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L'INVASIONE DI GAZA: OPERAZIONE PIOMBO FUSO

PARTE DI UN PIU’ AMPIO PIANO MILITARE E DI INTELLIGENCE ISRAELIANO

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Globalresearch

I bombardamenti
aerei e l’invasione in corso a Gaza da parte delle forze di terra
israeliane deve essere analizzata in un contesto storico.
L’operazione “Piombo Fuso” è un’iniziativa accuratamente
pianificata, che è parte di un più ampio piano militare e di
intelligence formulato per la prima volta nel 2001 dal governo del
primo ministro

Ariel Sharon:

“Fonti dell’establishment
della difesa hanno dichiarato che il ministro della difesa Ehud
Barak ha ordinato alle Forze Aeree Israeliane di prepararsi per
l’operazione più di sei mesi fa, anche mentre Israele iniziava a
negoziare un accordo per il cessate il fuoco con Hamas”. (Barak Ravid,

Operation “Cast
Lead”: Israeli Air Force strike followed months of planning,

Haaretz, 27 dicembre 2008)

E’ stato Israele a
rompere la tregua il giorno delle elezioni presidenziali USA, il 4
novembre:

“Israele ha
utilizzato questa distrazione per rompere il cessate il fuoco tra se
stesso e Hamas bombardando la Striscia di Gaza. Israele ha preteso
che questa violazione del cessate il fuoco è stata per impedire a
Hamas di scavare gallerie fino al territorio israeliano.

Proprio il giorno
successivo, Israele ha lanciato un terrorizzante assedio di Gaza,
bloccando cibo, carburante, rifornimenti sanitari ed altri beni
indispensabili per “sottomettere” i palestinesi mentre allo stesso
tempo si impegnava in incursioni armate.

In risposta, a
Gaza Hamas ed altri sono ancora ricorsi a sparare primitivi,
artigianali e nel complesso imprecisi razzi in Israele. Durante i
sette anni passati, questi razzi sono stati responsabili della morte
di 17 israeliani. Nello stesso intervallo di tempo, gli assalti da
guerra lampo israeliani hanno ucciso migliaia di palestinesi,
attirando la protesta in tutto il mondo ma non trovando ascolto
all’ONU”.

(Shamus Cooke,

The Massacre in Palestine and the Threat of a Wider War
, Global Research, dicembre 2008)

Disastro umanitario pianificato

L’8 dicembre, il vice segretario
di stato USA
John Negroponte era a
Tel Aviv per discussioni con le sue controparti israeliane, compreso
il direttore del Mossad, Meir Dagan. 

L'”Operazione
Piombo Fuso” è stata cominciata due giorni dopo Natale. E’ stata
associata ad una campagna internazionale di pubbliche relazioni
accuratamente progettata sotto gli auspici del ministro degli esteri
di Israele.

I bersagli
militari di Hamas non sono l’obiettivo principale. L’operazione
“Piombo Fuso” è intesa, del tutto deliberatamente, a provocare
vittime civili.

Ciò con cui stiamo
trattando è un “disastro umanitario pianificato” a Gaza in un’area
urbana densamente popolata.

L’obiettivo a più
lungo termine di questo piano, come formulato dai funzionari
politici israeliani, è l’espulsione dei palestinesi dalle terre
palestinesi:

“Terrorizzare la
popolazione civile, garantendo la massima distruzione delle
proprietà e delle risorse culturali… La vita quotidiana dei
palestinesi deve essere resa insopportabile: dovrebbero essere
bloccati in città e villaggi, impediti ad esercitare una normale
vita economica, rimossi dai luoghi di lavoro, dalle scuole e dagli
ospedali. Questo incoraggerà l’emigrazione ed indebolirà la
resistenza a future espulsioni”.

Ur Shlonsky, citato da Ghali Hassan,

Gaza: The World’s
Largest Prison
, Global Research, 2005)

“Operazione Vendetta Giustificata”

E’ stato raggiunto
un punto di svolta. L’operazione “Piombo Fuso” fa parte della più
ampia operazione militare e di intelligence iniziata nel 2001 al
principio del governo di

Ariel Sharon. E’ stato sotto l'”Operazione Vendetta Giustificata” di
Sharon che sono stati inizialmente utilizzati quegli aerei da caccia
F-16 per bombardare le città palestinesi.

L'”Operazione
Vendetta Giustificata” è stata presentata nel luglio del 2001 al
governo israeliano di

Ariel Sharon dal capo di stato maggiore dell’IDF Shaul
Mofaz, sotto il titolo “La distruzione dell’Autorità Palestinese ed
il disarmo di tutte le forze armate”.

“Lo scorso giugno

[2001] è
stato redatto un piano di contingenza, dal nome in codice di
Operazione Vendetta Giustificata, per rioccupare tutta la
Cisgiordania e forse la Striscia di Gaza al costo probabile di
“centinaia” di vittime israeliane”.

(Washington Times, 19 marzo 2002). 

Secondo

Jane’s ‘Foreign Report’ (12 luglio 2001) l’esercito israeliano sotto
Sharon aveva aggiornato i suoi piani per un “assalto totale per
annientare l’autorità palestinese, estromettere Yasser Arafat ed
uccidere o detenere il suo esercito”.

“Giustificazione del Massacro”

La
“Giustificazione del Massacro” è stata una componente essenziale del
piano militare e di intelligence. L’uccisione di civili palestinesi
è stata giustificata su “basi umanitarie”. Le operazioni militari
israeliane sono state attentamente programmate per coincidere con
gli attacchi suicidi:

L’assalto verrebbe lanciato, a
discrezione del governo, dopo un grande attentato suicida in
Israele, che provochi molti morti e feriti, citando il massacro come
giustificazione.

(Tanya Reinhart,

Evil Unleashed,
Israel’s move to destroy the Palestinian Authority is a calculated
plan, long in the making
, Global Research, dicembre 2001,
enfasi aggiunta) 

Il Piano Dagan

Ci si è anche
riferiti all'”Operazione Vendetta Giustificata” come il “Piano Dagan”,
dal nome del generale (a riposo)

Meir Dagan, che attualmente dirige il Mossad, l’agenzia di
intelligence israeliana.

Il generale della
riserva

Meir Dagan era il consigliere per la sicurezza nazionale di Sharon
durante la campagna elettorale del 2000. A quanto pare il piano è
stato redatto prima dell’elezione di Sharon a primo ministro nel
febbraio del 2001. “Secondo Alex Fishman che scrive su Yediot Aharonot,
il Piano Dagan consisteva nel distruggere l’autorità palestinese e
mettere ‘fuori dal gioco’ Yasser Arafat”. (Ellis Shulman,

“Operation
Justified Vengeance”: a Secret Plan to Destroy the Palestinian
Authority
, marzo 2001): 

“Come riportato su

Foreign Report [Jane] e divulgato localmente da Maariv, il piano
d’invasione di Israele — secondo quanto riferito soprannominato
Vendetta
Giustificata

verrebbe lanciato immediatamente in seguito al prossimo
attentato suicida ad alto numero di vittime, durerebbe circa un mese
e ci si aspetta che risulti nella morte di centinaia di israeliani e
migliaia di palestinesi.
(Ibid, enfasi aggiunta)

Il “Piano Dagan”
prevedeva la cosiddetta “cantonizzazione” dei territori palestinesi
con cui la Cisgiordania e Gaza verrebbero tagliate fuori
completamente l’una dall’altra, con “governi” separati in ciascuno
dei territori. In base a questo scenario, già previsto nel 2001,
Israele:

“negozierebbe
separatamente con le forse palestinesi che sono dominanti in ciascun
territorio-forze palestinesi responsabili per la sicurezza,
l’intelligence ed anche per il

Tanzim (Fatah)”. Il piano quindi è molto rassomigliante all’idea di
“cantonizzazione” dei territori palestinesi, proposto da molti
ministeri”. Sylvain Cypel,

The infamous ‘Dagan
Plan’ Sharon’s plan for getting rid of Arafat
, Le Monde,
17 dicembre 2001)

Il Piano Dagan ha
dimostrato la continuità nel piano militare e di intelligence. Come
risultato delle elezioni del 2000,

a Meir Dagan venne assegnato un ruolo chiave. “Divenne
l'”intermediario” di Sharon nelle questioni della sicurezza con gli
ambasciatori speciali del presidente Bush Zinni e Mitchell”. Fu
successivamente nominato direttore del Mossad dal primo ministro
Ariel Sharon nell’agosto del 2002. Nel periodo post Sharon, è
rimasto capo del Mossad. E’ stato riconfermato nella sua posizione
di direttore dell’intelligence israeliano dal primo ministro Ehud
Olmert nel giugno del 2008.

Meir Dagan, in coordinamento con le sue controparti USA, è stato
responsabile di diverse operazioni
militari e di intelligence. Vale
la pena notare che come giovane colonnello

Meir Dagan aveva operato da vicino al ministro della difesa Ariel
Sharon negli attacchi agli insediamenti palestinesi a Beirut nel
1982. Sotto molti aspetti, l’invasione terrestre di Gaza del 2009
porta una marcata somiglianza all’operazione militare del 1982
guidata da Sharon e Dagan. 

Continuità: Da Sharon
 a Olmert 

E’ importante
mettere a fuoco molti eventi chiave che hanno preparato la strada
alle uccisioni di Gaza sotto l'”Operazione Piombo Fuso”:

1.
L’assassinio di Yasser Arafat nel novembre 2004.
L’assassinio
era stato pianificato sin dal 1996 sotto l'”Operazione Campi di
Spine”. Secondo un documento dell’ottobre del 2000 “preparato dai
servizi di sicurezza, su richiesta dell’allora primo ministro Ehud Barak,
dichiarava che ‘Arafat, la persona, è una grave minaccia alla
sicurezza dello stato [di Israele] ed il danno che risulterà dalla
sua scomparsa è minore del danno provocato dalla sua esistenza'”. (Tanya Reinhart,

Evil Unleashed,
Israel’s move to destroy the Palestinian Authority is a calculated
plan, long in the making
, Global Research, dicembre 2001.
Dettagli del documento sono stati pubblicati su Ma’ariv, 6 luglio 2001). 

L’assassinio di
Arafat è stato ordinato nel 2003 dal gabinetto israeliano. E’ stato
approvato dagli USA che opposero il veto ad una Risoluzione di
Sicurezza delle Nazioni Unite che condannava la decisione del
gabinetto israeliano del 2003. Reagendo a moltiplicati attacchi
palestinesi, nell’agosto del 2003, il ministro della difesa

Shaul Mofaz dichiarò “guerra totale” ai militanti ai quali giurò
“marcati a morte”.

“A metà settembre,
il governo israeliano approvò una legge per sbarazzarsi di Arafat.
Il gabinetto politico per gli affari della sicurezza di Israele la
dichiarò “una decisione di rimuovere Arafat come un ostacolo alla
pace”. Mofaz minacciò: “sceglieremo il giusto modo ed il giusto
tempo per uccidere

Arafat”. Il ministro palestinese Saeb Erekat raccontò alla CNN che
pensava che Arafat sarebbe stato il prossimo bersaglio. La CNN
chiese al portavoce di Sharon Ra’anan Gissan se il voto significasse
l’espulsione di Arafat. Gissan chiarì: “Non significa questo. Oggi
il gabinetto ha deciso di rimuovere questo ostacolo. Il momento, il
metodo, i modi con i quali ciò avrà luogo saranno decisi
separatamente ed i servizi di sicurezza monitoreranno la situazione
e faranno le raccomandazioni sull’azione opportuna”. (Vedi
Trish Shuh, Road Map for a Decease Plan,  www.mehrnews.com
9 novembre 2005).

L’assassinio di

Arafat faceva parte del Piano Dagan del 2001. Con ogni probabilità,
è stato eseguito dall’intelligence israeliana. Era inteso a
distruggere l’Autorità Palestinese, fomentare divisioni all’interno
di Fatah come pure tra Fatah e Hamas. Mahmoud Abbas è un quisling
palestinese. E’ stato installato come leader di Fatah, con
l’approvazione di Israele e degli USA, che finanziano le forze
paramilitari e di sicurezza dell’Autorità Palestinese.

 

2. La rimozione, in base agli ordini del primo ministro Ariel
Sharon nel 2005, di tutti gli insediamenti ebraici a Gaza.
E’
stata trasferita una popolazione ebraica di 7.000 persone.

“E’ mia intenzione

[Sharon] di attuare un’evacuazione – scusate, un trasferimento – di
insediamenti che ci causano problemi e di luoghi che non terremo
comunque in un insediamento finale, come gli insediamenti di
Gaza…. Sto operando in base all’ipotesi che in futuro non vi sarà
nessun ebreo a Gaza”, ha dichiarato Sharon”. (CBC,
marzo 2004
)

La questione delle
colonie a Gaza fu presentata come parte della “cartina stradale alla
pace” di

Washington. Celebrata come una “vittoria” dai palestinesi, questa
misura non era diretta contro i coloni ebrei. Proprio l’opposto: era
parte dell’operazione coperta complessiva, che consisteva nel
trasformare Gaza in un campo di concentramento. Finché i coloni
ebrei vivevano dentro Gaza, l’obiettivo di mantenere un grande
territorio prigione ostruito non poteva essere raggiunto.
L’esecuzione dell'”Operazione
Piombo Fuso” richiedeva “nessun ebreo a Gaza”.

3. La costruzione dell’ignobile Muro dell’Apartheid venne
decisa subito dopo l’inizio del governo Sharon.

4. La fase
successiva è stata la vittoria elettorale di Hamas nel gennaio del
2006. Senza Arafat, gli architetti militari e di intelligence
israeliani sapevano che Fatah sotto

Mahmoud Abbas avrebbe perduto le elezioni. Questo era parte dello
scenario, che era stato previsto ed analizzato bene in anticipo.

Con Hamas a capo
dell’autorità palestinese, utilizzando il pretesto che Hamas è
un’organizzazione terrorista, Israele avrebbe attuato il processo di
“cantonizzazione” come concepito in base al piano Dagan. Fatah sotto

Mahmoud Abbas sarebbe rimasta formalmente al comando della
Cisgiordania. Il puntualmente eletto governo Hamas sarebbe stato
confinato alla striscia di Gaza.

Attacco di terra

Il 3 gennaio, i
carri armati e la fanteria israeliani sono entrati a Gaza in una
offensiva terrestre totale:

“L’operazione di
terra è stata preceduta da diverse ore di fuoco dell’artiglieria
pesante a notte fatta, incendiando i bersagli in fiamme che sono
scoppiate nel cielo notturno.Il fuoco di mitragliatrice sferragliava
mentre proiettili traccianti luminosi balenavano nella notte
attraverso l’oscurità ed il fragore di centinaia di proiettili di
artiglieria mandava su lampi di fuoco”.

(AP, 3 gennaio 2009)

Fonti israeliane
hanno indicato un’operazione militare a lungo protratta nel tempo.
“Non sarà semplice e non sarà breve”, ha dichiarato il ministro
della difesa

Ehud Barak in un discorso alla TV.

Israele non sta
cercando di obbligare Hamas a “cooperare”. Ciò di cui ci stiamo
occupando è l’attuazione del “Piano Dagan” come inizialmente
formulato nel 2001, che richiedeva:

“un’invasione del territorio
controllato dai palestinesi da circa 30.000 soldati israeliani,

con la missione chiaramente definita di distruggere le
infrastrutture della leadership palestinese e raccogliere
l’armamento attualmente posseduto dalle diverse forze palestinesi ed
espellere o uccidere la loro leadership militare.
(Ellis Shulman, op cit, enfasi aggiunta)

Il più ampio
interrogativo è se Israele in consultazione con

Washington sia determinata a dare l’avvio ad una guerra più estesa.

L’espulsione di
massa potrebbe avvenire a qualche stadio successivo dell’invasione
terrestre, se gli israeliani dovessero aprire le frontiere di Gaza
per permettere l’esodo della popolazione. All’espulsione si riferiva

Ariel Sharon
come ad “una soluzione stile 1948”. Per Sharon “è necessario
solamente trovare un altro stato per i palestinesi. – ‘La Giordania
è Palestina’ – era la frase che Sharon aveva coniato”. (Tanya Reinhart, op cit)

Versione originale:

Michel Chossudovsky
Fonte: www.globalresearch.ca/
LInk: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11606
4.01.2009

Versione italiana:

Fonte: http://freebooter.da.ru/
5.01.2009

Traduzione a cura di FREEBOOTER

 

Pubblicato da Davide

  • idea3online

    13
    APRILE 1948 – Gerusalemme – Nasce il primo governo ebraico. L’Agenzia ebraica
    ha annunciato oggi ufficialmente la formazione di un gabinetto formato da 13
    membri;  un capo del governo e 12 ministri – che “costituirà l’organo
    centrale del progettato stato ebraico in Palestina. (Ib. ore 16.50).

    15
    APRILE 1948 – Il Cairo –  I CRISTIANI CONTRO LA SPARTIZIONE – Il
    Patriarca, i vescovi e i capi delle comunità religiose cristiane in Palestina
    hanno deciso di rendere noto alla Lega Araba che nell’interesse dei Luoghi
    Santi e dei Cristiani in Palestina, essi
    chiedono l’abbandono del progetto di spartizione
    . (Ib. ore 10.20)

    (Per la prima volta nella storia i
    cristiani si schierano con gli arabi – gli ex infedeli).

    Quindi non è vero che tutti
    gli Stati del mondo erano favorevoli al nuovo Stato d´Israele. Il Vaticano (e
    non solo questo) ad esempio ha mostrato sempre dubbi sulla cosa, tanto da non
    riconoscere lo Stato d’Israele fino a pochissimo tempo fa.

    http://cronologia.leonardo.it/storia/mondiale/pales001.htm

  • idea3online

    13
    APRILE 1948 – Gerusalemme – Nasce il primo governo ebraico. L’Agenzia ebraica
    ha annunciato oggi ufficialmente la formazione di un gabinetto formato da 13
    membri;  un capo del governo e 12 ministri – che “costituirà l’organo
    centrale del progettato stato ebraico in Palestina. (Ib. ore 16.50).

    15
    APRILE 1948 – Il Cairo –  I CRISTIANI CONTRO LA SPARTIZIONE – Il
    Patriarca, i vescovi e i capi delle comunità religiose cristiane in Palestina
    hanno deciso di rendere noto alla Lega Araba che nell’interesse dei Luoghi
    Santi e dei Cristiani in Palestina, essi
    chiedono l’abbandono del progetto di spartizione
    . (Ib. ore 10.20)

    (Per la prima volta nella storia i
    cristiani si schierano con gli arabi – gli ex infedeli).

    Quindi non è vero che tutti
    gli Stati del mondo erano favorevoli al nuovo Stato d´Israele. Il Vaticano (e
    non solo questo) ad esempio ha mostrato sempre dubbi sulla cosa, tanto da non
    riconoscere lo Stato d’Israele fino a pochissimo tempo fa.

    14
    MAGGIO 1948 –  – TEL AVIV – GLI EBREI PROCLAMANO LO STATO DI ISRAELE
    – “La Costituzione dello Stato Ebraico è stata proclamata nel pomeriggio
    di oggi a Tel Aviv nel corso di una solenne cerimonia,. Il proclama ufficiale
    dice: “Noi membri del Consiglio nazionale che rappresenta il popolo
    ebraico in Palestina e il movimento ebraico nel mondo, riuniti in solenne
    assemblea nel giorno della scadenza del mandato britannico sulla Palestina, per
    virtù dei diritti naturali e storici del popolo ebraico, in forza della
    risoluzione dell’assemblea generale dell’Onu, proclamiamo la costituzione di
    uno stato ebraico in Palestina, che prenderà il nome di ISRAELE.” (Comun. Ansa, 14 maggio 1948, ore 16.45).
    NASCE IL GOVERNO d’ISRAELE – Gli Ebrei agiscono subito, senza aspettare l’ONU.
    Il Consiglio nazionale ebraico assume provvisoriamente funzioni di governo
    dello Stato di Israele. BEN GURION sarà il primo ministro e ministro della
    difesa (Ib. ore 22.00)”.

    BEN GURION riuscì a fare un distinguo sul movimento. Tutti gli ebrei della
    diaspora sparsi per il mondo erano sì “sionisti” cioè “Amici di
    Israele”, ma considerava sionisti in senso stretto soltanto gli ebrei che
    si erano trasferiti o si volevano trasferire in Palestina.
    Inutile dire che queste dispute di carattere politico e religioso (appoggiando
    il nuovo governo una o l’altra fazione) crearono divisioni dentro lo stesso
    stato di Israele mentre era in fase di realizzazione la grande opera concepita
    da Herzl.
    Ben Gurion  verrà poi eletto primo ministro prima  nel governo
    provvisorio  poi riconfermato in quello ufficiale. Ma le due fazioni
    continueranno reciprocamente nelle loro ostilità. La più moderata esprime dei
    dubbi su questa decisione, nel voler ignorare così ostentatamente una decisione
    dell’ONU. E che il nuovo Stato parte debole, è accerchiato dagli Arabi, e
    inizia a farsi nemici in tutto il mondo per lo schiaffo che si vuol dare alle
    Nazioni Unite. Ben Gurion, sicuro di sè, tranquillizza (sa di avere l’appoggio
    degli Stati Uniti, ma anche della Russia (sempre contro il colonialismo inglese
    in Medio Oriente)

    15 MAGGIO 1948 –  Stati Uniti . Il presidente Truman detiene il record nel
    riconoscimento del nuovo Stato; ha firmato il decreto con cui riconosce
    ufficialmente il nuovo stato ebraico in quanto autorità “de facto” in
    Terra Santa. – Ben Gurion, ha insomma avuto ragione. Ha dalla sua parte una
    grande potenza. (Ib. ore 02.40).

    E se Truman non decideva subito, era pronto Stalin, l’altra grande potenza
    che riconosce lo Stato d’Israele due giorni dopo, il 17 maggio, ovviamente in
    funzione del predominio britannico nel Medio Oriente. Gli altri stati si
    adeguano, non possono comportarsi diversamente. Salvo la Santa Sede, che non
    vuole ebrei in Terrasanta.

    http://cronologia.leonardo.it/storia/mondiale/pales001.htm

  • cardisem

    Ringrazio chi ha reso disponibile questo testo che è tutto da studiare. Ho aperto un link diretto dal mio blog Civium Libertas: Pagine nel cyberspazio numero di archiviazione: J02a, dove raccolgo pagine omogenee a questa e ringrazio chi me ne segnalerà altre.

    Alla cantonizzazione non ci avevo ancora pensato. A suo modo criminosamente geniale! Altro che Mengele, il quale pare fosse invece un buon uomo! Mi sembra perfettamente coerente con la testa di questi criminali ed il modello mi sembra analogo a quello delle “riserve indiane”, una istituzione nell’ambito del genocidio che ha preceduto di gran lunga Hitler e il nazismo. Mi sembra anche che questo piano si leghi anche al disperato bisogno di Israele di portare la guerra a tutto il Medio Oriente, imponendo in ogni paese “liberato” un governo fantoccio, cioè “democratico”, ognuno con tanto di basi militari Usa e trattati SOFA. Il modello questa volta non è l’America con i suoi indiani, ma l’Europa sconfitta nel 1945. Conosciamo tutti grosso modo la storia da allora in poi. Esiste anche un libro di Tony Judt al riguardo di oltre 1000 pagine. Ho letto tutto il libro con interesse ma poi il libro verso la fine smette nella narrazione ed esprime la filosofia della storia dell’autore, secondo il quale l’Europa deve forgiare la sua nuova identità tutta su Auschwitz ossia quel che sappiamo ciò significa. È ALLUCINANTE. Se il mondo arabo e musulmano saprà resistere a questo disegno criminale e totalitario, essi resisteranno anche per noi e sarà dai deserti asiatici che potremo guidare la nostra liberazione, almeno la liberazione della nostra coscienza e della nostra capacità di pensare con la nostra testa e senza un cervello lobotomizzato.

    La cantonizzazione ovvero il sistema delle riserve indiane per gli irriducibili non potrà funzionare se Israele se troverà accerchiato a sua volta da governi arabi ostili. Al momento il punto di maggiore resistenza è l’Iran. L’Egitto ha un governo corrotto. L’Iraq è liquidato. Gli emirati non hanno la democrazia, ma in compenso sono ubbidienti e alleati. L’osso duro resta l’Iran.

    La nostra parte in questa storia? Se non vogliamo essere solo spettatori impotenti dobbiamo recuperare tutta la nostra capacità di pensare e di far pensare, sapendo sventare le insidie che ogni giorno ci vengono tese appunto perché siamo delle sacche di pensiero indipendente.

    Antonio Caracciolo
    Civium Libertas

  • ElTano

    È un vero peccato che la lettura di un articolo così interessante debba essere ostacolata da una traduzione piuttosto grossolana. Capisco che i traduttori di questi articoli lavorano di solito gratis et amore dei ma, insomma, dovrebbero esserci dei limiti!

  • myone

    Come le riserve indiane? Guarda a caso, esse furono raggiunte, dominate, e ripartite, propio dagli europei. Gli usa sono la manifestazione universale del modo europeo, e del modo russo, come altri stati fra gli stati dell’ islam, lo sono stati fra loro.

    Cosi sembra che tutto il mondo sia paese, e che sviscerare di momento in momento, una situazione, quando fa parte di tante altre cose, sia letteratura.

    Se non ci fosse stato l’ americano, c’era pronto il russo. La storia non cambia, e l’ uomo e’ l ‘uomo.

    Da come si guarda e si considera, pure in italia c’e’ un governo fantoccio, c’era un governo fantoccio, e fra sx dx e centro, il fantoccio non ha mai preso la strada della befana, quella del rogo.

    Discutere e voler filosofare sotircamente, anche se pare a cose, serve a poco, quando, sulla e nella stessa casa dove viviamo, apportare un mutamento quando altri dieci se ne avvolgono per il contrario, sembra arduo e impossibile. Figuriamoci, quando il tutto si fa’ su storia ed eventi vari, che hanno mille sfacettature e mille situazioni su cui sono state e sono e saranno.

    Ora, dico a spanne e a millimetri, nel momento che isdraele ha voluto creare uno stato e si e’ basato su pochi e piccoli territori, l’ ammasso dei paesi arabi gli si e’ accollato addosso, non solo facendogli guerra, e perdendola, e non trovando un continuativo di soprafazzione all’ interno degli stessi stati che la guerra l’ hanno attuata e persa, ma hanno trovato all’ unisono, una dichiarazione di epurazione dello stato di sdraele e dell’ ebreo, da parte dei paesi arabi, degli arabi, degli islamici.

    E io dovrei darti del VOI?

    Non lo metto in dubbio, che ingiustizie sono state fatte, ma sono state fatte sia da una parte che dall’ altra, e se a gioco lungo, se cosi si puo’ chiamare, una parte e’ cresciuta e l’ altra si e’ affievolita, moderando la risposta araba-islamica mondiale, e questo a ragione e a rischio, avvalendosi dell’ appoggio della maggiore potenza mondiale, cio’ non toglie, che il rimanente riposto nel libano, sia il rimanente di una persuasione e di un intento, che ripropone e e’ partito con la medesima finalita’, per cui la parte isdraeliana viene criticata come parte nazzista e che vuole lo sterminio della razza araba-islamica.

    Penso a spanne. IL tutto e’ stato programmato. Piu’ si conosce il male, e piu’ quando esso si fa operare, lo si fa sempre piu’ in largo e in profondo. Qui sta la cosa. Cio’ non toglie il principio, che il male ( e non intendo il male in assoluto dove poi si fondano teorie razziste e di sterminio di razza), rimanga, anche se concentrato e liofilizzato in una zona, che di per se’, rappresenta tutto il contesto, partito dal secolo scorso sino ad oggi.

    Ancora sti razzi di latta. Vengo io a casa tua a picchiare a tutte le ore a scarpate sulla porta, e vediamo, quando ti ho esasperato, se te verrai a picchiare sulla mia porta, o mi picchi sul viso. Se dico che tua moglie e’ una puttana, non verrai certo a citarmi in giudizio dicendo che sono solo parole,e che di fatto non esiste nulla, ma mi citi per lesioni della persona e dell’ immagine e della morale che si viene a ledere del rispetto di questa persona e di chi rappresenta e di tutto quello che gli sta intorno.

    Vedo come chi, ostinatamente e ossessivamente, continua a prendere calci in faccia, ma del figli di puttana o della puttana a tua moglie la da’ sempre e in qualunque modo.

    Oggi dievano al tg, che hamas, ed hamas ha vinto le elezioni nel libano, e quindi rappresenta tutto il libano, ha dichiarato le medesime cose che ha dichiarato l’ islam arabo e gli stati confinanti che hanno mosso guerra su isdraele: morte algi ebrei e distruzione di isdraele.

    Gia’, ma la cosa e’ perche’ hano l’ embargo e perche’ gli bombardano. Si? E prima? E nel poi?

    Perche’ bombardano? Perche’ c’e rano sti razzi. E perche’ l’ embargo? Perche’ pensano e fanno sempre uguale.
    Se il pensare e’ un diritto e il dire pure, e e’ assecondato da fatti, gli altri non stanno certo a guardare, e se vai a cozzare con chi puo’ di piu’, le tue ragioni a razzi di latta o a bombe di tonellate, non hanno paragoni di nessun valore.

    Perche’ non fate un viaggio a ritroso, chiedendovi, perche’ i bombardamenti? Perche’ i razzi? Perche’ l’ embargo?, e a ritroso, trovare motivi e perche’, e farvene una ragione, perche’…. a sasso tratto, stare su un evento o no, ha poco valore. E difatti, un articolo va e un’ altro viene, frammentato da qualche altro articolo taglia pietanza.

    Vedo pure, che l’ intento di esporre una storia dettagliata nel comprendere veramente, non trova tanto mordente, e salvare i palestinesi, non trova nemmeno voce in nessun posto, e non parlo fra le nazioni, ma qui per quello che possiamo fare.

    Dicono che dividono il ibano in due parti, a partire dai posti dove di solito partivano le offensive dei razzi. Dicono che un terzo dei morti sono civili, e i due terzi? Dicono delle bombe al fosforo. Dategli delle atomiche agli arabi-islamici-palestinesi, ma ancora dal 48 o giu di li, e vediamo se non le avranno fatte brillare, o se non le fanno brillare di subito.

    Penso: se isdraele volesse epurare un popolo, lo avrebbe fatto gia’ da tanto tempo, in altri modi, e non come finale in questo modo, visto che, e’ sostenuta dalgi Usa, e oltre che (fregarsene), come dicono tanti, degli Usa stessi, fa quello che crede giusto, a pari passo delgi eventi e delle situazioni.

    Ditemi dell’ Irak. Usato dagli Usa per un suolo che enfatizzava il dominio del mondo e la distruzione degli usa, sotto trascinamento islamico religioso globale, come l’ iran. Che trova poi in un altro mussulmano islamico arabo, un dittatore del suo popolo, e invade il Q8, quando in quel tempo fa la voce grossa per il terrorismo, l’ annientamento di isdraele e delgi usa, e innalza il popolo mediorientale per la jad. Gli americani lo risparmiano, nella liberazione del Q8. e non possono tollerare che uno stato cosi si prenda brighe cosi. Ma poi, l’ animale alza la testa, e si fa patrocinatore e sostenitore del terrorismo. Che fai? Lo lasci fare? Ti lasci dare del figlio di puttana a suo di propaganda e a suon di fatti, quando propaganda e fatti fa forte un islam che copia e che si liberalizza con l’ annientamento di isdraele e delgi usa, e se potesse mette sotto i piedi pure un ‘ europa, che avrebbe pure da fargli pagare torti?

    Cosi, discorsi scollegati. Mi fermo qui. Poi, se volete rovesciare il tutto, dovete fare una sola cosa, e parlo per tutti, queli che da veri sostenitori delle cause e per il progresso umano e del tutto umano: andate in israele o andate in libano. partite a miliaia, uccidendo voi uccideranno pure il resto del mondo e alllora il mondo fara’ fermare la cosa. E allo stesso modo, andate in isdraele, e quando sarete fatti oggetto dai nativi arabi, o sarete ai confini con il libano o altri paesi, e sentirete che le medesimi asserzioni e finalita’, imputate agli isdraeliani, sono messe in chiaro e in fede dalgi stessi islamici, allora vedremo da che parte starete. Penso che la parte migliore sia quella di stare a casa propia.

    Il contenzioso e’ storico e di principio, fondato spesso su valenze di concetto spitituale e culturale. Isdraele per il fatto di sussistere e il diritto di esserlo, davanti all’ islam, non lo puo’. Il resto si trascina da solo. Vorrei che tutto il fumentato sul modo siaonista isdraeliano, il razzismo, il semitismo, l’ epurazione ecc ecc, fosse pure vagliato e visionato sul mondo islamico, non tanto sui fatti, che sono pure contestabili, ma sul terreno profondo dell’ essere, che e’ islamico.

    Che stiamo vedendo una parte di storia, e’ vero. Che la possimo impachettare come volgiamo, a seconda dei casi o dei punti di vista, presi sopratutto cosi nell’ insieme, e’ altrttanto sbalgiato.

    Vedo che qui, oltre che a dire qualcosa, non si fa un’ anamnesi dai principi, sia storici, sia dei fatti, sia di quello che puo’ una valenza, far perpretare, e che alla fine, diventa solo un oggetto-soggetto da condannare.

    Mi metto pure nell’ errore e nel torto, ma se volete mettere qui delle soluzioni, fatelo, e vediamo cosa comporteranno, se attuate. Credo che l’ islamico o l’ ebreo, rimbalzera’ come ridere da una parte all’ altra, e dentro di noi, vivano sia l’ uno che l’ altro.

    La storia umana, ha sempre posto questi temi. Si risolveranno da soli, non certo con le parole e nemmeno con i pensieri, ma con quello che ne uscira’. Pensare e dire, stanno sempre prima dei fatti. E pure questo non e’ mai da tenere come seconda considerazione.

    (sorry sempre. Non sono ne da una parte ne dall’ altra.) Gia’ ogni mattina quando mi sveglio, ho a che fare con 2-3 di me, a cui devo far fronte , figuriamoci, se ho tempo, spazio, forza, per far fronte ad altri o altro. E questo, a meno che non ne sia direttamente interessato. Ma anche fosse, sarei come prima. Cambiare un contesto fatto di mille, con qualche millesimo di buona volonta’, e’ sempre perdente, e l’ adattamento, rimane una forma vincente, quando lo spazio denro di me mi fa permettere di rendere le cose migliori, senza contendere, e partendo dal principio del pensiero. Quando il rpincipio sta’ nel suo tempo, il rpincipio sara’ pure parola che mettera’ ad effetto ragioni e smuovera’ le cose. Si vede che nel marasma dei concetti e dei pensieri, le cose sono come sono, frutto di tanti insiemi, che si evolveranno da soli. La vita e’ la morte, giusta o ingiusta che sia, si presentera’ sempre, pure nella nostra vita, nei nostri eventi, lasciandoci senza risposte e senza perche’.

  • essenziale

    Visto che sei tanto bravo, perché non ce la fornisci tu una traduzione migliore…

  • ElTano

    Non credo di aver utilizzato un tono offensivo nel mio intervento, pertanto mi riesce difficile capire, e meno ancora giustificare, l’aggressività della tua risposta. Dato che sono traduttore professionista, probabilmente è vero che potrei fornire una traduzione migliore, ma non era questo il senso delle mie parole. Cercherò di essere più chiaro: un italiano minimamente scorrevole può solo far del bene alla diffusione di un’informazione alternativa.

  • Tao

    LA BATTAGLIA DI GAZA? TUTTO DA MANUALE!

    (note tecniche su un ordinario massacro redatte da Antonio Camuso)

    Il riscatto di un esercito attraverso un mare di sangue innocente.
    La battaglia di Gaza, scritta da tempo con analoghe dimostrazioni di inutile forza e ferocia, quando sarà terminata, i giornali guerrafondai la titoleranno come quella in cui l’esercito israeliano ha avuto il suo riscatto (dopo la mancata vittoria di due anni fa contro Hezbollah, in Libano).

    Manovre da manuali di guerra urbana

    A Gaza , oggi si svolgono manovre da manuali di guerra urbana , già viste a Fallujha e affinate nella battaglia di annientamento che l’esercito libanese(appoggiato logisticamente da israeliani, americani, Germania e paesi arabi moderati) condusse contro alcune centinaia di miliziani di un gruppo armato arabo-palestinese Fatah al-islam , asserragliati l’estate del 2007 nel campo profughi palestinese di Nahr el bared

    Allora, i consiglieri americani reduci da Fallujha, furono determinanti nel condurre alla vittoria l’appena rinato LAF , l’esercito libanese, contro il piccolo e agguerrito gruppo guerrigliero che si era insediato nel campo profughi, sotto protezione ONU, alla periferia di Tripoli
    Un’operazione che dopo un inutile assedio, durato alcuni mesi, nel giro di pochi giorni portò allo sterminio dell’intero gruppo guerrigliero e di parte delle loro famiglie, donne e bambini compresi. Di questi ultimi, solo una sessantina furono graziati da una tregua umanitaria prima dell’ultimo assalto contro gli irriducibili del gruppo.
    Alla fine, dei circa 500 guerriglieri, la metà furono ammazzati, schiacciati direttamente sotto il cemento delle case e fortini dove resistevano, e fatti saltare impietosamente dai soldati libanesi con l’artiglieria, gli attacchi aerei, navali o sotto i cingoli dei carri. Solo un piccolo gruppo riuscì a rompere l’accerchiamento ma inseguito da gruppi palestinesi concorrenti e milizie falangiste fu anch’esso sterminato ( vedi http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/nahr-al-bared.htm)

    Sotto il silenzio assordante dell’ONU (che era di fatto il proprietario del campo profugh)i e sotto la cui protezione erano i 30.000 abitanti, di esso alla fine della battaglia non c’era un edificio lasciato indenne e 30.000 disgraziati furono deportati presso gli altri campi profughi palestinesi, senza avere la possibilità di riprendere le loro cose.
    Anche in quel caso la divisione tra i palestinesi, l’ostilità dei paesi arabi contro i gruppi islamici radicali e la paura che nei loro paesi si diffonda il radicalismo, fece sì che nessuno muovesse un dito per fermare questo ennesimo crimine mascherato da grande vittoria contro il “ terrorismo internazionale”
    Guerra da manuale

    Nella battaglia di annientamento di Gaza nulla è stato lasciato al caso:

    1) la fase informativa come ammesso dai vertici militari israeliani è durata mesi con l’utilizzo di mezzi altamente tecnologici appoggiati dalle informazioni di spie israeliane infiltrate che vivono da anni sotto falsa identità e palestinesi ostili ad Hamas e pronti a rendere la pariglia dopo la cocente sconfitta politica subita da Fatah

    2) fase addestrativa: utilizzando le tecniche moderne di guerra urbana sono state riprodotti ambienti urbani simili a quelli di Gaza in località segrete e lì addestrati i commandos e le truppe che in queste ore si stanno facendo tanto “onore”.( ricordiamo che anche l’esercito italiano da anni per le operazioni all’estero ha delle apposite aree addestrative in cui vengono riprodotti gli ambienti in cui i nostri militari inviati all’estero andranno ad operare ed ultimamente anche grazie a software particolari, l’addestramento per il combattimento urbano, per l’Esercito Italiano ha fatto passi da gigante).

    3) Fase logistica : i mezzi per l’attacco sono stati scelti con cura, il meglio dei carri armati , blindati, cannoni , aerei, elicotteri e velivoli robot. Una fiera dell’orrore che alla fine di questo massacro produrrà meglio di qualunque Army-Expo ricche commesse alle industrie armiere israeliane, americane ed occidentali.

    4) Fase aerea:anch’essa, secondo copione, ha selezionato all’inizio i bersagli grossi, infrastrutture civili e militari in maniera tale da gettare nel caos sia l’apparato militare di Hamas e degli altri gruppi di resistenza palestinese, dall’altro ha colpito la stessa popolazione civile che nel panico diminuisce le capacità di essere un valido sostegno logistico e psicologico alla resistenza armata. Nella seconda fase quella di terra, l’appoggio aereo è diretto a spianare ogni ostacolo all’avanzata dei tank

    5) Guerra psicologica e guerra terroristica: l’attacco alle famiglie dei dirigenti politici e militari di Hamas e della resistenza palestinese e la produzione di un alto numero di feriti tra i civili è un moltiplicatore di forza il cui uso da parte degli israeliani è quasi d’obbligo. Anche in questo caso portare al collasso le strutture mediche del campo di battaglia è un mezzo illecito ma che i generali massacratori di tutto il mondo sanno quanto sia importante attuarlo.

    6) Fase attacco di terra: dopo la sigillatura della sacca ogni battaglia di annientamento vuole che essa venga spezzettata in sacche più piccole ma che una volta divise non si ricompongano più E una fase necessaria per dividere il sistema logistico e di comando e controllo dell’avversario: ridurre le sue capacità di riorganizzarsi , di rifornirsi dai nascondigli principali di armi e rifornimenti, creare quindi il panico.

    7) Fase di logoramento. Questa fase sperimentata su Fallujha e su Nahr el Bared vuole che si proceda molto lentamente nella distruzione dei capisaldi di resistenza . In questa fase i mezzi corazzati israeliani, quelli che in altre guerre son stati capaci di fare centinaia di chilometri in poche ore e sbaragliare in sei giorni quattro eserciti arabi potentemente armati, invece si tramutano in lentissimi bulldozer che a colpi di artiglieria e di fosforo bianco e sotto la copertura dei bombardamenti aerei, spianano ogni edificio, ogni casamatta , ogni bunker. Ogni cunicolo sotterraneo va bonificato facendolo saltare in aria, seppellendo vivi civili o armati che vi abbiano trovato rifugio.
    Ormai nel combattimento urbano questa è l’attuale “tendenza” ed è la soluzione preferita insegnata nelle alte scuole di alta strategia che si preparano per analoghi scenari di guerra urbana. Sarà la tecnica che verrà usata fra non molti decenni nelle sterminate periferie delle megalopoli del post-crisi globale. Dal Cairo alle banlieu parigine, da Atene ai sobborghi di Napoli.
    Spianare… demolire…, non cascare nell’errore che fecero i russi a Grozny che si addentrarono tra le macerie di una città bombardata cadendo vittime della resistenza cecena. Non affrettarsi quindi e bonificare metro per metro poi, con apposite squadre di killer professionisti, tutte le macerie, eliminando ogni miliziano rimasto isolato o ferito. Nessuna possibilità di attacchi alle spalle deve essere lasciata al caso! La guerra contro gli Hezbollah lo ha insegnato e l’esercito israeliano ne ha tratto una lezione duratura.

    8) Fase SENZA PIETA’:ridotti in sacche sempre più piccole e costretti al convivere in mezzo a bambini e donne insanguinati e piangenti, il morale dei guerriglieri, salvo pochi casi, andrà in frantumi e la voglia di arrendersi in molti prevarrà. Per gli altri , salvo un miracoloso intervento diplomatico internazionale dell’ultima ora, non resterà altro che una difesa da suicidio di massa , lo stesso che abbiamo assistito a Nahr el Bared nel 2007 .

    Poche note invece si possono fare sulle capacità militari nel campo palestinese.
    A) l’assoluta mancanza di capacità nel contrasto aereo anche a bassa quota, ovvero antiarea convenzionale o uso di missili spalleggiabili di nuova generazione capaci di non essere neutralizzati dalle contromisure ECM e infrarosso è uno dei motivi principali dello spadroneggiamento israeliano su Gaza.

    B) L’uso “politico” di qualche missile buono solo per i fuochi d’artificio di fine d’anno rappresenta non un punto di forza bensì di estrema debolezza di Hamas. Grave in particolare l’incapacità del gruppo islamico, nella fase “attacco di terra “, di decidere di cambiare bersaglio e di dirigere il lancio dei razzi contro le concentrazioni di truppe israeliani e contro i parchi di artiglieria e non contro obbiettivi civili come le colonie.

    Questa ostinazione è, non solosuicidio politico, ma denota una totale ignoranza nell’uso della cosiddetta artiglieria missilistica. Questi ed altri errori di carattere politico e militare saranno messi sul piatto della bilancia quando alla fine di questo massacro il movimento di Hamas dovrà render conto a tutto il popolo palestinese ed Israele alla coscienza del mondo intero.

    ANTONIO CAMUSO
    Osservatorio sui Balcani di Brindisi
    [email protected]
    http://www.pugliantagonista/osservatorio.htm
    Brindisi 6 gennaio 2009