O LA BANCA O LA VITA DI MARCO SABA

DI GIANMARIO MONALDO
Rinascita

Dopo “Bankenstein. Tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche” Ed. Nexus, 2006, e a complemento dello stesso, Marco Saba, ci propone “O la Banca o la Vita”, ovvero un agevole e nel contempo approfondito e documentato percorso di lettura che raggiunge il dichiarato obiettivo di portare alla consapevolezza “della vera natura del sistema bancario e finanziario mondiale”, previa illustrazione di “cosa sono e come agiscono su scala globale i cosiddetti poteri forti”.

Va subito detto che se la prima parte dell’opera è di natura descrittiva, avendo per oggetto l’identificazione degli attori – e delle malefatte, “signoraggio” in primis – del sistema monetario, la seconda parte è invece, senza mezzi termini o infingimenti, propositiva in quanto motivatamente caldeggia – come misura di concreto ed immediato contenimento alla spoliazione internazionalmente operata dai Signori del Denaro con la creazione di moneta dal nulla – l’adozione delle monete complementari, locali ed a signoraggio pubblico, con specifico riferimento (ma non solo) alle esperienze italiane, ovvero a EcoRoma, SCEC, Tau, Kro e Damanhur.Fenomeno che sembrerebbe prender piede nella stessa poundiana – oggi stressata e sotto choc – roccaforte dell’usura, se vogliamo credere al Corriere della Sera del 6 dicembre u.s. che ci informa della prossima adozione della moneta complementare “Milwaukee”, nella omonima città del Wisconsin, altresì raccogliendo la sfrontata dichiarazione del suo promotore che “nel mondo ci sono circa 2.000 monete locali, non tutte legali, ma comunque tollerate dallo Stato”. Il punto di partenza e il cardine de “O la Banca o la Vita”, sviluppato nei primi capitoli, è il rivelamento di cosa sia – origini e natura – e come interagisca la triade “istituzionale” costituita da Banca Mondiale (articolata nelle sue due componenti IBRD – Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo e IDA – Associazione per lo Sviluppo Internazionale), Fondo Monetario Internazionale e Banca dei Regolamenti Internazionali, da una parte raccogliendo dichiarazioni e testimonianze di persone che sono state all’interno di dette istituzioni e dall’altra attingendo ad informazioni oggi liberamente disponibili e scaricabili da internet (cfr. in generale per la bibliografia:http://studimonetari.org/bibliocsm.htm).

Nel detto contesto la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS – Bank for International Settlements), con sede a Basilea, è definita dall’Autore come il “bombardiere invisibile” (pag. 56) che “non risponde ad alcuna autorità pubblica” ed i suoi membri del Consiglio di Amministrazione (e.g. per l’Italia – rectius: per Bankitalia – il governatore Mario Draghi e il direttore generale Fabrizio Saccomanni, pag. 62) godono di una immotivata pletora di immunità e benefici speciali, tra i quali il divieto di subire arresto e/o carcerazione, la inviolabilità di bagagli, carte e documenti con diritto di usare codici, corrieri e valige diplomatiche e, sopratutto, immunità dalla giurisdizione, anche alla cessazione dell’incarico, per atti eseguiti nell’esercizio delle loro (bankarie) funzioni.

L’autore conclusivamente non fa uso di metafore o giri di parole per riassumere il quid consistat della BIS (pag.73 del fondamentale Capitolo 3, redatto con la collaborazione degli esperti Patrick Wood e Carl Teichrib):

– la BIS è la banca centrale di tutte le banche centrali più importanti;

– è posseduta privatamente dalle stesse banche centrali, molte delle quali private;

– non risponde delle sue azioni a nessuno, sopratutto non ai governi;

– opera in completa segretezza ed è inviolabile;

– i mandanti dei movimenti di denaro vengono occultati quando la attraversano;

– la BIS ha lo scopo della istituzione delle valute macro-regionali (e.g. Euro), per arrivare ad una valuta globale.

Va qui osservato che in Italia potremo presto verificare se non sia manifestamente infondato – o sia invece solo un banale e diffamatorio luogo comune – che i “politici” non siano altro che i devoti camerieri dei “banchieri” o in ultima analisi degli – spesso inconoscibili quanto impresentabili – azionisti degli stessi. Il 31 dicembre 2008 è infatti il termine ultimo per la cessione delle quote di Bankitalia al Tesoro, voluta – nell’interesse nazionale – dal ministro Tremonti e non a caso ostacolata dal governatore Mario Draghi e dalla Bce (cfr Rinascita del 26/11/08, pag.8). E non è di buon augurio al riguardo il precedente della legge n.82/92 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (guarda caso, già governatore della Banca d’Italia) con la quale fu attribuita alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro; né il fatto che tra i vari compiti della Banca d’Italia dal 1907 vi è quello di Tesoreria provinciale dello Stato, senza che questo servizio sa mai stato oggetto di una regolare gara d’appalto, rinnovandosi tacitamente di 20 anni in 20 anni, con prossima scadenza nel 2025.

L’Autore passa poi a chiarire il funzionamento degli scambi finanziari internazionali attraverso le cd “camere internazionali di compensazione ICSD – International Central Securities Depositories”, dove è possibile “perdere le tracce di importanti movimenti di denaro” (pag.134) stante che le dette cumulano la funzione di stanze di compensazione con quelle di vere e proprie banche – in relazione a movimenti dell’ordine di grandezza di centinaia di milioni di euro – assicurando l’anonimato alle interagenti banche clienti con la tecnica del “correspondent banking correspondent clearing”, illustrata nel testo con dovizia di particolari e schemi grafici. Il meccanismo del debito del Terzo Mondo è messo chiaramente in evidenza dall’Autore nella sua natura di spietato risucchio di risorse delle persone più svantaggiate da parte della c.d. “finanza internazionale”. Un documento riservato della Banca Mondiale (Official Use Only SecM2003-0141, esibito in fotocopia a pag.42) evidenzia che nell’ambito della concessione di un prestito all’Ecuador si è chiesto allo stesso l’esplicita condizione di destinare solamente il 10% delle risorse dello stato alla spesa sociale, mentre il 70% doveva comunque essere destinato a ripagare il debito contratto.

L’Autore non manca infine di esplicitare nelle conclusioni (pag.267) le prospettive “bancarie” della politica osservando che l’Iran prova a condividere con la Cina il fatto di esercitare la propria sovranità monetaria, così come ci aveva provato la Germania hitleriana, sottoponendo la Reichsbank al potere decisionale del governo, come da (pag.109) inedito in lingua italiana della legge bancaria del Reich del 15 giugno 1939, di fatto abrogata dalla legge n.60 del governo militare americano in Germania e dal decreto n.129 del 1 marzo 1948 del governo militare inglese in Germania (GVB1. Wirtschaftsrat suppl. n.3).

Conclusivamente, i quattordici e puntigliosamente documentati capitoli de “O la Banca o la Vita” possono essere visti come specificazione, in termini di analisi delle interazioni tra istituzioni, attori e comparse, della sempre attuale – e più che mai valida e profetica del disastro economico attuale ed incombente – statuizione marxiana (Karl Marx, Il Capitale, III.33) “Il sistema bancario… ha come centro le pretese banche nazionali e i potenti prestatori di denaro, e gli usurai che pullulano attorno ad essi … Questi rispettabili banditi – ai quali si uniscono i finanzieri e gli speculatori di borsa – sfruttano la produzione nazionale ed internazionale”. Statuizione su cui oggi si trova a dover di necessità riflettere chi è o sta per trovarsi senza lavoro e coi risparmi divorati dagli investimenti dichiarati come “sicuri” e proposti da primari istituti di credito.

La consonanza con Marx è anche sul tema della dominante presenza ebraica nella finanza internazionale (cfr Bruno Bauer – Karl Marx “La questione ebraica” Manifestolibri, pag.221, € 15,00, 2004, Roma). Infatti in relazione ai (Creatori e) Signori del Denaro Marx puntualizzava (pag.202, op.cit.) che il denaro, con o senza l’ebreo, “è diventato una potenza mondiale, e lo spirito pratico dell’ebreo è diventato lo spirito pratico dei popoli cristiani. Gli ebrei si sono emancipati nella misura in cui i cristiani sono diventati ebrei” per concludere impietosamente che (pag. 205, op.cit.) “il cristianesimo è scaturito dall’ebraismo. Nell’ebraismo esso si è nuovamente dissolto”.

L’autore nel negare (pag.189) che siano “ebrei” i soli e monopolisti detentori delle leve bancarie e finanziarie internazionali, documenta il caso eclatante della Banca di Israele, che appartiene alla Bank Leumi (cfr History of Leumi su http://english.leumi.co.il/Home/0,2777,1454,00.html), a sua volta proprietà del Fondo Cerberus (Cerberus-Gabriel hedge fund buys stake in Leumi bank, 13 dec 2005), rappresentato da James Danforth “Dan” Quayle, ex vice-presidente statunitense, per concludere ironicamente che il detto “Dan” “non è certo un ebreo, il signore del signoraggio del NIS (New Israeli Shekel, Nuovo Ciclo Israeliano), la moneta di Israele…”

Arianna Editrice – Prima edizione settembre 2008 – pag. 278 – € 13,50

Fonte: http://www.rinascita.info
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12.12.2008

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