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PERCHE' HO SCELTO DI NON AVERE FIGLI

DI STEPHANIE MILLS
More.com

Qualche anno fa il mio gruppo di scrittori, composto da sei non-madri (che chiamammo Child free Ladies’ Mind Workers UnionLocal #1), incappò in una discussione sulle nostre ragioni di non volere figli. Anne-Marie, una poetessa, disse che era stata influenzata ai tempi dell’università da un discorso che sentì, una laureata da una lussuosa università che giurava di non volere figli. “Ero io”, le dissi. E’ stato un po’ snervante scoprire che una mia azione di 40 anni prima aveva avuto conseguenze personali sulla sua vita.

Fu nel 1969 che feci il discorso che ella ricordava, alla mia cerimonia di laura dal Mills College (anche se abbiamo un nome in comune, non ho alcun rapporto con i fondatori del college). Intitolai il mio discorso “Il futuro è una beffa crudele”. Il soggetto era la sovrappopolazione e la crisi ecologica. Dissi che, alla luce di tutti i danni che gli esseri umani stavano facendo al pianeta, “la cosa più umana per me da farsi era quella di non volere affatto dei figli.” Quel mio dire fece grande notizia. La mattina dopo la mia laurea, mi sono svegliata per scoprire che ero diventata una celebrità. La mia foto e le mie osservazioni erano sulla prima pagina dell’ Oakland Tribune e uscivano su agenzie di stampa in tutto il paese e il mondo. C’erano articoli sull’argomento nel New York Times e su tutte le riviste più importanti. Per settimane fui coinvolta in un vortice di attenzione da parte dei media. Improvvisamente ebbi a che fare con giornalisti e intervistatori e inviti a fare altri discorsi e apparire sugli schermi di tutti gli Stati Uniti. Gestii l’occasione abbastanza bene, considerando che avevo solo 20 anni ed ero introversa.

Anche se avevo trascorso i miei anni universitari – fine anni ‘60 – in una situazione di tutto riposo nel tranquillo campus di un college femminile, facevo parte di una generazione che si sentiva rivoluzionaria. Contribuiva il fatto che il Mills era situato proprio lungo la superstrada per l’Università della California. Mentre la laurea si avvicinava, guardavamo passare gli elicotteri della Guardia Nazionale degli Stati Uniti che portavano le truppe per occupare Berkeley durante la sommossa di People’s Park. Alcuni importanti cambiamenti sembravano avvicinarsi e fu il lavoro dei giovani a renderli un bene…


[Stephanie Mills]

Essere in un college femminile nel periodo d’oro della liberazione delle donne, e avere una madre femminista e una buona madre se pur non una grande appassionata della maternità, mi ha incoraggiata a prendere le mie decisioni circa il mio futuro personale, se includeva l’essere una madre o no. Nel dichiarare che avrei rinunciato alla maternità, non stavo tanto facendo una dichiarazione sulla mia vita personale, ma stavo dicendo che avrei fatto un sacrificio e mi discostavo dal modello, perché credevo e credo che per evitare una catastrofe ecologica gli individui debbano cambiare la loro vita, che tutta la civiltà debba cambiare, in effetti.

L’etichetta di non-madre si attaccò a me, ma io non permisi che mi definisse o limitasse i miei argomenti. Parlavo di sovrappopolazione, d’ecologia e del cambiamento sociale necessario per affrontare i problemi che la nostra specie aveva creato. A volte mi trovavo coinvolta in dibattiti contro donne o uomini la cui causa era la massima riproduzione umana. Una volta, ad un certo punto il colloquio si fece cattivo, ma quella fu l’eccezione. Soprattutto venivo accolta con apprezzamento e ammirazione. Un sacco di gente sentiva che stavo dicendo una cosa che doveva essere detta.

Vi erano brave persone che mi dicevano che ero proprio il tipo di donna che avrebbe dovuto avere figli. Io rispondevo che, data la presenza degli allora tre miliardi di persone sulla Terra, c’erano già un sacco di bambini promettenti nel mondo, una cui moltitudine poteva essere ben servita da un po’ di giustizia economica e razziale, quindi i privilegi di cui avevo goduto non venivano ad essere una qualifica straordinaria per la maternità.

Anche se la mia decisione di non avere figli fu presa per quelli che potrebbero essere chiamati motivi politici, si rivelò poi una buona scelta personale. Sono terribilmente indipendente e amo la mia solitudine e libertà. Tuttavia, nel corso degli anni ho rivisto la mia decisione. Non ho mai sentito un desiderio abbastanza insostenibile di avere un figlio da crescere o da adottare. Ma il disappunto di tornare sulla mia decisione non rappresentava un deterrente qualora avessi cambiato idea sulla maternità. Altre donne, lo so, sono state in grado di combinare esigenti vocazioni con la maternità. Data la mia natura particolare, la responsabilità e la distrazione dei figli molto probabilmente mi avrebbero impedito di proseguire il mio lavoro di scrittrice, che è stato immensamente gratificante, anche se difficile ed incerto la maggior parte del tempo. Ora che sono abbastanza vecchia per essere nonna, qualche volta vorrei aver avuto una nipote con cui comunicare, ma sono amica di alcuni stupendi giovani e posso imparare da loro come anche passare a loro qualunque saggezza io abbia maturato. E questo è quanto.

P.S. Nel 1969, la popolazione mondiale era 3.636.562.333. Il 1 agosto 2009, era di 6.774.705647 con circa 148 nuove anime che si aggiungono ogni minuto.

Stephanie Mills è una scrittrice e un’insegnante che vive vicino a Maple City, Michigan. E’ stata protagonista nel nuovo documentario Earth Days [Giorni Terreni, ndt], sui pionieri del moderno movimento ambientale (nei cinema a fine agosto). Per informazioni sul suo lavoro, visita il sito www.smillswriter.com.

Titolo originale: “Why I Chose to Be Childless

Fonte: http://www.more.com
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Agosto 2009

Traduzione per www.come donchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

Pubblicato da Das schloss

  • wld

    E’ un po che vedo pubblicata questa pagina, senza un commento, molto strano forse non è permeata di politica o di religione che possa suscitare interesse emotivo. Comunque sia voglio inserire il mio commento riflessivo sulla Signora Mills, Lei … la Signora Mills la sessantottina, (mia coetanea) ha preso una decisione per non far crescere la popolazione mondiale, (detta con semplicità) tutto questo in un tranquillo “campus di un college femminile” borghese dove poi si è laureata. Però la verità che vi intravedo è solo mero e puro egoismo, sia che si propenda per la maternità e sia che non si propenda; trovo ipocrita tutto questo amore per il pianeta gaia, non era meglio dire che la ricerca e la scrittura, lettura, l’insegnamento, come ha poi praticato per il resto della sua vita, ha riempito il suo ego (giustamente), ha soddisfatto le sue aspettative di popolar borghese, ed allora perché tirare in ballo l’incremento della popolazione terrestre? Stephanie Mills sarà pure (come tanti altri) una pioniera del moderno movimento ambientale, ma questo non la esime di avere fatto delle scelte sue personali, senza tirare in ballo l’incremento della popolazione mondiale, la sua è stata una scelta ben ponderata presa in una ridente cittadina del Michigane, carica di quel egoismo che tutti (chi più o chi meno) hanno per poter vivere e sopravvivere in un mondo che mai è stato e mai sarà perfetto. Qualche verità in più e qualche ipocrisia in meno è già un passo per poter cambiare, e specialmente in una età che si ha più consapevolezza, come la sua, la mia e di tanti altri in fase discendente … almeno non mentire a se stessi.

  • Lif-EuroHolocaust

    Cerco di essere sintetico: la gran parte delle persone non ricorda la gran parte degli amici dei propri genitori… Spero che capiate cosa intendo. Credo che poco ne verrà da una società così “orizzontale” in senso temporale, ossia limitata alle proprie eventuali e casuali conoscenze (che per la gran parte delle persone, comunque, sono coetanei o poco più/meno). Insomma, se dovesse vincere un simile approccio (ma fuori dall’Occidente chi è ricettivo in tal senso? La domanda è retorica ovviamente…) che genere di (non) società volete creare? E solo per limitare la natalità, che si potrebbe limitare ugualmente avendo figli?

  • Santos-Dumont

    Posso solo provare pena per persone come Stephanie Mills che, invece di mostrare un minimo di coraggio ammettendo apertamente il proprio egoismo, devono mascherarlo sotto il manto perbenista della “preoccupazione per Gaia”.
    Altro che “motivi politici”…

  • ottavino

    Forse si tratta di uno di quei casi in cui sarebbe meglio non sapere, che sapere.
    Nella moderna società avere un figlio è qualcosa di molto “pensato”, valutato, soppesato, non solo per i motivi della sovrappopolazione ma per mille altri motivi (ce la farò, come starà, sarà sano, ecc): Insomma è una fonte di preoccupazione.
    Immagino che anticamente doveva essere qualcosa di molto più spontaneo, più intuitivo…quella è la sua condizione ideale.

  • torno_subito

    L’importante è essere approdate almeno in occidente, all’autodeterminazione in fatto di riproduzione. Fare 12 figli o nessun figlio. Dandoci o meno le motivazioni più ragionevoli o bizzare, purché possiamo decidere NOI. in campana però perché c’è un lavorìo continuo e spregiudicato per toglierci questo diritto faticosamente conquistato. ciao

  • Drachen

    la libertà individuale non può prevaricare l’interesse di un popolo o addirittura dell’intera specie.
    sono balle quelle che la decisione di non fare figli serve a far diminuire la popolazione.
    intanto perchè è una scelta inattuabile proprio perché ha un senso solo a livello planetario (assurdo).
    in secondo luogo, anche una decisione di figli zero non fa calare la popolazione subito, prima la invecchia, creando le basi per una crisi demografica totale non certo un calo ponderato.
    questi rigurgiti vetero-femministi, macchiati dalla solita approssimazione ideologizzata vanno smentiti con forza prima o poi.
    per calare la popolazione vanno fatti 1-2 figli con una conseguente riduzione dell’età media di mortalità.
    alla fine sono sempre state le guerre a porre un freno demografico, ma è più comodo pensare a ste sciocchezze di autocoscienza.

  • Drachen

    non è affatto un diritto, è un egoismo individualista. è bene che cominciamo a chiamare le cose per quelle che sono. “decidere NOI” non ha senso in una società dove le scelte individuali ricadono sugli altri.
    se i giovani sono meno degli anziani perchè questi ultimi han deciso di fare pochi figli il prb non è individuale, è sociale.
    non raccontiamoci storielline.

  • ottavino

    Sono daccordo con te: l’ideale è la gradualità. 1-2 figli a coppia. Ma se la tipa in questione si preoccupava, è meglio che non ne abbia fatti, egoismo o femminismo, o autocoscienza che sia. E così direi a chiunque: se fai figli ma li fai preoccupandoti, NON LI FARE, se sei indeciso, non li fare. Falli solo se sei in contentezza.

  • Drachen

    beh allora le società liberal-democratiche son destinate a scomparire.
    questo è quanto.

  • ottavino

    E che fai? Se una ti dice non voglio avere figli, che fai? La insemini?

  • Santos-Dumont

    Peccato che questa autodeterminazione conceda la libertà in senso unico alla donna.
    All’uomo non è permesso aprire bocca in merito all’esito della gravidanza, però al momento di batter cassa dopo un divorzio/separazione, la responsabilità maschile e il relativo obbligo di mantenimento dei figli, miracolosamente si rimaterializzano.
    O le responsabilità sono sempre condivise, o non lo sono mai.

  • Santos-Dumont

    No, esiste una soluzione molto più semplice e che rispetti la libertà individuale. Si cerca moglie altrove come ho fatto io (altrove nel senso di: all’estero), in un paese dove le donne si facciano meno pippe mentali.

  • andyconti

    molto bene, i commenti sono tutti a sfavore dell’autrice, insomma, la si accusa di egoismo e basta, neanche un dubbio sul fatto che se la natalita’ diminuisce soprattutto nell’ambito delle coppie giovani non certo borghesi e agiate questo significa che c’e’ preoccupazione per come mantenere un figlio, come educarlo, che mondo lasciargli. Io vivo da anni in Peru e vi assicuro che qui si stanno rendendo conto che l’eccessiva natalita’ e’ controproducente. Certo, avere un figlio e’ bello, anche questo puo’ essere un’espressione di egoismo, rinunciare a sentirsi genitori magari voi non lo volete fare, davvero per voi fare un figlio e’ un atto di bonta’ verso la razza umana, o piuttosto non e’ soddisfare il vostro ego di persone che vogliono lasciare il cognome al futuro o magari si sentono socialmente criticati “perche’ non hanno un figlio…”. Perlomeno, provate a rifletterci prima di azzannare l’autrice e l’idea che esprime. Poi, ognuno e’ libero di avere le sue opinioni, e anche di pretendere diritti per i propri figli, tutti laureati, tutti agiati, tutti educati.

  • GRATIS

    i commenti sembrano pure quasi tutti maschili, o mi sbaglio? Ci sono tante madri che vorrebbero non esserlo diventate. Magari il problema della sovrappolazione non ha mai sfiorato la loro mente. Per alcune donne questo pentimento si è presentato in maniera drammaticamente traumatica portandole a sopprimere la creatura infante. Certe altre arrivano a pentirsi della maternità in età matura, quando realizzano che “per il bene dei figli” hanno rinunciato ad una vita avventurosa o edonista o creativa e basando su queste recriminazione il motivo di una vita scialba, meschina, magari allietata da corna oltre che da qualche marmocchio, il quale adesso che si è fatto un giovanotto non è altro che un bulletto vanesio insicuro cazzone.

    Abbandonando così il lato psico/pedagogico dell’argomento e scendendo ai minimi termini: il dato aritmetico chiarisce implacabilmente come procede la successione numerica, per cui il limitarsi a sfornare il minimo numero di figli (legge del figlio unico Chinese) non serve assolutamente a contenere il numero degli aventi diritto all’esistenza. E allora è meglio A) evitare di farne proprio – e di certo ciò riduce il fattore di crescita – o B) limitare (meno di 1 per riproduttrice non si può, come tutti sanno) sapendo che prima o poi bisognerà passare a C) eliminazione del soprannumero. Per i necessari all’ opzione C c’è l’imbarazzo della scelta.

  • cucchiluca

    Personalmente credo che la preoccupazione della signora sia più che lecita .Come darle torto. I numeri parlano chiaro! Ma vorrei tranquillizzare la Mills dicendole che la natura è perfetta e che sa autoregolamentarsi da sola. Possiamo arrivare anche a dieci, venti miliardi di abitanti , alla fine uscirà fuori una carestia, una guerra una catastrofe che riporterà l’equilibrio .Viviamo su una scatola chiusa dove ogni cosa può trasformarsi ma non può sparire, cosi è gaia. Cause ed effetti infinitamente concatenati.

  • castigo

    cominci tu o ritieni di non appartenere al “soprannumero”??

  • GRATIS

    Comincio io a far cosa? a decidere di non avere figli? a 57 anni? Il discorso del soprannumero riguarda tutti. Forse a me mi riguarda un pò meno che a te, che sembri più giovane e quindi hai più tempo avanti. Se vuoi sapere poi come ed in quanti se ne esce, questo è un fatto evolutivo e pertanto assolutamente individuale. Sicuramente per chì l’evoluzione non è andata oltre l’opponibilità dei pollici ci sono più rischi di rimanere … in castigo

  • Fabriizio

    sebbene io ritenga che noi umani si sisa una razzaccia virale che infesta il pianeta, questa signora mi pare tuttavia una egoista piccolo borghese che se la suona e se la canta. Altro che ecologia.

  • GRATIS

    Massì, posso fare tutti i debiti che voglio tanto alla fine uscirà una guerra atomica che distrugge la banca oppure usciranno i miei 6 numeri al superenalotto e tutto va a posto. Il principio causa effetto concatena il tutto. In questo caso l’idea di gaia scatola chiusa richiama il microcosmo di certe scatole craniche ove non si capisce se i neuroni si trasformano o spariscono, nel momento in cui si elaborano certi pensieri

  • castigo

    GRATIS:

    Comincio io a far cosa? a decidere di non avere figli? a 57 anni?

    no, a sfoltire il soprannumero.
    perché pare tu ragioni come se non facessi parte della razza umana.
    una cosa abbastanza comune ai teorici della depopolazione…..

    Il discorso del soprannumero riguarda tutti. Forse a me mi riguarda un pò meno che a te, che sembri più giovane e quindi hai più tempo avanti.

    no, non sono più giovane e no, non ti riguarda di meno, considerando le aspettative di vita attuali.

    Se vuoi sapere poi come ed in quanti se ne esce, questo è un fatto evolutivo e pertanto assolutamente individuale.

    non credo proprio.
    con tutta probabilità gli attuatori della depopolazione hanno già previsto chi resta e chi parte, con criteri che hanno ben poco a che fare con l’evoluzione, o con gaia (che tra l’altro sarà il nome di mia figlia 😀).
    personalmente credo ne usciranno in pochi, per questo cerco di prepararmi.
    certo è che con i discorsi tuoi, di strada ne facciamo pochina…..

    Sicuramente per chì l’evoluzione non è andata oltre l’opponibilità dei pollici ci sono più rischi di rimanere … in castigo

    bella questa, mi aspettavo di peggio 😉
    e non ti preoccupare delle scimmie, loro non rientrano nei programmi dei depopolatori 😀

    P.S. buona pasqua 🙂

  • nettuno

    Io non vorrei nascere figlio di una donna come DI STEPHANIE MILLS .

  • backtime

    La storia insegna che ogni scelta fatta da una donna a cominciare dalla famosa mela di Eva, ha comportato nel tempo danno alla società in cui non solo essa vive, oltre al danno causato la donna a poi la pretesa di pretendere il rispetto per le sue scellerate scelte, rispetto che non può certo essere dovuto, a chi si esula poi dal portarlo agli altri a sua volta.

  • IVANOE

    Sono padre di due figli e approvo in pieno quanto affermato da
    Stephanie Mills.
    Oggi mi pento di aver messo al mondo sue filgi e lo dico con dolore al cuore e mi auguro di non avere nipoti.
    Non per i sacrifici quelli si fanno perchè i figli sono veramente un dono sono quello che ci chiede la natura da milioni di anni.
    Oggi ti massacrano le preoccupazioni e le false aspettative che fa giovane ti fai.Un mondo di corrotti e di falsi dove tutto è spinto alla competezioni di chi è più potente chi è pù prepotente. Una società che ti lascia solo dove edononismo ed il nercisismo e l’egoismo sono più forti di un tenero bimbo o dell’amore di un figlio.E vedi questi figli che ai messo al mondo con gioa essere travolti da questo mondo cinico e superbo li vedi soffrire di fronte ad un lavoro che non c’è, soffrire di fronte a chi impunito si gode la vita alle tue spalle.

  • GRATIS

    tutto chiarito o quasi. Sfoltire il soprannumero significa uccidere, e non capisco perchè dovrei cominciare a farlo io? Non ho la vocazione del depopolatore. Io sostengo semplicemente che sarebbe meglio evitare di programmare nuove nascite piuttosto che aggiungere altre unità voraci e scostumate di cui non c’è nessun bisogno e che risultano anzi dannose per sè per gli altri e per gaia.

    Non mi riferivo alle scimmie. Quella che tu chiami la razza umana – a cui io mostrerei non appartenere (come se) – non è una mandria di individui ugulamente evoluti. Se osservi un poco la gente che ti circonda non credo che ti riconosci in tutti quanti. La cosiddetta razza umana è graduata secondo il maggiore o minor compimento del processo evolutivo che ciascun individuo, da solo, consegue. Naturalmente e giustamente gaia è assolutamente indifferente e disinteressata al processo evolutivo dei bipedi umanoidi, riuscendo a continuare egregiamente nel suo funzionamento con o senza la presenza umana.
    Mi riferivo alla stragrande maggioranza di coloro che hanno considerato praticamente ultimata la propria missione nel momento in cui l’opponibilità del pollice gli ha consentito di inpugnare un bastone. Se parli di questa razza umana allora hai ragione. Non ne faccio parte.

    auguri per gaia (madre e figlia)

  • Pellegrino

    …che pena….

  • magico72

    …. Avevo 16 anni, verso la fine degli anni 70′, ed esordii in una riunione di oratorio con persone e ragazzi più adulti di me in cui si parlava di India che forse era il caso di pensare e spingere la popolazione a frenare la forte crescita. Orrore e stupore l’espressione dei presenti !

    Il tempo è passato, il fiume dove mio padre mi portava a bere è inquinato, le città si sono divorate le campagne, ora con la crisi che sarebbe meglio chiamare cambiamento economico epocale scheletri di fabbriche e capannoni arruginiscono al sole e alla pioggia…

    Già allora, quasi incosciamente decisi anch’io di non avere figli, e così è stato, scelta o caso.

    Nessuno può comunque negare che l’umanità proprio in questi ultimi 40-50 anni sia cresciuta troppo e molto velocemente in tutti i sensi.

    Ora un grande gigante (l’umanità nel suo insieme), ma con il cervello di un bambino viziato ed egoista, divora giorno per giorno il pianeta Gaia, fino a prova contraria l’unico abitabile nel sistema solare.

    Definitemi pure un egoista, ma questa scelta a breve diventerà purtroppo una imposizione per la sopravvivenza delle future generazioni…

    Magico72

  • Kerkyreo

    Premetto dicendo che per me tutti gli uomini sono liberi di pensare e di agire come meglio credono purche’ non danneggino il prossimo.
    Detto cio’ credo che lei abbia realmente cannato il modo di protestare contro questo SISTEMA “mondo”. Io non condivido la scelta di chi non VUOLE avere figli ma l’accetto e la rispetto. Non capisco sinceramente come si possa minimamente pensare di protestare contro il sistema in questo modo! Posso capire se questo stile di vita viene abbracciato per motivi personali, di salute, o perche’ si prediligie la carriera, ma non riesco a concepire come puo’ una donna dire che ha fatto cio per protesta!!! ma stiamo scherzando! ha preso tutti in giro e ha creato il suo personaggio attraverso il quale ha venduto tanti libri!

    PROTESTARE? non facendo figli? perche c’e’ un mondo sovrappopolato e sprecone? ma perfavore il caos in cui viviamo oggi e’ FIGLIO della SUA generazione! La strada giusta non e’ quella di non fare figli ma e’ quella di educarli nel rispetto delle persone e della natura, insegnando loro dei valori e dei principi basati sull’amore e il rispetto di tutto cio’ che ci circonda.

  • Pellegrino

    «Abbiamo bisogno di un mondo più autoritario. Anche le migliori democrazie accettano che, quando si avvicina una grande guerra, la democrazia deve essere sospesa per tutta la sua durata. Io ritengo che il cambiamento climatico è una situazione grave come una guerra. Può essere necessario mettere la democrazia in sospeso per un po’. Dobbiamo avere poche persone dotate di autorità a comandare» James Ephraim Lovelock, colui che ha elaborato la «Teoria di Gaia» …e magari parecchi lettori sono persino d’accordo…come magico72….

    Questi sono i NUOVI NAZISTI!!!!!!!!

    p.s. mi ci giochrei qualcosa che la Mills sia vicina a qualche società teosofica blavatskiana….

  • egoismoaltruismobah

    Bah.
    Credo che, se si vuole dare per forza una motivazione (ammesso e non concesso di trovarne una plausibile) alla scelta di avere o non avere figli, si debba partire da un punto di vista specifico, se pure generale: gli esseri umani sono gli animali più evoluti del pianeta terra, ma, di base, restano degli animali, mammiferi come tutti gli altri mammiferi. Il “problema” è che pensano e posso attuare delle scelte, perché non sono fatti soprattutto di istinto, come gli altri animali.
    Io credo che se una donna vuole avere dei figli, debba averne, quanti ne vuole, a qualsiasi età. Se, invece, non vuole averne, non deve averne. Nessuno. Potrà sembrare semplicistico, lo so. Parto da lontano. Madre Natura vuole che la femmina dell’essere umano sia pronta per avere figli da quando comincia ad avere le mestruazioni, le prime ovulazioni, quindi anche a partire dai 10, 11, 12 o 13 anni, e vuole che continui ad averne finché il suo fisico resiste e ne ha le possibilità. E’ una legge naturale, altrimenti non la farebbe ovulare così presto. Tutto quello che si decide contrariamente a questo, è contro natura. Quindi, almeno nel mondo occidentale, la stragrande maggioranza delle donne agisce contro natura, perché è rarissimo che una donna abbia più di 4 figli nella propria vita (di solito ne ha molti meno, quando ne ha…), questo significa che la stragrande maggioranza delle donne del mondo occidentale agisce profondamente contro natura, perché sarebbe normale avere almeno una ventina di figli, cominciando a procreare a partire dal periodo puberale. La natura si difende benissimo da sola riguardo all’eventualità di sovrappopolazione, perchè tante donne non possono fisiologicamente procreare e perché alcuni feti muoiono in fase di gestazione, senza contare le ulteriori morti dei bambini piccoli, anche se sempre minori, per i progressi della medicina, e senza contare i maschi umani che non possono procreare.
    Questo per quanto riguarda la ragione e la scienza e ciò che sarebbe assolutamente secondo le regole naturali, lasciando perdere le regole della società (pochi non si scandalizzerebbero pensando che per madre natura è normale essere madre a 13 anni) e della religione.
    Poi c’è tutto il resto.
    La maggior parte delle donne intorno a me sono divorziate, o solo separate perché non possono permettersi le spese legali di un divorzio; la maggior parte delle donne intorno a me fanno una vita difficilissima perché devono da sole mantenere il proprio/i propri figli, perché i mariti non le aiutano, o passano loro poche centinaia di euro al mese, ma non tutti i mesi. Conosco anche molte donne che vivono con marito e figli, ma, tra tutte, solo una coppia è felice e ben assortita, nonostante, in tre, non raggiungano i 1500euro al mese. Tutte le altre hanno problemi di svariata natura: lei che deve occuparsi dei genitori malati e non autosufficienti (e, magari, anche dei genitori di lui, nelle stesse condizioni), lei che non trova lavoro perché ha figli e a lei vengono sempre preferite donne senza figli, lui che ha altre amanti, lui che la maltratta, lui che come marito è un amore, ma come padre molto meno, lei che non ne può più di fare solo la madre e vorrebbe avere anche una vita come donna, loro che hanno un figlio sano e due con malattie profondamente invalidanti e pochi soldi…. qualche settimana fa sono rimasta molto sorpresa sentendo alcune amiche, a cena, sposate da più di 10 anni e ognuna con 2 o più figli, raccontare di quante poche soddisfazioni abbiano dalla propria vita. Tre su tre hanno affermato che se dovessero tornare indietro, non sceglierebbero quella vita una seconda volta, perché si sono rese conto che è superiore alle loro forze, e che vanno avanti solo ed unicamente perché rassegnate ai loro doveri di madre. Ecco, queste donne non sono state poi così contente di mettere al mondo dei figli, mentre, sicuramente, ne esistono altre che sono felicissime di averli messi al mondo e li riempiono d’amore. Un’amica è stata abbandonata dal marito non appena, felicissima, gli ha comunicato di aspettare un bambino. Lei ha subito lo shock di essere abbandonata dal marito, ma lo ha superato immediatamente perché l’unica cosa che ha sempre desiderato è essere madre. Ora spera di trovare un altro compagno che voglia fare altri figli con lei, indipendentemente dal fatto che la ami o meno, perché per lei un uomo è necessario soprattutto ad inseminare, non a crescere i figli, anche se un padre desideroso di essere padre e marito sarebbe per lei un sogno.
    Io credo che i figli non si facciano per egoismo.
    Però credo anche che i figli si facciano per egoismo.
    L’egoismo può essere di chi i figli ha deciso di farli, ma anche di chi ha deciso di non farli, se pure per ragioni diverse.
    Raramente i figli si fanno perché si pensa di fare continuare la specie umana, per contribuire a creare esseri umani migliori.
    Ho un’amica che è stata cresciuta da sua madre, la quale le ha sempre impedito di vedere il padre, che l’amava tantissimo. La madre le ha dato istruzione, vestiti, cibo, ma mai amore. Era troppo impegnata a trovare il compagno giusto per se stessa. Ora quest’amica ha superato i 30 anni, è laureata, ha un ottimo lavoro, ma ha un equilibrio emozionale molto instabile, non riesce ad avere relazioni lunghe e non vuole assolutamente avere dei figli, perché non si sente, né si sentirà mai pronta.
    Concludendo, credo che non si debba mai e poi mai giudicare né la scelta di non avere figli (compreso il doloroso tema dell’aborto) né quella di averne. Ognuno agisce per sé e per quello che ritiene giusto per sé.
    Un saluto a tutti

  • Pellegrino

    Marco Pannella mandò una lettera a Grillo (il capo dei “rivoluzionari colorati ” italiani gestiti da Soros). In essa si parla di riduzione della popolazione mondiale di almeno della metà rispetto ai quasi 7 miliardi di persone. E’ solo un esempio, ma è l’ennesimo “ambientalista” la cui soluzione di fondo sfocia nel malthusianesimo. Il principe Filippo d’Edimburgo (da un punto di vista strategico il più noto ambientalista del mondo) razzista e notoriamente filonazista, fondatore del Wwf, è altresì noto per affermazioni del tipo: “Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione”.

    Marco Pannella nella lettera che Beppe Grillo fa propria, riportandola per intero nel suo programma, afferma: “Se non imbocchiamo subito la strada di un rientro dolce della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista …”.

    Questa è la filosofia dei ricchi codardi abituati a credere di essere i padroni del mondo. Senza alcuna base scientifica (o su basi discutibili -e discusse) sciorinano cifre, impongono limiti, ma sempre agli altri, sempre ai più deboli (i posteri che non potranno esserci, i paesi del terzo mondo che non possono progredire perché altrimenti ci fregano la possibilità di mantenere il nostro tenore di vita).

    Tutto è riconducibile alla tradizione malthusiana che con il National Security Study Memorandum 200 prodotto dell’ufficio di Henry Kissinger (il documento segreto, datato 1974, viene declassificato nei primi anni ’90) diviene strategia politica ufficiale dell’Impero britannico, prima che degli Stati Uniti. Al paragrafo 29 di questo studio, infatti, si parla di “programmi demografici” che portino al raggiungimento dell’obiettivo dei “3 miliardi [di persone] in meno nel 2050”.

    Ecco a quali “filantropi” rispondono certi “ambientaisti” amici dei Rothschild.

  • GRATIS

    cosa conosci tu di teosofia e della Blavatsky? Dai per scontato che si tratti di qualcosa di molto malvagio …

  • Pellegrino

    ne conosco molto. Non è questa la sede, ma il mio parere è definitivamente negativo.