LETTERA APERTA A PAOLO FRANCESCHETTI

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI LUIGI CORVAGLIA

Caro Franceschetti, chi scrive è persona nota per il proprio scetticismo e oggetto di critiche per la proprie tendenze dietrologiche. Da libertario (sui generis ), infatti, diffido di ogni forma di potere e mi interesso di “criptocrazia”. Da psicoterapeuta mi interesso di simboli. Tanto premetto affinché lei non pensi di essere oggetto delle critiche di un fondamentalista dello sguardo superficiale e del pensiero qualunquista. E’ però nelle stesse vesti – cioè di libertario e di psicologo – che sento di dovere sottolineare alcune cose. Da clinico della psiche, infatti, noto nelle sue argomentazioni un tipo di logica basato sul disinnesco della legge della implicazione (“se p ne deriva q”), tipica della soluzione paranoide, che rende infalsificabile qualunque affermazione.

Questa strategia crea una immunizzazione delle sue teorie a qualunque invalidazione. Ma una teoria infalsificabile, disse Popper, è inutile. Io aggiungo che, nella tematica specifica, è anche pericolosa, perché mescolare spunti di grande interesse – ad esempio l’ipotesi, che ho sempre condiviso con lei , della connotazione rituale del delitto di Perugia o quelli del mostro di Firenze– a inverosimili salti nel buio della teoria infalsificabile rischia di disinnescare anche i molti elementi di verità di quanto scrive. Una teoria che spiega tutto, alla fine non spiega niente. Mi lancio in un esempio.

Possiamo dire che gli ottimisti anni ’60 finiscono nel 1969 (1+9+6+9= 25=2+5= 7, numero simbolico, come ben sa) con l’eccidio rituale di Charles Manson detto “Satana”. Visto che sono bravo anch’io? Già. Ma quello stesso anno venne pubblicato l’album “Abbey Road” dei Beatles con la celeberrima fotografia in copertina che avvalorò la “Paul is dead conspiracy”. In pratica, si tratta della balzana idea – che lo stesso McCartney definì ironicamente “esagerata” – che questi fosse morto in un incidente stradale e che quello che all’epoca cantava e suonava il basso nei Beatles fosse un sosia. Infatti, la foto è piena di “indizi”: i quattro recitano un corteo funebre, Paul è scalzo come lo sono le salme nella cultura celtica, ha la sigaretta nella mano destra pur essendo mancino, non è al passo con gli altri e la macchina sullo sfondo è targata “28 IF”, cioè “28 Se”, cioè gli anni di Paul se questi fosse stato vivo. Alla luce dei suoi articoli, posso ora aggiungere anche che la foto è stata scattata il 30 Gennaio 1969 (3+0+1+1+9+6+9= 29= 2+9= 11!) . Tra l’altro, il 30 Gennaio è anche la data dell’omicidio del piccolo Samuele a Cogne (oltre che – tremate – il mio compleanno!). Tutto è verificabile. Ma non è la verificabilità il criterio della scienza, è, ripetiamo con Popper, la possibilità di falsificare le teorie. Bene, per quanto la cosa fosse notoriamente una bufala di enorme calibro, non mi sembra affatto che sia meno inverosimile delle ipotesi che le iniziali RC di Rifondazione Comunista siano l’acronimo della Rosa Rossa, che il povero Simone Cristicchi avrebbe vinto San Remo con una canzone dedicata alla stessa setta, perché il suo nome (“che richiama Cristo”) richiamerebbe i Rosacroce e il testo rimanderebbe ad un romanzo, “Il maestro di Margherita” e, come lei dice, “Margherita è il nome di Santa Rita, ovverosia proprio di quella Santa che, nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, indica la Rosa Rossa”. Molto più plausibile la teoria che Paul sia veramente morto, soprattutto a giudicare dal valore di quanto ha prodotto dopo i Beatles! Per non parlare di quando dice che “non è un caso che il cronista del TG5 che si occupa di Meredith si chiami Remo Croci. Oppure che dopo la strage da sette morti sull’autostrada – non sarà definito anche il numero dei morti? (NdR) -,avvenuto quest’estate l’ 8.8.2008, i TG abbiano poi intervistato un camionista che si chiamava Massone”. Sic! Non è un caso, allora, che il maggiolone di Abbey Road fosse targato “28 If”. Si potrebbe continuare con gli errori nel tema di maturità del 2008 che sarebbe un segnale via media per gli affiliati della combriccola. Questa assomiglia molto ai deliri dei paranoici riguardo alle trasmissioni televisive. Una teoria che spiega tutto, non spiega niente. Il fatto che gli indizi possano coincidere con la teoria non vuol dire affatto che la teoria sia vera. Ha mai pensato che nel notissimo caso del dollaro USA in cui, fra le altre cose, si nota la ridondanza del numero 13, il fatto che gli stati originari fossero tredici potrebbe aver rivestito un qualche ruolo? Si, ma la Rivoluzione Francese, quella americana, Washington (l’uomo e la città)? E allora? Io ci aggiungo anche l’ Illuminismo. Tutta roba buona, direi. E la P2? Lei rimanda. Risponde Gustavo Raffi che la P2 sta alla massoneria come le BR al PCI.

E’ facile utilizzare dati di realtà relativi a responsabilità oggettive di un attore storico per addossargli responsabilità fantasmatiche.

Insomma, non è il caso di considerare incontrovertibili i dati che presenta. Ciò è particolarmente vero se pensiamo che lei, non di rado, poggia le sue affermazioni su terreni già malfermi, a voler essere teneri. Mi spiego meglio. Un suo costante riferimento bibliografico è il famigerato e onnipresente libro “La faccia occulta della storia” di tal Epiphanius. Sa chi si cela dietro questo pseudonimo, chi è l’autore del testo più frequente nei siti dell’estrema destra e del cattolicesimo integralista? E’ Piero Mantero, creatore della rivista “Il segno del soprannaturale” , vicina ad ambienti carismatici estremi, e responsabile delle famose “croci di Dezulè” che infestano i prati italiani su commissione della veggente M. Aumont. Sulla sua rivista, Mantero predica un anti-rivoluzione alla De Maistre contro ogni ipotesi di libera scelta individuale e, nel libro che fa bella mostra di sé nella sua libreria come in quella di tanti sinistri e alternativi, dice che “Il temporalismo ebraico è continuamente rimesso a punto…I protocolli dei Savi di Sion sono una di queste rimesse a punto, parallela all’elaborazione del piano sinarchico”. Da libertario, non posso che provare più simpatia per gli ideali di libertà, uguaglianza, fratellanza e tolleranza che hanno prodotto la modernità.

Altro suo riferimento, il “criminologo” Cosco, al quale dedica anche un articolo in coabitazione con Rino Gaetano. Giuseppe Cosco, detective privato, ufologo, grafologo, esoterista, lettore della mano e ipnotista, collaboratore della rivista di Mantero-Epiphanus, fonde in unico calderone, come scrive Miguel Martinez, “la Madonna di Fatima, la congiura giudaico-massonica che avrebbe permesso la rivoluzione russa, l’astrologia, le terribili profezie su Roma, la tesi secondo cui il cancro altro non sarebbe se non un fungo, 160 tonnellate di luce che ogni giorno ci bombarderebbero dal sole inducendo infarti e suicidi, la storia segreta dell’ AIDS, la pedofilia attribuita ad apprendisti stregoni travestiti da scienziati a loro volta associati agli illuminati di Baviera” e molte altre amenità. Insomma, se bizzarri possono apparire i riferimenti culturali e i riti di certe conventicole a cui si usa attribuire ogni nefandezza della storia seguente la discesa dall’australopiteco dagli alberi, avere idea di quale sia il brodo di coltura da cui provengono le teorie “incontrovertibili” utilizzate a conferma di questa teoria può essere utile per valutare la fiducia da accordarvi. Se quanto rilevato non bastasse, menzione speciale merita la sua prediletta Gabriella Pasquali Carlizzi. Lei sa bene, ma forse non tutti i suoi lettori, che la signora, già condannata per diffamazione per le fantasiose affermazioni che coinvolsero, fra gli altri, Alberto Bevilacqua, dirige un cenacolo di visionari cristofili pseudo fondamentalisti carismatici condannati dal vicariato della Diocesi di Roma il cui fondatore, Padre Gabriele, le manda regolarmente messaggi apocalittici dall’oltretomba. Sempre quando non è disponibile la Madonna, Gesù o Mosè. Questi i suoi informatori degni di fiducia. E quando ardisce a presentare i dati come indiscutibili? Credo che possano bastare due esempi. Il primo, riguarda i papi rosacroce, cioè anticristiani. Sarebbero Paolo VI e Giovanni XXIII. Lei suggerisce di approfondire l’argomento sul sito di “Chiesaviva” e di leggere i libri di Don Luigi Villa, quello di Radio Maria. Molto scientifico e assolutamente neutrale in materia di massoneria. La cosa si fa grottesca nell’altro caso, quando dice che “se vogliamo attenerci a fonti certe” la massoneria ha ideato tre guerre mondiali per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale, come scritto nel carteggio fra Giuseppe Mazzini e Albert Pike. Carteggio mitico che nessuno ha mai visto! Però lei si premura di avvertire che “il carteggio fra Mazzini e Pike è a pag. 165 del libro “Massoneria e sette segrete. La faccia oscura della storia” (il libro di cui già si è detto….).

In definitiva, nel suo pur pregevole lavoro di ricerca e dal suo prezioso sito che, come avrà visto, seguo con attenzione, lei rischia di mescolare perle di splendente verità con la pura melma del pregiudizio e della paranoia. Ciò rischia, non solo di invalidare il meglio del suo lavoro, ma anche di fare il gioco di quegli ambienti culturali che, lo so, lei, come me, osteggia.

Saluti.

Luigi Corvaglia
26.11.08

Vedi anche: Risposta a Luigi Corvaglia

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