Home / ComeDonChisciotte / L’IDIOTA AMERICANO: UNA TRAGEDIA IN DIVENIRE

L’IDIOTA AMERICANO: UNA TRAGEDIA IN DIVENIRE

DI DOUG SODERSTORM

Come risultato del sordo impatto dell’11 settembre sulla nostra nazione, i giornalisti hanno scoperto la crescita, prossima alla paranoia, di una vendetta contro le persone che tentano di svelare comportamenti scorretti da parte del governo. In crescendo gli ufficiali governativi hanno iniziato a condannare individui per niente più che ragionevoli tentativi di informare il pubblico americano a riguardo: di come i militari abbiano sistematicamente abusato (torturato) detenuti stranieri; di come il governo abbia intenzionalmente nascosto l’evidenza che suggeriva un imminente attacco agli Stati Unititi da parte di Al Qaeda; di come i militari hanno iniziato una guerra contro i soldati che, in buona fede, sono stati portati a credere che era sbagliato combattere in una guerra che, in accordo con la legislazione internazionale, è illegale, e le ragioni per cui farla sono state costruite dal Presidente degli Stati Uniti; di come gli Stati Uniti abbiano 60 anni (1945-2005) di storia in cui hanno assassinato i leader stranieri che avevano scelto di non appoggiare gli obiettivi della politica estera governativa, iniziando così il rovesciamento di governi democratici propriamente eletti, e contemporaneamente sostenere brutali e autoritari dittatori, il tutto per riempire le casse dell’industria militare americana, un’ egregia forza imperialista con un solo scopo: conquistare il controllo dell’economia mondiale.Il risultato di questa politica è l’incarcerazione di molte di queste persone, accusate di essere traditori, di aver simpatizzato con il nemico, a cui è stato detto che la loro carriera è finita, e minacciati con la promessa di un ulteriore carcerazione. Di conseguenza, il 21 settembre 2005, i funzionari dell’immigrazione hanno proibito a Robert Fisk, un riconosciuto giornalista internazionale, di entrare negli Stati Uniti per tenere un discorso a Santa Fe in New Mexico, per il suo eccessivo tono critico contro la gestione della guerra in Iraq da parte dell’amministrazione Bush. Non c’è dubbio che una tale vicenda sia stata, e venga ripetuta, diverse volte nel nostro stato. Un altro episodio piuttosto triste per un presidente che ha scelto di fare con gli ideali di “libertà e democrazia!” che cita spesso, un così grande affare.


(Robert Fisk)

Ma ancora più vergognoso è il fatto che ci sono persone che sembrano non preoccuparsi che tali cose succedano nella nostra nazione, una folla piuttosto ignorante di nazionalisti che si sentono più a loro agio rimanendo indifferenti e facendo finta che tutto sia posto, gente apparentemente poco interessata ai fatti. Come scienziato del comportamento, sono addolorato da questa che appare come una pandemia di disinteresse per ciò che avviene nella nostra nazione.

Constatata l’elezione di George Walker Bush come nostro presidente, il paese ha mostrato chiaramente di volere come presidente una canaglia, un vero terrorista, uno che vuole fare il bullo con tutto il resto del mondo, piuttosto che una persona vera, uno che l’umanità può abbracciare come un uomo vero (qualcuno come Jimmy Carter), una persona impegnata a fare ciò che è meglio per il mondo (piuttosto che chò che è più conveniente per coloro che controllano il petrolio, gli armamenti, i farmaci, e le imprese di costruzioni), uno che desideri fare ciò che è necessario per creare un mondo più umano, un uomo di pace, giustizia, e amore. Sebbene noi affermiamo di essere una nazione cristiana, l’aver scelto Gorge Walker Bush come leader del nostro paese è uno scandalo incredibile, qualcosa che sbeffeggia il vero nome di colui la cui vita incarna ciò in cui abbiamo detto di credere.

Comunque, ora che sono ben oltre i settanta e prossimo alla pensione, sono arrivato alla conclusione che fondamentalmente il mondo fa schifo, e che sembra siano pochi ad avere il coraggio investigativo di guardare a fondo in cose che, se scoperte, distruggerebbero senza dubbio l’immagine che uno ha di una nazione che non può fare niente di sbagliato, una nazione che essi credono abbia in qualche modo ricevuto la benedizione di Dio. Così sono costretto a chiedermi; com’è che siamo diventati una nazione senza ragione, una società popolata da teste-morte, da lobotomizzati, un popolo che sembra non avere alcun desiderio di voler guardare oltre il sottile strato superficiale della vita?

Come scienziato comportamentale, si vede che una vasta parte delle popolazione nella nostra nazione ha scelto di rinunciare ad una qualità senza dubbio essenziale per una vita umana autentica: una responsabilità esistenziale a pensare con la propria testa, un bisogno ontologico di ignorare le banali preoccupazioni che occupano la mente di coloro che sono guidati dalla trivialità. Pare che tali individui siano diventati così vivamente preoccupati, follemente preoccupati da ciò che pensano gli altri, che hanno effettivamente rinunciato, attraverso un processo di preclusione mentale, alla capacità di ragionare da se stessi.
Essendo diventati così estremamente alienati dal centro del proprio essere, non hanno altra scelta se non quella di seguire il bisogno insano della folla di forgiare un attaccamento simbiotico con una società, che per tutti gli scopi pratici è diventata la base della loro stessa identità, il fondamento del loro vero essere. Fatto questo, l’immagine che si sono creati di loro stessi (ciò che credono di essere) è stata poi costruita pezzo a pezzo, ogni pezzo disconnesso dalla realtà, come la loro immagine della società. Così, desiderando un’immagine positiva di se stessi, sono rimasti con la sola possibilità di costruirsi un’immagine glorificata della società, un’immagine di ciò che desiderano sia la società, piuttosto di quella che, in realtà, si rivela essere. Qualcosa come aver scelto di crearsi una cornice protetta dall’io costruita sopra le sabbie mobili del vacuo pettegolezzo e delle pubbliche menzogne… un vero volo della fantasia al confine dell’assurdo!

Pochi sarebbero in disaccordo con l’affermazione che nella Germania di Hitler ci fu uno sforzo determinato ad imporre un lavaggio del cervello della popolazione affinché potesse supportare gli sforzi del Furher di conquistare il mondo. Comunque, cosa accadrebbe se uno dovesse suggerire che quasi lo stesso sta avvenendo negli Stati Uniti d’America, che c’è stata una determinata volontà attraverso l’influenza sociale delle nostre scuole, del governo, dei mass-media, delle chiese che frequentiamo, persino quella dei nostri stessi genitori, a spingerci a credere (proprio come Hitler) che il nostro paese ha ricevuto la benedizione di Dio, e a causa di ciò, noi abbiamo quindi non solo il diritto, ma più importante, attraverso l’utilizzo delle armi, la responsabilità divina di preoccuparci che il mondo sia acquiescente ai nostri bisogni e aspettative. Come Hitler negli anni 30 preparò i suoi cittadini ad accettare il controllo autoritario del regime nazista, qualcosa di simile sta forse accadendo negli Stati Uniti. Come Hitler indottrinò il suo popolo a credere che la Germania avesse il diritto di conquistare il mondo, Gorge Walker Bush “nel nome della libertà e della democrazia” sta probabilmente facendo la stessa cosa (preparando la popolazione Americana ad appoggiare la spinta imperialista della sua amministrazione a dominare il mondo).

Secondo il comportamento, è chiaro che i cittadini, dalla culla alla tomba, sono pronti a conformarsi ai dettami di chi è al potere, istruiti a non interrogarsi sulla validità di ciò che hanno da dire coloro che vorrebbero prendere il controllo delle nostre vite. La maggior parte degli americani non si rende conto che ciò di cui siamo nutriti dai vari notiziari (giornali e telegiornali) non è niente più che una descrizione di ciò che le potenti corporazioni (coloro che pagano gli stipendi di chi dirige i mass media) vogliono che noi crediamo, che ciò che fanno passare come educazione spesso non è che mera propaganda (ad esempio che gli Americani sono sempre i buoni e gli altri i cattivi), che ciò che impariamo in chiesa può veramente avere poco a che fare con la verità, che ciò che ci insegnano i nostri genitori può non essere altro che la somma dei loro pregiudizi… senza dubbio una sottile modificazione di ciò che gli hanno insegnato i loro genitori. E attraverso un simile processo i governi e le nazioni nel modo mantengono il controllo su ciò che i cittadini credono, apprezzano, e fanno.

Ovviamente, nella nostra società, la maniera principale in cui siamo controllati, il modo in cui la maggior parte di noi è costretta a “stare in linea”, è attraverso la minaccia del licenziamento. Qualcosa del tipo: se sei interessato a mantenere la tua carriera, e vorresti mantenere il tuo posto di lavoro, allora sei tenuto a tenere in considerazione le seguenti cose per assicurare il tuo datore di lavoro che meriti il tuo posto; sposati e fai un paio di figli, diventa membro di qualche club (come i Lions Club, il Kiwanis Club, o il Rotary), sii un buon capitalista, sii un cittadino patriottico che ama il suo paese, e fai attenzione a frequentare una chiesa locale cosicché tutti sappiano che credi in Dio onnipotente. Comunque, se per qualunque ragione, tu decidessi che vuoi diventare un ribelle, che vuoi iniziare a ragionare con la tua testa, allora è meglio che ti prepari ad avere un po’ di guai, perché ci sono ragionevoli possibilità che tu venga licenziato! Vedi, in America, c’è una regola spannometrica sul mondo del lavoro che in sostanza dice che chi fa ciò che gli viene detto di fare ha buone possibilità di mantenere il posto, mentre chi ragiona da solo, tende a opporsi al sistema, e finisce senza un lavoro, senza potere, e lasciato a lottare da solo nei meschini meandri della società.

Ma perché? Perché devono accadere queste cose? Perché la splendida America, terra della libertà, dovrebbe fare una tale cosa orribile ai suoi cittadini? La risposta è piuttosto semplice: sapendo che la conoscenza è potere, il segreto è controllo, vagliando il flusso in uscita delle informazioni, assicurandosi che i cittadini sappiano niente di più di ciò che si suppone debbano sapere, assicurandosi che restino relativamente disinformati, assicurandosi che gli venga dato solo il necessario perché possano tirare avanti, pacificamente accettino la premessa che sono ben informati, e che hanno la corretta idea di ciò che sta accadendo. È quindi necessario che il governo impedisca alla popolazione di conoscere la verità. Metti in loro la paura di Dio quanto basta affinché non mettano in dubbio ciò che gli è stato detto di credere. Vedi, coloro che sono al potere potranno affermare che vogliono i loro cittadini ben istruiti, ben informati su ciò che sta succedendo, in realtà, questo non è proprio il caso.
Poniti questa domanda: cosa accade a coloro di noi (professori, predicatori, filosofi, scrittori, giornalisti) che non “stanno in riga”, il cui intento è di proporre vie alternative di guardare al mondo?

Guarda cos’è successo a Gesù Cristo, Martin Luther King, Mohandas Gandhi, perfino Socrate. Voglio dire, in questo momento, chi fra di noi ha intenzione di essere crocifisso, assassinato, costretto a bere la cicuta…. chi vuole rischiare di perdere il proprio posto di lavoro, la possibilità di mettere del cibo sul tavolo per la propria famiglia? In ogni caso, proprio se non mi credete, provate questo per controllare… la prossima volta che andate al lavoro dite al capo che siete degli infedeli (che siete cresciuti e non credete più in Dio), che avete deciso di diventare dei socialisti (che fondamentalmente il capitalismo fa schifo), che non ve ne frega un cazzo della vostra patria (che avete deciso di diventare un ribelle, un partecipante attivo delle proteste contro la guerra) e poi vedete cosa succede. Afferrate il punto?

(Camilo Mejia)

Ci sono molti (Robert Fisk, Cindy Sheehan, Sybil Edmunds, Bunnatine Greenhouse, Coleen Rowley, Captain Ian Fishback, Col. Anthony Shaffer, Kevin Benderman, Jeremy Hinzman, Brandon Hughey, Camilo Mejia, fra gli altri) che hanno dimostrato il coraggio di rischiare il proprio posto di lavoro, le loro carriere, la loro reputazione, i loro matrimoni, il loro benessere, la prigione, e in alcuni casi la loro stessa salute. Ma la cosa triste è che per ogni eroe che c’è la fuori, ci sono letteralmente migliaia di cittadini (quelli che senza alcun dubbio si considerano persone coscienziose, gran lavoratori che credono sinceramente in Dio e sono leali servitori dello stato) che ancora, per qualunque ragione, detestano uomini e donne come coloro che hanno dimostrato la fibra morale per mettere la loro vita sulla linea del fuoco per nessun’altra ragione che per sostenere ciò che giusto, per la volontà di dire a tutti, a chiunque voglia ascoltare, che è di gran lunga la cosa migliore sacrificare la propria vita cosicché gli altri possano vedere, piuttosto che scegliere di rimanere in silenzio assicurando la cieca pretesa che tutto vada bene, che non c’è niente da preoccuparsi, che il Grande Fratello senza alcun dubbio si prenderà cura di noi se solo semplicemente terremo la bocca chiusa e facciamo esattamente ciò che ci viene detto di fare.

Poscritto: la cosa più pericolosa che si possa fare è dire la verità …. e la condanna per questo, in un modo o nell’altro è sempre la morte!

Doug Soderstrom è uno psicologo di Wharton, nel Texas.

Fonte: www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/views05/1017-28.htm
17.10.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FABIANO TUROLDO

Pubblicato da Davide

  • sgammati

    e ci stiamo prendendo questi americani come esempio di società…

    che tristezza

  • Zret

    teodori, magdi, zucconi… vi ostinate ancora a chiamarla democrazia, quando nel migliore dei casi è una plutocrazia.