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PERCHE’ IL DOLLARO E’ DURO A MORIRE

JIM WILLIE CB
321 Gold

Una semplice innocente domanda è arrivata nella mia cassetta delle lettere l’altro giorno, una e-mail dal profondo cyberspazio. A volte le migliori domande sono quelle che non sono complesse, fatte senza troppi giri di parole. Questa era da parte di un investitore, curioso del perché il dollaro Usa semplicemente non è morto velocemente come ognuno si aspettava nella comunità dei metalli preziosi. Questa è la domanda completa che vale la pena di condividere, insieme alla mia risposta:

Domanda:
Jim Willy, sono nuovo nell’investimento nei metalli preziosi e ho fatto tantissime ricerche prima di scegliere l’oro. Mentre leggevo molti dei grandi articoli sulla prossima caduta del dollaro, ero scioccato di sapere che molti di questi erano scritti addirittura cinque anni fa, alcuni anche oltre. Tantissima gente, te compreso, hanno annunciato per tanto tempo il crollo del dollaro, e mi chiedo se ciò sia probabile.

AGGIORNAMENTO: A seguito, Gli Stati Uniti eviteranno la recessione (Etleboro)
Io ho scommesso che il dollaro cadrà, ma è sicuramente dura vedere “Joe Sei Tasche” fare milioni con investimenti immobiliari dopo aver fatto milioni con le azioni dell’alta tecnologia. Capisco che molti ci hanno perso le mutande, ma non tutti. Tutta questa storia della crescita dei metalli preziosi e del crollo del dollaro non sarà solo aria fritta?

La mia risposta a questa persona è stata breve, quasi un’intera pagina in riassunto. La mia agenda è piena. Comunque, questo è un eccellente argomento da sviluppare ulteriormente ad alto livello! Invece di darvi la mia risposta alla lettera, cercherò di rispondere alla domanda in maniera più completa, ma brevemente, dato che l’agenda è ancora piena. Ciò che segue si conforma alla risposta riassunta nella mia e-mail. Una risposta più completa richiederebbe da 50 a 60 pagine di analisi, dati, argomenti, e il racconto del cammino in atto verso il crollo della valuta di riserva mondiale: il dollaro Usa. La mia risposta non è affatto completa, ma è sicuramente sufficientemente approfondita da fare il punto sul perché la morte non è improvvisa, o nemmeno nell’arco di tempo di soli pochi anni.

Molto è stato scritto sul perché il dollaro Usa sia sopravvissuto più a lungo di ogni altra moneta precedente. Il record precedente è di 31 anni, e gli Stati Uniti hanno raggiunto 34 anni in questo inutile sprint. L’accordo di Bretton Woods, scritto per costituire un dollaro Usa sostenuto dall’oro, fu abbandonato nel 1971. Un legame all’oro richiede massicce spedizioni di oro dagli Usa alle banche centrali straniere, una punizione davvero sgradevole per gestire un debito nazionale incontrollato. Così il presidente Nixon terminò le spedizioni di oro, terminò l’appoggio dell’oro per il dollaro Usa, e mandò il mondo su una strada sicura verso la perdizione e la distruzione. Sino al ventesimo secolo, il mondo non aveva mai visto un governo americano, e non era mai stato soggetto allo straordinario meccanismo degli investimenti obbligazionari. Con misure straordinarie di risposta arrivò una straordinaria longevità. Accoppiando le armi di questo meccanismo con armi istituzionali sovversive quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si ottiene una ricetta per una profonda longevità. Sono molti i mezzi e gli agenti a disposizione del governo Usa per difendere il dollaro. Ad iniziare con l’accettazione di un inutile insieme di basi per l’economia degli Stati Uniti, l’ esorbitante deficit federale, un ancora più grandioso e crescente bilancio del deficit dei pagamenti (‘gap commerciale’), una base manifatturiera assente, livelli crescenti del debito sia pubblico che privato, dipendenza dall’inflazione quale effetto collaterale del debito, outsourcing [spostamento della produzione dei beni n.d.t.] verso terre straniere per soluzioni a basso prezzo, una grandiosa crescita a briglia sciolti delle forniture di valuta in dollari, crescita pericolosa nel debito in buoni del Tesoro Usa di proprietà straniera, una banca centrale la cui competenza professionale è di gran lunga inferiore alla sua non garantita reputazione simbolica, e un consiglio economico così alla deriva nel suo dedicarsi alla vera politica e ad indicatori affidabili che ogni uomo ragionevole concluderebbe che le loro teste sono collocate esattamente nel loro intestino retto.

LA REAZIONE UMANA

Il mondo non scenderà nell’oblio finanziario senza una lotta. La valuta di riserva mondiale è così ben trincerata che la sua morte dovrà per forza riflettere la morte del sistema bancario mondiale e un nuovo sistema bancario dovrà emergere dalle macerie finanziarie. La reazione umana da parte di governi sovrani e delle loro banche centrali (alcune operanti indipendentemente, altre sin troppo compromesse e connesse), può essere molto efficace nel guadagnare tempo per l’attuale sistema. Molti sono i meccanismi di risposta:

*tagli alle tasse (cioè ai supporti pagati dai contribuenti)
*rimborso delle tasse (alla popolazione dei consumatori)
*monetizzazione ufficiale delle obbligazioni federali (uso di moneta coniata)
*appoggio alle obbligazioni di banche centrali straniere (spesso tramite interventi coordinati)
*esportazione di valuta sopravvalutata (verso paesi che si difendono inadeguatamente)
*accumulo di buoni asiatici sovradimensionati (definita “flessibilità”)
*crescita dei tassi di interesse Usa (per difendere il dollaro)

I governi non si sdraiano semplicemente a prendere iniezioni letali. Quando possono rispondono, e gli USA possono rispondere enfaticamente e in modo evidente. Le armi a loro disposizione sono molte, dal momento che controllano le regole e il cambio delle regole. Quindi, possono rendere illegale il possesso di valuta con regolare mandato costituzionale.
Il forfait dell’oro ordinato dal presidente Franklin D. Roosevelt dopo la grande depressione era palesemente illegale. Valuta estera depositata nelle banche Usa può essere congelata e requisita. Quando gli uomini oscurano la legge ci troviamo nei guai. Uomo, oh uomo, in quale mondo pericoloso e sempre più senza legge noi viviamo!!!

Dalla parte più banale delle risposte governative vi sono quelle che ci aspettiamo, che prevediamo, e che chiediamo al governo Usa. I tagli alle tasse sono comuni all’inizio di un rallentamento economico, specialmente di una recessione. Percentuali più basse di tassazione entro limiti ben definiti, invitano una risposta positiva verso un’attività economica rivitalizzata. A dire la verità, con l’inflazione, nella sua graduale crescita nelle entrate senza una crescita nel potere d’acquisto, ridotte percentuali di tassazione rimuovono il temuto “strisciamento delle tasse” che porta a un nascosto incremento del carico fiscale.

Quando è necessaria una risposta più immediata,un rimborso delle tasse è la migliore azione politica. I contribuenti ricevono improvvisamente un assegno nella loro posta. Non c’è bisogno di aspettare un anno intero, di aspettare che decisioni commerciali sfruttino la nuova politica fiscale, e di aspettare un ritardo di 16 mesi. Un rimborso delle tasse pone immediatamente denaro nelle mani dei consumatori. All’inizio del 2001, fu attuato un rimborso delle tasse, basato sull’attività registrata e sulle fatture fiscali del 2000. Facile come bere un bicchier d’acqua. Sia i tagli alle tasse che il rimborso fiscale incoraggiano la spesa, che mantiene la barca a galla e fanno guadagnare tempo. Tutte queste risposte umane fanno guadagnare tempo.

Se i tassi di interesse minacciano di crescere, e se gli acquirenti stranieri non si presentano alle aste del Tesoro Usa dove vengono venduti i nostri voluminosi US Treasury Bonds [Buoni del Tesoro USA n.d.t.], allora sono necessarie azioni più drastiche. Il Dipartimento del Tesoro dà ordine di stampare denaro dal nulla (non vi piace questa frase?) così che il denaro fresco di conio possa essere usato per acquistare Buoni del Tesoro. Il risultato finale è che i tassi d’interesse non vengono fatti crescere, e si impedisce che l’economia Usa soffra un maggiore costo in termini di denaro. L’aspetto tragicomico attuale della nostra economia sproporzionata e guidata dall’inflazione è che essa si preoccupa molto di più del costo del denaro di quanto non faccia del costo di un qualunque bene. Beh, ad eccezione forse del petrolio e del gas.



[Gli ultimi due presidenti della FR: Alan Greenspan (sinistra) e Ben Bernanke (destra)]

Quando il dollaro Usa finisce in una temporanea picchiata sul mercato estero dei cambi (FOREX) c’è bisogno urgente di azioni ancora più radicali. I mercati FOREX sopportano un flusso di fondi veramente gigantesco, molto maggiore di quello che una singola nazione possa sostenere e liquidare. Così il governo Usa tipicamente chiama la Banca del Giappone come sua prima linea di difesa. Alcuni vedono la Banca del Giappone come l’ avamposto in estremo oriente della Federal Reserve. Questi giorni potrebbero essere arrivati al tramonto, dato che alcuni funzionari giapponesi hanno iniziato a covare più di quanto non sembri, o non arrivi sulla stampa o tra le notizie, un disprezzo per i leader americani e le nostre politiche. Spesso, allo stesso tempo, la Banca Centrale Europea coordina sforzi per salvare il dollaro Usa tramite il suo mezzo primario, i Buoni del Tesoro Usa. Quando anche solo la Federal Reserve Usa e la Banca del Giappone lavorano in concerto, o solo la Federal Riserve USA e la Banca Centrale Europea lavorano in concerto, gli interventi coordinati delle banche centrali spesso riescono a fermare il crollo del dollaro Usa. Sta tutto nel prendere tempo e instillare paura tra coloro che commerciano al FOREX in modo che non si mettano a lottare con potenti banche centrali. Dopo tutto, “DON’T FIGHT THE FED” [non metterti contro la ‘FED’ n.d.t.]. E già, la Fed ha molti amici formidabilmente potenti.

L’ AMARO FRUTTO DELLA REAZIONE UMANA

Ludwig von Mises avvertì sulle guerre monetarie, una pratica pericolosa che può essere paragonata a lanciare “patate bollenti” da una nazione all’altra. Una delle principali sfide, per una valuta molto usata, nel trovare il suo autentico valore più basso è il progressivo effetto di reazione sulle altre valute. Un circolo di ‘feedback’ viene creato, ad esempio nel caso in cui l’euro aumenta in valore mentre il dollaro diminuisce.
Nemmeno l’euro cresce in un vuoto economico. Germania e Francia perdono gran parte del loro commercio di esportazione, posti di lavoro vengono persi, le entrate crollano, il budget federale decolla per venire incontro ai bisogni della rete di sicurezza sociale. Questo è esattamente quanto è successo non appena l’ Unione Europea ha visto un’improvvisa caduta nelle sue esportazioni. La UE ha sofferto di oltre un 10% di disoccupazione. I budget federali hanno superato i limiti del patto di stabilizzazione. In breve, l’economia europea è stata danneggiata da un assalto valutario tra il 2003 e il 2004 appena l’euro è cresciuto di oltre il 30%. Gli Stati uniti in effetti hanno esportato verso l’Europa la loro moneta sopravvalutata, ma lo hanno fatto indirettamente attraverso i mercati FOREX. Nonostante la debolezza cronica delle basi dell’economia Usa, l’Europa ora ha perso parte del suo fascino. Il dollaro Usa non cadrà nel burrone alla prossima curva sino a che gli Usa non inizieranno a star male quanto l’Europa. Nelle parole di alcuni analisti, “ diventa una corsa verso il fondo”.

Il presidente Greenspan potrà vantarsi di un’aumentata flessibilità nei mercati mondiali dei cambi. Altri potranno ribattere che la situazione finanziaria degli Stati Uniti è stata accollata a un gruppo internazionale di Stati previdenziali. Da quando 2 miliardi di dollari al giorno di dipendenza da fondi stranieri sono una dimostrazione di forza? da quando una tale grande infusione, paragonabile a una trasfusione di capitale allo Zio Sam, è una dimostrazione di forza? in questo modo il Giappone possiede nelle sue riserve 710 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa ed è bramoso di evitare ulteriori pile di carta dal valore discutibile. In questo modo la Cina possiede nelle sue riserve 230 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa ed è ansiosa di evitare un ulteriore mucchio di carta dal valore discutibile. In questo modo la Russia possiede $ 140 miliardi in buoni del Tesoro Usa nelle sue riserve, ed è bramosa di evitare ulteriore accumulo.
Collettivamente, l’Asia possiede riserve per almeno 1.500 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa, il risultato netto di un disastroso esperimento mondiale per testare la flessibilità. Tira all’indietro un grosso elastico, mantienilo così, tiralo ancora, sottoponilo alla fresca brezza dell’attrito finanziario, poi girati dall’altra parte. La vantata flessibilità potrebbe non rimanere intatta. L’elastico potrebbe spezzarsi, per la tensione o per l’aumentata fragilità. Se il tuo vicino possiede la tua ipoteca e anche dell’altro debito, non parla la tua lingua, non ha delle radici culturali in comune con la tua origine nazionale, ha poco in comune con te da un punto di vista culturale e religioso, ed è in gara per un posto nel Club Giovanile dei 10 Grandi Ministri delle Finanze, si crea una situazione davvero pericolosa. Il vecchio proverbio dice “se fai un prestito ti sei creato un cliente; ma se fai un grande prestito, ti sei creato un socio.” E’ vero, dal momento che l’Asia è diventata dipendente dal consumo americano. Nel prossimo pericoloso stadio, l’Asia probabilmente si indebolirà per una diminuzione della domanda dal mercato Usa dell’esportazione.

Presa nel mezzo c’è la Federal Reserve Usa, che è costretta ad alzare i tassi di interesse per difendere il dollaro Usa. Nella mia edizione di settembre della Hat Trick Letter, questo argomento e trattato più approfonditamente. Siamo vicini alla fine del ciclo di restrizioni sui tassi da parte della Fed. L’economia Usa si è indebolita per gli alti tassi. Perciò gli aumenti dei tassi dovranno finire presto. Il mercato nazionale Usa si è indebolito per gli alti tassi. Perciò gli aumenti dei tassi dovranno finire presto. Alla fine il commercio al dettaglio verrà indebolito dagli alti tassi. Perciò gli aumenti dei tassi dovranno finire presto. L’ impatto da parte degli aumentati costi del gasolio e del riscaldamento nel periodo successivo all’uragano Katrina è un’ulteriore evento canaglia. Perciò gli aumenti dei tassi dovranno finire presto. Una nazione assediata da una valuta in declino, messa allo scoperto nel brutale e senza pietà mercato FOREX, risponderà aumentando i suoi tassi di interesse proprio come affatto la Fed Usa. Ad un dato momento, gli esperti si chiederanno perché questo continua anche quando l’economia nazionale prova dolore. E ALLA FINE CONCLUDERANNO: PER DIFENDERE IL DOLLARO. State attenti là sotto quando la Fed finirà il suo gioco di restrizioni.

Quando finirà il ciclo ufficiale di restrizioni sui tassi, gestito da una Federal Reserve davvero patetica, che sia questo autunno o il prossimo inverno, la traiettoria di caduta del dollaro Usa sarà visibile più chiaramente. E all’oro ciò piacerà. All’energia piacerà . È iniziata una corsa nascosta all’oro. Una corsa molto rumorosa è in atto per il greggio e il gas naturale. È pronto lo scenario per il raggiungimento da parte dell’ oro di nuovi massimi storici. E con la produzione di petrolio del Golfo del Messico resa invalida, è pronto lo scenario per un raggiungimento da parte del petrolio di $ 80 al barile. Attingere dalla nostra riserva strategica di petrolio dà solo un temporaneo sollievo alle preoccupazioni.
Anche le spedizioni dal Giappone, dalla Germania e dalla Spagna di petroliere dà un sollievo solamente temporaneo alle preoccupazioni. La costante in questa equazione è la produzione persa di petrolio del Golfo. Le compagnie assicurative potrebbero imporre la ricollocazione lontano dal Golfo degli impianti di perforazione dalle acque profonde. Siti potenziali sono il sud America, i Caraibi , e persino l’ Arabia Saudita. L’anno scorso le perdite assicurative per l’uragano Ivan furono ingenti. E non daranno il benvenuto a perdite annuali in zone soggette ad uragani.

IL PROSSIMO CAMPO DI BATTAGLIA MONETARIO SARA’ L’ ASIA

L’economia Usa continua ad assorbire un’emorragia di deficit commerciali. Negli ultimi 12 mesi di cui si hanno le statistiche, il disavanzo commerciale nazionale è stato in media di 55,8 miliardi di dollari, con un massimo di 60,6 nel febbraio 2005, e un minimo nel luglio 2004 di 50,5. Il dissanguamento continua. Ora la bilancia dei pagamenti commerciali Usa sta migliorando? No, affatto! Quindi l’emorragia è ancora in corso, nulla è cambiato. Se un uomo ha una moderata forma di cancro in via di peggioramento, potrebbe vivere 18 mesi. Sfortunatamente, è costretto a sopportare una condanna a morte, con un sicuro degradamento della qualità della vita. Questa è una lunga malattia mortale. È autentica, è orribile, è spietata, non perdona, ma richiederà del tempo. In un certo senso il mondo della valuta rappresenta un “gioco a somma zero” in cui la valuta primaria può cadere solo se tutte le altre valute tendono a crescere. Se tutte le valute cartacee si indeboliscono ulteriormente, a causa di un fondamentale deterioramento delle rispettive economie, vedrete i prezzi dell’oro e dell’energia crescere senza pausa. La moneta fasulla verrà mostrata per la sua crescente mancanza di pregio, per il suo decrescente valore. La moneta autentica come l’oro e le risorse forti cresceranno in valore come funghi. Questa non è una fandonia, non è una finta predica. Il denaro sta allagando il mondo intero, e gran parte di esso ha denominazione Usa. L’effetto sugli assetti basati sul dollaro Usa è inconfondibile. Tutti i beni cresceranno in prezzo.

Mi aspetto e prevedo che il prossimo round di apprezzamento della valuta verrà dall’Asia!!! La salita annunciata in luglio dello Yuan cinese ha annunciato questo imminente evento chiaramente come un graffito sui muri della metropolitana, o i cartelloni pubblicitari lungo le strade. I cinesi faranno salire la loro moneta “ ad un passo misurato” (Ah! Ah!) nei prossimi anni. Scusate non ho resistito. I funzionari del governo Usa applaudiranno il processo in modo automatico, nonostante il fatto che la Cina trasferirà maggiori costi materiali agli Stati Uniti. Immaginate una crescita cinese del 2% ogni quattro o sei mesi, all’infinito. La migliore descrizione per questo processo potrebbe essere “tortura della goccia cinese”. L’argomento della crescita dello Yuan cinese e i suoi molti effetti verrà continuamente sviluppato nella Hat Trick Letter. In Asia e non solo in Cina, acquisti diversificati di riserve straniere richiederanno tempo. Tutta l’Asia imiterà il suo nuovo leader industriale, la Cina. La Banca Popolare Cinese continuerà sicuramente una silenziosa accumulazione di oro. La proprietà da parte dei suoi privati cittadini è stata incoraggiata. Le future crescite dello Yuan ridurranno i loro enormi costi per i beni importati. Gli anni 2002, 2003, 2004 nel mondo della moneta furono tutti per l’Europa. Gli anni dal 2005 al 2010 saranno tutti per l’Asia, guidata dal Regno di Mezzo. La Cina richiederà e riceverà un posto di tutto rispetto nel palcoscenico geopolitico, ora dominato dagli Stati Uniti. Mentre il mondo occidentale si indebolisce per i debiti eccessivi, la perdita dei posti di lavoro, e la forte dipendenza dall’Asia per la produzione industriale, esattamente l’opposto avverrà in Asia. Aspettatevi una costante crescita e una crescente forza da parte dell’Asia. Un vigore e una forza rinate si rifletteranno nelle valute asiatiche, pure in Giappone.

[Storia del deficit Federale USA sino al primo mandato di Bush Jr.]

Il dollaro Usa è cotto, questo è certo. Eppure il suo cammino verso il fondo del barile non è ben chiaro per chi osserva. Perché il dollaro Usa sia dichiarato morto e sepolto, l’intero sistema bancario mondiale dovrà passare per una seria crisi e per una “near death experience” [“esperienza di quasi-morte”, classe di esperienze psicologiche molto particolari vissute da coloro che scampano miracolosamente al decesso n.d.t.]. E’ ingenuo, e indicativo di un’impazienza irragionevole, aspettarsi altrimenti una rapida e redditizia morte del dollaro. Brevi ‘scatti & scintille’ di attività promettente possono in realtà evidenziarsi nei prossimi mesi nella malata economia Usa. Alcuni cosiddetti esperti economici annunciano un aumento delle esportazioni Usa grazie al più conveniente tasso di cambio del dollaro. Beh, non abbastanza rapidamente. Le importazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute del 23,5% dall’inizio del 2004, superando di gran lunga la crescita del 18,6% nelle esportazioni dagli Usa. Tristemente, se non tragicamente, l’economia Usa sta tentando di riprendersi tramite l’importazione di prodotti, l’importazione di capitale, e l’inflazione dei beni. Chiunque con una vaga sembianza di istruzione economica e mentalità commerciale può concludere facilmente che la ricetta stabilita dalla Fed Usa e dal White House Council of Economic Advisors [gruppo di consiglieri economici della Casa Bianca n.d.t.] è sbagliata e destinata a fallire. Investitori nell’energia e nell’oro: continuate su questa strada.

Lo zio Sam inciamperà qua e là ancora per un paio di anni. Chi può sapere cosa è capace di fare mentre barcolla e impreca, gonfio e fuori controllo? Che ne sappiamo dei prossimi passi della guerra in Iraq, l’invio di truppe e il suo costo? Siamo certi che non ci saranno nuovi fronti di guerra? Che ne sappiamo della nostra reazione ufficiale a drammatiche mancanze di beni chiave? Potremmo iniziare una guerra commerciale con la Cina che ci dà alla zappa su entrambi piedi? Siamo certi che continuerà la cooperazione sulla fornitura di credito asiatico, la nostra donazione di sangue da parte di stranieri? Abbiamo iniziato una nuova fase veramente rischiosa e pericolosa. Ogni cacciatore sa che un orso ferito va evitato, si tratta forse della situazione più pericolosa in natura. Il suo cammino è imprevedibile. L’unica cosa certa è che alla fine sarà sul terreno, morto. Chissà dov’è che giacerà senza respiro? chissà in quale posizione giacerà? chissà chi si porterà appresso in tutto questo processo?

Jim Willie CB ([email protected]) è ricercatore di analisi statistica del marketing e della previsione delle vendite, con una carriera di oltre 24 anni. E’ curatore di Hat Trick Letter

Jim Willie
Fonte: http://www.321gold.com/
Link: http://www.321gold.com/editorials/willie/willie090905.html
09.09.2005

Traduzione per www.comedochisciotte.org di ALCENERO (Marcoc)

Pubblicato da Das schloss

  • Tao

    La Bce ha annunciato il rialzo dei tassi di interessi, per continuare la stretta monetaria e contribuire al ribasso dell’inflazione che, nel mercato comunitario, si stima raggiungere il 2%. L’atteggiamento di Trichet non può certo dirsi che sia controcorrente in quanto in un certo senso riprende la tendenza dell’intero mercato monetario: non esiste “Stato” che in questo momento faccia una politica monetaria espansiva, ossia riducendo i tassi e dando moneta al mercato.

    La risposta a tale decisione, può essere macroeconomica, ossia legata all’aumento generalizzato dei prezzi che tra l’altro è dovuto all’aumento delle materie prime e della circolazione di denaro, e politica, ossia volta a sottrarre al dollaro investitori che, nonostante gli interessi elevati, privilegiano mercati più stabili. Attualmente in America il Governo e il Congresso sostengono incondizionatamente la politica di Bernanke che, assieme ai suoi consulenti, lotta con tutti i mezzi per convincere gli investitori a non perdere fiducia nell’America. Lo Standard & Poor’s, ha reso noto che l’economia americana non conoscerà necessariamente una recessione se il prezzo del barile di petrolio raggiungesse i 100 dollari, ma i consumatori ne subirebbero le conseguenze e la crescita rallenterebbe oltre la previsione. Occorrerebbe solo un uragano devastatore, un attacco su di grandi aree produttive o l’interruzione delle provviste di un grande produttore come l’Iran per portare a quei livelli il corso del petrolio. L’aumento del costo di tale materia prima più che essere una causa della crisi del sistema è più altro il sintomo della fine di un’epoca, la conseguenza di un sistema impostato su di una fonte di energia obsolete per assecondare la lobby delle sette sorelle. Se si accetta tale chiave di lettura, si riesce anche a capire che la guerra in Libano è l’evento dall’impatto sconvolgente, che segna il passaggio da un’era capitalistica, basata sulla moneta senza controvalore, all’economia delle merci e delle materie prime. Noi stiamo cambiando, la nostra economia non sarà più quella convenzionale che tutti conosciamo, molto probabilmente la moneta, come concetto a cui siamo legati oggi, non esisterà affatto: sarà completamente virtualizzata ad inserita in un circuito telematico di portata mondiale che potrebbe anche confondere la sovranità di una Banca Centrale. Passaggio intermedio rispetto a tale risultato finale è stata la creazione di una borsa globale, in cui le borse mondiali si fondono e le società ivi quotate si internazionalizzano proprio in virtù di questo circuito telematico globalizzato. Qui la moneta si smaterializzerà ancora di più e sarà davvero difficile definire con sicurezza il valore di una valuta, sempre che esso sia ancora legato al valore di uno Stato. La fase successiva è alquanto immediata, perché una volta creato il circuito finanziario, dotato della giusta tecnologia, sarà a tutti accessibili mediante un unico apparecchio che costituirà la carta di credito del futuro.

    Tutti gli Stati si stanno muovendo in sincrono con tali eventi, e risulta davvero difficile capire bene oggi chi si contrappone ad una potenza e chi invece la sostiene. Deve far riflettere ad esempio il comportamento della Cina che, nonostante detenga molta valuta denominata in dollari, e titoli di debito pubblico in quantità da poter mettere fine a questa egemonia politica, asseconda le richieste della Fed di rivalutare lo Yuan che risulta ancora troppo svalutato rispetto al dollaro e rischia di tenere la bilancia dei pagamenti ancora troppo in rosso.

    L’economia della Cina, cresciuta in maniera esponenziale grazie all’eccesso di offerta di lavoro che ha tenuto bassi i salari, è tra le più produttive ma è anche dipendente, sia perché ha bisogno dei mercati di sbocco e dunque di aver accesso ai corridoi di merci, ma anche di energia. Ne ha un bisogno talmente disperato che dinanzi all’esigenza è pronta senz’altro ad allearsi con i suoi nemici per sopravvivere.

    La guerra in Libano da questo punto di vista, sta prendendo una tendenza che rispecchia perfettamente sia l’esigenza dell’America, che quella della Cina e della stessa europa. Con riferimento a quest’ultima, la politica estera adottata non ha preso ancora una forma, è molto eterogenea ed è stata da tempo decisa nei consigli di amministrazione di Gazprom e Eni, in quanto se vorrà l’Europa riscaldarsi durante questo inverno dovrà seguire le indicazioni del suo più elevato esponente. L’ingerenza di questa entità economica non va sottovalutata, basti infatti osservare cosa è accaduto in Ucraina, in cui, dopo un breve soggiorno del presidente eletto, si è rovesciato il governo per darlo ad un altro filo-russo, che probabilmente riuscirà a rimpinguare i serbatoi ucraini svuotati a causa dell’ostracismo di Mosca durante il grande gelo.

    La notizia di un probabile attacco da parte dell’America di Siria e Iran, confermata anche dalle parole di Blair che ha parlato dei due Stati come la patria del terrorismo, è la dimostrazione del vero motivo della guerra. Prendendo l’Iran, infatti, l’America avrà la possibilità di tenere il presidio dei pozzi di petrolio e dei gasdotti ivi presenti, e anche il controllo dello sbocco a mare delle materie prime trasportate da queste pipelines. Infatti già da tempo vi è un movimento di contingenti in quelle zone, e lo stesso buio dei radar italiani è stato un atto di boicottaggio per consentire lo spostamento nel mediterraneo delle flotte necessarie. I contingenti sono già lì, nel vicino Afganistan meridionale, sono in missione di pace e hanno ora il compito di controllare la pipeline che discende dalla Russia, attraversa l’Afganistan e si incrocia con quello che proviene dall’Iran.

    L’America, controllando l’Iran potrà controllare il popolo musulmano, ora in balìa dei gruppi rivoluzionari che finiscono per rovinare la loro vita, l’offerta del petrolio più prezioso, dunque anche a vantaggi delle Banche sponsor, e infine l’offerta energetica chiesta dalla Cina alla Russia. Sarà l’America a fornire alla Cina la linfa di cui ha bisogno e questa sarà così ancora più dipendente da essa, che sarà il suo mercato di esportazione e il diretto fornitore di energia e valuta. Questo potrà davvero evitare la recessione degli Stati Uniti, che avranno nel nuovo mercato cinese una controparte di riferimento, e nel Medioriente un pozzo di energia per arminare l’avanzata dei russi verso l’Asia e il Mediterranneo orientale, presieduto dagli alleati Turchia e Israele.

    Fonte: http://etleboro.blogspot.com/
    4.08.06

  • marko

    … Io non sono un esperto, ma non capisco una cosa. Se il problema dei prezzi delle materie prime è strutturale, che senso ha il comportamento degli USA? Perché seminar zizzania in tutto il medio oriente? Il prezzo aumenta ancora di più. A leggere l’articolo, sembra che i prezzi delle materie prime alti no vadano bene al dollaro.

    Io sospetto invece che abbiano seminato zizzania apposta per far salire i prezzi, che di loro non sarebbero saliti tanto. I discorsi sul peak-oil potrebbero essere fumo negli occhi apposta per spiazzare il “parco buoi” e tirare un bidone al momento giusto. Oggi tutti investono nel settore energetico, ma se non durasse?

    Mi ricordo ai tempi della bolla speculativa della new economy, tutti gli esperti a dire che sarebbe durata in eterno, perché erano “nuove tecnologie” che non avevano un limite superiore. Adesso vedo la stessa scena, con esperti a dire che ormai il petrolio è finito. E se fosse un bluff?

    Ripeto, non sono un esperto, ma di fatto, il dollaro è sempre lì, la borsa iraniana non s’è più vista, e adesso partono col Libano, come se non bastassero le tensioni, come se il prezzo del petrolio fosse troppo basso.