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MA CHI HA VERAMENTE UCCISO GHEDDAFI ?

DI FELICITY ARBUTHNOT
globalresearch.ca

Questo fine settimana, un articolo dettagliato (1) suggeriva che “un uomo dei servizi segreti francesi, che agiva per preciso ordine del presidente Sarkozy, è sospettato dell’omicidio del Colonnello Gheddafi” il 20 ottobre dell’anno scorso.

Tenendo presente che i cosiddetti insorti fabbricati dalla NATO, quelli che ora sono al potere e che hanno quasi distrutto, destabilizzato, terrorizzato la Libia, sperando di sfruttarne le risorse a proprio vantaggio piuttosto che a vantaggio del paese, hanno tutte le ragioni per dissociarsi da quel macello che è stato la terribile morte del Colonnello Gheddafi, le nuove accuse sollevano alcune questioni interessanti.

Nella foto: Ben Omran Shaaban, il giovane ventiduenne libico considerato uno dei presunti assassini di Muammar Gheddafi e morto in un ospedale di Parigi qualche giorno faL’assassino francese, si sostiene, si infiltrò rapidamente nella folla raggiungendo il Colonnello, e gli sparò in testa.

“Il motivo, secondo un’attendibile fonte libica”, era evitare qualsiasi possibilità di interrogatorio riguardo ai legami tra il Colonnello Gheddafi e Sarkozy.

L’articolo aveva già rivelato (2), citando una nota informativa del governo francese pubblicata da una web investigativa, che cinquanta milioni di euro erano stati “riciclati attraverso conti bancari a Panama e in Svizzera…dal Colonnello Gheddafi, per finanziare l’elezione a presidente (di Sarkozy, nel 2007)”, atto che, se confermato, “avrebbe infranto le leggi sul finanziamento politico”. Sono citate anche le “numerose visite di Sarkozy in Libia”.

Si sostiene inoltre che: “Il conto svizzero è stato aperto a nome della sorella di Jean-Francoise Cope, capo del partito di Sarkozy UMP, e braccio destro del presidente.

Il figlio di Gheddafi, Saif Allslam, la cui vita è senza dubbio appesa a un filo, e che avrebbe dovuto essere giudicato dal “sistema giuridico libico”, ha dichiarato inequivocabilmente riguardo al finanziamento della campagna di Sarkozy: “Abbiamo tutti i dettagli e siamo pronti a rivelarli… Lo abbiamo finanziato.”

Non suscita meraviglia che Saif, generoso finanziatore (1,5 milioni di sterline) anche dell’università dove ha studiato, la prestigiosa London School of Economics – dove ha anche tenuto nel maggio 2010 l’annuale Ralph Miliband Lecture (conferenza, ndt), così chiamata per il rinomato accademico e padre dell’ex ministro degli esteri britannico David Miliband e di suo fratello Ed, attuale leader del partito Labour . sia stato abbandonato dai poteri occidentali che lo hanno formalmente accettato, per poi cospirare in un altro colpo di stato illegale, stavolta nel suo paese.

Ovviamente, Sarkozy appena eletto presidente accolse memorabilmente il Colonnello Gheddafi per una visita di stato a Parigi nel dicembre 2007, salutandolo come “Leader Fratello” e ospitando la sua famosa tenda beduina vicino all’Eliseo.

Tony Blair ovviamente ha fatto visita a Gheddafi in molte occasioni, volando anche con il suo aereo privato, e facendo mega affari. Neanche lui parla degli orrori della sua morte e del destino dei suoi figli, nipoti e del suo paese.

Il documento specifica anche che: “La risoluzione delle Nazioni Unite che sanciva (la erroneamente chiamata “no-fly zone”) dichiarava espressamente che gli alleati occidentali non avrebbero potuto interferire con le politiche interne del paese.”

“Invece il bombardamento quasi quotidiano terminò con la caduta di Gheddafi, mentre i “consiglieri” militari francesi e britannici dicevano di aver assistito da terra.”

“Ora Mahmoud Jibril, che è stato primo ministro dopo il rovesciamento di Gheddafi, ha affermato alla TV egiziana: “Fu un agente straniero infiltrato nelle brigate rivoluzionarie a uccidere Gheddafi.”

Secondo il documento, un’altra fonte di Tripoli afferma: “Sarkozy aveva tutte le ragioni per cercare di zittire il Colonnello il più in fretta possibile”, con una ulteriore “fonte diplomatica” che sottolinea le minacce di Gheddafi di rivelare i dettagli delle donazioni finanziarie alle elezioni presidenziali francesi del 2007.

Un altro punto interessante, se verificato, è sollevato da Rami el Obeidi, “l’ex capo delle relazioni estere del Consiglio di Transizione Libico (che) disse di sapere che Gheddafi era stato intercettato dal sistema di telecomunicazioni satellitare mentre parlava con il presidente della Siria Bashar Al-Assad.” Il che porta alla mostruosa domanda: i due furiosi attacchi assassini contro Libia e Siria orchestrati dall’ Occidente, sono collegati come sono collegati i due leader?

Di quanti torbidi presunti accordi finanziari è a conoscenza il presidente della Siria?

Interessante da notare che Ben Oman Shaaban, uno di quelli che aggredirono il Colonnello Gheddafi, è stato ferito gravemente, apparentemente dai fedeli del Colonnello, in un attacco in luglio.
Trasportato a Parigi per essere curato, è morto in ospedale la scorsa settimana. Si dice che Shabaan avesse in mano la pistola che si presume abbia ucciso il Colonnello. Se fosse stato vero, avrebbe avuto cose interessanti da raccontare sui terribili avvenimenti di quel giorno.

Sarkozy ha negato con ostinazione di aver ricevuto denaro dal leader libico e non si è reso disponibile per un commento al documento in questione. Sono ancora in corso inchieste sulle “presunte irregolarità finanziarie”.

Degno di menzione anche il fatto che nel novembre 2007, appena prima della visita di Gheddafi a Parigi: “Una nota informativa del Dipartimento di Stato USA avvertiva che ´coloro che dominano la politica e l’economia in Libia stanno sostenendo politiche energetiche sempre più nazionaliste´ e che c’erano ´prove sempre più fondate di un risorgimento del nazionalismo libico´.

“La nota citava una relazione del 2006 in cui Gheddafi disse: ´le compagnie petrolifere sono controllate da stranieri che sono diventati milionari grazie ad esse. Ora, il popolo libico deve prendere il proprio posto in quei profitti.´”

“Il governo di Gheddafi ha costretto le compagnie petrolifere a dare alle loro succursali locali nomi libici. Ancora peggio, ´le leggi sul lavoro erano state modificate per ´libizzare´ l’economia´, il che significa, cambiarla a vantaggio del popolo libico.” Santo cielo, scioccante.

I grandi del petrolio ´erano costretti ad assumere dirigenti libici, dalla parte finanziaria fino ai gestori delle risorse umane.´” (3)

Forse allora nessuno si sarà stupito che, alla notizia della terribile morte del Colonnello Gheddafi, il presidente Nobel Obama (per la pace, ndt) dichiarò che si trattava di un “giorno memorabile” (BBC, 20 ottobre 2011). Continuò Madam Clinton con una rauca risata e un: “We came, we saw, he died” (siamo andati, abbiamo visto ciò che c’era da fare, lui è morto, ndt).

Una cosa è certa, nell’intero vergognoso “cambio di regime” in Libia non ci sono mani pulite.

E, dove sta il corpo del Colonnello Gheddafi?

Felicity Arbuthnot
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/libya-how-many-dirty-western-hands/
1.10.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PUNDAMYSTIC

Notes

1- http://www.dailymail.co.uk/news/article-2210759/Gaddafi-killed-French-secret-serviceman-orders-Nicolas-Sarkozy-sources-claim.html#ixzz282zW9AoQ

2 – http://www.dailymail.co.uk/news/article-2113910/Colonel-Gaddafi-gave- French-President-Nicolas-Sarkozy-42MILLION-fund-2007-election-campaign.html#ixzz283FmeGE0

3 – http://gowans.wordpress.com/2012/05/06/gadhafis-crime-making-libyas-economy-work-for-libyans/

Pubblicato da Davide

  • siletti86

    In Libia non ci sono mani pulite, semmai c’è Mani Pulite!

  • Ercole

    I veri terroristi non parlano arabo,e la normalita del capitalismo ,nella fase imperialista,se non lo mettiamo i discussione ,ci saranno paesi amici , o nemici , in virtu degli interessi che si celano dietro mettiamo la parola fine al profitto,altrimenti la barbarie continuera ,all,infinito.

  • rebel69

    Questa è buona

  • Aironeblu

    Di altrettanto schifoso all’operazione NATO in Libia, al massacro del suo popolo e alla selvaggia esecuzione del suo leader, c’è solo la disinformazione sull’argomento passata dai nostri media, altrettanto criminali di chi ha premuto il grilletto.