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LO STATO VUOL GOVERNARE LE VITE, SENZA ELIMINARE I MALI DELLA MODERNITA'

DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it/

Porta a porta di martedì era dedicato all’argomento droga allargatosi poi anche all’uso e abuso di alcol. C’erano il sindaco di Roma Alemanno, quello di Firenze Renzi, il radicale Cappato, scienziati, esperti del settore. Dalla trasmissione saliva un forte lezzo di Stato totalitario. Tutti gli interventi infatti, sia che abbracciassero la linea della repressione dura sia quella della legalizzazione, erano intesi a “salvare” l’individuo da se stesso e dai suoi vizi. Ora, in uno Stato liberale il cittadino maggiorenne ha diritto, in linea di principio, a fare quel che vuole della sua vita. Anche distruggerla. Sia in un colpo solo, sia con quella sorta di suicidio differito cui porta spesso l’uso di determinate sostanze. La vita appartiene a lui e solo a lui.

Non era così nel Medioevo, società teocratica in cui si riteneva che la vita appartenesse a Dio e che quindi l’uomo non potesse disporne (e per questo il suicidio era punito: con ritorsioni sul cadavere e il patrimonio). Nello Stato etico, cioè totalitario, che è la derivazione laica di quello teocratico, si ritiene invece che la vita appartenga, appunto, allo Stato che ha quindi il diritto e il dovere di dettare le regole morali e comportamentali anche nella sfera privatissima dell’individuo che riguarda tutte le azioni che non invadono, non limitano, non danneggiano la libertà altrui.La società occidentale, e in particolare quella italiana, pur dicendosi liberale, sta assumendo sempre più una fisionomia autoritaria. Con i più vari pretesti, in special modo, ma non solo, quello della salute. E’ proibito drogarsi, non si può più fumare, si può bere solo a determinate condizioni, non si può morire in santa pace (lo Stato, attraverso i medici, ha il dovere di “salvarti”), si può dar corso alle proprie inclinazioni sessuali ma solo di nascosto altrimenti si incorre nell’interdetto sociale ed è allo studio una legge per rendere reato la prostituzione (da strada, non quella da escort che è roba per i ricchi e i potenti i quali godono, com’è noto, di un diritto proprio). Ancora un passo e il Grande Fratello ci dirà cosa è lecito fare, e cosa no, in camera da letto con la propria sposa o compagna.

Premesso questo, a “Porta a porta” ho sentito, molte dotte disquisizioni, ma nessuno ha affrontato il problema delle cause, delle ragioni per cui è in vertiginoso aumento l’uso di droghe, di psicofarmaci che sono anch’essi delle droghe (negli Stati Uniti vi ricorrono 592 americani su mille), di alcol, con i loro correlati, e spesso precondizioni, che sono la depressione, la nevrosi, lo stress, per non parlare dei suicidi decuplicati in Europa rispetto alla società preindustriale. Sono tutte malattie della Modernità, il prodotto di un modello di sviluppo in cui l’individuo non può mai raggiungere uno stadio di equilibrio e di soddisfazione perché raggiunto un obiettivo ne deve inseguire immediatamente un altro, in ciò costretto dall’ineludibile meccanismo, produzione-consumo, che lo sovrasta, in un processo che non ha mai fine è che, com’è noto in psichiatria, è alla base di una perenne frustrazione. E bisogna essere efficienti, sempre più efficienti, sempre all’altezza. Nasce così l’ansia da prestazione, la paura di non farcela, di non reggere i vorticosi ritmi cui siamo sottoposti. Da qui il ricorso ad additivi chimici, come la coca; per migliorare le proprie performance, il passo è brevissimo. Oppure si rinuncia in partenza alla competizione e con l’eroina o l’alcol ci si rifugia in un mondo onirico separato da quello reale. Nella migliore delle ipotesi si cerca di placare l’ansia con la fagìa del consumo che è anch’esso una droga (il “soma” del “Mondo nuovo” di Huxley).

Se non si cambia modello di sviluppo il consumo delle droghe è destinato a crescere esponenzialmente e non ci saranno suorine di buona volontà che potranno arginarlo.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su “Il gazzettino” il 13/11/2009

Pubblicato da Davide

  • babau

    bell’articolo, vorrei anche ricordare le percentuali altissime di tracce di cocaina e marjuana trovate nei parlamentari quando le “jene” di nascosto gli fecero fare il nuovo test per le tossicodipendenze.
    E vorrei ricordare anche i miliardi di euro guadagnati dalle narcomafie e gli sfruttatori dellla prostituzione grazie al proibizionismo.
    Anche Berlusconi all’inizio della sua “carriera” era fortemente sospettato di aver riciclato grandi capitali provenineti dal narcotraffico.
    Cosa ci si puo aspttare da una classe politica del genere se non ancora piu proibizionismo?
    In Italia si puo ancora morire in carcere per 20 grammi di innocua marjuana come è stato per Cucchi

  • Tonguessy

    Un Fini sempre più criptico afferma: “Nello Stato etico, cioè totalitario, che è la derivazione laica di quello teocratico, si ritiene invece che la vita appartenga, appunto, allo Stato”.
    Sinceramente mi sarei rotto le palle di questi voli pindarici. Dov’è l’equazione stato etico=stato totalitario? Si può valutarne il contentuto?
    Dov’è la derivata (integrale?) stato laico/stato teocratico?
    Cosa sta cercando di insinuare Fini? E perchè non lo esplicita in termini meno metafisici e più verificabili da tutti?

  • fengtofu

    lo stato che si permette di dettare la morale è ipocrita, borghese e decadente ne più ne’ meno di quello teocratico o dei preti, che l’ha preceduto. A me sembra chiaro come il sole e non vedo dubbi sul suo totalitarismo e sull’inaccettabilità di questa forma di potere, altro che “democrazia”! Rispondo per conto mio, ma mi piace pensare che sia un’interpretzione associabile al pensiero finiano.

  • anonimomatremendo

    Ancora non lo ha capito che lo sato liberale esiste solo nelle fantasie dei liberali.Ma si che lo sa,mica é scemo,semplicemente sta intrettenendo un pó il suo pubblico nell´atteasa del suo prossimo libro…da consumare in alternativa all´eroina o all´alcol.

  • ranxerox

    Vabbè, nell’attesa io rollo.

  • harth88

    Credo che quello che vuole dire (che io condivido) è che lo stato teocratico è governato da un “rappresentante di dio” e naturalmente ogni cittadino deve rispettare delle leggi “etiche” che dipendono dalla religione in questione (la vita appartiene a dio). Da uno stato laico ci si aspetterebbe che non ci siano queste leggi etico-religiose e che ognuno sia libero di vivere come crede nel rispetto degli altri (la vita appartiene a ognuno, il suicidio non è reato, la droga è legale). Invece gli stati occidentali moderni (Italia in testa) continuano a ispirarsi a un’idea di stato etico che si dice laica, nella quale la maggioranza può imporre alla minoranza dei comportamenti che riguardano la sfera privata. Chiaramente per conservare almeno un briciolo di laicità la vita non può appartenere a dio, allora appartiene allo stato.
    La cosa che non capisco di Fini è come può conciliare un articolo così con le sue striscianti apologie del fascismo a cui ci ha abituato… Quello sì che era stato etico..

  • maristaurru

    Libertà è una gran bella parola, ma spesso viene usata con un po’ di fretta e di superficialità e meraviglia che questa imprecisione e fretta colga anche chi come Massimo Fini si presume debba essere persona di una qualche capacità di pensiero.

    Al di la del luogo comune che la mia libertà finisce dove comincia la tua, talmente usato da essersi consumato, come se la ripetizione avesse tolto peso alle parole svuotandole di peso, molto più semplicemente dobbiamo considerare che l’ubriaco, come il drogato , spesso ammazzano essendo in stato di incoscienza persone incolpevoli; dobbiamo chiederci allora davvero quale è il valore di una vita. Se non vale niente, se una persona è solo un numero di codice fiscale, necessario perchè lo Stato leviathano insaziabile si autoalimenti, il ragionamento che esser liberi significa esser liberi di abusare del proprio corpo sino a ridurlo una incosciente macchina di morte per gli altri componenti della società, allora si, ci sta tutto e non si distacca dal significato di molte sentenze dei nostri sgarrupati Tribunali

    Se invece essere liberi deve avere un significato meno terra terra, un poco più evoluto rispetto all’essere presso chè inconsapevole delle scimmie, e che quindi abbia anzitutto come focus la persona ed i rapporti fra esseri umani, le reciproche responsabilità legate al viver comune, alla appartenenza .. eccetera eccetera… allora l’articolo perde gran parte del suo significato, a me pare.

  • Tonguessy

    Per me invece lo stato etico è il CONTRARIO dello stato totalitario.
    Uno stato etico promuove e sostiene il welfare, dà voce ai deboli, agli ultimi, sostenendone il ruolo e la dignità.
    Siamo agli antipodi rispetto allo stato totalitario, quello di Bolzaneto e della Diaz, quello di Cucchi e Aldrovandi.
    Quella che offre Fini è un preoccupante scollamento semantico tra physis e logos (fatti e descrizioni): tale schizofrenia fa il gioco della “morale ipocrita, borghese e decadente” come dici tu.
    Non il contrario

    Scrivere “stato etico, cioè totalitario” significa equiparare le tasse dei ricchi con la progressiva ed inarrestabile erosione del potere di acquisto dei salari.
    I fatti dicono che ai ricchi vengono regalati miliardi (sostegno ai banchieri) mentre i salariati sono sempre più precari, disoccupati, sottopagati.
    “Bisogna quindi tenere per bene gli occhi aperti al fine di scoprire se
    esiste una schizofrenia comunicativa-comportamentale, e avere sempre i
    sensi allertati per scoprire quei dettagli che ci permettono di
    scovare l’inganno.

    Le parole DEVONO avere senso se vogliamo comunicare, sennò finiamo nel
    girone infernale di chi dice una cosa intendendo l’opposto per
    convenienza personale, che è quello che fanno la maggior parte dei
    politici e degli intellettuali oggi.
    Se vogliamo smarcarci da quell’inferno dobbiamo ridare senso e dignità
    alle parole, assumendoci in prima persona l’incarico di verificarne il
    senso e di restituire quella dignità che un comportamento scorretto ha
    tolto loro.”
    http://groups.google.it/group/approfondimenti/browse_thread/thread/39a2a8a13039a10e?hl=it

  • Santos-Dumont

    Lungi da me l’intenzione di sdoganare sempre e comunque Wikipedia, mi pare che nello specifico la sua definizione di stato etico sia rapida ed efficace:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_etico
    Pare quindi che esistano due definizioni, un “hobbesiana” e una “hegeliana”, senza dubbio Fini si riferisce alla seconda.

  • rosacroce

    dai puttanieri cocainomani che abbiamo al parlamento dei drogati ,
    bisogna aspattarsi solo guai e rogne senza fine.-

  • rosacroce

    il discorso di fini riguarda una società ,MALATA DI COMPETIZIONE,E obbligata a correre sempre più verso obiettivi sbagliati e irraggiungibili,da cui deriva un fallimento generale dell’anino umano ,obbligato a ricorrere a DROGHE POTENTI ,nell’intento di non sentire il peso di un FALLIMENTO UMANO E SPIRITUALE,OBBLIGATO IN SIFFATTA SOCIETà MALATA DI MASSA,
    ORA in un coNtesto simile ,discutere di stato etico o noN etico significa PARLARE DEL NULLA E TRALASCIARE LA PARTE PIù IMPORTANTE DEL MESSAGGIO DEL NOSTRO FINI,
    QUELLI CHE PERDONO TEMPO IN QUESTE INEZIE ,si guardino dentro e vedano lo squallore dei loro miseri pènsieri.
    e non osino criticare IL FINI .IL CUI PENSIERO NON SONO IN GRADO DI COMPRENDERE,NE ORA NE MAI.

  • stefanodandrea

    Imporre una imposizione progressiva è da Stato Etico? Riconoscere l’uguaglianza dei coniugi è da stato etico? Riconoscere il diritto alla casa è da Stato etico? Stabilire che il salario deve essere idoneo a soddisfare le esignze proprie e della propria famiglia è da stato etico?
    Io rispondo senz’altro di si. E infatti sono per lo stato etico.
    Lo Stato etico comporta anche rilevanti sacrifici di interessi meritevoli. Credete che dalle nostre scuole pubbliche (anche immaginandole ben funzionanti) senza grande severità e senza pretendere troppo sacrificio e talento potrà mai venir più fuori non dico un Hegel bensì semplicemente un Croce, un Gentile o un Gramsci (oggi uno con quelle capacità lo mettono davanti al proiettore a vedere i filmini di storia)? La mia risposta è no e credo che dobbiate convenire. La scuola pubblica di massa, dunque, è una scelta etica, a sostegno di alcuni valori e con sacrificio di altri
    Personalmente sono contro il proibizionismo e mi dichiaro libertario. Ma capisco che altri potrebbero avere interesse a limitare la mia libertà.
    In generale, chi vuole imporre ad altri, reco soltanto degli esempi, la liceità delle televisioni commerciali e la diffusione delle automobili, perché altrimenti perderebbe il posto di lavoro; la facilità della scuola, perché altrimenti i figli sarebbero bocciati; la tutela pensionistica e salariale, perché altrimenti dovrebbe tornare a zappare la terra, deve rendersi conto che egli (non diversamente da me; soltanto che io ne sono consapevole) è parte di una maggioranza che opprime una minoranza , come è regola in democrazia e che altre maggioranze potrebbero opprimerci in una materia in cui siamo minoranze.
    Accusare lo stato etico soltanto con riguardo ai profili in cui si è o si rischia di essere in minoranza è ipocrita.
    La democrazia è il sistema in cui la maggioranza prevale sulla minoranza. Il criterio è quello della maior pars con rinuncia anche soltanto a cercare la melior pars. La maggioranza povera o della classe media e comunque popolare (maggioranza della quale faccio fieramente parte) impone (meglio imponeva, ma questo è un altro discorso) a minoranze ricche e aristocratiche una miriade di regole istituti prassi e altro. Quelle minoranze, schiacciate dalla maggioranza, se potessero sterminerebbero tutti i membri della maggioranza.
    La democrazia è intrsecamente violenta. E’ violenza della maggioranza sulle minoranze. Che poi il sistema mediatico costruisca inedite alleanze e lobotomizzi i singoli rendendoli incapaci di valutare autonomamente e in modo originale i propri interessi è un altro discorso.

  • stefanodandrea

    Imporre una imposizione progressiva è da Stato Etico? Riconoscere l’uguaglianza dei coniugi è da stato etico? Riconoscere il diritto alla casa è da Stato etico? Stabilire che il salario deve essere idoneo a soddisfare le esignze proprie e della propria famiglia è da stato etico?
    Io rispondo senz’altro di si. E infatti sono per lo stato etico.
    Lo Stato etico comporta anche rilevanti sacrifici di interessi meritevoli. Credete che dalle nostre scuole pubbliche (anche immaginandole ben funzionanti) senza grande severità e senza pretendere troppo sacrificio e talento potrà mai venir più fuori non dico un Hegel bensì semplicemente un Croce, un Gentile o un Gramsci (oggi uno con quelle capacità lo mettono davanti al proiettore a vedere i filmini di storia)? La mia risposta è no e credo che dobbiate convenire. La scuola pubblica di massa, dunque, è una scelta etica, a sostegno di alcuni valori e con sacrificio di altri
    Personalmente sono contro il proibizionismo e mi dichiaro libertario. Ma capisco che altri potrebbero avere interesse a limitare la mia libertà.
    In generale, chi vuole imporre ad altri, reco soltanto degli esempi, la liceità delle televisioni commerciali e la diffusione delle automobili, perché altrimenti perderebbe il posto di lavoro; la facilità della scuola, perché altrimenti i figli sarebbero bocciati; la tutela pensionistica e salariale, perché altrimenti dovrebbe tornare a zappare la terra, deve rendersi conto che egli (non diversamente da me; soltanto che io ne sono consapevole) è parte di una maggioranza che opprime una minoranza , come è regola in democrazia e che altre maggioranze potrebbero opprimerci in una materia in cui siamo minoranze.
    Accusare lo stato etico soltanto con riguardo ai profili in cui si è o si rischia di essere in minoranza è ipocrita.
    La democrazia è il sistema in cui la maggioranza prevale sulla minoranza. Il criterio è quello della maior pars con rinuncia anche soltanto a cercare la melior pars. La maggioranza povera o della classe media e comunque popolare (maggioranza della quale faccio fieramente parte) impone (meglio imponeva, ma questo è un altro discorso) a minoranze ricche e aristocratiche una miriade di regole istituti prassi e altro. Quelle minoranze, schiacciate dalla maggioranza, se potessero sterminerebbero tutti i membri della maggioranza.
    La democrazia è intrsecamente violenta. E’ violenza della maggioranza sulle minoranze. Che poi il sistema mediatico costruisca inedite alleanze e lobotomizzi i singoli rendendoli incapaci di valutare autonomamente e in modo originale i propri interessi è un altro discorso.

  • zufus

    Lo stato etico è quello che pretende di decidere sulla vita e la morale dei cittadini, anche su questioni che riguardano la sfera personale della vita e della morte.
    Uno stato che decide quando è giusto o meno staccare i fili dei macchinari che tengono in vita artificialmente un uomo, che non ti consente nemmeno di autodistruggerti (anche se fosse una tua libera scelta) con fumo o droghe, che decide cosa sia lecito in tutte le sfere del privato: questo è lo stato etico.
    Una sorta di Padreterno (o chi per lui) istituzionalizzato, un Moloch che ti priva della libertà in nome dell’etica e della morale decisa dalla maggioranza.

    Il discorso di Fini è chiarissimo e l’accenno iniziale al suicidio nel Medioevo non lascia spazio a dubbi.
    Confondere lo stato Sociale (che dà voce ai deboli e li sostiene) con lo stato Etico è un errore grossolano, non soltanto semantico.
  • ranxerox

    Per democrazia si intende che è più vera la quantità della qualità. Forse in un dato periodo della Grecia classica questo aveva altro significato ed altro valore. Ora come ora significa solo globalizzazione, con quel che ne consegue.

  • stefanodandrea

    Concordo pienamente

  • stefanodandrea

    La bestemmia è stata scriminata dalla corte costituxzionale credo negli anni novanta. E non credo che nel medioevo sipotesse bestemmiare liberamente. Se non erro Augusto, l’imperaztore romano, mandò una nipote che viveva secondo cattivi costumi a vivere su un isola e il capo di una importante famiglia di quelle che hanno fatto l’italia (non rammento se fossero i Gonzaga o gli Estensi riservò un trattamento peggiore ad una figlia.
    Se fosse stato vietato il cemento per ragioni ecologiche, la maggior parte di noi vivrebbe in case di pietra e fango nelle campagne e i “signori” avebbero città per loro più vivibili. Il cemento è parte della violenza (sacrosanta) della maggioranza sulla minoranza. Il fatto che io e te non facciamo parte delle minoranze oppresse dalla democrazia e non siamo portatori di quei valori, non toglie che resti il fatto che in democrazia la maggioranza opprime la minoranza.
    Le “file” per esempio sono state imposte dalla società di massa e dalla democrazia
    Io comunque uno stato (o semlicemente governo) non etico non credo che sia mai esistito nella storia. Chi è al potere – minoranza o maggioranza – impone il suo punto di vista e lascia liberi nella misura in cui non vuole o non può o non conviene vietare.

  • Bubba

    NON SOLO LO STATO VUOLE GOVERNARE LE VITE:

  • myone

    Belle parole, giuste, lineari. In poco ha detto tutto e ogni punto e’ un fondamento di valutazione.
    Vorrei fare un esempio tanto per dire, un motto salva (vita) che ha preso piede in una trasmissione (salva) generazioni, ed riuscita a far approvare una legge, quella del casco obbligatorio.
    Ragazzi senza educazione liberi di fare come vogLiono e senza sapere il perche’, senza bisogno di, incustoditi, nella culla del benessere, dove gli viene dato per moda o per “non so’ che fare faccio come tutti”, un morotino. Un motorino, che viene usato impropiamente in tutti i sensi e solo per fare figura o per scorazzare, che si presta con una semplice operazione ad andare quasi al doppio, costruito dalle case meccaniche e presdisposto per questo altrimenti non si vende, una legge che non limita di fatto la velocita’ nelle parti vere del mezzo, in un contesto urbano e extraurbano in cui le aurto sono uguali e la gente che guida e’ peggio. La gente si ammazza per questi motivi, e il casco e’ obbligatorio.
    Niente di piu’ da dire. Case costruttrici di caschi, apparati pubblici che hanno entrate per multe, ecc ecc, sono il vero riscontro del fare.

    Allo stesso piano sono le leggi, le economie, chi comanda e affarizza in tutti i livelli, dove la gente rimane da penalizzare, spennare, ingabbiare, perche’ renda un’ ottimizzazione da calcolare. La vita puo’ andare come gli pare a loro, non e’ questo il problema loro, piu’ sei inquadrato e nello stesso tempo squadrato, e piu’ frutti, rendi un tornaconto, e basta cosi.
    I valori, li danno sull’ entrata dei conti, e ci etichettano il bene che hai violato, ma non si rendono conto del come si vive e sopratuto del come fanno vivere gli altri.
    Una societa’ a questo modo, e parlo di quella che eleggiamo e che continua una strada ipocrita, e’ la prima untrice di un male esistenziale e di fatto.
    Piu’ sali, e piu’ il vero si dipana, e rimane il calcolo sempre piu’ perfetto dell’ imperfetto, e la posizione di chi eleggi, e’ solo per comandare, contenere, otimizzare i loro di disegni, e di realizzare tornaconti da dividere, tenendo le sedie e i poteri al caldo e sicuri.

    Sono stato per la destra, perche’ la sinistra non e’ di meno, ma come sempre si crede e si prova a vedere che succede, pensavo che la forza e la determinazione fossero legate ai cambiamenti e alla giustizia.
    Mi sto rendendo conto che sono tutti uguali, e con questa storia delle leggi 2+2+2 anni per definire i processi, e’ una barzelletta.
    Leggi per scampare alla legge sopratutto di chi ha danaro e truffa gli altri, mentre poi socialmente, si rischia di legalizzare la criminalita’, oltre che la loro.

    I grandi mezzi che abbiamo dovrebbero servire per vivere e basta lavorando meno, sacrificandoci meno, e avendo piu’ tempo per civilizzarsi sopratutto socialmente e personalmente. Avere tempo per sognare, realizzare in prima persona le cose che abbiamo come realizzazione umana personale, non per essere fenomeni da globalizzare con il demone dell’ avere l’ inutile e di realizzare il mezzo che sono i soldi. I soldi servono per vivere, ma qui ora, servono per sopravvivere, per avere una (identita’) da non morti di fame, per non essere soprafatti e votati a non essere nulla.

    Un tempo o nel tempo che si vorrebbe sia, ogni cosa dovrebbe essere libera ma non esasperata, e tutte le cose essere una parte di un’esperienza nella scelta della migliore o che fa per te.
    La differenza la fa’ sempre la persona e le persone, a secondo della loro intelligenza, cultura, maturazione, comprensione.
    Non e’ detto che in un mondo libero i cretini non manchino, ma se si lascia la gente libera in un benessere rpimario senza mentalizzarla, puo’ anche che sia cosi.
    Volerlo ottenere forzando con la vita le leggi e nello stesso tempo, fondando il tutto con il fare per avere e il non tollerare per intascare e comandare e controllare, enello stesso tempo, si racimola sempre di piu’ mettendo la gente a uso automa, allora la qualita’ della vita scade da sola, e se l’ apparenza non sembra, dietro a ogni apparente calma, si cela una guerra, un retrogrado considerare e vedere, un decadimento totale alla faccia dell’ immagine che si vuole dare. E la condizione e’ tanto piu’ peggiore, quanto piu’ milgiore si vuole far apparire, perche’ le regole, i modi, la vita stessa che ci siamo legati alle caviglie, e’ una della peggiori che ci sia.
    Ipocrisia allo stato puro. Intelligente, ma deleterea. Il diavolo ha cambiato luk, modello, immagine, ma e’ sempre piu’arguto e cretino nello stesso tempo.
    Ma la gente vive uguale, e come vive, cosi come un gioco va’ a votare, parla del piu’ e del meno, dice che tutto e’ sbagliato, ma ogniuno va’ per la sua strada.
    Cio’ non tolgie, che chi comanda o le e’ stato dato di farlo, ne capisce e ne si presta a fare nulla di piu’ di quello che vediamo, che sembra un meglio , ma solo del peggio ipocrita che si affina sempre di piu’.

    Siamo tutti in bamba e allucinati nel caos programmato e steso a tavolino.

    La cosa che mi sconcerta sempre, e che fa’ vuoto, e’ la mancanza di persone sapute, capaci, che pero’ sono dentro al gioco del dire e del combattere, soloidealmente e teoricamente, e che non si sono ancora spinte a proporsi per un cambiamento, formando una classe di persone sagge e volenterose che vogliano arrivare a far vivere diversamente questa vita, fatta di lavoro, vita, diritti e doveri, di servizi, di tranquillita’, di pulizia, di serenita’, e di tanto tempo libero, dove l’ inibizione dell’ imposto, libera e fa maturare veramente la gente al viversi, senza guardare o mirare al disegno dell’ inutile o dell’ utile complesso che passa per la testa di 4 dementi ottusi.
    Sopra, c’e’ un taglio vero e propio della considerazione della vita.
    La’, ci si sene un po’ padre eterni, premurosi di tenere in vita peccatori e imperfetti, mentre il loro gioco di poteri e danari e titoli e tante altre stronzate sottratte ai piu’, e’ l’ unico diabolico modo di esistere.
    Ma sembra che di melgio non si ossa fare, finche’ siamo a queste condizioni. La cosa deve estinguersi da sola. Sopportiamo per tempi migliori.
    IO vedo tran tran e martellamenti di paga, guarda la legge, dai muoviti, non so’ che fare buttati in qualcosa che e’ meglio per te, prendi compera mangia e paga come ti viene detto. Oltre questo, la morte piu’ fredda e silenziosa che secondo me ci possa essere mai stata. Siamo nell’ oscurantismo piu’ buio che esista, intrappolati da allucinazioni vere e propie di immortalita’ mentali da arrivare.
    Siamo vuoti come le campane.
    E chi le suona, e’ piu’ battocchio di un citrullo.

    Vi siema mai chiesto, quanto possa fare una persona che abbia carisma e nello stesso tempo oltre che fare veramente, fa’ diversamente, e nello stesso tempo insegna in prima persona?
    Lo vedete per caso in tutti quei talenti che vengono riportati in giornali e tv?

  • vic

    Pagato un modico prezzo d’ingresso, siamo entrati nel famoso Statarium, il museo degli stati. Costruito con scopo didattico, qui i visitatori possono toccare con mano i vari tipi di stato.

    V: Gentile guida, ci conduca un po’ attraverso questi vari stati.
    Eloquente Guida: Son qui per quello. Ammiri questo esemplare.
    V: Che aria severa! Che barba lunga! Sembra un po’ il risultato della clonazione indicibile fra Khomeini e Torquemada!
    EG: Pssst, non pronunci nomi impronunciabili. E’ la rappresentazione dello stato teolcratico. Come vede e’ in buono stato, lo stato teologico. Ma proseguiamo, ammiri questo!
    V: Sembra Tremonti quando ha bevuto una damigella di grappa! Intendevo una damigianella.
    EG: Cosa dice mai! E’ lo stato etilico!
    V: E questo che spara mitragliate cos’e’?
    EG: E’ lo stato democratico Americano. Pero’ ci sono dei critici di minoranza che vorrebbero definirlo altrimenti.
    V: Cioe’?
    EG: Per costoro sarebbe lo stato farmacologico. Dalla loro hanno la storia recente: Fort Hood, Columbine, e cosi’ via.
    V: Questa la conosco, e’ la statua della desolazione!
    EG: Quasi, e’ lo stato di prostrazione. Per alcuni sarebbe un sottostato dello stato democratico, ma il dibattito non e’ ancora concluso.
    V: Perche’ qui c’e’ solo il piedestallo?
    EG: E’ lo stato d’anarchia. Se n’e’ andato per i fatti suoi.
    V: Bravo. Questo lo riconosco, e’ un freezer.
    EG: Suvvia, e’ lo stato conservatore moderno.
    V: Pfuhh che puzza di fenolo, cos’e’ quest’obbrobrio imbottigliato?
    EG: E’ lo stato conservatore tradizionale.
    V: Questo e’ Munch!
    EG: No, e’ lo stato di panico!
    V: Accipicchia non ne azzecco mezza. Cos’e’ questa cosa repellente?
    EG: Lo stato di decomposizione, ma anche la democrazia moderna per alcuni.
    V: Oh finalmente un profumino di rosmarino!
    EG: E’ lo stato vegetale. Osservi qua.
    V: Berlusconi!
    EG: No, lo stato di santita’. Sua Santita’
    V: Guardi questo poveraccio, tenga buon’uomo.
    EG: E’ lo stato d’indigenza. Non s’impressioni, e’ molto diffuso.
    V: Ehi scendi da li’! Cos’e’ quel drago buffo svolazzante multicolore?
    EG: Non lo tocchi senno’ svanisce: e’ lo stato alterato di coscienza. Signore, perche’ alza la manina con quel segno?
    V: Sarebbe lo stato di bisogno impellente!
    EG: Oh, tutto in fondo sulla destra.

    In stato confusionale, vi saluto.

  • myone

    dimentichi che nel parlamento europeo non c’era cesso che non avesse cocaina sparsa. la soluzione era che, al parlamento gira tantissima gente extra deputati, per cui, erano loro.

  • myone

    ,,,,,,,,,,,, eee, gli servisse la cosa per illuminazioni pro vita e soluzioni pro umanita’. ma sembra che non abbia alcun effetto. loro ci provano.

  • rosacroce

    bravo ,bene ,le cose che dici io le so da tanto tempo,fa piacere che ci siano altri che ancora hanno cervello ,in questo mondo di belli addormentati rincoglioniti.la situazione è grave e sta peggiorando a velocità crescente .se la gente non si sveglia e non si oppone ai criminali che hanno il potere ,non ci sarà futuro o sarà un futuro di merda.

  • stefanodandrea

    non ho parole

  • stefanodandrea

    molto buono. bravo.

  • Tonguessy

    Sicuramente esiste una gran confusione sullo stato etico. Dal punto di vista cattolico significa non permettere che lo stato gestisca la propria esistenza, ma sia subordinato alle leggi divine, il che significa solo un ritorno al noto binomio feudalesimo/nobiltà.
    Giovanni Paolo II nell’enciclica Centesimus Annus scrive: «Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia».
    Quindi le “radici cristiane” dell’europa, e tutta la manfrina sul doversi sottomettere al dettato biblico-feudale. Jus primae noctis?.
    Insomma mi sembrano argomenti un po’ deboli. Insistere che il medioevo con i suoi Torquemada sia un’opzione migliore per tutti noi può essere una tesi importante (“La ragione aveva torto?” è un libro che ho letto con molto interesse), ma forse i tasti da schiacciare per attivare un supporto verso quella tesi non sono esattamente quelli dell’ermeneutica alla Dell’Utri.
    Come giustamente notava Santos-Dumont esiste il Leviatano di Hobbes cui facevo invece riferimento io: uno stato che sia da giudice per ciò che concerne il “bene” ed i “male”, che assumono connotazioni temporali e non definitive ed eterne come i biblisti invece vogliono. Uno stato che, appunto, sappia riconoscere ampi diritti a chiunque: non a caso Hobbes viene riconosciuto come il precursore del moderno liberismo.

  • Nellibus1985

    Appoggio Fini.

  • okinawa

    Molti di noi queste e tante altre cose le sanno già da tempo, ma quello che molti di noi non riesce ancora a fare e trovare il modo di mettersi d’accordo, di unirsi e opporsi.

    Amico Rosacroce siamo molti ma non abbiamo una testa, siamo un gigante senza testa.

    Questo mi rammarica molto ed è per questo che il futuro potrà essere un futuro di merda, perchè noi tutti non abbiamo da un lato le palle e dall’altro l’umiltà di fare muro comune.

  • ottavino

    Dice la moglie di Ahmadinejad al vertice Fao a Roma: “L’ESPERIMENTO IRANIANO – «L’attitudine mercantilistica dello sfruttamento delle risorse e la politica dell’occupazione e del riarmo sono responsabili del l’imposizione della povertà in una larga sezione della popolazione mondiale e in particolare nelle donne» ha detto Azam al-Sadat Farahi, ricordando che oltre un miliardo di persone soffrono la fame nel mondo e proponendo come possibile soluzione l’esperimento iraniano. Realizzato seguendo «gli insegnamenti religiosi», vuole garantire la sicurezza alimentare alle famiglie. Dopo aver donato alle colleghe un libro intitolato «La sicurezza e l’etica nella famiglia iraniana», Azam al-Sadat ha spiegato che nel suo Paese è in atto un progetto che prevede un forte supporto nella diffusione dell’allattamento tra le mamme, ma anche la cooperazione e l’aiuto sociale tra le piccole famiglie. Quindi ha sottolineato l’importanza dei diritti delle donne, cui i mariti devono garantire cibo, vestiti e la casa. Un’attenzione particolare, nel programma iraniano per la sicurezza alimentare, è prevista anche per la protezione e diffusione dell’acqua e dell’agricoltura. In conclusione del suo discorso lady Ahmadinejad ha lanciato un appello per i palestinesi di Gaza, chiedendo che «finisca immediatamente la grave oppressione che impedisce alla popolazione di ricevere medicine e cibo».

    Strano….uno stato teocratico come l’Iran, unico bastione contro la modernità…e per quale motivo altrimenti ci si potrebbe opporre al mercantilismo? O perchè lo dice Dio, o perchè sennò sono mazzate…non c’è altro modo….

  • Drachen

    sinceramente non capisco perchè si fa finta di non capire gli articoli di Fini che sono di una semplicità disarmante.
    la retorica de “la mia libertà finisce dove comincia la tua” non ha alcun senso.
    perchè è appunto nello stabilire quel confine che ci sono i problemi evidenziati dall’articolo. perchè un tossicodipendente dovrebbe essere un problema per gli altri? lo è se si mette al volante, lo è se compie altri crimini. ma non si può fare un processo alle intenzioni!!!
    nel momento in cui lo Stato attacca certi comportamenti: prostituzione, tossicodipendenza, ecc. fa ovviamente una politica molto tendente al totalitarismo, più che al liberismo.
    perchè i comportamenti privati non dovrebbero essere materia dello Stato.

  • Drachen

    non sta allo Stato (se liberale), e mi ripeto, stabilire il significato della vita e della libertà per il singolo individuo.
    se voglio essere una scimmia, ho il sacrosanto diritto di fare la scimmia.
    nella tua definizione di libertà hai praticamente eliminato ogni forma di auto-emarginazione, di individualità.
    non c’è scritto da nessuna parte che io debba avere rapporti con delle persone e debba vivere insieme a delle altre persone.
    nel momento in cui il mio stile di vita (che va dalla scelta di chi frequentare, a come mangiare, a come curarmi, e a come SACROSANTISSIMAMENTE, come morire) è deciso dallo Stato, allora
    col suo appellativo di “liberale” ci si può pulire anche le parti meno nobili del corpo.

  • Tonguessy

    Non nego che viviamo in stie, campi di concentramento soft come li chiama oldhunter. Quello che contesto è la frase: “Nello Stato etico, cioè totalitario, che è la derivazione laica di quello teocratico, si ritiene invece che la vita appartenga, appunto, allo Stato”.
    Come ho avuto modo di spiegare esiste una evidente confusione nel termine “stato etico”. Sarebbe quindi sensato, per evitare fraintendimenti, di evitare di usare quel termine con leggerezza come fa Fini.
    La seconda equazione che trovo incomprensibile è stato etico=stato totalitario di derivazione laica. La storia dimostra che la fine del feudalesimo-nobiltà fu decretata dalla borghesia che, grazie all’invenzione del dio mercato (soldi, BANCHE!) ha scalzato tutti i precedenti valori e poteri. Ma deve ancora essere dimostrato che la laicità sia un valore così negativo per tutti noi. Preferisce forse le teocrazie tipo Israele o Vaticano?

  • Tonguessy

    Ricapitoliamo: abbiamo stati teocratici tipo Israele e Iran. Mi pare che tra il muro dell’apartheid, il fosforo bianco su Gaza e la cooperazione sociale di lady Ahmadinejad ci sia un abisso di defferenza.
    Stati laici: prendiamo l’Italia e la Svezia. Da noi non si dimettono neanche se sono stati dichiarati colpevoli da tutti i gradi di giudizio. In Svezia si dimettono per non avere pagati il canone tv (Cecilia Stego Chilo e Tobias Billstrom).
    Che conclusioni se ne può trarre? Che lo stato laico è meglio di quello teocratico? Che lo stato teocratico è migliore di quello laico? Che non esiste una regola definitiva ma bisogna valutare caso per caso?
    Ovviamente propendo per la terza ipotesi: per tesi on-off di questo tipo esistono tali e tante eccezioni…..Quindi, ancora una volta trovo il discorso di Fini approssimativo al limite del fuorviante.

  • ottavino

    Ma non si può che essere approssimativi, in tali questioni….hai delle certezze? Proprio perchè propendiamo per la terza ipotesi di cui parli tu, siamo approssimativi….
    E poi non è questione di-cosa-è-meglio-di-cosa…ogni sistema avrà i suoi punti di forza e i suoi punti deboli….
    io volevo solo mettere in rilievo che ormai “nell’occidente” è scomparsa questa visione delle cose così chiara che Lady Ahmadinejad ha il coraggio di permettersi….

  • maristaurru

    Se tu volessi andare a vivere come una scimmia tra le scimmie, ovvio che non ci dovrebbero essere problemi, ma se tu decidessi di vivere in modo totalmente difforme dagli altri, e la tua difformità consistendo in uno stile di vita, guida pericolosa per esempio, e amenità varie cui ci si vuole fare assuefare, che dessero fastidio al viver sereno degli altri, lo Stato che deve applicare le leggi ed assicurare l’interesse pubblico che consiste anche nel non lasciare morire ammazzati da drogati,da pazzi lasciati liberi, da ubriachi e teste strambe i suoi cittadini, avrà il dovere di intervenire per assicurare ordine e bla.. bla.. bla.
    Intendo dire che chi vuole vivere da emarginato, si deve davvero emarginare e andarsene, non puoi avere la moglie ubriaca e la botte piena: sussidi, aiuti, occupare case non tue, sporcare, rubare, ammazzare e.. pippa .

    E certo appare necessario sviluppare una società meno ansiogena e frustrante, ma dare ogni colpa alla società, deresponsabilizzare, scusare, serve solo a prender tempo per conservare l’esistente.
    Cambiare modello di sviluppo; non si fa in un giorno nè in due o tre anni ed intanto? Continuiamo a dire, poverini, vivere è difficile? Vivere consapevolmente, vivere senza danneggiare se stessi ed il prossimo, è sempre stato difficile , e smettiamola di sputare su errori del passato, concentriamoci sull’ ora e qui, che sarebbe già abbastanza difficile, questo sempre se si vuole avviare un processo di evoluzione positiva e non di involuzione che risulterebbe criminale e criminogena.

  • maristaurru

    Perchè sono in aumento uso di droghe e psicofarmaci? Non perchè siamo infelici, come scrivevo in un altro commento, vivere è sempre stato difficile e per ognuno, anche il più fortunato, viene il momento dello sconforto, la sensazione di inadeguatezza. Cosa ti può aiutare? Una mente salda, la forza della ragione, la capacità di razionalizzare i tuoi guai veri o presunti, la volontà di uscire con “LE TUE FORZE” da una fase negativa.

    E allora perchè invece di ricorrere a queste normali pratiche di sopravvivenza gli occidentali, sempre più deboli, inetti, bolsi e pigri mentalmente, scelgono la via più breve come poveri pinocchi rimbecilliti?

    Evidentemente c’è qualche esperta manina che sparge la “polvere dell’oblio” che rende tanti , tanti soldini e poichè l’ipocrisia impera sovrana, se ne parlerà sempre a pezzettini, ognuno evidenzia il pezzetto di verità che ritiene possa esser per lui buona arma contro l’avversario politico o di “salotto” come questo.

    Ma l’uso delle droghe e degli intrugli chimici , che pure ha sempre intrigato molte persone, è stato ampliato ad arte e, fatemelo dire, questo è avvenuto anche con l’ausilio, spero inconsapevole, di certa simil Kultura che solo per questo suo apporto criminogeno, dovrebbe nascondersi sotto un sasso e piangere tutte le sue lacrime, invece di continuare a mostrare la sua peggiore arroganza e stupidità, completamente indifferente a proprie colpe e manchevolezze, sorda alle proprie responsabilità.

    Ora che i danni enormi son fatti, ora si chiede che lo Stato, povero residuato zoppo e indebolito, rudere sul cui corpo infinite battaglie particolari sono state condotte, abbia nientepopodimeno che la forza di cambiare modello di sviluppo e stili di vita, contro un mondo culturale che rema all’incontrario, contro una messe di operatori occulti che si arricchiscono con la malavitA CHE, ORMAI è APPURATO, è avviluppata con tantissimi colletti bianchi infiltrati nei gangli dello Stato stesso, è avviluppata con il potere bancario ed economico , strettamente connesso con la grande industria famelica e spesso irresponsabilmente attenta solo ai suoi non limpidi affari…

    Ora a questo residuato di guerra si chiede l’impossibile:” Salvaci”! Liiberaci dalla follia instillata nei cervelli, liberaci dalle malavite alle quali in tanti ci siamo abbeverati ( non penserete mica che davvero Berlusconi con i suoi processi sia l’origine dei nostri mali?) Una malavita una mafiosità diffusa ci sta soffocando, o non ve ne siete accorti? mille disfunzioni piccole e grandi, tutte che portano un topolino a sgraffignare il suo pezzetto di formaggio.. e la lotta tra topolini che lascia morti sul campo.. e si fa finta di non capire e si urla a vacca.. tanto per dire: “Io no, io son diverso!”

    E allora mi chiedo ancora una volta, a che pro questo articolo? Che significa?

  • Matt-e-Tatty

    Può spiegare come fà? Lei ha una mente estrosa e brillante, complimenti davvero!