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PER ME E' DEL TUTTO INSPIEGABILE…

DI GUIDO CERONETTI

 
.. che si diano assegni, premi, incoraggiamenti a chi faccia più figli. E, anche, di una immoralità che grida. Coito in vista di uno scopo così poco disinteressato merita premio? Ci si preoccupa per le famiglie dipinte dalle statistiche (vere officine della falsificazione della realtà) in preda a un perpetuo panico economico, e allora? Le si premia quanto più abbiano ragioni per abbandonarsi al timore del futuro? Se i figli sono uno o due o nessuno questo timore cala. Quale aumento di bene reca alla società, al mondo, l’accrescerli di bocche e di distruttività?

Ogni essere che nasce porta con sé una carica d’inutilità distruttiva, oltre che (le statistiche non considerando la parte in ombra) di destino di sofferenza, di pena trasmissibile, di anteriorità implacabile: non sarebbe piuttosto da punire, che da premiare, la coppia colpevole per radicale incoscienza, per ignoranza cieca, di dare una spinta più forte ai mali del mondo, alle molteplici e convergenti catastrofi umane? È già buona tolleranza e notevole generosità non aumentare le tasse in base al numero dei figli, però bisognerebbe sospendere il privilegio nel caso delle famiglie molto ricche, in cui il grado di istruzione è più elevato: dovrebbero sapere che stanno commettendo il peccato di hybris, che il loro piacere privato di riempire case e ville di figli e nipoti si traduce in danno generale, in furto di possibilità di vita, in rapina aggressiva di spazio per gli altri innumerevoli, in insolubilità di ogni tipo di problema della convivenza associata.L’Italia era fatta per un peso di abitanti inferiore a trenta milioni. Li superava quando arrivò al potere Mussolini. I regimi totalitari sono tutti criminalmente procreazionisti. Il Duce mise sui celibi una tassa ripugnante e sferzò gli spermatozoi ad avventarsi sugli ovolini per farne scaturire razza ariana purissima e soldati da affreschi di Sironi. Aveva uno scopo, lui, la potenza, l’impero, e per questo voleva manodopera schiava e battaglioni di Arditi più numerosi dei cappelletti romagnoli. Adesso diciamo che quello scopo erano deliri di paranoico, tuttavia, quando maltrattato uscì di scena per sempre, era riuscito, nonostante qualche salasso guerriero, a portare a quaranta milioni o poco più i passivi abitanti della penisola. Ma gli spermatozoi frustati dal Duce non ne dimenticarono la voce imperativa e seguitarono nella corsa, gli antibiotici stesero il loro ombrello di protezione sull’infanzia e ben oltre, l’Italia prese altri venti milioni in solo mezzo secolo, un ritmo d’incremento quasi africano, e oggi è, credo, nell’Unione europea il paese con meno spazio disoccupato e con più forte disseminazione di concentrazioni urbane.

Ci sono città europee con più abitanti, ma l’Italia è il paese che ne ha di più, tra piccole e grandi, che l’eccesso di popolazione rende sempre più invivibili. Tra città e città si sono moltiplicati gli insediamenti senza nome, i sobborghi che si toccano mano sul culo, le bestiali escrescenze tumorali degli Hinterland, le fabbriche, le discariche, le zone industriali, e appena c’è un po’ di sole caldo escono dal cuore di tenebra gli incendiari e i boschi pigliano fuoco, le colline verdi diventano nere, altro cemento ne prende il posto. Non si è in troppi, mortali, soltanto in Sudan o a Calcutta: qui siamo in troppi, qui, in queste città che non respirano, in queste miasmatiche Roma, Milano, Genova, Torino, Napoli, Palermo, e tutti tutti avvinghiati a un volante, tra colate di materia inorganica che culmina in pazzia collettiva, in impossibilità di avere altro pensiero che traffico, ora di punta, parcheggio, posto libero, garage, tamponamento, semaforo, senso unico… C’è del filosofico e del terrifico nell’espressione Senso Unico, vale pensarci, quando si è fuori dai grovigli di sensi unici e dalla pasta dei gas di scarico, ecco là una freccia e uno sbarramento, un giro da fare che è un tratto di girone, l’assenza, la privazione disperata di un senso vero mascherata da una direzione provvisoria.

I provvedimenti da prendere, da parte di governi utopisticamente responsabili della res publica sarebbero tutt’altri che il dare soldi per figli: premiare con generosità le coppie che adottano, e queste soltanto, tassare duramente invece quelle che ricorrono alle tecniche di fecondazione ad ogni costo, condizionare gli aiuti al Sud ad un effettivo calo demografico, togliere il permesso di soggiorno alle famiglie d’accoglienza straniere, quasi sempre ultraprolifiche, quando arrivano al terzo figlio. Che blàterino nel vuoto tutti quelli che vorrebbero figli su figli, gente di una superba insensibilità al dolore!
Nelle scuole superiori, alle spalle dell’insegnante, vedrei benissimo il ritratto del reverendo Malthus, che il Manzoni sgusciando fuori dal conformismo cattolico che lo pervadeva, giudicava grave, degno, onorato Filosofo. Dove c’è Malthus non ci stona il crocifisso.

Mostrateli entrambi, intrepidamente. Per togliere qualche chiodo alla croce bisogna seguire l’insegnamento malthusiano, il resto sono chimere ballifere e impostoriche. Il simbolo, se si vuole che il crocifisso ne abbia davvero uno grande e universale, indica questo: lo Jesus patibilis, il Verbo-che-soffre in tutto e dappertutto, clavellato alla spaventosa materia, luce esiliata, che invoca aiuto per liberarsi, che vorrebbe salvare e non può. Malthus e Cristo trafitto. Meno figli per meno chiodi.

Guido Ceronetti
Fonte:www.lastampa.it
23.12.04

Pubblicato da Davide