LUTTO A GAZA

DI MIKE WHITNEY
Uruknet

(CON FOTO)

“Non lasciatemi sola”, Huda Ghalya, Palestinese di 7 anni, rimasta orfana quando un missile Israeliano ha ucciso i suoi genitori e cinque fratelli.

Il 17 aprile 2006, un attentatore suicida palestinese è entrato in un ristorante di Tel Aviv e si è fatto esplodere uccidendo 9 civili israeliani e ferendone 50. La Jihad Islamica ha rivendicato la responsabilità dell’ attacco. Un funzionario del Dipartimento di Stato Usa ha immediatamente emesso un comunicato stampa per condannare l’attentato, dicendo che l’esplosione era un “deplorevole atto di terrorismo per il quale non ci sono scuse o giustificazioni”. Hamas non era coinvolta nell’ attentato e ha mantenuto la sua tregua durata un anno e mezzo.

Negli Stati Uniti i dettagli dell’ attentato furono sbattuti nella prima pagina di ogni quotidiano.
Nei giorni che seguirono l’episodio, Israele incrementò i suoi attacchi in Cisgiordania e Gaza uccidendo numerosi membri di varie milizie così come un significativo numero di civili presi dal fuoco
incrociato. In un episodio particolarmente raccapricciante, un Palestinese, che stava portando la sua famiglia a fare un giro sulla sua nuova auto, fu colpito dai frammenti di un missile Israeliano. I detriti volanti finirono per uccidere sua madre, sua moglie e sua figlia; tre generazioni della sua famiglia furono spazzate via in un batter di ciglia.

L’ unico resoconto della storia è apparso nelle pagine interne di un piccolo numero di quotidiani statunitensi. Raramente la violenza di Israele contro i Palestinesi è degna di nota.

Nei 5 mesi da quando Hamas è salita al potere, Israele ha costantemente aumentato i suoi attacchi nei Territori Occupati. Solo negli ultimi due mesi Israele ha lanciato oltre 6000 granate sulla Striscia di Gaza. Inoltre, Israele e gli Stati Uniti hanno apertamente collaborato per sovvertire il risultato delle elezioni palestinesi tentando di rovesciare il nuovo governo. Attualmente entrambi i paesi stanno portando avanti un blocco di cibo, acqua e materiale medico essenziale per la popolazione dei Territori. Tre milioni e mezzo di Palestinesi vengono deliberatamente puniti in violazione della Convenzione di Ginevra per raggiungere gli obiettivi politici di Israele.

Gli attacchi israeliani sono aumentati sotto il nuovo Ministro della Difesa, Amir Peretz. Peretz,
che ha partecipato come candidato “liberale” alle recenti elezioni per la nomina a Primo Ministro israeliano, ha mostrato un entusiasmo nel bombardare aree civili persino maggiore rispetto al suo predecessore Shaul Mofaz. Ancora una volta, il confine tra liberali e conservatori si confonde considerevolmente, una volta contate le schede. Peretz ha dimostrato di avere, nel mantenimento dell’Occupazione, un pugno di ferro pari a quello dell’ex Primo Ministro Ariel Sharon.

Nel suo più recente blitz, Peretz ha spazzato via un intera famiglia che si stava semplicemente godendo una giornata in spiaggia. Otto persone sono state fatte a pezzi istantaneamente e parti dei corpi si sono sparsi sulla sabbia. La vicenda ha innescato un’ ondata di indignazione e condanna pubblica che potrebbe temporaneamente ostacolare i piani di Israele di disegnare “unilateralmente” i suoi confini permanenti. Però la strage non ha impedito a Peretz di eseguire la sua agenda di guerra fatta di incitamento, bombardamenti e rappresaglie; i mezzi tradizionali per trattare i Palestinesi. Di fatto la carneficina non era nemmeno stata rimossa dalla spiaggia che il fanatico Peretz stava lanciando la sua successiva minaccia contro Hamas.

“Nessuno è assicurato. Nessuno che metta in pericolo Israele può trasformare il suo nome o il suo titolo in una polizza di assicurazione”, ha detto minacciosamente Peretz.

”Mettere in pericolo Israele”?

Perchè parlare di mettere in pericolo Israele quando la sabbia è ancora calda di sangue palestinese?

Ligio al protocollo, il Presidente Bush ha offerto il suo appoggio al “massacro della spiaggia di Gaza” dicendo che Israele ha il diritto di “difendersi”.

Il ridicolo presidente israeliano Moshe Katzav ha fatto un commento altrettanto assurdo dicendo, “Sinchè Hamas continuerà ad appoggiare il terrore, si rifiuterà di riconoscere Israele e di mantenere gli impegni presi da Yasser Arafat e Mahmoud Abbas, Israele deve trovare vie alternative per proteggere i suoi cittadini”.

Hamas ha mantenuto la sua rigida tregua per 16 mesi nonostante la quotidiana violenza israeliana.

Le affermazioni di Katzav non sono difficili da decifrare. Sono la promessa di continuare l’ orda omicida contro i Palestinesi sino a che Hamas non cederà ritirandosi dal governo. Questo è stato il piano sin dal primo momento.

Il Presidente Mahmoud Abbas è stata arruolato dagli amici di Tel Aviv per esacerbare le divisioni tra Fatah e Hamas, rafforzando il suo apparato di sicurezza con armi fornite da Israele. Ha anche indetto un referendum che forzerà Hamas a “riconoscere Israele”: una mossa che è studiata per minare il governo e provocare un maggiore conflitto tra le fazioni. Abbas sembra tranquillo nell’eseguire le direttive di Israele mentre i cadaveri dei bambini palestinesi vengono trasportati all’obitorio.

Israele non avrebbe mai potuto desiderare un impiegato più diligente di Abu Mazen.

Sabato, Peretz ha continuato le sue provocazioni, scatenando un altro delittuoso attacco contro due membri di Hamas che stavano guidando nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Il tragico episodio non ha diminuito per nulla lo zelo del Ministro della Difesa negli “omicidi extragiudiziali”. Israele sta probabilmente sperando che l’ incremento delle ostilità permetterà l’espansione dei loro insediamenti in Cisgiordania. Di solito Israele usa la copertura della violenza per nascondere le sue manovre territoriali.

Lutto a Gaza: “Non lasciatemi sola”

Il 9 giugno 2006 a Beit Lahiya, Huda Ghalya di 7 anni ha porto i suoi ultimi saluti a sua madre, a suo padre e agli altri suoi fratelli che sono stati falciati dal fuoco di artiglieria Israeliano mentre stavano facendo un pic-nic sulla spiaggia di Gaza. Huda è riuscita a sfuggire all’esplosione che ha ucciso 5 membri della sua famiglia perché in quel momento stava nuotando.

Al cimitero Huda era inconsolabile e l’hanno dovuta far rinvenire dopo essere ripetutamente svenuta. “Padre, padre perdonami”, diceva mentre si inginocchiava piangendo sulla sua fossa baciandogli la mano.

Mentre suo padre veniva calato nella terra urlava , “Non lasciarmi sola.”

Le riprese della ragazzina disperata sono state trasmesse in tutto il mondo causando un’ accesa protesta contro l’uso “sproporzionato” della forza e la selvaggia pratica degli “omicidi mirati”.

Il Ministro della Difesa Israeliano Amir Peretz ha espresso il suo “profondo dispiacere” per la gente innocente che era stata uccisa dai suoi ordini.

Mike Whitney

Fonte: http://www.uruknet.info

Link: http://www.uruknet.info/?p=23904
12.06.2006

Traduzione di ALCENERO (Marcoc) per www.comedonchisciotte.org

Foto dal massacro

Palestine Info
Fonte: http://www.palestine-info.info/

Link

12.06.2006

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marzian
marzian
14 Giugno 2006 4:44

La tragedia dei palestinesi: la fine della ragione e il trionfo dell’ingiustizia di Enrico Galoppinimartedì, 13 giugno 2006 Di fronte all’ennesimo delitto commesso in nome di una valanga di retorica non si sa effettivamente più che cosa scrivere. Anche gli “argomenti” sembrano non aver più importanza: a chi ha una posizione non conviene ascoltarli. Resta solo la capacità di scandalizzarsi, per non finire abbrutiti e annullati come esseri umani. Quando nel settembre 2005 le autorità israeliane ultimarono il “ritiro” da Gaza, mentre i soliti media-pappagallo indugiavano sulla (prevedibile) distruzione da parte dei palestinesi di ciò che rimaneva dei (comprensibilmente odiati) centri israeliani evacuati (“guardate come sono feroci i palestinesi!”), su internet circolava un’immagine molto significativa, che ritraeva dei ragazzini che, finalmente, forse per la prima volta nella loro vita, potevano lanciarsi in una corsa sulla spiaggia e tuffarsi nel mare. La loro spiaggia e il loro mare… ma questo l’avevano realizzato solo in quel momento d’incontenibile liberazione, mandando nella disperazione chi sostiene, agitando indimostrabili “sacre promesse”, che quella spiaggia e quel mare apparterrebbero agli “Ebrei” (i quali – che provengano dalla Siberia o dalla Patagonia, dove vivono indisturbati – sostengono di “discendere” dai Profeti biblici e da non meglio precisate… Leggi tutto »