POTETE FIDARVI DELLA CHEMIOTERAPIA PER CURARE IL CANCRO?

DI ANDREAS MORITZ
Naturalnews

L’ex addetto stampa della Casa Bianca, Tony Snow, è morto nel luglio 2008 all’età di 53 anni a seguito di una serie di trattamenti di chemioterapia per il cancro al colon. Nel 2005 Snow, dopo una diagnosi di cancro, aveva subito l’asportazione del colon ed era stato sottoposto a sei mesi di chemioterapia. Due anni dopo (2007), Snow fu sottoposto ad operazione chirurgica per rimuovere una crescita cancerosa nella zona addominale, in prossimità del punto in cui il cancro si era manifestato in origine. “Si tratta di una patologia del tutto curabile”, gli aveva detto il Dr. Allyson Ocean, oncologo gastrointestinale del Weill Cornell Medical College. “Molti pazienti, grazie alle nostre terapie, riescono a lavorare e a vivere una vita qualitativamente normale dopo essere stati curati. Chiunque veda questa situazione come una condanna a morte, si sbaglia”. Ma naturalmente oggi sappiamo che era il Dr. Ocean ad essere mortalmente in errore.

I titoli dei giornali hanno proclamato che Snow è morto di cancro al colon, pur sapendo che egli non aveva più il colon. A quanto pare, il cancro maligno era “tornato” (da dove?) e si era “esteso” al fegato e ad altre parti del corpo. La verità è che la chirurgia al colon aveva gravemente pregiudicato le normali funzioni di eliminazione delle scorie, sovraccaricando il fegato e i tessuti di materiali tossici. La precedente serie di trattamenti chemioterapici aveva infiammato e danneggiato in modo irreversibile una gran quantità di cellule del suo corpo, oltre a distruggere il suo sistema immunitario. Una ricetta perfetta per creare nuove forme di cancro. Ormai incapace di far fronte alle cause del cancro originario (in aggiunta a quelli creati in seguito), il corpo di Snow sviluppò nuove forme di cancro al fegato e ad altre parti del corpo.

I media, ovviamente, insistono nell’affermare che Snow è morto di cancro al colon, perpetuando così il mito per cui sarebbe solo il cancro, e non la cura, ad ammazzare le persone. Pare che nessuno osi sollevare l’importante obiezione che per un ammalato di cancro la guarigione diventa estremamente difficile se si viene sottoposti al sistematico avvelenamento della chemioterapia e a radiazioni letali. Se venite morsi da un serpente velenoso e non prendete un antidoto, non è forse probabile che il vostro corpo venga sopraffatto dal veleno e non riesca più a funzionare?

Prima che Tony Snow iniziasse i trattamenti di chemioterapia per il secondo cancro al colon, egli appariva ancora forte e in salute. Ma dopo poche settimane di trattamento iniziò a perdere la voce, il suo aspetto divenne fragile, il colorito diventò grigio e perse tutti i capelli. Era stato il cancro a fargli questo? Certamente no. Il cancro non produce nessuno di questi effetti, è l’avvelenamento chimico a produrli. Egli sembrava ora più malato di una persona morsa da un serpente velenoso.

I media mainstream parlano mai delle schiaccianti prove scientifiche che dimostrano che la chemioterapia produce zero benefici nei cinque anni medi di sopravvivenza dei pazienti malati di cancro al colon? O di quanti oncologi lottino per i propri pazienti e li difendano contro un trattamento chemioterapico che – loro lo sanno bene – li farebbe morire più in fretta che se non ricevessero nessuna cura? Vi fidereste a mettere la vostra vita nelle loro mani sapendo che la maggior parte di loro non prenderebbe neppure in considerazione la chemioterapia se il cancro fosse diagnosticato a loro? Cosa sanno, loro, che voi non sapete? La notizia si sta diffondendo rapidamente negli Stati Uniti: i decessi provocati dai medici hanno ormai superato i 750.000 all’anno. Probabilmente molti dottori non hanno più fiducia in ciò che fanno, e per ottime ragioni.

“Molti malati di cancro in questo paese muoiono di chemioterapia… La chemioterapia non elimina il cancro al seno, al colon o ai polmoni. Questo fatto è documentato da oltre un decennio. Nonostante ciò i dottori ricorrono ancora alla chemioterapia contro questi tumori… Le donne ammalate di cancro al seno moriranno probabilmente più in fretta con la chemioterapia che senza”. (Alan Levin, Dottore in Medicina).

Un’indagine del Dipartimento di Oncologia Radiologica del Northern Sydney Cancer Centre, in Australia, sul contributo della chemioterapia ai 5 anni di sopravvivenza di 22 adulti affetti da tumori maligni, ha mostrato risultati stupefacenti: il contributo complessivo della chemioterapia citotossica ai 5 anni di sopravvivenza di questi adulti è stata stimata in percentuale del 2,3 % in Australia e del 2,1 % negli USA. [Royal North Shore Hospital Clin Oncol (R Coll Radiol) 2005 Jun;17(4):294.]

La ricerca è fondata su dati del 1998 del Cancer Registry australiano e dello statunitense Surveillance Epidemiology and End Results. L’attuale tasso medio di sopravvivenza al cancro degli adulti, della durata di 5 anni, è riscontrato in oltre il 60% dei casi in Australia e in misura non inferiore negli USA. A paragone, il contributo della chemioterapia alla sopravvivenza (un mero 2,3 %) non è sufficiente a giustificare le enormi spese che essa richiede e le terribili sofferenze a cui i pazienti vanno incontro a causa dei gravi e tossici effetti collaterali risultanti da questo tipo di trattamento. Con una miserevole percentuale di successo del 2,3 %, vendere la chemioterapia come trattamento medico (anziché come una truffa) è una delle più gravi azioni fraudolente che si possano commettere. Una normale chemioterapia fa guadagnare all’establishment medico una cifra sbalorditiva, che va dai 300.000 al milione di dollari all’anno; fino ad oggi ha fruttato a coloro che promuovono questa pseudo-cura (che in realtà è veleno) oltre 1 trilione di dollari. Non c’è da stupirsi che l’establishment medico cerchi di tenere in vita questa truffa il più a lungo possibile.

Nel 1990 il noto epidemiologo tedesco Ulrich Abel, della Clinica dei Tumori dell’Università di Heidelberg, condusse la ricerca più completa mai eseguita sui farmaci chemioterapici. Abel contattò 350 centri medici, chiedendo che gli inviassero tutto ciò che avevano pubblicato sulla chemioterapia nel corso degli anni. Egli esaminò ed analizzò migliaia di articoli scientifici pubblicati sulle riviste mediche più prestigiose. Ad Abel occorsero diversi anni per raccogliere e valutare i dati. Il suo studio epidemiologico, che fu pubblicato il 10 agosto 1991 su The Lancet, avrebbe dovuto mettere in allarme tutti i dottori e gli ammalati di cancro sui rischi di una delle terapie più comuni utilizzate contro il cancro e altre malattie. Nel suo saggio, Abel giungeva alla conclusione che il tasso complessivo di successo della chemioterapia “lasciava allibiti”. Secondo la sua ricerca, non esisteva alcuna prova scientifica reperibile in nessuno degli studi esistenti che dimostrasse che la chemioterapia “fosse in grado di estendere in misura apprezzabile la vita dei pazienti affetti dalle forme più comuni di cancro”.

Abel sottolinea che raramente la chemioterapia migliora la qualità della vita. Descrive la chemioterapia come una “devastazione scientifica” e dichiara che nonostante l’inesistenza di prove scientifiche della sua efficacia, né i dottori né i pazienti vogliono abbandonarla. I principali media non hanno mai parlato di questo studio di immensa importanza, il che non è sorprendente visti gli enormi interessi nel settore dei gruppi che sponsorizzano i media, cioè delle compagnie farmaceutiche. Una recente ricerca ha trovato zero recensioni del lavoro di Abel sulle riviste americane, benché esso sia stato pubblicato nel 1990. Credo che ciò non dipenda dal fatto che il suo lavoro sia poco importante, ma dal fatto che è irrefutabile.

La verità su questo problema sarebbe troppo costosa per le compagnie farmaceutiche ed è divenuta perciò inaccettabile. Se i mass media riferissero la verità, e cioè che i farmaci, inclusi quelli chemioterapici, vengono utilizzati per compiere un autentico genocidio negli Stati Uniti e nel mondo, i loro principali finanziatori (le compagnie farmaceutiche) sarebbero costretti a ritirare la loro pubblicità ingannevole dalle TV, dalle radio, dalle riviste e dai giornali. Ma nessuno di questi gruppi ha voglia di fare bancarotta.

Molti medici si spingono fino al punto di prescrivere farmaci chemioterapici a pazienti con tumori maligni troppo avanzati per un intervento chirurgico, ben sapendo che non ne risulterà alcun beneficio. Eppure essi definiscono la chemioterapia un trattamento efficace contro il cancro, e i loro inconsapevoli pazienti credono che “efficace” sia sinonimo di “curativo”. In realtà i medici si riferiscono alla definizione di farmaco “efficace” data dalla FDA, cioè un farmaco che nell’arco di 28 giorni sia in grado di produrre una riduzione del 50% o più della massa tumorale. Ma dimenticano di dire ai loro pazienti che non esiste alcuna correlazione tra il ridurre un tumore in 28 giorni e il curare il cancro o l’allungare la vita. In altre parole, si può vivere con un tumore non curato altrettanto a lungo di quanto si potrebbe farlo con un tumore ridotto o eliminato dalla chemioterapia (o dalle radiazioni).

La chemioterapia non ha mai dimostrato di avere effetti curativi contro il cancro. Per contro, il corpo è in grado di curarsi da solo, ed è proprio quello che fa sviluppando il cancro. Il cancro è più un meccanismo di guarigione che una malattia. La “malattia” è il tentativo del corpo di curarsi da uno squilibrio sopravvenuto. E in alcuni casi questo meccanismo di guarigione continua a funzionare anche dopo che una persona è stata sottoposta a chemioterapia (e/o radiazioni). Sfortunatamente, come è stato dimostrato dalle ricerche summenzionate, le possibilità di una completa guarigione si riducono enormemente quando i pazienti vengono trattati con farmaci chemioterapici.

Gli effetti collaterali dei trattamenti sono spesso orribili e fonte di grande sofferenza per i pazienti e per i loro cari, il tutto in nome del trattamento medico affidabile. Benché la cura farmacologica sia somministrata con la promessa di migliorare la qualità della vita dei pazienti, il buon senso ci dice che una medicina che li fa vomitare e perdere i capelli, distruggendo allo stesso tempo il loro sistema immunitario, fa in realtà l’esatto contrario. La chemioterapia può produrre nei pazienti ulcerazioni alla bocca che mettono a rischio la loro vita. Aggredisce il sistema immunitario, distruggendone miliardi di cellule (globuli bianchi). I suoi mortali veleni producono infiammazioni in ogni parte del corpo. I farmaci possono produrre ulcerazioni in tutto l’apparato intestinale. L’effetto collaterale più comune sperimentato dai pazienti in chemioterapia è la completa mancanza di energie. I nuovi farmaci addizionali che vengono somministrati oggi a molti pazienti possono impedire la percezione di alcuni effetti collaterali, ma non riducono affatto gli effetti spaventosamente distruttivi e soppressivi della chemioterapia in sé. Ricordate che il motivo per cui la chemioterapia riesce a ridurre la massa di alcuni tumori sta nell’immensa distruzione che provoca nel corpo.

Se siete ammalati di cancro, forse penserete che il sentirsi stanchi sia un effetto della malattia. In realtà raramente è così. Il sentirsi insolitamente stanchi è più spesso dovuto all’anemia, che è un comune effetto collaterale di molti farmaci chemioterapici. Tali farmaci possono ridurre drammaticamente i vostri globuli rossi, e ciò riduce la disponibilità di ossigeno a 60-100 trilioni di cellule del vostro corpo. Potete sentire letteralmente l’energia che viene risucchiata da ogni vostra cellula, una specie di morte fisica senza morte. L’affaticamento da chemio  ha un impatto negativo sulle attività quotidiane dei pazienti nell’89% dei casi. Senza energia non può esservi gioia né speranza e tutte le funzioni corporee ne risentono.

Un effetto collaterale a lungo termine è che i corpi di questi pazienti finiscono per non rispondere più nemmeno ad approcci curativi nutrizionali o di rafforzamento immunologico. Tutto questo contribuisce a spiegare il motivo per cui gli ammalati di cancro che non si sottopongono a nessun trattamento hanno un tasso di guarigione quattro volte più alto di coloro che si sottopongono a cura. La cosa triste è che la chemioterapia non è curativa per il 96-98% delle tipologie di cancro. Prove certe (per la maggioranza delle casistiche di cancro) che la chemioterapia abbia una qualsiasi influenza positiva sulla sopravvivenza o sulla qualità della vita, semplicemente non esistono.

Presentare la chemioterapia come una cura contro il cancro è a dir poco ingannevole. Con i danni permanenti che produce al sistema immunitario e ad altre importanti parti del corpo, la chemioterapia è diventata una delle principali cause di malattie da trattamento, come malattie cardiache, epatiche, intestinali, immunitarie, infezioni, danni cerebrali, disturbi da stress doloroso e invecchiamento precoce.

Prima di rassegnarsi ad essere avvelenati, gli ammalati di cancro dovrebbero porre domande precise ai loro medici e chiedere che gli vengano mostrate ricerche o prove in grado di dimostrare che una riduzione della massa tumorale si traduca realmente in aumento della speranza di sopravvivenza. Se vi diranno che la chemioterapia è la vostra migliore chance di sopravvivenza, saprete che vi stanno mentendo o che sono semplicemente disinformati. Come è chiaramente dimostrato dalla ricerca di Abel, non esiste nessuna prova di questo genere in tutta la letteratura medica. Assoggettare i pazienti a chemioterapia li priva della possibilità di cercare o di rispondere ad una cura reale ed è un atto meritevole di azione penale.
 

(Il libro di Andreas Moritz Il cancro non è una malattia – è un meccanismo di sopravvivenza spiega quali siano le vere cause del cancro e come eliminarle. E’ reperibile presso www.ener-chi.com e www.amazon.com ).

Versione originale:

Andreas Moritz
Fonte: www.naturalnews.com
Link: http://www.naturalnews.com/023689.html
23.07.08

Versione italiana:

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2008-08-11
11.08.08

Traduzione a cura di GIANLUCA FREDA

13 Commenti
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origami
origami
13 Agosto 2008 6:36

Ma parliamo seriamente. Basta con questa storia del cancro che non è una malattia. Il cancro, in quanto ANOMALIA IN ATTO, è una malattia a tutti gli effetti. Altrimenti non porterebbe alla morte. Per quanto riguarda l’articolo: che Tony Snow abbia sviluppato semplicemente metastasi? Mi sembra esagerato questo articolo, se non fuorviante. Sono anche io contraria ai trattamenti invasivi come la chemioterapia, ma come principio un trattamento che blocca la duplicazione cellulare non può far sviluppare e far duplicare nuovi focolai di cellule cancerogene. Molti pazienti, in ogni angolo del pianeta, vengono giornalmente operati di tumore. Molti di loro, a distanza anche di anni, sviluppano un tumore “secondario”. Vogliamo forse alludere che siano gli stessi farmaci antitumorali ad averlo provocato? Non diciamo fesserie. Un tumore primario maligno può metastatizzare anche senza produrre tumori secondari per anni. Le metastasi rimangono in circolo fino a quando non si depositano su un tessuto e lì, vascolarizzate, iniziano a svilupparsi. E’ vero. Le cure convenzionali contro il cancro hanno sempre prodotto nei pazienti più effetti collaterali che benefici, e questo è risaputo da decenni. Gli stessi medici dei centri oncologi italiani sono obbligati a comunicare al paziente gli effetti collaterali che dovranno fronteggiare una… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
13 Agosto 2008 8:23

il cancro si combatte rafforzando il sistema immunitario. PUNTO.

qualora l’intervento rafforzativo risulti tardivo, per non bloccare funzioni vitali, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico (raramente più di uno). i metodi per rafforzare il sistema immunitario sono INNUMEREVOLI. la chemioterapia e la radioterapia non vi rientrano.

poi ognuno è libero di fare ciò che gli pare. il guaio è che non tutti sono sufficientemente informati. neanche Snow evidentemente lo era. la salute non passa attraverso il portafoglio. passa attraverso la cultura. la cultura non fa scopa col conformismo.

lino-rossi
lino-rossi
13 Agosto 2008 8:30

ulteriore tragica precisazione: la stragrande maggioranza dei medici non ha nè la necessaria cultura, nè la necessaria apertura mentale.

veio1935
veio1935
13 Agosto 2008 16:44

ho un tumore. Dei miei tre figli uno è chirurgo e l’altro chimico farmaceutico.Centinaia di migliaia di persone nel mondo si trovano sicuramente nella stessa situazione.Come si fa ad ipotizzare un complotto della scienza medica mondiale contro i malati di cancro?

lino-rossi
lino-rossi
14 Agosto 2008 3:08

non si contesta la buona fede dei medici. si contesta la loro cultura.
fossi il padre di due medici gli direi: “o allargate la vostra cultura medica o vi diseredo”.
l’intervento di Marzian riporta link che possono orientare adeguatamente verso il suddetto allargamento. ma è dura per chi è convinto di essere il padreterno dover ammettere di essere “ignorante”. ma non è colpa loro. è colpa della scuola che li ha deformati.

per loro il rafforzamento del sistema immunitario non è un valore. per loro conta solo armarsi di bazooka è sparare a tutti i potenziali “agenti patogeni”, innocui o nocivi, poco importa: evidentemente hanno la cultura amerikana.

tenga presente che i medici di un tempo non raggiungevano questi eccessi. avevano maggior rispetto per la persona nel suo complesso (maggior visione olistica)

fefochip
fefochip
14 Agosto 2008 5:59

ho letto l’articolo e ho letto i commenti . seguo su internet numerosi argomenti riguardanti i tumori e sono approdato a delle mie conclusioni. non vorrei tanto parlare di queste mie conclusioni ma vorrei suggerire alcune considerazioni per cominciare a farvi le domande importanti riguardo a tutto ciò. la considerazione piu importante con cui partire è la seguente : non è nota la causa del tumore. chiunque millanti una risposta è in errore semplicemte perche non è stato provato nulla. il fenomeno metastatico è un mistero come il motivo per cui si svilupperebbe un tumore. tutte le molecole che bloccherebbero le riproduzioni cellulari sono solo una suggestione …non esistono prove che questo “blocco” porterebbe a una guarigione che alla fine è ciò che interessa. tra l’altro un testo di riferimento dell’oncologia italiana il bonadonna-robustelli afferma che dopo una certa grandezza le cellule tumorali sono a “crescita zero” quindi cosa crescerebbe allora? è il testo stesso che suggerisce non pochi studi sull’inefficacia nel trattare diversi tipi di tumore con la chemio e la radio. CHEMIO RADIO E CHIRURGIA il loro fallimento in ambito oncologico è da riportare semplicemente a una considerazione ovvero che la medicina ufficiale non risponde alla seguente domanda:cosa… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
14 Agosto 2008 8:51

guarderò molto attentamente il video.

ritengo in ogni caso fondamentali i seguenti libri:

– La rivoluzione silenziosa della medicina del cancro e dell’AIDS – Heinrich Kremer

– Come vivere più a lungo e sentirsi meglio – Linus Pauling

– La Medicina Naturale alla portata di tutti – Manuel Lezaeta Acharan (non crede nell’omeopatia, ma è utilissimo ugualmente)

per chi riesce a staccarsi dal materialonismo:

– Metamedicina – Ogni sintomo è un messaggio – Claudia Rainville

– Ascolta il tuo corpo. Il tuo miglior amico sulla Terra – Lise Bourbeau

cos’è il cancro? a mio avviso (non dimostrato in doppio cieco) è il nostro corpo che ci dice: “giovanni … così non va! o ti dai una regolata o io non ce la faccio più a star dietro a tutte le tue azioni sconsiderate”.

lino-rossi
lino-rossi
14 Agosto 2008 9:33

i funghi sono gli spazzini della natura; attaccano gli organismi che sono arrivati a capolinea.
ritengo quindi che il mantenimento in salute dell’organismo, perfettamente disintossicato, rimanga l’elemento fondamentale.

se l’attacco specifico ai funghi è efficace … bene; servirà per coloro che non sono stati capaci a mantenersi in salute; ciò avviene assai frequentemente in questa gabbia di matti. ho sentito in passato di esperienze eccellenti con la canfora. ma non ho dati.

lino-rossi
lino-rossi
14 Agosto 2008 9:38

il periodo di digiuno di massa legato alla quaresima era fondamentale per disintossicare radicalmente l’organismo di gran parte della popolazione.

lino-rossi
lino-rossi
14 Agosto 2008 10:06
illupodeicieli
illupodeicieli
14 Agosto 2008 17:03

Non so cosa dire: l’anno passato, in questo periodo, ero reduce da un mese di luglio infernale, essendo stato diagnosticato un tumore al colon a mio padre, allora 76 enne. Per puro caso ho insistito perchè si sottoponesse alle analisi, essendo dimagrito notevolmente (49 kg per un metro e settanta), pallido e debole. La colonscopia rivelò un’ostruzione intestinale che andava subito, a detta dei medici, vista e rimossa. Dove è stato operato, nel vecchio ospedale cagliaritano, hanno impiegato circa dieci ore di lavoro chirurgico: il pericolo era,è e sarà la possibile diffusione delle cellule cancerose. Questo io ho capito.Le lamentele del chirirgo, il primario, furono verso i familiari (non conviventi) perchè a suo dire, non si doveva arrivare ad avere circa 10 kg di massa tumorale ed eliminare un bel pezzo di intestino.Riassumo: dopo l’intervento si è sottoposto, proprio prima di ferragosto, a una visita presso il reparto di oncologia (lui è stato operato in chirurgia:pare che in altri ospedali locali “lo avrebbero aperto e richiuso” in quanto valutato inoperabile o con scarse probabilità di sopravvivenza) che in realtà è avvenuta a fine agosto 2007 per ragioni di ferie. Dopo è risultato un tumore d itipo G3, che mi hanno… Leggi tutto »

veio1935
veio1935
14 Agosto 2008 17:19

Il cancro è una cosa seria,non una barzelletta. Prima di fare una affermazione occorre documentarsi. Non è credibile chi afferma che le ipotesi formulate sul cancro sono vecchie e non hanno portato a nulla.Per lui evidentemente 80 anni di ricerca scientifica non contano niente nonostante il fatto concreto e reale dell’aumento lento, progressivo e senza soste delle guarigioni in campo oncologico per di più oggettivamente dimostrabili con i numeri.Hamer parla di 200.000 cartelle cliniche. Di Bella più modestamente affermava di avere guarito almeno 10.00 persone dal cancro.L’epidemiologa incaricata di mettere ordine nel disastrato archivio di di Bella utilizzando come cartelle cliniche anche semplici appunti o cartoline postali dei pazienti, riuscì a identificare soltanto quattromila nominativi, comprendendo anche quelli che erano stati curati per un raffreddore. Di questi soltanto quattro( dicasi quattro) pazienti erano stati curati dal professor di Bella con la famosa “quadrilogia”, i suoi quattro farmaci prediletti e con il suo metodo( pazienti “vergini” vitamina speciale e così via). Di questi quattro pazienti due erano morti da tempo, uno era in fin di vita e del quarto non venne trovata traccia.Eppure trovava consensi.

lino-rossi
lino-rossi
16 Agosto 2008 3:58

se dalla gran bretagna intende raggiungere la francia a piedi, senza l’ausilio di natanti e di velivoli, nè nuotando, può stare tranquillo che anche dopo 800 anni ed anche 8000 anni, la meta non sarà raggiunta. è inutile che si cerchi ciò che non esiste. la soluzione non consiste nella selettività sempre più “intelligente” della caccia, ma nel rassegnarsi al fatto che la guarigione passa sempre attraverso il rafforzamento del sistema immunitario. gli ausili possono andare tutti bene, purchè si rispetti il principio sopra esposto. i farmaci oncologici selettivi e tecnologicamente avanzati stanno alla guarigione come le bombe intelligenti stanno alla convivenza civile (Iraq docet).