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OBBLIGARE I CITTADINI A COMPRARE I BTP ?

DI GZ
cobraf.com

Su MilanoFinanza questa settimana, con l’appoggio di vari economisti, c’è la proposta per ridurre il debito pubblico, di OBBLIGARE i cittadini italiani a comprare quote del patrimonio pubblico dello stato. “..il “taglia debito” entra ufficialmente in un documento parlamentare. Nella risoluzione della maggioranza al Def (Documento di economia e finanza) trova posto la cessione dei beni dello Stato per la riduzione del debito pubblico.In pratica, come anticipato da MF-Milano Finanza e come sempre sostenuto da mesi da questo giornale e dal gruppo Class, si tratta di uno sprone fortissimo al governo Monti ad avviare un piano straordinario di vendite….”. Cioè di fare una mega società che accorpa gli immobili pubblici e poi venderne forzosamente le quote agli italiani e con questi soldi lo stato ricompra dei BTP e riduce il debito pubblico. Se leggi la proposta è di OBBLIGARE GLI ITALIANI A COMPRARE QUESTE QUOTE DI IMMOBILI PUBBLICI, in aggiunta alle tasse che paghi

Sul Financial Times oggi c’era la proposta del top economista di Harvard, il famigerato Martin Feldstein DI OBBLIGARE GLI SPAGNOLI A COMPRARE TITOLI PUBBLICI tout-court. Fare una legge che obbliga a comprarne uno tot in base alla dichiarazione dei redditi o il reddito presunto (sembra che in Spagna ci sia evasione fiscale…)
“..The Spanish government could use the income tax system to levy a temporary “lending surcharge” on individual incomes. In exchange for those surcharge payments, the households would receive an interest-bearing government bond with a maturity of five to 10 years…”. “Taxpayers must backstop Spain’s budget”

Tutto questo è assurdo, illogico, è il frutto di un imbroglio o un equivoco, forse un complotto, sicuramente è una truffa. Si basa su un assunto falso riguardo a cosa sia la MONETA. Si finge che la moneta sia un bene come l’Oro o il Petrolio o il Frumento, qualcosa che lo Stato deve procurarsi da qualche parte, all’estero addirittura. Quando invece la moneta è “elastica”, è una convenzione e istituzione sociale, un monopolio dello Stato che lo crea

(Nota: Qui si taglia attraverso “destra” e “sinistra”. Marty Feldstein è “di destra”, cioè ad Harvard hanno Paul Krugman che è quello di “sinistra” e “Martin Feldstein” di destra come super-economisti di grido che ogni volta che aprono bocca Wall Street Journal, NY Times, Financial Times, CNBC… li mettono in prima pagina e poi rimbalzano su Repubblica, Corriere…. Krugman era consulente, ben pagato, di Enron (fallita, scandalo, CEO che ha preso 20 anni..) e Feldstein era consulente, ben pagato, di AIG (fallita, scandalo o meglio salvata con 200 mld dallo stato, CEO incriminato…). Sia Krugman che Feldstein, da destra e da sinistra, misteriosamente quando propongono qualche cosa sono sempre a favore delle grandi banche e di Wall Street e inventano sempre nuovi sistemi per fare pagare i bonds. Che uno sia keynesiano e di sinistra e l’altro monetarista di destra non fa differenza, per loro I CREDITORI NON DEVONO MAI PERDERE SOLDI. Il resto dell’economia può andare a picco, ma le banche e chi presta ad interesse deve sempre riavere i soldi. Se vendi mobili possono non pagarti, se presti soldi e specialmente allo stato devi sempre essere pagato

Il Partito della Finanza e delle Banche vuole che chi presta ad interesse venga sempre pagato su qualunque bonds specie dello stato (giustificando questo assunto ovviamente con teorie che fanno sentire colpevoli del debito pubblico, anche se è determinato più che altro da interessi usurai..). Qesto “partito trasversale” occupa Harvard, Columbia, Yale, Princeton, il Wall Street Journal, il Financial Times, il NY Times… e martella ogni giorno lo slogan che le aziende e chi lavora in proprio possono avere perdite, fallire e dichiarare bancarotta e questo è “sano in un economia di mercato”, ma non le grandi istituzioni finanziarie. Quelle no, devono avere sempre garantito che tutti i loro crediti vengono pagati. Se chi vende mobili o vestiti o acciaio o ha un ristorante va fallito per via della Globalizzazione (che questi figuri predicano) è fisiologico. Ma chi presta denaro allo stato (che non ha bisogno in realtà di emettere bonds perchè può emettere moneta…) guai al mondo se perde

Tutto questo è una truffa cento volte più colossale di quella di Madoff. E’ un mondo a rovescio. In realtà dovrebbe essere lo Stato Sovrano a decidere se qualcuno va salvato e dare la precedenza a chi lavora non chi presta ad interesse. E lo stato sovrano in realtà può fare quello che vuole, perchè fa le leggi e ha la polizia e i tribunali per applicarle. Lo stato emette dei pezzi di carta su cui è scritto “Io Ti Devo…” (la banconota da 10 euro o 50 euro…) che sono considerati “moneta”. Non ha ovviamente senso che li prenda a prestito quando vuole spendere. Se lo stato vuole spendere basta che emetta un altro “Io Ti Devo…”. Emettere un “Io Ti Devo” su cui paga un 5% di interesse (un BTP) non ha senso quando può emettere un “Io Ti Devo…” su cui non paga niente (50 euro…)

in sintesi, lo stato sovrano può decidere quello che vuole riguardo alla moneta e al suo debito:

1) può pagare sui suoi titoli di stato, ad esempio solo l’1% come fanno di fatto giapponesi, americani ed inglesi usando il semplice trucco di far comprare tutti i bonds che vanno in asta alla loro Banca Centrale. La quale per pagarli si limita a cambiare i numeri nel conto che il Tesoro tiene presso di lei, cioè se compra 1.000.000.000 di bonds e lo Stato ha un conto con ad es. 5.000.000.000 presso di lei cambia il “5” in un “6”. In questo modo lo stato si ritrova 1 miliardo in più in cassa. E non ha bisognoi di triplicare l’IMU sulle case, aumentare l’IVA e le accise e ridurre le pensioni.

2) può non pagare semplicemente parte del debito pubblico, DARE DEFAULT come alla fine ha fatto lo stato greco che ai detentori di bonds esteri privati paga solo un 20% del valore dei bonds che loro pensavano rimborsasse alla pari. E come hanno fatto la Russia e l’Argentina. (“..”Chi aveva per esempio 10 mila euro di titoli greci, un paio di settimane fa si è visto arrivare al posto del suo titolo 24 titoli diversi, li ha sommati e si è accorto che aveva solo duemila euro. Questo si chiama in linguaggio tecnico “default”, si chiama insolvenza. Se uno deve pagare degli interessi, un rimborso (Stato o società privata che sia) e non li paga, si chiama in termini brutali fallimento, in termini tecnici insolvenza o default.” Beppe Scienza..”)

3) può nazionalizzare le banche e far perdere i soldi ai loro creditori (detentori di bonds) delle banche in modo da liberarsi dell’onere di dover indebitarsi per sostenerle e in questo modo ridurre il suo debito

4) creare una moneta come ad esempio una “nuova lira” a fianco degli euro che dichiara accettata per pagare le tasse e che lo stato cambia alla pari con l’euro. Questa moneta non vale per le transazioni estere, quindi una moneta che circola solo in Italia, ma che ha valore perchè lo stato la accetta per le tasse. Cioè se devi 10mila euro di tasse e lo stato ti paga con 10mila “nuove lire” queste hanno valore di 10mila, perchè se il loro valore scendesse a 80mila qualcuno che deve pagare le tasse te le compra subito e le usa per saldare 10mila lire di tasse che gli costano 2mila euro di meno che non usare euro. Con questa moneta lo stato può finanziare un deficit pubblico infischiandosene dei mercati

5) vietare che i titoli di stato li comprano investitori esteri, in modo che solo gli italiani ne possano comprare e però vincolarli alle tasse, in modo che siano come della moneta quando uno deve pagare le tasse…

ecc….In sostanza uno stato sovrano può fare quello che vuole con il sistema monetario e il suo debito, per il semplice motivo che nell’economia moderna la moneta la crea lui ed emette sia bonds che moneta allo stesso modo e con le stesse garanzie (che dietro ci sono le tasse)

GZ
Fonte: www.cobraf.com
Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4831&reply_id=123469481
2.05.2012

Pubblicato da Davide

  • warewar

    se non si capisce questo: “Se lo stato vuole spendere basta che emetta un altro “Io Ti Devo…”. Emettere un “Io Ti Devo” su cui paga un 5% di interesse (un BTP) non ha senso quando può emettere un “Io Ti Devo…” su cui non paga niente (50 euro…)” non si può parlare di teorie economico/monetarie.

  • xcalibur

    …piccolo problema… l’Italia purtroppo non e’ piu’ uno Stato sovrano da un pezzo ormai…

  • Giovina

    ” OBBLIGARE i cittadini italiani a comprare quote del patrimonio pubblico dello stato. “


    Questo mi fa ripensare agli Otif di Benettazzo.
  • claricola

    Cioè fatemi capire, quando le cose andavano bene i guadagni se li sono pappati le bache italiane, tedesche, inglesi e francesi, ora che le cose vanno male vogliono costringere noi a comprare le obbligazioni italiane prossime al fallimento in modo da aiutare queste banche a disfarsi di prodotti ormai tossici. Gran bella idea! Per loro….
    P.S. Però ci diranno che è giusto che il popolo italiano “tenga in mano il suo destino”, “diventare come i giapponesi” o robe simili…insomma la pillola va addolcita con la retorica.

  • Allarmerosso

    Intanto la retorica e la propaganda vengono accettate da anni nonostante che chi da i consigli sia sempre la stessa gente che ha creato questa situazione … !!! Cosa possiamo pretendere , vedendo gente che ancora va alle feste del 1 maggio ad ascoltare 3 sindacalisti venduti e li applaude pure

  • siletti86

    A lume di naso, questa non mi sembre per niente una proposta strampalata… anzi. Perchè se comperiamo noi il nostro debito (dove per nostro debito s’intende quello dello stato), nessuno straniero potrà mai avere il pretesto di sottrarci ricchezza. Gli unici creditori verso l’Italia quindi saremmo noi italiani.

  • snypex

    scusatemi l’espressione:

    MA BISOGNA PROPRIO ESSERE DEGLI STRONZI A PAGARE DUE VOLTE UN DEBITO CHE NON ESISTE!!!

  • siletti86

    Ma se il debito è il nostro lo gestiamo noi.

  • Aironeblu

    Il default è ormai l’unica via di uscita che prima o poi ci toccherà prendere, e più aspettiamo, peggio ne usciremo. DEFAULT E RITORNO ALLA MONETA SOVRANA, ci sarà una grande svalutazione, il PIL ne risentirà (e chi se ne frega?), ci si dovrà rimboccare le maniche per fare ripartire l’economia, ma almeno si avrà la possibilità di farlo. È vero che eticamente potrebbe sembrare una tattica un po’ scorretta, ma il modo in cui ci hanno indebitato e incastrato nell’Europa monetaria è stato corretto? Uccidere Aldo Moro per rimpiazzarlo con quella gentaglia che ci ha governato negli ultimi decenni, da Craxi a Monti, trascinandoci in questo stato di decadenza e indebitandoci fino ai figli e ai nipoti, è stato corretto? I POLITICI TRADITORI CHE HANNO CONTRATTO IL DEBITO NON HANNO RAPPRESENTATO LA LORO POPOLAZIONE, MA I PROPRI INTERESSI, CHE NE RISPONDANO LORO!!!!! E che ci lascino ricominciare da capo.

  • warewar

    ma si … gettiamo alle ortiche trilioni di tasse per darli in interessi…

    complimentoni a Barnard che con la sua nuova religione ha creato “automi pensanti”

  • claricola

    Si bravo, ormai i titoli italiani scottano e nessuno li vuole più…allora costringiamo gli italiani a comprarli.

    Allora perchè non costringono anche a comprare azioni fiat con i tuoi soldi?
    Con una moneta neanche nostra….aiuto io scappo veloce, come stanno facendo da mesi i ricchi italiani che stanno spostando tutto in svizzera

  • namincazza

    Leggo:
    “creare una moneta come ad esempio una “nuova lira” a fianco degli euro che dichiara accettata per pagare le tasse e che lo stato cambia alla pari con l’euro”.

    Purtroppo, l’art. 10 del Regolamento N. 974/98 del Consiglio Europeo del 3 maggio 1998, relativo all’introduzione dell’euro afferma testualmente:

    “A decorrere dal 1o gennaio 2002 la BCE e le Banche centrali degli Stati membri partecipanti immettono in circolazione banconote denominate in euro. Fatto salvo l’articolo 15, dette banconote denominate in euro sono le uniche banconote aventi corso legale in tutti gli Stati membri partecipanti.”

    L’art. 15 riguarda il periodo transitorio durante il quale vi fu la doppia circolazione di monete nazionali e dei nuovi euro.

    Inoltre, nello stesso regolamento si legge:
    “Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, a norma del trattato e fatti salvi i protocolli n. 11 e n. 12 e l’articolo 109 K, paragrafo 1.”

    Quindi, per introdurre una moneta “parallela” occorrerebbe innanzitutto emanare una legge che abrogasse l’approvazione del trattato di Mastricht, ed i successivi trattati e regolamenti che ne hanno fatto seguito e che hanno introdotto l’Euro. Ma a questo punto si esce dall’euro, e si esce dalla Cee. Punto e basta.

    A quanto ne so, il solo Stato che potrebbe emettere monete ed il quale – sia pur indirettamente – è nell’Euro, è la Città del Vaticano.

    Ripropongo quanto scrissi tempo fa.

    ……….. ho cercato di documentarmi, ed ho scoperto che in previsione dell’introduzione dell’Euro,venne firmata una convenzione tra la Santa Sede e l’Italia (che agiva per conto della Comunità Europea) il 1° maggio 2001. Firmatario per l’Italia, il ministro degli esteri di allora, Lamberto Dini (Governo D’amato).

    Ma doveva esserci qualcosa che non quadrava, in quella convenzione. Infatti, ne è seguita una seconda, il 17 dicembre 2009, direttamente tra la Comunità Europea e la Santa Sede, che mi pare un poco più limitativa della prima, nei confronti dell’Italia.

    Per mie conoscenze, so che la Santa Sede, quando si tratta di convenzioni internazionali, è una brutta “gatta da pelare”, non rinuncia facilmente alle proprie prerogative di Stato Sovrano. Non mi sbagliavo.
    L’articolo 1 di questa convenzione (del 2009) afferma al 1° comma:
    “Lo Stato della Città del Vaticano ha il diritto di utilizzare l’euro come propria moneta ufficiale, in conformità al regolamento (CE) n. 1103/97 e al regolamento (CE) n. 974/98. Lo Stato della Città del Vaticano conferisce corso legale alle banconote e alle monete in euro.”

    E già qui, si vede la differenza. Secondo l’art. 10 che ho citato sopra, nei Paesi Euro, l’euro è l’UNICA moneta ad avere corso legale. Secondo la convenzione monetaria con la Santa Sede, invece, il Vaticano ha solo il “diritto” di utilizzare l’Euro come propria moneta ufficiale, e ne riconosce corso legale. Ma non c’è alcun obbligo ad utilizzare SOLO l’Euro.

    Ma …. c’è un ma. Infatti, quei furbastri della Comunità Europea hanno visto lungo. Al secondo comma dello stesso art. 1 leggiamo:
    “Lo Stato della Città del Vaticano emette banconote, monete o sostituti monetari di qualsiasi tipo solo dopo aver concordato con l’Unione europea le condizioni di tali emissioni.”

    Segue poi una serie di articoli, che disciplinano l’emissione di monete in Euro da parte del Vaticano.

    Vorrei soffermarmi sul 2° comma dell’art. 1. Non c’è un divieto alla Santa Sede di emettere banconote, monete o sostituti monetari. C’è però un vincolo: l’emissione deve essere “concordata”.

    In tutto il testo dell’accordo, però, non c’è nessuna sanzione nel caso in cui la Santa Sede decidesse di stampare banconote, chiamiamole “Sanpietrini”, senza averlo prima concordato con la Comuntà, o in violazione delle quantità aventualmente concordate.

    Il solo vincolo previsto è che le eventuali controversie fra le parti devono essere risolte dalla Corte di Giustizia dell’unione europea, e che se una delle parti non si adegua alla decizione della Corte, l’altra può porre fine immediatamente alla convenzione. Punto.

    Se la Santa Sede esce dalla convenzione, si mette a stampare “sampietrini” e li butta poi con l’elicottero, penso proprio che non sia una gran cosa, per i mercati internazionali.

    E mi pare che sia ancora in vita il trattato che riconosce in Italia corso legale alle monete del Vaticano.

    Insomma questa è la sola via d’uscita “legale” alla situazione assurda nella quale ci siamo cacciati. O ci hanno costretto.
    Ma ho forti dubbi che la Santa Sede voglia mettersi contro il mondo finanziario. Anche se ……. Ma ci vorrebbe un nuovo San Francesco di Paola. Quello che spezzò le monete d’oro che il re di Napoli voleva dargli in dono, e ne fece uscire sangue, dicendo che rifiutava quelle monete ottenute col sangue dei suoi sudditi.

    Vedete in giro qualcuno con questa levatura morale?

  • gattocottero

    Li freghi in quanto loro hanno usato il termine “banconote”.

    Se tu le chiami “biglietti di stato” allora lo puoi fare.

    Puoi chiamarle come vuoi. Puoi persino chiamarle “cambiali”, e per legge risultano cambiali emesse dallo stato, in pratica sono soldi a tutti gli effetti. Insomma, ci sono 50 modi per aggirare questo divieto, l’importante a pensare in modo creativo.

  • siletti86

    Infatti per questo ho detto “a lume di naso”. E poi è sempre meglio di non far niente. O no!?

  • siletti86

    Ma il denaro che spenderemmo rimarrebbe sempre nel “circuito-Italia”. Insomma: non andrebbe perduto niente! Guarda per esempio all’esperienza del Giappone…

  • siletti86

    Inoltre con questo sistema, si creerebbe una forte economia interna che è la base essenziale per ricrearsi mercati di sbocco (proprio la stessa filosofia della “dinamo”).

  • nuovaera89

    Questi sono dei pazzi! come si può pensare di aggiungere anche l’obbligo di comprare I BTP??? dobbiamo già pagare gli interessi su un debito che non esistono! e ora ci aggiungono i BTP!? questi vogliono la mattanza sociale! io mi auguro sia uno scherzo perché siamo alla follia! pura FOLLIA!!

  • warewar

    quindi basta copiare la politica monetaria del Giappone …

    sembra che questo modello di sviluppo per gli MMTers sia il migliore possibile …

    non vi capisco proprio …

  • siletti86

    Non faccio parte degli MMTers, non sono un barnardiano e non credo che questo sistema sia il migliore possibile. Ma tra il nulla ed il qualcosa preferisco il qualcosa. p.s. se è per questo, io vengo da posizione “auritiane”.