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NON BASTERA' TUTTO IL DENARO DEL MONDO:

IL VERO MOSTRO NELL’OMBRA DEL DISASTRO ECONOMICO

DI CHRIS FLOYD
Empire Burlesque

Ciò che ha causato una paura mortale nel cuore dei mercati e dei governi non sono i cattivi mutui, ma il quasi incomprensibilmente grande e complesso mercato dei “derivati”… Il castello di carte è caduto e ha mostrato un buco di debito basato sui derivati che non potrebbe essere riempito, letteralmente, nemmeno da tutto il denaro del mondo.

Ha rapidamente preso piede il mito che il crack finanziario globale sia stato causato dai cattivi mutui. Questo ha permesso agli arruffapopolo di destra di far ricadere la colpa del disastro sui programmi “liberal” che incoraggiavano l’acquisto di una casa di proprietà da parte di una piccola percentuale di persone a basso reddito (un inganno velenoso che parte dei media mainstream è riuscita efficacemente a distruggere), mentre i “progressisti” di varie estrazioni hanno denunciato banche e altre istituzioni finanziarie per avere propinato credito troppo facile a persone che non se lo potevano permettere.

I mutui non sostenibili sono un fattore chiave nel crack globale, naturalmente. E molta gente (in gran parte bianchi, per inciso) ha sottoscritto mutui che non si sarebbe potuta permettere nel caso la bolla immobiliare si fosse sgonfiata, cosa che è successa in modo spettacolare. E naturalmente è innegabile che l’industria dei servizi finanziari sia andata a tentare le persone con la proposta di credito facile, proprio come i piccoli spacciatori tentano di piazzare marijuana nei cortili delle scuole.

Tutto ciò era destinato a finire male, e così è successo. Ma tutte queste cose da sole non sarebbero state sufficienti a minacciare la distruzione dell’intero sistema finanziario globale, né a causare il panico folle e cieco che ha strangolato i mercati finanziari, sequestrato il flusso vitale di denaro tra le banche, e spinto i governi occidentali adoratori del ” libero” mercato a compiere nazionalizzazioni e interventi che, per le cifre, fanno scomparire qualunque iniziativa presa a seguito di una rivoluzione comunista. (Come fa notare John Lancaster nella London Review of Books, la sola acquisizione da parte dell’amministrazione Bush di Fannie Mae e Freddie Mac è stata ” in valore monetario, la più grande nazionalizzazione nella storia mondiale”. E quello era solo l’inizio.)

Ciò che ha causato una paura mortale nel cuore dei mercati e dei governi non sono i cattivi mutui, ma il quasi incomprensibilmente grande e complesso mercato dei “derivati”, in parte basato sul debito ipotecario–ma anche su una grande quantità di altre fonti che sono state “cartolarizzate”, trasformate in commerciabili, anche se impalpabili, beni e poi vendute in una sconcertante varietà di sempre più arcane forme. Ciò è stato accompagnato dall’espansione da un altro vasto mercato nei meccanismi assicurativi, volto a proteggere questi derivati — meccanismi che a loro volta sono stati “cartolarizzati”.

Allo stesso tempo l’industria dei servizi finanziari ha usato i suoi prezzolati portaborse nei governi di tutto il mondo per allentare praticamente qualunque restrizione, non solo sulle cartolarizzazioni e sul commercio dei derivati, ma anche sulla quantità di debito che le società potevano sottoscrivere per giocare in questi mercati fortemente espansi e deregolamentati. Per esempio, come fa notare Lancaster, la britannica Barclays Bank ha un rapporto tra debito e capitale di 63 a uno.

Per un momento immaginatevi cosa vorrebbe dire ciò tradotto nelle vostre finanze private,la possibilità cioè do estendere quanto concretamente e realmente avete sino a prendere a prestito una quantità 60 volte superiore: io sarei proprietario di un’isola. E voi?

Il risultato di tutto ciò è stata la costruzione di un ciclopico castello di carte, basato praticamente sul nulla, e lasciato incustodito all’ombra di quella “tempesta perfetta” che si andava preparando, composta di avidità, deregolamentazione e corruzione politica.

Quella tempesta si è ormai scatenata. Il castello di carte è caduto e ha mostrato un buco di debito basato sui derivati che non potrebbe essere riempito, letteralmente, nemmeno da tutto il denaro del mondo, tanto meno dalle sole migliaia di miliardi che i governi nazionali gli stanno freneticamente gettando in pasto oggi.

Si, “sole” migliaia di miliardi. Come spiega Will Hutton sull’Observer:

Il cuore oscuro del sistema finanziario globale è il mercato da $ 55 mila miliardi dei derivati del credito e, in particolare, dei credit default swaps, il meccanismo comunemente usato per assicurare le banche contro perdite su investimenti rischiosi [Da Wikipedia: “(Il credit default swap è) un accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito.” n.d.t.]. Questo è un mercato grande più del doppio dei prodotti interni lordi di Usa, Giappone e Unione Europea messi assieme. Sino a che non verrà ripulito e non verrà rimossa la minaccia tossica che esso pone, la pandemia continuerà. Persino le banche nazionalizzate, e i paesi dietro ad esse, potrebbero essere sopraffatti dalla dimensione della perdite che stanno emergendo.

Provate a immaginarlo: un mercato da $ 55 mila miliardi a rischio di una completa distruzione. Persino il debito derivato di proprietà di singole istituzioni è a livelli tali da mettere in bancarotta una nazione. Per esempio, una sola banca in Gran Bretagna, ancora una volta la Barclays, detiene più di $ 2.400 miliardi di credit default swaps, il meccanismo ” assicurativo” commerciabile contro il rischio di fallimento. Questa cifra supera l’intero Pil della Gran Bretagna. Se tutta quella carta va a male, non ci sono sufficienti beni reali in tutta la nazione per ripagarla. E stiamo parlando di una sola banca, in un solo paese.

Hutton fornisce dettagli:

Questo mercato nei derivati del credito è cresciuto in modo esplosivo negli scorsi 10 anni, largamente in risposta al mercato da $ 10 mila miliardi in beni cartolarizzati–l’impacchettamento dei guadagni provenienti da una grande varietà di fonti (affitti di uffici, tasse portuali, pagamenti mutuari, stadi sportivi) e la successiva vendita come “obbligazioni” [cioè come bene cartolarizzato n.d.t] da commerciare tra banche.

In parole povere queste obbligazioni sono rischiose, perciò i mercati hanno inventato un sistema di assicurazioni. L’acquirente di una obbligazione può acquistare quello che è di fatto un contratto assicurativo che proteggerà lui o lei contro l’insolvenza — un credit default swap (CDS). Ma, a differenza del contratto di polizza assicurativa completa sulla vostra macchina che avete con una compagnia assicurativa, questi contratti di assicurazione contro l’insolvenza del credito possono essere liberamente venduti e comprati. Complessi modelli matematici vengono continuamente usati per stabilire il rischio e paragonarlo ai prezzi di mercato. Se il rischio cade, i CDS diventano economici; se il rischio sale–perché, ad esempio, un’agenzia di rating del credito dichiara che la società emittente è meno solida–il prezzo sale. Gli hedge funds speculano selvaggiamente su questo mercato.

Il loro scopo era trovare una soluzione di mercato per rendere meno rischiose le cartolarizzazioni; ma di fatto le rendono più rischiose, come stiamo vedendo oggi. Il crollo della Lehman Brothers–il rifiuto di salvarla ha portato conseguenze cataclismiche–significa che essa non può più onorare $ 110 miliardi di obbligazioni e 440 miliardi di dollari di CDS che aveva sottoscritto. Venerdì i contratti fregatura sono stati messi all’asta, e gli acquirenti hanno pagato la misera cifra di otto cent per ogni dollaro di valore. Detta in altri termini, vi è ora un buco da $ 414 miliardi che qualcuno in possesso di questi contratti deve onorare. E se ora vi sta già girando la testa, aggiungete le tre banche islandesi fallite. Esse non possono più onorare oltre $ 50 miliardi di obbligazioni, né l’inimmaginabile cifra di $ 200 miliardi di CDS…

Mentre ogni banca cerca di passare il pacco avvelenato a qualcun altro, il sistema deve trovare denaro. In modo che venga alla fine fornita compensazione per quei contratti praticamente senza valore e per il debito attualmente non assicurato. Ma da chi? siccome nessuno sa–né i regolatori, né le banche né i governi– chi è proprietario dei swap e se essi sono degni di credito, nessuno può rispondere a questa domanda. Forse i proprietari di questo tipo di assicurazioni otterranno il denaro loro dovuto; ma ciò indebolirà qualcun altro? Il risultato: il panico.

Questo è il vortice discendente estremamente pericoloso in cui si è intrappolato il sistema. Questo è il motivo per cui il valore delle azioni sta crollando. Con il peggiorare della recessione, vi saranno insolvibilità su obbligazioni cartolarizzate e il potenziale crollo di altre banche al di fuori della barriera protettiva del G-7. Nessuno sa quale frazione dei $ 55 mila miliardi di contratti sull’insolvibilità del credito che sono stati ad oggi sottoscritti verrà onorata, e chi potrebbe subire perdite ammontanti a migliaia di miliardi di dollari.

Questa è la belva nell’oscurità che sta ossessionando gli inetti leader del mondo sviluppato: $ 55 mila miliardi di debito irresponsabile, e nessun modo di sapere quanta parte di esso viene in questo momento scaricata nel gabinetto, portando con sé l’economia globale.

I massicci interventi a cui stiamo assistendo potrebbero stabilizzare temporaneamente i mercati, o anche arrestare la loro caduta libera abbastanza a lungo da permettere di compiere un qualche genere di massiccia ristrutturazione del sistema finanziario globale. Ma potrebbe non essere così. Perché non è affatto certo che si riesca a trovare, tra gli attuali leader politici mondiali, la saggezza e il coraggio politico di arrivare a un sistema finanziario migliore. Leader politici che, come abbiamo notato l’altro giorno, sono tutti saliti al potere con l’attuale sistema e, in un modo o nell’altro, devono il loro potere e i loro privilegi ai “malviventi delle grandi ricchezze” e al culto estremista del fondamentalismo di mercato. Non vi è da nessuna parte indicazione che il circolo di collusione e corruzione tra i governi e la Grande Ricchezza sia stato anche solamente allentato, men che meno rotto, dalla catastrofe economica. Tutti i vari piani di salvataggio e le “azioni coordinate” hanno ancora come scopo primario la preservazione dei malviventi nel loro attuale stato di ricchezza, privilegio e dominio. Come fa notare Jonathan Schwarz:

Le elite Usa cercheranno ancora di imporre tutti gli aggiustamenti strutturali che riescono, in modo da ottenere che l’80% meno ricco degli Stati Uniti paghi il prezzo delle spettacolari cavolate dell’elite. Lo Washington Post ha già iniziato a scrivere su come l’attuale crisi dimostri che dobbiamo tagliare i programmi di Social Security. Aspettatevi molte altre richieste simili.

L’unica vaga speranza che abbiamo per una genuina riforma–anche solo imperfetta, conflittuale, di compromesso, che è tutto ciò che potremo mai ottenere in questo mondo sino al momento in cui che il leone giacerà con l’agnello–è che l’impressionante scala del problema reale –la bestia da $ 55 mila miliardi, la potenziale ed estremamente reale causa della dissoluzione completa dell’economia globale e del potere statuale che dipende da essa–possa costringere alcuni politici all’apostasia, a rinunciare al culto del mercato e a mordere le mani che per tanto tempo hanno dato loro da mangiare.

Senza questa eventualità quasi miracolosa, saremo lasciati con un altro malfermo castello di carte, schiaffato assieme su due piedi–largamente su ordine dei malfattori e a loro beneficio–mentre la bestia spalanca le sue poderose fauci e si prepara ad ingoiarci tutti.

Titolo originale: “Not Enough Money in the World: The Real Monster in the Meltdown Closet “

Fonte: http://www.chris-floyd.com
Link
13.10.2008

Scelto e tradotto per www,comedonchisciotte.org da ALCE NERO

Pubblicato da Das schloss

  • geopardy

    L’analisi non fa una piega, solo vorrei fare un appunto non da poco circa le cifre dei derivati in circolazione.
    nella trasmissione di matrix, il direttore di Sole 24 ore parla di una cifra di 550.000 miliardi (forse il signor Chris Floyd si è confuso ed ha omesso uno zero), quindi circa 12 volte il PIL del mondo, consistente , tra produzione e mercifiazione, di circa 45.000 miliardi di dollari.
    Dirò di più, tutta una serie di analisti economici, parla di addirittura una cifra di circa 1000.000 di milardi di dollari di derivati tossici in giro (aggiungendo, che potrebbero essere anche di più), più di venti volte il PIL mondiale.
    In ogni caso, qualcuno mi spieghi come si possa fare per coprire una tale quantità di pattume finaziario, con le grandi opere?
    Mi vien che ridere
    Con iniezioni di minuscole (in confronto) cifre di danaro pubblico (in pratica quello che stanno facendo)?
    Mi vien che sbellicarmi dalle risa.
    Solo una seria ristrutturazione, un cambio epocale nel nostro stile di vita ed una sana decrescita, potrà salvarci in qualche maniera, altro che mito del PIL in crescita infinita, poichè nessuno mi può toglere dalla testa il sospetto, che una bella fetta di queste azioni, servisse a gonfiare i PIL occidentali, per far credere che i nostri paesi azienda fossero in gran salute, nè più e nè meno lo stesso tipo di speculazione perpetuata per le aziende quotate in borsa.
    Da almeno 20 anni si sente parlare di un’immensità di titoli fortemente sopravvalutati di aziende quotate in borsa, ora tutti rimangono esterefatti, ma lo sapevano benissimo.
    Quindi, nè oggi nè ieri ci raccontano la verità, cioè, che questa potrebbe realmente essere un’autentica super crisi del sistema capitalistico.
    Il turbo capitalismo, ha avuto bisogno, per espandersi alla velocità della luce, di una turbo finanza ed ora tutti sono turbati per il futuro, siamo, quindi, passati da turbo a turba.
    Improvvisamente, ci dimentichiamo dell’insostenibilità ambientale di un tal tipo di concetto di sviluppo, mentre per far fronte a questa super crisi, riamanendo nel contesto di questo sistema, dovremmo inquinare e distruggere territori e risorse a non finire e, nonostante ciò, se non cambiamo enormemente il nostro modo di vita, non basteranno nè questo e nè il prossimo secolo per uscire da questa crisi (a meno che il pianeta terra non ci sfratti prima).
    Ciao

  • paolapisi

    credo che il problema della cifra nasca dal fatto che Chris Floyd cita un articolo dell’Observer (britannico) che parla di 55 trilioni di dollari. Negli USA, il trilione sono 1000 miliardi (e il bilione è il miliardo). In GB molto di più (in Italia il trilione è un milione alla terza, e forse è lo stesso in GB: nel tal caso la cifra sarebbe quasi inquantificabile). Nel dubbio, io ho copiato nel mio sito l’articolo da Comedon, ma dove c’era trilione in inglese, trilione ho lasciato. Poi ognuno l’interpreta come vuole, perchè a me davanti a cifre simili gira vagamente la testa, e non ci sto più a capire niente. FORTUNA CHE L’INTER HA VINTO 4 A 0 CON LA ROMA 🙂 (non c’entra niente, lo, so, ma sono così contenta)

  • Cataldo

    Il “fallimento” Lehman è il primo esperimento sulla consisteza reale di questa massa monetaria, per la legge della rilevanza su media, si è parlato poco o nulla di questo perno centrale della crisi finanziaria, è ovviamente un punto nevralgico.
    Diciamo subito che le scadenze delle aste a copertura dei titoli Lheman sono state precedute da quelle per le agenzie di mutui statalizzate, nel caso la garanzia statale ha funzionato, e l’asta si è chiusa con un recupero pressoche totale delle posizioni, senza drammi.
    Nel caso Lehman le cose sono molto più complesse, martedi 21, forse…, sci capiremo tutti qualcosa in più 🙂 con l’assestamento finale delle posizioni. Anche in questo caso si si è premuniti per tempo con la decisione di entrare nel capitale delle banche più esposte con fondi statali, o meglio, con nuove emissioni di debito statale, cercando di ripetere quanto fatto per i mutui. Qui le cose però sono più sfumate, ed il valore dei titoli nominali sarà una frazione bassa dei titoli ammessi all’asta. Durante la settimana si chiuderà questo esperimento, per capire la reale entità del pericolo e verificare chi ha in corpo saldi negativi della partita, anche se la suspence è ormai minima in quanto è tutto alterato dalla surroga statale .

  • Cataldo

    Il “fallimento” Lehman è il primo esperimento sulla consisteza reale di questa massa monetaria, per la legge della rilevanza su media, si è parlato poco o nulla di questo perno centrale della crisi finanziaria, è ovviamente un punto nevralgico.
    Diciamo subito che le scadenze delle aste a copertura dei titoli Lheman sono state precedute da quelle per le agenzie di mutui statalizzate, nel caso la garanzia statale ha funzionato, e l’asta si è chiusa con un recupero pressoche totale delle posizioni, senza drammi.
    Nel caso Lehman le cose sono molto più complesse, martedi 21, forse…, ci capiremo tutti qualcosa in più 🙂 con l’assestamento finale delle posizioni. Anche in questo caso si si è premuniti per tempo con la decisione di entrare nel capitale delle banche più esposte con fondi statali, o meglio, con nuove emissioni di debito statale, cercando di ripetere quanto fatto per i mutui. Qui le cose però sono più sfumate, ed il valore dei titoli nominali sarà una frazione bassa dei titoli ammessi all’asta. Durante la settimana si chiuderà questo esperimento, per capire la reale entità del pericolo e verificare chi ha in corpo saldi negativi della partita, anche se la suspence è ormai minima in quanto è tutto alterato dalla surroga statale .

  • geopardy

    Carissima,
    anch’io sono interista.
    Per quanto riguarda le cifre, spesso accade, sia in tv che nei giornali, che si sbaglino milioni per miliardi, ma ti assicuro si tratta di cifre inconcepibilmente alte e se volessero estinguerle, funzionerebbe, per quel poco che ho capito, come se una persona, ad esempio, con un reddito di 15.000 € annui (mi sembra una media realistica), cioè 1150 € mensili , prendesse un mutuo, facciamo una via di mezzo tra i due estremi sopra calcolati, di 300.000 € ed ammettiamo sia a tasso 0 (ho qualche dubbio in merito), significherebbe che, ammesso non abbia una famiglia a carico, potrebbe pagare, per continuare a sopravvivere ed ammesso non abbia un affitto sul groppone (sappiamo che generalmente non è così), 300 euro al mese, ci vorrebbero giusto 83 anni (ricordo a tasso 0) per estinguerlo.
    Se pensiamo cosa si possa fare con 800 € al mese oggi, non ci attende un futuro molto rigoglioso, in più, storicamente, tutte le iniezioni di liquidità in aiuto della finanza durante le sue crisi, ha portato ad un aumento vertiginoso dell’inflazione, quindi i nostri 800 €, potrebbero subire una graduale contrarzione del potere d’acquisto pari a 700, 600, 500, 400€ (speriamo che basti, ma voglio essere ottimista).
    Figuriamoci se, parificando il generale calo dell’occupazione, ad una famiglia monoreddito, che magari in più paga un affitto cosa verrebbe fuori.
    Se volessimo pagare quel folle debito, affidandoci a grandi opere, probabilmente dovremmo fare una decina di autostrade che attraversino gli oceani (prendendo come esempio un miliardo di euro circa al km del costo del ponte sullo stretto di Messina), per creare un volume di lavoro circa pari alle stime delle azioni tossiche, ma, siccome materiali, progetti e manodopera, non sono gratuiti, bisognerebbe costruirne, considerando anche il prevedibile aumento del prelievo fiscale sul già esistente, ad occhio e croce almeno il triplo o il quadruplo, cioè 30 o 40.
    Naturalmente, fermo restando questo sistema, l’enorme massa finanziaria che servirebbe a realizzarlo, rientrerebbe nel meccanismo mutui e buoni di stato, praticamente, non se ne uscirebbe più.
    Sicuramente, questo paragone farà acqua da tutte le parti, ma, credo, non si allontani così tanto dalla realtà, ma, se così non fosse, desidererei, che uno dei tanti esperti o presunti tale, che in questi giorni tempestano il web, mi spiegassero qualcosa di concreto con cifre alla mano, possibilmente realistiche.
    Dare facili e generiche ricette può fare audience mediatico, ma essere precisi (magari con i dati già noti, anche se non definitivi) è ben altra cosa.
    Non sono un economista, quindi posso azzardare usando un po’ di logica e se ho detto grosse castronerie sarei felice veramente di essere, ma con ben motivati argomenti, sconfessato, almeno ci capiremmo qualcosa di più.
    Un’opera di queto genere (l’ho presa solltanto come esempio quantitativo, naturalmente), essendo geologo, ti posso dire, che comporterebbe lo spianamento di un indefinito numero di montagne, per la parte cementizia, un estrazione altrettanto enorme di ferro ed un utilizzo smodato del petrolio per gli asfalti (tralasciamo l’enirmenumero di autogrill per chi voelsse affrontare un viaggio di questo genere (altrimenti moriremmo soffocati dai viveri in macchina).
    Un autentico disastro ecologico, senza neanche essere sicuri che possa risolvere il problema.
    Quindi la risoluzione di questa crisi con il sistema finanziario attuale è improponibile, non possiamo permetterci di continuare ad alimentare la macchina consumistica con il credito, staremmo da capo a quindici se non peggio.
    In più, l’ecosistema ci sta mandando chiari messaggi di intolleranza già ora.
    Qui mi fermo.
    Ciao

  • geopardy

    Carissima,
    anch’io sono interista.
    Per quanto riguarda le cifre, spesso accade, sia in tv che nei giornali, che si sbaglino milioni per miliardi, ma ti assicuro si tratta di cifre inconcepibilmente alte e se volessero estinguerle, funzionerebbe, per quel poco che ho capito, come se una persona, ad esempio, con un reddito di 15.000 € annui (mi sembra una media realistica), cioè 1150 € mensili , prendesse un mutuo, facciamo una via di mezzo tra i due estremi sopra calcolati, di 300.000 € ed ammettiamo sia a tasso 0 (ho qualche dubbio in merito), significherebbe che, ammesso non abbia una famiglia a carico, potrebbe pagare, per continuare a sopravvivere ed ammesso non abbia un affitto sul groppone (sappiamo che generalmente non è così), 300 euro al mese, ci vorrebbero giusto 83 anni (ricordo a tasso 0) per estinguerlo.
    Se pensiamo cosa si possa fare con 800 € al mese oggi, non ci attende un futuro molto rigoglioso, in più, storicamente, tutte le iniezioni di liquidità in aiuto della finanza durante le sue crisi, ha portato ad un aumento vertiginoso dell’inflazione, quindi i nostri 800 €, potrebbero subire una graduale contrarzione del potere d’acquisto pari a 700, 600, 500, 400€ (speriamo che basti, ma voglio essere ottimista).
    Figuriamoci se, parificando il generale calo dell’occupazione, ad una famiglia monoreddito, che magari in più paga un affitto cosa verrebbe fuori.
    Se volessimo pagare quel folle debito, affidandoci a grandi opere, probabilmente dovremmo fare una decina di autostrade che attraversino gli oceani (prendendo come esempio un miliardo di euro circa al km del costo del ponte sullo stretto di Messina), per creare un volume di lavoro circa pari alle stime delle azioni tossiche, ma, siccome materiali, progetti e manodopera, non sono gratuiti, bisognerebbe costruirne, considerando anche il prevedibile aumento del prelievo fiscale sul già esistente, ad occhio e croce almeno il doppio o il triplo, cioè 20 o 30.
    Naturalmente, fermo restando questo sistema, l’enorme massa finanziaria che servirebbe a realizzarlo, rientrerebbe nel meccanismo mutui e buoni di stato, praticamente, non se ne uscirebbe più.
    Sicuramente, questo paragone farà acqua da tutte le parti, ma, credo, non si allontani così tanto dalla realtà, ma, se così non fosse, desidererei, che uno dei tanti esperti o presunti tale, che in questi giorni tempestano il web, mi spiegassero qualcosa di concreto con cifre alla mano, possibilmente realistiche.
    Dare facili e generiche ricette può fare audience mediatico, ma essere precisi (magari con i dati già noti, anche se non definitivi) è ben altra cosa.
    Non sono un economista, quindi posso azzardare usando un po’ di logica e se ho detto grosse castronerie sarei felice veramente di essere, ma con ben motivati argomenti, sconfessato, almeno ci capiremmo qualcosa di più.
    Un’opera di queto genere (l’ho presa solltanto come esempio quantitativo, naturalmente), essendo geologo, ti posso dire, che comporterebbe lo spianamento di un indefinito numero di montagne, per la parte cementizia, un estrazione altrettanto enorme di ferro ed un utilizzo smodato del petrolio per gli asfalti (tralasciamo l’enorme numero di autogrill per chi volsse affrontare un viaggio di questo genere (altrimenti moriremmo soffocati dai viveri in macchina) e quello delle pompe di benzina.
    Un autentico disastro ecologico, senza neanche essere sicuri che possa risolvere il problema.
    Quindi la risoluzione di questa crisi con il sistema finanziario attuale è improponibile, non possiamo permetterci di continuare ad alimentare la macchina consumistica con il credito, staremmo da capo a quindici se non peggio.
    In più, l’ecosistema ci sta mandando chiari messaggi di intolleranza già ora.
    Qui mi fermo.
    Ciao

  • geopardy

    Carissima,
    anch’io sono interista.
    Per quanto riguarda le cifre, spesso accade, sia in tv che nei giornali, che si sbaglino milioni per miliardi, ma ti assicuro si tratta di cifre inconcepibilmente alte e se volessero estinguerle, funzionerebbe, per quel poco che ho capito, come se una persona, ad esempio, con un reddito di 15.000 € annui (mi sembra una media realistica), cioè 1150 € mensili , prendesse un mutuo, facciamo una via di mezzo tra i due estremi sopra calcolati, di 300.000 € ed ammettiamo sia a tasso 0 (ho qualche dubbio in merito), significherebbe che, ammesso non abbia una famiglia a carico, potrebbe pagare, per continuare a sopravvivere ed ammesso non abbia un affitto sul groppone (sappiamo che generalmente non è così), 300 euro al mese, ci vorrebbero giusto 83 anni (ricordo a tasso 0) per estinguerlo.
    Se pensiamo cosa si possa fare con 800 € al mese oggi, non ci attende un futuro molto rigoglioso, in più, storicamente, tutte le iniezioni di liquidità in aiuto della finanza durante le sue crisi, ha portato ad un aumento vertiginoso dell’inflazione, quindi i nostri 800 €, potrebbero subire una graduale contrarzione del potere d’acquisto pari a 700, 600, 500, 400€ (speriamo che basti, ma voglio essere ottimista).
    Figuriamoci se, parificando il generale calo dell’occupazione, ad una famiglia monoreddito, che magari in più paga un affitto cosa verrebbe fuori.
    Se volessimo pagare quel folle debito, affidandoci a grandi opere, probabilmente dovremmo fare una decina di autostrade che attraversino gli oceani (prendendo come esempio un miliardo di euro circa al km del costo del ponte sullo stretto di Messina), per creare un volume di lavoro circa pari alle stime delle azioni tossiche, ma, siccome materiali, progetti e manodopera, non sono gratuiti, bisognerebbe costruirne, considerando anche il prevedibile aumento del prelievo fiscale sul già esistente, ad occhio e croce almeno il doppio o il triplo, cioè 20 o 30.
    Naturalmente, fermo restando questo sistema, l’enorme massa finanziaria che servirebbe a realizzarlo, rientrerebbe nel meccanismo mutui e buoni di stato, praticamente, non se ne uscirebbe più.
    Sicuramente, questo paragone farà acqua da tutte le parti, ma, credo, non si allontani così tanto dalla realtà, ma, se così non fosse, desidererei, che uno dei tanti esperti o presunti tale, che in questi giorni tempestano il web, mi spiegassero qualcosa di concreto con cifre alla mano, possibilmente realistiche.
    Dare facili e generiche ricette può fare audience mediatico, ma essere precisi (magari con i dati già noti, anche se non definitivi) è ben altra cosa.
    Non sono un economista, quindi posso azzardare usando un po’ di logica e se ho detto grosse castronerie sarei felice veramente di essere, ma con ben motivati argomenti, sconfessato, almeno ci capiremmo qualcosa di più.
    Un’opera di queto genere (l’ho presa solltanto come esempio quantitativo, naturalmente), essendo geologo, ti posso dire, che comporterebbe lo spianamento di un indefinito numero di montagne, per la parte cementizia, un estrazione altrettanto enorme di ferro ed un utilizzo smodato del petrolio per gli asfalti (tralasciamo l’enorme numero di autogrill per chi volsse affrontare un viaggio di questo genere (altrimenti moriremmo soffocati dai viveri in macchina) e quello delle pompe di benzina.
    Un autentico disastro ecologico, senza neanche essere sicuri che possa risolvere il problema.
    Quindi la risoluzione di questa crisi con il sistema finanziario attuale è improponibile, non possiamo permetterci di continuare ad alimentare la macchina consumistica con il credito, staremmo da capo a quindici se non peggio.
    In più, l’ecosistema ci sta mandando chiari messaggi di intolleranza già ora.
    Qui mi fermo.
    Ciao

  • alcenero

    Ciao a tutti, credo si tratti proprio di 55000 miliardi di dollari, anche la CNN dà la stessa cifra:

    http://money.cnn.com/2008/09/30/magazines/fortune/varchaver_derivatives_short.fortune/index.htm?postversion=2008093012

    Quindi la traduzione in miliardi italiani dovrebbe essere dal significato “americano”

  • ghigo

    oggi c’è l’eco in queste pagine 😉

  • paolapisi

    Ciao a te. E grazie: sì, sono “solo” 55.000 miliardi di dollari. Allora possiamo stare tranquilli… 😉

  • paolapisi

    Ciao geopardy
    “anch’io sono interista”: ci avrei giurato 😉

    Di macroeconomia non ci capisco quasi niente, quindi tendo un po’ a fidarmi di chi stimo: e io credo che Floyd sia uno dei pochissimi giornalisti sicuramente in buonafede ( ci sono alcuni punti, non di economia, su cui dissento fortemente da lui, ma la sua buona fede non mi pare possa essere messa in discussione). L’unica cosa che mi aveva dato davvero molto fastidio negli ultimi tempi, specie sui siti alternativi USA, era stato lo spargimento di panico a piene mani, su obiettivi sbagliate (la sicurezza dei conti correnti, etc.) e la diffusione di rumors grotteschi (ci sarebbe un ente misterioso governativo, il PPT, che comprerebbe azioni a tutto spiano, e senza il quale il Dow sarebbe a 200 punti massimo, etc. etc. ). E anche il gaudio con cui i suddetti siti hanno accolto i crolli economico-finanziari, senza proporre reali soluzioni politiche.

    Arrivando alla microeconomia, mi spieghi come fa a campare, anche senza mutuo, una persona con 1150 euro mensili, specie se abita in una grande città? Io sono una scialona, ma se mi dicessero di vivere con 1150 euro al mese, senza affitto da pagare e senza mutuo, ci potrei riuscire con grande sforzo, sudore e fatica per un mese o due, ma alla prima spesa imprevista che faccio? Togli luce, gas, telefono, spese condominiali, riscaldamento, tassa sulla monnezza, rimane ben poco. figuriamioci se uno ha pure l ‘automobile. E, come dici giustamente, 1150 euro sono lo stipendio medio: dunque lo stipendio medio in italia è al di sotto del livello di sopravvivenza. Mezza italia in realtà sta vivendo sulle spalle dei genitori, la generazione che con la liquidazione ci poteva comprare la casa per i figli. Vorrei sapere quanti italiani sotto i 40 anni hanno comprato la casa con i soldi propri e non con quelli di mamma e papà. Quello che intendo dire è che secondo me fra qualche anno in Italia scoppieranno scontri sociali, perchè una nazione non può andare avanti se lo stipendio medio non permette di campare. E i nostri signori politici non se ne rendono minimamente conto. Ricordo un porta a porta in campagna elettorale, in cui c’era una cialtrona di Rifondazione comunista di gran famiglia milanese, con erre moscia e birignao. A un certo punto hanno intervistato un tizio del pubblico, e gli hanno chiesto quanto guadagnava. Quello ha detto “intorno ai 1600 euro mensili”. E la rifondina comunista.”O miooooooooooo Diooooooooo! E scandaloso che ci sia gente che lavora per così poco, assssssssssolutamente scandaloooooooooso”. Senza commento.

  • geopardy

    carissima,
    innanzitutto mi scuso per le molteplici pubblicazioni, ma non so cosa avesse oggi il sito, non so neanche come sia stato possibile, forse una di troppo può darsi, ma addirittura tre.
    Torniamo al’argomento, poichè io vivo in provincia, ma ho anche abitato nella metropoli di Roma e nella città di Bologna, in tempi non ancora così inflazionati, ti dò pienamente ragione, ma 1150 € è realmente quanto più si approssima alla realtà italiana, aldilà delle satistiche che ci danno a 35000 €, certo se consideriamo i vari Tronchetti (Provera) della felicità e tutta la compagnia briscola della cosiddetta casta con i suoi molti legami nel territorio può essere.
    A pagare le tasse del sistema sono prevalentemente le fasce basse, quindi per ripagare eventuali ineterventi pubblici, lì si andrà a picchiare, temo.
    Da noi, ti faccio un esempio spicciolo, che funga da specchio del nostro sistema imprenditoriale, c’è un industriale di rilevanti proporzioni (non faccio nomi volutamente, ma ti assicuro che è così), che ha aperto un mega stabilimento con un indotto di migliaia di lavoratori in Russia e lo ha fatto con soldi destinati alla regione (quindi pubblici), non rischiando praticamente niente, mantre qui sta delocalizzando visibilmente.
    A fronte di ciò, immagina che ciò avvenga in tutto il territorio e trai le tue conclusioni, in più combina la cosa con la crisi finanziaria in atto di cui, molto probabilmente, non abbiamo neanche assaporato l’effetto reale, poi giudica quale futuro possa attenderci.
    Mi sembra palese che qualcosa di profondamente strutturale dovrà cambiare prima o poi, ma, secondo me, sarà alquanto dificile che si torni ai livelli di consumo dell’ultimo decennio, altrimenti i nostri figli e nipoti ci malediranno.
    Sono sempre più convinto che la stragrande maggioranza della popolazione dovrà rivedere di molto il proprio stile di vita (per me, personalmente, è un bene).
    Ciao

  • geopardy

    Premesso, che sarebbe stata una cifra gigantesca anche se fossero stati qualche migliaio, figuraiamoci 55 mila miliardi, ma in numerosi siti web è riportata questa schermata di calcoli:

    I derivati sono 500 Trilioni (500 mila miliardi di dollari)

    i cds sono 55 trilioni (55 mila miliardi di dollari)

    i cdo sono 4 trilioni ( 4 mila miliardi di dollari)

    i subprime sono 1,7 trilioni ( 1700 miliardi di dollari)

    Come vedete i subprime, che sono alla base dell’esplosione della crisi, sono un numero estremamente minore).
    Sembrano quasi, come qualcuno sostien, un banale capro espiatorio, oppure la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

    Non so se siano reali, ma sono compatibili, facendo la somma, con la cifra riferita e data per non definitiva, dal direttore del Sole 24 ore, durante la trasmissione di matrix.
    Potrebbe essere facile confondersi, poichè, sono differenti tipologie di azioni.
    Sicuramente, le cifre reali non ce le faranno sapere, come da stile, ormai, consolidato.

    Ciao

  • paolapisi

    Secondo le statistiche il reddito medio italiano è 26.000 euro (lordi), togli il 30% di tasse e dividi x 13 (c’è anche la tredicisima) e si arriva a 1400 euro al mese. In una statistica che comprende anche Tronchetti Provera e amici e che comprende anche il reddito non da lavoro (per ogni italiano che paga l’affitto ce ne è uno che lo intasca). Dunque lo stipendio medio è esattaemente quello che dici tu o forse perfino meno. Sono d’accordo con te su tutto, tranne che non credo sia un bene l’abbassamento dello stile di vita. O meglio, lo sarebbe se dovesse investire le fasce alte, ma invece a essere fregati saranno i poveracci. Quello che calerà sarà il consumo delle bistecche, non delle schifezze da migliaia e milgiaia di euro di Versace: Anche ora, gli unici a non essere investiti dalla crisi sono i generi di iperlusso, che invece vanno benissimo. Io spero che ci sia un risveglio politico, anche se ora non se ne vedono le premesse: ma forse alla fine la pancia vuota aiuterà a pensare, chissà.

    Ciao a te.