LO SMEMORATO CHE HA PERSO UNA GENERAZIONE

AVVISO PER I LETTORI: ComeDonChisciotte continua a subire la censura delle multinazionali del web: Facebook ha chiuso definitivamente la nostra pagina a dicembre 2021, Youtube ha sospeso il nostro canale per 4 volte nell'ultimo anno, Twitter ci ha sospeso il profilo una volta e mandato ulteriori avvertimenti di sospensione definitiva. Per adesso sembra che Telegram non segua le stesse logiche dei colossi Big Tech, per cui abbiamo deciso di aprire i nostri canali e gruppi. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale Telegram.

DI ALESSANDRO ROBECCHI
ilmanifesto.it

A tutti è capitato di perdere gli occhiali da sole, le chiavi di casa, persino il telefono. Ma di perdere una generazione non era fin qui successo a nessuno, e nemmeno di ammetterlo come ha fatto Mario Monti parlando espressamente di “generazione perduta”. I trenta-quarantenni (e quindi ben più di una generazione, almeno due) sarebbero perduti forever. Più o meno una decina di milioni di persone, il cui essere “perdute” significa lavorare una vita senza garanzie, saltare da un contrattino all’altro, e raggiungere alla fine una pensione da fame che farà sembrare l’attuale “minima” uno strabiliante privilegio. Perdutii! Qualche milioncino di italiani, forse gli stessi a cui si continua a ripetere che vivono “al di sopra delle loro possibilità”, che è come curare il colera somministrando cozze avariate. Ma chi è stato così distratto? Chi si è lasciato alle spalle dieci milioni di senza speranza come nelle barzellette degli anni Sessanta si dimenticava la suocera all’Autogrill? Forse proprio i professori addetti alla formazione di quella generazione e che oggi così abilmente governano? Quelli che dicevano ci vuole la laurea, no, il master, no, lo stage, e che oggi dicono: ragazzo mio, era meglio se facevi il fabbro? Quelli che da vent’anni in qua pontificano che bisogna essere più flessibili, partendo dal signor Treu e arrivando a madama Fornero?

Ecco, il succo è questo.

Però non sfugga il paradosso: a dire a una generazione intera “siete perduti” non è qualche focoso arruffapopolo, qualche rivoluzionario, qualche vivace movimento, ma uno degli smemorati che ha contribuito a perderla, forse in questo momento il più autorevole. Un po’ come se lo zar si affacciasse al balcone e dicesse: “Ehi gente, che aspettate a prendere ‘sto palazzo?”. E magari arrivasse persino a citare il caro vecchio “modello tedesco”: “Avete da perdere soltanto le vostre catene”. Può farlo? Si può farlo senza rischi, con la consapevolezza che un’intera generazione perduta, spaventata e opportunamente deideologizzata risponda cordiale: “Beh, abbiamo delle catene… meglio che niente, no?”.

Alessandro Robecchi
Fonte: www.alessandrorobecchi.it
Link: http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201208/voi-siete-qui-lo-smemorato-che-ha-perduto-una-generazione/
12.08.2012

pubblicato su “il Manifesto”

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
31 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
31
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x