Home / ComeDonChisciotte / MODELLI E PSEUDO-MODELLI: GLI ARTIFICI DEGLI ECONOMISTI

MODELLI E PSEUDO-MODELLI: GLI ARTIFICI DEGLI ECONOMISTI

DEL PROF. JOHN KOZY
Global Research

I modelli possono essere costruiti utilizzando i dati
raccolti nel mondo reale oppure usando dati immaginari. Ma
la distinzione tra la matematica e la realta’ sta
nell’interpretazione. Le equazioni e le relative
soluzioni sono solo matematica; e’ la loro
interpretazione relativa all’esperienza quotidiana che
le rende utili. Tuttavia gli economisti enfatizzano la
matematica ed ignorano le interpretazioni.

Quando ero ragazzo, un gioco molto popolare erano i
modelli in scatola. Essi consistevano di un certo numero di
disegni, ad esempio un aeroplano, dei blocchetti di legno di
balsa, un coltello da intaglio, vernice, spazzolini ed un
barattolino di colla. L’obiettivo consisteva
nell’intagliare il legno seguendo i disegni, decorare i
pezzi ed incollarli insieme. Il bambino che faceva tutto
questo creava un modello reale di un aeroplano. Ma il
ragazzino sveglio prontamente realizzava che poteva variare
i disegni, in modo immaginario e fantastico, e costruire
modelli di aerei irreali. Il bambino che faceva questo, era
spesso elogiato per la sua immaginazione e
l’abilita’ creativa, anche se nessuno pensava che
tale aggeggio avrebbe mai potuto volare se costruito dalla
Curtiss-Wright (uno dei maggiori costruttori di aeroplani
del tempo). Il bambino che ha costruito il modellino
seguendo le istruzioni ha costruito modelli, quello che
non l’ha fatto ha creato pseudo-modelli, ma si e’
sicuramente divertito di piu’. Il punto e’ che i
modelli possono essere costruiti usando dati reali, come un
aeroplano ad esempio, oppure essere costruiti con dati di
fantasia. Quando Giovanni Keplero cerco’ di rappresentare
matematicamente il movimento dei pianeti, trovo’ Tycho
Brahe, il quale aveva messo insieme i piu’ estesi ed
accurati dati relativi ai movimenti planetari disponibili
per quei tempi. Usando i dati di Brahe, Keplero’
scopri’ che i pianeti viaggiavano intorno al sole con
orbite ellittiche ed invento’ formule che non solo
potevano essere verificate da semplice osservazione, ma
potevano anche essere usate per predire la posizione dei
pianeti nel futuro. Keplero creo’ quindi un modello.

Tuttavia, l’analisi dei modelli economici e’ resa
difficoltosa da numerosi ostacoli. Ogni modello infatti
e’ oggettivo, e specifico a determinati eventi o
problemi. Non si puo’ capire molto di un F4U Corsair
utilizzando un modello di un F4F Wildcat [due modelli di
aeroplano da caccia ad elica, utilizzati durante la seconda
guerra mondiale. NdT]. Cio’ che gli economisti
considerano un modello non e’ chiaro allo stesso modo.
Ad esempio, possiamo considerare la teoria sul vantaggio
competitivo di Ricardo un modello ? [Economista Inglese del
1700, autore di saggi e teorie sui profitti ed economia,
vedi Wikipedia. Ndt]. E che
dire del principio della distruzione creativa di Schumpeter
? ( altro economista, del 1800, vedi Wikipedia. Ndt). Per
discussioni sull’argomento vedasi i miei saggi
Creative Destruction and More Economic Nonsense e Specious Econo-Think.

In assenza di criteri attendibili che possano definire un
modello economico o su come i modelli siano costruiti, un
critico e’ incapace di sapere che un’analisi di
questo o quel “modello” provveda risultati
generali probativi. Qualcuno puo’ sempre dire “Oh
beh, i risultati che hai ottenuto si applicano solo a quel
modello specifico”. E siccome non vi e’ una lista
autentica di modelli economici, nessuno possibilmente
puo’ sapere che tutti i modelli sono stati analizzati, e
quindi qualsiasi critica puo’ sempre essere messa da
parte.

Inoltre appare che molti dei modelli economici condividano
lo stesso disegno. Primo, si legga qualsiasi storia di
riflessioni economiche. Dati puramente immaginari sono usati
sia per supportare o illustrare le teorie. ( E spesso
risulta difficile capire per quale dei due scopi i dati servano
). La discussione di Ricardo sul vantaggio comparativo
e’ un esempio eccellente di questo modo di fare.
Secondo, i modelli sembrano piu’ che altro
un’elucidazione di “idee preferite”, anche
quando contro-esempi sono diffusi. Inoltre, le idee
favorite, sono cose pericolose. Michael Faraday ha fatto
notare che “l’adesione ad una teoria favorita, ha a
volte causato l’introduzione di molti errori nella
scienza generale, la cui rimozione ha richiesto molto
impegno”, e Clausius [uno dei fondatori della
termodinamica ndt.] noto’ che la teoria calorica “era diventata piu’ una religione che una scienza”.
Terzo, i modelli appaiono essere interamente deduttivi,
esempi di cio’ che un professore di filosofia chiama
“ragionamento preconcetto”, modo che la scienza
sperimentale ha eliminato tempo fa. Un bell’esempio della
costruzione di tali tipi di modelli puo’ essere trovato
nello scritto di Krugman “Increasing Returns, Monopolistic
Competition, And International
Trade
”,
uno dei documenti per i quali ha ricevuto il premio Nobel.

Il documento di Krugman consiste interamente nel derivare
teoremi da postulati che egli etichetta come
“presupposti”. Quindi cio’ sembra piu’
come gli Elementi di Euclide piuttosto che il modello di
Keplero sul movimento planetario. Il ragionamento di Krugman
e’ puramente deduttivo. Nessun dato empirico e’
presente nel documento. Le supposizioni, spesso scritte in
formule matematiche, sembrano essere prese come ovviamente
vere, dato che nessun giustificativo e’ fornito, e
Krugman qualifica i risultati del documento con affermazioni
del tipo ” Questa e’ una visione degli scambi che
appaiono [corsivo mio] utili nell’interpretare gli
scambi tra le nazioni industrializzate.” Egli inoltre
trae conclusioni da alcune delle formule relative alle
eventuali azioni umane. Krugman scrive ” considera il
comportamento di un individuo rappresentativo. Egli
massimizzera’ la sua utilita’
relativamente a
riduzioni di budget” e ” questo portera’ gli
imprenditori a cominciare nuove attivita’ .” Ma
nessuna formula matematica puo’ costringere
“individui rappresentativi” o
“imprenditori” nel fare alcunche’, a meno che,
il Sig. Krugman possieda una abilita’ da stregone voodoo
che gli permetta, infilzando una bambolina, di causare
dolore alla persona che la bambola vuole rappresentare.
Questo modo di costruire modelli da’ nuovi significati
alla definizione di “economia voodoo” di George
Bush.

Si e’ appreso molto dal ragionamento deduttivo formale
sin da quando la matematica comincio’ ad investigare i
fondamenti dell’aritmetica, lo sviluppo della geometria
Bolyai-Lobachevskian [geometria non Euclidea. NdT] e la
matematica logica (simbolica). Una delle lezioni imparate
e’ che solo affermazioni condizionali possono essere
derivate da sistemi formali. I teoremi sono veri solo se lo
sono anche i presupposti. E il principio logico conosciuto
come modus tollens [regola di inferenza della logica
proposizionale

NdT] afferma che se il risultato di una affermazione
condizionale e’ falso, anche il presupposto e’
falso. I ricorrenti e cupi stati dell’economia mondiale
sono un chiaro esempio che i teoremi dei modelli economici
sono falsi. Quindi l’unica logica conclusione è che i
presupposti sono altrettanto falsi.

Tutto cio’ che puo essere derivato in un sistema
formale è cio’ che i postulati vi hanno costruito
dentro. Quindi un sistema formale puo’ essere usato per
provare qualunque cosa; tutto cio’ che e’ richiesto
sta nell’utilizzare appropriati postulati. Che Krugman
ed altri considerino i modelli di sistemi formali e’
interessante. Sono mai stati gli Elementi di Euclide
considerati modelli? La presentazione formale di logica
matematica di Ackermann ed Hilbert non e’ un modello di
alcunche’ e mai ci si e’ riferiti ad esso come tale.
Tuttavia entrambi servono quali paradigmi di sistemi
formali.

Sistemi formali astratti sono facili da costruire.
qualunque ragazzino sveglio puo’ costruirne. Primo,
scrive una formula contenente numeri o variabili, ad esempio
A=B+C. Poi definisce B e C con altre formule, tipo B=D2 e
C=2E. Poi sostituisce sia B o C nella prima formula con
queste definizioni e risolve l’equazione per B,C,D o E.
Un gioco da ragazzi. Ma cosa si e’ provato ? Un bel
niente ! La parte difficile per gli economisti non sono le
derivazioni; ma la scelta delle ipotesi. E il documento del
Sig. Krugman non dice niente al proposito.

Io sospetto che il Sig. Krugman direbbe che non ha detto
nulla al riguardo delle ipotesi, in quanto trattasi o di
principi economici Classici/Neoclassici comunemente
accettati o variazioni di sorta degli stessi. Ma questa
e’ una schivata. Il fatto che qualcosa sia comunemente
accettato, non significa che sia vero. E quando qualcuno
mette in discussione la validita’ di un modello, e’
la validita’ e veridicita’ delle ipotesi basilari
che viene messa in discussione, non la derivazione delle
conseguenze; difatti formule che non derivano o che non sono
verificate con dati empirici, sono semplicemente delle
definizioni. Quindi il Sig. Krugman ha creato niente di
piu’ che uno pseudo-modello.

Alcuni economisti affermano che non azzeccano le previsioni
perche ‘ l’economia e’ molto difficile. Dopo
aver speso gran parte della mia vita nelle aule, posso
affermare che questo’ e’ esattamente quello che i
miei studenti intellettualmente carenti affermano se in
difficolta’ nel gestire un argomento. Sono quindi gli
economisti carenti intellettualmente ?

No, ma esiste un’altra possibilita’ che gli
economisti ortodossi non prendono mai in considerazione. Ad
esempio, il problema di modellare il movimento planetario.
Tra il quinto secolo e la pubblicazione di Astronomia Nova
nel 1609 di Keplero, le migliori menti matematiche hanno
provato a trovare un modello per spiegare il movimento
irregolare dei pianeti. Tutti i modelli erano basati sulle
ipotesi di Aristotile che i corpi celesti areano attaccati a
sfere concentriche celestiali che facevano sì che i corpi
celesti viaggiassero in percorsi circolari.

I dati osservativi smentivano questa ipotesi, ma
i matematici hanno continuato a presumere erroneamente e
hanno provato ad alterare il percorso circolare basilare
aggiungendo sempre piu’ elementi al modello. I
matematici prima aggiunsero sfere componenti alle semplici
sfere concentriche, poi aggiunsero eccentrici (punti ed
assi localizzati diversamente o attraverso il centro
geometrico), poi epicicli (circoli sulle circonferenze dei
circoli), poi equanti (punti posizionati direttamente
all’opposto della Terra dal centro di larghi circoli)
poi venne inventata la coppia di Tusi (un piccolo cerchio che ruota
all’interno di un altro cerchio avente il raggio doppio
rispetto al cerchio minore ), e finalmente le coppie di Tusi furono abbinate con gli epicicli, eliminando sia
gli eccentrici che gli equanti, anche se la combinazione
richiese numerosi epicicli e coppie di Tusi. Non importa
quanto i modelli diventarono complicati, nessun modello
fornì una spiegazione soddisfacente del movimento
planetario.

Sicuramente durante questo lungo periodo, alcuni matematici
credettero che il problema fosse solamente troppo difficile.
Sbagliavano naturalmente. Considerando le idee sulle quali i
modelli erano basati, il problema non era troppo difficile.
Era impossibile. Tutti i modelli basati su false ipotesi,
sono impossibili da risolvere. Quando Keplero realizzo’
l’impossibilita’ di qualunque soluzione basata sulle
ipotesi di Aristotile, egli se ne libero’ e trovo’
la soluzione che sfuggi’ ai matematici per duemila anni.

La teoria delle sfere celestiali, introdotta dai Greci
antichi, era il pilastro del sistema geocentrico. Copernico
ed altri erano in qualche modo inabili nel rifiutare una
teoria che era ufficialmente accettata [ Copernico propose il sistema eliocentrico, ma considerava le orbite cicrolari ancora un’accurata descrizione dei moti planetari. N.d.r.]. I nostri economisti
sono come Copernico. Dovrebbero chiedersi se non riescono ad
azzeccare le previsioni in quanto le loro idee economiche
sono errate. Se continuano ad applicarle non otterranno
nulla di esatto. Nessun numero, modello, indipendentemente
dalla sua complessita’ o dalla sua attrattiva
intellettuale, sara’ sufficiente.

Parafrasando Gibbon, “Stanno forse gli economisti
sacrificando la felicita’ di milioni per ardente
parzialita’ verso un’idea senza valore, in quanto
buona parte dei crimini che disturbano la pace interna delle
strutture sociali sono prodotti dalla teoria che pochi
debbano possedere le cose che sono a tutti necessarie?”
Edward Gibbon ed Adam Smith erano contemporanei. Questo per
capire da quanto tempo la faccenda supplica una risposta.
Per quanto tempo l’umanita’ deve aspettare?

L’economia Classica/Neoclassica ha influenzato per
piu’ di duecento anni, ed i modelli matematici sono
stati costruiti per supportarla per almeno meta’ del
tempo. Ma le conseguenze basilari della teoria non sono
cambiate materialmente. I cicli di espansione e depressione
si ripresentano. La ricchezza e’ creata e poi distrutta.
La gente trova lavoro e poi lo perde; comprano casa e la
perdono, risparmiano e poi rimangono senza denaro. E’ un
sistema idiota. Come definiremmo una persona che costruisce
un edificio sulle rive di un fiume che ogni anno o giu’
di li’ esonda, che guarda la sua casa sparire sotto i
flutti ogni volta, ma che si ostina a ricostruirla sempre
nello stesso posto ? Non e’ Einstein che definisce la
ripetizione incessante di una cosa che dà sempre lo stesso
risultato una forma di malattia?

La cosa piu’ difficile da spiegare e’ perche’
persone apparentemente intelligenti siano inabili o non abbiano
la volonta’ di riconoscere l’idiozia. Non sono anche
loro danneggiate dai fallimenti ? O è solo perche’ non si
curano di cio’ che il sistema fa alla gente ? Oppure
perche’ le loro menti sono imprigionate da un impegno
verso un’idea senza valore ? Cio’ di cui l’economia
ha bisogno ora e’ un Giovanni Keplero.

John Kozy e’ professore in pensione di filosofia e
logica che pubblica su blog argomenti che trattano di
sociologia, politica ed economia. Dopo aver prestato
servizio nell’esercito nella guerra di Korea, ha passato
20 anni come professore universitario ed altri 20 come
scrittore. Ha pubblicato un manuale di logica formale,
diffuso commercialmente, in giornali accademici ed in un
ristretto numero di riviste, ha scritto svariati editoriali
per i quotidiani. I suoi pezzi online possono essere letti
su www.jkozy.com e
dal sito puo’ essere contattato per posta elettronica.

Titolo originale: “Models and Pseudo-models: Economists’ Artifice”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
22.02.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MASSIMILIANO MANCINI

Pubblicato da Das schloss

  • Tonguessy

    [A]s far as the propositions of mathematics refer to reality, they are not certain;
    and as far as they are certain, they do not refer to reality.
    Albert Einstein (1879-1955)
    “Geometry and Experience”
    Lecture before the Prussian Academy of Sciences
    27 January 1921

    Si chiede Kozy:”Sono quindi gli economisti carenti intellettualmente ? …La cosa piu’ difficile da spiegare e’ perche’ persone apparentemente intelligenti siano inabili o non abbiano la volonta’ di riconoscere l’idiozia. … perche’ le loro menti sono imprigionate da un impegno verso un’idea senza valore ?”

    E se invece di un problema di interpretazione logico-formale (per quanto interessante come analisi) fosse un problema intimamente legato alla struttura simbolica della matematica? Ad esempio nel momento stesso in cui l’otto coricato (infinito) assume un qualsivoglia significato, tutta l’esperienza umana nella inequivocabile finitezza che le è propria diventa poca cosa. Con i CDS si è arrivati ad assicurare 12 volte il PIL mondiale. Neanche le dimensioni planetarie pare valgano la pena di essere considerate per queste persone “intelligenti”. Ah, ricordo che il termine “intelligente” stabilisce quanto efficiente sia una persona a risolvere problemi tipici di una specifica società. Oppenheimer era sicuramente “intelligente” e di tale “intelligenza” ne hanno fatte le spese i civili di Hiroshima e Nagasaki.