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PER L’ECONOMIA DELLA TRUFFA L’ULTIMA SPIAGGIA E’ SEMPRE LA PENULTIMA


DI GIULIETTO CHIESA
galatea.ch/

Una delle cose più comiche di questa società dello spettacolo è il vedere sfilare sugli schermi tv, una dietro l’altra, le facce impudenti di coloro che hanno prosperato creando la catastrofe per tutti noi, accuratamente nascondendoci quello che stavano facendo, o coprendo. Parlo di banchieri, “centrali” e meno centrali, ma anche di giornalisti, commentatori, di pagine economiche e di prime pagine. Tutti lautamente retribuiti per non dire quello che sapevano, o che avevano l’obbligo professionale almeno di supporre.

E ce l’ho in particolare con quelli che capivano, gli altri essendo troppo stupidi per capire, anche se non abbastanza da rifiutare di ficcare le mani nella cornucopia che si trovavano davanti.

Va de sé che, non avendo detto la verità prima, non la dicono neanche adesso. Anzi fanno a gara tra loro per dire due cose, entrambe false. La prima consiste nel mantra “io l’avevo detto”. La seconda – peggiore – consiste nel pronosticare i tempi della crisi. Quanto durerà? Chi dice un anno, e poi “ci sarà la ripresa”. I più onesti, e i meno ottusi – e sono pochini – ormai ammettono che sarà una lunga sofferenza. Ma il termine lungo, per gente che ha vissuto gli ultimi vent’anni “a trimestre” non può andare più in là di due anni.

Si capisce, qua e là, che siamo già oltre la gravità della “Grande Depressione” del 1929 e successivi. Che fu, infatti seguita da una “ripresa”, ma oltre dieci anni dopo, e ci volle una guerra mondiale prima di vederla. Ma di questo nessuna delle suddette facce disquisisce: troppi trimestri in là. Ora, a buoi usciti dalla stalla, sciorinano i loro pronostici edulcorati, dimenticando di ricordare, per esempio, che alla vigilia del crack del 1929 l’America era il più grande creditore netto del pianeta, mentre nel 2009 è diventato il più grande debitore mondiale. E dimenticano anche che allora il dollaro era ancora “una delle monete”, mentre ora è “la moneta” di riferimento mondiale e, se cade questa, non ci saranno argini per lo tsunami planetario.

Dopodiché non è escluso che ci sarà qualche “ripresa”, ma bisognerà allora vedere fin dove si sarà scesi prima di pensare a risalire. Discorso lungo e serio, per cui torniamo al comico.

Consistente, come s’è accennato, nel chiedere prognosi a coloro che le hanno sbagliate tutte. Questo sì che è fenomenale! Equivalente a fare la coda, quando si prende la polmonite, per farsi visitare dal macellaio, ovvero, a prestare la chiave di casa al ladro. È quello che fanno ogni giorno le più importanti istituzioni finanziarie mondiali. Per sentire il polso della crisi consultano quelle stesse agenzie di rating che, letteralmente, non ne hanno azzeccata una. Prendi, ad esempio, la prestigiosa Moody’s. O la Standard & Poor’s, o la Fitch. Il loro voto decideva l’andamento in borsa di una grande corporation, ma poteva condannare o salvare un intero paese. Adesso, se andassimo a vedere i loro registri dei voti – diciamo, per esempio, quelli degli anni 2000-2003, quando tutto era già evidente anche a un cieco – scopriremmo invariabilmente che davano dieci e lode anche ai più asini tra gli asini.

Quanto dovrebbero valere i loro voti adesso? Sussurriamocelo: zero.

E invece rieccoli al capezzale nostro a spiegarci, con il solito sussiego, come mai la banca che ci avevano consigliato di scegliere è fallita. Lo sappiamo da soli che è fallita. Il loro mestiere era quello di dirci in anticipo quante probabilità c’erano che fallisse. Ci dicevano invece il contrario. L’avessero fatto gratis potremmo solo strapparci i capelli, piangendo per avere affidato il nostro piccolo capitale a dei coglioni. Sfortuna, che altro? Invece scopriamo che si sono pure fatti pagare dai truffatori per raccontarci frottole.

E non sono ipotesi. I giornali hanno – finalmente- pubblicato le e-mail che si scambiavano tra di loro i dirigenti di queste società di rating. Alcune, s’intende, ma immagino che se ne potrebbero stampare volumi.

«Questo affare è ridicolo – scriveva uno – non dovremmo renderlo credibile con il nostro voto». E l’altro rispondeva: «Ma che dici? Il nostro compito è dare rating a tutti, anche a un titolo strutturato da una vacca».
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Un altro – e siamo ai vertici di Standard & Poor’s – scrive, malinconicamente (anche i furfanti hanno momenti di debolezza) : «la verità è che non solleviamo mai le tende delle nostre finestre per guardare fuori quello che succede, non ci facciamo domande sulle informazioni che ci forniscono. Abbiamo venduto l’anima per una frazione di fatturato».

E l’altro risponde – ed è l’epitaffio di tutta questa storia, che già viene pagata da decine di milioni di disgraziati -: «Speriamo di essere già pensionati, e ricchi quando tutto questo castello di carte cadrà».

Avete mai sentito una di queste benemerite istituzioni di rating che ci dicesse che il signor Bernard Madoff stava truffando tutto e tutti e che la sua era una graziosa catena di Sant’Antonio da 60 miliardi di dollari? Ovviamente silenzio, ma si scopre ora che il plurimiliardario Warren Buffet, di fronte al quale tutta la stampa economica si profonde in inchini a tutt’oggi, è proprietario del 20% delle azioni di Moody’s. Adesso fa il broncio perché, dice, neanche lui fu avvertito.

Naturalmente gl’inchini continuano, forse perché gli sono rimasti abbastanza miliardi di dollari da poter mettere in riga anche l’Amministrazione di Washington, ma credo gli si potrebbe chiedere come mai – da genio della finanza qual è – ha taciuto mentre tutte le grandi banche d’investimento americane si scioglievano come neve al sole.

Forse era lui che doveva avvertire la “sua” Moody’s, visto che stava partecipando più o meno segretamente, ad alcuni tentativi di salvataggio proprio delle banche che le agenzie di rating continuavano a dare per solide.

E, a proposito di banche d’investimento, vi siete accorti che sono sparite tutte? Erano cinque, i gioielli della globalizzazione americana. Il loro volume d’affari faceva impallidire i bilanci nazionali di interi stati, e non dei più piccoli.

Adesso possiamo dire, senza tema di smentite, che erano cinque truffe planetarie. Lehman Brothers e Bear Sterns sono fallite tout court; Merryl Lynch è stata assorbita da una banca commerciale (tutt’altro che immacolata), la Bank of America; Goldman Sachs e Morgan Stanley sono state trasformate in banche ordinarie sotto la garanzia dei soldi stampati dalla Federal Reserve.

In tutto questo il Mercato , con la M maiuscola, non c’entra niente. Se lo avessero usato non saremmo in questo pasticcio.

E adesso che fare, in attesa della “ripresina” che, come Godot, tutti attendono ma che non verrà?

Per rispondere sarebbe utile dare un’occhiata alla “quarta crisi” quella di cui nessuno parla, ma che è componente essenziale, concausa, compartecipe, complice del silenzio assordante che ha coperto l’arrivo della crisi finanziaria, di quella energetica, di quella climatica, per restare alle maggiori.

Parlo della crisi dell’informazione, del collasso morale e intellettuale del giornalismo. Quelli che dovevano raccontarci, spiegarci ciò che stava maturando non l’hanno fatto. Perché? La risposta è semplice: perché erano parte della truffa e, dunque, non potevano raccontarla. Non ci fossero stati i media, le televisioni in particolare, a costruire il grande spettacolo di questa società illusoria in cui credevamo di vivere, non fosse stata in funzione, 24 ore su 24 la colossale fabbrica dei sogni e delle menzogne che è divenuto il mainstream globale, tutto ciò di cui stiamo parlando non sarebbe stato possibile.

Segni di resipiscenza? Non molti. Prendo in mano l’ultimo numero della prestigiosa rivista «Time». Quella che, nel febbraio 1999 dedicò la sua copertina al “Comitato che ha salvato il mondo”. Indovina che era il comitato? Alan Greenspan, Larry Summers e Bob Rubin. Gli ultimi due dei tre, per altro, sono come le agenzie di rating, sempre sulla breccia.

Adesso il direttore di «Time», Richard Stengel, promette di guidare i suoi lettori nella navigazione in un mondo che cambia. «Quale sarà la nostra missione?» – dice: -«Spiegarti cosa sta cambiando e perché, e cosa tu puoi fare in proposito». Capito l’antifona? Adesso ti invitano a partecipare alla raccolta dei detriti. Ma come si può farlo? «Con grandi reportages – dice Stengel – grandi capacità di scrittura, grande fotografia, grande video on line».

Tutto qui? E fino a ieri che cosa hanno fatto?

Non solo «Time», ma tutti insieme, appassionatamente, i media? Penso a quell’oracolo del “Mercato” (sempre con la m maiuscola) dell’«Economist», che in tutti questi anni bastonava severamente le dita a chiunque osasse parlare dell’intervento dello stato nell’economia, il thatcheriano d’acciaio inossidabile che spiegava le meraviglie della globalizzazione finanziaria.

Ma, per restare in casa nostra, penso al «Sole 24 ore», alle pagine economiche del «Corriere della Sera» e di «Repubblica». Come mai non hanno avvertito? Riprendo in mano l’ultimo numero di «Time» e guardo i titoli. Il futuro, per «Time», è la fotocopia del passato. «Come si affitta un intero paese»; «Africa, il nuovo business»; «Come far diventare verde il consumo». Eccetera, eccetera.
Una specie di vademecum al suicidio.

Giulietto Chiesa ( da «Galatea European Magazine», aprile )
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8866
19.03.2009

Pubblicato da Davide

  • snypex

    Credo che anche G.Chiesa si possa annoverare tra i succitati divulgatori ben stipendiati con carote mastodontiche per infinocchiare chi di avidita’ si nutre e credo che anch’egli sia rimasto vittima vista ”l’avvelenata” che si respira nell’articolo, e peggio ancora dall’alto della sua poltrona politica che cosa ha fatto di concreto per andare controcorrente?
    Quando ancora oggi si sentono schiamazzi a difesa della banca (dei ladri) d’italia della sedicente sinistra nei confronti della sedicente destra.

    Mi pare che gli brucia aver perso qualcosina con questa abbuffata generale da parte di squali: spiace dirlo ma anche lui appartiene alla melma di cui si nutrono gli squali.

    Niente di personale.

  • robocop

    Ragazzi io non sarei cosi drastico, il fatto che una persona abbia fatto parte del sistema, non è detto che non ne sia uscito spontaneamente o che una volta buttato fuori non si sia ravveduto.

    Facciamo attenzione, questo sistema difficilmente espelle coloro che lo servono fedelmente, basta vedere le migliaia di personaggi che ci propongono da decenni.

    Semmai dovremmo preoccuparci degli infiltrati che al servizio del sistema, si fanno passare per persone contro il sistema.

    A questo punto dovremmo giudicare male molti di quelli che ora fanno controinformazione e combattono il sistema, perché molti di loro ne facevano parte.

    Anche San Paolo era uno che faceva parte del sistema e perseguitava i cristiani, ma poi diventò uno di loro.

    Allora vorrei sapere quanti di quelli che sparano i commenti contro queste persone, magari sono impiegati statali e non fanno nulla o lavorano per le banche ed ammollano ai correntisti prodotti truffaldini o magari nel loro lavoro fanno cose che non servono o vendono prodotti inutili solo per soldi.

    Siamo tutti prigionieri di questo sistema e in nostro compito è aiutarci ad uscirne non giudicare gli altri.

    Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Togli la trave dal tuo occhio cosi potrai vedere bene la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino.

    Se un fratello sbaglia e poi ritorna pentito chi siamo noi per giudicarlo, dovremmo essere felici che altri si aggiungono a noi.

    Cerchiamo quello che ci unisce non ciò che ci divide, a dividerci ci provano già in tutti i modi coloro che vogliono renderci ancora più schiavi.

    Saluti

    Roberto Ecolcity

  • Lif-EuroHolocaust

    Ehm… noto una cosa: agenzie di rating (ricordate Floris, G. Fini e Fitch a Ballarò?), l’Economist, Sole24Ore, Repubblica e Corriere della Sera… Che vi fa venire in mente? Ma il male in Italia è davvero il populismo, magari di destra, o, piuttosto, chi ha svenduto attivamente l’industria pubblica nei ’90 (e l’Italia stessa, in fondo) e da allora, sempre attivamente, ha agito sotto la benedizione dei circoli élitari internazionali e dietro il paravento di qualche merdoso “diritto umano”?

  • nessuno

    Ti quoto in pieno e non mi spiace di annoverare questo komunista nella melma mediatica che ci avvolge.
    Sembra che lui in questi anni sia stato su un’altro pianeta.
    I sinistri sono sempre più sinistri in ogni senso.

  • asterix

    Grande Giulietto come sempre!
    Chi accomuna questo CORAGGIOSO e VERO giornalista con i pennivendoli del mainstream che quotidianamente vendono manipolazione e menzogna è solo una persona che ignora il lavoro di quest’uomo.

  • LucaV

    Cosa pretendavate dal socialstatalcapitalismo?

    Libero mercato? Dove lo vedete?

    http://www.usemlab.com

  • albertgast

    Può succedere, in una mattina in cui ti svegli presto ed ancora tutti dormono, di mettersi davanti alla tv e guardare con occhio annoiato i vari programmi di informazione. Tutti simili, anzi uguali. Tutti leggono i giornali, tutti hanno qualche ospite, da qualcuno ci si approfitta per cominciare diatribe già dalla mattina presto. L’informazione? E che roba è? Giulietto Chiesa si meraviglia che non ci avessero informato prima dell’avvicinarsi dalla crisi. Ma come avrebbero potuto? Chi si fosse avventurato su un tale terreno sarebbe immediatamente stato allontanato. Quanti sono i giornalisti veramente liberi di fare inchieste e dire la loro? Pochissimi, diciamocelo, e difficili da individuare, fra quelli “veri” e quelli che “fanno finta”. D’altra parte basta vedere chi sono i proprietari dei giornali e delle televisioni e abbiamo già capito. Nessuno sputa nel piatto dove mangia (e spesso ci mangia molto bene). Ritornado alle trasmissioni del mattino, facendo zapping, a volte si sentono così en passant delle affermazioni degne del più allegro cabaret. Capita di sentire che “è stato giusto aiutare le banche, ma guai allo stato che diventa troppo ingerente…….POTREMMO TORNARE INDIETRO DI 40/50 ANNI!!!” (detto da un professorone di una prestigiosa università) ….e lì non può che scappare una risata, perchè 40/50 anni fa eravamo in pieno boom economico, qualcuno si ricorderà. Era il tempo dei “padroni” sui panfili (ricordate “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”?) e degli operai in cinquecento, in fila per ore per andare a passare una domenica al mare. Gli stessi operai, con gli anni, si sarebbero comprati l’appartamento e a volte ne avrebbero comprato uno anche per il figlio che si sposava. Allora mi chiedo: ma davvero sarebbe così scandaloso tornare indietro di una cinquantina di anni? E cos’è successo nel frattempo, per cui i nostri figli adesso non solo non hanno nessuna possibilità di comprarsi un appartamento, ma nemmeno noi genitori siamo più in grado di comprargliene uno? Mah….meglio fare ancora zapping…..ed ecco l’ennesimo esperto….eccolo lì ad infamare il thatcherismo e l’epoca reaganiana…..ma come? Ma non erano stati osannati fino a ieri? Mah….forse sono io, solita signora Maria, casalinga di Voghera, che non capisco i loro ragionamenti. Però una cosa l’ho capita anch’io: questi se la cantano e se la suonano fra loro. A tirar sera dobbiamo pensarci da soli. Abbiamo visto quello che non ha funzionato, ora dobbiamo trovare qualcosa che funzioni, altrimenti finiremo molto male, come già successo nel 1940. Finchè ci prospettano, come cura per uscire dalla crisi, il cosiddetto “piano casa” che assomiglia curiosamente alla pubblicità di un telefonino, che ti regala una valigia con in più lo scomparto scarpe o una pizza col bozzo……le speranze sono sempre più deboli. Almeno in USA qualcuno dei “ladroni” finisce in galera, qui…neanche a parlarne.

  • mirko1313

    Grazie Giulietto Chiesa, sei rimasto uno dei pochi a smascherare la cortina di omertà intellettuale che facendo presa sull’ottusità di tanta gente vuole farci restare schiavi di questo sistema marcio

  • nettuno

    Si vede che non capisci un cazzo !

    Meriti di essere la pecora da tosare per prima !

  • nettuno

    Si vede da luntano che non capisci un cazzo!

  • nettuno

    Grazie Giuglietto per il post molto chiaro e veritiero!
    Ho risposto alle tre teste di minchia che scrivono su questo articolo con concetti pari alle idiozie . Costoro mi sembrano personaggi che martellano il sito, e lo fanno non come comuni idioti, ma perchè DEI VERI VENDUTI ingaggiati allo scopo di screditare.