di massimo scoperto anche quando non superavamo i limiti previsti. Abbiamo protestato, ma formalmente era tutto previsto dalle clausole scritte in corpo 4. Roba da denuncia. Intesa Sanpaolo ci ha chiuso le linee di credito al minimo segnale di difficoltà dopo 62 anni di pagamenti puntuali. Solo le banche territoriali, in particolare il Banco di Desio, ci sono state vicine, hanno capito i problemi e la volontà di andare avanti. Ma non è bastato».

  • myone

    Manca la moralità nella nostra consapevolezza pubblica americana.
    E siamo diventati non solo una società consumatrice, ma consumatori di bassa qualità,
    come pure la società più obesa del mondo, che si nutre di carboidrati di bassa qualità e di cibo grasso industriale
    Partiamo da Wall Street

    Quando la tecnologia e la meccanica non si fermano a sostenere l’ uomo nella sua esistenza,
    rendendolo sempre partecipe socialmente anche se a braccia incrociate
    la produttivita’ viene incanalata non piu’ nel settore esistenza, cibo, riparo, ma viene deviata nella:

    produzione-quantificazione-valore commercio-guadagno speculativo- ideologificazione della speculazione in moneta inflazionistica-potere danaro telematico.
    Non si ha piu’ i piedi per terra, il sistema mentale e reale e’ corrotto
    Non c’e’ piu’ una visione della realta’ e ne una capacita’ di soluzione.
    La malattia e’ psicosomatica e il difetto cronico fino alla cancrena
    Se volete vedere una persona malata psichicamente in una stanza senza movimento,
    vede passare continuamente problemi su problemi, non risolve nulla, si aggrava di piu’ ancora,
    e il logorio lo porta alla morte cellulare e al deperimento organico irreversibile.
    Ne vuole uscire, ne vuole relazionare, ne vuole prendersi una dimensione (lavora-mangia-caga), che sarebbe la sua salute e guarigione.
    La miglior cura e’ lavorare con le mani, rimanere in natura, eliminare ogni (forma di modernita’ concepita che non lo e’),
    coltivare ed allevare, vivere nel racconto e nell’ identificazione del propio essere con se’ stesso.(quaccheri-dico a caso senza fattore religioso, sarebbe una soluzione per gli usa)
    Questa nazione logora, ha intaccato mezzo mondo, lo sta’ intaccando anche violentemente,
    e la stessa misura iniqua misurata sugli altri e su se stessa, la sta’ poco a poco pagando.
    Se paga lei, pagano tutti gli emuli, sicuramente, come il contagio virale di una malattia seria, mortale.

    Inoltre siamo caduti in un vuoto morale…. imitando lo stile dei criminali violenti

    La macchina base produce a iosa, produce credibilita’ e autorita’ speculativa,
    si ramifica nel mondo come status-modello, ne detiene una sovranita’
    e per non far fallire il suo sistema mentale e materiale, si impone militarmente.
    Non solo il sistema con le sue ragioni e’ iniquo e quindi criminale,
    ma la qualita’ stessa del prodotto della vita senza una cultura vera, forgia una societa’ ghetto, inutile, vuota, dove il frutto suo e’ il non senso della vita,
    e se la vita non ha un senso, la sua distruzione e’ il fattore logico.
    Ma la prima distruzione e’ dell’ essere, che accumulandosi socialmente, e’ di conseguenza la fine di una societa’, tramite i suoi difetti,
    tramite la sua incuria, e tramite il disprezzo legalizzato e fatto passare come la forma migliore,
    di civilta’ e di progresso. Un bovaro che conosco, dice a tutti che bovari non sono: “troppo intelligente, di vizi e problemi ne hai sicuramente”.
    Tutti i paesi, piu’ americanizzati sono, e piu’ si trovano e troveranno in queste condizioni.
    L’ italia e’ a un buon punto come cultura negativa nel suo tessuto sociale,
    e sta’ passando il limite di non ritorno, come scelte sociali del vivere,
    tenendo la canalizzazione verso il globale americanizzato.

    Era un mondo di ricchi, fatto dai ricchi per i ricchi, e tutti si sono accodati.
    Ora i ricchi se ne vanno, ma in america non avranno vita facile, anzi, li ritroveranno.
    Solo un miracolo puo’ salvare l’ america e tutte le nazioni che sono al suo livello di modello,
    tornare al reale, chiudersi e risolversi, abbassarsi di una spanna e impoverirsi di un’ altra spanna,
    mettere tutti al lavoro reale, e chiudere per sempre una mentalita’ bellica,
    imperialista-bancaria-mondiale.
    Non lo fara’ mai. E come le sue guide andranno fino in fondo alla loro pazzia,
    cosi di pari passo una societa’ si trasforma e va’ assieme al sistema, verso la sua pazzia senza speranza.
    E’ l’ impossibilita’ di speranza e di cambiamento, che di riflesso e di conseguenza, crea una societa’ a fin di vita, coscente, ma folle per forza,
    perche’ se non c’e’ follia, nemmeno puoi sopportare il peggio.

    Come nei film, o hai dei killer che arrivano per finirti e finire lo sgarro,
    o se ti sei suicidato da solo, vogliono vederti in faccia prima dell’ agonia,
    e piazzarti l’ ultima pallottola in viso.
    E, se follia e’, prima di tutto questo, la sua follia come forza e come impresa, dara’ forza alla sua forma piu’ di prima,
    portando i killer ad non avere indugi, sul da farsi, una volta per tutte, e una volta per sempre.

    Per chi non crede a un’ intelligenza fuori dalle righe (umane)
    a un Dio o a profeti dove il loro dire non si e’ mai smentito,
    dove il sunto portera’ a carestie, impoverimento, disastri naturali conseguenziali
    guerre su guerre, persone che si uccidono fra simili e vicini
    a un accumulo del tutto in una Armagheddon, dove afflizione non fu mai in terra,
    ( si pensi ai disastri naturali evocati dalla scienza nel corso delle ere)
    dove una scientifica dimensione come il “paradigma olografico”
    http://www.xmx.it/universoillusione.htm

    e come tante altre dimensioni calpestate…
    …dovra’ farsene una ragione, quando il tutto stereotipato e chiuso avra’ preso piede,
    dove ogni possibilita’ che era stata data nella sua forza, come ultima e maggiore, per risolvere l’ esistenza umana
    sara’ come logica e naturale conseguenza, usata nel suo intento contrario,
    per la sua distruzione, assieme a chi se ne e’ usato, per renderla tale.
    Il giudizio parte dall’ alto. E principalmente a chi sta’ nell’ alto dell’ iniquo.

    Poveri e innocenti faranno numero, ma la cosa che bisognera’ guardare e che sara’ vista e seguita da questo tutto errato,
    e’ l’ onda umana, quella che determina vita e morte su questa terra,
    con i suoi modi.

    Liberi di crederci, liberi di smentire, liberi di riderci sopra.
    Basta aspettare evento su evento, e dramma su dramma, per convincersene sempre di piu’.

    Se siete capaci o volete vedere qualche fattore importante e determinante, che va’ contro corrente,
    allora il miracolo c’e’, e se c’e’ il miracolo, tutto e’ possibile.
    Io come tanti, aspettiamo e speriamo in miracoli su miracoli, ovvio.
    Siamo sempre in attesa. E piu’ miracolo della nostra volonta’ che sia, dopo il non miracolo della nostra volonta’ che non sia,
    tutto rimane nelle nostre mani, o senza forse, nelle loro.
    Ma non vedo americani che capiscono e che facciano e che cambino,
    anche qui da noi, la cosa non e’ ancora grave per svegliarci.
    Di solito ci si sveglia dopo una catastrofe, ma allora era sempre troppo tardi.

    Se quando vi alzate la mattina, pensate di vivere in un mondo normale, allora qualcosa non va.

    Scusate, ma quando dico cose, mi sento sempre tanto inutile e sbagliato. Meglio che sia cosi’, e che il resto non sia. Prendetemi come capro espiatorio, almeno serviro’ per qualcosa.

  • myone

    siamo sulla via degli americani, scontato il sistema globale.
    come la social card, tanto per dirne una
    i cinesi come gli extracomunitari sono il fallimento dell’ italia, non per razzismo, ma per reale economia e modo di vivere.
    Chiudere le frontiere, far lavorare tutti gli italiani, tnere le nostre risorse e far saltare le banche e i governi,
    fare di un paese tutto per tutti, e quando hai da vestire quanto serve,
    due pasti al giorno, e se si potesse, vita solare, non solo hai salvato un paese,
    ma non hai contribuito ad attaccarti al globale che scoppia.
    Ma l’ uomo non ci arriva a questo, e’ egoista, inutile, crudele, ottuso,
    avaro, ladro, inpenitente, violento, materialista, complicato non evoluto.

  • ottavino

    Si, va bè, ma le cose vanno così. Non c’è da prendersela più di tanto. Il povero diventa ricco, il ricco diventa povero. La salute si trasforma in malattia e la malattia in salute. E’ l’eterno cambiamento. Non possiamo evitarcelo. Potremmo saperlo cavalcare, ma per farlo bisognerebbe esserne consapevoli….

  • sentinella

    Agghiacciante realtà quella italiana dalla Brianza a Prato.
    Purtroppo il Made in Italy quello vero non lo ha difeso nessuno. A quanto pare a parte prendere voti alle elezioni promettendo a tutti il tutto i nostri politici di qualsiasi parte non sanno fare altro: solo vuote chiacchere e spot pubblicitari.
    Quando i disoccupati scenderanno in strada con chi se la prenderanno??? Chi ridarà loro il lavoro quando le fabbriche saranno diventate dei luoghi fantasma???

  • LonanHista

    non è solo cincinnato1961.splinder.com ad essere “catastrofista” e predirre la salita dell’oro a causa dell’inflazione valutaria(perdita di valore della moneta)…..e predirre la fine dell’impero…………a stretto giro di posta,(2006) in privato, perché in pubblico è rischioso da dire, per Cincinnato 1961 la fine, l’implosione degli Usa avverrà tra il 2011 ed il 2014