MORO FU DAVVERO RAPITO DALLE BRIGATE ROSSE ?

MORO FU DAVVERO RAPITO DALLE BRIGATE ROSSE ?

DI SOLAGE MANFREDI

Paolo Franceschetti

Agguato di via Fani.

Nonostante trent’anni e numerosi processi dell’agguato di Via Fani, ancora oggi, non si è riusciti a ricostruire con esattezza le modalità dell’attacco, né quante persone vi parteciparono.

Sono circa le 9 del mattino del 16 marzo 1978. La Fiat 130 dell’On. Moro e l’Alfetta di scorta che percorrono via Trionfale svoltano in via Fani. Fanno pochi metri quando all’altezza dell’incrocio con via Stresa le due auto vengono bloccate da una Fiat 128 con targa diplomatica che provoca un tamponamento

Negli istanti successivi i terroristi esplodono un numero impressionante di colpi. Vengono ritrovati 93 bossoli, ma i colpi sparati potrebbero essere di più. In questo inferno di fuoco vengono colpiti tutti gli uomini della scorta di Aldo Moro (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi) ma il Presidente della DC resta miracolosamente illeso.

Tre uomini della scorta, feriti ma ancora vivi, ricevono il colpo di grazia[1]. Perché? Cosa non dovevano dire?

Il traditore?

Moro non percorreva tutti i giorni la stessa strada: cambiava il percorso in ragione dei vari impegni della giornata…. Eppure, fin dalla sera del 15 marzo i brigatisti attuarono i preparativi per l’imboscata di via Fani: nottetempo vennero squarciate le gomme del pulmino appartenente al fioraio Antonio Spiriticchio che ogni giorno sostava proprio nel luogo dell’agguato. L’audace imboscata terrorista venne preceduta da una meticolosa preparazione logistica: dunque i terroristi fin dal giorno prima avevano l’assoluta certezza che la mattina dopo, verso le ore 9, l’auto di Moro sarebbe transitata in via Fani, e prima ancora che lo avesse stabilito il maresciallo Leonardi[2].

Come potevano essere sicuri che Moro proprio quel giorno e a quell’ora sarebbe passato da via Fani?



Il Commando militare: Gladio?[3]

L'azione militare di via Fani viene subito definita da un anonimo ufficiale dei servizi segreti «un gioiello di perfezione» attuabile solo «da due categorie di persone: militari addestrati in modo sofisticato, oppure (il che è lo stesso) da civili che si siano sottoposti a un lungo e meticoloso training in basi militari specializzate in operazioni di commando». Un parere condiviso anche dal generale Gerardo Serravalle, secondo il quale l'abilità del tiratore scelto di via Fani non poteva non presupporre un addestramento costante, quasi quotidiano, che in Italia possono consentirsi solo pochi uomini[4].

I brigatisti non avevano alcun addestramento: “Morucci confermerà che la sola esercitazione affrontata dal commando brigatista prima dell'azione di via Fani era stata tenuta nel giardino di una villa a Velletri (ovviamente, si era trattato di una esercitazione senza "bersagli", né armi e pallottole, poiché gli spari avrebbero creato allarme nelle vicine abitazioni)”[5].

Allora chi ha condotto l’imboscata?

Divise da aviazione civile: segno di riconoscimento?

Perché i componenti del commando di via Fani indossavano divise da aviazione civile (sicuramente poco adatte a passare inosservati)? Forse perché alcuni componenti del commando, magari il tiratore scelto, era sconosciuto ai brigatisti e la divisa serviva ad identificarlo?


Munizioni in dotazione a Forze Armate non convenzionali: Gladio?

Nel commando vi è un tiratore scelto armato di mitra a canna corta che sparerà la maggior parte dei colpi la cui identità è ancora sconosciuta. Chi è? Come poteva essere così addestrato? Era un militare e/o addestrato in campi militari?

Commenti (6)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 6 caricati
    1. rscaru 21 luglio 2011

      Moro sarebbe divenuto Presidente della Repubblica nel giro di pochi mesi su accordo DC-PCI.
      Andreotti, che controlla le Polizie Segrete militari-CC, ordina la liquidazione sia di Moro che di Berlinguer.
      Berlinguer è avvisato da Gelli e da Cossiga, per cui si fa proteggere da decine di suoi miliziani armati.
      Le BR sono semplicemente eterodirette, aiutate e rimpiazzate, quando necessario.
      Per esempio, Moro, da Via Montalcini, viene prelevato dalla Magliana dei CC e da essa ucciso, quando i BR non sono più giudicati all'altezza.
      Idem in Via Fani, i BB non sono in condizione di operare con tecnica militare, per cui sono affiancati, con la copertura di persone della 'ndrangheta, dalla Polizia Segreta militare-CC. La stessa che si occupa di tenere l'area "pulita" da interferenze di polizia. Chi controlla le sale operative, i telefoni etc?! Loro!
      Le BR sono usate, coperte, aiutate e poi liquidate.
      I rari infiltrati sono fatti espatriare con aiuto NATO.
      Gli altri sono i fessi.
      Non c'è alcun complotto estero.
      Ovviamente Andreotti, con le sue Polizia Segrete militari-CC, si fa aiutare dall'ovest e dall'est, e dallo stesso PCI, per creare terrorismi etc.
      Per liquidare Moro, Andreotti si fa dare copertura anglo-americana, sebbene il più anti-PCI fosse Moro non certo Andreotti, ma i gringos non ci capiscono una mazza. Ai gringos basta che i CC li controlli Andreotti e non Moro.
      I compagnuzzi sono attivati da Andreotti-Cossiga-CC, tramite il PCI, per la solita ballistica sui complotti esteri. ...Come su tutti i gli episodi "di mafia" o "politici" o altri.
      Tutte la mafie, terrorismi, stragi, assassinii, con una qualche connessione di Stato, sono SOLO opera delle Polizie Segrete miitari CC, coperte dal segreto di Stato (per cui il Parlamento è informato ma impotente, e composto da minchini impotenti e moralmente corrotti).
      Tutto viene eterodiretto e poi liquidato e rimpiazzato, da militari-CC agli ordini del governo reale. Gli andreotti (spadolini, etc), prima di Capaci. Il quirianale compradoro, da Capaci incluso.
      Nessun codardetto dei "servizi"-CC farebbe mai nulla di testa sua.
      Quando c'è una strage od omicidio "politico" o "di mafia", guardate chi è al Quirinale, al governo formale e dal Copasir o simile. Nessuno fa nulla senza le loro firme.
      Certo, ai fessi che eseguono, non viene detto, se non, a volte, a qualcuno di collegamento.
      Le procure le controlla la polizia segreta CC...
      Il CSM lo controlla dittatorialmente il quirinanale.
      [email protected]

    1. LonanHista 11 marzo 2008

      Appunto geopardy, abbiamo lo stesso punto di vista che non è solo un opinione.
      Del resto noi ci facciamo solo delle illusioni, parlo anche di noi che commentiamo qui su donchisciotte.
      Noi siamo come tutte le pecore che stanno nel recinto e sono controllate, cioè quelle che si bevono le informazioni della stampa di regime.
      Ovvero che non è solo gladio o la P2 (gelli aveva scritto che ogni leader italiano avrebbe dovuto avere il consenso della massoneria italiana e soprattutto internazionale)ad essere controllate dalla nato o dall'intelligence inglese americana(ed anche israeliana)ma anche e soprattutto quelle organizzazioni che si definiscono antisistema come lo erano le brigate rosse, i cosiddetti movimenti oppure oggi i no global o i black blok.

      Lotta continua, il giornale dei ribelli di sx era stampato in una tipografia di cui i titolari erano agenti cia effettivi.

      Anche siti come globalreseach o comunque tutto ciò che appare alternativo o intelligente come asia times sono controllati dall'intelligence dell'impero.

      Anche vogliamo essere "contro facciamo parte della stessa medaglia.
      Ci lasciano parlare però alla fine che cambia?

      Ho trovato, per esempio, di recente un sito francese ben fatto che all'apparenza sembra uno di quei siti della sinistra sindacale, con proposte sensate, riflessioni molto accurate

      Ebbene tra i link di riferimento di questo sito, syndacate o qualcosa del genere c'è open society institute, in pratica il think tank del miliardario Soros.

      Invece di incazzarmi, ho scritto una mail al sito di soros e gli ho chiesto dei soldi, visto che finanzia le democrazie nel mondo, aiuta la società democratica, perché allora non aiutare anche me povero ma di quelli miseri a cui non è rimasto che andare a lavare i vetri nei semafori, dato che sono precario e disoccupato.

      ps.a volte penso che anche comedon faccia parte della schiera.
      ma forse dipende dal fatto che l'impostazione grafica del sito e la gestione(il server)è la stessa di un sito che è gestito dal sismi., e magari collegando le 2 cose arrivo ad una conclusione frettolosa.
      E per esempio c'era un sito molto informato sui servizi, quello antecedente ad altre notizie che nonricordo come si chiamava.
      Ebbene il sito antecedente si è sdoppiato poiché uno dei curatori ha venduto la sua parte, o perlomeno si è affidato ad una piattaforma vicina a sky, da dove continua a fornire notizie sul medio oriente soprattutto.

      Comunque fino a che ci lasciano parlare sfoghiamoci, perché potrà succedere e SUCCEDERà, STATENE CERTI, che verremo limitati.
      Se soros mi manda dei soldi, i miei sfoghi si limiteranno.
      Perché tanto non c'è verso di cambiare il sistema.
      DA SEMPRE FUNZIONA COSì...E SOLO I FESSI E GLI IDEALISTI NON APPROFITTANO DELLA SITUAZIONE, E CIOè PENSARE SOLO ALLA PROPRIA PANZA E SBATTERSENE I COGLIONI DELLE INGIUSTIZIE.
      Ciao!

    1. geopardy 9 marzo 2008

      Carissimo,
      non credo che la Loggia P2 sia proprio un costrutto prettamente italico.
      Gladio si sa che fu ispirsta dagli Usa, quindi, essendo coinvolta in tempi di guerra fredda, mi fa pensare che il coinvolgimento americano, anche se, personalmente, preferisco dire anglo-americano.
      Se ben ricordo, nella ricostruzione fatta nel film sul caso Moro di Ferrara , il regista asserisce di non aver aggiunto niente del suo (quindi non è andato per ipotesi, ma pe fatti); in esso, a guida dello staff che si era occupato di gestire il caso, c'era un inglese dei relativi servizi di Sua Maestà, praticamente la stessa squadra internazionale.
      Ora che sia stata la struttura di Gladio oppure no, cambia poco, sempre dallo stesso comando venne impartito l'ordine.
      Moro e Berlinguer avrebbero sconvolto la divisione stessa del mondo in due blocchi totalmente contrappost, come era al tempo.
      Si sarebbe avuto un precedente, che nella loro ottica era destabilizzante per gli equilibri del tempo.
      Equilibri non solo strategico-politici, ma anche determinante per l'immenso business delle spese militari, cresciute a tal punto da innescare una spirale tutt'oggi inarrestabile.
      Ciao

    1. dav 9 marzo 2008

      Un altro pò di disinformazio all'americana:Kissinger aveva minacciato Moro per la sua apertura ai comunisti e Kissinger che è un trucido assassino professionista mantiene sempre...
      ora esce questo che è l'ennesimo tentativo di far credere che l'amerika non avesse lo zampino nelle br.

      "HO MANIPOLATO LE BRIGATE ROSSE PER FAR UCCIDERE ALDO MORO"
      Francesco Grignetti per La Stampa
      «Ho mantenuto il silenzio fino ad oggi. Ho atteso trent’anni per rivelare questa storia. Spero sia utile. Mi rincresce per la morte di Aldo Moro; chiedo perdono alla sua famiglia e sono dispiaciuto per lui, credo che saremmo andati d’accordo, ma abbiamo dovuto strumentalizzare le Brigate Rosse per farlo uccidere. Le Br si erano spinte troppo in là». Chi parla è Steve Pieczenick. Un uomo misterioso, che volò in Italia nei giorni del sequestro Moro, inviato dall’amministrazione americana ad «aiutare» gli italiani. Pieczenick non ha mai parlato di quello che fece in quei giorni. Dice addirittura di essersi impegnato con il governo italiano di allora a non divulgare mai i segreti di cui è stato a conoscenza. Ed è un fatto che né la magistratura, né le varie commissioni parlamentari sono mai riuscite a interrogarlo. Finalmente però l’uomo del silenzio ha parlato con un giornalista, il francese Emmanuel Amara, che ha scritto un libro («Abbiamo ucciso Aldo Moro», Cooper edizioni) sul caso.

    1. LonanHista 8 marzo 2008

      Prima ancora di leggere il pezzo che certamente è interessantissimo come del resto tutto quello che scrive Franceschetti sempre ben documentato e "arringato" come si conviene ad un avvocato, professione che egli svolge, voglio per l'ennesima volta esprimere non solo il mio parere, ma quella che è la verità sul caso Moro.
      Premesso che fu proprio il caso Moro a spingermi a cercare di capire come "funziona" a non accontentarmi della minestra riscaldata fornitaci dai media ufficiali e dalle fonti(pressocché tutte)embedded, e come me tantissimi altri hanno cercato pur nei loro limiti di avere un quadro abbastanza chiaro di quella faccenda, che andasse oltre il "terrorismo" di quegli anni, le brigate rosse, l'eversione di destra, fino ad avere un unico bandolo della matassa, ovvero quella che conosciamo come strategia della tensione, di come cioè si possa convogliare la massa, che come un branco di pecore subisce la "transumanza", ovvero viene spostata e collocata a seconda delle necessità e degli indirizzi del potere sistemico, in quegli anni preoccupato della avanzata delle sinistre, non solo in Italia ma in tutta europa, dove il 68' aveva aperto le coscenze e creato le opportunità di un grandissimo movimento dove insieme studenti e lavoratori cercavano nuove alternative e collocazioni politiche.
      E la strategia della tensione era proprio mirata ad impedire questa sorta di svolta.

      Ed il caso Moro è stata la summa, l'apice, il punto di svolta che ha bloccato definitivamente ogni velleità di rinnovamento.
      Moro che si era reso conto di questa opportunità dettata dagli eventi post 68 dove lavoratori e studenti avrebbero potuto determinare svolte e cambiamenti epocali, attraverso il Pci, che sarebbe potuto diventare il riferimento politico di questo rinnovamento.

      Ed il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro impedirono definitivamente ogni cambiamento.
      La strategia della tensione infatti non era altro che un modo per fare restare le cose come erano.

      Ma la vita di Moro poteva essere salvata.
      Non fu fatto, e appunto bisogna domandarsi non tanto di chi l'abbia ucciso, ma di chi non lo ha salvato.
      Se ad ucciderlo è stata una sola mano ad usare l'arma, a non volerlo salvare sono stati tutti, sia in Italia e sia soprattutto all'estero:ad ovest, ad est, a nord e sud.

      Le aperture di Moro al Pci, non erano destabilizzanti solo per l'Italia, ma per tutto l'occidente ed il blocco comunista.
      Per l'ovest, avrebbe significato che le sinistre e i vari partiti comunisti di Francia Germania Uk, avrebbero potuto sfruttare le opportunità di potere sull'esempio del Partito Comunista Italiano.

      Avrebbe significato, l'apertura al Pci, una sorta di PartitoDemocratico con 30 anni di anticipo, e ciò avrebbe comportato, la "secolarizzazione" del comunismo, cioè un pericolo anche per i regimi comunisti dell'est, poiché il partito comunista avrebbe trovato un compromesso tra il dogma e la democrazia occidentale.

      Un entrata al govero del Pci in Italia, avrebbe creato molti più problemi ai sistemi dell'est, perché avrebbe significato una sorta di evoluzione del Pci, un pessimo esempio però per i regimi e le dittature dell'est.

      Quindi Moro, la sua apertura al Pci, era invisa sia ad ovest(gli americani minacciarono anche ufficialmente Moro per la sua intenzione di aprire al Pci), sia a Nord(Francia e Germania avevano un Partito comunista che faceva molto riferimento al Partito comunista Italiano)sia a Sud(dove Israele non gradiva la politica filo palestinese e filo araba di tutta la Dc e soprattutto di Moro)e sia ad Est, dove l'evoluzione del Partito comunista Italiano era vista come fumo negli occhi da parte dei sovietici e dei loro paesi satelliti, dove comunismo non poteva e doveva significare democrazia, dove appunto in un contesto democratico e pluralista il partito comunista avrebbe partecipato alla gestione del potere.

      QUINDI, SONO STATI UN Pò TUTTI A NON VOLERE SALVARE MORO.

      A prescindere da chi abbia avuto l'idea di rapire Moro, dalla pianificazione fino al tragico epilogo.
      E c'è una cosa che mi ha lasciato sorpreso, cioè le foto delle auto del rapimento, con i fori dei proiettili:
      CHI HA SPARATO NON è ROBA DA BRIGATE ROSSE E DA ADDESTRAMENTO IN CECOSLOVACCHIA O IN QUALCHE CAMPO PROFUGHI LIBANESE.
      Chi ha sparato aveva una dimestichezza con le armi impressionante, al punto che solo pochissimi colpi sono andati a vuoto, e addirittura sembra che da una sola arma siano stati sparati la maggior parte dei proiettili.
      Nonostante il fuoco incrociato nessuno dei componenti del commando è rimasto ferito, e soprattutto non è stato neppure sfiorato l'on.Moro.

      Una cosa che non è da brigate rosse, da ideologi infatuati da dottrine o utopie, come la foto di una delle portiere, dove in 10 centimetri quadrati ci sono i fori di 5-6 proiettili sparati ad altezza di cuore.

      Comunque a parte il commando che ha compiuto l'azione, e tutto lepilogo della vicenda, se ci si vuole rendere conto di ciò che ha significato il caso Moro, bisogna domandarsi SU CHI NON HA VOLUTO SALVARE LA VITA DI MORO.
      ....con la scusa della fermezza, tutti sono stati concordi nel fare eseguire la sua condanna a morte.(compreso, anzi soprattutto,le "indicazioni" esterne di est ovest nord e sud).

      ps.Spero che questo intervento non mi valga l'ulteriore appellativo di imbecille superficiale, dato che cerco di andare in profondità, quindi posso considerarmi"imbecille profondo".

    1. psy 8 marzo 2008

      Gran bel pezzo.

Visualizzati 6 di 6 commenti approvati.