Missili nordcoreani: troppo perfetti per essere veri

DI MARCO DAL PRÀ

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Missili nordcoreani, troppo perfetti per essere veri.

Com’è possibile che una nazione povera e stretta dall’embargo come la Corea del Nord abbia risorse e tecnologie avanzate per realizzare missili balistici armati con testate nucleari? Fanno tutto da soli, oppure c’è la mano di qualcuno che li aiuta senza farsi troppo notare? Come dice un vecchio proverbio che citava il politico italiano Giulio Andreotti: a pensare male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca.

Partiamo quindi da qualche particolare tecnico per formulare alcune ipotesi

Premetto che non sono un esperto di armamenti o di tecnologie “missilistiche”, ma visto che per lunghi anni ho fatto il programmatore di sistemi industriali, sono anch’io vittima della deformazione professionale che ti porta ad osservare certi particolari o certe tecnologie molto complesse. Prendiamo, ad esempio, le immagini che la Corea del Nord ha divulgato negli ultimi 12 mesi a seguito di test militari relativi ai propri missili, test che solitamente vengono effettuati alla presenza del leader Kim Jong-un. Ebbene, vi confesso di essere rimasto impressionato dalle immagini dei missili al decollo. In primo luogo dalla perfezione della fiamma, cioè dalla purezza della combustione dei motori che lo spingevano; non c’era la minima sbavatura. Già questo ci dice che siamo in presenza di carburanti di qualità elevata e di un sistema di controllo della combustione molto preciso.

In secondo luogo, non ho potuto fare a meno di notare la precisione del movimento al decollo, la dolcezza con il quale si è staccato dalla piattaforma di lancio, quasi ci fosse una mano invisibile che accompagnasse i missili al momento del lancio. Tra l’altro stiamo parlando di missili senza uno straccio di ala o di timone, e che quindi vengono guidati tramite accorgimenti molto più sofisticati, controllando in modo “millimetrico” la direzione dei razzi.

Dove ha trovato la piccola e povera Corea del Nord, e torniamo alla domanda iniziale, tutta questa tecnologia cosi avanzata?

Ricordiamoci, inoltre, che per produrre un qualunque oggetto è necessario aggregare componenti molto diversi tra loro, pertanto si deve avere alle spalle un enorme apparato industriale, come ricordano ad esempio i gemelli Tuttle nel libro che racconta la produzione di una matita, tanto da essere ritenuta “miracolosa”. Come potrebbe la Corea del Nord, tutta sola e stretta nell’embargo, riuscire a far funzionare tutto questo apparato nei settori della meccanica, della chimica, dell’elettronica e tanto altro? 

Tutta questa tecnologia potrebbe arrivare dalla Cina?

A queste domande ci sono molte risposte. Ma ricordiamoci che l’uomo, in qualunque sua azione, cerca sempre di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, quindi non sarebbe più semplice rispondere che tutta questa tecnologia la Corea del Nord sia andata a prenderla da chi può fornirgliela già pronta, magari appena fuori confine? Non potrebbe, in poche parole, arrivare dalla Cina?

Questa mia ipotesi potrebbe sembrare una banale provocazione, ma prima di saltare alle conclusioni fermiamoci ad osservare gli elementi che compongono lo scacchiere geopolitico internazionale negli elementi che vanno ben oltre gli armamenti nordcoreani. Prendiamo ad esempio l’Iran, una nazione al di fuori dell’influenza degli Stati Uniti e che da anni sta lavorando per realizzare tra le mura domestiche la propria bomba atomica, scelta che gli ha causato un importante embargo. Praticamente una fotocopia della Corea del Nord. Ebbene, proprio nei giorni scorsi l’Iran ha stretto accordi commerciali e militari con la Cina, che in cambio di investimenti riceverà il petrolio iraniano a prezzi scontati. Ma quali saranno gli altri punti fondamentali dell’accordo? Non ci sarà magari la fornitura di tecnologie per la costruzione di missili con testate nucleari?

Qualcuno potrebbe obiettare che non c’è nessun vantaggio nel far aumentare il numero di paesi che al mondo sono dotati di armi nucleari, ma forse è il caso di osservare le cose da un’altra angolazione. A differenza di quanto accaduto nella seconda metà del XX secolo con la guerra fredda, quando Stati Uniti e Unione Sovietica riempirono i propri arsenali con centinaia di bombe atomiche, la politica cinese sembrerebbe prendere tutt’altra strada che non è quella di aumentare le proprie testate nucleare. Come sappiamo bene, la Cina in questi ultimi anni sta perseguendo una politica di accordi commerciali con paesi in tutto il mondo, ma senza mai far sentire il proprio peso ed in genere senza interferire nei loro affari interni.

Al contrario gli Stati Uniti, visto che riescono sempre meno ad utilizzare i loro dollari per ottenere posizioni di privilegio nel mondo, stanno usando sempre di più la loro forza militare, come si è visto ad esempio per colpire il generale iraniano Soleimani. Senza contare che Washington osteggia qualsiasi Stato o persona nel mondo che non sia allineata con i loro piani, applicandogli sanzioni, embarghi, dazi ed altri provvedimenti, come lo stop dei pagamenti tramite il sistema Swift, senza concordarlo nemmeno con gli alleati, sprofondando in una situazione che sta iniziando a stancare governi di tutto il mondo. 

In questo frangente, l’atto della Cina di siglare alleanze con una molteplicità di nazioni antagoniste nei confronti degli Stati Uniti ma dotate di armi nucleari, crea una serie di vantaggi: in primo luogo la Cina guadagna l’amicizia di questi governi per il solo fatto che accetta il loro ruolo di potenze nucleari. In secondo luogo delega a potenze che, seppure piccole, fanno il lavoro “sporco” di fare la spina nel fianco degli Stati Uniti, sia dal punto di vista militare che commerciale; terzo, porta gradualmente gli stessi Stati Uniti in una posizione militare di minoranza rispetto a larga parte dei paesi del mondo. Un modo simbolico per creare una alleanza con veste anti-atlantica, ma con precisi scopi commerciali e di predominio cinese nei mercati di tutto il mondo, soprattutto in vista del deprezzamento che prima o poi subirà il dollaro con la stampa infinita che sta perseguendo la Federal Reserve.

Quindi, tornando sull’argomento iniziale, i missili nordcoreani sono veri o sono un fotomontaggio, una fake-news?  Io direi che sono veri, ma sono lì perché li ha messi qualcun altro.

 

MARCO DAL PRÀ

20.07.2020

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