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MARINE E JEAN-LUC

DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics.blogspot.it

Lo scorso agosto (2011) Rossana Rossanda, esponente di
spicco della pseudo-sinistra italiana, un’intellettuale che aveva espresso la
sua solidarietà al “compagno Mao” all’epoca del “Grande Passo
Avanti” (20 milioni di morti), e dalla quale era dunque naturale
attendersi sostegno all’euro nel 2011 (decine di suicidi), pubblicava su
“Il Manifesto”, il giornale della pseudo-sinistra italiana, un
articolo nel quale, col pretesto di porre domande agli economisti e ai
“padri” dell’euro, dava le sue risposte sulla crisi: risposte, ahimè,
tragicamente false, come ci si poteva ben attendere da qualcuno che aveva speso
i suoi anni migliori, ormai lontani, a criticare l’economia di mercato, senza
far prima lo sforzo, all’epoca giudicato superfluo, di comprenderla.

Seguì un dibattito sul giornale della pseudo-sinistra.

Meglio sarebbe dire uno pseudo-dibattito: non tanto per
simmetria, quanto per la stessa ammissione della gentile direttrice del
giornale di pseudo-sinistra, che assai candidamente confessò, dopo le sue dimissioni
in ottobre, che il dibattito sul suo giornale e sul sito
“Sbilanciamoci” (che a quel giornale si ispira), era stato
sapientemente orientato in modo da “scongiurare la follia del ritorno alle
valute nazionali” ( vedi qui gli squallidi dettagli). Lo sapevo bene, visto che il mio contributo a quel
dibattito, pubblicato non senza qualche resistenza, era stato astutamente
presentato come il delirio di un nazional-fascista, nemico della vedova,
dell’orfano, del proletario. E questo semplicemente perché mi ero permesso di
ricordare una cosa ben nota agli economisti e scritta in tutti i testi di
economia monetaria internazionale: ovvero, che l’imposizione della moneta unica
a una zona che non è ottimale dal punto di vista monetario implica che il peso
degli aggiustamenti macroeconomici si scarichi interamente sui salari. Quello
che oggi chiamiamo, pudicamente, “svalutazione interna”, e che io
chiamavo, nel mio articolo, col suo vero nome:
lotta di classe. Buffo paese
l’Italia, dove un economista non marxista si trova censurato, su un quotidiano
che si definisce “comunista”, per aver nominato la lotta di classe!
La “distorsione deflazionistica” dell’euro era quindi assolutamente
prevedibile, prevista, e voluta. L’attacco ai salari non è che uno dei due
pannelli del fiammeggiante dittico della moneta unica; l’altro è la
finanziarizzazione spinta dell’economia. Le due tavole compongono un quadro
organico, dove tutto torna.

E in Italia, come in Francia, la sinistra ci è cascata!

Ma ad ogni peccato misericordia… Il povero giornale della
pseudo-sinistra attendeva la mancia del potere (il finanziamento pubblico, che
non ha avuto): non si può volergliene se l’istinto di sopravvivenza gli ha
fatto fare un passo falso… o svariati, visto il numero di intellettuali che
si sono lamentati con me di essere stati censurati in questo pseudo-dibattito,
solo perché avrebbero voluto esprimersi criticamente riguardo all’euro. Ma in
Natura non c’è che un elemento più duro del diamante: il pensiero unico della
destra neoliberale. E non c’è che un elemento più duro del pensiero unico di
destra: il pensiero unico di sinistra, quand’è, come oggi in Italia, di destra!

Dimentichiamoci ora lo pseudo-giornale della
pseudo-sinistra. Se ne occupino i tribunali: è fallito: il mercato (ironia
della sorte) ha vendicato i lettori comunisti.

Torniamo all’attualità.

Nel mio articolo facevo una previsione che ieri si è
realizzata. E siccome ciò succede rarissimamente a un economista, mi scuserete
se ci tengo a sottolinearla. Sono troppo pigro per tradurre integralmente il
mio articolo: vi traduco la fine, che è quella che ci riguarda oggi:

“Dall’euro usciremo, perché alla fine la Germania
segherà il ramo su cui è seduta. Sta alla sinistra rendersene conto e gestire
questo processo, anziché finire sbriciolata. Non sto parlando delle prossime
elezioni. Berlusconi se ne andrà: dieci anni di euro hanno creato tensioni tali
per cui la macelleria sociale deve ora lavorare a pieno regime. E gli schizzi
di sangue stonano meno sul grembiule rosso. Sarà ancora una volta concesso alla
sinistra della Realpolitik di gestire la situazione, perché esiste un’altra
illusione della politica economica, quella che rende più accettabili politiche
di destra se chi le attua dice di essere di sinistra. Ma gli elettori
cominciano a intuire che la macelleria sociale si può chiudere uscendo
dall’euro. Cara Rossanda, gli operai non sono “scombussolati”, come dice lei:
stanno solo capendo. “Peccato e vergogna non restano nascosti”, dice lo spirito
maligno a Gretchen. Così, dopo vent’anni di Realpolitik, ad annaspare dove non
si tocca si ritrovano i politici di sinistra, stretti fra la necessità di
ossequiare la finanza, e quella di giustificare al loro elettorato una scelta
fascista non tanto per le sue conseguenze di classe, quanto per il paternalismo
con il quale è stata imposta. Si espongono così alle incursioni delle varie
Marine Le Pen che si stanno affacciando in paesi di democrazia più compiuta, e
presto anche da noi. Perché le politiche di destra, nel lungo periodo,
avvantaggiano solo la destra.”

Come previsto, la pseudo-sinistra si impantana, anche se vince le elezioni.

Le speranze ingenuamente accarezzate da certuni di assistere a uno sfondamento di Mélenchon si sono sgonfiate, come era ovvio. Perché gli elettori francesi hanno capito che Mélenchon non è che una modesta spalla dello scialbo Quisling che deve ora prendere il potere per fare il lavoro sporco, quell’Hollande le cui minacce alla Merkel appartengono al “teatrino della politica” (come l’avrebbe chiamato Berlusconi) e sono prive di credibilità. Poiché è assolutamente chiaro che Hollande è inviato a fare in Francia il lavoro che Schroeder ha già fatto in Germania, e che Monti sta facendo in Italia (e Rajoy in Francia, e…). Un lavoro al quale la Merkel è ben lungi dall’opporsi, visto che anche lei sta al posto suo per lo stesso motivo: distruggere le ultime vestigia dei diritti dei lavoratori, perché la logica del profitto immediato possa definitivamente impadronirsi dello spazio politico, economico, culturale, antropologico, umano dell’Europa.

E gli elettori hanno capito che in questo gioco Mélenchon, evidentemente, non era che un figurante, che ha giocato le sue carte per mercanteggiare una poltrona ma, ahimè, ha perso. Non lo rimpiangeremo troppo, abbiamo ben altro da fare. Dobbiamo prima ammettere il fatto che fin da ora ora il vero vincitore di queste elezioni è il Fronte Nazionale, e dobbiamo trarne le conseguenze. Il Fronte Nazionale non accederà certo al potere (si tranquillizzino i pavidi), ma ha mostrato quale potenziale possa esprimere una forza politica che abbia il coraggio di orientare il dibattito sulle vere questioni politiche ed economiche che tutti abbiamo davanti: le derive della mondializzazione e della finanziarizzazione selvaggia dell’economia, di cui l’euro (e il mito di renderlo sostenibile con una chimerica “unità politica europea”) sono elementi essenziali. Ed è da questi elementi che bisogna cominciare se si vuole smontare il meccanismo che procede a schiacciarci.

C’è ancora tempo. È ormai tempo perché la sinistra, in Francia come in Italia, apra un vero dibattito, un dibattito senza pregiudizi sul significato dell’euro, e sugli scenari di uscita. So bene che la Francia è già molto più avanzata dell’Italia su questo cammino, e non ne sono sorpreso: siete pur sempre il paese della Rivoluzione, mentre noi non siamo stati che il paese delle rivolte, rivolte di corto respiro, per lo più: cacciare gli Angioini per chiamare i Valois…

Cari amici francesi, ora avrete il vostro Quisling per cinque anni, come noi abbiamo il nostro, e dopo averlo provato, è nell’ordine naturale delle cose che darete il potere alla forza politica che vi mostrerà un’uscita dall’orribile incubo dell’euro, di cui gli elettori avranno il tempo di apprezzare la natura.

E se fra 5 anni ci sarà solo la dolce Marine a mostrare il cammino, è lei che i francesi seguiranno. E la colpa non sarà degli “operai scombussolati” di cui parla Mme Rossanda (che non mi pare si orienti più di tanto) ma degli “intellettuali” che non avranno saputo costruire una vera alternativa.

Alberto Bagnai
Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/marine-et-jean-luc.html#comment-form
23.04.2012

Pubblicato da Davide

  • gattocottero

    Grande articolo.

    Meno male che i francesi hanno capito chi è questo Mélenchon, questo soggetto poco raccomandabile ha un curriculum da fare tremare i polsi…

  • Aironeblu

    Bagnai nota giustamente come nella SINISTRA, italiana e non, vi sia restato ben poco “di sinistra”, e di come i politici di sinistra servano in realtà gli interessi delle Elites dei poteri; aggiungerei che vale lo stesso anche per la DESTRA. E che il dualismo destra-sinistra in realtà non c’è mai stato, è stato davvero un “teatrino”, allestito ad arte, o autogeneratosi, non importa, che è servito unicamente a tenere impegnata l’opinione pubblica su temi di secondaria importanza, mentre sui veri temi importanti (economia, energia, stato sociale, armamenti, politica estera) le elites potevano discutere tranquillamente all’ombra delle loro logge segrete e dei club Bilderberg. STANIAMOLI!!!!!!!!!!!!!!

  • Tonguessy

    non c’è che un elemento più duro del pensiero unico di destra: il pensiero unico di sinistra, quand’è, come oggi in Italia, di destra!

    Questo significa che nominare la sinistra in queste condizioni è assolutamente fuori luogo. La Rossanda non è di sinistra, o almeno è di sinistra quanto Casini e Cicchitto.
    La manovra a tenaglia della destra ha sortito i risultati sperati: immettere il Pensiero Unico (nato anche grazie alla manipolazione dell’inconscio collettivo tramite la pubblicità e tutta l’azione mediatica) come unica alternativa possibile, e parallelamente svuotare la sinistra di significato fino a farla coincidere con la destra.
    Le alternativo diventano, grazie a questa manovra concordata, poco o nulla credibili, fagocitate e digerite dal Moloch uniformante. Chi chiede l’uscita dall’euro si trova così ad affrontare il supplizio di Tantalo.

  • Giancarlo54

    Marine ha preso il voto degli operai togliendolo a Melenchon. Ieri mattino una radio, non mi ricordo quale, citava questo fatto per sottolineare come gli elettori del FN fossero meno istruiti e di conseguenza più ignoranti degli elettori di Hollande, Sarkozy e Melenchon. Insomma il FN come nuovo partito degli ultimi e degli sfruttati. la cosa non farà piacere a tanta gente ma oramai le cose stanno così.Il FN è tutto fuorchè un partito di “destra”. Purtroppo anche Bagnai cade nel solito e tragico errore parlando di destra/sinistra. Se così fosse dovremmo dire che Marine Le Pen è di sinistra estrema e Hollande di destra moderata. Certo non nego che nel FN ci siano ancora delle frange xenofobe, ma oramai sono sempre più marginali, largamente sostituite da una maggioranza anti-euro, popolare, identitaria ma non xenofoba. Marine Le Pen è un faro a cui anche noi italiani dovremmo fare riferimento.

  • Fabriizio

    Si, articolo chiaro e forte.

  • Affus

    la destra può avere qualche chances solo se riesce a contrapporre alla società utopica uguliatarista la sua visione sociale della giustizia basata su alcuni principi etici di una razionalità oggettiva che non è nè di destra ,nè di sinitra .

  • Affus

    la destra può avere qualche chances solo se riesce a contrapporre alla società utopica uguliatarista la sua visione sociale della giustizia basata su alcuni principi etici di una razionalità oggettiva che non è nè di destra ,nè di sinitra .

  • AlbertoConti

    “Accà nisciuno è fesso”. Eppure tranne Bagnai e Preve “nisciuno” riconosce che la Le Pen ha ragione, non come politica ma come analista finanziaria, che oggi è la vera cosa che conta. Che la sinistra storica e, a maggior ragione, i suoi eredi, siano alquanto fessacchiotti è cosa risaputa da sempre (“Contrordine compagni!” è del ’47), ma qui si tratta di quella minoranza d’intellettuali selezionati per merito che dovrebbero far luce alle folle “spaesate” dal mercato unico in paesi così diversi nel sapersi organizzare. E allora c’è da chiedersi seriamente perchè anche la proverbiale saggezza napoletana viene clamorosamente smentita dai fatti, riassumibili in “Accà so’ tutti fessi”. La mia prima risposta intuitiva è che c’è un serio problema di punto di vista. In queste cose occorre ragionare sui fatti, e i fatti sono tutti legati a doppio filo col pensiero unico, così che alla lunga anche il più indipendente dei pensatori ne rimane contaminato, perdendo il senso della distinzione tra struttura reale e struttura possibile (sindrome TINA). E più le cose precipitano, più si sente il vincolo della logica del reale: meglio un volantino oggi che capirci qualcosa domani! Contrordine compagni! Non è così che si esce da una crisi strutturale.

  • Tao

    Il primo dato che colpisce è la debacle della sinistra radicale: il Fronte di sinistra (Fdg), dato tra il 15 e il 17% non è andato oltre l’11. Sui risultati del Nuovo partito anticapitalista (Npa) e di Lutte ouvriere (Lo) è meglio stendere un velo pietoso.
    La domanda viene da sé: come mai il voto di protesta, soprattutto quello operaio e popolare ha premiato il Fronte nazionale di Marine le Pen (Fn)?

    La sinistra se la cava con la nota litania del… populismo. “I populisti sono più bravi di noi ad intercettare la rabbia della gente”. In questa considerazione è implicità una certa spocchia elitaria, per certi versi tipicamente francese, verso le masse popolari, l’idea implicita che i cittadini non siano all’altezza dell’elite illuminata.

    Un alibi che fa acqua da tutte le parti. bene ha fatto Pasquinelli ha rispondere per le rime a Preve, che sta dalla parte di Le Pen. Ma la campagna della Le Pen, per quanto populista, ha messo il dito sulla piaga, la piaga dell’Unione europea e dell’euro. Le Pen ha avuto il coraggio di mettere in discussione il tabù europeista, di denunciare non solo le politiche di rigore antipopolari, ma di dire che la loro causa è l’oligarchica Unione euro-tedesca. Questo non lo hanno detto né il Fdg, né il Npa, né Lo. Le Pen ha indicato un bersaglio concreto, ha detto cose che fanno oramai parte (per quanto ostracizzate dai media) del comune sentire, ha detto che occorre riprendersi la sovranità nazionale e popolare. Qual’è stato il cavallo di battaglia dell’estrema sinistra francese? Essa ha additato le colpe del marasma economico e sociale, o al capitalismo in generale, o ai ricchi speculatori.

    Un discorso astratto, stantio, retorico, privo di ogni aderenza alla realtà. Peggio ancora, in nome di un malinteso internazionalismo, mentre l’eurocrazia accentra su di sé tutti i poteri e travolge le conquiste democratiche, ha bollato come retrogrado ogni appello alla sovranità nazionale, di fatto facendo capire, col discorsetto (astrattissimo) dell’Europa dei popoli, che considera quest’Unione oligarchica un male minore rispetto alla sovranità nazionale e dunque popolare.

    Per quanto in modo evanescente, la Le Pen ha difeso la nazione e il diritto del popolo francese a decidere del suo futuro. Di più ha coniugato questo con l’appello furbesco alla difesa della laicità, dei diritti delle donne e degli omosessuali, spiega come mai il Fronte nazionale ha di nuovo sfondato tra le classi sociali più umili, anzitutto operaie e rurali.

    Ecco la ragione principale che spiega perché la sinistra radicale ha perso un’occasione storica, e perché, di converso il Fronte nazionale ha avuto successo.

    E’ chiara dunque la prima lezione che viene dalla Francia, e che ci riguarda direttamente. Le elezioni d’Oltralpe indicano che la crisi ha scatenato un possente movimento tellurico, un terremoto che è solo agli inizi. Il terremoto, questo tremendo processo storico oggettivo, ha come epicentro la disgregazione dell’Unione europea. Chi prescinde da questo fattore può solo girare a vuoto e, alla fin fine, alimentare e spianare la strada a nuove destre.

    Questo terremoto è in atto anche in Italia, e anche qui si manifesterà, scombussolando il quadro politico, demolendo le vecchie rappresentanze anchilosate. La crisi sistemica apre spazi enormi alle forze radicali che isseranno sulla loro bandiera la difesa delle masse popolari, della sovranità nazionale e delle democrazia. Solo chi oggi parlerà chiaro, chi saprà indicare il nemico reale e una via d’uscita alla catastrofe che incombe, domani avrà consenso. Tutti gli altri saranno risucchiati nel gorgo.

    La sinistra radicale italiana è ammorbata dalla stessa sindrome europeista di quella francese. Quando capirà l’errore sarà troppo tardi. In poche parole questa stessa sinistra non è un veicolo per la sollevazione e la liberazione, ma un ostacolo. Ed è fisiologico che da destra sorgano forze reazionarie che, come il Fronte nazionale francese, tenteranno di occupare gli spazi sociali e politici che la crisi sistemica (che in Europa ha nell’Unione il suo perno) spalanca. Si può ancora sbarrare la strada a questa minaccia. Vent’anni di berlusconismo hanno gettato la destra in uno stato confusionale. Storace deve farne di strada per riacquisire una credibilità con capopolo, mentre la Lega è momentaneamente in panne

    Sbrighiamoci a costruire un forte, anzi fortissimo MPL, che senza questa spina dorsale non avremo nemmeno un vasto fronte popolare. I tempi comunque stringono.

    Piemme
    Fonte: http://www.sollevazione.blogspot.it
    24.04.2012

  • lucamartinelli

    E’ vero che puzza di massoneria e che ha sostenuto l’aggressione alla Libia?

  • lucamartinelli

    Anche i somari sono capaci oggi di dire che l’Euro è stata una tragedia per i paesi PIIGS.

  • yakoviev

    La Le Pen (17,8 %) ha ripetuto il risultato del padre che nel 2002 addirittura (col 16,9) superò Jospin e andò al ballottaggio con Chirac. Quindi un bel risultato, ma non una novità assoluta. Quanto a Melenchon(11,11 %), non mi sembra sia andato affatto male, se si tiene conto che nel 2007 il risultato della candidata PCF fu all’incirca del 2% e nel 2009 alle europee il Front de Gauche arrivò al 6%. Questo per la precisione. In ogni caso, che c’entra Mao? E soprattutto che c’entra Mao (un gigante politico) con la Rossanda?

  • AlbertoConti

    Già, ma i somari ancora non sanno il perché.

  • ws

    dal momento che sempre il “significante ” contiene il “significato” , la prima rivoluzione e’ sempre dentro noi stessi, incominciando a esprimere il proprio pensiero senza usare termini altrui.

    Ad esempio che cazzo vuol dire XENOFOBO ? chi ha coniato questo termine (xeno = fuori Fobos = paura )lo ha fatto INTENZIONALMENTE per attribuire un significato morale patologico alla naturale paura (fobos) di chi teme che il suo reddito e la sua qualita’ di vita siano compromessi dalla concorrenza al ribasso di altri … che , grazie alle passate conquiste socio-politiche , OVVIAMENTE non potevano venire che da fuori ( xeno).

    E cosi’ quella che per mio nonno era una giustissima “LOTTA AI CRUMIRI ” , per noi oggi invece e’ diventata vergognosa “XENOFOBIA” … Insomma abbiamo perso la LOTTA DI CLASSE senza nemmeno combattere , semplicemente perche’ abbiamo accettato di farci fottere nel cervello !

  • Giancarlo54

    Un buon risultato, certamente non un trionfo, lo sarebbe stato se avesse superato la soglia “psicologica” del 20%, un risultato che non è una sorpresa, io pensavo e speravo addirittura in meglio, un risultato costruito su una realtà, il FN, che esiste da decenni e che ha saputo superare l’handicap iniziale, xenofobia e no agli immigrati, per approdare ad un più sicuro e condivisibile sovranismo e difesa dello stato sociale. Riuscirà Marine ha mantenere il partito su questa linea senza ritornare all’identitarismo “biologico” chiaramente impresentabile e non condivisibile? Io lo spero, sarà dura ma lo spero.

  • Giancarlo54

    Su questo non c’è dubbio. Con il termine xenofobia si è mascherato, da parte dei soliti “maitre a penser” del politically correct, quella che, molte volte, è la giusta preoccupazione degli autoctono che hanno visto sparire il loro stile di vita e le conquiste sociali decennali in nome di una globalizzazione economica di cui l’immigrazione incontrollata è stata una delle componenti, con il razzismo puro e semplice. Ho dovuto fare anche io il politically correct, relegando la parola xenofobia al significato, errato, che le si da adesso e cioè di odio senza ragioni allo straniero. Che poi la xenofobia voglia dire tantissime altre e diverse cose, siamo d’accordo, ma ho ceduto anche io al politically correct….Che vuoi farci?

  • ws

    nessuno intellettuale e’ mai fesso., e sa benissimo di aver sempre bisogno di un ” munifico principe” da servire.

    quindi se tutti gli intellettuali stanno “schisi” e’ semplicemente perche’ non vedono all’ orizzonte l’ arrivo di altri ” principi” ( nel senso gramsciano del termine) e che per ora si devono contentare quantomeno di non irritare l’ attuale “principe globale “

    e se casomai arrivasse qualche nuovo ” principe”all’ orizzonte , saranno proprio gli ” intellettuali” a segnalarcelo svolazzandogli davanti come ” avanguardie” , ( come dicono sempre loro ) laddove sono sempre e solo mosche cocchiere 🙂

  • ws

    lo so , la “lezione” non era specificatamente rivolta a te , anzi ….

    .. ma tu me ne hai dato il destro avendola usata 6 volte in 8 righe! .. 🙂

  • castigo

    un’intellettuale che aveva espresso la sua solidarietà al “compagno Mao” all’epoca del “Grande Passo Avanti” (20 milioni di morti)

    non sei stato attento, te lo spiego di nuovo: una che ha giustificato politiche demenziali che hanno causato 20 milioni di morti non può far altro che giustificare politiche altrettanto demenziali applicate sulla nostra pelle, e si professa pure “di sinistra”……

    e poi, mao un gigante politico? ma allora hitler è stato un faro per tutta l’umanità…….

  • ws

    di ” destra” o” sinistra” che sia, un partito esterno al sistema , e quindi ostracizzato dai media e dall’ apparato di potere (servizi e magistratura in primis ) non potra’ mai andare oltre il 20% senza una grave crisi socio-politica scatenata da intensi e improvvisi sconvolgimenti geostrategici tali da mettere in crisi l’ apparato di potere.

    Se in assenza di queste condizioni geopolitiche ESTERNE vedrete mai raggiungere un 30 % da un partito ” antisistema” , significa solo che questo si e’ in qualche modo omologato al sistema , anche se sul momento la cosa ” non si vede” ,esattamente come fu per il PCI degli anni ‘ 70 🙂

    ,

  • ws

    e poi, mao un gigante politico? ma allora hitler è stato un faro per tutta l’umanità…….

    che ti piaccia o no mao e hitler ( e tanti altri figli di puttana pari loro ) sono stati giganti politici perche’ hanno inciso profondamente nella storia del mondo

    e quando si parla di politica e’ bene sempre analizzare le cose senza usare categorie “morali” altrimenti farsi ” fottere nel cervello” e’ un vento 🙂

  • MartinV

    Sulla sua appartenenza alla massoneria non so che dirti, ma ti confermo che Melenchon era favorevole all’aggressione contro la Libia… vivendo in Francia ebbi modo di vedere una trasmissione in cui i vari rappresentanti dei partiti politici francesi dibattevano a proposito dei bombardamenti NATO sul paese nordafricano…

    Melenchon si estasiava a parlare di “Rivoluzione” libica… Rivoluzione, Rivoluzione (ricordi onirici d’infanzia)…

    Ora, o era molto male informato (e come capo di un partito è gravissimo non essersi reso conto che la 3rivoluzione” era solo propaganda NATO) o era in malafede… io propendo per la seconda…

    Per la cronaca, la sola contraria ai bombardamenti era proprio Marine Lepen… non certo per motivi umanitari o di giustizia internazionale, ma perché, più prosaicamente, la Francia (e i francesi) non aveva alcun interesse a parteciparvi…

  • Giancarlo54

    Che vuoi farci…..il politically correct è un morbo che contagia tutti……..

  • Giancarlo54

    Su questo non ci piove. Se anche un partito “antisistema” per un puro miracolo riuscisse a raggiungere il 51% dei voti e potesse governare a suo piacimento, dopo non tanto, diaciamo 6 mesi, sarebbe già messo nelle condizioni di non nuocere. Per poter governare un paese complesso e i suoi centri di potere, più o meno sotterranei, occorre avere sotto controllo quei centri di potere, ministeri, burocrati, servizi segreti, magistratura, forze dell’ordine, media, senza questo controllo anche un partito antisistema con il 51% verrebbe spazzato via in pochi mesi come ci dice chiaramente il prof. La Grassa.
    La Rivoluzione bolscevica ebbe successo perchè Lenin e, sopratutto, Stalin non andarono troppo per il sottile e spazzarono via i resti del vecchio stato zarista eliminando fisicamente tutti gli avversari. Pensare di cambiare e governare con il sistema “democratico” attuale è, per un partito antisistema, una pura utopia.
    Lo stesso Berlusconi che non era per niente antisistema, non è riuscito a governare anche per questo. Puoi avere i voti, ma se non riusci a mettere le mani nel vero potere, ti distruggono.

  • gattocottero

    Sì. Fa parte della stessa loggia di Daniel Cohn-Bendit (per ulteriori informazioni cerca: Daniel Cohn-Bendit pedofilia).

  • Pellegrino

    Notoriamente massone, iscritto al Grande Oriente di Francia http://rdyork.blogspot.it/2012/01/jean-luc-melenchon-e-un-massone.html

  • castigo

    sono stati dei giganti esclusivamente perché ci sono stati milioni di boccaloni che gli sono andati appresso senza farsi domande.
    nel frattempo è stata creata una struttura di potere (mascherata da struttura politica), che garantisse a loro ed ai loro sodali un controllo totale sui fessi che li avevano seguiti.
    quando questi ultimi hanno cominciato a farsele, le domande, ed a vedere che non era tutto oro quel che luccicava, sono diventati scomodi e pertanto sono stati repressi e terrorizzati dall’apparato di potere (non politico) che era stato creato.
    come diceva il grande Barnum, nasce un fesso ogni minuto, ed nello sfruttare questo sì, sono stati dei giganti…..

  • siletti86

    Non è che Pisapia ne abbia uno migliore!!!

  • astabada

    Prima del 1945, nel bene e nel male, la Germania era indipendente, la Cina una colonia altrui.

    Oggi la Germania e`, nel bene e nel male, una colonia altrui. E` la Cina ad essere una superpotenza.

    Parole nel vento…

  • Georgejefferson

    gigante politico puo essere giusto letteralmente parlando,ma nelle nostre coscienze collettive influenzate perennemente,assume una valenza positiva..per questo motivo e rispetto dei milioni di morti,considero sbagliato affibiare tale aggettivo ai personaggi sopra citati,questa e’mia legittima opinione e trovo importante esprimerla con forza fossi anche l’unico a pensarlo

  • castigo

    ok avete ragione sono stati dei giganti, ed io mi sono fatto fottere nel cervello.
    nel frattempo continuate pure a farvi fottere in altre parti anatomiche da questi giganti e dai loro eredi, che tali sono solo perché persistete a rimanere in ginocchio…….

  • ws

    ed in questo senso del ” successo” ( che in geopolitica e’ l’ unico che conta) mao molto piu’ “gigante politico ” di hitler.

    Ma “gigante” per me significa solo che ” lascia una grossa impronta” nel senso di grandi conseguenze politiche e purtroppo ” l’ impronta” di hitler in europa ha schiacciato tutti , non solo la germania

  • ws

    tu per caso hai invece gia’ pronto un programma rivoluzionario ? 🙂

    PS: a me il sarcasmo piace perche’ permette di andare dritti al nocciolo delle contraddizioni ,ma mi rendo conto che puo’ spesso sembrare una irrisione dell’ interlocutore , cosa che qui ti assicuro non era , ma se te ne ho dato l’idea ti faccio le mie scuse.

  • yakoviev

    Sicchè i cinesi, considerati fino ad allora alla stregua di semplici insetti da parte delle potenze coloniali, occidentali e orientali, non sono stati altro che “boccaloni” e “fessi” a seguire Mao? Mah…

  • yakoviev

    Purtroppo, per quanto riguarda il secondo punto, mi sa che è vero.

    http://aurorasito.wordpress.com/2011/04/06/la-sinistra-francese-e-la-guerra-in-libia/

    Anche il PCF sulla Libia ha avuto delle posizioni ambigue: si è pronuciato contro l’intervento militare, ma a favore del CNT. Credo addirittura (ma non sono sicuro), che alcuni deputati europei abbano votato per la no fly zone, prologo dell’aggressione armata. Del resto l’ambiguità del PCF quando è in gioco l’intervento diretto della Francia costituisce una macchia che si porta dietro da decenni. Durante la guerra di indipendenza algerina guardava con diffidenza al FLN e sosteneva la politica estera di De Gaulle.

    http://www.jgcinema.com/single.php?sl=151

  • AlbertoConti

    Vale sicuramente per gli intellettuali di regime, che sono tanti, ma non tutti.

  • castigo

    guardando quel che ne hanno ricavato, e cioè essere considerati alla stregua di semplici insetti da parte di chi li governa, senza dubbio.

  • castigo

    ws:

    tu per caso hai invece gia’ pronto un programma rivoluzionario ? 🙂

    certo che sì: Anarchia è LA soluzione.

    PS: a me il sarcasmo piace perche’ permette di andare dritti al nocciolo delle contraddizioni ,ma mi rendo conto che puo’ spesso sembrare una irrisione dell’ interlocutore , cosa che qui ti assicuro non era , ma se te ne ho dato l’idea ti faccio le mie scuse.

    non ti preoccupare, anche a me piace il sarcasmo, sia quando lo uso sia quando ne sono oggetto.
    spiace solo che a volte si debbano mettere i sottotitoli 😉

  • ws

    certo che sì: Anarchia è LA soluzione.

    sfortunatamente non e’ cosi’ semplice, l’uomo e’ un animale sociale e la nostra vita e’ oggi talmente raffinata e complessa da non poter fare a meno di una qualche “societa'”

    E datasi una qualsiasi ” societa'”… buonanotte Anarchia…

    .

  • castigo

    non è assolutamente vero.
    in Grecia dopo la dissoluzione dell’impero ottomano ed in Ucraina dopo la “rivoluzione” d’ottobre ci furono due riuscitissimi esperimenti di autogoverno Anarchico.
    nessuno ne parla proprio perché dimostrarono ampiamente che Anarchia è LA soluzione.
    e poi Anarchia non vuol dire assenza di regole o, come dici tu, di una “società”.
    un altro glorioso successo della prop…… hemmm…… dell’istruzione di regime!

  • sheridan

    E che e’ successo qui? La rimpatriata dei fascistelli? Non sforzate troppo le meningi figlioli, la le pen ha preso i voti proprio come fa la lega: “dagli all’immigrato!” e i somari, o asini che dir si voglia, accorrono copiosi a votarti.

    Quando si arrivera’ al redde rationem i fascisti saranno ricacciati nel posto che a loro piu’ si confa’: la fogna!

  • carloslage

    Marine Le Pen ha nel programma il ripristino delle frontiere nazionali e la riduzione dell’immigrazione (legale o illegale che sia) dagli attuali 200 000 ad un massimo di 10 000 l’anno e che per questo è stata attaccata duramente dalla LICRA (Lega contro razzismo e antisemitismo) dominata proprio dagli “innominati”. Lei, unica tra i candidati, ha denunciato la guerra condotta in Libia e il sistema finanziario internazionale e ha fatto notare in diverse occasioni come la Francia abbia già ripagato, in termini di interessi, il debito pubblico. Queste, al giorno d’oggi, sono affermazioni rivoluzionarie. Se, avendo contro tutti media francesi, (i giornaslisti che la intervistavano facevano a gara a chi si mostrava più ostile) è riuscita ad ottnere un numero enorme di voti (ricordo che ha votato l’80% degli elettori) vuol dire che qualcosa sta cambiando in Francia.

  • yakoviev

    Si vabbè, allora W la guerra dell’oppio, le legazioni, i giapponesi a Shangai, il Manchu Kuo etc.

  • RicBo

    Basta rileggersi Rosa Luxemburg per capire come la situazione attuale sia simile a quella degli anni 30 del 900. Sappiamo cosa è nato dal nazionalismo mascherato da sovranità popolare e leggendo questi pseudo intellettuali economisti alla Bagnai o excomunisti passati al fascismo alla Preve ho paura che la storia si ripeta.

  • italofranc

    articolo sano che conferma il tradimento degli intellettuali e il buon senso della classe operaia .
    Essere un intellettuale non vuol dire avere automaticamente piu’ buon senso di un contadino. La maggior parte dei criminali hanno sempre avuto un livello d’istruzione superiore alla media.
    Quante mani sottratte alla terra ! Certi intellettuali avrebbero fatto meno male alla società se si fossero dedicati a pulire le vacche nella stalla.

    italofranc

  • Kursk43

    Infatti, il vero Kommmunista è come te, si masturba davanti ai bombardamenti della NATO.

  • ilnatta

    quindi per non correre il rischio cestiniamo la sovranità popolare? eh no caro ricbo, la deriva nazionalista e xenofoba non la combatti facendo finta che i problemi non esistano… altrimenti l’effetto è quello inverso…

  • ilnatta

    quali problemi legati all’interconnessione spero neanche serva ricordartelo

  • castigo

    ora che mi ci fai pensare hai ragione tu, molto meglio il grande balzo in avanti, per finire poi alla foxconn passando per la rivoluzione culturale…..

  • Viator

    Ottime osservazioni. E chi non è disposto a fare da mosca cocchiera rimane tagliato fuori dal gioco e quindi dall’ascolto.

  • Viator

    10, 100, 1000 Le Pen! Speriamo che l’ammorbidimento sul tema immigrati sia solo una manovra tattica per prendere il potere, e che dopo si cominci a fare sul serio.