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NATALE PAGANO

DI ALESSIO MANNINO
alessiomannino.blogspot.com

Il Natale non fa tutti più buoni: fa tutti più vuoti. Il cristiano che fa shopping di regali e strenne natalizie rappresenta un caso di sdoppiamento della personalità: in tutta buona fede crede che Gesù nacque figlio di Dio a Betlemme, segnando in una stalla lo spartiacque decisivo della storia umana; contemporaneamente, è perfettamente cosciente che tale evento non condiziona la sua vita reale, in quanto l’epoca moderna, disincantata e secolarizzata, è scristianizzata. Siccome l’economia tende a inglobare ogni forma di espressione umana, quegli appuntamenti che nonostante tutto mantengono in vita una sia pur debole fiammella di fede ultraterrena si trasformano in orge di bancomat e scontrini. Babbo Natale e l’albero dei doni, americanizzazioni di antichi miti pagani europei, vincono sul Bambinello e sulla Vergine, perché più adatti a innescare la corsa agli acquisti commerciali.

Questo lo sa benissimo anche il devoto che va alla messa notturna del 25 dicembre, e lo accetta di buon grado. Per quieto vivere, perché così fanno gli altri, per abitudine. Ma soprattutto perché, dopo due secoli di sistematica estirpazione del sacro dall’esistenza quotidiana, non riesce a percepire il divino. E lo sostituisce malamente con una fedeltà a riti di massa che non sono morti solo perché una parvenza di tradizione spirituale serve ad appagare il bisogno innato di trascendenza e di comunità. E’ la sensazione di una notte, sia chiaro. Per il resto c’è la carta di credito.
Eppure quel bisogno preme, non si dà pace, è insoddisfatto. Non è umanamente sostenibile una religiosità circoscritta a qualche giornata di contrizione ipocrita, o, bene che vada, alla particola domenicale. E’ nelle difficoltà di ogni giorno che al comune ateo travestito da credente manca la forza rassicurante e rigenerante del divino, del numinoso.
L’aura sacra che un tempo avvolgeva ogni momento del nostro passaggio sulla terra si è eclissata, scacciata con ignominia dalla spasmodica ricerca di ritrovare in tutto una causa dimostrabile.

La morte di Dio ci ha lasciati soli con una tecnica scientifica che ha razionalizzato la natura mortificandola, e con una logica economica che va per conto suo, incontrollata e disanimata, rubandoci la libertà di cambiare il corso della storia. Siamo soli col denaro, vero nostro Signore. Dice bene Sergio Sermonti, scienziato anti-scientista – un apparente ossimoro che gli è costato l’ostracismo pubblico: «Come insegnava Goethe, non dovremmo chiederci il perché ma il come delle cose. Nel chiedere il perché c’è un tacito presupposto che dietro ogni cosa ci sia un’intenzione, un proposito (appunto, un “perché”) e quindi che ogni cosa sia scomposta o scomponibile in fini e strumenti, o mezzi di produzione, come un’azienda umana. Sotto tutto questo c’è una sottile mentalità ottimistica, economicistica, produttivistica. No. Il mondo opera su un’altra dimensione, galleggia nell’eterno, è sospeso nell’infinito, ed è per l’appunto questo spostarci nelle sue dimensioni incantate il più raffinato e prezioso risultato della conoscenza, e non, al contrario, quello di rovesciare il mondo ai nostri piedi» (“L’anima scientifica”, La Finestra, Trento, 2003).

Per recuperare il senso del divino, il cristianesimo ormai serve a poco. E’ troppo compromesso con la modernizzazione, essendosene spesso lasciato usare come puntello e bandiera. Le Chiese sopravvivono nell’acquiescenza allo stile di vita radicalmente anticristiano dell’uomo consumato dai consumi. In particolare i Papi, incluso l’ultimo, il tradizionalista Ratzinger, si sono arresi a Mammona, e non c’è un prete a pagarlo oro che si scagli contro i moderni mercanti nel tempio: preferiscono i facili anatemi sulle unioni omosessuali e le comode prediche sulla fame in Africa. Il cristiano ha dimenticato il pauperismo di San Francesco d’Assisi, ha rinnegato l’umanesimo dei pontefici rinascimentali, ha sepolto l’antimodernismo del Sillabo, con Lutero e Calvino è stato all’origine stessa dell’etica capitalistica. Si è adattato al materialismo con il Concilio Vaticano II e allo showbusiness con Giovanni Paolo II: rinunciando alla lotta contro il mondo, non costituisce nessuna minaccia per il MacWorld. Anzi gli fa da angolo cottura spirituale.

Da chi o da cosa, allora, può venire un aiuto per liberare la divinità prigioniera che scalpita dentro di noi? L’ostacolo viene dal fatto che il cosiddetto progresso, scomponendo razionalmente la natura e violentandola nell’insaziabile tentativo di piegarla, l’ha resa muta e l’ha eliminata dalla nostra esperienza quotidiana. Da un lato non ci fa più alcuna paura, la paura ancestrale che è il moto d’animo originario di qualsiasi cultura. Dall’altro l’elemento naturale, incontaminato o non del tutto antropomorfizzato (com’erano ancora le vaste campagne nell’Ottocento e nel primo Novecento) si è via via ristretto e diradato. E’ letteralmente scomparso dalla nostra vista.


Oggi la stragrande maggioranza della popolazione mondiale vive concentrata come formiche in centri urbani sovraffollati, dove il verde è rinchiuso in minuscole riserve talmente artificiose che la regola è di non calpestare le aiuole. I bambini non fanno più conoscenza con la terra perché non ne hanno più sotto casa, non s’incuriosiscono scoprendo insetti e animali perché abitano circondati dal cemento e non si sporcano nemmeno più, perché passano il tempo ipnotizzati davanti a computer, televisione e videogiochi. Nei weekend o in vacanza le famigliole si recano diligentemente al mare o in montagna, ma a parte qualche bagno o escursione, inquadrati in ferie organizzate a puntino con tutti i comfort, il contatto con le forze naturali è minimo, povero, addomesticato. Sempre insufficiente a resuscitare una risonanza interiore fra l’io individuale e il cosmo, fra il sentimento della propria limitatezza personale e il sentimento di appartenere al tutto, all’organismo della vita. E’ in questa corrispondenza che si può provare la percezione che in un orizzonte, in un albero, in un filo d’erba, in un soffio di vento, in ogni singolo nostro respiro esista un’anima, cioè un dio. Ma se non si sperimenta in sé questa immediatezza, anche il discorso più ispirato resta lettera morta, una pia intenzione romantica.

La gioia im-mediata di sentirsi partecipe di un grande Essere ci è preclusa dal sovraccarico di costruzioni mediate, razionalistiche, cervellotiche e meccaniche con cui abbiamo imparato a guardare e toccare ciò che ci circonda. Questa è la malattia che ci portiamo addosso: l’eccesso di ragionamenti che desertifica il nostro bosco profondo. L’uomo scettico e che la sa lunga ha orrore della naturalità nuda e pura, e se non può manipolarla con la sua scienza maniacale e coi suoi aggeggi tecnologici, la respinge, dipingendola come un caos di animalità bruta e senza controllo. Ma basta uno tsunami, un terremoto o l’esplosione di furia omicida (anche questa è “natura”) per rendergli la pariglia e mostrargli che Madre Terra, vilipesa e umiliata, è sempre lì, pronta a risvegliarsi.

Scegliere consapevolmente di risvegliarla non è possibile, per ora, nemmeno nel privato del proprio foro interiore. Il salto è accessibile solo a una condizione, oggi impraticabile a livello di massa: il ritorno a un sistema di vita più semplice e scandito dai ritmi naturali. Eppure, se tu che mi leggi non cominci almeno a porti il problema, l’impossibile resterà impossibile per sempre.

Alessio Mannino
Fonte: http://alessiomannino.blogspot.com
Link: http://alessiomannino.blogspot.com/2011/12/natale-pagano.html
22.12.2011

Pubblicato da Davide

  • segretius

    cosa dire…….bellissimo articolo

  • Tao

    Un tempo era bello credere a Gesù bambino che portava i regali. Era divertente giocare con la fantasia.Ora non serve. Consumiamo tutto l’anno e genitori e figli sono senza desideri.Nonostante manchi quasi un mese al 25 dicembre sono già cominciate le feste di Natale. Le città sono tutte piene di luminarie e i negozi pavesati a festa, in qualche paese è già stato allestito il presepe dove i pastori o i Magi hanno le sembianze di Battisti, di Clinton e di altri personaggi dell’attualità. Diciamo la verità: anche il Natale è diventato una festa insopportabile. Un tempo era la più bella e la più attesa, anche perché era l’unica. Noi bambini l’aspettavamo spasmodicamente tutto l’anno. E quando finalmente arrivava, e si consumava rapidamente in quella magica notte del 24, eravamo come colti di sorpresa. Ma anche gli adulti lo vivevano con la stessa intensità e commozione.

    Lo so, per riflesso, dai volti dei miei genitori. Lo so, di persona, perché anch’io vissi così i miei primi Natali da adulto e, in seguito, da padre. Il Natale era ancora, negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, una festa che aveva qualcosa a che fare con lo spirito e con l’anima. Non era necessario essere cristiani per pensare che in quella notte si compiva un evento straordinario, che per i credenti era la nascita di Gesù, e per gli altri (per me, per esempio, che sono di madrepatria russa, dove si festeggia non Cristo ma «papà Gelo» ) era qualcosa di magico e di fatato, di irrazionale, di incomprensibile. Pensavamo sul serio che il giorno di Natale gli uomini fossero tutti un poco più buoni. Ricordo ancora la mia sorpresa quando, già ventunenne, un vigile mi appioppò una multa per sosta vietata proprio la notte del 24 dicembre. «Ma è Natale», gli dissi. Secondo quel me ragazzo i vigili non avrebbero dovuto dare multe in una notte come quella. Perche anche i vigili, a Natale, doveva- no,essere più buoni, più tolleranti, più comprensivi. E inutile dire che ho creduto a Babbo Natale fino ai limiti dell’impossibile. E guardavo con disdegno e con un certo orrore il compagnuccio di scuola, già scafato e saputello, che voleva convincermi che Babbo Natale non esisteva e che era tutto un imbroglio.

    La notte di Natale, dopo che i miei mi avevano messo a letto, cantavo a squarciagola nel tentativo di non addormentarmi e di beccarlo quando arrivava. Ma regolarmente mi assopivo prima della fatidica mezzanotte consentendo così a mio padre, a mia madre e a mia sorella, più grande di me di nove anni, di preparare l’albero. Perchè a casa mia anche l’albero veniva portato da Babbo Natale insieme con le ghirlande, i fili d’angelo, le candeline, le palle e gli altri oggettini di vetro gonfiato che lo addobbavano. Ed era sempre un pino alto fino al soffitto, enorme, perché così voleva mia madre in ricordo della sua terra russa.

    Credo che nulla potrà mai restituirmi la magia di quel momento in cui i miei mi permettevano di entrare nella sala abbuiata dalle tapparelle abbassate e vedevo l’albero illuminato dalle candele e sotto, nella penombra, i pacchetti con i regali. Perche, certo, c’erano anche i regali, chiesti con regolare lettera, correttamente francobollata e indirizzata con precisione «a Babbo Natale, in Cielo»: i soldatini, il teatro delle marionette, un gioco di società, un libro di figure, kit del piccolo prestigiatore e per i bambini ricchi, ma davvero ricchi, il trenino elettrico. Povere cose, semplici cose, rispetto a quello che ricevono i bambini e i ragazzi d’oggi, abituati a ben altro e a girare col denaro in tasca, ma che per noi coniugavano la parola proibita, «felicità», perché, assieme a quelli del compleanno, erano i soli giochi che ricevevamo nell’arco di dodici mesi durante i quali avremmo dovuto fare con quelli o con quegli altri creati dalla nostra inesausta fantasia.

    Oggi il Natale è una festa come un’altra. Anzi un «evento» come un altro. Vale la Pasqua, il carnevale, la Festa della mamma, del papà, dei fidanzati, un concerto dei Take That, l’arrivo di Madonna o di Robbie Williams, il Festival di Sanremo, la gara di Formula Uno, Wimbledon, i Campionati del mondo, i Campionati d’Europa, la Champions League, la Coppa Uefa, la Coppa delle coppe, il Festival di Venezia, quello di Cannes, le sfilate di moda di Milano, di Roma, di Parigi, di New York e gli altri mille «eventi» che ogni giorno le Tv ci rimandano da tutto il mondo.Le città accendono le loro luminarie e i negozi infiocchettano e abbelliscono le loro vetrine. Ma cosa possono mostrare di più e di diverso dalla cornucopia di beni di cui fanno offerta tutto l’anno? E che cosa può desiderare un ragazzo che ha già tutto? Per il quale il computer simula perfettamente quei giochi che noi ci dovevamo inventare con i tollini, con i tappi di sughero, con le latte, con le piste disegnate col gesso? Cosa può ancora vedere, cosa lo può incuriosire, dopo che la tivù gli ha fatto vedere tutto? Noi avevamo gli animali di terracotta e qualche volta -ed era un avvenimento -ci portavano allo zoo, questi hanno le trasmissioni di Piero Angela dove anche i misteriosi è mostruosi accoppiamenti negli abissi marini vengono svelati fin nel dettaglio.

    Il Natale è una festa commerciale, come tutta la nostra vita. Per questo si comincia a battere la grancassa un mese prima. E’ una sovraeccitazione drogata, pilotata, penosa, fastidiosa e inutile perché c’è poco da eccitare in una società estenuata, sfibrata, che vive in perenne stato di overdose. La felicità è un attimo che non può essere dilatato. E Natale non è più Natale perché adesso è Natale tutto l’anno.

    Massimo Fini

    via http://www.ilribelle.com
    24.12.2011

  • borat

    l’articolo è veramente bello ma il messaggio è fiacco e sconclusionato

  • Fabriizio

    bell’articolo.

    Aggiungerei che nell’era del consumismo, gli umani poi finiscono a cercare il contatto con il divino, a pagamento.

    Pagando al grammo la sostanza idonea.

    Poi la mattina dopo ci si fa una doccia, un caffè, e si riparte piu’ razionali di prima …

  • paulo

    Dio, nella sua saggezza, ha dato all’uomo la libertà di farsi anche del male, ma ha messo dei “sistemi” di sicurezza nell’universo. Quando l’uomo abusa della sua libertà (consumismo, avidità, violenze), viene ricondotto dal suo stesso agire, tramite un collasso, ad un stato di caos che lo mette faccia a faccia con i suoi errori. Siamo proprio a questo punto. L’umanità, dopo molti abusi, sta per vedere il collasso di molte illusioni. Abbiate fede, alla fine l’essere umano troverà la via. Come succede in molte vite singole (santi e saggi) succederà all’intera umanità di uscire dagli abbagli.

  • Simulacres

    “Natale. Giostre di luci inebriano buffi visetti di ragazzini in vita”

    Avevo 16 anni quando scrissi questa frase ispiratami da una sorta di magica e fantasmagorica atmosfera che si respirava, quel pomeriggio, per le vie del centro verso l’imbrunire. Quando le luminarie, le vetrine scintillanti dei negozi già mostravano la gloria dei suoi splendori, dall’altro lato della via… in un chiarore accecante, notai un gruppetto di genitori e di bambini dalle guance sorridenti assiepati davanti a una vetrina dalle cornici dorate e sfavillanti. Quei visetti erano straordinariamente ammaliati, splendidamente felici. Tutti quegli occhioni spalancati, appiccicati alla vetrina, fissavano il giostrare abbagliante, sebbene con diverse sfumature, con pari ammirazione: “che bello, che bello!” ripetevano.
    Erano troppo affascinati per desiderare qualcosa di diverso o esprimere qualcosa di diverso se non una semplicissima gioia profonda e impagabile.

    Tant’è che nessuno di quei bimbi non ebbero “altre” pretese sì che si lasciarono prendere per la manina dai rispettivi genitori per tornarsene a casa felici, felici,felici.

    Quello (da agnostico) fu davvero un Magico-Natale. Lo ricordo ancora: non solo ero intenerito da quella “visione” ma m’ha riempito l’anima di bellezza e di piacere.

    Per quanto mi riguarda, è da tempo – credo, saranno più di vent’anni, ormai, che il giorno di Natale pratico il digiuno e l’isolamento – che ho rinunciato alla celebrazione di un rito scemato ed estirpato dei valori cui era irto il suo – inesorabilmente incompiuto – significato, trasformato, oggigiorno, a una mera ed effimera corsa ad un consumismo spasmodico nell’illusione di dare un significato a una esistenza frenetica senza senso se non la gran fatica di trovare una giustificazione a quell’essere che ci è stato affidato, come un’ideale universale, per avventurarsi nelle contraddizioni che conducono nell’incubo assurdo dell’infinito, ossia su quell’immenso palcoscenico del “tanto pianto e tanto riso” che è l’esistenza umana.

    ps. x l’autore dell’articolo: semplicemente “sfavillante”

  • poisonedtooth

    Signor Mannino (anche se non mi ascolta), non mi sperticherò in eloqui, semplicemente uno dei più bei articoli che io abbia letto qui su comedonchischotte, e dire che di bei articoli ne pubblicano.
    Lei centra in poche righe l’elemento focale della miseria intellettuale, spirituale e fisica che ammorba da tempo la società occidentale in primis, e a seguire le altre che hanno deciso di seguire il nostro modello vuoto e irriempibile.
    L’uomo moderno vive la spersonalizzazione più profonda mai sperimentata, egli non è più l’uomo naturale, ma ha intrapreso la via senza ritorno della disumanizzazione, in nome della scienza, senza sapere bene in cosa si stia trasformando.
    Se madre natura non porrà un freno, si perchè l’uomo non lo porrà di certo anzi preme sull’accellaratore del “progresso”, l’epoca che stiamo vivendo sarà definita come l’ultima vissuta dall’homo sapiens, mentre la prossima, che riesco appena ad immaginare, vedrà l’affermazione definitiva del proto-umano; la nuova generazione è pronta per la trasformazione, è stata allevata per questo.
    Io, che l’ho letta, da tempo mi pongo il problema, e anche se ritengo impossibile l’inversione di tendenza, a meno che non intervenga un qualche importante cataclisma, ho scelto di iniziare finalmente il mio percorso a ritroso nei secoli, me ne andrò da qui, alla ricerca di qualche angolo dove la natura domina ancora sovrana, e cercherò di imparare a vivere con e attraverso essa. Rinuncio alla modernità, alla tecnologia, alla ricerca dei soldi, e spero di ritrovare Dio ancora vivo, nascosto in qualche bosco o dietro alla cascata, che mi racconti com’era la terra prima della comparsa dell’uomo, e com’era l’uomo che fu, quando viveva in simbiosi con la natura, l’amava e la rispettava. Quella terra che era il paradiso degli esseri che ci vivevano, e che la specie umana, in nome del progresso scientifico, sta rapidamente trasformando in un autentico inferno.

  • wewantdefault

    A volte per fare 2 passi avanti è necessario saperne fare 1 indietro. che non è cosa da poco nè da tutti peró, perchè presuppone una mauritá interiore che non tutti presentano. questo mi porta ad un gran dilemma personale, poi non so voi: che devo farne di coloro che non presentano qst maturità e che ci trascinano tutti nel fango? Devo aspettare che capiscano? O devo schiacciarli come scarafaggi per il bene di tutti? devo essere tollerante? Oppure intransigente? cercare di spiegare o lasciare che muoiano come mosche? Come far loro capire che il loro non essere adatti a stare al mondo mette tutti in pericolo? ogni vostra riflessione o consiglio sono ben accetti. E Auguri a tutti, mai come in qst periodo storico c’è bisogno di farsene..

  • Nauseato

    Forse dovresti sempre provare a spiegare mettendo in conto che essere accettato e compreso se non molto raramente sarà già un sorprendente successo. Molto altro temo non potrai fare.

  • Neriana

    Non ho mai amato il Natale cristiano..dove un bambino portava i doni ai bambini gia’ ricchi. Ero attratta dalle lucette dell’albero, e delle strade, lucette che rendevano meno nera la notte, in quelle giornate avare di Sole. Solo piu’ tardi negli anni ho scoperto che le luci erano un retaggio pagano, affascinante, un incoraggiamento al Sole a non diventare sempre piu breve nel suo percorso in cielo. Da allora il Sole e’ stato il mio “sacro”, la mia gioia, la manifetazione della vita. Il Sole che e’ per tutti , in tutto il mondo, che rende tutti uguali, che serve ai contadini di tutto il mondo. Forse, il dio geloso delle religioni, ha fatto perdere il senso del Natale, ovvero del Sol Invictas, il Sole Bambino, che per il bene di tutti i viventi, riprende ad allungare il suo percorso in cielo , nella speranza di una nuova primavera. La vera religiosita’, a mio avviso, non e’ nella storiella di Gesu bambino, ma nella percezione che siamo in una dimensione cosmica, sospesi nel buio di un infinito universo, e con l’immenso dono miracoloso del Sole, che ci regala cieli blu, calore, luce, vita.

  • nettuno

    Si cominciano a capire alcuni motivi delle conversioni all’Islam. Il ramadan è un festa religiosa islamica e rimane tale fin che il credente riesce a digiunare .. Un ricorrenza al contrario del nostro Natale ove siamo obbligati a mangiare troppo e con altri.. Ecco cosa ci manca , la fame… Abbiate fede presto arriverà anche la santa fame e senza dovere aspettare il 25 dicembre prossimo… M M 11.11.11

  • Jor-el

    Evidentemente sono insensibile e stupido. A me questo articolo non è parso niente di speciale: il solito fervorino anticonsumista natalizio. Ne leggo da quando facevo le elementari. Molti molti, molti natali fa.

  • Ercole

    Nell,ambito della propieta privata ogni uomo si ingegna a procurare all,altro uomo un nuovo bisogno ,per costringerlo ad un nuovo sacrificio per ridurlo ad una nuova forma di dipendenza e spingerlo ad un nuovo modo di godimento.Con la massa degli oggetti cresce quindi la sfera degli oggetti estranei a cui l,uomo viene soggiogato…..

  • maristaurru

    Mi sembra che ci stiamo facendo prendere dalla sconclusionatezza dei nostri persuasori occulti che ci vogliono rassegnati alla povertà che ci stanno rpocurando ad arte.. capitelo.. ad arte! Questo articolo scemo è in linea: una marmellata di New age, anticonsumismo, ritorno ad una vita semplice, come se fossimo tutti gaudenti spensierati e non il popolo che, dati statistici a livello Europeo hanno stabilito lavorare più degli altri. Insomma, basta colpevolizzarci . E soprattutto non diciamo cretinate, dobbiamo aver fame per credere in dio? ma che dite!! Sapete quanti poveri questi criminali hanno creato in Italia in questi ultimi anni? Non sono diventati nè particolarmente credenti nè santi, sono poveri,hanno fame e frugano nei rifiuti… non hanno tempo per pensare a dio, se ci credono si consolano, se no se ne fregano… ebbasta con i luoghi comuni!! Non vi bastano le cretinate e le balle che vi ammanniscono i potenti , i super burokrati, i politici, i vari dittatorelli europei?

  • Primadellesabbie

    In una Civiltà umana degna di questo nome (ricca o povera, semplice o complessa) ogni azione, ogni mestiere emana un contenuto simbolico che lo rende rituale e induce chi lo pratica, o ne sia coinvolto, a volgere la propria capacità di comprensione in sintonia con gli scopi dell’esistenza. Si determina così la crescita di ciascuno secondo le sue potenzialità e si srotola il destino. Nel linguaggio del cristianesimo si dice che agisce lo Spirito Santo, interferire in questo meccanismo dovrebbe costituire il “peccato che non verrà perdonato”.

    Noi non abbiamo conosciuto una Civiltà (tranne brevemente: attorno all’anno 1100 parve ricomporsi). Abbiamo goduto di una certa inerzia che si é via via affievolita. Oramai i nostri gesti ed i nostri mestieri sono arbitrari e improvvisati. La ritualità ci é sconosciuta. La “magia” che ne scaturisce é quindi di segno negativo e gli esiti sono quelli che vediamo. La vita diviene vuota e ciascuno cerca una ricetta per vincere una latente nostalgia che prende direzioni diverse a seconda della natura. Spesso qualcuno invoca, come Mannino nel suo bel articolo, un velo di moralismo (che non risolve nulla). Altri pensano ad un’organizzazione sociale di un determinato tipo, alla distribuzione delle risorse o del potere…

    Molte malattie che ci colpiscono sembrano peculiari di questo stato di cose (si pensi alla diffusione della depressione). Le stesse organizzazioni tradizionali che custodiscono i simboli paiono afflitte da traversie. Questi sono i tempi.

  • Tanita

    Il Natale, qui a sud, é diverso, molto.
    Fino piú o meno a Neuquén, nella Patagonia, le cittá sono in genere surriscaldate dal sole e dal daffarsi per la cena del 24. Nella zona centro e sud dell’Argentina si mangia perlopiú “asado”, carne arrostita alla brace, di ogni tipo: vitello, maialino, agnello, capretto, pollo, e gli immancabili salsicciotti di diversi tipi (“chorizos”, da queste parti), compresi quelli fatti col sangue (che a me non piacciono per niente).

    Una varietá d’insalate fresche accompagnano, di verdure, uova, legumi, gli immancabili pomodori e senz’altro le uova. Di entrate ce ne sono tante dipendendo dalla provenienza culturale delle famiglie. Noi italiani (figli, nipoti, pronipoti di italiani) scegliamo (insieme con i discendenti di spagnoli) abbondanti tavole di prosciutti, salami, formaggi (sono squisiti i nostri formaggi), e tanti altri salumi anch’essi molto buoni, poi il vitel tonné e via dritto al l’ “asado” che comunque é un classico da noi, in Uruguay, in Brasile.
    Siccome fa molto caldo, viene poi la macedonia di frutte fresche con il gelato, e ognuni aggiunge i suoi dolci preferiti, come il tiramisú, le tarte di frutta e altre delizie in cui si fondono le nostre ereditá europee e quelle dei popoli originari.

    I nostri pani sono meno variati dei vostri ma di eccellente qualitá come pure la pasticceria. I panettoni non hanno nulla da invidiare a quelli italiani ma c’é una cosa che parecchi di noi siamo disposti a pagare bene e cercare per ore e persino giorni: il Pandoro. Quest’anno ne ho acquistato due veronesi a Buenos Aires per 20 euro apross. ciascuno: Mi lecco i baffi col pensiero della colazione di domani mattina, caffé latte e pandoro, wow!

    I torroncini e tutto il resto delle buone cose con cioccolato vanno scelte con cura: pochi ma buoni. Pochi perché fa caldo e quello che va a ruba é il gelato. Buoni perché altrimenti ti ritrovi un pasticcio fuso per via delle alte temperature. E si tengono al fresco e al buio ma non nel frigo, of course.

    Niente cenoni come in italia con una fila di venti piatti (io non arrivavo mai al secondo eccetto che evitasse di mangiare buona parte degli antipasti, lá nella penisola).

    Il fritto misto (delizia “piamunteisa”) qualcuno di noi se lo fa d’inverno. Insomma, Natali semplici, un mucchio di gente che non crede in queste cose ma coglie l’occasione per trovarsi, condividere, farsi qualche omaggio l’un l’altro.

    “L’Argentina in fiamme” che sognava qualcuno per ritornare “sulla buona strada della speculazione” e gli affari per pochi non ha avuto luogo nemmeno questo Natale quassú nel Sud piú a Sud del Sudamerica.

    Auguri per voi.

  • ottavino

    Morale: che bel posto di merda che è l’occidente con gli occidentali dentro, naturalmente…

  • Bimbonanni

    Essendo agnostico non mi importa del significato religioso del Natale…può anche essere il simbolo della nascita di Vishnu Bambino che non mi cambia niente.

    Quello che mi piace del Natale è che, in un modo o nell’altro, “costringe” la gente a trovarsi assieme.

    Io vivo all’estero e tutti i giorni conduco una vita frenetica lontano dalla famiglia e gli affetti, senza sosta, devo pensare a risolvere i problemi, pensare come sopravvivere con pochi euro, fare questo fare quello e quasi smetto di pensare a me e agli altri.

    Le feste comandate sono l’unica scusa rimasta per obbligarsi a fermarsi un attimo, respirare, tornare tra i propri affetti e cercare di passare dieci giorni di serenità e relax prima che la Befana ci ri-costringa a ricominciare le corse quotidiane.

    Che sia poi una festa consumistica questo dipende unicamente da chi la vive in quest’ottica. A me piace molto fare regali, ne faccio anche durante l’anno, basta un pensiero, il Consumo della festa natalizia si può limitare a pochi euro…

    Ripeto, ben venga il Natale per potersi riappropriare di valori che, a causa della frenesia moderna, stanno lentamente svanendo.

    Buon Natale a tutti 🙂

  • Mondart

    Oooh, per fortuna qualcuno che capisce il giochetto. Buonismo da “coop fuxia”. Che sta bene con tutto. Peccato che costituisca proprio il background dove il Grande Parassita prospera, ben lungi dall’ ucciderlo.

  • Mondart

    Eppure quel pandoro veronese a 20 euro la dice lunga …

  • Mondart

    MA PER CORTESIA … !!!

    Parte bene ma chiosa malissimo Mannino: questo è buonismo finalizzato e “fuxia”, del più schifoso, untuoso, peloso e senza attributi che si trovi in circolazione. Cristo almeno i coglioni li aveva tirati fuori in un paio di occasioni per cacciare i parassiti dal tempio ( anche se poi ci hanno pensato Don Camillo e Peppone a rimettere le cose a posto ); Mannino con questa propaganda sottile invece altro non fa che preparare il terreno futuro al Grande Parassita, che da attuale virus Ebola si DEVE trasformare in Tenia, che vi si pianterà nel retto succhiandovi più lentamente, e senza uccidere i superstiti che saranno nel frattempo “decresciuti” in ogni senso. Anche numerico.

    Anzi, già che ci siamo perchè non indire anche una bella raccolta Theleton per il parassita ?? Perchè non aprire una bella Cooperativa di Solidarietà che lo aiuti a parassitarci meglio ???

    Perchè vedete, le cooperative “sociali” che tanta fortuna hanno avuto qui tra Emilia e Lombardia, sono il perfetto e pragmatico esempio di questa insinuosissima e pelosissima mentalità “caritatevole fuxia” ( Fabianesimo, siamo sempre lì ) che ti accoppa con una mano per soccorrerti con l’ altra, ovviamente speculandoci due volte. “Bombe umanitarie” senza esplosivo, ma sempre della stessa solfa si tratta.

    E la sottile linea di demarcazione tra quello che potrebbe essere un concetto condivisibilissimo e la sua attuazione pratica sta proprio, per fare un esempio, tra gli 800 Euro che la Cooperativa si intasca per “soccorrere” un handicappato ed i 250 percepiti da quest’ ultimo per sistemare la mercanzia nei loro supermercati ipocritamente “localisti” … Est modus in rebus parbleu, anche nella “messa in culo” ( visto che siamo in tema ): e prenderselo nel didietro due volte è da coglioni, non solo da sfruttati.
    E se essere sfruttati può anche essere una “conditio sine qua non”, essere coglioni NO. Parbleu.

    PER ALTRO VERSO l’ articolo la dice lunga sull’ intero MODUS AGENDI DEL PARASSITA: 12 saggi in barba bianca ( sia detto in senso figurato, of course ) non avrebbero mai potuto giungere a tale livello di controllo se non avessero esteso la loro filosofia del “vivere parassitando” ad una ben più ampia fetta di lecchini ben pasciuti, vuotamente logorroici e smaniosi di brillare di luce riflessa … non solo pennivendoli, ma tutta l’ ampia schiera di “pubblici amministratori” in senso lato, a partire proprio da Verdi, Arancioni e Fuxia di ogni genìa: i più schifosi, i più insulsi colori che, ben lungi dall’ essere “colori forti”, han sempre mostrato la spiccata tendenza di star bene con tutto, peggio del prezzemolo.

    ARCHITETTI !!! … Mi auguro per voi e per i posteri che sappiate gestire questa “trasmutazione virale” prossima ventura, perchè ahimè il virus troppo letale finisce sempre col soccombere assieme alla sua vittima.

    Quanto ai sopravvissuti, beh, personalmente non ne farei esattamente un motivo di vanto e orgoglio andarmene in giro con una tenia piantata nel culo … anche sapendo che sarà giococorza fare di necessità virtù.

  • Mondart

    PS: MANIFESTO PROGRAMMATICO DELL’ ELITE ?

    Il senso cambia abbastanza se invece lo si legge come uno dei tanti messaggi più o meno criptati che la classe egemone manda a sè stessa e ai suoi attuatori. In effetti ha tutta l’ aria di essere una sorta di “manifesto programmatico” del futuro modus operandi dell’ èlite, un atteggiamento che dovrà “ridimensionarsi nelle aspettative” rispetto a quello ingordamente fagocita e devastante fin qui tenuto.

    In sintesi un messaggio dell’ Impero ai suoi Feudatari e Vassalli: “Oh, guarda che la fase esplosiva fin qui tenuta è stata necessaria al conseguimento e messa in sicurezza del potere; ora che esso è stato conseguito e più ampiamente consolidato ( da ogni minaccia di ritorno allo status-ante ), occorre passare alla fase 2, meno esplosiva, meno ingorda, della sua gestione … Non vorrete mica finire col mangiarvi tra voi, o col morire assieme al corpo sociale che tutti insieme allegramente possiamo a lungo parassitare se appena moderiamo un po’ i modi fin qui resi necessari ?” … Insomma il manifesto della futura strategia, riguardante l’ èlite che mantiene la possibilità di scelta a noi del tutto preclusa.

    E visto il carico a coppe di sfoggio intellettuale su correnti di pensiero passate e future, e relativi consigli per gli acquisti, pare proprio essere l’ intellighentia il suo più consono destinatario.
    Del resto i “condottieri” vanno frenati dopo la conquista nella loro bramosia; del resto “l’ infeudamento” rurale dei vassalli, ed una fase di più tranquillo dominio, è proprio quanto si rende ora necessario … senza dire che suona stolto un invito a “decrescere” a chi non ha più neanche le mutande addosso, mentre l’ invito al condottiero a trasformarsi ora in nobile tenutario è assai più logico e appropriato alla fase prossima ventura, come successe al tempo delle Signorie post-comunali.

    Insomma, è “la volontà del Re” che si manifesta in questi e simili messaggi dal lessico tipicamente massonico. Un Re che si rivolge ai cortigiani, non certo alla plebe già posta in condizioni di assoluta mancanza di scelta …

  • Mondart

    Comunque, se lo leggi come “manifesto d’ intenti” ( è all’ èlite che sta parlando Mannino, non al volgo … nota la terminologia, il sottinteso, il riferimento filosofico e culturale ), ha un senso perfettamente compiuto, ben lungi dall’ essere “scemo e sconclusionato”, anzi !!

    E’ il bignami di quell’ imperativo “CHANGE !” di cui non a caso è proprio l’ intellighentia a riempirsi la bocca …

  • Fedeledellacroce

    In veritá, in veritá vi dico, non esiste alcun dio.
    Non é mai esisistito e mai esisterá.
    Siate uomini e non pupazzi!
    Buon Sol Invictus a tutti!!

  • Fedeledellacroce

    Qualcuno con buon senso ancora c’é. Sono d’accordo con te.
    Buon Sol Invictus!!

  • teresa

    Mi sento meglio al pensare e vedere che c’é gente come me che considera il NATALE una reverenda stupidaggine.Da anni vivo il Natale come un giorno normale,odio vedere la gente che si rimpiza la pancia di mangiare e i fatidici regali?preferirei che il Natale fosse considerata la festa della famiglia annuale e, lasciarsi di tante cavolate religiose che poi non lo sono,é solo puro consumismo che,anche in tempo di crisi ho visto che la gente seguita a rincorrere i regali, la cena del 24,il pranzo del 25, giorni nei quali termineranno più grassi.Sono felice di essere autentica di non essermi avvolta da questo sciame consumistico que nonostante la GRANDE CRISI la gente non demorde nel volere il massimo.

  • Simulacres

    Spesso apprezzo e condivido i tuoi commenti ma stavolta “Il concetto” è un capolavoro di (de)composizione che nulla c’azzecca coll’articolo.

    E quantunquemente, comunquemente la si pensi, qui si riflette della scomparsa del rito evocatorio del Natale, ossia di uno di quei momenti dell’esistenza dove, per una sorta di ispirazione divina, lo spirito e l’estensione dello spazio e del tempo sono più profondi, e l’intensità dell’esistenza smisuratamente ampliata; come un tuono che rimbomba nel cuore del microcosmo e fa vibrare le corde dei sentimenti.

    Ps. cito: “In sintesi un messaggio dell’ Impero ai suoi Feudatari e Vassalli: “Oh, guarda che la fase esplosiva fin qui tenuta è stata necessaria al conseguimento e messa in sicurezza del potere…”

    Vorrei, umilmente, ricordarti che la c.d. “fase esplosiva fin qui tenuta” e valsa, nel medio termine, solo per una piccola parte della popolazione mondiale, ossia quella occidentale e che per certi versi – grazie al miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo occidentale – in Africa, come del resto ormai ovunque, si muore di fame più oggi che ai tempi dell’Ancien Regime.

  • Mondart

    Sì, penso proprio che l’ articolo prospetti un “natale massonico” quale sintesi delle antitesi “natale cristiano” e “natale consumista”. E rileggendo neanche tanto sopra le righe, è ovvio che è qui riassunto ed auspicato quell’ imperativo “CHANGE !” di cui non a caso è l’ intellighentia a riempirsi la bocca. Il necessario “cambio di strategia” dell’ èlite: i mezzi “brutalmente espliciti” ( fin qui usati per giungere ad una non più reversibile sovranazionalità ) andranno abbandonati nella fase prossima ventura a favore di un “consolidamento culturale” del nuovo immaginario necessario. Questa la più consona chiave di lettura dell’ articolo.

    Chiave di lettura che mi fa immediatamente rimbalzare a “Eyes Wide Shut” di Kubrick ( altro grande medium della volontà del sovrano e istruttore dell’ èlite ) e al CHANGE evidentissimo che si nota nella figura e atteggiamento del protagonista Bill: l’ attuatore che “spezza” la dinamica di seduzione finora operata attraverso il basso ventre, e più propenso a cercare “anima e logica” nel suo contatto con le varie donne del film ( gli emissari del potere ). A simbolizzare il cambio metodologico e strategico di cui dovrà fornirsi l’ èlite al suo nuovo “natale” ( innumerevoli le inquadrature di alberi e stelle natalizie nel contesto ); a simbolizzare la rinascita dalle precedenti ceneri; a simbolizzare il passaggio alla fase di “governo” dopo la fase di “conquista” …

    I temi e i concetti esposti nell’ articolo sono chiaramente massonici, e chiaramente rivolti all’ èlite, e alla sua istruzione e affinamento perchè affronti e approcci nel modo voluto e dichiarato la fase entrante.
    Che poi sia proprio il natale, ( meglio ancora se “pagano”, ossia la festa della luce ) l’ occasione perfetta per un “richiamo”, beh, questo non c’è neanche bisogno di trattarlo …

  • Mondart

    Infatti è servita per ridisegnare il CUORE del polo Occidentale: il Mediterraneo e l’ Europa … all’ Africa ci penseranno dopo, quien sabe ?

    Ora bisogna ridisegnare gli Occidentali ( sta dicendo Mannino come Cavour ) … e tutto torna perfettamente mi sembra, come in un ben noto dejà-vù.

    Che poi insomma, il fatto che l’ èlite ora si dia una regolata è mica negativo, ed è una SUA necessità, ancor prima che del volgo. Non solo, ma è anche la strada già da tempo dichiarata e che ora verrà più apertamente perseguita. E’ LEI che ora deve decrescere, il popolino è già “stato decresciuto” abbastanza, mi sembra … Il che significa che i modi e mezzi di dominio saranno “altri” da quelli fin qui adottati. Più rivolti al “governo della nuova territorialità” che non all’ ulteriore conquista “occidentale”.

    Dejà-vù non a caso anche con le Signorie Rinascimentali … e non a caso il sostrato filosofico-culturale è ancora quello.

  • Simulacres

    Hai proprio ragione, Ottavino…
    E con anche una bella come razza, la più bella del mondo. Una grande accozzaglia di poveracci pesanti, rancorosi, coglioni e cagoni sempre!!! Ce n’è mica un altra come la nostra!

    Scimmie parlanti che mangiano e che si bevono tutto e per tutti… e che aspettano sempre qualcosa; la raccomandazione, la promozione, la liquidazione, la pensione, la vacanza, – qualche giorno di delirio per poi ritornare ad aspettare per vivere- ma non vivono mai veramente, soffrono da morire e, aspettando di vivere, bevono e mangiano e fumano senza controllo per essere ancora più pesanti. Mangiano e bevono dieci, venti volte tanto di quanto occorre.

    Davvero tanta la merda in occidente.

  • maristaurru

    Lo ho riletto più attentamente, credo di aver capito. Se non mi sono rimbambita del tutto, stanno preparando il passaggio intermedio per il cambiamento, chiamiamolo così

  • surfgigi

    tra articolo e commenti trovo che una quantità così abbondante di seghe mentali sia difficile da assiemare.più divertente che spinoza.

  • Mondart

    La “base” l’ hanno preparata con metodi spicci e coercitivi; più duro sarà preparare il ceto dirigente a cambiare habitat e mentalità, in quanto la “cafoneria” fin qui tollerata e premiata ad ogni livello ( in quanto utile alla fase di caos e presa del potere ) diventa un grosso problema in fase di mantenimento e governo di quanto conseguito. Per questo l’ intellighentia va “selezionata e preparata” ( “squadrare” la pietra grezza è compito storico della massoneria ) innanzitutto attraverso l’ introduzione di un nuovo “immaginario”, che non sarà più quello “capitalista” ( non per effettiva limitatezza sistemica, quanto per opportunità psicologica di orientamento ad altro modello ). Penso non a caso i massoni si siano scatenati nei commenti a questo post, in favore di un natale “sui” generis ( nè religioso in senso cattolico, nè consumista ).

    A ragione stanno celebrando il loro trionfo, anche considerando che questo è il primo “natale” ( rinascita, trionfo della luce ) dopo la “fine del mondo” …!

    Facendo un paragone bellico, e considerando la guerra finanziaria un sostituto della guerra con le armi per conseguire la ridisegnazione massonica del “cuore del mondo” ( Mediterraneo e Europa ), ridisegnazione ormai dichiarata anche ufficialmente come “conseguita”, ora si trovano lo stesso problema di sempre, lo stesso problema del passaggio dai liberi Comuni alle Signorie: “educare” i grezzi “militari” usati per il colpo di stato ( o unificazione che intender si voglia ) e trasformarli in Signori, Feudatari, “reggenti” insomma i rispettivi territori unificati sotto l’ unica egida.

    Penso si possa intendere anche in questo senso “propedeutico” l’ articolo: è ovviamente solo la mia interpretazione, che comunque vedo sempre più avvalorarsi sia nei fatti, che nell’ analisi di messaggi mediatici ( esempio madornale di “educazione massonica dell’ èlite” lo abbiamo nella filmografia Kubrickiana ); parimenti penso che l’ intero fenomeno “Grillo” sia da inquadrare in questo senso.

    Il potere ( mente massonica in abito alto-borghese ) andrà anche qui verso un auto-aggiustamento, a maggior ragione ora che la “conquista sul campo” si è ormai conclusa, con esito vittorioso. Dovrà quindi preparare i suoi “Feudatari”, e non sarà facile, vista la brutta genìa di farabutti di ogni tipo di cui si è circondato per attuare il colpo di mano. La preparazione di un’ adeguata “forma mentis” di quella che sarà la struttura “governativa” sovranazionale va quindi di pari passo con il “depotenziamento delle sovranità territoriali” ormai conseguito.

    Parafrasando Cavour: “L’ Italia è fatta; ora bisogna fare gli Italiani”. Staremo a vedere … ( che poi tanto altro, nella mia visione dei fatti, non ci è dato fare ).

  • ottavino

    Bravo. Hai colto quello che volevo dire. D’altra parte se a uno lo togli dalla terra, lo convinci che ora deve lavorare in un ufficio, che deve occuparsi di minchiate, che deve essere un “moderno”… e gli fai un bel lavaggio del cervello con i media, il risultato non può essere che questo. C’è una legge nell’antico oriente che dice: “L’uomo e l’ambiente sono uno”. Ecco, è proprio questo. Naturalmente “ambiente” nel suo senso più ampio.

  • Mondart

    ARCHITETTI !!! … Lo celebrate alla grande eh, il vostro primo “natale” dopo “la fine del mondo”, parbleu !!

    Staremo a vedere se ora che “Il Nuovo Occidente” è fatto ( almeno nella sua parte nevralgica ), sarete in grado -stavolta- di fare anche i nuovi occidentali. Sbaglio a immaginarmeli tutti un po’ chic e “fonati” alla Montezemolo, Agnelli, Briatore, Della Valle, Bernard Levy, Pannella … Grillo, Casaleggio, ecc ? ( chissà perchè ho questo clichet impiantato in testa, mah … fatto sta che la capigliatura deve pur avere il suo bel perchè, non fosse altro che fa molto “Settecento” … )

  • Fedeledellacroce

    Qualsiasi commento postato, su qualsiasi blog, é “una sega mentale”.
    Anche il tuo.
    🙂

  • cardisem

    Ormai da troppi anni ad ogni Natale sento analisi, una più intelligente dell’altra… spesso condivisibili, ma anche un poco scontate e noiose, per cui del Natale si finisce per avere un sentimento prevalente: che passi e con esso la noia. Ma fra tutte le analisi di quest’anno una ha attirato la mia attenzione per la sua stupidità, e cioè la pretesa che Gesù Cristo fosse non già un Uomo, ma un “ebreo” e non assolutamente un “palestinese”… Di quanto “razzismo” vi sia in tanta conclamata ottusità lo si apprende da Gilad Atzmon, i cui articoli appaiono spesso su CDC, e che io credo sia il più profondo conoscitore della “identità ebraica”… Di queste cose ho appreso leggendo la critica ad un ideologo sionista [antisionista-antigiornale.blogspot.it], che questa volta non ha voluto lasciare in pace Gesù Cristo nel giorno della sua Nascita ed in quella che resta la principale festività di oltre un miliardo di cristiani sparsi nel mondo…

  • Fedeledellacroce

    Ehi Mondart, sarai mica un po’ calvo per caso?
    No perché questo dimostrerebbe alcune tesi di Freud. Parbleu!
    🙂

  • Pellegrino

    concordo

  • Mondart

    Tranquillo Fedele che ne ho un bel po’ di peli … in testa parbleu, non dove Freud pone la sede dell’ invidia !! Anzi, sono proprio sul lungo-brizzolato, per cui rientrerei anche nel clichet, se non fosse per l’ assoluta penuria di mezzi !… E poi cosa vuoi mai, dopo tre o quattro commenti seri, vien voglia di giocare …

    Quello che invece mi pone in netta antitesi coi suddetti ( architetti ?? ), ritenendomi ( alla Mozart ) filosoficamente più “massone” di questi venduti ( mi riservo ancora la diagnosi su Grillo e C. ), è proprio il loro aver sposato in pieno ogni assunto liberista-calvinista-edonista-reaganiano-thatcheriano-fabiano e chi più ne ha più ne metta, mandando bellamente a farsi benedire ogni originario ideale ( vero o millantato che sia ).

    Che dire a questo punto ?? Spero solo che la tanto millantata “nemesi storica”, il tanto millantato “nuovo Rinascimento” non si limiti a trasformare l’ intero globo in un “resort” alla Briatore … nel quale tutto il mio non indifferente QI ( nonchè mirabolante prestanza fisica ) non avrebbe altra chance che travestirsi da Elvis, per cantare una sdolcinata canzone natalizia a qualche vecchia facoltosa babbiona … parbleu !!!

    Ah, Leonardo, Bach, Dante, Galileo, Fibonacci, Giordano Bruno … che fine miserevole … Speriamo almeno di ritrovarci nell’ aldilà.

    PS: dato che si scherza: certo che anche tu con un simile nick … stappato lo spumante ?!? 🙂

  • teresa

    Sono felice di leggere che c’é gente che come me non é pecora e non si fa coinvolgere dalla fatidica festa del Natale,regali super tavole preparate di mille pietanze……le abbuffate….vivo il Natale in casa sola con la mia tranquillità, un libro un alimentazione leggera,e sono felice così…..ho conosciuto gente che non ha di che mangiare!
    Vedere la febbre della compra dei prodotti tecnologici ultimo modello,c’è un vuoto interiore dell’essere umano che riempie con cose materiali quello che da loro momenti di felicità surrogata………la felicità sta nel semplice…..e comunque oggi é così…felice di essere autentica!

  • teresa

    Sono felice di leggere che c’é gente che come me non é pecora e non si fa coinvolgere dalla fatidica festa del Natale,regali super tavole preparate di mille pietanze……le abbuffate….vivo il Natale in casa sola con la mia tranquillità, un libro un alimentazione leggera,e sono felice così…..ho conosciuto gente che non ha di che mangiare!
    Vedere la febbre della compra dei prodotti tecnologici ultimo modello,c’è un vuoto interiore dell’essere umano che riempie con cose materiali quello che da loro momenti di felicità surrogata………la felicità sta nel semplice…..e comunque oggi é così…felice di essere autentica!

  • Primadellesabbie

    Ho provato a mettere in fila i suoi diversi interventi ed a isolare le cose che io posso capire (non vado al cinema e quindi Kubrick, per quando sia un fenomeno obbligatorio…). Credo di capire il discorso sugli “Architetti” che si stanno impossessando del mondo. Diamolo per buono (anche se ho un’altra lettura delle cose), é sicuro che usino il loro studi di “architettura” per perseguire questo obbiettivo? Per diffondere istruzioni strategiche alle “élite” al loro servizio, nell’intento di dominio, userebbero il blog di Mannino (forse componente minima di una vasta ragnatela…)? Un codice semi nascosto in un articolo sul consumismo a Natale?

    Non mi sento di escludere nulla perché le cose che partono dall’America (o che ritornano da là) assumono tutte e sempre un sapore di Barnum, anche le più serie o tragiche. Senza intenti polemici, mi creda.

  • Mondart

    Argomento che sarebbe lunghissimo da sviscerare … ma soprattutto io non ho nessuna certezza, e avanzo solo ipotesi che, in quanto tali, possono essere anche strampalate. Ipotesi che però basano la loro seppur minima concretezza su due postulati:

    1) Non sono per niente convinto che tutto il “caos” odierno generi “sic et simpliciter” da una “volontà americana” ( se non come strumento attuale di una volontà storica anteriore alla sua stessa esistenza, che io faccio risalire appunto -e lì mi fermo nell’ arretramento per comodità, ma si potrebbe indagare oltre- al passaggio da medioevo in umanesimo e rinascimento, con tutti i correlati di pensiero indotto, stravolgimenti culturali, forme sociali, concezione storica, ecc ecc ).

    1a ) Come corollario, non sono affatto convinto che si possa ascrivere ad una sola nazione e/o etnia una “volontà di dominio”, e soprattutto che essa possa essere banalmente spiegata in termini “economicistici”. Diciamo che io vedo in atto un processo di unificazione e riorganizzazione dell’ èlite “occidentale” tutta come co-attori, e non come rapporto di dominanti e dominati. Insomma è ancora l’ ennesima tappa della “rivoluzione borghese” iniziata in Italia e in Europa nel tardo medioevo. E come allora utilizzò MOLTEPLICI MEZZI ( sia pratici che mediatici ) quali le eresie, un preciso pensiero culturale, innovazioni scientifiche e tecnologiche, la classe emergente dei mercanti, i nuovi poteri militari ed economici di repubbliche marinare, comuni che si tramutarono infine in Signorie … oggi usa parimenti MOLTEPLICI MEZZI, tra cui il potere economico-militare Usa, la struttura mediatica e bancaria globale di quelli lì che non si sa mai come chiamare, e il grandissimo potere di poter determinare l’ IMMAGINARIO COLLETTIVO di popoli e civiltà intere.

    … non dilungarmi diventa difficile … diciamo quindi solo che io vedo agire da allora sempre lo stesso fil rouge tendente dapprima a “sostituire” la borghesia alle èlites nobiliari, poi ad unificarla in una unica èlite ( processo ancora in corso ) e parallelamente unificare in una concertazione superiore i territori via-via attraversati dalla loro “rivoluzione” ( processo ancora in corso ).

    2) MENTE SOCIALE E IMMAGINARIO COLLETTIVO: chi determina le mode, i pensieri, la cultura, il pensiero della gente ?? Chi dice che una gonna deve allungarsi o accorciarsi, che dice che le linee di una carrozzeria ora devono farsi curve, chi stabilisce apparenti banalità come il design di arte, stili, oggetti … chi stabilisce il meno banale design di una società ?? Non sono cose che “accadono da sole”, perchè la tendenza naturale sarebbe LA SICUREZZA data dall’ immobilismo, dal sempre uguale a sè … Chi ha stabilito invece che la stessa Storia, in opposizione alla linearità, staticità, sicurezza della visione medioevale, dovesse procedere “ciclicamente” in base a ( veri o artati ) cicli economici ?? …

    Per farla breve: i “mercanti” sono affiancati nella loro rivoluzione da una altissima capacità conoscitiva, intellettiva ed organizzativa, -probabilmente di più antica matrice ebraica, almeno nella forma strutturale e organizzativa-, che determina ed organizza quella che io chiamo la MENTE SOCIALE: ossia la capacità di far in modo che il CORPO sociale metta in atto inconsapevolmente la MIA VOLONTA’ di mente, di dominante -se si vuole intenderla in questo senso-. Per chi mastica un pèo’ di tecniche pubblicitarie e infarinatura psicodinamica sono cose scontate … mentre chi ne è a digiuno non si avvede nemmeno di come facciano a fare in modo che sia la gente stessa a mettere in atto l’ HABITAT via-via più consono all’ evoluzione e procedere storico di questa “rivoluzione”. Non si avvede nemmeno del quantomeno “strano” ciclo storico ( e CULTURALE, questo è il vero potere degli “architetti” ) che da allora si ripete sempre allo stesso modo ogni 50/70 anni … Sono proprio questi individui che hanno l’ estremo potere di forgiare il pensiero e la condotta sociale in modo talmente subliminasle da essere impercettibile ai più che io chiamo “gli architetti” … e che detengono, a mio modo di vedere, il “vero” potere, che non è affatto in mano ai “mercati”, che non hanno questa fondamentale capacità.

    “Mercanti” e “Architetti” hanno trovato opportuno fin qui procedere a braccetto, come del resto avvenne fin dall’ inizio con la creazione delle Signorie Rinascimentali: il “Signore” era al tempo stesso sia un banchiere, che un mecenate, che un governante “illuminato” ( il Principe di Machiavelli altro non è che la semplificazione di questo connubio ) … illuminati appunto da “qualcun altro” … Il movente fondamentale di questo connubio è sempre stato il progressivo procedere nei termini di una “superiore aggregazione”: tutte dinamiche che oggi vediamo agire praticamente allo scoperto. Una dinamica che non si preoccupa delle crisi, conflitti, dolore che provoca, in nome del pieno conseguimento dell’ idea che muove questa “strana copia”.

    E’ bene, è male ? Ci sarà una “nemesi”, appunto ? Ci sarà un divorzio dagli avidi mercanti ? Ci sarà un “regno di puri Architetti” ? Il suo fine sarà il “buon governo” o la più distopica delle dittature ? … Quien sabe … sono tutte domande che in me rimangono ancora senza una risposta.

    Sta di fatto che, una volta visto che queste sono le reali dinamiche storicamente agenti, tutto acquista una sua precisa collocazione logica. Dinamiche riassumibili in una parola in quella “globalizzazione” di cui si comincia ad intravvedere fumosamente la forma ed il concetto quantomeno organizzativo. Ossia l’ organizzazione “multipolare” in grandi aree geografiche organizzate a livello sovranazionale. Ripeto: tutto ciò non è semplicisticamente ascrivibile ad una “volontà imperialista americana” ( quello fa parte della necessaria creazione di un IMMAGINARIO INDOTTO che ci muova, quello è semplicemente parte della fase storica attuale ).