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PERCHE' LA “JP MORGAN” LA FA FRANCA, ANCHE SE SCOMMETTE MALE

DI WILLIAM K. BLACK
edition.cnn.com

JPMorgan ha perso più di 2 miliardi di dollari a causa di scommesse speculative.

“E’ semplicemente irrazionale consentire che esistano certi istituti finanziari.”
“Né i democratici né i repubblicani hanno il coraggio di riformare le banche”.
“Sono i contribuenti a farne le spese quando le banche, come JPMorgan, possono stravolgere le regole”.

(CNN) – JP Morgan Chase può essere considerata una istituzione sistematicamente pericolosa, il che significa che è “troppo grande per fallire”, perché il governo teme che il suo crollo causerebbe una crisi finanziaria globale.
E’ semplicemente irrazionale consentire che una tale istituzione esista, particolarmente perché può facilmente incappare in una perdita di gestione ordinaria di due miliardi di dollari.

Le banche sono più efficienti quando sono controllate in modo da non poter più mettere in pericolo l’economia mondiale. Ma visto che le banche JP Morgan e simili sono i maggiori patrocinatori di democratici e repubblicani, nessun partito politico ha il coraggio di ordinare loro di riformarsi.

La Regola Volcker, che ha lo scopo di evitare alle banche assicurate di impelagarsi in scommesse speculative, è stata approvata nell’ambito del Dodd-Frank Act nonostante le obiezioni del Segretario del Tesoro Timothy Geithner e quasi tutta la delegazione repubblicana del Congresso.

Già nel 2008, quando la crisi finanziaria ci ha colpito duramente, sono andate in rovina una serie di grandi istituzioni. AIG, Merrill Lynch, Bear Stearns, Lehman Brothers, Fannie Mae, Freddie Mac, Washington Mutual e Wachovia hanno subito enormi perdite sui loro derivati tossici, particolarmente le obbligazioni di debito collaterale (CDO) e i credit default swaps (CDS), meglio conosciuti come “green slime- bava verde “. Sarebbe bello pensare che qualcuno abbia imparato una lezione. Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, adesso è d’accordo che le banche non dovrebbero investire in “ derivati”. Ma i sussidi governativi sono una spinta per incoraggiare la frode e la speculazione.

JP Morgan, la più grande banca della nazione, riceve una sovvenzione federale esplicita (l’assicurazione sui depositi) e un altro, ben più sostanzioso, sussidio federale implicito. E’ scorretto per una megabanca utilizzare queste sovvenzioni per speculare sui derivati. E tuttavia può farlo quasi senza gravi conseguenze normative.

Le istituzioni finanziarie, come JP Morgan amano comprare i derivati perché non sono trasparenti e creano un reddito fittizio che porta “bonus veri e propri” e quando (…. non se …) le perdite diventano tanto grandi da spingere la banca al fallimento, c’è sempre qualcuno che la salverà.

La “Volcker Rule è stata inserita nel “Dodd-Frank Act” per risolvere il problema.

Tuttavia, JP Morgan ha fatto il tentativo di sventrare la Volcker Rule e le disposizioni che richiedono trasparenza. JP Morgan è il più grande acquirente del mondo di strumenti finanziari derivati dalle proprietà – esattamente quella attività a cui la Volcker Rule ha cercato di porre fine. La banca dichiara di non essere impegnata in compravendite- immobiliari ma che acquista i derivati esclusivamente per la loro copertura.
Questa dichiarazione è un esempio di ciò che Stephen Colbert intendeva quando ha inventato il termine: “truthiness”.
(La qualità di affermare concetti che si vuole o si crede che siano veri, malgrado i fatti reali dimostrino il contrario).

Si definisce “ hedge/siepe” un investimento che compensa le perdite con un altro investimento. Le siepi immaginate da JP Morgan non sono “siepi” basate su delle regole contabili perché hanno dimostrato di non funzionare come copertura.

JP Morgan ha comprato decine di miliardi di dollari di derivati che hanno aumentato le perdite, piuttosto che ridurle. Queste operazioni si chiamano “Anti-Hedges- Antisiepi” – in altre parole, hanno creato un “hedginess” – un parallelo immaginario del “truthiness”. Allora l’approccio della banca all’”hedginess” è stato fatto per coprire le proprie perdite, quindi vorrebbe acquistare un derivato, se crede che i derivati siano una hedge/siepe o qualcos’altro: quindi se lo crede si “deve trattare di un hedge/siepe”.

Le norme interpretative della Regola Volcker consentono queste false operazioni di copertura solo perché JP Morgan ha fatto pressione per rendere questa regola inutile.
JP Morgan asserisce che queste anti-siepi (che sono profondamente dannose e immorali) devono essere considerate vere “siepi”, in quanto solo questo termine è contemplato nelle norme del regolamento di attuazione della Volcker Rule.
Ma se l’“hedginess” è ammissibile, ”ergo”la regola Volcker è inapplicabile.

Si tratta di un trucco della JP Morgan con cui è stata capace di creare una ulteriore perdita di $ 2 miliardi con investimenti che avrebbero dovuto essere autorizzati solo per ridurre le perdite. Il governo deve rivedere i regolamenti e rifiutare l’assurda interpretazione di JP Morgan sulle anti-siepi di copertura.

Le false siepi sono un abuso generalizzato, pericoloso e sono una forma letale di speculazione. Dal 2003 al 2006, la Commissione Securities and Exchange ha scoperto che i giganti dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac violavano l’hedge accounting per massimizzare i bonus dei loro dirigenti. Le siepi finte di Fannie, come quelle di JP Morgan, hanno aumentato le loro perdite. Il Dipartimento di Giustizia non è riuscito a fare un processo, e i dirigenti se ne sono andati più ricchi di prima. I loro successori hanno fatto scoppiare il “caso Fannie” e il tutto è costato ai contribuenti qualche centinaio di miliardi di dollari.

Quando un amministratore delegato della banca è onesto, ma incompetente, le siepi finte oltre ad aumentare i rischi, creano anche un diffuso compiacimento ingiustificato che la copertura abbia compensato il rischio. E’ così che si possono provocare perdite catastrofiche.

Un amministratore delegato disonesto di una banca usa le false siepi per saccheggiare la banca creando un reddito immaginario e nascondendo le perdite reali. Un reddito falsificato rende ricco il CEO grazie ai suoi compensi massimizzati.

L’ attuale speculazione in derivati della JP Morgan indebolisce ma non uccide la banca. Se questa e altre istituzioni sistematicamente pericolose continueranno ancora a poter giocare con l’ hedginess, sarà solo questione di tempo, ma si ripeterà un’altra crisi finanziaria. E chi la pagherà ? I contribuenti come voi e me, naturalmente.

William K. Black è professore associato di economia e diritto presso l’Università del Missouri-Kansas City. Ex consulente finanziario per il governo e esperto di criminologia dei colletti bianchi, è autore di “The Best Way to Rob a Bank is to Own One.” .

Fonte: http://edition.cnn.com
Link: http://edition.cnn.com/2012/05/14/opinion/black-jpmorgan-banks/index.html
15.05.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • Tao

    JP Morgan, una delle banche commerciali più potenti al mondo, ha ammesso di aver usato i derivati in maniera così aggressiva da perdere due miliardi di dollari in sole sei settimane ( http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-13/morgan-vertici-ordinavano-aumento-142503.shtml?uuid=Aba7g0bF ) .
    v

    Non è l’unica banca ad avere derivati spazzatura in cassaforte, ma è seguita da una scia di altre banche commerciali, Comuni e fondi di investimento che per adesso continuano a tacere sull’ammontare di codeste sostanze tossiche di cui sono in possesso.

    Era circa un anno fa (Banche indagate sui derivati – aprile 2011 http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/04/banche-indagate-sui-derivati.html ) che descrivevo i derivati come strumenti altamente speculativi e scambiati nella più totale assenza di regole.

    Scrivevo che i derivati non sono altro che delle “scommesse“: si scommette che il prezzo dei cereali aumenterà o che quello Stato dichiarerà bancarotta e il tutto viene ben confezionato sotto forma di polizza.

    In pratica, si tratta di un accordo tra due parti: un acquirente (detto CDS buyer) e un venditore (detto CDS seller) mediante il quale il venditore si impegna, in cambio di un premio rateale versato dall’acquirente, a pagare una determinata cifra nel caso che ci si trovi di fronte a un credit event, ovvero l’impossibilità di pagare da parte del debitore terzo. In termini molto semplici i CDS sono una sorta di assicurazione sull’insolvenza di un emittente e infatti sono spesso usati proprio con la funzione di polizze assicurative o coperture per chi sottoscrive un’obbligazione.

    Non esistono borse ufficiali dove questi strumenti vengono scambiati: gli operatori di banche e fondi comprano e vendono queste polizze chiamandosi l’un l’altro al telefono. I prezzi non sono noti, gli spread denaro/lettera neppure. Si conoscono le informazioni statistiche, medie. Ma nessuno sa veramente cosa avvenga ogni giorno su questo mercato.

    Facciamo un esempio pratico: è come se i derivati siano paragonabili all’assicurazione della vostra auto, voi proprietari dell’auto pagate il premio assicurativo ogni 6 mesi od ogni 12 mesi, in caso di incidente, però, avete la garanzia che la vostra assicurazione risarcirà il danno cagionato.

    Nel caso dei CDS (credit default swap, particolare tipo di derivati) molto spesso l’assicuratore incassa il premio, ma non risarcisce un bel niente in caso di “credit event”.

    Gli ultimi dati calcolano che l’intero mercato di questi strumenti ammonti a 647 mila miliardi di dollari di valore nominale, ossia 14 volte più grande della capitalizzazione di tutte le Borse del globo e 9 volte più grande del Pil del mondo intero.

    I derivati si sono ormai trasformati in un gioco da casinò, senza alcun riferimento all’economia reale, sicché si potrebbe citare la nota battuta di John Maynard Keynes: “quando l’economia è ridotta a un casinò vuol dire che le cose non vanno affatto bene“.

    Tali strumenti vanno totalmente aboliti dai circuiti finanziari, poichè non sono regolamentati e sono enormentemente distanti dall’economia reale, molto peggio di azioni e obbligazioni scambiate in borsa.

    Le ripercussioni di questi diabolici strumenti finanziari si riversano sulle spalle dei cittadini qualora si riveli necessario un intervento della “mano pubblica” (ad esempio, quando si scopre che molti Comuni italiani sono carichi di derivati che si rivelano spazzatura, gravando inesorabilmente sui bilanci e sulle casse comunali).

    Salvatore Tamburro
    Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it
    Link: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2012/05/la-super-bolla-dei-derivati.html
    14.05.2012