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L'IRLANDA VOTA PER IL PATTO FISCALE

FONTE: BBC.CO.UK

Ecco i risultati ufficiali: gli elettori della Repubblica d’Irlanda hanno approvato il patto fiscale dell’UE. Circa il 60% degli elettori partecipanti al referendum hanno sostenuto il controverso patto, che mira a irrigidire le regole di bilancio nella zona euro.
Già secondo i sondaggi di opinione sembrava che dovessero vincere i “Sì”.

Un voto “No” non avrebbe comunque bloccato il patto, ma avrebbe escluso l’Irlanda dai finanziamenti di emergenza dell’Unione europea alla scadenza del suo pacchetto di salvataggio che scade nel 2013.

Alla fine del 2010 l’Irlanda ha ricevuto un contributo di salvataggio dall’UE-FMI del valore di 85 miliardi di euro dopo che i debiti avevano travolto le sue banche.

Un voto di protesta?

Il portavoce ufficiale Riona Ni Flanghaile ha detto che la campagna per il “Sì” ha vinto con un margine di poco più di 300.000 voti, con un totale di 955,091 voti a favore e 629.088 contrari.

“E’ un sospiro di sollievo per il governo, più che una celebrazione” ha dichiarato a Dublino il Ministro dei Trasporti Leo Varadkar ai giornalisti.

Meno della metà dei 3,1 milioni di elettori si erano registrati fino a giovedì scorso, con unla percentuale che andava dal 30% in alcune regioni a poco più del 50% in alcune aree della capitale, Dublino.

Cominciamo a parlarne: Non possiamo permetterci di storcere il naso in Europa in questo momento “

Dice Bridget Connolly una elettrice che ha votato”Sì”.

Tutti i partiti maggiori del parlamento irlandese (Dail) si erano schierati per il “Sì” – Fine Gael e Fianna Fail – mentre nel campo dei “No” erano rimasti solo Sinn Fein e i socialisti, che hanno molti meno seggi.

Un elettore del “No”, Gerard Cunningham, ha detto alla Associated Press: “Anche le banche in Germania, in Gran Bretagna e altrove sono responsabili del casino in cui ora siamo dentro noi.
” Ci è venuto un mal di denti per quanto ci dicono che è tutta colpa nostra”.

La stessa elettrice che ha votato “Si”, Bridget Connolly, continua : “Il trattato non risolverà niente, ma … avremo bisogno di fondi europei il prossimo anno, il punto è solo questo”, ha detto.“Non possiamo permetterci di storcere il naso per l’Europa in questo momento.”

Un voto “No” non avrebbe comunque bloccato il Trattato, in quanto ci sarebbero voluti ben 12 dei 17 membri della zona euro per ratificarlo.

Il patto, firmato da tutti i membri dell’UE, ad eccezione della Repubblica ceca e del Regno Unito, consente agli Stati membri dell’Unione europea di coordinare le loro politiche di bilancio e di imporre sanzioni nei confronti di chi non si attiene alle regole.

Si tratta di un accordo intergovernativo, che vincola legalmente tutti i paesi che lo ratificheranno. Si chiama “trattato”, ma è un accordo separato con ogni paese dell’UE ed i trattati devono essere firmati da tutti i 27 Stati membri.
Il trattato impegna tutti i membri ratificanti al contenimento del deficit di bilancio sotto lo 0,5% del PIL.
Lo scorso anno, il deficit irlandese è arrivato al 13,1%.

Gli elettori hanno già respinto due volte i trattati dell’Unione europea, in un referendum del 2001 e in quello del 2008 – anche se entrambe le votazioni sono state ribaltate nei sondaggi successivi.

Chi è contro il trattato sostiene che l’austerità non funziona e chiede che il paese faccia fallire per debiti le cinque banche che sono state nazionalizzate.

Fonte: www.bbc.co.uk
Link: http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-18290987
01.06.2012

Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

4 Commenti

  1. La dama di ferro ( laureata in chimica ) aveva deciso durante le rivolte dei minatori irlandesi di fluorare l’acqua potabile, anche i nazzisti durante la seconda guerra mondiale si dice usassero il fluoro per rendere piú mansuete le popolazioni occupate, tra gli effetti del fluoro, difficoltá di apprendimento ( anche a piccole quantitá), micro fratture sui denti, indebolimento delle ossa ( gli irlandesi hanno l’incidenza statistica piu alta di fratture del bacino d’europa ). Anche i bambini palestinesi soffrono di fluorosi… sará un caso. Il problema della area euro è legata alla frode del debito pubblico scaturito dal signoraggio primario, mi stupisce che anche su CDC molti non la vedono cosï, sono contento però che anche Mosler, guru dell’MMT, dica che una moneta flat non necessiti di emissioni di titoli di Stato. Oggi leggevo un articolo molto interessante, parla di quello che succede in questi gioni e che non appare agli occhi di tutti: http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/05/mentre-si-parla-di-terremoto-avvengono.html . Sento parlare di revisione dei capitoli di spesa, stasera sono passati due aereei a bassa quota, lasciavano una scia, contraddicendo le leggi della fisica… magari tutto questo ci costa soldi? Se si quanti?

  2. “Chi è contro il trattato sostiene che l’austerità non funziona e chiede che il paese faccia fallire per debiti le cinque banche che sono state nazionalizzate” SCOPERTA L’ACQUA CALDA! 🙂 gli Irlandesi hanno dichiarato la loro condanna al sistema finanziario in maniera definitiva, questi porteranno miserie e fame ovunque
    Sono i soliti discorsi, ma bisogna uscirne ragazzi, bisogna uscirne, questi macellai ci stanno frullando a dovere e lascieranno alla fame intere generazioni, costrette a pagari debiti NON SUOI, COSTRETTI AD UNA VITA DI MISERIA E RICATTABILITà! dobbiamo TORNARE ALLA SOVRANITA MONETARIA di STATO! eliminIAMO questa feccia di POLITICI, massoni, corrotti, criminali e riprendiamoci la nostra SOVRANITà!

  3. Dublino, 01-06-2012
    Il 60,3% degli elettori irlandesi ha votato sì nel referendum per approvare il fiscal compact europeo.
    Il no si è attestato al 39,7% e ha ottenuto la maggioranza solo in cinque delle 43 circoscrizioni irlandesi, segnalando che il sentimento anti-europeo è più forte nelle aree più povere di Dublino e nella contea nordoccidentale di Donegal.
    Sul dato pesa pero’ la bassa affluenza alle urne, di poco superiore al 50 per cento.
    Nel dettaglio, gli aventi diritto al voto erano 3,144.828 milioni: si sono recati alle urne in 1,591.385 mln. I “si'” sono stati il 60.29 per cento (955.091 voti), i “no” il 39,71 per cento (629,088 voti). (da rainews24)

    L’articolo non riporta l’esatta percentuale dei votanti, che è del 50,6%.
    Pochi, pochissimi irlandesi si sono recati alle urne. Difficile scegliere, di fronte ad un ricatto.

    Le forze di governo ed i media hanno alimentato per settimane il “terrorismo” su un eventuale voto contrario. Senza il “SI” l’Irlanda sarebbe andata a catafascio e non avrebbe potuto accedere ai prestiti del fondo salva-stati ESM.

    Nonostante tutto ciò, i cittadini che esplicitamente approvato il fiscal compact sono solo il 30,37%, e c’è da aspettarsi che presto molti di loro cambino idea.

    Infatti, in base alle regole già approvate dai governanti europei, i “prestiti” e i “salvataggi” dell’ESM saranno condizionati alla totale perdita di sovranità a favore degli organismi UE e del FMI.

    I lettori di questo blog sanno perfettamente che i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) sono imprigionati nella crisi a causa dell’appartenenza all’Eurozona, e che da essa vengono spinti sull’orlo del baratro (chi non ha ancora capito tutto questo scorra i post precedenti, legga il nostro breve saggio, oppure ricorra alle lezioni di Alberto Bagnai).

    Una volta portati allo stremo, questi Paesi, finché restano all’interno dell’Euro e della UE, non hanno alternative. Possono solo accedere ai prestiti dei fondi salva-stati. E di conseguenza smettere di essere Stati sovrani per diventare pezzi di territorio co-gestiti da Commissione Europea e FMI, i quali, a quel punto, possono applicare le loro distruttive “ricette anti-crisi”. Medicine che non hanno mai guarito nessun malato, ed anzi hanno ammazzato tutti quelli che hanno provato a curare, e che conosciamo benissimo: licenziamenti, privatizzazioni, azzeramento del welfare, tagli ai servizi pubblici.

    Il tutto senza che vi possa essere opposizione (parlamentare o sociale).
    Quando accadrà questo, e certamente accadrà, le tensioni sociali non mancheranno, dato che già adesso il consenso reale è molto molto basso….

    La fine dell’Euro e (speriamo) dell’orrenda Unione Europea arriverà, ma come abbiamo detto e scritto più volte, il rischio è che il crollo avvenga quando i Paesi meno forti dell’area saranno letteralmente in ginocchio, e rialzarsi sarà dura. Molto dura….

    Fabrizio Tringali
    Fonte: http://www.main-stream.it
    1.06.2012