MEGLIO ESSERE INFELICI E NON FARE UN CAZZO TUTTA LA VITA. GRILLO SPIEGA IL REDDITO DI CITTADINANZA

FONTE: ILFOGLIO:IT

Per il leader del M5s, per “rimettere al centro l’individuo invece che il mercato” bisogna lavorare meno, lavorare in pochi, ma guadagnare di più. La proposta di finanziare l’ozio.

Lunedì sera, a San Vincenzo, in Toscana, Beppe Grillo, durante il comizio con Alessandro Di Battista, ha spiegato bene il senso di una delle proposte chiave del Movimento 5 stelle: il reddito di cittadinanza, che consisterebbe nel garantire un sussidio a chi è disoccupato, inoccupato, pensionato o a basso reddito fino al raggiungimento della soglia di 780 euro al mese. Perché serve il reddito di cittadinanza? Perché non si può lavuràr così tanto.

“Sta andando avanti – ha detto il comico genevose – una rivoluzione che noi non percepiamo perché ci siamo dentro. Siamo a cavallo di due sistemi. Uno (di questi è quello) della globalizzazione di qualsiasi cosa che è imploso su se stesso. Abbiamo il dovere di immaginarci un mondo in un altro modo che non sia quello del lavuràr, del lavuràr, del lavuràr. Oggi ho sentito l’amministratrice delegata di Google (Yahoo, ndr) dire che la vera felicità è lavorare 70-80 ore a settimana. Ma la vera felicità per quel mondo lì gliela lascio! Preferisco essere un infelice e non fare un cazzo tutta la vita. C’è una via di mezzo. Ecco perché noi abbiamo in programma il reddito di cittadinanza. Diamo la possibilità di mettere al centro l’individuo invece che il mercato, il mercato del lavoro!”.

Dalle parole di Grillo, dunque, emerge con chiarezza che il senso del reddito di cittadinanza è facile da spiegare: non esiste che il salario sia legato alla produttività, bisogna invece lavorare un po’ meno tutti, o anche non lavorare, e guadagnare tutta la vita senza fare un tubo. Non lavorare meglio, lavorare tutti, guadagnare di più. Ma semplicemente lavorare meno, lavorare in pochi, guadagnare di più. Non un reddito di cittadinanza, come lo intendeva Milton Friedman, dunque, ma un trattamento assistenziale per finanziare l’ozio e non fare più un cazzo per tutta la vita. Sempre meglio che lavuràr.

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/politica/2016/08/10/beppe-grillo-m5s-reddito-di-cittadinanza___1-v-145784-rubriche_c166.htm

10.08.2016

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Tao
Tao
17 Agosto 2016 , 7:29 7:29

La vera emancipazione è dal lavoro, non del lavoro, il lavoro è una schiavitù volontaria anche quando è ben retribuito perché molto raramente corrisponde alla vocazione professionale. Dopo l’illuminismo newtoniano delle scienze e quello democratico della politica serve oggi un illuminismo del lavoro, che ci affranchi dalle superstizioni fantozziane dell’impiego: tale obiettivo di fuoriuscita dell’Arbeiter dal suo stato di minorità lavorativa è stato già raggiunto dai paesi del Golfo grazie alle proprie risorse naturali che consentono ai cittadini veri e propri di godere delle loro ricchezze senza lavorare ma soltanto investendole in iniziative profittevoli. Ma noi che siamo con scarse risorse e che siamo cattolici, cioè abbiamo in odio l’iper-capitalismo protestante dei tedeschi e degli anglosassoni, non troviamo altra strada per liberarci dal lavoro che ricorrere alle ricette marxiste che promettono a ciascuno secondo le proprie necessità e da ciascuno secondo le proprie capacità, senza nemmeno passare dai turni tripli del compagno Stakanov. Oggi siamo grillini per lo stesso motivo per cui 40 anni fa eravamo comunisti, ovvero perché abbiamo creduto che quell’ideologia fosse una teoria di liberazione dal lavoro, mentre era al contrario una pratica di liberazione attraverso il lavoro, ovvero di passaggio da una schiavitù all’altra, secondo la… Leggi tutto »

Giovina
Giovina
17 Agosto 2016 , 8:07 8:07

Il grillismo non ha tali ascendenti filosofici, vola molto più in basso e vede nel virtuale il probabile strumento di liberazione graduale dal lavoro, tuttavia lo sviluppo tecnologico da solo è insufficiente a supplire alle risorse necessarie per la vita, che potremo sperare di recuperare solo quando ogni comunità regionale potrà disporre in pieno del proprio gettito fiscale Non riporto per intero la frase, perche’ l’argomento marxismo cosi’ come citato dai grillini meriterebbe una considerazione a parte. Mentre la citazione sopra dimostra e dichiara una concreta realta’ demagogica che ormai il movimento non puo’ piu’ occultare. In questa attuale realta’ di asservimento dello Stato italiano alle politiche economiche dell’Eu, ai principi dissacranti dell’Eu, di fronte alle dichiarazioni di Di Maio che non intende uscire dall’Eu ma piuttosto "trasformarlo dal di dentro"; di fronte all’ambiguita sull’argomento sovranita’ nazionale con tutto cio’ che implica, di Grillo, il fare riferimento a dei privilegi di gestione di gettito fiscale da parte di una semplice regione italiana come fosse una quisquiglia dentro questa realta economica che invece vede un gettito italiano esclusivamente diretto inesauribilmente in una sola direzione e verso l’esterno dei confini regionali e quindi nazionali:  Che Dio salvi l’ Italia dai nuovi futuri… Leggi tutto »

robotcoppola
robotcoppola
17 Agosto 2016 , 8:41 8:41

Fonte: http://www.ilfoglio.it

Complimenti a CdC per ulteriore supporto a chi fa parte della disinformazione/propaganda ufficiale … e sì effettivamente non hanno coperto ancora il 100% di tutti i canali d’informazione.
Pertanto aiutiamoli!
 🙂

bedo
bedo
17 Agosto 2016 , 8:48 8:48

i pennivendoli de Il Foglio a "fare un cazzo" tutta la vita e guadagnare bei soldini (grazie ai contributi statali che provengono dalle imposte che paghiamo noi comuni mortalli) sono abituati da sempre

Vocenellanotte
Vocenellanotte
17 Agosto 2016 , 8:55 8:55

Infatti i parassiti del foglio non hanno capito un cazzo. Per loro essere servi è troppo dignitoso, meglio schiavi.

falkenberg1
falkenberg1
17 Agosto 2016 , 8:58 8:58

Suvvia, amici del blog, non prendetevela più di tanto, non merita, non ne vale la pena! Stiamo parlando del ”Foglio” del FOGLIO!!!!!! Lasciate perdere, non vale neppure la pena di commentare! Solo provo una gran pena per quei mentecatti che riescono a leggere un qualcosa di indefinibilmente censurabile come quello pseudoquotidiano!!

Tao
Tao
17 Agosto 2016 , 9:07 9:07

Mi sembra forse che la parte più importante di questo articoletto redazionale de “ilFoglio”

sia questa:

“Sta andando avanti – ha detto il comico genevose – una rivoluzione che noi non percepiamo perché ci siamo dentro. Siamo a cavallo di due sistemi. Uno (di questi è quello) della globalizzazione di qualsiasi cosa che è imploso su se stesso. Abbiamo il dovere di immaginarci un mondo in un altro modo che non sia quello del lavuràr, del lavuràr, del lavuràr. Oggi ho sentito l’amministratrice delegata di Google (Yahoo, ndr) dire che la vera felicità è lavorare 70-80 ore a settimana. Ma la vera felicità per quel mondo lì gliela lascio! Preferisco essere un infelice e non fare un cazzo tutta la vita. C’è una via di mezzo. Ecco perché noi abbiamo in programma il reddito di cittadinanza. Diamo la possibilità di mettere al centro l’individuo invece che il mercato, il mercato del lavoro!”.

E i commenti, non sarebbe male, se si concentrassero su queste parole, credo, riportate correttamente. O no ?

Tao
Tao
17 Agosto 2016 , 9:08 9:08

Mi sembra forse che la parte più importante di questo articoletto redazionale de “ilFoglio”

sia questa:

“Sta andando avanti – ha detto il comico genevose – una rivoluzione che noi non percepiamo perché ci siamo dentro. Siamo a cavallo di due sistemi. Uno (di questi è quello) della globalizzazione di qualsiasi cosa che è imploso su se stesso. Abbiamo il dovere di immaginarci un mondo in un altro modo che non sia quello del lavuràr, del lavuràr, del lavuràr. Oggi ho sentito l’amministratrice delegata di Google (Yahoo, ndr) dire che la vera felicità è lavorare 70-80 ore a settimana. Ma la vera felicità per quel mondo lì gliela lascio! Preferisco essere un infelice e non fare un cazzo tutta la vita. C’è una via di mezzo. Ecco perché noi abbiamo in programma il reddito di cittadinanza. Diamo la possibilità di mettere al centro l’individuo invece che il mercato, il mercato del lavoro!”.

E i commenti, non sarebbe male, se si concentrassero su queste parole, credo, riportate correttamente. O no ?

Tao
Tao
17 Agosto 2016 , 9:08 9:08

Mi sembra forse che la parte più importante di questo articoletto redazionale de “ilFoglio”

sia questa:

“Sta andando avanti – ha detto il comico genevose – una rivoluzione che noi non percepiamo perché ci siamo dentro. Siamo a cavallo di due sistemi. Uno (di questi è quello) della globalizzazione di qualsiasi cosa che è imploso su se stesso. Abbiamo il dovere di immaginarci un mondo in un altro modo che non sia quello del lavuràr, del lavuràr, del lavuràr. Oggi ho sentito l’amministratrice delegata di Google (Yahoo, ndr) dire che la vera felicità è lavorare 70-80 ore a settimana. Ma la vera felicità per quel mondo lì gliela lascio! Preferisco essere un infelice e non fare un cazzo tutta la vita. C’è una via di mezzo. Ecco perché noi abbiamo in programma il reddito di cittadinanza. Diamo la possibilità di mettere al centro l’individuo invece che il mercato, il mercato del lavoro!”.

E i commenti, non sarebbe male, se si concentrassero su queste parole, credo, riportate correttamente. O no ?

Tao
Tao
17 Agosto 2016 , 9:09 9:09

Mi sembra forse che la parte più importante di questo articoletto redazionale de “ilFoglio”

sia questa:

“Sta andando avanti – ha detto il comico genevose – una rivoluzione che noi non percepiamo perché ci siamo dentro. Siamo a cavallo di due sistemi. Uno (di questi è quello) della globalizzazione di qualsiasi cosa che è imploso su se stesso. Abbiamo il dovere di immaginarci un mondo in un altro modo che non sia quello del lavuràr, del lavuràr, del lavuràr. Oggi ho sentito l’amministratrice delegata di Google (Yahoo, ndr) dire che la vera felicità è lavorare 70-80 ore a settimana. Ma la vera felicità per quel mondo lì gliela lascio! Preferisco essere un infelice e non fare un cazzo tutta la vita. C’è una via di mezzo. Ecco perché noi abbiamo in programma il reddito di cittadinanza. Diamo la possibilità di mettere al centro l’individuo invece che il mercato, il mercato del lavoro!”.

E i commenti, non sarebbe male, se si concentrassero su queste parole, credo, riportate correttamente. O no ?

Quantum
Quantum
17 Agosto 2016 , 9:36 9:36

Ho sempre visto tanti commenti strani intorno al reddito di cittadinanza, il finanziare l’ozio ecc. Innanzitutto vorrei ricordare che il mentore dei grillini per queste questioni che riguardano la dignità del l’uomo e la schiavitù del lavoro è lo scrittore, cineasta, filosofo Silvano Agosti. Un grande uomo illuminato, ma anche un grande utopista.Se lo ascolti e leggi, o lo adori o lo odi. Io lo adoro, ma ritengo alcune sue idee troppo avanti per i tempi attuali, come lo sono le idee di società basata sulle risorse teorizzata da Jacques Fresco. Le idee che adoro di Silvano Agosti sono quelle secondo cui l’uomo è un capolavoro inestimabile e umiliarlo rubandogli il tempo tramite il suo lavoro, trattarlo come uno schiavo è un crimine. Io da quando ho letto ed ascoltato Agosti mi sto ritagliando delle rendite per avere più tempo libero da impiegare per la mia vita, la crescita personale e culturale, il mio bimbo piccolo, invece che regalarla ad un imprenditore o allo Stato che incamerano il surplus produttivo del mio lavoro lasciandomi le briciole per comprarmi un pochino di merda tecnologica e la macchinetta da consumare per andare al lavoro… Applicando la mosler economics modern money theory con la… Leggi tutto »

PietroGE
PietroGE
17 Agosto 2016 , 9:43 9:43

Il punto dell’assurdità grillina è la separazione tra diritti e la base economica che dovrebbe finanziarli. I diritti sono diventati una variabile indipendente, magari anche intellettualmente giustificata e finalizzata all’edonismo, in un mondo ideale oppure reale ma di nicchia, tipo le monarchie feudali del Golfo, se si dimentica che i soldi a loro glieli danno i consumatori europei.

Un leader politico di questo calibro va a sbattere contro la realtà distruggendosi e distruggendo quel poco che è rimasto dell’Italia.

AlbertoConti
AlbertoConti
17 Agosto 2016 , 9:49 9:49

La vera felicità non si misura in ore di lavoro, ma nel fare il lavoro che ti piace.
Condizione necessaria per poterlo fare è liberarsi dal ricatto esistenziale del lavoro a qualsiasi costo, ricatto ben rappresentato dal jobs act e dalla loi travail, le due normative che "recepiscono" le direttive globaliste, o europee nella fattispecie.

Certo che sembra un paradosso, che richiama alla mente lo stereotipo leghista del "terrone che non fa un cazzo", ma ai paradossi non si può che opporre paradossi. Il futuro produttivo è sempre maggior automazione, sempre maggior produttività, sempre maggior profitto concentrato nelle elite. Solo una scelta politica consapevole può arginare questa tendenza distruttiva del tessuto sociale.

Se poi guardiamo ai numeri non c’è storia. 1.800 miliardi di PIL diviso 60 milioni di italiani fa 30.000 euro l’anno a testa, compresi poppanti e ottuagenari. E vuoi che non si trovino 10.000 euri per la minoranza che non ce la fa?

Denisio
Denisio
17 Agosto 2016 , 9:53 9:53

Si potrebbero analizzare gli intenti indubbiamenti necessari a diminuire il lavoro, per non stracciarsi le vesti un giorno e pretendere di lavorare oltre a quanto, tramite due righe di decreto, già si lavora, pena l’essere emarginati socialmente. Favorire scambi di merci locali, salvaguardare per quanto possibile il patrimonio pubblico, far vivere l’arte, favorire il turismo lento, smettere il braccio di ferro tra stato e regioni su chi deve gestire cosa, insomma il campo d’applicazione dei principi liberali mi sembra questo. Non solo purtuttavia è faticoso e prevede un percorso ostracizzato non facile ma necessario contro i mandanti del potere sempre più totalitario a cui stiamo "assistendo" in qualità di cavie votanti. Continuo a dire che è atto sterile starsene davanti al PC ad ingaggiare informazioni di primo pelo e costruirci sopra una caporeto, una disfatta generale, un tradimento dei valori con teoremi sterili o quasi infantili. Forse che un sogno non ha bisogno di lavoro per essere concretizzato?, forse che non esiste libertà che non debba essere conquistata? forse che se fosse gratuita, dopo un pò annoierebbe come accadeva solo 15-20 anni fa..A parte questo volevo condividere un video che fa capire dove indubbiamente porta il rispetto dei valori nella… Leggi tutto »

Quantum
Quantum
17 Agosto 2016 , 10:00 10:00

Non è vero che non si può finanziare un reddito di cittadinanza.

Anche se non sarebbe corretto applicare una simile iniziativa, e sarebbe molto meglio creare programmi di lavoro garantito, il cosiddetto Job Guarantee teorizzato dall’economista Matthew Forstater.
Usando la Mosler Economics Modern Money Theory, di Warren Mosler, spiegata fino allo sfinimento da Paolo Barnard, il denaro diventa unità di misura del lavoro umano, e lo stato a moneta sovrana crea il denaro per i programmi di lavoro garantito, in attesa che il settore privato riassorba i disoccupati, tenuti attivi dallo Stato in una miriade di lavori di risanamento del paese e di assistenza sociale.
Con moneta sovrana il reddito di cittadinanza è possibile, ma non sostenibile nel lungo periodo.
Perché la vera ricchezza è quella che producono persone attive con il loro lavoro e il loro ingegno.
Per questo è molto meglio avere cittadini abili e capaci, piuttosto che ozianti.
robotcoppola
robotcoppola
17 Agosto 2016 , 10:01 10:01

Ok.Da quello che leggo non posso che essere stra d’accordo con Grillo. Il reddito di cittadinanza (in realtà reddito minimo garantito)  è un grande passo verso una società più civile.Un salvagente per la stragrande maggioranza della popolazione, assolutamente non in grado di competere con gli enormi avanzamenti tecnologici che possono svolgere (più velocemente e meglio) la quasi totalità  dei compiti umani (per ora quelli più ripetitivi, a breve anche quelli meno ripetitivi …).Chi pensa di essere al sicuro e capace di cavarsela da solo superando i sempre più crescenti standard d’ingresso nel mondo del lavoro è solo un illuso. Si può intuire come il mercato del lavoro sia destinato a morire e con esso l’economia del consumo …Segue che  gran parte dell’umanità sarà presto considerata inutile all’oligarchia dominante e il processo di riduzione di diritti che sta avvenenendo in tutto il mondo ne è il campanello d’allarme.Se non fosse come descritto sopra, perché in tutto il mondo sono in atto dei processi DEPRESSIVI col chiaro intento di abbattere sia la DOMANDA (maggiore disoccupazione) che l’OFFERTA (maggiori tasse/costi(impedimenti burocratici …) ?I presunti miglioramenti economici di alcuni stati sono riconducibili a mere speculazioni finanziarie, estremamente precarie/transitorie/effimere.Riguardo il reddito di cittadinanza si può… Leggi tutto »

Denisio
Denisio
17 Agosto 2016 , 10:11 10:11

Concordo totalmente perchè le teorie di decrescita felice o non felice poi se fossero applicate (anche domani) renderebbero la felicità al quadrato perchè sicuramente meno eco-devastanti per l’ecosistema che ci ospita.

Toussaint
Toussaint
17 Agosto 2016 , 10:44 10:44
MarioG
MarioG
17 Agosto 2016 , 11:18 11:18

 tale obiettivo di fuoriuscita dell’Arbeiter dal suo stato di minorità lavorativa è stato già raggiunto dai paesi del Golfo grazie alle proprie risorse naturali che consentono ai cittadini veri e propri di godere delle loro ricchezze senza lavorare ma soltanto investendole in iniziative profittevoli.

Come e’ noto, fra le "risorse naturali" dei paesi del Golfo ci sono gli schiavi asiatici… Altrimenti, col beep che ‘godrebbero delle loro ricchezze’!

Oggi siamo grillini per lo stesso motivo per cui 40 anni fa eravamo comunisti,

E meno male che ERANO comunisti!

gix
gix
17 Agosto 2016 , 11:38 11:38

Diciamo che si tratta din un articolo del caz, proveniente da fonte altrettanto del caz. Una volta chiarito questo, proviamo a guardare la questione in maniera un po’ più obiettiva, anche se per forza di cose semplificando il discorso. Per cominciare, i partiti della prima repubblica hanno adottato per decenni una sorta di reddito di cittadinanza mascherato da lavoro nel pubblico impiego o privato, nonchè parastato comunque controllato, con il sistema delle raccomandazioni nella economia precedente a mani pulite (ante 92), in gran parte in mano allo stato. Non si  trattava di poche persone, ma di molti milioni di lavoratori, in gran parte tutt’ora presenti soprattutto nel pubblico impiego, poiché ormai il privato sopravvive come può. All’epoca, anche quando lo Stato non assumeva direttamente, sovvenzionava comunque, in un modo o nell’altro, il lavoro nel settore privato sia a livello di grande industria (vedi stessa Fiat), sia di piccole industrie, anche con sistemi discutibili, tipo cassa del mezzogiorno ecc. Oggi tutto questo è morto, e Grillo non ha fatto altro che prenderne atto.  Non si tratta di fare o non fare niente ed essere comunque pagati. Il problema è puramente legato ad una disponibilità di reddito, che consenta almeno una dignitosa sussistenza; in… Leggi tutto »

Quantum
Quantum
17 Agosto 2016 , 12:29 12:29

Il lavoro sta finendo.
Ma di ridurre le ore di quelli che già lavorano per darne la metà ai disoccupati non se ne parla da nessuna parte.

20-24 ore a settimana, 3 giorni lavoro io, 3 giorni lavori tu. Entrambi abbiamo 4 giorni liberi per costruirci una vita, il padrone incamera comunque il suo surplus produttivo per soddisfare la sua psicosi di potere e ricchezza.
Con le monete FIAT questo è possibile, perché chi crea il denaro ne decreta il valore e quindi lo modula, come una unità di misura. Ossia decide quanto deve essere il suo potere di acquisto per permetterti di arrivare a fine mese anche con 3 giorni di lavoro. E tartassare gli stacanovisti per disincentivare il non voler lasciare 3 giorni liberi ad un altro lavoratore.
Non è utopia, tecnicamente è fattibile. Basta dare ascolto ai cartalisti e gli economisti keynesiani.
AlbertoConti
AlbertoConti
17 Agosto 2016 , 12:52 12:52

Senza scomodare le teorie monetariste, basta rinnegare la "libera circolazione di merci, capitali, persone", un maledetto "principio" liberista che ci ha deindustrializzato e rovinato, fino a mandarci sul lastrico. Un "principio" che doveva garantirci il "miglior prezzo" su ogni cosa. Lo vedremo sempre meglio questo "miglior prezzo" nelle bollette recapitate dalle multiutility straniere, nella GDO straniera, nelle banche straniere, nei pomodori olandesi e nelle bistecche tedesche. Ma soprattutto nella "nostra" moneta straniera. Qui sì che ci vuole un bel "vaffanculo", ma temo che Grillo lo riservi a tutt’altro. Staremo a vedere.

Rosanna
Rosanna
17 Agosto 2016 , 13:01 13:01

Grillo ha perfettamente ragione, ma le rivoluzioni della storia non sono mai state comprese nel momento in cui si realizzavano, se non da un’élite di teste pensanti, e che le affermazioni olografiche di un comico abbiano  avviato la rivoluzione incompresa dei 5 stelle, la dice lunga sul livello di perspicacia culturale e politica del Paese. Comunque coloro che negano la necessità di un Reddito Minimo Garantito come unica risposta percorribile in questo momento storico, che risponda alle condizioni attuali di delocalizzazione della produzione e peggio alla drastica e progressiva riduzione del lavoro,  si ostinano ad affermare i soliti slogan ad effetto "reddito della gleba" ed altre amenità vacanziere, naturalmente a vantaggio dei soliti fanatici followers, privi di autonomia speculativa.  Allora in un mondo in cui il lavoro sparisce giorno dopo giorno, questi amabili personaggi dovrebbero spiegarci in che modo si dovrebbe creare lavoro e a quali condizioni.   E che fine devono fare i milioni di espulsi in via definitiva dal mondo del lavoro e le loro famiglie, nell’attesa che venga loro concesso quello che un giorno era un loro diritto ? Pulizia antropologica ? Ma naturalmente Grillo si esprime per paradossi, così com’è evidente per chi ne percepisce le… Leggi tutto »

Quantum
Quantum
17 Agosto 2016 , 13:29 13:29

E perché è male essere deindustrializzati e perdere il lavoro? È un concetto ancora difficile da digerire, che lavorare non è una necessità, come in passato era considerata cosa orribile. Oggi invece è la massima aspirazione. Le teorie monetariste vanno invece scomodate, perché è alla loro base che costruisci una società che può fare  a meno di molto lavoro. Non di tutto, pur garantendo un tenore di vita accettabile. Ma come semplice strumento non bastano, perché vanno applicate a politiche di decrescita, che non significa tornare al medioevo. Ma riconfigurare la società per evitare gli sprechi e il ricambio continuo di beni. Non ci serve cambiare cellulare 2 volte l’anno come status symbol, ma ci servono strumenti validi e durevoli per la comunicazione interpersonale (che è ciò che un cellulare è). Non ci servono 3 automobili a famiglia, ma 3 biciclette e 3 tessere gratuite per mezzi pubblici efficienti e puliti. E quando ti serve una automobile la noleggi a costi irrisori. Cioè vanno sconfessate le teorie Bernaysiane (dal nipote di Freud che le portò in USA), sul fare leva sulla psiche umana per creare bisogni inesistenti che spingano a consumare continuamente  oggetti che sono per lo più inutili per… Leggi tutto »

permaflex
permaflex
17 Agosto 2016 , 13:32 13:32

Breve resoconto del periodo lavorativo più felice della mia vita quando l’uffico si trovava a soli 50 km da casa (e naturalmente contratto nuovo ogni 6 mesi):sveglia alle 6,40 arrivo in stazione ed attesa media di 40 minuti per treni soppressi,arrivo in ufficio dopo aver evitato le zecche sui treni alle 9,riunione su obiettivi mentre si sta uscendo e ritardo sull’uscita di almeno mezz’ora,ritorno a casa con stesso tran-tran dell’andata su treno da terzo mondo,arrivo a casa alle 8.Tempo per attività fisica:zero,passato da 80 a 115 kg in un bè,tempo per relazioni sociali e vita affettiva:zero,stipendio,ero programmatore,a livello di operaio non specializzato,produttività sul lavoro in calo dopo le prime 5 ore e soprattuto dopo qualche anno di questa vita,ah e last but not least carriera:zero.Allora quello che dice Grillo mette il dito su vari punti
1)stipendi più bassi d’europa
2)produttività data dallo sfruttamento tra le più basse d’europa
3)ammortizzatori sociali a disposizione solo per i lavoratori a tempo indeterminato

ed inoltre

4)visione del futuro equivalente a quella di una talpa cieca (e sodomizzata)
5)momeno di felicità incommisurabile:quando ti licenziano

P.S. ma è capitato anche a voi di essere licenziati preferibilmente il giorno prima delle vacanze od il giorno del compleanno?Almeno questo potremmo vietarlo?Grazie

permaflex
permaflex
17 Agosto 2016 , 14:31 14:31

Sono arrivato alla conclusione che è contrario al RdC chi ha paura che soldi pubblici vengano dirottati e chi ha paura di maggiori tasse,le categorie sono due quindi lavoratori pubblici e proprietari di casa/e.Ora mi sembra che proprio tu avessi scritto qualcosa sul fatto che buona parte dei leghisti nelle regioni del nord siano,a dispetto dell’avversione verso lo stato centralista,proprio impiegati pubblici.Sommando quindi cogli impiegati pubblici di provenienza PD e proprietari di case PD e leghisti e finalmente si arriva al dipanamento sul conquibus del perchè piddini e leghisti si trovino d’accordo

Primadellesabbie
Primadellesabbie
17 Agosto 2016 , 14:46 14:46

Cara Rosanna, nei tuoi ultimi due periodi mi sembra di cogliere un’evoluzione interessante della tua posizione, ma forse perché non sono aggiornato.

Ritengo estremamente benvenuto un provvedimento che, come conseguenza, induca a ripensare i meccanismi selettivi, i ruoli e le "vocazioni".
Se poi fosse accompagnato (altra possibile conseguenza) da un massiccio sfoltimento della burocrazia e dei suoi apparati, l’utilità immediata diverrebbe addirittura secondaria.
falkenberg1
falkenberg1
17 Agosto 2016 , 14:54 14:54

Come sovente accede le affermazioni del sig. Grillo Giuseppe vanno capite, sfrondate della parte ironica e volutamente sopra le righe!! Ovviamente e confermando l’opinione circa ”il Foglio” che confermo e confermerò sempre perchè altro non merita, occorre estrapolare il concetto espresso da Grillo sfrondandolo da esagerazioni linguistiche e concettuali puramente provocatorie, come tipico del suo stile, e valutando la parte pratica e non teatrale delle sue affermazioni. E’ pur sempre un ottimo comico che, purtuttavia, castigat, ridendo, mores!! Il reddito di cittadinanza è un passaggio doveroso già applicato da anni ed anni in tantissima parte dell’ Europa e che, da noi, viene demonizzato per motivi biechi di cassa, da saccheggio di risorse da parte del solito combinato disposto micidiale ed illegale da parte di ”politica”, istituzioni, malsana imprenditoria, mafie diverse colluse e sodali con il potere! Reddito di cittadinanza non vuol dire affatto incentivo a non fare un cazzo foraggiati e mantenuti a spese  della collettività! Prendiamo, ad esempio, la realtà che frequento quotidianamente! Un ambiente negletto ed abbandonato da comune, provincia, regione e semplici cittadini. Io ti concedo reddito di cittadinanza e tu, ovviamente, ti attivi, insieme ad altri, per aiutarmi a recuperare quella vasta zona recuperandola, ripristinando l’alveo… Leggi tutto »

Rosanna
Rosanna
17 Agosto 2016 , 15:26 15:26

Primadellesabbie , non riesco a capire quale sarebbe questa "evoluzione interessante" che tu hai notato … sono sempre stata favorevole al Reddito Minimo Garantito ..

 ma tu che fine hai fatto ultimamente ??
Simulacres
Simulacres
17 Agosto 2016 , 17:26 17:26

“Il lavoro ha sempre di più dalla sua tutta la buona coscienza: l’inclinazione alla gioia si chiama già «bisogno di ricreazione» e comincia a vergognarsi di se stessa. «È un dovere verso la nostra salute», si dice quando si è sorpresi durante una gita in campagna. Anzi, si potrebbe ben presto andare così lontano da non cedere a una inclinazione alla vita contemplativa (vale a dire all’andare a passeggio, con pensieri e amici), senza disprezzare se stessi e senza cattiva coscienza. Ebbene! Una volta era tutto in contrario: era il lavoro ad aver su di sé la cattiva coscienza. Un uomo di buoni natali nascondeva il suo lavoro quando le necessità lo costringevano a lavorare. Lo schiavo lavorava oppresso dal sentimento di fare qualcosa di spregevole. «La nobiltà e l’onore sono soltanto nell’otium e nel bellum», così suonava la voce dell’antico pregiudizio" (Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza). p.s. a seguito del seguente commento che è un copia e incolla, per chi è interessato… vi sono un paio di altri commenti dello stesso “autore” che dànno il senso e la misura della questione… mincuo ha scritto: @Simulacres.  Giusto. Ma io non volevo"allargare il discorso" TUTT’ALTRO.  Comunque quel che dici è giusto.… Leggi tutto »

michiamoaldo
michiamoaldo
17 Agosto 2016 , 17:35 17:35

Avvisate l’amministratrice di google (yahoo) che ci sto. Attendo lettera di assunzione.

Pyter
Pyter
17 Agosto 2016 , 17:37 17:37

Ma la legge Svuotacarceri per golpisti si può applicare anche in Italia o bisogna aspettare che la Turchia entri in europa per creare un precedente?

Fossi del movimento cinquestelle lascerei perdere il reddito di giornalianza mi concentrerei più su questa eventualità.
Dalle mie parti c’è una roccaforte abbandonata per anziani logorati dall’attività pensante dove può starci tutto il governo Monti al costo di ottanta euro mensili pro capite restituibili in caso di aumento dell’isee. 
Fischio
Fischio
17 Agosto 2016 , 17:53 17:53

Chiedo scusa ma dopo aver visto il ‘titolo’ non ho avuto la pazienza di leggere l’articolo rivolto alle considerazioni di un pazzo…Troppe ne ha dette e fatte: un DITTATORE! 

Giovina
Giovina
17 Agosto 2016 , 17:55 17:55

Ma non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire Toussaint. Adesso la questione Rdc e’ divenuta una ideologia da trattare sul banco della dialettica a suon di retoriche, non una questione pratica che ha necessita’ di basi pratiche. Basi che, costruite, renderebbero inutile lo stesso Rdc.


Ma in fondo, una retorica del Rdc non ci stona mica accanto a quella dell’ Eu da cambiare dal di dentro. 

Piace tanto la retorica? Ne metto anch’io qualche goccia. dalle parti mie si dice: n’cumpagnie ci pijo’ la moje lu frate.

Oggi si sventola la bandiera e si canta l’inno solo per le manifestazioni sportive e le commemorazioni. Fare altrettanto in altri contesti e’ un affronto contro la religione dell’Eu.

Una volta si moriva per la Patria. 
Oggi si muore piano piano dentro, e si vende l’anima per un demonio che in cambio dona molto meno di un Faust: per una elemosina, per rimanere servi, noi e i nostri figli. 
Non si ha piu’ il coraggio di pensare le cose, le parole, fino in fondo, ci si sazia della schiumatura, di quella schiumatura che gli onesti e i sinceri han sempre buttato nella monnezza.

Io li maledico tutti questi euristi del c…o.

IVANOE
IVANOE
17 Agosto 2016 , 18:11 18:11

Vogliamo parlare della raggi ?

io l’avevo detto è un’altra fregatura per i romani e per chi crede nel fricchettonismo del M5S…
Il M5S che aveva sempre detto la politica ai semplici cittadini e diciamo che un pò ci abbiamo creduto, ecco che nel orgaingramma del comune ci sono vecchi volponi riciclati adesso da M5S… il M5S è condizionato come tutte le altre giunte da chi comanda veramente a roma i casamonica e mafia capitale… tutto il resto è noia… e quella è gente che non scherza e mi viene da ridere a vedere la faccia da manichino pallido della raggi…
giunta raggi sotto scacco e paralizzata dalla monnezza e costretta a mollare subito 18 milioni di euro all’atac che è composta dalla peggiore feccia d’italia..la raggi e il M5S i cati e puri piegati dai prepotenti e arroganti…
un film già visto…
Silger
Silger
17 Agosto 2016 , 19:39 19:39

Il modello di società di cui parla Grillo, i nostri "governanti" degli ultimi 20 anni e pure il foglio…., cioè chi ci ha portato allo sfascio, non riescono più neppure ad immaginarlo: perché sono marci dentro, icone di un sistema malato che ci sta conducendo verso una guerra. Con un po’ di buonsenso, che non hanno, forse capirebbero. Spero solo che qualcuno quantifichi i danni che hanno prodotto all’Italia e agli Italiani con le loro politiche criminali di cessione di sovranità e di inganno.

sandman972
sandman972
17 Agosto 2016 , 20:36 20:36

Direi uno dei migliori commenti che ho letto ultimamente. E va da se che io sto cercando di spostarmi in quella direzione per primo. Bravo. 🙂

Simec
Simec
17 Agosto 2016 , 21:56 21:56

MA con quale criterio pubblicate queste stronzate del foglio? Ma vi siete bevuti il cervello? Grillo sarà anche un trombone scoppiato che vaneggia deliri, ma il Foglio è il ventriloquo della CIA e dei poteri atlantici, scritto da impiegati a libro paga…..ma non si può cadere così in basso….

Primadellesabbie
Primadellesabbie
18 Agosto 2016 , 0:02 0:02

Questa (gli ultimi due periodi, come dicevo):

"…Naturalmente su questo livello si schierano tutti i cosiddetti sovranisti, che hanno fatto della campagna anti euro, un’evidente campagna autoreferenziale a sostegno delle proprie tasche e di eventuali amene e ambite poltroncine. 

Sono gli "illuminati" del sovranismo, che colonizzano le coscienze e depistano le giuste risoluzioni … i falsi campioni del falso  riscatto delle classi impoverite dalla globalizzazione, che  in realtà sono del tutto allineati alle criminali idiozie del neoliberismo."
Seguo pochi commentatori su CdC, che fanno faticosamente capolino tra gli interventi a nastro delle mosche cocchiere.
yakoviev
yakoviev
18 Agosto 2016 , 1:19 1:19

Ma quindi la risposta alle deindustrializzazione, alla decadenza del nostro paese, alla svendita delle sue risorse e dei suoi asset, alla perdita della sua sovranità e indipendenza dovrebbero essere 700 euro al mese garantiti? Mi spiace ma c’è qualcosa che non mi convince.

falkenberg1
falkenberg1
18 Agosto 2016 , 7:57 7:57

Non voglio infierire più di tanto però la invito a dare una guardata ai ”premi di risultato” che il noto covo di dubbia, molto dubbia, moralità definito ‘palazzo chigi” sta per elargire ai suoi prodi  ”funzionari” in virtù di non si sa cosa, forse il crollo morale ed economico, e definitivo, del paese!! Se ci fosse un vero movimento rivoluzionario, ma vero sul serio, non come l’isis al servizio di Killary, che il deminio se  li possa portare via  tutti, sarei il primo ad associarmi ed aiutarlo! Questo infame paesaccio deve essere ripulito con le armi altrimenti è finita!

AlbertoConti
AlbertoConti
18 Agosto 2016 , 8:58 8:58

E’ male, molto male deindustrializzarsi per un Paese manifatturiero privo di materie prime e risorse naturali più in generale. Questo in un ottica realistica, al presente, dove quasi tutto il lavoro è finalizzato ai servizi e s’importano massivamente beni di consumo (anche alimentari) che possono essere prodotti in Patria benissimo, con miglior qualità e soddisfazione dei produttori, alimentando circuiti economici interni virtuosi.
Se poi dal mondo reale vogliamo guardare al mondo futuribile, allora potrei anche darti ragione, in parte. Ma quando un Paese, un tempo glorioso, si trova nella merda come noi adesso, con un esercito di poveri in continuo aumento, ingabbiato in un sistema debitorio che ci sta distruggendo e degradando, mentre i nostri vicini se la ridono alle nostre spalle, beh, allora è tempo di darsi una svegliata e muovere le chiappe nell’unica direzione che contrasta il sistema vigente. Poi, una volta normalizzati, potremo diventare virtuosi anche in senso più elevato e consono al futuro dell’intero pianeta.

AlbertoConti
AlbertoConti
18 Agosto 2016 , 9:04 9:04

Aggiungo la cosa più importante, cioè che il lavoro è la più grande benedizione che riempie la nostra vita, ma solo se lo amiamo giorno per giorno, ora per ora, in quanto utile a noi stessi e soprattutto agli altri. E questo a prescindere dalle epoche storiche, o meglio contestualizzandolo in ogni epoca storica vissuta. Parlo del lavoro creativo, che solo una società culturalmente sana, con una sua economia sana, può garantire a tutte le persone di buona volontà.

In queto penso che abbiamo molti punti di contatto, nel senso di voler rivoluzionare valori, stili di vita, finalità delle attività umane.

Quantum
Quantum
18 Agosto 2016 , 9:48 9:48

Deindustrializzare intendo la grande industria votata all’esportazione. L’esportazione di beni è male. Perché i beni sono oggetti utili per la vita di cui ci priviamo esportandoli per avere in cambio pezzi di carta o numeri su un conto corrente, cioè denaro. Non si può vivere di sole esportazioni, il surplus lo incamerano solo padroni e fondi di investimento. La gente viene privata del proprio tempo e alla fine di quel surplus ne vede solo le briciole. Io con deindustrializzare intendo quello, non la PMI che lavora per il solo mercato interno. In Cina nel periodo di crisi USA ed EU  hanno deciso di aumentare i salari apposta per fare vendere internamente i prodotti che creano. Ed i cinesi hanno visto salire enormemente il proprio tenore di vita. La vera ricchezza sono tutta l’elettronica, gli elettrodomestici, le macchine industriali e civili, e tutto ciò che ci aiuta nella vita quotidiana sollevandoci dalla fatica. Il poco lavoro che deve rimanere deve essere quello per costruirci o poterci permettere quelle cose utili che a loro volta ci liberano da molto altro lavoro. Oggi si può fare. Lavorare 24 ore a settimana come faccio io. Guadagno 900 euro, ma nel tempo libero invento cose… Leggi tutto »

Quantum
Quantum
18 Agosto 2016 , 9:58 9:58

Il reddito di cittadinanza è male, i programmi di lavoro garantito sono bene…

Semplicemente perché il lavoro produce qualcosa di tangibile che sia l’insegnamento alle nuove generazioni, la cura dei malanni, la produzione di beni utili a semplificare la vita.
I Job Guarantee Programs teorizzati dall’economista Matthew Forstater puntano proprio a tenere attiva la popolazione, perché non disimpari i mestieri che creano sviluppo umano e tecnologico.
Che lavoro far fare alla gente?
Insegnanti di ogni arte e mestiere a disposizione dei ragazzi.
Sistemare gli ospedali e riempirli di bravi medici.
Non tartassare gli artigiani e le PMI, perché possano inventare e produrci tutti i beni utili alla nostra vita quotidiana.
Risanare il paese partendo da strade, urbanistica, viabilità.
Aiutare gli indigenti, un ragazzo pagato dallo Stato ad ogni anziano non autosufficiente, una ragazza studentessa ad ogni donna incinta per aiutarla durante la gestazione.
Sono solo alcune idee di come impiegare la gente.
Ce ne sarebbero di cose da fare, la gente disposta a farle non mancherebbe, mancano i denari per farglieli fare lasciandogli la possibilità di vivere dignitosamente.
AlbertoConti
AlbertoConti
18 Agosto 2016 , 13:10 13:10

Complimenti per come te la cavi.
Riguardo alle esportazioni ritengo che non siano un male assoluto se compensano le importazioni. Se tutti i Paesi rispettassero il pareggio di bilancio dell’import-export avremmo molta più pace e buon senso nel mondo.

permaflex
permaflex
18 Agosto 2016 , 14:59 14:59

>premio di produttività

Ma è semplice carissimo ^_^ se licenzi un dipendente si avrà un aumento di produttività pro-capite,è il principio del cane che mangia cane.

>Se ci fosse un vero movimento rivoluzionario, ma vero sul serio, non come l’isis al servizio di Killary, che il
>deminio se  li possa portare via  tutti, sarei il primo ad associarmi ed aiutarlo!

Ma anche fosse l’Isis oggi per come sono messe le cose qualunque e ripeto qualunque stravolgimento dello status quo verrà ben accolto,i disperati ci sono mancano solo le armi,e questo è stato previsto,per ciò sono messe sotto i riflettori dai media le diatribe immigrati contro autoctoni o comunisti contro fascisti,si vuole ridurre il disagio e la rabbia in uno scontro tra fazioni.

Quantum
Quantum
19 Agosto 2016 , 13:01 13:01

Esattamente!

Esportazioni intendo libero scambio inteso come:
io ti do denaro per macchine tessili e stoffe, 
dopo che le mie aziende avranno prodotto abiti eleganti, li rivendo anche a voi in cambio di quei pagherò che vi avevo dato inizialmente per i macchinari e le stoffe.
Ci si scambia macchine e manufatti, o energia.
Non si depreda la gente, non si fanno guerre di conquista.
Non si fa surplus riducendo la gente alla fame depredando la classe media e gli operai.
In Danimarca l’hanno capito. Ed il mio amico d’infanzia Piero che c’è andato a vivere me lo dice spesso che tutto ciò che è scritto in questo articolo [blog.startupitalia.eu] è vero!
ilsanto
ilsanto
20 Agosto 2016 , 1:59 1:59

Il reddito di cittadinanza o meglio il reddito minimo è imprescindibile, così come i contratti collettivi e la paga minima. Perchè la tecnologia, le concentrazioni industriali, la concorrenza e la globalizzazione spingono alla riduzione salariale e alla disoccupazione e i manager o i proprietari fanno questo per mestiere e perchè è intrinseco al liberismo economico e questo è valido in tutto il mondo. Oggi esiste solo un sistema economico quindi non si scappa, ne serve ad un tubo fare giochini come le svalutazioni o le tassazioni competitive ne inondare i mercati di danaro a costo zero tanto le industrie non investono più per espandersi ( le previsioni dicono che in 10-15 anni gli addetti dell’industria  si ridurranno del 50% ) e le banche non li prestano perchè è troppo rischioso prestare danaro per di più a tassi oramai ridicoli magari per venti anni su un mutuo all’1,5 %. e di immobili pignorati e crediti inesigibili ne hanno montagne. Quindi con un esercito di giovani disoccupati e non solo ( in Italia c’è 1 lavoratore ogni 3 abitanti ) se non gli dai il modo di sfamarsi ( a parte le considerazioni etiche ) cosa pensi che succeda ? e considera… Leggi tutto »

ilsanto
ilsanto
20 Agosto 2016 , 9:59 9:59

Ma la deindustrializzazione e decadenza non è solo del nostro paese ! riguarda tutto l’occidente se non tutto il mondo. Visto che tutti sono sulla stessa barca tutti cercano di aumentare la produttività o di accaparrarsi fette più grandi,  l’Italia per intenderci dovrebbe aumentare la sua forza e produttività nei confronti per esempio degli USA, del Giappone, della Germania o della Cina. Già così la vedo dura ma non basta mai perchè è la torta che si rimpiciolisce !. 

gilberto6666
gilberto6666
20 Agosto 2016 , 13:08 13:08

Intanto bisogna riconoscere che il questo il Momento dell’onestà-ta’ta’ta’ è coerente. Applica su se stesso la tesi del reddito di cittadinanza a zero ore lavorative. Reddito dimezzato ovviamente, a vantaggio delle società oneste, in cui si lavora. Cosi come lavora, e duramente, il capo Gabinetto della Sindaca romana, cui è corrisposta adeguata e non demagogica retribuzione. Gli altri godono Roma. Come tutti.