Home / ComeDonChisciotte / OCCIDENTE, PROFITTO GENOCIDA: SIAMO PEGGIO DI STALIN

OCCIDENTE, PROFITTO GENOCIDA: SIAMO PEGGIO DI STALIN

DI FRANCO CARDINI
ariannaeditrice.it

Peggio questo materialismo di quello comunista, di gran lunga. Anzi, dal momento che il liberal-liberismo occidentale ha ormai dato luogo a un nuovo tipo di totalitarismo espresso dal “pensiero unico”, ritengo che ormai il paragone tra questo tipo di totalitarismo e, per esempio, lo stalinismo, sia aberrante e obiettivamente offensivo. L’offeso è lo stalinismo, beninteso. La tirannide staliniana nasceva comunque dalla deformazione statalista e centralistica di un desiderio e di un bisogno profondo – e, alla radice, nobile – di giustizia. La tirannide di quello che Jean Ziegler ha definito “l’Impero della Vergogna” nasce dallo sfrenato individualismo e dalla Volontà di Potenza dei protagonisti (persone e lobbies) delle società transcontinentali e dalle estreme conseguenze dello “scambio asimmetrico” imposto con la forza dagli europei fino dal XVI secolo a tutti gli altri popoli e che oggi ha condotto i quattro quinti dell’umanità a vivere sotto la schiavitù dell’indebitamento e della fame.Le cosiddette “libere (e “naturali”) leggi del mercato” sono a tutt’oggi le prime e peggiori nemiche dei Diritti dell’Uomo che il genere umano conosca. Ma gli europei non se ne rendono conto perché resta loro difficile se non impossibile capire come i più modesti di loro sono, tuttavia, parte della minoranza privilegiata del mondo. Il punto è che viceversa tale realtà ormai non è più ignota agli altri, ai quattro e più milioni di “dannati della terra”: e che essi stanno progressivamente prendendone conoscenza e non sono più disposti ad accettarla. Da ciò discendono due necessità: “decrescita” (altro che “sviluppo sostenibile”) delle società opulente e ridistribuzione della ricchezza. Noam Chomsky, Jean Ziegler e Serge Latouche hanno nel complesso ragione: le loro visioni non concordano in tutto, lma la direzione è quella. L’alternativa è la catastrofe.

L’Occidente fa il deserto e lo chiama pace; aggredisce ed occupa, e lo chiama “esportazione della democrazia”; nel migliore dei casi, cerca d’imporre agli altri le forme politiche, etiche e culturali che a suo avviso sono le migliori (se non le uniche, il “naturale” punto d’arrivo della civiltà); definisce “barbarie”, “arretratezza”, “fanatismo” qualsiasi forma di resistenza tesa a salvaguardare, da parte degli altri, la propria identità; chiama con disprezzo “relativismo” qualunque istanza tesa a rispettare e a tutelare il diritto di tutti i popoli alle rispettive culture, dimostrando di confondere i concetti di “relatività” e di “relativismo” e d’ignorare perfino la differenza tra “relativismo etico” e “relativismo antropologico”, quello che c’insegna a comprendere qualunque cultura dall’interno dei suoi princìpi e a coglierne la sua “ragione nascosta”.

Quanto alla giustizia, la prima e unica forma di giustizia planetaria sarebbe quella che tendesse – con tutta la gradualità necessaria – a garantire non la parità e l’uguaglianza, che sono obiettivi innaturali e utopistici, ma un livello indispensabile di vivibilità e di decoro per tutti. Le classi dirigenti occidentali lavorano nel senso diametralmente opposto rispetto a questo obiettivo: lavorano perfino a rubare l’acqua ai popoli attraverso la privatizzazione della sua gestione, a sottrarre loro la possibilità di ottenere cure sanitarie adeguate attraverso l’artificiale mantenimento elevato dei costi dei brevetti farmaceutici. L’Occidente è genocida per un motivo mille volte più abietto di quelli fondati sulle ideologie razzistiche o collettivistiche: è genocida per sete di profitto.

Solo che ormai l’Occidente ufficiale ha perduto per strada qualunque dignitoso e credibile alibi per difendere il suo vuoto. Quando diventa chiaro che lo scopo dell’accumulo capitalistico è l’accumulo capitalistico, che lo scopo dello sfruttamento è il suo perpetuarsi, che il mezzo si è trasformato in fine e che come fine è inaccettabile, si è arrivati al capolinea. E prima o poi il disincanto si generalizza, diventa coscienza condivisa. E’ necessario invertire la rotta prima che si arrivi a tanto; prima che sia troppo tardi.

Siamo schiavi della nostra attuale incapacità di esprimere valori culturali positivi, del materialismo volgare che sta alla radice della cultura dei profitti e dei consumi, dell’oscura e ottusa paura che nasce dall’intima consapevolezza che la civiltà dell’individualismo e del progressismo, quella dell’Occidente cioè della Modernità (i due termini sono sinonimi) è arrivata al capolinea e si traduce in un’isterica ricerca del nemico metafisico, di Qualcuno e Qualcosa al quale addossare la responsabilità della nostra decadenza. Da qui il volgare equivoco che alimenta le “ricerca di sicurezza”, una delle prime esigenza propagandate come tali dai nostri politici e dai nostri massmedia e che per vivere e prosperare ha bisogno del mito del Complotto. La “minaccia terroristica” è il tipico prodotto di questa sinistra mitologia, alla quale si stanno sacrificando concreti spazi di libertà.

La visione dell’Islam è ordinariamente subordinata a quattro parametri, che servono a chi ci comanda: la disinformazione; il disinteresse; la genericità; il pregiudizio. S’ignora, o si finge d’ignorare, che l’Islam interessa quasi un miliardo e mezzo di persone; che non ha un centro disciplinare e istituzionale (non ha “Chiese”) e quindi non è possibile dare su di esso un giudizio univoco (si potrebbe dire che esistono, anziché l’Islam, gli Islam) ; che la sua complessa storia è profondamente radicata nel monoteismo abramitico e nella cultura ellenistico-romana e che ha quindi tanti e tali rapporti con la cultura del cosiddetto “nostro Occidente” da poter far realisticamente pensare che, in realtà, si tratti di un solo immenso albero culturale che da un solo tronco ha consentito il ramificarsi di cristianesimo, ebraismo e Islam. Si preferisce, invece, soffiare sul fuoco della favola abietta dello “scontro di civiltà” come volano demagogico e instrumentum regni, spauracchio sventolato davanti all’opinione pubblica per impedirle d’intravedere le ragioni effettive dei suoi problemi.

Bisogna guardarci dalla tentazione di confondere le cause con gli effetti. L’informazione telecomandata c’inonda di notizie futili, conoscere quelle importanti sarebbe “scomodo” per il potere, non sarebbe né ammissibile, né plausibile, né accettabile se non ci si rivolgesse a una società civile caratterizzata da una desolante povertà etica e culturale: una società civile incapace di chiedersi ad esempio che cosa ci fanno, veramente, i “nostri soldati”, in Afghanistan e in Iraq, e che invece si appassiona allo squallore voyeuristico di spettacoli come “Il Grande Fratello”; una società di famiglie che, alla domenica, vanno in gita all’interno dei Centri Commerciali; una società di gente che non riflette più, di famiglie dove non si discute e non si condivide più nulla salvo i beni; una società dove le notizie (diffuse, quelle) che l’evasione fiscale o la corruzione sono generalizzate vengono accolte come se ciò fosse del tutto ovvio e naturale. Non ci siamo ridotti così per colpa della cattiva informazione: tolleriamo una cattiva informazione perché siamo ridotti così. Ma ciò significa che siamo alla necrosi eticosociale.

La Modernità si è costituita, dal medioevo ad oggi, su successive “liberazioni” ch’erano in realtà depauperamenti. La filosofia si è liberata dalla teologia, quindi la politica e la scienza si sono liberate dalla filosofia, quindi l’economia e la tecnologia si sono liberate dalla politica, si sono fatte politica esse stesse e hanno asservito la scienza. Ma l’indefinito sviluppo economico e tecnologico, spogliato dalle ragioni etiche e politiche, ha fatto progredire l’Impero del Nulla. Ch’è appunto quello che Ziegler ha definito “della Vergogna”. La tirannia del Capitale sul lavoro è stata un aspetto di tutto questo: con l’aggravante che, negli ultimi anni, lo sviluppo della speculazione finanziaria l’ha ridotta a tirannia del Capitale Inesistente. E’ il trionfo del nihilismo. Una società che si regge sul dominio dell’oro, solo che si tratta di “oro virtuale”. Il trionfo dell’estremo materialismo, quello fondato su una materia inesistente, illusoria. In Matrix si cela una profezia piuttosto realistica, forme fantafuturibili a parte.

a cura di Giorgio Cattaneo
Fonte: www.ariannaeditrice.it
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=35808
17.11.2010

(Franco Cardini, estratti da “Quella dell’Occidente è una guerra ideologica che diffonde la civiltà del vuoto”, conversazione con Fiorenza Licitra, 14 novembre 2010, dal sito di Arianna Editrice, www.ariannaeditrice.it).

Pubblicato da Davide

13 Commenti

  1. Carissimi, c’è questa categoria del pensiero che ci fotte in massa, perchè per la massa è stata concepita, e noi anche quando non ce ne accorgiamo, dalla porta o dalla finestra, nella massa “confluiamo”. Ossia la percezione fantasmatica dell’essere, “in our own lives”, >.

    Io, me, il corrispettivo in carne ed ossa del mio nick-locale, “bardo”, non sono nè Occidente, nè Oriente, nè Nord nè Sud, nè Primo o Terzo mondo (qualcuno suggerisce pure il Quarto ma tutti si dimenticano del Secondo).

    Io sono solo un essere umano, e in rotta di collisione -vera, non da fighetti di destra o di sinistra- con tutto ciò che mi circonda. In quanto tale, essere umano incastonato in questa realtà materiale, sentimentale, digitale, neuronale, storica, io

    NON

    sono peggio di Stalin. E qui si chiude ogni ragionamento ulteriore, per ovvii motivi.

  2. Tanto fumo… che bisogno c’è di confrontare stalinismo e mondo attuale? Si può fare? Si cercano le radici delle barbarie staliniste, così come un qualsiasi liberista-capitalista potrebbe cercare le radici della sua ideologia. Ogni cosa può avere un perché e un basamento ideologico il quale tende a ideali di giustizia. Gli effetti sono quelli che ancorano inesorabilmente questi diversi sistemi al giudizio storico. E quindi chiedo: lo stalinismo non aveva il suo 3° mondo da sfruttare? era esso stesso 3° mondo? La periferia dell’Impero era 3° mondo? La differenza sembra emergere dall’avere una missione. Lo Stalinismo, lungi dal pensare ad uno sviluppo sostenibile, si era imposto la modernizzazione forzata. Materie prime e mano d’opera ideologizzata avevano forse permesso di non cercare fuori dai confini (vasti) lo sfruttamento.
    Comunque ci si perde. Magari tomi andrebbero spesi per un giudizio storico sui due sistemi.

  3. ” … impossibile capire come i più modesti di loro sono, tuttavia, parte della minoranza privilegiata del mondo…..” Nell’immediato dopoguerra eravamo veramente in braghe di tela, e diventammo per un breve periodo “italiani brava gente”. Ma il piano Marshall ci aiutò in breve a ricostruire il vitello d’oro per adorarlo come se nulla fosse successo. La decrescita forzosa sarà durissima, e sarà anche l’ultima chance per diventare veramente e definitivamente “brava gente”. Che vuol poi dire mettere in prima linea il bene comune.

  4. Quali ovvii motivi? Non si chiude affatto la possibilità di ragionare, per esempio su cosa mangi, come e perchè è arrivato sulla tua tavola. E a cosa conduce la “rotta di collisione vera”? E’ molto meno ovvio di quel che sembra.

  5. Esclusa qualche conclusione o il suo automatismo,.. generalmente non posso che condividere.

  6. Secondo lo studioso inglese Sutton, ma credo che ormai sia storia, è tutta farina dello stesso sacco:

    http://www.reformed-theology.org/html/books/wall_street/

    http://www.reformed-theology.org/html/books/bolshevik_revolution/

    Comunismo e capitalismo, in 60-70 anni, portano allo stesso identico risultato, la dittatura. Perchè quindi non ipotizzarne una pianificazione politica, finanziaria e sociale iniziale comune?

    Saluti

  7. “La decrescita forzosa sarà durissima, e sarà anche l’ultima chance per diventare veramente e definitivamente “brava gente”. Che vuol poi dire mettere in
    prima linea il bene comune.”

    Perché ciò possa avvenire implicherebbe ancora una certa morale e una certa energia vitale; qualità e sostanze ormai già rare da tempo e destinate a scomparire per sempre.
    No, si continuerà – più vinti di ieri e meno di domani – a camminare accanto a questo mirifico ammasso di finti viventi “brava gente” – fino a quando la “filosofia del progresso” ci avrà “atrofi-americani-zzato” anche le viscere – nella rovina, tutti insieme verso la Tenebra.

    “via, via, vieni via con con me…. it’s wanderful, it’s wanderful, it’s wanderful….”

  8. Anche fosse assistiamo ad un curioso fenomeno: nostalgici comunisti che vorrebbero indietro il loro vecchio regime “dittatoriale” (con percentuali sempre maggiori di adesione) e nostaligici capitalisti che…..non sono esattemente nostalgici perchè la loro missione è ancora in corso.
    Dovremo quindi (per onestà) aspettare che crolli del tutto il capitalismo e capire quanti saranno i nostalgici dell’iphone e della tv a led. Intanto annotiamo che i nostalgici della casa gratis e del lavoro garantito sono in aumento.

  9. caro tonguessy,
    parli di nostalgici; per caso non sei tu un nostalgico di salò?

    ad ogni modo, qui non si tratta della casa gratis o del lavoro garantito; si tratta, come sempre nella storia del resto, di ottenere giustizia.
    a meno che la giustizia non sia il prevalere del più forte sul più debole; ideologia che io non apprezzo ma che è comunque legittima.

  10. Secondo te avere una casa gratis (o quasi) ed un lavoro garantito non è giustizia? E cosa sarebbe allora?
    PS: dove avrei mai lasciato trasparire di essere un nostalgico do Salò????

  11. Il nuovo ordine mondiale e la massoneria internazionale hanno un disegno di dominio Globale che si puo vedere nelle Carte Illuminati (http://www.youtube.com/watch?v=5JEGTScdnR0&feature=related ) Franco Gardini che si studi la storia della Massoneria. Lui dovrebbe sapere che la rivoluzione d’ottobre del 1917 fu finanziata dall’ Inghilterra e da Jp Morgan, che per mano della massoneria utilizando i rivoluzionari ebrei come Lenin , Trosk,i Bucarin, dovevano far implodere la Russia Zarista temibile concorrente economico per l’impero delle Indie. ecc Lenin parti dalla Svizzera su di un treno blindato con 20 milioni di dollari.
    Adesso hanno sottomesso l’Europa, e la stanno fagocitando .. Si stava meglio quando c’era il muro berlinese.

  12. Può essere, per molti lo sarà. Spero però che saranno molti di più quelli che, posti di fronte a vere prove di sopravvivenza, ritroveranno in se stessi la forza “morale e vitale” che abbiamo visto crollare, in misura inversamente proporzionale al “benessere” materiale. Tanto poi si muore tutti, che è il modo migliore per risolvere i problemi insolubili.

  13. avevo scorto nel tuo scritto un sottile sarcasmo sul fatto della gratuità della casa e del lavoro sicuro.
    però posso anche essermi sbagliato.

    tutto qui.

    se ti senti offeso per averti identificato con salò ti chiedo scusa.

    saluti

    ps
    avere la casa gratis e il lavoro sicuro è giustizia, si che è giustizia!