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PAURA NELL’UE: “LA VARIAZIONE BERNHARDT” FA VACILLARE L’ AUSTRIA

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net/

Johann Sebastian Bach, come tutti i grandi geni, non ha potuto godere della rivalutazione del suo talento: per decenni, infatti, le sue “Variazioni Goldberg” furono viste come un mero esercizio tecnico. Solo nel XX secolo fu resa giustizia allo straordinario contenuto emotivo dell’opera.

Lo stesso, con le debite proporzioni, rischia di avvenire con le dichiarazioni del parlamentare della Cdu tedesca, Otto Bernhardt (nella foto), protagonista suo malgrado di un incidente diplomatico in sede europea dopo aver reso nota l’esistenza di un piano segreto per il salvataggio di un paese dell’area euro, Irlanda e Grecia in testa alla lista dei sospettati.

Immediate sono giunte le smentite del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, del primo ministro greco Costas Karamanlis, del ministro degli Esteri irlandese, Michael Martin e del ministro delle Finanze tedesco, Peter Stainbrück: non esiste alcun piano di salvataggio, non esiste alcun rischio di mancato rifinanziamento del debito pubblico in area euro.


Temo che, a breve, sicuramente in quasi concomitanza del G20 di Londra, ci troveremo a dover parlare di “variazione Bernhardt”. Anche se lo stesso, messo alle corde, ha infatti parzialmente ritrattato quanto dichiarato in precedenza, il fatto che il deputato della Cdu sia molto vicino e ascoltato dalla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, non è sfuggito a nessuno. Ed è parso a molti una sorta di lancio del sasso nello stagno per mandare un segnale cifrato prima del meeting londinese: tutti sanno che la verità è questa e siccome nessuno può permettersi un default in area euro, la Germania dice chiaro e tondo che non pagherà il costo del salvataggio da sola.

La logica del “you broke it, you fix it” non è percorribile, pena un pericoloso salto nel buio per l’Unione intera. D’altronde non più tardi del 2 marzo scorso il commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia, confermò alla stampa che «se dovesse emergere una crisi in un paese della zona euro, c’è una soluzione. Potete star sicuri che prima che arrivi il Fondo monetario internazionale ci sarebbe una soluzione», ha sottolineato il commissario senza tuttavia entrare nel dettaglio di eventuali piani di intervento: «La soluzione esiste, siamo equipaggiati politicamente, intellettualmente ed economicamente per affrontare la crisi. La definizione di queste cose non può però essere esposta pubblicamente». Peccato non avere certezza al riguardo, davvero.

Di certo c’è, invece, l’aggiornamento dei cds sul default del debito dei paesi europei: a parte l’Islanda ormai fallita, che presenta qualcosa come 1037 punti base per assicurarsi contro il default del debito a cinque anni, la classifica dei “vivi” (per quanto, ancora, non si sa) vede al primo posto l’Irlanda con 347,4 punti base, seguita dalla Grecia con 259,5 punti base, dall’Austria con 255,4 punti base, dall’Italia con 196 punti base, dalla Gran Bretagna con 155 e dalla Spagna con 146 punti base.

Non stupisce visto che le banche di Vienna hanno prestato all’insolvente Est europeo il 70% del Pil austriaco e ora rischiano di non vederselo rimborsato. Se va in default l’Austria, arrivederci all’Est e alla stessa tenuta dell’area euro: non servirà più sottoporre a referendum in Irlanda il Trattato di Lisbona, l’Europa sarebbe morta e sepolta. E casualmente si è parlato, dopo la “variazione Bernhardt”, di Irlanda e Grecia guardandosi bene dal citare il caso austriaco, molto sentito dai vicini tedeschi autori del siparietto. I quali, dal canto loro, devono fare i conti con una previsione di contrazione dell’economia del 4-5% e un crollo dell’export dell’11%.

Insomma, stanno facendo melina nella speranza di prendere tempo e trovare una soluzione ponte: il G20 di Londra, però, mostrerà che il Re è nudo. Speriamo non sia tardi. Tanto più che con il credito congelato, la disoccupazione in crescita e l’economia reale che comincia a pagare i pesanti conti della crisi, dall’autorità di vigilanza sui contratti futures statunitense – la Cftc – arriva una pesante messa in guardia rispetto al “Ponzimonio rampante”, chiaro riferimento allo schema di truffa Ponzi riportato pesantemente in auge dello scandalo Madoff. Nei primi tre mesi di quest’anno sono state avanzate 15 accuse contro altrettanti fondi contro le 13 mosse in tutto lo scorso anno. «Il mercato futures dei derivati sulle azioni, il valutario e le commodities è pieno di spazzatura come non mai», ha dichiarato Bart Chilton, commissario della Cftc.

Per ora i casi scoperti sono relativamente piccoli e tutti concentrati negli Usa a danno di lavoratori e risparmiatori del ceto medio, truffe che vanno da pochi milioni di dollari fino a un massimo di 50 milioni. Il fatto è che se piccoli broker e fondi riescono a muoversi su questa china in un momento simile, i grandi broker e chi opera in quella palude che è il mercato over-the-counter e dei pink sheets cosa staranno facendo? Attenzioni a corsi monetari – al di là della debolezza del dollaro a causa delle folle politiche della Fed su tassi e moneta – e al prezzo di oro e petrolio, i futures rischiano di schizzare ancora e far partire le montagne russe. A quel punto, sarà davvero il caos.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net/
Link: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=14611
23.03.2009

Pubblicato da Davide

  • pablobras

    Qualcuno potrebbe spiegare come fanno le banche a fallire se stampano i soldi dal nulla ?????

    Qualcuno potrebbe spiegare dove vanno i soldi che le banche prendono da chi ripaga il proprio debito ?????

    Qualcuno potrebbe spiegare perchè ogni stato che rappresenta un popolo non può stamparsi i soldi da se senza indebitarsi con le banche private??????????????????????????????????????????????????????????

    PERCHE’ CONTINUIAMO AD ACCETTARE QUESTO DISSANGUAMENTO ?????

    E INFINE : PERCHE’ DOBBIAMO DISTERUGGERE LA NATURA PER UNA CRESCITA ECONOMICA INFINITA CHE SERVE SOLO PER PAGARE GLI INTERESSI SUI SOLDI DEI DEBITI CREATI DAL NIENTE ??????????????????????????????????????????????????????????

    PERCHE’ ???????????????????????

  • guido

    Se ho capito bene il significato dei “punti base”, il rischio di default per l’Italia dovrebbe essere paragonabile a quello di vedersi rubare l’automobile.

  • federasta

    ma lo sai, caro pablobras, che mi chiedo anch io le stesse cose?… se trovi qualche risposta, fammi il piacere di informarmi; grazie!

  • myone

    E’ tutta una catena di sant’ antonio a gironi.
    Ai piu’ fedeli ci tocca, ai meno fedeli ci cadono, i piu’ laici ci giostrano,
    e fra gli ipocriti se le giocano. Il tutto, sotto il naso dei tutti scemi totali.

  • rosacroce

    1)le banche per creare soldi dal nulla ,come in un matrimonio hanno bisogno del patner,il cittadino che FIRMA L’ACCETTAZIONE DEI SOLdI IN CAMBIO DI GARANZIE E INTERESSI VARI.
    i soldi senza matrimonio non si possono creare ,si va in bianco caro mio,ecco perchè possono fallire,se chi va in banca a indebitarsi non ci va più ,o non ha garanzie ,o il lavoro non tira etccc,,,,,le banche non possono fare il giochetto della RISERVA FRAZIONARIA E creare i soldini.
    2) i soldi di chi ripaga il debito,la banca li mette in riserva, per poterne creare altri soldi da dare ad altri,costruendo una piramide di denaro creato dal nulla in espansione geometrica.
    3) gli stati non possono creare denaro ,perchè i banchieri che comandano vogliono farlo loro,ma anche qui in realtà i soldi si generano da un matrimonio lo stato +la banca centrale.
    4)accettiamo il dissanguamento,perchè simo schiavi delle banche,e come razza degli idioti mezzi deficienti.
    5) la natura si distrugge in una crescita forsennata ,perchè il sistema MONETARIO ATTUALE PUò continuare a stare in piedi solo aumentando il pli continuamente(CON CURVA ESPONENZIALE),altrimenti i debiti e gli interessi sui debiti distruggono la piramide di denaro costruito sul nulla e il sistema COLLASSA.

  • rosacroce

    CHE è QUELLO CHE STA SUCCEDENDO.

  • rosacroce

    http://ildirittodisapere.blogspot.com/
    BEL VIDEO ESAUDIENTE SUL DENARO CREATO DAL NULLA E SUL SISTEMA MONETARIO INTITOLATO ” denaro come debito”