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NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

DI VALERIO VALENTINI
byoblu.com

Ho visto un meraviglioso striscione tra i tanti che stanno sfilando in queste ore nelle piazze italiane, e nelle videogallery dei quotidiani online. Lo reggevano cinque o sei ragazzi, di 16 o 17 anni. Liceali, con ogni probabilità. Dietro lo striscione, una lunghissima fila di studenti. Su quel lenzuolo bianco, con lettere un po’ sbilenche e non molto allineate, c’era scritto uno di quegli slogan che spesso vengono utilizzati durante manifestazioni o cortei, né più bello né più brutto di molti altri simili. Ma che, nonostante l’abuso tipico di ogni slogan, nel momento in cui l’ho visto, mi è sembrato, appunto, meraviglioso: “Non ci avrete mai come volete voi”.Ecco, appunto, come ci vogliono? Io credo che prima di tutto ci vogliono ignoranti. E sappiamo perché. Rassegnati. E sappiamo perché. Disillusi. E anche in questo caso, sappiamo perché. Dunque la manifestazione di oggi, apparentemente, va contro i loro progetti. Ma quello slogan, apparentemente, era un’affermazione coraggiosa e prepotente della volontà di autodeterminare il nostro presente. Apparentemente.

Perché dico apparentemente? Perché secondo me chi detiene il potere, che poi è un agglomerato di poteri transnazionali, oggi ci vuole anche arrabbiati, bruti, violenti. Ci vuole esattamente come oggi stiamo dimostrando di essere. La protesta di piazza, in fondo, agli occhi di chi governa è un atto auspicabile: è una valvola di sfogo, il rientro dei livelli di guardia della frustrazione e dell’indignazione. Il fatto che lo si faccia sfasciando le vetrine di una banca, incendiando un cassonetto oppure organizzando una sassaiola non ha alcuna importanza. Quello che conta è che da domani ce ne torniamo tutti, calmi ed estenuati, alle nostre quotidiane occupazioni, sereni per aver fatto il proprio dovere: aver protestato.

So bene qual è il significato di uno sciopero così imponente come quello di oggi. Aver ribadito, da un lato, la voglia di far sentire la propria voce, l’orgoglio di affermare tutto il significato della propria esistenza non solo di cittadini, ma di individui; in secondo luogo, lo sciopero significa mettere in crisi il sistema produttivo, bloccare le attività commerciali, ridurre i profitti dei padroni. Tutto vero, in teoria. In pratica, negli ultimi anni la voce di chi protesta non solo non viene ascoltata, ma spesso non viene neppure percepita. Essa sprofonda in mezzo alla confusione, alle urla, alle sirene, e nessuno riesce a decifrarla. Ma tutti sanno bene come strumentalizzarla. Quanto poi a mettere in crisi il sistema produttivo, nutro seri dubbi circa la reale efficacia di queste manifestazioni. Domani ci saranno vetrine spaccate da risistemare, sampietrini divelti da reinserire sul selciato dei viali, auto incendiate da ricomprare. Magari il piccolo commerciante o l’operaio subiranno danni gravissimi, ma il “Sistema”, come molti lo chiamano, finirà per guadagnarci. La protesta è, in generale, un atto meraviglioso, ma il modo di esercitarla è ormai fallimentare. Lo abbiamo ereditato dalle generazioni precedenti e lo trasmettiamo a quelle successive, senza rinnovarlo. Come un’abitudine, una tradizione. Credo che non solo tra le dinamiche, ma direi anche tra gli slogan degli scioperanti di fine ottocento cannoneggiati da Bava Beccaris e quelli degli studenti di oggi manganellati dai celerini non ci sia alcuna differenza. E questo è terribile, perché nel frattempo i “Savoia” si sono evoluti.

Ci sono casi, come in Val Susa, dove il sopruso necessita ancora di un avanzamento fisico, fatto di ruspe e di trivelle. E allora ben vengano gli assalti ai cantieri, la costruzione delle baite, i consorzi di valligiani per acquistare i terreni. Ma in tutti gli altri casi, dove l’affermazione del potere non ha nulla di fisico – il Fiscal Compact o il MES non sono, purtroppo, ruspe e trivelle – opporsi fisicamente serve ancora a qualcosa? L’unica utilità è per il Potere, che manda carabinieri e poliziotti a pestare a sangue i ragazzini, in una guerra tra poveri che non ha alcun senso. Perché tanto, alla fine, vince sempre chi si trova in sala regia, a dirigere pattuglie e manifestanti come fossero pedine su un grande gioco dell’oca.

Qual è l’obiettivo? Costringere alla ritirata un blindato? Ne arriverà un altro. Conquistare una piazza? Verrà liberata. Negli ultimi anni i manifestanti arrivano con i caschi, con le maschere antigas, si dispongono a mo’ di testuggine romana, con materassini o assi di plexiglass. E’ proprio quello che il Palazzo vuole: avere come spalla manifestanti organizzati, minacciosi e armati di tutto punto. Che facciano il maggior numero possibile di danni, che mettano a ferro e fuoco, a soqquadro la città. Che ingaggino tafferugli con le forze dell’ordine usando tecniche da guerriglia urbana. Magari che ci scappi il morto, così che si possa invocare la parola magica, “repressione”,  e si possano dare ampi poteri alle forze armate, nel consenso generale dell’opinione pubblica, magari dichiarando lo stato d’assedio.

È il caso di ripensare la protesta. Di esprimere la rabbia e l’indignazione in forme diverse, più costruttive, più pericolose per il Potere. Si potrebbe cominciare, ad esempio, ad occupare le sedi locali e nazionali dei giornali e della RAI. Farebbe molto più rumore un TG interrotto dall’arrivo di manifestanti che si impossessano di microfoni e telecamere, che non un liceo autogestito a oltranza dagli studenti che si barricano dentro l’aula magna finché non arriva la Digos a sgomberarli. E poi, visto che tutti la definiscono la dittatura delle banche, si potrebbe provare a colpirla ritirando i soldi dai conti correnti e mettendoli sotto al materasso, almeno finché le banche non torneranno ad assumere il loro ruolo originario, quello vicino ai risparmiatori.

Si potrebbe addirittura tornare a ristrutturare il vecchio casale in campagna, avuto in eredità dal nonno [ndr: ad avercelo!], e coltivare la terra. Oggi raccogliere un pomodoro che si è seminato è qualcosa di infinitamente più rivoluzionario che raccogliere un sasso per tirarlo contro un celerino. O, infine, gli studenti potrebbero ribellarsi a questo potere reagendo nella maniera che è, tra tutte, sicuramente la più pericolosa: studiare. Essere molto più colti e preparati di chi comanda * è l’atto anarco-insurrezionalista più antico ed efficace di sempre.

Valerio Valentini
Fonte: www.byoblu.com
Link: http://www.byoblu.com/post/2012/11/14/Non-ci-avrete-mai-come-volete-voi.aspx
14.11.2012

* http://www.byoblu.com/post/2012/08/29/MATRICOLA-811874.aspx?page=all

Pubblicato da Davide

  • Highlangher

    Sono assolutamente d’accordo con Valentini. Le proteste di piazza fanno il gioco dei padroni. Ma per la parte pratica mi sembra che siamo ancora lontani dal fattibile. Prima di occupare una sede tv ci penserei un momento. Vengono fuori una valanga di reati che ti fanno passare la voglia. Ottimo il boicottaggio delle banche, ma anche quello incide in modo marginale sui profitti di questi mostri. Bella utopia poi tornare alla terra. Presuppone avercela, appunto, e trovare chi la coltiva. Mio nonno diceva, la terra e’ bassa. Provare per credere. Una soluzione efficace sarebbe uno sciopero generale pacifico a oltranza. Dopo una settimana di camion fermi e negozi vuoti qualunque governo si siede a trattare. Vedi Francia che per molto meno blocca tutto. Ma loro sono un popolo, antipatico fin che si vuole, ma unito. Noi siamo sessanta milioni di individualisti menefreghisti. Basta che non tocchi a me, poi chissenefrega. Se non cambia questa mentalità, non si va da nessuna parte. Studiare dice Valentini, si giusto, per poi emigrare, unica alternativa per chi ha del sale in zucca. Auguri.

  • peronospora

    straultramegaquoto

  • Aironeblu

    Condivido, la cosa migliore da fare è incrociare le braccia a oltranza.

  • Aironeblu

    Tutto da condividere, la protesta di piazza, se non ha la dimensione di una rivoluzione collettiva, è facilmente sopita o strumentalizzata. Se la nostra società civile è attaccata dai poteri della finanza mondialista l’unica soluzione plausibile è indirizzare gli sforzi contro tali poteri, con mezzi non violenti (ci si farebbe solo male per niente, loro sono molto più violenti), ma che siano in grado di colpire, come il boicottaggio economico, e la disobbedienza civile. Se gli togli il nutrimento, qualsiasi parassita prima o poi muore.

  • Jor-el

    Io ci andrei piano a decretare che “le proteste di piazza fanno il gioco dei padroni”. Lo fanno quando restano “dimostrazioni” e non cambiano nulla nei rapporti quotidiani fra dominati e dominanti. Quando, invece, la protesta di piazza diventa un momento di unificazione fra i tanti movimenti particolari che reagiscono alla crisi e danno loro modo di diventare un movimento generale capace di interloquire con la maggioranza della popolazione e, soprattutto, a sedimenatare organizzazione, cioè a costituire forme di contropotere nel territorio (e qui ci può entrare anche il discorso dei casolari, delle forme di consumo alternativo ecc) che diventino centri di ulteriore aggregazione e di unità contro il nemico comune, quando la protesta di piazza diventa una pratica costante, quotidiana, che esprime la realtà di un movimento vasto e organizzato con alle spalle una rete capillare di solidarietà di classe, allora il gioco smette di essere un gioco. Bisogna aver chiara, però, una cosa: che ci si arrivi in modo pacifico o meno, alla fine, di fronte a l’avvio di un processo insurrezionale, il potere mostrerà sempre il suo vero volto assassino. La rivoluzione non è un pranzo di gala.

  • Giancarlo54

    Da qualche parte bisognerà pur cominciare o no? Valentini non mi convince per niente, al momento non vedo altra via di uscita che la protesta di piazza. Solo da li può nascere qualche cosa.

  • haward

    Ricordo a tutti cosa è accaduto a Genova nel 2001. Molte persone, in tutto il mondo, avevano capito quale fosse il vero volto della globalizzazione. Ecco, allora, l’arma vincente: spostare l’attenzione dal piano dei contenuti e delle idee a quello dell’ordine pubblico e della violenza. Risultato: fine, prematura, di quell’esperienza. Non ricadiamo nello stesso errore, e, sopratutto, non lasciamoci manovrare da chi è in grado di organizzare spettacoli di tutti i tipi in cui ti ritrovi ad interpretare un determinato ruolo pensando di recitarne un altro. Io, purtroppo, non ho la soluzione. Però credo che la condizione preliminare sia quella di mantenere, per quanto si possa in momenti difficile come questi, la necessaria lucidità.

  • Jor-el

    Secondo me ci vogliono entrambe le cose. Boicottaggio economico e disobbedienza civile non bastano, occorre anche un movimento di protesta che rompa il silenzio mediatico. E, soprattutto, riconoscere e smascherare i nemici, uno alla volta. A cominciare da quella task force neoliberista che da anni è incuneata come un cancro nel corpo vivo di quello che dovrebbe essere il movimento dei lavoratori: il Pd.

  • Jor-el

    Non sono d’accordo. Il movimento noglobal degli Anni Novanta era troppo minoritario e, soprattutto, era sostanzialmente un movimento di opinione, privo di obiettivi pratici e credibili su cui aggregare un movimento davvero vasto e capace di uscire dal recinto che il potere ha assegnato ai rimasugli delle passate esperienze di lotta (centri sociali ecc). Genova fu una trappola, una trappola in cui, purtroppo, il movimento noglobal è stato obbligato a cadere dalle sue stesse contraddizioni. Oggi la situazione è diversa. Ci sarebbero gli obiettivi, ma non c’è nessun movimento generale all’orizzonte. Soltanto tante, variegate e isolate esperienze di resistenza che non riescono a ritrovarsi su un terreno comune.

  • terzaposizione

    ” la morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario :
    – per eseguire un arresto regolare
    – per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta
    – per reprimere. in modo CONFORME alla LEGGE, una sommossa/insurrezione
    Trattato Lisboa

    inoltre la Clausola di Solidarietà prevede che ogni Nazione Europea sia tenuta a partecipare ad azioni di polizia militare ( EUROGENDFOR ) in contrasto ad Azioni Terroristiche in altri Paesi UE.

    Chi sceglie la Piazza sia consapevole che essere pacifico non sarà un’attenuante.

  • Primadellesabbie

    Si può provare ad usare la forza degli altri, come in alcune arti marziali. Denaro e burocrazia. Fare una meticolosa attenzione a come si usa il denaro disponibile, spendere il meno possibile e solo in modo “politico”. Smettere di accettare qualsiasi imposizione burocratica, ad esempio rifiutarsi di compilare la improponibile dichiarazione dei redditi o di farsela compilare da commercialisti o affini, esigerne una versione talmente semplificata che chiunque possa compilare in pochi minuti e senza studiare per questo. Esigere dalle Municipalizzate di poter onorare le bollette senza pagare per questo ed attendere istruzioni. Rifiutarsi di fornire dati personali ad ogni pié sospinto e via di questo passo. Qualcosa di simile a quello che hanno fatto a Napoli con le immondizie ma meno puzzolente e più efficace.

    Per essere un Popolo, come i francesi, ci vuole del tempo e bisogna vivere grandi esperienze comuni senza essere diretti da: Savoia, carbonari, interventisti, fascisti, DC, tenutari di tv, Paesi Stranieri. Non é facile.

  • haward

    Non mi riferisco al movimento no global, entità super infiltrata e facente parte integrante del “sistema”, ma al molto più vasto contesto culturale ed intellettuale che esisteva in quegli anni. Ti ricordo, ad esempio, che una grande parte del mondo cattolico, ora totalmente assente, allora si era schierata, con il cardinale Tettamanzi in testa.

  • Kvas

    Il semplice fatto che una cosa così semplice e ovvia come descrive questo articolo non si applichi è la dimostrazione pratica del successo del sistema

  • Tonguessy

    E’ proprio quello che il Palazzo vuole: avere come spalla manifestanti organizzati, minacciosi e armati di tutto punto. Che facciano il maggior numero possibile di danni, che mettano a ferro e fuoco, a soqquadro la città.
    In questo senso fu proprio Luigi XVI a volere le proteste di piazza che portarono alla sua decapitazione. Non fa una piega, non fa. Pare che vicino a piazza Syntagma diano la benzina gratis per farsi le molotov: è proprio quello che il Palazzo vuole, no?
    Altra perla:
    raccogliere un pomodoro che si è seminato è qualcosa di infinitamente più rivoluzionario che raccogliere un sasso per tirarlo contro un celerino

    Rivoluzionario come sono, anch’io raccolgo i pomodori che ho coltivato. Oggi, purtroppo, non ci sono più pomodori perchè (forse Valentini non se n’è accorto) è quasi inverno. E in inverno non ci sono pomodori da raccogliere. Forse è per questo che si raccolgono sassi?
    Siamo arrivati a giustificare le mattanze di Bolzaneto e Diaz nel nome del biologico?

  • redme

    ..altre forme di lotta più efficaci: smettere di lavarci per appestare l’ambiente e impedire l’aggregazione umana, cospargere le città di bucce di banana, ascoltare a tutto volume Pupo, fare le puzze in ascensore, divulgare la MMT, smettere di seguire il calcio e darsi al curling, fidanzarsi con persone con alitosi, studiare studiare studiare e poi fare il manovale in nero…..se poi urge in voi la violenza rivoluzionaria andare per cicoria in alta quota.

  • zapper

    parlando di fatti e non pugnette:

    ieri a Milano il Presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha tenuto un lectio magistralis alla uni Bicocca davanti ai rettori delle università lombarde

    http://www.unimib.it

    ha spiegato come NON PAGARE IL DEBITO e investire quelle risorse in infrastrutture, sanità e scuola e degli effetti nefasti di una moneta controllata da “altri”

    http://lacittanuova.milano.corriere.it

    naturalmente non ne ha parlato quasi nessuno, tranne qualche trafiletto

    http://www.ilsole24ore.com

  • zapper
  • Affus

    CANCELLARSI DALL’ INPS SUBITO SE SEI UN AUTONOMO .

  • fernet

    Le bollette e l’Imu del casale del nonno le paghiamo con i pomodori. Ce l’ha messo nel c…o ben bene il potere.
    Ma non è detto

  • Mondart

    Questa equazione è impossibile in entrambi i sensi di lettura, per entrambe le parti poste agli estremi del segno = … Ricordatelo.

    Ma del resto una diversa strategia è ravvisabile solo nel momento in cui si detengono strumenti diversi ed efficaci: sennò sono predicozzi inutili, che lasciano il tempo che trovano.

    E ricordiamoci anche che l’ unica “variabile veramente indipendente” del sistema sono gli stessi Architetti che ne hanno storicamente decretato questo tipo di sviluppo. Saranno quindi LORO a fornire gli strumenti necessari all’ abbattimento della parte strutturale ora non più necessaria e deleteria: il fatto che ciò avvenga con un ben preciso e calibrato meccanismo “ad orologeria” indica che oggi essi sono ancora tutt’ uno coi fantasmi della finanza.

    Ora il loro assunto originario ( così bene espresso dai filosofi dell’ Illuminismo ) era quello di prendere il controllo di un mondo “infantile” per rimetterlo nelle mani di un’ umanità più evoluta.

    Ora io mi chiedo ( e lo chiedo agli Architetti qui dentro ): QUANDO si romperà questo “strano-amore” con la finanza ? Rimetterete mai a posto le lancette storiche che avete manomesso ? Rimetterete mai il controllo ( delle loro vite, mica si pretende tanto ) in mano a quella base cui le avete sempre succhiate per salire i “tornanti storici” del vostro illuminato progetto ??

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    “USQUE TANDEM”, ARCHITETTI ??

  • Hamelin

    Totalmente Contrario all’opinione espressa nell’articolo.
    Un espressione civile verrà sempre incanalata nel loro sistema e non crea loro problemi.
    Loro vogliono convincerci che condannarci a morte sia giusto e che quindi è positivo autodistruggerci ed autoinfliggerci questa pena.
    Il silenzio , il dissenso civile fa il loro gioco.
    Ammiro molto quei giovani che hanno avuto il coraggio di ribellarsi.
    In caso di estremo pericolo servono risposte estreme , e questi giovani hanno capito che sono stati fregati e stanno prendendo coscienza che sono destinati o alla fame o all’emigrazione.
    Questa non è una protesta , lo scrittore dell’articolo putroppo non l’ha capito , questa è una guerra sociale/generazionale tra diverse Classi all’interno della società.
    La cosa se i giovani non emigrano , sfocierà in una guerra civile ,poichè per un giovane oggi non c’è la possibilità di una vita dignitosa.
    A breve poi quando le Manovre recessive di Monti avranno avuto effetto e la disoccupazione sarà alle stelle , i genitori ( futuri disoccupati ) non potranno piu’ mantenere i figli.
    Cosa faranno secondo l’autore costoro? Accetteranno di morire di fame in silenzio perchè è civilmente utile?
    Ma per favore…
    Le proposte poi sono ridicole…studiare? Ma cosa , nelle scuole di regime che fra un po’ non avranno neanche professori e libri ?
    La maniera piu’ pericolosa per fare paura a questo sistema diabolico è in primis : ” Capire che il paradima è cambiato , che non si è piu’ utili al sistema , ed il sistema quindi ti farà fuori ” .
    E questo a quanto pare sembra che i ragazzi l’hanno capito.
    Il passo successivo ed il vero pericolo è : Associarsi .
    Contro la ferrea unità di gruppi abbastanza grandi il sistema non resiste e viene cambiato.

  • Mondart

    Non vedi che “L’ arancia è meccanica”, e che tutto avviene ad orologeria ?? … Niente accadrà, se non è tempo, tutto avverrà a suo tempo ( il tempo utile a cosa, te lo sei chiesto ? )

  • Mondart

    Ora quindi, poche balle ( e meno pomodori, che fanno acidità ) e parliamoci chiaro: una volta conseguiti gli Stati Uniti d’ Europa, una volta che Grillo ( o chi altri ) avrà favorito la necessaria struttura minimale nazionale, una volta abbattuti gli aspiratori finanziari ed introdotta una comune moneta virtuale, si può sapere CHE CAZZO DI SOCIETA’ REALE avete in mente ?? …

    Perchè non basterà certo ( dopo l’ urbanesimo di massa da voi prima voluto ) convincere qualche centinaio di persone a darsi all’ agricoltura povera e qualche decina alla viticultura dop ( quella del vino da 50 euro a bozza ); non basterà produrre pannelli solari se nessuno potrà comprarli, non basterà dipingere tutto di verde con la vostra assurda “Agenda 21” … ci vuole ben altro per tenere in piedi una società funzionante ( e che non vi stia tra i piedi con velleità di potere ) …

    Eppure il demonio Gheddafi che in comune accordo avete bombardato aveva delle idee di “sviluppo civile” che magari aveste voi !!! … E ammesso che nella fattispecie il suo progetto africano facesse a cazzotti col vostro globalismo, non si vede perchè una volta “depotenziato” l’ intero occidente come state facendo, un modello di analogo sviluppo “matriarcale” ( ossia uscire dalla logica della lotta per la sussistenza ) potrebbe mettere d’ accordo capra e cavoli, salvaguardando il potere dei vostri protetti senza peraltro costringere la gente comune a morire di stenti: ed ecco che l’ equazione sociale, magicamente, si ricomporrebbe e non sarebbe più “impossibile”.

    L’ idea-base di una società matriarcale è infatti che la sussistenza sia semplicemente “dono”, e non frutto di una lotta intestina per il “possesso” ( idea che invece sta alla base dei modelli patriarcali ): salario di sussistenza, casa a riscatto, costo irrisorio dei beni primari erano i fondamenti concreti di quel modello libico che fareste bene a fare vostro.

    … Con vantaggi per tutti: una società matriarcale, dove i bisogni primari siano “garantiti” e non frutto di lotta intestina tra i paria, automaticamente disincentiva il coalizzarsi di fazioni di potere e di caporali vari; e per altro verso tornerebbe a liberare all’ interno del tessuto sociale quell’ energia spontanea, voglia di vivere, voglia di rapportarsi creativamente che non farebbero che favorire un “vero sviluppo sociale”.

    Meditate Architetti, meditate …

  • Mondart

    Ora quindi, poche balle ( e meno pomodori, che fanno acidità ) e parliamoci chiaro: una volta conseguiti gli Stati Uniti d’ Europa, una volta che Grillo ( o chi altri ) avrà favorito la necessaria struttura minimale nazionale, una volta abbattuti gli aspiratori finanziari ed introdotta una comune moneta virtuale, si può sapere CHE CAZZO DI SOCIETA’ REALE avete in mente ?? …

    Perchè non basterà certo ( dopo l’ urbanesimo di massa da voi prima voluto ) convincere qualche centinaio di persone a darsi all’ agricoltura povera e qualche decina alla viticultura dop ( quella del vino da 50 euro a bozza ); non basterà produrre pannelli solari se nessuno potrà comprarli, non basterà dipingere tutto di verde con la vostra assurda “Agenda 21” … ci vuole ben altro per tenere in piedi una società funzionante ( e che non vi stia tra i piedi con velleità di potere ) …

    Eppure il demonio Gheddafi che in comune accordo avete bombardato aveva delle idee di “sviluppo civile” che magari aveste voi !!! … E ammesso che nella fattispecie il suo progetto africano facesse a cazzotti col vostro globalismo, non si vede perchè una volta “depotenziato” l’ intero occidente come state facendo, un modello di analogo sviluppo “matriarcale” ( ossia uscire dalla logica della lotta per la sussistenza ) potrebbe mettere d’ accordo capra e cavoli, salvaguardando il potere dei vostri protetti senza peraltro costringere la gente comune a morire di stenti: ed ecco che l’ equazione sociale, magicamente, si ricomporrebbe e non sarebbe più “impossibile”.

    L’ idea-base di una società matriarcale è infatti che la sussistenza sia semplicemente “dono”, e non frutto di una lotta intestina per il “possesso” ( idea che invece sta alla base dei modelli patriarcali ): salario di sussistenza, casa a riscatto, costo irrisorio dei beni primari erano i fondamenti concreti di quel modello libico che fareste bene a fare vostro.

    … Con vantaggi per tutti: una società matriarcale, dove i bisogni primari siano “garantiti” e non frutto di lotta intestina tra i paria, automaticamente disincentiva il coalizzarsi di fazioni di potere e di caporali vari; e per altro verso tornerebbe a liberare all’ interno del tessuto sociale quell’ energia spontanea, voglia di vivere, voglia di rapportarsi creativamente che non farebbero che favorire un “autentico sviluppo sociale”.

    Meditate Architetti, meditate … ( e in cuor mio mi auguro che i “vostri” Grillo & Associati abbiano quindi una simile concretezza REALE quale punto d’ arrivo delle per ora funamboliche e non chiarissime dichiarazioni ).

  • Truman

    C’è qualcosa di valido, ma in generale Valentini mi convince poco, in particolare nella parte finale, dove suggerisce di essere “più colti e preparati di chi comanda”. Qui suggerisce l’idea che chi comanda è colto e preparato.
    Sbagliato. Chi comanda è sempre psicopatico, disonesto, mentitore. Solitamente è anche stupido ed arrogante. L’idea che chi comanda possa essere “colto e preparato” poteva venire in mente solo ad uno che ha studiato. Vuol dire che l’istruzione ha funzionato, ha instillato nello studente l’idea (costruita ad hoc) che chi comanda sia uno di vasta cultura, oppure intelligente (caso limite: colto e intelligente).

    Chi sa osservare ancora la realtà non ha difficoltà a vedere che chi comanda solitamente è stupido ed irragionevole, a volte ciecamente irragionevole.

    E allora studiare va ancora bene, ma con lo spirito del ladro, bisogna prendere non ciò che ci offrono, ma ciò che vorrebbero tenere per sé. Bisogna capire il loro sistema di pensiero, smontarlo, trovare i buchi concettuali, colmarli e ricostruire un sistema concettuale per i propri scopi. E ripeto che gli scopi dello studente non sono quelli del docente.

  • Truman

    @Mondart: ma quale “tutto avviene ad orologeria”? Non confondere gli ubriachi con gli orologiai.
    Il potere barcolla, si contraddice, non ne indovina una e tu dici che non accade niente.

  • rebel69

    È inutile combattere con la forza un nemico più forte di te.L’unica possibilità è l’astuzia e non è detto che sia sufficiente.

  • Mondart

    AGLI STUDENTI: rivendicare l’ elemosina è da pidocchi, e non serve a pareggiare l’ equazione scritta sulla lavagna dal “professore” … bisogna andare oltre ( peraltro è nel futuro interesse del potere stesso ):

    1) Civiltà del “dono” vs. Civiltà del “possesso” ( modello matriarcale vs. modello patriarcale; Fromm e Marcuse vs. Marx e Hegel; “esistenza piena” come DIRITTO vs. sussistenza come lotta intestina; società del “con” vs. società del “contro”; lavoro come realizzazione vs. lavoro come adattamento; ecc. ecc. )

    2) Puntare ad un REALE e CONCRETO modelllo sociale, anche fortemente utopico, invece che a toppe: è sul modello da implementare che ci sarà spazio di trattativa, non sui 2 tabù già chiaramente e ripetutamente ribaditi dagli architetti ( la macchina non torna indietro, la macchina userà ancora un volante monetario “controllato” )

    3) Il punto 1 è conseguibile in modo pacifico, in quanto offre risposte alle stesse esigenze sia “architettoniche esterne” che interne: quello che disturba l’ autista è che qualcuno tocchi il volante, non la foggia e la comodità dei sedili.

  • Truman

    Sulle forme della protesta

    esprimere la rabbia e l’indignazione in forme diverse, più costruttive… dice Valentini. Anche qui in sostanza dissento. Ognuno trovi la sua strada per protestare. Ci sono infinite forme di dissenso e tutte (TUTTE) vanno bene.
    “Se hai un problema (e nessuno se ne cura) sii tu stesso il problema”. Poi l’infinita fantasia degli italiani saprà trovare le sue strade.

    Sempre ricordando il motto strategico dei movimenti:
    bisogna “pensare globalmente e agire localmente”. Il che vuol dire che certo c’è il problema della finanza internazionale e dell’impero USA, ma in Italia il nemico principale ieri era Berlusconi, oggi è Monti, domani sarà Bersani. E allora bisogna colpire i loro rappresentanti, le persone che di volta in volta li rappresentano o li proteggono.

    Ancora: la strategia della casta (o cosca) italiana è l’inciucio permanente: il PD che fa finta di essere avversario del PdL e poi è suo alleato nel governo (si fa per dire) Monti. Allora a chiunque ancora parla dei danni del berlusconismo per sostenere Monti o Bersani bisogna rispondere che oggi Berlusconi, Monti, Bersani sono oggettivamente alleati cioè stanno governando insieme.
    “Colpisci le strategie dell’avversario” direbbe Sun Tsu.

    E si, tra le opere non solo da studiare, ma da imparare a memoria, ci sarebbe “L’arte della guerra”.

  • Mondart

    Perfette le ultime tre righe ! ( anche se non chiamerei “spirito del ladro” quello di chi semplicemente cerca di tornare in possesso dei suoi NATURALI diritti ) … Infatti si tratta di riformulare in toto l’ equazione sociale che il professore ha scritto sulla lavagna ( soluzione impossibile ) e scriverne una diversa, che abbia soluzione possibile.

    E farsi MOLTO forti del fatto che se quella scritta è “impossibile”, lo è in entrambi i sensi, per entrambi gli estremi dell’ equazione ! ( questo non dimenticatelo mai e OSATE, esagerate con l’ immaginazione parbleu ! … )

    In un termine pallavolistico: passare alla “battuta” e non limitarsi alla rimessa, alla schiacciata e non limitarsi a fare muro: il loro sistema ha fallito bilateralmente, ma l’ energia motrice è sempre in mano nostra. Si può vincere, anche se la partita deve “restare entro il campo tracciato”. Almeno così la vedo io …

  • Mondart

    Sorry … Mi riferivo più che altro alla scarsa percorribiltà nel lungo termine ( e effettivo tempistico opportunismo ) delle proposte fatte nell’ articolo.

  • Tanita

    Quanto sarebbe importante rendersi conto tutti, come l’Ecuador, come da noi in Sudamerica, della truffa colossale del debito. Sarebbe indispensabile una presa di coscienza globale.

    Le immagini che ho visto ieri della repressione in tutti i paesi in cui ci sono state proteste mi fanno rimontare al nostro 2001 (é proprio lo stesso, donne picchiate, prese per i capelli, ragazzini bastonati… E da noi ci furono anche piú di 30 morti e 300 feriti).

    Proprio ieri leggevamo che negli USA ci sono oltre 17 milioni di bambini nei tent camp, senza cibo sufficiente. Piú tutti quelli che ammazzano a forza di bombe, sanzioni economiche, ecc. ecc… Ci porteranno al punto in cui andremo a stanarli per appenderli dalle forche?

    È insopportabile questa realtá nel XXImo Secolo.

  • Nauseato

    Con tutto il rispetto per i giovani ribelli … temo siano già come si vuole che siano.

  • Ercole

    cresca e dilaghi la violenza in piazza ,rinnegati e difensori del capitale ravvedetevi.basta con le chiacchiere e ora di lottare.

  • Nauseato

    Tonguessy, se avessi voglia e tempo, vai a dare un’occhiata al sito del Corriere e nello specifico alla pagina dei commenti sui fatti in questione.

    È un esercizio abbastanza utile per potersi rendere conto del pensiero della “ggggente” …
    Anche abbastanza utile per sconfortarsi, ma va be’.

  • Quique80

    Io sono parzialmente d’accordo con il redattore di quest’articolo, anche se penso sinceramente che bisogna specializzare una grande avanguardia studentesca ed operaia, con metodi specializzati, alla violenza organizzata di piazza, in modo esemplare e con regole e metodi di guerriglia urbana sempre più specializzata ed accurata, colpendo in modo violento le postazioni del nemico, anche in maniera più feroce..oltretutto, alla violenza, deve seguire un ben organizzato boicottaggio delle vie di trasporto, dei porti, degli aeroporti e dei sistemi di telecomunicazione (radio, televisioni, antenne trasmettitori) al fine di causare seri danni al sistema vigente. Cio’ e’ possibilmente l’unica via da perseguire per assestare seri danni al sistema antieconomico attuale ed alle elite dominanti, e nella storia i tentativi andati a buon fine sono veramente ben pochi – Ma in questo frangente storico, quanto sono molti popoli a ribellarsi, in tutta Europa, cio’ dovrebbe essere attuato a livello internazionale (europeo) in quanto i soggetti indeboliti da queste oligarchie finanziarie massoniche dominanti, siamo tutti noi cittadini europei, rimasti in balia dei giochi elitari di una classe dominante che intende abolire ed ha già abolito tutte le garanzie costituzionali dei Paesi interessati dall’Unione Bancaria Europea. Pertanto la lotta, è utile e favorevole al popolo, qualora si articoli con coordinamento internazionale delle istanze dei lavoratori, degli studenti e dei disoccupati, ovvero tutti coloro che sono vittime della crisi sistemica attuale.

  • radisol

    Mah … ancora una volta l’articolista e commentatori vari di CdC, spesso pronti ad esaltare qualsiasi “rivolta” – a volte anche assai improbabile come il separatismo texano, più volte elogiato qua sopra – lontana nello spazio e nel tempo, rispetto ad accenni di “rivolta” sotto casa, trovano diecimila scuse per sputarci sopra … lo “sciopero generale prolungato e non violento”, poi, per le allucinanti leggi vigenti in Italia in tema di sciopero in tutto quello che è considerato “servizio” ( ed è considerato “servizio” praticamente tutto meno che il lavoro di fabbrica ) sarebbe ancora più illegale di qualunque scontro di piazza …. arresterebbero immediatamente gli improbabili “sindacalisti” che lo proclamassero … e questo mi fa pensare che molti nemmeno conoscono da lontano il mondo del lavoro italiano, le normative su cui è regolato ecc. ecc. ecc. … però parlano lo stesso a briglia sciolta ….

  • A-Zero

    Forse, Radisol, è l’aria di salotto … un pò come coltivare il basilico in serra e sparlare della vita nella giungla. Che vuoi pretendere da tal platea?

  • mussily

    concordo! nessuna rivoluzione e nessuna protesta ha mai creato un’umanità nuova, oggi rivoluzionario, preferisco più ribellione, è aver capacità per comprendere, discernere, ponderare ma pare che non si sia capito. Rivoluzionario è riportare la vita comunitaria a un livello umano, rivoluzionario è vivere “fuori” da questa società che ci vuole giratori di mole, che ci vuole schiavi

  • radisol

    E con questo torniamo alla logica “hippie” anni sessanta …. poi, per carità, gli hippies scendevano pure in piazza, soprattutto contro la guerra in Vietnam e ogni tanto la Guardia Nazionale ne ammazzava pure qualcuno … ma la logica era quella … vita comunitaria, spesso bucolica, “vivere fuori” ecc. ecc. ecc. …. hanno innegabilmente fatto anche cose egregie, sicuramente hanno cambiato il costume un pò “cow boy” e un pò “mormone” della bacchettona società Usa di allora …. la guerra nel Vietnam hanno certamente contribuito a farla finire …. ma poi sono spariti …. e la sostanza dei poteri economici, finanziari, militari non è cambiata granchè … no, i poteri non si ritirano mai spontaneamente dalla loro posizione predominante …. e dal loro “monopolio della forza” fatto di sbirraglie e soldataglie varie …. ci vuole la “levatrice della storia” …. che è sempre stata la violenza degli oppressi contro quella dell’oppressore …….. il resto sono chiacchiere … che poi sia cosa difficilissima è ovvio … ma rinunciare in principio sognando di ritirarsi in una propria “isola”, è appunto un sogno …. e poi fatalmente ci si sveglia ….

  • Tonguessy

    Antico dilemma. Anche Nietzsche perorava l’Ubermansch, ovvero l’Uomo nuovo in grado di stravolgere il senso di umanità fallito, già ai suoi giorni dava da pensare. Gli hippies hanno in qualche modo seguito quell’indirizzo di pensiero: creare qualcosa di inedito, di assolutamente nuovo. E anche qui si inserisce la vecchia domanda se essere antagonisti possa mai regalare una novità quando si arriva al potere. Fatto sta che l’Ubermansch niciano fu venduto ai nazisti dalla sorella Elisabeth, mentre l’Uomo nuovo degli hippies sparì senza lasciare tracce. Ma nessuno dei due aveva torto, in principio. Forse, molto semplicemente, la Storia li ha travolti. Come ha travolto il Che, per dire. In fin dei conti anche l’anarchismo è una “isola” sperduta nel mare dell’Utopia flagellato dai venti tempestosi della Storia.

  • A-Zero

    I commenti qui sono comunque ricchi di spunti interessanti. L’impostazione dell’articolo mi sembra sempre quella trita e ritrita di violenza si e violenza no. Altra cosa che trovo un pò stretta è il doer cercare l’ ‘unica’ formula, l’ ‘unica’ ricetta buona per la rivoluzione. Per come la vedo io, quanti più individui condividono uno scopo (ad esempio quello pratico di cambiare le cose in questo paese) tanto più dovrebero cercare di armonizzarsi erso quello scopo comune, violenza o no, a seconda delle situazioni. La cosa che invece in questo momento storico, come evoluzione sociale, che io vedo come dilemma è l’essere eterodiretti o sviluppare l’autorganizzazione. La seconda è una via, per me, da perseguire, ma comporta un evoluzione, quindi una sperimentazione, un’esperienza pratica di un modo di pensarci e di relazionarci che non conosciamo 8che nnon ci è stato dato modo di svilupppare. Per me questo è un sentiero buono.

  • Primadellesabbie

    Ecco quattro righe che si leggono molto volentieri. Voglio aggiungere che chi comanda, in questi tempi, “deve” essere sopra tutto irresponsabile (diversamente come potrebbero comunicare l’un l’altro?).

    L’istruzione, non distribuisce cultura ma un modo di avvicinarsi al patrimonio disponibile che impedisce di penetrarlo, ne disinnesca la potenzialità. Questo indirizzo é di una chiarezza abbagliante. Tutto deve essere di una superficialità e di una semplicità tale da essere adatto a tutti (si pensi a come hanno ridotto il povero Dante), disponibile in ogni momento e maneggiabile a piacimento. Così si vive l’ebbrezza del potere nell’ambito culturale!

    Apprezzo il consiglio finale, l’idea del furto mirato, di più, in questa materia non bisogna avere esitazioni, potendo, bisogna porsi al di sopra del loro meccanismo. Senza forzature.

  • gianni72

    Di tutti i commenti letti su questo argomento i tuoi (assieme a quelli di Tonguessy) sono i più ridicoli di tutti. Pensare di sconfiggere un potere, una èlite, con “sun tzu e l’arte della guerra”, roba di più di 2000 anni fa, è da non credere. Poi, sconfiggere il “Potere” (che non vuol dire niente, come la maggior parte delle frasi da centro sociale dette da te) per fare cosa? Per propagandare l’anarchia? Semplicemente ridicolo. Le èlite con quelli come te dormono non tranquilli, di più. Ma, siccome mi hai fatto morire dal ridere con i tuoi commenti e in fondo leggerti mi ha fatto sorridere per un bel pò, ti svelerò un segreto (occhiolino!!!). L’unica cosa che può abbattere una èlite è un’altra èlite. Punto, Non esiste nient’altro. Non esiste il “popolo”. non esiste la “massa” e non esistono “rivoluzioni popolari”. Ad maiora mio caro amico.

  • Truman

    @gianni72:
    quando fornirai qualche ragionamento ti potrò rispondere.
    Sulle menzogne si può rispondere subito: Sun Tzu mi risulta ancora usato oggi nelle accademie militari. Una rapida ricerca su Google lo riporta in uso all’Accademia militare di Modena ed a West Point (tra l’altro).

  • gianni72

    Ti ho già risposto nel mio commento, sei tu che non sai leggere, forse perchè andando a scuola e cercando di prendere, come dici tu “quello che non vogliono che sia preso”, hai trascurato l’arte della lettura e della cognizione. Ma visto che ancora sto ridendo per le tue frasi da centro sociale occupato te lo riscrivo: “Per sconfiggere una èlite ci vuole un’altra èlite”. Quindi vedi di trovare il modo di diventare èlite.
    E’ poi meraviglioso il tuo predicare e razzolare. Predichi l’arte del non seguire ciò che il “potere ti dice e ti insegna fin da bambini di fare” e poi razzoli dicendomi di andarmi a informare su “GOOGLE”, vale a dire uno dei maggiori centri di controllo delle èlite. Anzi, il maggiore. Mio caro amico, visto che hai un così sano e ingenuo senso critico, vedi di rivolgerlo verso te stesso, che stai sbagliando tutto. Un caro saluto.

  • gianni72

    Tigre, è anche ora di ritornare a scuola e di impegnarsi sui libri, quali libri vuoi, basta che tu studi, che tuo padre e tua madre non si sono fatti un mazzo tanto per vedere il loro figlio prendersi a manganellate coi poliziotti.

  • Truman

    Mi piace come ammetti alla grande la tua mancanza di argomenti. Sei addirittura spudorato nel ripetere il tuo credo per rinforzare la fede. Tra le tecniche usate da chi non ha argomenti tu ne usi due tra le principali:

    – attaccare l’altro, preferibilmente inventando sue precedenti esperienze da qualche parte;
    – ripetere in continuazione le parole d’ordine (elite, elite, elite, elite, l’hai usato 4 volte nell’ultimo commento).

    Buone anche le tecniche secondarie di contorno, “amico”, “caro”, …., solo che per chi sa leggere rinforzano la tua mancanza di argomenti.
    Va bene, rinuncio ad aspettarmi un discorso coerente da te.

    P.S.: Evita di passare allo stampatello nei tuoi commenti (come fanno alcuni per rendere più chiara la loro supponenza), verrebbero cancellati.

  • gianni72

    Non sai leggere e non sai neanche quello che scrivi. Questo è il risultato di aver studiato “ciò che non vogliono sia studiato”. Fai tenerezza. Cordiali saluti.

  • luigidifrancesco

    Truman,proprio tu ti metti a rispondere ai troll?

  • Kevin

    “”Per sconfiggere una èlite ci vuole un’altra èlite”. Potresti portare delle prove per questa affermazione?

  • gianni72

    e per quale motivo sarei un troll? Dò delle spiegazioni, l’altro fa finta di non capire, gliele ridò e fa ancora finta di non capire spostando la questione sul fatto che ho scritto “google” in maiuscolo e io sarei un troll? Non sapete accettare le critiche e non sopportate che ci sia qualcuno contrario alle “rivoluzioni popolari e di massa”, storiella buona raccontatavi dallo stesso potere per farvi scendere in piazza e massacrarvi di botte.

  • gianni72

    Per citare le più famose: Lenin e la rivoluzione francese. Ti basta? Oppure ti devo elencare tutte le rivoluzioni che vengono spacciate per “popolari e di massa”, che altro non sono che la battaglia per il potere di una èlite contro un’altra èlite? La piazza è solo l’ultimo passo, quando chi vuole prendere il potere ha ormai stretto alleanze strategiche con i gruppi economici, industriali e finanziari del paese, stretto alleanze con èlite straniere, si è fatto sovvenzionare la presa del potere, creato un proprio esercito e tutto praticamente è stato compiuto. Dicevo, la piazza è solo l’ultimo passo, la spallata finale, mentre qua la si vuol fare apparire come il primo passo. Sì, il primo passo per le manganellate.

  • gianni72

    E gli esempi recenti sono sotto gli occhi di tutti, Libia e Siria. Avete la possibilità di studiare le rivoluzioni in diretta, vedere come si muovono, come vengono finanziate e da parte di chi, quali tecniche mediatiche utilizzano e non riuscite a vedere al di là del vostro naso? Eppure lo vedete, la rivoluzione si fa come ti ho spiegato io e mi venite ancora a parlare di “rivoluzione popolare e di massa”? La rivoluzione non è una passeggiata, è una cosa seria, che richiede tanta, ma tanta, cattiveria.

  • Primadellesabbie

    Ci siamo dimenticati i Tupamaros?

  • luigidifrancesco

    Ora ci casco io, ma mi pare che adesso un barlume di interlocutorietà si intravveda e quindi puo darsi che non ci intendiamo solo perchè i nostri rtspettivi punti di vista sono sideralmente distanti. Vediamo di capirci: una rivoluzione puo essere portata a compimento da una frazione minuscola di intellettuali magari provenienti da classi sociali non esattamente proletarie,( ciò è già avvenuto) ma questo puo avvenire perchè la necessità del cambiamento é ormai un sentire comune e un bisogno latente nelle grandi masse, se no é destinata al fallimento. Le elite che tu immagini, se sono slegate dal volere delle masse devono necessariamente usare il sopruso per sperare di affermarsi e l’ esperienza insegna che lo faranno sempre per il loro tornaconto, a meno che non provengano da un mondo alieno (Marte?)

  • gianni72

    Vedi, è il concetto di “grandi masse” che mi fa ridere. Tu sei convinto che siano esse a muovere le rivoluzioni col il loro “sentire comune”, per me invece le grandi masse non esistono proprio. Quelle che durante le proteste vedi per strada sono quelle che, indottrinate dall’informazione mediatica delle èlite che vogliono il cambiamento, scendono per rivendicare i loro “diritti”, qualsiasi esse siano. Ma che un gruppo dirigente coeso non avrebbe difficoltà a spazzare via in men che non si dica, vedasi Tienamen (altra operazione made in USA). MA non sono queste “masse” a fare le vere rivoluzioni. Dietro di loro c’è un gruppo ristretto di persone (per la maggior parte senza scrupoli e pronta a qualsiasi massacro) che ha preso contatti con gruppi nazionali e internazionali, si è fatta finanziare, si è creata il proprio esercito, ha corrotto e fatto passare alla loro parte quanti più dirigenti statali possibili (magari ricattandoli con lo sterminio delle proprie famiglie) e ha preso il controllo dei media per propagandare quante più falsità possibili (tipo genocidi, repressioni, fosse comuni e fregnacce varie). Ecco, queste sono le rivoluzioni, non centinaia di migliaia di ragazzetti lanciati contro i poliziotti a farsi spaccare le teste senza che dietro di loro ci sia la programmazione da me enunciata in precedenza. Ciao

  • luigidifrancesco

    Lungi da me voler fare il pedagogo con chicchessia, non avendone le capacità ne la voglia. Mi limito a farti notare che il concetto di masse non è mio, ma di un tizio con la barba che vedeva uno spettro aggirarsi per l’ europa.Immagino che solo a evocare quel personaggio ti verrà l’ orticaria, tuttavia non ho ancora trovato uno che puntando il dito su una pagina di un suo libro dicesse: ” Ecco, è qui l’ errore!”

  • gianni72

    Non mi viene l’orticaria se nomini Marx, ma neanche mi esalto più di tanto, visto che lui rivoluzioni non ne ha fatte. Lenin invece si, e se vuoi studiare a fare rivoluzioni è meglio che studi lui. Vedrai che i suoi fatti si avvicinano a quanto da me enunciato.