PERCHE’ ISRAELE HA ATTACCATO DEI CIVILI NEL MEDITERRANEO ?

PERCHE’ ISRAELE HA ATTACCATO DEI CIVILI NEL MEDITERRANEO ?

DI THIERRY MEYSSAN

voltairenet.org


Israele ha pesato in anticipo le conseguenze dell'attacco che ha lanciato contro un convoglio umanitario marittimo. Quali sono i suoi obiettivi, che stanno scatenando una crisi diplomatica mondiale, perché ha sfidato il suo alleato turco ed il suo protettore, gli Stati Uniti?


L'attacco condotto da tre incrociatori lancia-missili di classe Saar, il 31 maggio 2010, contro la Freedom Flotilla, nelle acque internazionali del Mediterraneo, esemplifica la fuga in avanti compiuta da Tel Aviv.


La Freedom Flotilla è un'iniziativa di militanti dei diritti dell'uomo [1] [2] , sostenuta dal governo turco. Il suo obiettivo è al tempo stesso di trasportare aiuto umanitario fino a Gaza e, ciò facendo, rompere il blocco posto illegalmente dall'esercito israeliano, nei confronti di 1,5 milioni di abitanti di Gaza.



Nella foto: La protesta turca all'ambasciata di Israele: tensioni
La decisione di abbordare navi civili nelle acque internazionali, costituisce un "atto di guerra" secondo il Diritto Internazionale, giuridicamente parlando c'è stato: furto di navi e del loro carico, rimozione e sequestro dei passeggeri, omicidi; o addirittura assassini, se si ammettono come veritiere le notizie della televisione turca, secondo la quale i commando avevano un elenco delle personalità da liquidare durante l'assalto.


Questo atto di guerra, contro le bandiere greche e turche garrenti su tali navi, è stato perpetrato per consolidare il blocco, il quale costituisce in sé una violazione del Diritto Internazionale.



Scegliendo l'argomento della "legittima difesa", le autorità israeliane hanno rivendicato esplicitamente la loro sovranità sulle acque internazionali a 69 miglia nautiche al largo della Palestina; tale annessione - temporanea o duratura – era necessaria per il perseguimento del blocco, ritenuto necessario alla sicurezza dello stato dell'Israele.



Abbordando una nave turca ed uccidendo dei passeggeri, Tel Aviv ha innanzitutto scelto di rispondere militarmente alla crisi diplomatica che l'oppone da gennaio 2009 ad Ankara. Si ritiene che tale iniziativa possa provocare una crisi in seno allo Stato Maggiore turco e tra questo ed i governi turchi. Tuttavia, potrebbe portare ad una rottura completa delle relazioni militari tra i due paesi, proprio la Turchia che è stata per un mezzo secolo il migliore alleato di Israele nella regione. Fin da ora, le manovre congiunte turco-israeliane sono stati annullate sine die. Fra l’altro, questa crisi potrebbe avere delle conseguenze sulle relazioni commerciali tra i due paesi, mentre la Turchia è un partner vitale per l'economia israeliana.



Tuttavia, Tel Aviv doveva rompere la credibilità della Turchia nel momento in cui si avvicina a Siria e Iran, ambendo esercitare, insieme con suoi nuovi partner un'autorità regionale [3]. Nell'immediato, Israele doveva sancire il ruolo di Ankara nel negoziato del Protocollo di Tehran sull'industria nucleare iraniana.



Da parte turca, ci si aspettava un intervento israeliano energico ma non letale, ed il momento di porsi come protettore delle popolazioni palestinesi è venuto, perseguendo la dottrina neo ottomana teorizzata dal ministro degli Esteri, il prof. Ahmet Davutoglu. Senza aspettare il ritorno del Primo ministro Recep Erdogan, in viaggio in America latina, l'ambasciatore turco a Tel Aviv è stato richiamato ad Ankara ed una cellula di crisi è stata messa in opera, intorno al vice primo ministro, Bülent Arinç, ed è entrata immediatamente in contatto coi 32 governi degli Stati di cui i passeggeri sono provenienti. Tutto il personale diplomatico turco è stato mobilitato per coinvolgere nel problema il massimo di stati e di organizzazioni internazionali. In una conferenza stampa, Bülent Arinç ha voluto la restituzione immediata delle tre barche turche rubate e del loro carico, come anche e soprattutto la liberazione delle centinaia di cittadini turchi portati via e sequestrati. Ha scelto di qualificare l'attacco un atto di "pirateria", e non di guerra, in modo da offrire al governo Netanyahu la possibilità di presentare l'affare come una "sbavatura" e non come una scelta politica. In questa logica, il presidente Abdullah Gül, da parte sua, ha richiesto che i tribunali israeliani giudichino i responsabili di questa carneficina.



Dal Cile, il presidente turco Erdogan ha dichiarato: "Questa azione è totalmente contraria ai principi del diritto internazionale, è terrorismo di uno Stato disumano. Mi rivolgo a quelli che hanno appoggiato questa operazione, voi supportate il sangue, noi sosteniamo il diritto umanitario e la pace."



Nel pomeriggio, Ankara ha interpellato il Consiglio atlantico. La Turchia è membro della NATO. Se non vi trova la risposta che si aspetta dal governo israeliano, potrebbe qualificare l'attacco un atto di guerra e richiedere l'aiuto militare degli Stati membri dell'alleanza, in virtù dell'articolo 5 del Trattato dell'atlantico Nord.



Il governo Netanyahu ha invitato i suoi cittadini residenti all'estero a lasciare la Turchia, mentre manifestazioni spontanee si moltiplicano davanti ai consolati israeliani, nella quali la folla chiede vendetta.


Dal lato degli Stati Uniti, questo affare ricorda quella dell'USS Liberty, 8 giugno 1967. Durante la guerra dei Sei giorni, gli israeliani attaccarono un edificio di sorveglianza elettronica dell'US Navy, facendo 34 morti e 171 feriti. Tel Aviv presentò le sue scuse per questo sgarbo sul campo di battaglia mentre, pur accettandole ufficialmente, Washington ci vide un oltraggio deliberato. Gli israeliani, all'epoca, avrebbero voluto sanzionare le stesse critiche statunitensi.


Questa volta, l'attacco alla Freedom Flotilla potrebbe tramutarsi in una sanzione, dopo che Washington ha votato una risoluzione degli Stati firmatari del Trattato di non proliferazione che richiede ad Israele di dichiarare le proprie armi nucleari ed accettare i controlli dell'agenzia internazionale dell'energia atomica.


La decisione israeliana di attaccare delle navi civili nelle acque internazionali avviene dopo l'assassinio negli Emirati, di un dirigente palestinese da parte di un'unità del Mossad; la scoperta di un vasto sistema di copia di passaporti falsificati, a scapito degli stati occidentali; ed il rifiuto di assistere alla conferenza internazionale seguita al Trattato di non proliferazione. Questo insieme di fatti può essere interpretato come una successione di colpi perpetrati da un Stato sicuro della sua impunità - ed in questo caso, potrebbe trattarsi questa volta di un colpo di più o di troppo - , o come una montata, dopo una breve frizione pubblica con l'amministrazione US - si tratterebbe allora di rivendicare la leadership del movimento sionista, dimostrando che Tel Aviv decide e Washington ratifica - .

Il Primo ministro Benjamin Netanyahu, in viaggio in Nordamerica, ha deciso di finire la sua visita canadese e di annullare il suo appuntamento alla Casa-Bianca. È stato raggiunto al telefono dal presidente Obama, che gli ha chiesto delle spiegazioni.



L'Alto commissario alle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, Navi Pillay, ha dichiarato che l'operazione israeliana non poteva avere nessuna giustificazione giuridica. Il Relatore speciale sui Diritti dell'uomo nei territori occupati palestinesi, Richard Falk, ha tenuto a sottolineare che al di là dell'attentato alla libertà di circolazione sui mari, il problema centrale resta il blocco. "A meno che siano prese delle azioni pronte e decisive per mettere fine all’azione israeliana su Gaza, saremo tutti complici di una politica criminale, che minaccia la sopravvivenza di una comunità assediata", ha affermato. Il Consiglio di sicurezza è stato convocato in emergenza, oggi (31.05.2010), alle 18h TU. Il ministro turco degli Affari esteri è partito a New York.


Thierry Meyssan

Fonte: www.voltairenet.org

Link: http://www.voltairenet.org/article165580.html

31.04.2010


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FILIPPO

NOTE:


[1] « Dr. Arafat Shoukri : "Les conditions sont réunies pour faire de cette flottille un point de rupture" », entretien avec Silvia Cattori, silviacattori.net, 23 aprile 2010.


[2] Le organizzazioni principali della Freedom Flotilla sono: Mouvement Free Gaza, Campagne Européenne pour Arrêter le Siège de Gaza (ECESG), Fondation turque d’Aide Humanitaire (IHH), Fondation malaisienne Perdana et Comité International pour Lever le Siège de Gaza.


[3] Thierry Meyssan "Cambiamento degli equilibri strategici del Medio Oriente" http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=7062


VEDI ANCHE:
CAMBIAMENTO DEGLI EQUILIBRI STRATEGICI DEL MEDIO-ORIENTE

Commenti (64)

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    1. Eighthdormant 2 giugno 2010

      Mi dispiace, ma salomonicamente (Salomone era un re ebraico, quando il popolo ebraico esisteva ancora, però), dico che non esiste nè una razza ebraica nè un popolo ebraico.

      Non esite una razza ebraica, perchè non vedo cosa ci sia in comune tra:

      - gli ebrei sefarditi, discendenti sia di ebrei che anche di arabi, prevalentemente yemeniti, convertiti all'ebraismo prima dell'avvento di Maometto,

      - gli ebrei discendenti di ebrei, probabilmente una minoranza,

      - gli ebrei discendenti degli Idumei convertitisi all'ebraismo nel secolo I avanti Cristo,

      - gli ebrei falascia abissini, neri di pelle, discendenti di abissini convertiti all'ebraismo, e spesso discriminati dagli altri israeliani perchè neri,

      - gli ebrei discendenti di cittadini dell'antica Roma convertitisi all'ebraismo

      - gli ebrei discendenti dei Khazari, convertitisi in discreta parte all'ebraismo

      - gli ebrei discendenti di varie popolazioni europee, convertitisi individualmente all'ebraismo

      - gli ebrei discendenti da nessuno, semplicemente gente che anche oggi si converte all'ebraismo, per scelta.

      Ci sono molti israeliani delle ultime ondate di coloni che sono sudamericani, presi nelle favelas, a cui si promette una vita migliore ed una casa agevolata, tanto il terreno viene rubato ai palestinesi, costa poco; unica condizione: che si convertano all'ebraismo.

      Ci sono persino, pare, ebrei chiamati pomposamente "Inca", in quanto sono etnicamente indios peruviani, però convertiti all'ebraismo.

      Ma non esiste neanche un popolo, perchè un popolo vuole dire costumi, usanze ed origini etniche condivisi, e tutti quei gruppi descritti lì sopra non hanno proprio niente in comune tranne la religione.

      No, non ci siamo.

      L'Ebraismo è una religione, come lo sono il Cristianesimo, il Paganesimo, l'Islam od il Buddismo.

      Prendiamo il Buddismo, è nato in India.

      In tutto il mondo, anche in Cina, i buddisti usano termini indiani per esprimere concetti specifici della loro fede.

      Eppure nessuno chiamerebbe i buddisti cinesi "indiani".

      E neppure nessuno chiamerebbe un filippino cattolico "Latino" solo perchè la lingua ufficiale del cattolicesimo è il latino.

      Allora perchè questo termine davvero fuorviante di "Semiti" e quello altrettanto fuorviante di "Antisemiti"?

      Come si fa a chiamare "Antisemita" un arabo palestinese, quindi semita, che difende con i denti e con le unghie il diritto a vivere sulla sua terra, il diritto che l'ONU chiama "Diritto all'autodeterminazione dei popoli", contro un europeo di religione ebraica, spesso con occhi chiari, capelli chiari o comunque, anche quando ha capelli scuri, lineamenti chiaramente da europeo, non certo da mediorientale, quindi lineamenti lontani anni luce da quelli di un vero Semita?

      Lo sapete che molti palestinesi sono discendenti di ebrei di Palestina convertiti all'Islam nell'ottavo secolo dopo Cristo? Non me lo sono sognato, l'ho letto su un blog sfegatatamente sionista, è una garanzia di veridicità.

      Lo so, c'è una minoranza israeliana di origine araba, i sefarditi, quelli sono veri semiti di religione ebraica, ma sono una minoranza.

      Che diritto ha, un europeo di religione ebraica, o anche un ebreo arabo dello Yemen, la cui discendenza dagli ebrei di 2730 anni fa, anno in cui crollò il regno di Israele, è quanto meno molto dubbia, di andare in terra d'altri e scacciarli perchè "c'è scritto sulla Bibbia"?

      Vuole vivere lì? Nessuno glielo impedisce, nessuno, quanto meno non io, gli negherà il diritto di farlo, ma con rispetto per chi era già lì da prima di lui, e chiedendo gentilmente permesso, non imponendolo con il sesto o settimo esercito più potente al mondo.

    1. sandman972 2 giugno 2010

      Ti quoto, sarebbe una soluzione logica, anche se purtroppo mi sa che "sognatore" ed "utopico" sono gli aggettivi più probabili. :-)



      Primo, perchè secondo me il governo israeliano a questo punto è talmente convinto dei propri "diritti" a compiere atti contro le norme internazionali, che se veramente la comunità internazionale lo isolasse inizierebbe a sparare; e quando dico "sparare" intendo sul serio, tipo "muoia Sansone con tutti i filistei".



      Secondo, perchè tanto il 99% degli stati lo sostengono comunque, o con l'astensionismo o con interventi diretti. Quindi...

    1. telethont 1 giugno 2010

      ah, dimenticavo: ringrazio la mia buona sorte di non essere nato palestinese o di qualche paese confinante con l'ineffabile entitA' sionista.
      ...nel giochino casa madre / filiale ho dimenticato (?) la perfida angleterrE... mi sa che con usA e israelE, assieme costituiscano una "triade" (dal mio punto di vista) oppure una "trimurti" (da altri punti di vista)...
      Chiudo con una battutaccia: se la bibbiaH dimostra l'esistenza di diO, allora anche i fumetti dimostrano l'esistenza di nembo kid...
      saluti con la pinnagialla
      Telethont

    1. Valdez 1 giugno 2010

      Secondo il diritto internazionale quello perpetrato da israele non e' un atto di pirateria ma di "terrorismo internazionale" ed e' a tutti gli effetti un "crimine contro l'umanita'"

      Di seguito posto un link che argomenta queste accuse. Il pezzo e' lungo ma vale la pena di leggerlo, perche' la giustizia non punisce la persona ma il reato, e quindi se questo e' codificato non ci si puo' appellare ad improbabili accuse di antisemitismo o alla legittima difesa.

      Questo e' il link:

      http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/3834-perche-la-strage-della-flotilla-e-terrorismo.html

      Spero che i difensori dei rei confessi che con le solite scuse hanno giustificato l'accaduto lo leggano, e poi provino a difendere i sionisti da queste accuse.

    1. telethont 1 giugno 2010

      Bravo sig. Eightdormant, commento eccellente, condivisibile 100%.
      "...perchè ha cominciato con violazioni più blande della legge internazionale, e ha visto che i mezzi di comunicazione occidentale lo hanno difeso, poi ne ha fatte di più grosse, e lo hanno difeso ancora, e così, con quantità mitridatiche sempre più elevate di veleno a base di menzogne e violazioni della legge internazionale e dei diritti umani .... ha continuato a farla franca. Qualunque cosa faccia si "difende"..."
      "Dosi mitridatiche" e "Lip service" rendono benissimo l'idea.
      Che sia in atto una crociatA contro il mondo mediorentale/islamico a me appare evidente, direi a partire dal 1991 (l'antipasto) e dal 2001/2003 (i primi)... anche se qua e là ho già intravisto qualche secondo (della "carne arrosto", per la precisione).
      Sta sotto gli occhi e la mente di un qualunque non lobotomizzato o smemorato del pianeta, eppure... l'apparato-propaganda (ufficiale, di stato e international, negli addentellati locali) quante vittime miete ancora...
      Detto come va detto poi, fra usA e israelE, non ho ancora ben capito chi sia la casa madre e chi sia la filiale... e questo mi pare sia un GROSSO problema per tutto il resto del Mondo...
      Telethont

    1. kiteni 1 giugno 2010

      Quello che avviene non deve sorprendere nessuno e concordo con G. Chiesa quando scrive che questo regime di psicopati che governa attualmente in Israele deve essere fermato prima che avvenga l'irreparabile. In ogni caso credo che sia chiaro quale sia l'unica soluzione possibile: boicotto economico internazionale come avvenne con il SudAfrica bianco. Questo dovrebbe creare le condizioni favorevoli per risolvere il problema, a mio avviso, principale che consiste in un fatto innopugnabile: dovranno essere gli stessi ebrei a liquidare i vari fanatici alla Kahan e simili. Dovranno essere degli ebrei a chiudere gli insediamenti illegali. Dovranno essere degli ebrei a trovare un modello di sviluppo sociale e culturale per recuperare ció che resta di positivo del loro popolo. In altri termini che prendano coscenza della situazione e boicottino l' Israele cinico armamentista post-sionista criminale. Come suona? Fattibile? Utopico? Sognatore? Saludos.

    1. sandman972 1 giugno 2010

      Io credo che ci sia poco da dire in questo contesto se non ricordare che:
      1) Le navi erano in acque internazionali
      2) Le navi battevano bandiera turca
      3) I militari israeliani le hanno aggredite in acque internazionali
      --------> quindi se ne deduce che:
      1) L'aggressione secondo il diritto internazionale è stato un ATTO DI PIRATERIA (abbordaggio di navigli fuori dalle proprie acque territoriali) se non un INVASIONE DI UNO STATO SOVRANO (le navi battente bandiera turca in acque internazionali sono da considerare suolo turco).
      2) L'eventuale risposta dei passeggeri delle navi (con bastoni e fionde) è stata una RISPOSTA AD UN ATTO DI PIRATERIA secondo i codici internazionali
      --------> La sola conclusione possibile è che O ad Israele è concesso fare quel che vuole in barba ai trattati internazionali O che deve essere chiamato sul banco degli imputati per atti di pirateria ed omicidio da parte dei tribunali internazionali.
      Tutto il resto, compreso l'immancabile "antisemitismo", è polverone fatto per distogliere l'attenzione da questi semplicissimi punti fondamentali, dai quali si deduce che gli atti di Israele sono completamente INGIUSTIFICATI. Evitiamo di cadere come sempre nelle provocazioni. Aspettiamo quindi tutti ansiosamente e con una buona dose di scetticismo le opinioni della "giustizia" internazionale. :-P

    1. maristaurru 1 giugno 2010

      io non voglio dare voce a nessuna infamia, ma vedo delle incongruenze sia da parte israeliana che da parte palestinese. Sappiamo bene che c'è una differenza di armamenti che fa paura. la chiamano guerra asimmetrica. La simpatia va tutta al più debole. Pure mi chiedo, come mai i palestinesi verso i quali verrebbero dirottati danari, parecchi, aiuti ecc, pensiamo solo Arafat che bel tesoretto aveva in Europa e non credo fosse il solo.. vengono poi armati con armi da operetta? anche l'ultimo dei terroristi possiede mitra e bombe a mano, i Palestinesi invece restano con le pietre e muoiono come mosche , stando a quello che si vede, e che credo vero, sono come immutabili attori di una tragedia che si deve ripetere.
      Stiamo qui a tifare, e ripeto, più che dolore e dispiacere per gli stessi palestinesi, vedo tanto livore per gli israeliani, i quali pure non tutti sarebbero d'accordo con certi comportamenti, invece pian piano si sta costruendo il prototipo dell'israeliano guerrafondaio. Vedo una consonanza di commenti e considerazioni tra blogger e blogger che un tempo venivano disprezzati come nazisti, però sono io la razzista secondo certo Truman.
      insomma, vedo ripetersi il solito quadro: accadono dei fatti, parte il la dal capo mazziere , e tutti seguono la musica. Paginate e paginate, commenti tutti col copia ed incolla o con la fotocopiatrice, ma nessuno che si interroghi, ma forse è meglio così, se poi si debbono spare minchiate come quelle di chi da del razzista a chi non si mette ad urlare contro gli israeliani cattivissimi tutti e sempre prepotenti a prescindere , accomunandoli in un bel calderone. Forse è meglio che continuate la solita solfa, il sonno della ragione genera mostri e chi sa dove potreste arrivare.

    1. brunotto588 1 giugno 2010

      Bisogna smettere di pensare in termini di "Nazioni contrapposte" e pensare alle forze e dinamiche retrostanti: è molto più illuminante e semplice: Perchè l' ONU non fa niente ??? Perchè evidentemente è proprio quello che si vuole, e guardacaso l' ONU è un' entità sovranazionale ... come la palanca che rappresenta e gestisce.

    1. brunotto588 1 giugno 2010

      Mah ... secondo me quello "geografico" è solo il falso problema di comodo sventolato ... mettiamoci nei panni della gente, del popolo, della gente comune ... sì, sia Israeliani che Palestinesi ... Non sono poi rari i casi documentati di "tolleranza" ( tra la gente comune ! ) ... gente talmente stanca di vivere nella tensione che accetterebbe di buon grado di condividere in santa pace il territorio intero: 2 popoli su un' unica terra. ( e a conferma di tale ipotesi è che proprio i Palestinesi, i perseguitati, vedrebbero di buon occhio la pace con Israele ... ma parlo sempre di gente comune. Ora: cosa impedisce, perennemente e scientemente, che questo possa in qualche modo avenire ??? Proprio il Potere. Esatto: il potere multinazionale che dice di volere la pace in realtà "ha bisogno" della continua tensione, e che la questione israelo-palestinese non si risolva MAI ... allo stesso modo come inizia le guerre non per vincerle, ma per protrarle all' infinito. Perchè i governanti Israeliani sarebbero così stolti e masochisti da farsi odiare dal mondo intero pur di non convivere in pace con i Palestinesi ? Ti sembra una cosa logica ? No: il fatto è che è proprio il potere ( in questo caso incarnato in pochi rappresentanti in Israele, ma che rappresentano i vertici dell' enorme potere finanziario globale ) ad impedire la pace, perchè fa troppo comodo avere qui un focolaio perenne ... è lo stesso potere finanziario che fa "recitare" ai governi di volere la pace, ma ne alimenta l' impossibilità ... Il popolo ? C' entra poco in tutto questo, come il popolo tedesco c' entrava poco con tutta la montatura e la smontatura del secondo conflitto mondiale.

    1. mat612000 1 giugno 2010

      Io ho solo fatto presente che praticamente sempre anche su questo forum ad ogni azione illegittima del governo israeliano si accompagna uno scodazzo di commenti palesemente in odio agli ebrei che vanno ben oltre la critica di un atto militare o di un'azione militare.
      A me la cosa è evidente.
      Probabilmente non lo è per chi amministra il forum e dico questo perchè ci sono utenti (non credo di dover fare i nomi) che sembra non aspettino altro.

    1. KATANGA 1 giugno 2010

      MA INFATTI PER ME L'ESSERE EBREO NON E' OVVIAMENTE UNA COLPA, NE PRATICARE LA RELIGIONE CHE PIU' AGGRADA A CHICCHESIA.IL PUNTO E LA COLPA E' IL SIONISMO, CIOE' LA PERSECUZIONE DI UN PROGETTO CON UNO SCOPO PALESEMENTE CRIMINALE E NAZISTA NELL'IDEALE E SBATTERSENE ALTAMENTE DEL PROSSIMO VISTO SOLO COME UN ANIMALE PARLANTE!INDI CHI E' UN SIONISTA E' UN CRIMINALE NAZISTA.PUNTO.

    1. Truman 1 giugno 2010

      Qui ci sono due utenti (mat612000 e maristaurru) che insistono a riportare un problema di diritto internazionale - l'atto di guerra degli israeliani, comprensivo di un massacro premeditato - in termini di antisemitismo.

      Ebbene, lo spiegava molto bene Odifreddi in una risposta su "Il Fatto" che chiunque tenda a mettere i problemi in questo modo è un razzista.
      Per come l'ho capita io, ogni volta che si discute di argomenti delicati, escono fuori queste persone che insistono a rivoltare il problema esprimendolo in termini di semiti, antisemiti, antisemitismo, cioè di razza. Questo è un approccio razzista che vuole evitare di affrontare i problemi nei loro termini reali, nel caso in questione hanno a che vedere con il diritto internazionale ed il diritto bellico, essendo quello israeliano un atto di guerra contro l'ONU e contro tutto il mondo civile, a cui si aggiunge il sequestro dei pacifisti.

      Se serve il link all'articolo di Odifreddi vedo di rintracciarlo.

    1. fuser1500 1 giugno 2010

      a mat612000...
      simpatica e alquanto allegra scrittura....
      lei parla di atto criminale di un governo ,penso si riferiva a quello israeliano,..e' questa un'ammissione per poter giustificare l'inserimento della parola" antisemitismo ",che in questo caso non c'entra granche'?.
      non ci si stupisce della stupidita' dell'azione?
      E' sotto gli occhi di tutto il mondo l'ennesima arroganza israeliana, che turba la coscienza di chi crede che israele sia un popolo giusto e parlo perdipiu' dei cittadini israeliani che una coscienza ce l'hanno come l'abbiamo noi.
      L'esempio dell'italia..e chi altri,....se all'estero venissimo derisi o peggio insultati per le azioni scellerate di un governo non scelto da loro ma da noi stessi ,non proveremmo un'onesto senso di disagio senza trincerarci dietro
      vittimismi o piagnistei?
      Quella di ieri e' stata un'azione che ha fatto solo danni in ogni campo e usare la shoa o la parola antisemitismo come fosee un lascia passare per il paradiso sa di vecchio,e' tempo che diano nuove ragioni di credibilita' alle generazioni future o che gettino la maschera ben sapendo di stare dalla parte sbagliata ,fregarsene e scappare in avanti?

    1. lucamartinelli 1 giugno 2010

      no, mi spiace. Ma tu non devi perderti i programmi Tv. Come sai ti dicono sempre la verita'. saluti

    1. fuser1500 1 giugno 2010

      a mat612000...
      simpatica e alquanto allegra scrittura....
      lei parla di atto criminale di un governo ,penso si riferiva a quello israeliano,..e' questa un'ammissione per poter giustificare l'inserimento della parola" antisemitismo ",che in questo caso non c'entra granche'?.
      non ci si stupisce della stupidita' dell'azione?
      E' sotto gli occhi di tutto il mondo l'ennesima arroganza israeliana, che turba la coscienza di chi crede che israele sia un popolo giusto e parlo perdipiu' dei cittadini israeliani che una coscienza ce l'hanno come l'abbiamo noi.
      L'esempio dell'italia..e chi altri,....se all'estero venissimo derisi o peggio insultati per le azioni scellerate di un governo non scelto da loro ma da noi stessi ,non proveremmo un'onesto senso di disagio senza trincerarci dietro
      vittimismi o piagnistei?
      Quella di ieri e' stata un'azione che ha fatto solo danni in ogni campo e usare la shoa o la parola antisemitismo come fosee un lascia passare per il paradiso sa di vecchio,e' tempo che diano nuove ragioni di credibilita' alle generazioni future o che gettino la maschera ben sapendo di stare dalla parte sbagliata ,fregarsene e scappare in avanti?

    1. mat612000 1 giugno 2010

      Azz...un altro che ha TUTTE le risposte a TUTTO (torri gemelle incluse).
      Qualcosina su Emanuela Orlandi ce l'ha in saldo?
      PS Ho perso l'ultima puntata di "Chi l'ha visto?"...

    1. mat612000 1 giugno 2010

      Vedi di insinuare sospetti più credibili e meno viscidi.
      Sono anni che scrivo su questo forum e non sono mandato da nessuno.

    1. lucamartinelli 1 giugno 2010

      cara signora, se potessimo almeno noi evitare di dar voce alle infamie....non esiste nessuna prova che la resistenza palestinese abbia mai usato qualcuno come scudo umano. se ben ricordo la stessa cosa fu detta della resistenza irakena...quando si vuole denigrare qualcuno ci vuole poco. D'altra parte vedo che il governo israeliano è riuscito a dire che i suoi soldati sono stati attaccati.....!! vedo benissimo che qualcuno ci crede, come qualcuno ha creduto che 19 ubriaconi amanti dello strip-tease hanno compiuto l'attentato alle torri gemelle. cordialita'

    1. lucamartinelli 1 giugno 2010

      si, qualcosina l'avrei. Penso che la propaganda abbia prodotto convinzioni non sempre aderenti alla realta', fermo restando il diritto di ciascuno di simpatizzare per chiunque. Del resto anche lo storico ebreo Norman Finkelstein lo dice nel suo libro "L'industria dell'olocausto". saluti

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