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LETTERA APERTA A PAOLO FRANCESCHETTI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI LUIGI CORVAGLIA

Caro Franceschetti, chi scrive è persona nota per il proprio scetticismo e oggetto di critiche per la proprie tendenze dietrologiche. Da libertario (sui generis ), infatti, diffido di ogni forma di potere e mi interesso di “criptocrazia”. Da psicoterapeuta mi interesso di simboli. Tanto premetto affinché lei non pensi di essere oggetto delle critiche di un fondamentalista dello sguardo superficiale e del pensiero qualunquista. E’ però nelle stesse vesti – cioè di libertario e di psicologo – che sento di dovere sottolineare alcune cose. Da clinico della psiche, infatti, noto nelle sue argomentazioni un tipo di logica basato sul disinnesco della legge della implicazione (“se p ne deriva q”), tipica della soluzione paranoide, che rende infalsificabile qualunque affermazione.

Questa strategia crea una immunizzazione delle sue teorie a qualunque invalidazione. Ma una teoria infalsificabile, disse Popper, è inutile. Io aggiungo che, nella tematica specifica, è anche pericolosa, perché mescolare spunti di grande interesse – ad esempio l’ipotesi, che ho sempre condiviso con lei , della connotazione rituale del delitto di Perugia o quelli del mostro di Firenze– a inverosimili salti nel buio della teoria infalsificabile rischia di disinnescare anche i molti elementi di verità di quanto scrive. Una teoria che spiega tutto, alla fine non spiega niente. Mi lancio in un esempio.

Possiamo dire che gli ottimisti anni ’60 finiscono nel 1969 (1+9+6+9= 25=2+5= 7, numero simbolico, come ben sa) con l’eccidio rituale di Charles Manson detto “Satana”. Visto che sono bravo anch’io? Già. Ma quello stesso anno venne pubblicato l’album “Abbey Road” dei Beatles con la celeberrima fotografia in copertina che avvalorò la “Paul is dead conspiracy”. In pratica, si tratta della balzana idea – che lo stesso McCartney definì ironicamente “esagerata” – che questi fosse morto in un incidente stradale e che quello che all’epoca cantava e suonava il basso nei Beatles fosse un sosia. Infatti, la foto è piena di “indizi”: i quattro recitano un corteo funebre, Paul è scalzo come lo sono le salme nella cultura celtica, ha la sigaretta nella mano destra pur essendo mancino, non è al passo con gli altri e la macchina sullo sfondo è targata “28 IF”, cioè “28 Se”, cioè gli anni di Paul se questi fosse stato vivo. Alla luce dei suoi articoli, posso ora aggiungere anche che la foto è stata scattata il 30 Gennaio 1969 (3+0+1+1+9+6+9= 29= 2+9= 11!) . Tra l’altro, il 30 Gennaio è anche la data dell’omicidio del piccolo Samuele a Cogne (oltre che – tremate – il mio compleanno!). Tutto è verificabile. Ma non è la verificabilità il criterio della scienza, è, ripetiamo con Popper, la possibilità di falsificare le teorie. Bene, per quanto la cosa fosse notoriamente una bufala di enorme calibro, non mi sembra affatto che sia meno inverosimile delle ipotesi che le iniziali RC di Rifondazione Comunista siano l’acronimo della Rosa Rossa, che il povero Simone Cristicchi avrebbe vinto San Remo con una canzone dedicata alla stessa setta, perché il suo nome (“che richiama Cristo”) richiamerebbe i Rosacroce e il testo rimanderebbe ad un romanzo, “Il maestro di Margherita” e, come lei dice, “Margherita è il nome di Santa Rita, ovverosia proprio di quella Santa che, nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, indica la Rosa Rossa”. Molto più plausibile la teoria che Paul sia veramente morto, soprattutto a giudicare dal valore di quanto ha prodotto dopo i Beatles! Per non parlare di quando dice che “non è un caso che il cronista del TG5 che si occupa di Meredith si chiami Remo Croci. Oppure che dopo la strage da sette morti sull’autostrada – non sarà definito anche il numero dei morti? (NdR) -,avvenuto quest’estate l’ 8.8.2008, i TG abbiano poi intervistato un camionista che si chiamava Massone”. Sic! Non è un caso, allora, che il maggiolone di Abbey Road fosse targato “28 If”. Si potrebbe continuare con gli errori nel tema di maturità del 2008 che sarebbe un segnale via media per gli affiliati della combriccola. Questa assomiglia molto ai deliri dei paranoici riguardo alle trasmissioni televisive. Una teoria che spiega tutto, non spiega niente. Il fatto che gli indizi possano coincidere con la teoria non vuol dire affatto che la teoria sia vera. Ha mai pensato che nel notissimo caso del dollaro USA in cui, fra le altre cose, si nota la ridondanza del numero 13, il fatto che gli stati originari fossero tredici potrebbe aver rivestito un qualche ruolo? Si, ma la Rivoluzione Francese, quella americana, Washington (l’uomo e la città)? E allora? Io ci aggiungo anche l’ Illuminismo. Tutta roba buona, direi. E la P2? Lei rimanda. Risponde Gustavo Raffi che la P2 sta alla massoneria come le BR al PCI.

E’ facile utilizzare dati di realtà relativi a responsabilità oggettive di un attore storico per addossargli responsabilità fantasmatiche.

Insomma, non è il caso di considerare incontrovertibili i dati che presenta. Ciò è particolarmente vero se pensiamo che lei, non di rado, poggia le sue affermazioni su terreni già malfermi, a voler essere teneri. Mi spiego meglio. Un suo costante riferimento bibliografico è il famigerato e onnipresente libro “La faccia occulta della storia” di tal Epiphanius. Sa chi si cela dietro questo pseudonimo, chi è l’autore del testo più frequente nei siti dell’estrema destra e del cattolicesimo integralista? E’ Piero Mantero, creatore della rivista “Il segno del soprannaturale” , vicina ad ambienti carismatici estremi, e responsabile delle famose “croci di Dezulè” che infestano i prati italiani su commissione della veggente M. Aumont. Sulla sua rivista, Mantero predica un anti-rivoluzione alla De Maistre contro ogni ipotesi di libera scelta individuale e, nel libro che fa bella mostra di sé nella sua libreria come in quella di tanti sinistri e alternativi, dice che “Il temporalismo ebraico è continuamente rimesso a punto…I protocolli dei Savi di Sion sono una di queste rimesse a punto, parallela all’elaborazione del piano sinarchico”. Da libertario, non posso che provare più simpatia per gli ideali di libertà, uguaglianza, fratellanza e tolleranza che hanno prodotto la modernità.

Altro suo riferimento, il “criminologo” Cosco, al quale dedica anche un articolo in coabitazione con Rino Gaetano. Giuseppe Cosco, detective privato, ufologo, grafologo, esoterista, lettore della mano e ipnotista, collaboratore della rivista di Mantero-Epiphanus, fonde in unico calderone, come scrive Miguel Martinez, “la Madonna di Fatima, la congiura giudaico-massonica che avrebbe permesso la rivoluzione russa, l’astrologia, le terribili profezie su Roma, la tesi secondo cui il cancro altro non sarebbe se non un fungo, 160 tonnellate di luce che ogni giorno ci bombarderebbero dal sole inducendo infarti e suicidi, la storia segreta dell’ AIDS, la pedofilia attribuita ad apprendisti stregoni travestiti da scienziati a loro volta associati agli illuminati di Baviera” e molte altre amenità. Insomma, se bizzarri possono apparire i riferimenti culturali e i riti di certe conventicole a cui si usa attribuire ogni nefandezza della storia seguente la discesa dall’australopiteco dagli alberi, avere idea di quale sia il brodo di coltura da cui provengono le teorie “incontrovertibili” utilizzate a conferma di questa teoria può essere utile per valutare la fiducia da accordarvi. Se quanto rilevato non bastasse, menzione speciale merita la sua prediletta Gabriella Pasquali Carlizzi. Lei sa bene, ma forse non tutti i suoi lettori, che la signora, già condannata per diffamazione per le fantasiose affermazioni che coinvolsero, fra gli altri, Alberto Bevilacqua, dirige un cenacolo di visionari cristofili pseudo fondamentalisti carismatici condannati dal vicariato della Diocesi di Roma il cui fondatore, Padre Gabriele, le manda regolarmente messaggi apocalittici dall’oltretomba. Sempre quando non è disponibile la Madonna, Gesù o Mosè. Questi i suoi informatori degni di fiducia. E quando ardisce a presentare i dati come indiscutibili? Credo che possano bastare due esempi. Il primo, riguarda i papi rosacroce, cioè anticristiani. Sarebbero Paolo VI e Giovanni XXIII. Lei suggerisce di approfondire l’argomento sul sito di “Chiesaviva” e di leggere i libri di Don Luigi Villa, quello di Radio Maria. Molto scientifico e assolutamente neutrale in materia di massoneria. La cosa si fa grottesca nell’altro caso, quando dice che “se vogliamo attenerci a fonti certe” la massoneria ha ideato tre guerre mondiali per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale, come scritto nel carteggio fra Giuseppe Mazzini e Albert Pike. Carteggio mitico che nessuno ha mai visto! Però lei si premura di avvertire che “il carteggio fra Mazzini e Pike è a pag. 165 del libro “Massoneria e sette segrete. La faccia oscura della storia” (il libro di cui già si è detto….).

In definitiva, nel suo pur pregevole lavoro di ricerca e dal suo prezioso sito che, come avrà visto, seguo con attenzione, lei rischia di mescolare perle di splendente verità con la pura melma del pregiudizio e della paranoia. Ciò rischia, non solo di invalidare il meglio del suo lavoro, ma anche di fare il gioco di quegli ambienti culturali che, lo so, lei, come me, osteggia.

Saluti.

Luigi Corvaglia
26.11.08

Vedi anche: Risposta a Luigi Corvaglia

Pubblicato da Davide

  • Duffy

    una sola domanda mi sorge spontanea

    chi definisce il confine tra cosa è giusto che sia oggetto di indagine… e cosa invece è “pura melma del pregiudizio e della paranoia” e quindi non va indagata ?

    su certe cose si ragiona per stereotipi e per concetti acquisiti come pre-costituiti

    siamo cosi’ certi che l’attuale pensiero collettivo che etichetta come “non degno di indagine” certe cose sia assolutamente perfetto e nel giusto ?

  • mirko1313

    Splendido post, sono d’accordo con l’autore, soprattutto nel mettere in luce l’intestardirsi di Franceschetti nel tantativo di ricondurre ad un’unica causa tutti i mali del mondo. Così come in una partita a scacchi si avvicina di più alla vittoria chi cerca debolezze nella propria strategia così chi vuole avvicinarsi alla “verità” dovrebbe continuamente mettere in discussione le proprie convinzioni, non andare alla disperata ricerca di indizi che avvalorino le proprie tesi.

  • ilBarone

    Quest’articolo rileva dubbi reali mescolati a preconcetti ideologici. se è vero che franceschetti si inerpica con una certa imprudenza su affermazioni indimostrabili (ed a volte un pò semplicistiche) è vero anche che l’autore di questo post rifiuta fonti solo perchè non ne condivide il contenuto ‘ideologico’.

    Non solo la discussione sui ‘protocolli’ è stata chiusa ‘d’ufficio’ dai detentori della criptocrazia (ma ce ne sarebbe da dire sulle vere fonti ‘primarie’), ma il tomo di Epiphanius riporta (a parte qualche scivolone) una serie di documenti e tesi ‘inoppugnabili’.

    Mi spiace, ma così non se ne esce…..

  • GabriellaCarlizzi

    A LUIGI CORVAGLIA.
    Egregio Signore, la invito cortesemente ad astenersi da commenti diffamatori e calunniosi nei confronti della mia persona.
    Mi stupisco di tale suo comportamento, atteso che chi come lei, e giustamente, non parla senza prima documentarsi alla fonte e non la fonte della maldicenza, ma la fonte di cui si pretende di parlare, mi stupisco che lei non mi abbia chiesto se le sue affermazioni pubbliche rispondono a verità oppure sono la conseguenza di “sentito dire” nell’ambito di attacchi strumentali alla sottoscritta.
    Mi farebbe estremo piacere riceverla presso la mia redazione, mostrarle i documenti che attestano le falsità da lei profuse sul mio conto, ed ottenere da lei scuse pubbliche nell’ambito di una rettifica che una persona per bene non esiterebbe a fare.
    Mostri il suo essere un galantuomo, e le ripeto, venga presso il mio studio ed estragga copia degli atti giudiziari che attestano la realtà dei fatti.
    Mi dispiace che questo sito consenta diffamazioni sul conto di terze persone, tuttavia ho già provveduto a trasmettere ai miei legali la sua lettera aperta al professor Franceschetti, onde tutelare la mia immagine nelle parti della stessa lettera che la ledono gravemente.
    Gabriella Pasquali Carlizzi

  • robertom1976

    Spregevole e infamanti le sue accuse verso Giuseppe Cosco che essendo morto no può nenache difendersi, basta questo per far capire a qualunque persona dotata di intelligenza il suo fine offensivo e il fatto di scrivere sotto dettatura . Complimenti per il buon gusto

  • Stopgun

    Non mi mettete in discussione Franceschetti, Cosco, Martinez e la Carlizzi.

    Leggete quello che dicono e valutatelo.
    Se li leggete bene c’è qualcosa in più rispetto alla gran massa degli altri “portatori di verità”(gatekeppers).

    Se non vi piaccono, non li leggete; ma, per favore, niente polemiche inutili.

  • reza

    666 !

    16 – Inoltre faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla fronte,
    17 – e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome.
    18 – Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

    (apocalisse di Giovanni)

    Ora! se la matematica non è un’opinione:

    5+7+18+15+5+7 ( G e o r g e)

    23+1+12+11+5+18 ( W a l k e r)

    2+21+19+8 ( B u s h)

    la somma di tutto è 177:

    177 = 1+7+7 = 15 = 1+5 = 6

    questo è il primo dei tre 6.

    la data di nascità di Goerge W. Bush è 6 luglio 1946 quindi;

    6+7+1+9+4+6 = 33 =3+3= [6]

    ed ecco il secondo 6.

    per il terzo 6, si sa che l’anticristo lotta per conquistare tutto il mondo e consegnarlo a satana cioé, alle forze del male, ebbene, il primo passo verso tale obiettivo, G.W.Bush lo ha compiuto quando diventò il governatore di Texas:

    è diventato governatore il giorno 8 novembre 1994 quindi:

    8+1+1+1+9+9+4 = 33= 3+3 = [6]

    La stessa cosa si ripete quando G.W.Bush è diventato presidente degli stati uniti in data 20 Gennaio 2001:

    2+0+1+2+0+0+1= [6]

    George è composto di 6 lettere, Walker anche, come anche Bushjr o lo stesso Bush che viene dalla radice tedesca Busche.

    Eccovi il numero 666.

    Ma non finisce qui;

    quando George Buhs jr è entrato in politica, il primo vero comizio lo ha fatto in una riunione dei satanisti di newhampshire, la cosa fini sulla stampa nazionale in America e fece molto scalpore mentre molti satanisti , almeno dieci volte quei satanisti, hanno potuto festeggiare la sua ascesa alla presidenza deli stati uniti non appena fu eletto, festa in cui ha partecipato lui in persona.

    Se avete ancora dubbi potete rivolgervi al calcolo delle probabilità ma vi posso fornire il risultato che potete ottenere, per la calcolatrice elettronico , la possibilità di una combinazione dei 6 in una essere umano e i suoi dati è di 000/000/000/100 ovvero uno su cento miliardi, comunque non serve granché rivolgersi alla calcolatrice elettronico, per conoscere un individuo basta guardare chi frequenta e chi lo sostiene e ciò che fa.

    Chiedetevelo anche voi; G.W.Bush, da quando è al potere quanta gente ha fatto uccidere e che cosa ha fatto oltre che la guerra e progettare altre guerre ?

    Ciò che non sapete è che la più antica comunità di satanisti del mondo ha da sempre vissuto in Iraq, oggi i satanisti mesopotamici, i veri portatori della cultura satanista sin dall’antichità, sono gli unici alleati fedeli a Bush in Iraq e sono loro i responsabili delle molte uccisioni giornaliere in Iraq.

  • geopardy

    NO COMMENT.

    ANTICIPAZIONI. LO SCRITTORE HA RACCONTATO IN UN LIBRO IL CLAMOROSO CASO DI DISINFORMAZIONE GIORNALISTICA E DI EQUIVOCI GIUDIZIARI DI CUI E’ RIMASTO VITTIMA
    Io, Bevilacqua, praticamente mostro di Firenze
    Un’ esperienza che ricorda i racconti di Kafka. Svegliarsi una mattina e trovarsi sbattuto in prima pagina come un serial killer
    ————————- PUBBLICATO —————————— ANTICIPAZIONI Lo scrittore ha raccontato in un libro il clamoroso caso di disinformazione giornalistica e di equivoci giudiziari di cui e’ rimasto vittima TITOLO: Io, Bevilacqua, praticamente mostro di Firenze Un’ esperienza che ricorda i racconti di Kafka Svegliarsi una mattina e trovarsi sbattuto in prima pagina come un serial killer – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – E’ un mattino di marzo del ‘ 94. Lo scrittore Alberto Bevilacqua scende all’ edicola per comprare il giornale. Qui gli accade qualcosa d’ inverosimile: apprende di essere un mostro. Si’ , un mostro sbattuto in prima pagina. E presto, di accusa in accusa, diventa qualcosa di peggio di assassino: un superbruto, un serial killer fuoriserie, il Mostro di Firenze. Con, magari, qualche altro delitto sulla coscienza. Insomma, Bevilacqua, il “curioso delle donne”, l’ esploratore dell’ universo femminile e’ trasformato in un fenomeno criminale da investigare con orrore e raccapriccio. Raccontata cosi’ , la vicenda sembra un romanzo. Infatti romanzo e’ , ma basato sull’ allucinante esperienza dello scrittore. Cosi’ e’ nata la palpitante Lettera alla madre sulla felicita’ , in pubblicazione da Mondadori. Riassumiamo l’ incredibile vicenda. Una rivista senza scrupoli si impossessa degli atti riservati di un’ udienza giudiziaria: e’ un’ istanza di separazione di Bevilacqua dalla moglie. I documenti della controparte, con un lavoro di manipolazione e montaggio, vengono trasformati in intervista scandalistica; certi particolari intimi gonfiati e travisati. Ne risulta un personaggio odioso, responsabile di tradimenti e crudelta’ coniugali. L’ operazione linciaggio e’ cominciata. Passano pochi giorni. Bevilacqua viene informato di una denuncia sporta a suo carico alla procura di Firenze: lo scrittore sarebbe uno dei piu’ terrificanti serial killer della storia criminale. E chi e’ la gola profonda? Una donna, una delle tante aspiranti letterate che lo scrittore ricorda appena di aver ricevuto in casa sua. Ma lei nascondeva una potente dose di veleno, perche’ ora dice di essere andata a letto con lui, e di averne appreso terribili confidenze sui suoi delitti. Bevilacqua sarebbe un mostro confesso. A quel punto entra in scena un’ altra donna, una giornalista che dirige un settimanale. Grazie a quest’ ultima il caso monta, lo scoop diventa una valanga che tutto travolge, piu’ forte della verita’ , delle denunce, degli interventi della magistratura. Un falso mostro puo’ valere piu’ di un assassino vero, soprattutto se il nome da infangare e’ famoso: cominciano a fioccare le richieste d’ intervista anche dall’ America. Che importa se Bevilacqua non ha ucciso davvero? Avrebbe potuto farlo non solo a Firenze, ma anche in via Poma, a Tel Aviv, a Tokio. Il meccanismo perverso e ben oliato della disinformazione ormai e’ inarrestabile. Segue l’ ultima fase, la peggiore. Entrano in scena persecutori reali, gente che suona di notte alla porta, distribuisce volantini sotto casa, si apposta sul pianerottolo, commette atti di violenza. E’ il terzo stadio di una tecnica persecutoria: Alberto Bevilacqua ne uscira’ provato nel fisico e nel morale. Ma anche deciso a vendicarsi. Cosi’ la Lettera alla madre si puo’ considerare una rivalsa letteraria e anche qualcosa di piu’ : un ringraziamento riconoscente a colei che gli ha donato “un cuore magico”, cioe’ la capacita’ di opporsi con un sorriso alle malvagita’ della vita. Oggi lo scrittore rievoca tutto con animo piu’ distaccato, come “un incendio appiccato in un bosco da incoscienti, che poi divora tutto”. Paragona il suo caso ad altri linciaggi famosi: quello di Pasolini soprattutto, ma anche l’ altro di Dario Fo. “L’ artista attira gli amanti del fango . afferma . e la nostra societa’ aspira a distruggere chi crea qualcosa; approfitta di ogni pretesto, anche il piu’ vile, per scatenarsi nel suo sadismo nichilista”. Se c’ e’ una rivalsa nella mia opera . afferma ancora Bevilacqua . e’ alla Rabelais. Chi crede di tagliarmi le gambe non la passa liscia, perche’ io attraverso la scrittura so farmi beffe di lui”. Insomma, la Lettera di Bevilacqua sorprendera’ i suoi molti fan per l’ atmosfera da “giallo vero” che crea, per i colpi di scena e addirittura la comparsa sullo sfondo dei servizi segreti. Alla fine, i veri protagonisti negativi sono, come li definisce l’ autore, “i calunniatori multimediali” e il fumus che per troppi giornalisti sembra ormai piu’ importante della notizia. “Non a caso . dice Bevilacqua . oggi una prostituta come Divine, che tira l’ anima coi denti, dopo un incontro con Hugh Grant diventa miliardaria”. E lui, Bevilacqua, non e’ stato tentato di “fare il mostro”, quando ormai il peggio era successo e la notizia lo aveva reso noto in tutto il mondo? “Assolutamente no. In quei momenti il sentimento prevalente e’ stato la paura”. Proprio per questo e’ nato il romanzo: “Per esorcizzare la paura. E anche per ricordare l’ importanza di collegare la letteratura alla realta’ “. Insomma, in questa Lettera la suspense e’ tutta vera e il finale, come in ogni giallo che si rispetti, liberatorio. Ma il mostro, ahime’ , non e’ del tutto morto: e’ sempre li’ che aspetta nuovi calunniatori, e altre vittime illustri, per incarnarsi ancora. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Una volta, per una storia cosi’ , bastava dire “Ma dai” – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Pubblichiamo un brano del libro di Alberto Bevilacqua Lettera alla madre sulla felicita’ (Mondadori) “L’ Italia e’ questa!” aveva commentato l’ edicolante. Esci una mattina, spensierato, e fai il gesto di grattarti piacevolmente il naso; ma ti accorgi che non ce l’ hai piu’ , come capita, d’ improvviso, all’ assessore collegiale Kovalev, nel bel racconto di Gogol. Non basta. Kovalev si scontra con il proprio Naso in alta uniforme, che con alterigia lo respinge. Ti ritrovi, pubblicamente, un violento e un traditore. Puoi ritrovarti anche, di punto in bianco, un assassino, il Mostro di Firenze. Linciaggio: commedia del pazzesco in piu’ atti. Il secondo atto ha avuto inizio pochi giorni dopo. Ad alzare il sipario fu la telefonata di un cronista giudiziario de La Voce di Indro Montanelli. Tono professionale: cortese quanto inflessibile. La voce, non delle idee ma del solerte informatore, mi annuncio’ che qualcuno si era recato alla Procura di Firenze per denunciarmi come uno dei piu’ terrificanti serial killer della storia criminale. Oltre ai delitti del Mostro, ne avrei commessi altri, ancora insoluti. Buffo, no? In pratica, avrei impiegato la mia vita a trucidare persone e a fornire titoli vistosi alla cronaca nera della stampa mondiale. … Chiamai l’ amico Indro. La genialita’ di un direttore scatta soprattutto a cospetto dell’ assurdo. Con prontezza di spirito, Montanelli lo tratto’ da par suo, come una mongolfiera gigantesca che ormai trascina la navicella del mondo, con la sua coda di paglia, fra le costellazioni subnormali. Rese affettuoso il sarcasmo, mi tranquillizzo’ , e se ne usci’ in una battuta che lasciava trasparire, oltre all’ ironia, l’ amarezza per il periodo difficile che stava vivendo il suo quotidiano: “Peccato!… Peccato davvero che non abbiano accusato me di essere il Mostro di Firenze!”. … Il settimanale “Epoca” usci’ con il titolo: “Cosi’ nasce un finto mostro”… “Una volta un giornale scrisse che Ugo Tognazzi era il capo delle Brigate Rosse. Ma era un giornale satirico e l’ attore stette al gioco facendosi fotografare in manette. Ora due donne accusano lo scrittore di essere il Mostro di Firenze, la Magistratura scatta, e qualche giornale (non satirico) pubblica la notizia. … La storia di Enzo Tortora non e’ servita a niente. Non e’ un caso isolato. Di recente, un giornale ha pubblicato in prima pagina che c’ era un’ epidemia di lebbra in Sicilia. Prima ancora, Donatella Di Rosa, detta Lady Golpe, ha imperversato su teleschermi e carta stampata con storie di morti resuscitati e colpi di Stato in preparazione. C’ e’ , quindi, un meccanismo perverso e ben oliato che puo’ trasformare uno scritt
    ore nel piu’ celebre serial killer dell’ Italia contemporanea. Guardiamolo da vicino questo folle meccanismo. All’ inizio c’ e’ una donna di trent’ anni, odontotecnica genovese che scrive poesie e vuole avere un parere. Sono scocciature che capitano spesso agli scrittori… Lo scrittore riceve la donna nella sua casa di Roma, “per una mezz’ ora” come ha spiegato ai magistrati Vigna e Canessa che hanno indagato sulla storia del maniaco e che si sono trovati coinvolti in questa vicenda. La donna, invece, dice di esserci andata a letto. Lui le avrebbe confessato di essere “il vero mostro”, senza specificare pero’ “di Firenze”… A questo punto entra in scena l’ altra donna… fa la giornalista (ormai non lo si nega a nessuno) e dirige un settimanale… Sentito il racconto della… decide di cavalcare la tigre. Il personaggio e’ famoso, il Mostro di Firenze pure, non mancano gli elementi per un clamoroso scoop… Le due donne finiscono davanti a Vigna e Canessa e non devono essere tanto convincenti se nei loro confronti viene aperto un procedimento per calunnia… La storia dovrebbe finire qui, non si puo’ dare del pluriassassino al prossimo e farla franca. Invece… Un altro settimanale, mentre l’ inverosimile vicenda comincia a montare, telefona allo scrittore… “Dicono che lei sarebbe il Mostro di Firenze”… Lo scrittore trova le parole giuste: “Ma da’ i”… Una volta, di fronte a una storia come questa, bastava dire “Ma da’ i” e si concludeva li’ .
    Fertilio Dario
    Pagina 33
    (13 ottobre 1995) – Corriere della Sera

  • geopardy

    MESSAGGIO PER CREDENTI CRISTIANI ( E NON):
    —-” CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA”—-

  • Egon

    Bush è un demone che i satanisti iracheni hanno invocato con il necronomicon

  • Egon

    Bush è un demone che i satanisti iracheni hanno invocato con il necronomicon

  • Franky_Ramone

    dai la roba sugli omicidi delle donne a Roma era interessante, ma con gli ultimi articoli sulla rosa rossa che si trovava ovunque effettivamente aveva un pò scazzato.
    Sarà che sono un cristiano, però il libro di Epiphanius non dispiace, anche se effettivamente la corrispondenza tra pike e mazzini ha dell’incredibile.
    Mha

  • Franky_Ramone

    …e comunque Paul Mc Cartney è morto per davvero e al suo posto c’è un automa programmato dai Rothchild, Anche Yoko Ono è un automa e si trombava John Lennon per farlo andare fuori di melone e fargli lasciare i Beatles. Quindi ci sono sempre dietro LORO anche per quanto riguarda lo scioglimento di una delle più grandi band di sempre.

  • ADANOS

    Quoto in pieno Gabriella e robertom1976!

    citazione :

    ” chi scrive è persona nota per il proprio scetticismo e oggetto di critiche per la proprie tendenze dietrologiche”

    Poi metti in dubbio il fatto che le guerre mondiali servano per l’istaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, mi vien da pensare che queste tue “tendenze dietrologiche” siano altra cosa… non è che hai sbagliato termine?

    ciao

  • GabriellaCarlizzi

    A LUIGI CORVAGLIA

    L’ILLUSTRE AUTORE DELLA LETTERA APERTA A FRANCESCHETTI, LETTERA “SPAZZATURA”, HA COSI’ CALUNNIATO LA SOTTOSCRITTA:
    “Se quanto rilevato non bastasse, menzione speciale merita la sua prediletta Gabriella Pasquali Carlizzi. Lei sa bene, ma forse non tutti i suoi lettori, che la signora, già condannata per diffamazione per le fantasiose affermazioni che coinvolsero, fra gli altri, Alberto Bevilacqua, dirige un cenacolo di visionari cristofili pseudo fondamentalisti carismatici condannati dal vicariato della Diocesi di Roma il cui fondatore, Padre Gabriele, le manda regolarmente messaggi apocalittici dall’oltretomba. Sempre quando non è disponibile la Madonna, Gesù o Mosè. Questi i suoi informatori degni di fiducia. E quando ardisce a presentare i dati come indiscutibili? Credo che possano bastare due esempi. ”

    EBBENE, IO HO POSTATO UNA PRIMA REPLICA INVITANDOLA A “FARSI AVANTI” ED HO PREPARATO PER LEI IL CERTIFICATO DELLA MIA FEDINA PENALE, PERCHE’ SE LO ATTACCHI SULLA SCHIENA E CI FACCIA UN GIRO PER IL MONDO.
    SI METTA A STUDIARE, CARO SIGNORE, E SCOPRIRA’ CHE A DENUNCIARE IL BEVILACQUA FU TALE ANNA MARIA RAGNI E SCOPRIRA’ ANCHE CHE IO NON SONO STATA CONDANNATA, E SE NON CI CREDE CHIEDA AL MIO AVVOCATO CARLA ARCHILEI DEL FORO DI PERUGIA, LA QUALE STA GIA’ TUTELANDO I MIEI INTERESSI ANCHE IN TERMINI RISARCITORI NEI CONFRONTI DI CHIUNQUE COME LEI OSI ANCORA RIPETERE LA SOLITA CANTILENA DI FALSITA’ GRATUITE.
    PER QUANTO RELATIVO ALLA MIA PERSONALE SFERA RELIGIOSA, FAREBBE BENE A TACERE, E COMUNQUE QUANDO E COME VORRA’ POTRO’ MOSTRARLE LE LETTERE DI SCAMBIO DI AUGURI NATALIZI TRA ME E IL CARDINALE RUINI, IN OCCASIONE DELLO SCORSO SANTO NATALE, QUANDO APPUNTO IL CARDINALE RUINI ERA VICARIO DI ROMA.
    SI VERGOGNI, LEI HA PERFINO APPROFITTATO CHE COSCO SIA MORTO PER DIFFAMARE LA SUA MEMORIA, BEN SAPENDO CHE LUI NON PUO’ DIFENDERSI.
    E DUNQUE SONO IO A LANCIARLE UNA SFIDA: SE LEI HA UN MINIMO DI DIGNITA’ VENGA A PRENDERSI LA COPIA DELLA MIA FEDINA PENALE, E SE NON LO FARA’ CHI MI LEGGE SAPRA’ GIUDICARLA.
    LA VILTA’ E’ L’ARMA DEI DEBOLI, DEI MENZOGNERI, DEI “SIGNOR NESSUNO”, DI QUELLA PARTE MELMOSA DI SOCIETA’ CHE SI SENTE FORTE COLPENDO ALLE SPALLE.
    ANCORA UNA VOLTA LE DICO, ANCHE IN NOME DI COSCO E DI CHI LEI HA CALUNNIATO: SI VERGOGNI, ED ESCA ALLO SCOPERTO!
    Gabriella Carlizzi

  • ilBarone

    comunque uno dei blog di luigi corvaglia si chiama “lucifero” e lo ha aperto l’11-11-2007….mah….

  • Cornelia

    Bravo barone.
    E come pseudonimo usa “Baphomet” (cliccate su “il mio profilo” nel blog Lucifero http://lucifero.spazioblog.it/profiles/baphomet/ ).
    Uno che si definisce anarchico, ateo e anticlericale non dovrebbe dimostrare tanto attaccamento a sciocchi simboli religiosi… altrimenti cade tutto il castello.

  • GabriellaCarlizzi

    A PAOLO FRANCESCHETTI….
    Caro Paolo, stai alla larga da certi “Dragoni”, e per favore reagisci senza subire. Tu sai che LUIS CIFER ringhia e sbava ogni volta che si scoprono i misteri ingannevoli dentro i quali manovra i suoi adepti…
    LUIS CIFER farebbe bene a rassegnarsi, ormai ha perso la sua battaglia, e dovrebbe sapere da sempre che ” IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI!”…
    Come ti ho detto, l’argomento che hai affrontato richiede alcune precisazioni, tuttavia hai avuto prova di aver pestato i piedi a LUIS CIFER , il quale da VIGLIACCO com’è ancora non ha il coraggio di rispondere alle mie repliche alle sue calunnie…
    Non preoccuparti Paolo, sono le ultime sue CODATE, il tempo dei GIUSTI è ormai alle porte!
    Un abbraccio
    Gabriella Carlizzi

  • Cornelia

    Aggiungo che l'”ateo” (molto tra virgolette) sig.Corvaglia dovrebbe ricordarsi ciò che dice Beppe Grillo: prima di pontificare su Internet, teniamo presente che la gente sa usare Google…

  • psycho

    Gentile signora Carlizzi,
    sono l’autore della lettera che ha consegnato ai suoi legali e sono stupito quanto lei lo è nel vedere il mio comportamento. Non stupito nel constatare la scarsa magnanimità di una cattolica del suo calibro o che la direttrice dei Volontari della Carità manifesti in ben piccola misura detta virtù. No. Stupito nel notare che lei vuole riservare solo a me il trattamento legale dai quali, mi sembra, ha risparmiato altri che con lei sono stati, forse, perfino più malevoli. Per cominciare, le rammento Miguel Martinez, il quale è passato indenne dopo aver scritto

    ( http://www.kelebekler.com/occ/satana3.htm ) :

    Condannata nel 1995 a quattro mesi di reclusione per diffamazione in seguito ad alcune fantasiose affermazioni fatte nell’ambito del caso Moro, la Carlizzi si è poi distinta per accuse lanciate contro vari personaggi noti (tra cui Alberto Bevilacqua, anche lui accusato di essere il “mostro di Firenze”). Attualmente, oltre al “Partito Cristiano della Democrazia”, la Carlizzi dirige un’organizzazione dall’ingannevole nome di “Associazione fra i Volontari della carità”, in realtà un cenacolo di carismatici visionari, condannati dal vicariato della Diocesi di Roma.
    Da dodici anni, la signora Carlizzi riceve regolarmente messaggi apocalittici dal defunto fondatore del cenacolo, Padre Gabriele, e occasionalmente anche dalla Madonna, da Gesù e da Mosè. I lettori saranno lieti di sapere che – almeno stando alla stampa – la signora Carlizzi gode di una scorta di polizia in seguito alle sue rivelazioni sul mostro di Firenze.

    Cioè, esattamente quanto scritto io. Ma il trattamento più duro è opera di un cattolico piuttosto integralista, direi, cioè l’ineffabile Massimo Introvigne, direttore del CESNUR. Questi, al link http://www.cesnur.org/religioni_italia/c/cattolicesimo_07.htm
    scrive:

    Gabriella Pasquali Carlizzi, figlia spirituale di padre Gabriele Maria Berardi, si impegna – dal 1985 – a proseguire la sua opera e diventa presidente dell’associazione. Dal 1989 riceve in un “filo diretto” dal Paradiso, i messaggi di padre Gabriele che riguardano vicende personali, sociali e talora il mondo intero; fino al giugno del 1992 i messaggi sono rimasti segreti. In occasione della strage di Capaci, del 26 Maggio 1992, padre Gabriele impone a Gabriella la loro pubblicazione a beneficio di tutti. (…) Il 22 novembre 1992 nasce la Fondazione del Centro Editoriale Padre Gabriele. Questa casa editrice si propone di diffondere le opere redatte o ispirate da padre Gabriele, dopo la sua morte, tramite Gabriella Pasquali Carlizzi, e di pubblicare opere a contenuto religioso, sociale o politico che abbiano come fine la diffusione dell’annuncio dell’“Era Nuova del Cristiano”. La diffusione dei messaggi avviene attraverso stampa, radio e televisione.
    (…)
    Dal febbraio 1997 inizia la pubblicazione del nuovo periodico: Il tempo di Giusto. Il numero zero è in gran parte dedicato alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Gabriella Pasquali Carlizzi a causa delle accuse di circonvenzione da parte di quattro membri dell’associazione. Le accuse sono attribuite dal periodico a un complotto ordito ai danni di Gabriella Pasquali Carlizzi per ostacolare la sua opera di denuncia contro apparati occulti dello Stato.
    In riferimento all’Associazione Fra i Volontari della Carità il vicariato della diocesi di Roma ha emanato due comunicati – nel 1993 e 1997 – nei quali dichiara che essa non ha alcun riconoscimento da parte dell’autorità ecclesiastica; che nella cappella della sede dell’associazione non è consentito celebrare la messa o custodire l’eucaristia; che non esiste alcuna causa di beatificazione nei riguardi del sacerdote padre Gabriele e che essa diffonde messaggi incompatibili con la fede cattolica. I membri dell’associazione sono circa settanta, e il movimento è presente anche in Brasile e in Colombia.
    Attraverso i messaggi trasmessi per “filo diretto” (per via carismatica, sotto forma di locuzioni interiori), che Gabriella afferma di ricevere da padre Gabriele, quest’ultimo intende rivolgersi alla società e ai singoli, in tutti i tempi della storia e in particolare nell’attuale frangente. Si tratta di annunci, avvertimenti, insegnamenti, rivelazioni. Secondo tali insegnamenti, il mondo in cui viviamo è corrotto, molti sono stati gli errori commessi dai governanti, e la corruzione dei politici in Italia ha portato a conseguenze gravissime sul piano sociale, politico, economico e morale. Il male morale e spirituale imperversa nella società facendo di Satana il padrone di questi tempi. La corruzione tocca anche ambienti della Chiesa cattolica, poiché Satana – l’anticristo – è nella Chiesa e si muove vicino al trono, così come Giuda era accanto a Gesù. Bisogna dunque rifondare la Chiesa di Cristo sulla verità e la giustizia intendendo con “verità” il Verbo rigenerato e purificato dalle interpretazioni che ne hanno distorto la dottrina. È imminente lo spopolamento del pianeta Terra; solo un terzo di creature si salverà e si tornerà a vivere come in epoche passate, in cui la moneta non aveva valore e si viveva solo mangiando il frutto del lavoro delle proprie mani. Rimane quindi poco tempo per la conversione e per essere nel novero dei pochi superstiti che vedranno la Nuova Era.
    Per sanare queste piaghe e inaugurare una Nuova Era è necessario un evento straordinario, annunciato da padre Gabriele il 9 Dicembre 1992. Attraverso Gabriella, figura del nuovo arcangelo Gabriele, giunge l’annuncio della seconda venuta di Gesù sulla Terra. La nascita è annunciata per la notte fra il 24 e il 25 Dicembre del 1992, a Roma. Si tratta di una nascita non simbolica, ma reale, del Cristo della Nuova Era. I credenti lo riconosceranno attraverso la fede; egli annuncerà la parola, soffrirà, ma non morirà perché la sua nascita si verifica nell’era in cui il potere di Satana è destinato a cessare. Grazie a un evento straordinario, il nuovo Gesù sarà visibilmente presente fino all’ultimo giorno dei mille anni della Nuova Era. Chi non lo riconoscerà disconoscerà non questo Gesù, ma quello venuto la prima volta. I ministri della Chiesa, colpevoli della sua rovina, profanatori dell’eucaristia e indegni di annunciare il Verbo, nonostante neghino il soprannaturale, non potranno non riconoscere la nuova nascita di Gesù. Il 25 Dicembre 1992 Dio stesso si rivolge ai membri dell’associazione tramite Gabriella, appellandosi a loro affinché riconoscano il ritorno di suo Figlio “Giusto” nel trionfo della giustizia con il compito di attuare il progetto che il Creatore aveva in mente fin dalla creazione del mondo. “Giusto” si manifesterà anche nella unificazione delle Chiese e quindi da ogni Chiesa dovranno essere scacciati coloro che indegnamente ne professano e amministrano il credo. Ci saranno guerre di religione e molti ministri di Dio moriranno, ma alla fine “Giusto” riedificherà il suo tempio che è la Terra rigenerata e vivrà fra i giusti.
    Il 25 dicembre 1992 segna anche la data d’inizio del nuovo tempo, il primo giorno dell’anno. L’annuncio della nascita di Giusto deve raggiungere l’intero mondo, a cominciare da Gerusalemme, dove Gabriella Pasquali Carlizzi si reca il 4 febbraio 1993 per consegnare l’annuncio dell’avvento di Giusto ai rappresentanti della religione ebraica. Durante la sua permanenza in Terra Santa, sotto la guida di padre Gabriele, visita i luoghi santi e si incontra molte volte con le “Autorità del Cielo”. A Nazaret incontra la Madonna che, come Gabriella, ha ricevuto da un angelo di nome Gabriele l’annuncio della nascita del Figlio di Dio sulla Terra. Entrambe hanno custodito in grembo e nel cuore il Santo Bambinello. Al Santo Sepolcro incontra Satana e nel deserto – nella sua veste di nuova guida del popolo eletto – riceve spiritualmente da Mosè le nuove tavole della Legge. Sul Monte degli Ulivi incontra Gesù, ai piedi del Monte Tabor, ascolta la voce del Padre Celeste e sulle rive del Giordano incontra Giovanni Battista e Gesù.
    In seguito alla morte di Giovanni Paolo II (1920-2005) Gabriella Pasquali Carlizzi lo definisce “il precursore del Giusto” che ha svolto “lo stesso ruolo espresso duemila anni fa da Giovanni il Battista”. Gabriella Pasquali Carlizzi continua a divulgare i messaggi a diffusione universale di padre Gabriele tramite un nuovo Sito Internet (dopo il sequestro penale del sito http://www.giustainformazione.it con decreto del Tribunale di Firenze in data 3 gennaio 2005, cui ha fatto seguito il sito http://www.lagiustainformazione.it, anch’esso sottoposto a sequestro penale con decreto del Tribunale di Firenze in data 2 novembre 2006) specificando che ciò che viene pubblicato non intende prevenire il giudizio della Chiesa e sarebbe conforme ai decreti di papa Paolo VI (1897-1978) emanati il 14 ottobre 1966. I messaggi del Cielo sono “ispirazioni dell’anima” che, secondo Gabriella Pasquali Carlizzi, spesso sono un monito e un avvertimento per le autorità e permettono di prevenire avvenimenti delittuosi oppure di svelare misteri irrisolti, come quello del “mostro di Firenze”. Il mistero in questione sarebbe in realtà legato ad altri misteri poiché “un filo rosso collega gli omicidi del ‘Mostro di Firenze’ a molte altre morti efferate e misteriose avvenute in Italia e all’estero”. Questo filo sarebbe la “Rosa Rossa”, l’organizzazione massonico-esoterica con ramificazioni internazionali, dietro la quale si celerebbero gli assassini che hanno agito nelle campagne fiorentine. Questa organizzazione potrebbe contare “sulla protezione di personaggi influenti e soggetti deviati” infiltrati negli apparati dello Stato. Questi ultimi, attraverso ricatti incrociati, avrebbero cercato di gestire fette di potere o coprire inconfessabili collusioni con un mondo, quello magico-esoterico, che coinvolge e condiziona trasversalmente la società.

    Questo è quanto dicono le malelingue. Poi, gentile signora, intendo realmente venire a trovarla. Sono dispostissimo a chiederle pubblicamente scusa e rivelarmi quale galantuomo per aver divulgato ciò qualora non rispondesse a verità nè che lei riceve in “filo diretto” tali messaggi da entità superiori, nè che esistono la condanna del Vicariato di Roma e i procedimenti di sequestro giudiziario dei suoi siti. Questo è tutto quanto io avevo affermato nella mia lettera, cioè molto di meno di quanto presente nei paragrafi dell’uomo dal sorriso malefico che risponde al nome di Introvigne.
    La saluto.

    Luigi Corvaglia

  • psycho

    Studierò, studierò. Però lei perchè strilla? Si contenga.

  • psycho

    Ah, ah, ah! Non me ne ero mai accorto! Ebbene si, sono parte integrante del programma sinarchico. E sono anche un rettiliano. Ehi, non sapevo ci si divertisse tanto qui!

  • psycho

    TUTTO è degno di indagine. ho anche detto che molte cose che dice Franceschetti sono interessanti. Lo mettevo solo in guardia da certi trappoloni in cui un alogica di quel genere può far cadere.

    Luigi Corvaglia

  • psycho

    Bah! Ciò che ho scritto di Cosco è riportato sano sano dall’articolo di Martinez (hai notato le virgolette?) scritto quando il sedicente criminologo era in vita. Ho anche risparmiato la sua teoria sul tema strologico. Buon gusto? Forse mi è difettato, ma vorrei capire sotto la dettatura di chi avrei scritto. Sono curiosissimo, si si…

    LC

  • psycho

    Aggiungo: Si, è vero. Circa la sua personale sfera religiosa dovrei tacere. Trattasi di fatti assolutamente privati. Il fine della mia lettera, però, era di far notare a tanti alternativi “di sinistra”, laici, non di rado anticlericali, che alcune fonti del buon Franceschetti erano tutt’altro che laiche. Questo, è ovvio, non è una colpa, certo, ma è elemento che potrebbe mutare, e di molto, la prospettiva di un determinato tipo di lettore.

    LC

  • psycho

    Simboli religiosi? La mancanza di ironia è una iattura!

  • biopresto

    non sto più nella pelle finalmente posso fare una domanda ad un rettiliano, erano anni che aspettavo questo momento…..eheheh
    Innanzi tutto Le porgo i miei omaggi e mi presento io sono un comune terroide, sarebbe così gentile da dirmi cosa mangiano quelli della sua specie?

  • psycho

    Se il tempo dei giusti è alle porte, non vedo perchè scaldarsi tanto. Io, che giusto non sono, però, non capisco perchè confortare il buon Franceschetti che, pur criticandolo, non ho insultato e mi è simpatico. Forse l’avvocato non vuole concedermi immeritata importanza, forse, signorilmente, non vuole scendere a scazzottate verbali da suburra con tanto di minacce. Forse ha capito che, corna che mi cingono la testa a parte, non sono Luis Cifer e non ho la coda. Forse ritiene la sua reazione un isterismo inutile e imbarazzante per la sua posizione di santa donna. Vede, proprio perchè sono, come lui, dalla parte dei deboli contro i forti, ho solo voluto sottolineargli come certe ingenuità rischino di essere contrproducenti proprio per il nostro comune obiettivo. Fra queste ingenuità, a mio modestissimo avviso, la fiduca eccessiva riservatale. Non è lui ad essere finito alla pubblica gogna. Una critica, l’avvocato, saprà ben tollerarla. Che sia lei ad aver avuto la reazione inconsulta con annessa perdita del bene cristiano della pazienza è ben spiegabile.

  • MatteoMantovani

    Carissimi Gabriella, Paolo e Roberto,

    in quale triste occasione ci troviamo a commentare questo articolo?

    Questo è un cattivo esempio di quanto si chiama diritto di espressione. Perchè è bene che chi scrive determinate cose sappia documentarsi, sopratutto quando queste potrebbero violare i diritti altrui.
    E sempre nel caso fossero vere (come purtroppo in questo caso non è) colui che scrive dovrebbe usare la massima responsabilità a tutela della dignità altrui. E sopratutto elaborare un proprio punto di vista. Una propria teoria sostenibile.
    Scrivere come scrive il Sig.Corvaglia è prevalicare il buon senso e il sano utilizzo dei mezzi di informazione gratuiti.
    Tutto questo credo in fondo perchè il suo articolo manca di un autentico punto di vista e quindi si limita a “sminuire” le altrui visioni, senza averne una propria.
    E questo è dimostrabile perchè l'”attacco” a Cosco e a Gabriella non ha nessuna connessione con l’argomento in essere.

    Mi permetto di chiudere questo articolo in difesa di tre persone.
    A Gabriella in quanto la vicenda di Bevilacqua che il Sig.Corvaglia accenna, è stata sottoscritta a verbalie da ben altra persona con documenti dimostrabili. Ma questa non è la prima volta. Non capisco perchè qualcuno insisti in continuazione a tirar fuori dal mare magnum delle notizie mal conservate, certe informazioni sul proprio conto. Invidia?
    A Giuseppe Cosco, che non potendosi diffendere, mi immagino l’indignazione dei suoi conoscenti, nel vederlo citato così a man bassa, e in un contesto così privo di idee.
    A Padre Gabriele che da come scrive il Sig.Corvaglia, non conosce minimamente. Ma mi permetto di invitare il Sig.Corvaglia a conoscerlo.
    Così, magari, in questa triste replica, potrebbe affacciarsi anche un lato positivo.

    Matteo Mantovani

  • mirko1313

    all’inizio pensavo fossi ironico, ma alla fine mi sono reso conto che ci credevi davvero in tutti quei numeri…incredibile!

  • GabriellaCarlizzi

    A LUIGI CORVAGLIA
    EGREGIO SIGNORE PERCHE’ GIOCA A FARE IL FURBO? HA FATTO BENE A CITARE IL SITO http://www.kelebekler.com/occ/satana3.htm ,
    PERCHE’ QUI SI VEDE LA SUA MALAFEDE. PROVATE TUTTI A DIGITARE SU GOOGLE INSIEME A QUESTO SITO LE PAROLE “REPLICA GABRIELLA CARLIZZI” E CONSTATERETE CHE IL TITOLARE DEL SITO, DOPO AVER AVUTO UN COLLOQUIO PRIVATO CON ME, HA INTESO PUBBLICARE LA MIA REPLICA CHE MAI FU CONTESTATA DA ALCUNO .
    QUANTO ALLE QUERELE DA ME SPORTE IN QUESTI ANNI NEI CONFRONTI DI CHIUNQUE ABBIA LESO LA MIA IMMAGINE, POSSO DIRLE CHE MI HANNO CONSENTITO DI INVESTIRE E CREARE UNA MIA CASA EDITRICE CHE GRAZIE A DIO STA ANDANDO BENE OLTRE OGNI PREVISIONE. VISITI IL MIO SITO http://WWW.LAGIUSTAINFORMAZIONE2.IT , SUL QUALE TROVERA’ GLI ALTRI MIEI SITI COMPRESO QUELLO DALLA MOND&EDITORI SRL OVE SONO IN VENDITA LE MIE OPERE.
    PURTROPPO QUESTO FORUM NON PRENDE LE IMMAGINI, ALTRIMENTI AVREI PUBBLICATO QUI IL CERTIFICATO DELLA MIA FEDINA PENALE SUL QUALE A DISPETTO DI QUANTI COME LEI, C’E’ SCRITTO “NULLA”
    TANTO DOVEVO
    GABRIELLA CARLIZZI

  • TitusI

    Senza entrare nel merito, sta di fatto che io mi stavo facendo una pessima opinione della signora da cio’ che lei ha scritto, e sembra che non ve ne fosse motivo, sembra che almeno per quanto concerne la fedine penale della signroa Carlizzi Lei abbia torto marcio, per cui chieda scusa, che i tribunali gia’ sono pieni di lavoro.

    T.D.S.

  • mirko1313

    è leggendo reazioni scomposte come questa che mi viene da mettere in dubbio la lucidità di certe persone, al di là di dove possa stare la ragione.

  • psycho

    Non ho mai affermato di conoscere padre Gabriele e confesso di non tenerci neppure particolarmente. Mi bastava rimarcare che parla dall’oltretomba alla signora Carlizzi. Questo, per usare le sue parole, signor Mantovani, significa per me “prevalicare il buon senso”. Di buon senso, vedo, siete invece molto ben dotati, lei e la signora Carlizzi. Me ne compiaccio. Apprendo con sgomento, ad ogni modo, dell’esistenza di un cattivo “diritto di espressione”. E’ cattivo, sembrerebbe di capire, quando si esprimono perplessità su visioni mistiche. Al contrario, affermare quanto Introvigne dice la Carlizzi affermi è buon esempio di diritto di espressione. Altro esempio di lampante “buon senso”. Ma questi cacasenno sembrano non cogliere neppure quale sia il nesso “con l’argomento in essere”. Mi si accusa di non documentarmi? Mi sono documentato con tutto ciò che è disponibile ad un mortale per documentarsi. Non basta. Non è “buon senso”.

  • psycho

    Quanto a Cosco, ribadisco quanto già detto: mi sono limitato a riportare, virgolettato, quanto già scritto da Miguel Martinez quando questi era ancora vivo (non mi risultano isterismi del povero Cosco al riguardo). E comunque Martinez non ha detto niente di più di quanto lo stesso Cosco scriveva sul suo sito personale ancora attivo:http://cosco-giuseppe.tripod.com/

  • psycho

    Capito di cosa stiamo parlando?

  • psycho

    Guarda, mosche e insette vari fra due fette di pane azzimo.

  • reza

    A dire la verità, nella cosa, come si presenta qui, non credo affatto, ma credo nel significato dei numeri, che secondo il pensiero orientale è qualcosa di ben diverso dalla smorfia.
    Nel caso di Bush, credo che i numeri non servono nemmeno, poiché il numero degli innocenti da lui ammazzati è altissimo, quanto è alta la sua fedeltà verso i sionisti, e quanto è falsa la sua lotta contro i salafidi.
    Resta il fatto che i yaziditi in Iraq sono una realtà, come è reale anche il fatto che sono alleati degli yankees!
    I yaziditi sono davvero adoratori di satana, e questo (anche se ti potrà sembrarae “incredibile” ) dimostra il fatto tangibile che Bush lavora per conto di satana ma nome di Gesù!
    In realtà l’attacco di Bush all’Iraq era per portare il suo esercito vicino al
    Monte Lalesh, luogo dove vivono i yaziditi ovvero; gli adoratori di satana, questo luogo è vicino all’antica città Assira di Nineveh e lungo una linea di circa 300 miglia ci sono gli Ziarahs; le Sette Torri di Satana con la torre centrale sul Monte Lalesh.
    In Iraq, chiamano questa torre la “Casa delle Sette Torri” che è una struttura a forma di cono con raggi di luce che partono dalla sua punta” per il fuoco che i yaziditi mantengono sempre acceso.
    I musulmani credono che l’armata di Bush in Iraq è divenuto l’armata di satana, i salfidi dicono che questa armata va combattuta con la masssimo durezza, perciò hanno separato dagli insegnamtni islamici la durezza che deve avere un musulmano in guerra, ma gli sciiti sostengono che gli stessi; i salafidi, sono una invenzione dei sionisti, poiché a nessun musulmano è consentito di separare i sura del Qorano, mai e in nessun caso, e quindi gli credono adoratori del male, esattamente come lo sono i salafidi.

  • psycho

    Beh, allora non mi resta che avere un colloquio privato con lei e che questo sito pubblichi una sua PUNTUALE replica alle mie malignità. Le querele le fanno bene al portafogli, dunque, eh? Non intendo affatto contribuire al suo fondo pensione, mi scusi, sa. Ad ogni modo, anche lei, egregia signora, fa la furbetta. Si è limitata a parlare della sua replica a Martinez e della pulizia della sua fedina penale, glissando totalmente su quanto espresso nell’articolo del CESNUR. Sono curiosissimo di sapere se anche l’inquietane lntrovigne, che parla dei suoi rende vouz col Cristo, il diavolo (cioè con me) e altri personaggi, nonchè dei procedimenti di chiusura dei suoi siti (che visiterò con grande curiosità), sia uno dei contribuenti del suo fondo pensione. No, perchè allora non capisco perchè una pagina diffamante come quella sia ancora libera e bella. La faccia chiudere.

  • StefaniaNicoletti

    Cosa non si farebbe per un briciolo di notorietà… alle spalle degli altri, vero Corvaccio? A mio parere gli stiamo dando più attenzione di quanta merita. Con il suo “scritto” non ha dimostrato un bel niente. Ha solo sparato a zero su tutti. Vi pare che stiamo qui a perder tempo con uno che intitola delle offese “Lettera aperta a Paolo Franceschetti” solo per stare al centro dell’attenzione? Brutta cosa il protagonismo.

  • geopardy

    Non so se sia protagonismo, casomai fosse, a me sembra in buona compagnia.
    Ci tengo, comunque, a precisare che ha espresso i miei stessi dubbi in merito alle connessioni numeriche portate all’eccesso.
    Seguo Franceschetti con interesse ed ho anche letto e comprato il libro della Carlizzi anni fa.
    In entrambi ho trovato spunti di interesse, ma arrivare a linciare chi ha messo per iscritto quelli che non saranno certamente i miei soli dubbi, mi sembra eccessivo.
    In questi commenti riscontro un monotono accanimento, scusatemi il termine, da adepti di una setta religiosa.
    Sicuramente non sarà così, ma lo sembra.
    Gabriella Carlizzi Pasquali = 9+8+8 = 25 = 5+2 = 7.

    Cosa ne dovrei evincere?
    Ditemelo voi non sono così esperto.
    Ciao

  • Franky_Ramone

    mi sento partecipe di una gigantesca jam session GABBA GABBA HEY!!!

  • Cornelia

    Ah ho capito! Per prendere per i fondelli gli odiati preti lei si ribattezza Lucifero! Che fine ironia!
    Sarebbe come dire che mi ribattezzo Befana per prendere per i fondelli gli sciocchi che credono a Babbo Natale?

  • zeppelin

    però che tristezza fare “investimenti importanti” in questo modo 🙁
    e vantarsene poi è ancora più triste…

  • NerOscuro

    L’articolo ha spunti interessanti ed anche simpatici che non meritano il linciaggio organizzato da chi la vede diversamente. Alcuni tra questi mostrano pure dove e a cosa si limita il concetto di libertà d’espressione, facendoci una figura pessima! Corvaglia ha anche circostanziato alcune affermazioni che potranno sembrare pesanti, ma seppure non ho controllato, sembrano assolutamente vere e si incrociano con i precedenti pareri di altre articolisti. Forse Corvaglia sta rischiando il penale per scrivere col suo nome e cognome inventando ciò che ha fatto la Carlizzi o Epiphanius. Può darsi. Ma La reazione assolutamente scomposta della Carlizzi, non mi fa per nulla propendere per la sua buona fede.

  • biopresto

    di persone che vanno fuori di testa per le orientali ne ho viste molte, io pure sono tra queste,
    allora cosa dovrei pensare ?
    A dimenticavo soffro anche di ragadi anali, magari controllano anche quelle………

  • paolapisi

    Mettersi a discutere con questa gente non ha senso. E’ ovvio che hai ragione, anzi, sei stato fin troppo buono.

    Questo è il Corriere della sera (2+ 27+ 44+ 51= 124=7): http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/06/Caso_Pacciani_psicologo_del_Sisde_co_0_0109066179.shtml
    Tra loro anche Gabriella Carlizzi, già condannata per calunnia per aver accusato lo scrittore e regista Alberto Bevilacqua di essere il «mostro». Ora la donna è tornata sulla scena. Dopo aver affermato di conoscere la verità sul delitto Moro, sull’ omicidio di via Poma, su quello di Marta Russo, la Carlizzi ha prima affermato di sapere dove fosse nascosta la pistola del serial killer e poi ha dichiarato di conoscere particolari sui componenti della setta che guidava il «mostro». Ed è arrivata a ipotizzare un collegamento tra gli omicidi delle coppiette e l’ assassinio di Serena Mollicone, la giovane uccisa ad Arce, in provincia di Frosinone, il 3 giugno scorso. «Anche lei – ha affermato la Carlizzi – è una vittima della setta». Mica voglio insinuare che il corriere scriva la verità: è chiaro che mente per diffamare questa insigne studiosa in contatto con l’aldilà.

    Evidentemente il Corriere della sera (2+ 27+ 44+ 51= 124=7) fa parte della setta della rosa rossa e di una ancora più cattiva e segreta, il tulipano giallo, e per questo ce l’ha a morte con la depositaria di ogni verità:
    perché leggo ancora:
    INCHIESTA. Gabriella Carlizzi calunnio’ il capo della Criminalpol
    INCHIESTA . Gabriella Carlizzi calunnio’ il capo della Criminalpol Ha calunniato il capo della Criminalpol del Lazio, Nicola Cavaliere (14+21+12= 47=12=3). Questa l’ accusa che e’ costata il rinvio a giudizio per la giornalista Gabriella Carlizzi: la donna disse che Cavaliere “avrebbe fatto pressioni per limitare l’ inchiesta sul centro fisioterapico di Bergamo” (5+44+100=149=14=5) , lo scandalo della clinica dei “vip” scoppiato nell’ estate del ‘ 95. Accogliendo le tesi dei legali del capo della Criminalpol, Roberto Ruggiero e Franco Merlino, il gip ha disposto che la Carlizzi venga processata il prossimo 16 aprile in Tribunale.

    http://archiviostorico.corriere.it/1996/dicembre/31/INCHIESTA_Gabriella_Carlizzi_calunnio_capo_co_10_9612319432.shtml

    PIAZZA CAIROLI . Manifestazione in favore di Gabriella Carlizzi Una manifestazione in favore di Gabriella Carlizzi, agli arresti domiciliari con l’ accusa di circonvenzione di incapace per essersi fatta consegnare beni per due miliardi di lire (1.000.000.000 +1.000.000.000= 2.000.000.000, e qui non ci sono significati esoterici) da persone della sua comunita’ , si e’ svolta ieri in piazza Cairoli, vicino al ministero di Grazia e Giustizia. Trenta persone, con cartelli gialli su cui era scritto “L’ arresto di Gabriella e’ un colpo di Stato”, hanno chiesto un’ ispezione ministeriale alla Procura di Roma. Secondo i manifestanti, nell’ azione dei magistrati ci sarebbero abusi e omissioni volti a screditare la testimonianza di Carlizzi sull’ omicidio di Simonetta Cesaroni. La Carlizzi e’ testimone in alcune inchieste giudiziarie come quelle sul caso Moro e sul centro fisioterapico di Bergamo.
    http://archiviostorico.corriere.it/1995/ottobre/03/piazza_Cairoli_manifestazione_favore_Gabriella_co_10_9510038023.shtml

    E questo è Panorama (8+76+13+2= 99=18=9):
    Così crescono i dubbi. Tra l’altro, a lanciare in qualche modo la pista satanica, nel 2001, era stata anche Gabriella Carlizzi, 55 anni, ex assistente sociale nelle carceri, oggi scrittrice e autrice di vari siti internet. La donna dice di essere stata interrogata «una novantina di volte» da Giuttari, ma in rete scrive di aver parlato a tu per tu anche con la Madonna di Fatima e pare avere una soluzione per ogni giallo e ogni mistero che abbia avvelenato la recente storia d’Italia. Ha subito una condanna per diffamazione nei confronti dello scrittore Alberto Bevilacqua, da lei accusato caparbiamente di essere il mostro. Ma la teste conserva un’evidente (e sorprendente) capacità di convincimento. Nel 1995, a Bergamo, è riuscita perfino a far riesumare il corpo di Walter Chiari, sostenendo che era stato ucciso.
    http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001028021

    Ah, ma c’è dell’altro:
    13 febbraio (1995)- La seconda sezione del tribunale penale di Milano condanna Gabriella Pasquali Carlizzi a quattro mesi di reclusione con i benefici di legge per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Valerio Morucci e Maria Fida Moro (8+12+21=24=5). La Carlizzi, che nel 1987 era assistente volontaria nel carcere di Pagliano, dove era detenuto Morucci, in un servizio pubblicato sul “Corriere della Sera”, aveva dato la sua versione al ritrovamento di documenti nel covo brigatista di Via Monte Nevoso a Milano, sostenendo che quei documenti li aveva anche Morucci in carcere, aggiungendo che sarebbero serviti per “un oscuro gioco di ricatti”.
    http://www.almanaccodeimisteri.info/moro1995.htm

    La mattina del 19 gennaio 2005, si sono presentati presso l’abitazione romana di Gabriella Pasquali Carlizzi, gli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria (72+4+55+30=161=8), in servizio presso il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la “Toscana” – Firenze. Il Giudice per le indagini preliminari, dott. Francesco Carvisiglia ha emesso nel procedimento di sequestro del sito internet di cui la Carlizzi è autrice, per il delitto di diffamazione aggravata continuata per aver offeso la reputazione di Spezi Mario, accusandolo fra l’altro di essere “il mostro di Firenze”, con numerosi articoli pubblicati sul sito internet Giustainformazione.it.
    La Procura della Repubblica di Firenze, nei confronti dell’indagata, ritenuto che, alla stregua di quanto esposto nell’atto di querela presentato da Spezi Mario, gli articoli di Pasquali Carlizzi, trattando della nota vicenda del “mostro di Firenze”, rivolgano allo Spezi, e ad altri noti personaggi, attraverso il sito internet Giustainformazione.it , accuse infamanti, che adombrano una sorta di collusione con gli autori di quegli orrendi delitti, ha disposto il sequestro preventivo del sito internet.

    http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a5.01.24.13.29

    (Spezi era perfino finito in galera;
    La colpa per cui Spezi ha dovuto subire persino l’affronto del carcere, e venire indagato addirittura
    per complicità con il “mostro”, sulla parola di tale Gabriella Carlizzi, già condannata per calunnia per avere indicato tempo prima, sempre come il mostro di Firenze, lo scrittore Alberto Bevilacqua (una donna che si vanta di parlare con la Madonna d Fatima sul proprio blog), è stata per l’appunto quella di avere documentato l’aspetto delirante delle indagini sul mostro di Firenze.http://www.fainotizia.it/2008/10/14/dolci-colline-di-sangue-il-libro-di-mario-spezi-e-douglas-preston-che-dimostra-come-a-firenze-e-in-seguito-a-?channel=5006861

    Devo andare avanti o può bastare?

    E questo è il metodo di indagine che permette alla signora Carlizzi di decriptare e addirittura prevedere ogni mistero:


    Carissimo, non esiste alcun mezzo tecnologico capace di decriptare codici segreti alla cui chiave si giunge per intuito attraverso la libera scelta di parametri di ricerca, e si svolgono migliaia di prove, fino a quando su un determinato codice, i parametri non danno almeno tre risposte positive su cinque. A questo punto si decompongono ulteriori elementi che il ricercatore ritiene utili e si prosegue fino alla decriptazione completa di un messaggio. Questo è il metodo che seguo io, e in questo campo ciascuno ha un proprio metodo. Poi si sa, che più ci si esercita e più si arriva facilmente alla chiave di una qualunque cosa che abbia le caratteristiche di un messaggio criptico. Può essere un titolo di giornale, una banconota, un cartello pubblicitario, insomma, poichè questi codici servono per dialogare tra appartenenti alle stesse realtà, e quindi devono essere posti su veicoli universali, ecco che il campo ove cercarli si restringe appunto ai mass-madia, banconote, pubblicità, parole delle canzoni, in particolare a Sanremo su cui bisognerebbe fare un discorso a parte.
    In verità, molte Autorità dello Stato mi chiedono di consegnare la chiave di questo codice, tuttavia io temo dell’uso che se ne potrebbe fare, e pertanto ogni mattina, dopo una accurata rassegna, appena individuo un messaggio che può interessare i vari apparati dello Stato, lo decripto e lo invio alla competente Autorità.
    Questo ad esempio mi consente di anticipare alcuni eventi, ma come ho già detto, al di là di chi ci crede e chi non ci crede, nessuno può arrestare un assassino prima che questi compia il delitto.
    Anche in occasione dell’attentato alle torri gemelle, firmai addirittura un verbale dieci giorni prima, avendo trovato l’annuncio su una rivista mensile e su una banconota. Quando l’evento si verificò, le persone a cui ne avevo parlato se lo ricordarono, e se lei legge il libro di Cecioni e Monastra, “Il Mostro di Firenze” troverà che gli autori testimoniano con un funzionario della Polizia di Stato, quanto sto qui dichiarando.
    la stessa cosa avvenne per la strage dei Carabinieri a Nassiria.
    Oggi, caro Claude, la ricerca investigativa è assai più veloce e proficua studiando a tavolino che perdendo tempo sui luoghi dei crimini, peraltro sempre manomessi per superficialità e di conseguenza non utilizzabili per risolvere un caso.
    Lancio una proposta: perchè non formiamo un gruppo di studio, ed io mi propondo per tenere un corso che insegni a chiunque lo desideri a decriptare questi codici moderni?
    Cordiali saluti
    Gabriella Carlizzi

    http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/il-caso-moro-secondo-gabriella-pasquali.html

    Se iniziando ad indagare teorie alternative a quelle ufficiali si finisce poi a credere, o perlomeno a ritenere degne di analisi, le rosse rosse, le margherite gialle, alle figlie di Lilith, la numerologia occulta, qualsiasi stronzata purché sia doverosamente ultra-complottista, fino alla estrema deriva mentale e miseria politica di dar credito e pubblicizzare Carlizzi e variagato seguito, prometto solennemente, se non altro per una tutela della mia salute psichica, che piuttosto da questo momento comincierò a credere che le torri gemelle le abbia tirate giù Bin laden in persona (8+12+40+54=104=5).

  • buzz

    Gran bel lavoro ti sei preso la briga di fare… ma tanto è inutile. Sono malati.

  • Davide71

    Ciao a tutti:

    rivolgo un cortese invito a contestare le idee non le persone.
    Luigi Corvaglia ha ragione a dire che, allo stato attuale delle nostre conoscenze la numerologia non costituisce “prova”. Però ricordo che le organizzazioni segrete, per varie ragioni, tendono a “marchiare” i loro atti in modo da promuovere il loro simbolismo e, nel caso dei delitti, generare timore nei loro confronti anche a distanza di tempo; certi numeri, veri o fittizi che siano, sono dei “marchi” riconoscibili.
    Quella di minare l’attendibilità delle fonti é una tecnica vecchia come il mondo, ma qui non c’era nessuna necessità di farlo.
    Quasi tutti coloro che rivolgono la loro attenzione ai misteri del mondo moderno lo fanno ricorrendo a fonti non ufficiali. Incluse le visioni mistiche! Se Luigi Corvaglia é ateo e materialista e non considera valide tali fonti sono fatti suoi. Semplicemente si limiti a dire “non ci credo” e presenti la versione dei fatti che ritiene corretta. Anch’io posso dire che il materialismo ateo é un meccanismo di rimozione di una nevrosi ossessiva nei confronti di tutto ciò che il suo Io non riesce a razionalizzare. Ma raramente mi metto a psicanalizzare le persone, perché questo é un altro metodo per indurre la gente a credere di avere a che fare con uno squilibrato. Roba da debunker.
    Perciò io chiedo gentilmente a Corvaglia di occuparsi d’altro. Le sette segrete esistono che lui lo voglia o no, e agiscono più o meno come dice Franceschetti, che lui lo capisca o no. Il problema é capire le motivazioni profonde delle loro azioni; per questo é necessario analizzare il simbolismo che esse manifestano. Mi stupisce che uno psicologo non attribuisca la giusta importanza al simbolismo, soprattutto quando non viene razionalizzato ma agisce a livello subliminale.

    In ogni caso l’errore più grave lo ha compiuto la Carlizzi. Le “accuse” rivoltegli da Corvaglia, cioé l’uso di fonti poco attendibili, un’ideologia tutta particolare e certe sfortune giudiziarie capitate anche a persone che io ritengo degnissime (Travaglio, Grillo, etc.) in un sito come questo non vengono prese in considerazione.

    Tuttavia frasi come:
    1) lei guadagna dalle querele di diffamazione per affermazioni nei suoi confronti;
    2) si può diffamare una persona e soprattutto un mafioso (parola che contiene un’implicita minaccia, caso mai nessuno lo sapesse) anche dicendo la verità;
    3) un certo atteggiamento da avvocato che traspare in tutte le sue affermazioni;

    inducono nella mia persona un moto di estrema sfiducia nei confronti di quello che la Carlizzi promuove.

    In sostanza invito tutti a reperire, in ciò che scrivono gli articolisti, notizie che possano confermare o smentire la SUA veridicità, non di quella di coloro che attacca. Io, leggendo Corvaglia e Carlizzi, mi sono fatto delle idee sulla loro attendibilità e buona fede.

  • NerOscuro

    Hai dimenticato http://www.lagiustainformazione2.it! Che ridere, considerando la quantità di numeri naturali che si possono mettere in un indirizzo, non ce ne libereremo mai!
    Continua così.

  • PaoloFranceschetti

    Davide grazie del tuo intervento. Devo dire che questo post di Corvaglia ha offerto lo spunto per interventi interessanti, che spaziano da Introvigne alla Carlizzi, che daranno magari la possibilità ai lettori di approfondire le vicende che riguardano tutte queste persone e farsi un’idea personale. Quanto a Corvaglia, ho preparato una lettera di risposta che Don Chisciotte mi pubblicherà ma, se non mi sbaglio, la sua lettera è una colossale provocazione, intelligente e sottile. Mi ricorda una provocazione di tanti anni fa, che feci io quando dirigevo la pagina di un quotidiano. Avevo pubblicato degli articoli in materia di educazione ed università. Poi comparvero delle feroci lettere di critica ai miei articoli, a firma di Fabio menicacci (un mio amico che risale alle elementari) cui io replicai… Una persona mi disse “Caro Franceschetti gliele ha cantate quel Menicacci eh? Così impara a scrivere quelle cazzate!!! Ha avuto un bel coraggio a pubblicarle, visto come la critica”. Risposi: “quelle critiche me le sono scritte da solo… Fabio menicacci è un mio amico, e ho solo scritto le cazzate tipiche delle persone che la pensano come lei, per avere un’occasione di replicare e di ribadire alcune cose che mi interessano”. Ecco… Corvaglia ha provocato… ha provocato me, la Carlizzi, e tutti i lettori, per vedere cosa succedeva. Ma credo di capire come la pensa realmente…. Basta che vai a guardare i suoi due siti: il primo è tarantula (http://tarantula.ilcannocchiale.it) e il secondo è lucifer (http://lucifero.spazioblog.it)… e ti farai un’idea di quali erano le reali intenzioni di Corvaglia. Che sono ben espresse nella frase che apre il suo blog che riporto: Quando io uso una parola, – disse Humpty Dunty in tono d’alterigia, – essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno.
    – Il problema è, – disse Alice, – se voi potete dare alle parole tanti diversi significati.
    – il problema è, – disse Humpty Dunty, – chi è il padrone…. ” Insomma… Una provocazione notevole, che ritengo geniale. Tutto dipende dall’interpretazione che le diamo noi. Io mi sono divertito e non avevo mai riso tanto da mesi.

  • GabriellaCarlizzi

    NON VEDO PIU’ IL MIO POST CHE POSTO NUOVAMENTE QUI DI SEGUITO. COMUNICO ALTRESI’ CHE IL SIGNOR CORVAGLIA MI AH INVIATO UNA EMAIL CORTESE ED IO HO CORTESEMENTE RISPOSTO, STABILENDO DI INCONTRARCI AL PIU’ PRESTO. DUNQUE TRA NOI C’E’ UN ARMISTIZIO. L’ESIGENZA DI FAR LEGGERE IL GIUDIZIO DI INTROVIGNE SU BEVILACQUA SCATURISCE DAL FATTO CHE I DUE NOMI SONO STATI USATII E CITATI A SOSTEGNO DI QUANTO SI E’ DETTO SUL MIO CONTO. VI PREGO PERTANTO, PER DIRITTO DI REPLICA, DI NON CANCELLARE QUESTO POST.

    All’indice degli articoli e delle note firmate Articoli e note firmate
    Il testo completo dello studio critico di Massimo Introvigne su due romanzi dello scrittore di Parma che — pubblicato in sintesi in Avvenire del 5 novembre 1993 con il titolo Ma quanto “New Age” c’è dietro i romanzi di Alberto Bevilacqua — ha provocato una virulenta replica dello scrittore, una risposta di Massimo Introvigne — cfr. Lo scrittore, il Cirlìnn e il lago tibetano, ibid., 18-11-1993 — e un successivo dialogo fra lo stesso Massimo Introvigne e Vittorio Messori — cfr. Sensitivi, non chiudiamo la porta all’imprevisto, ibid., 20-11-1993.

    MASSIMO INTROVIGNE, Cristianità n. 223 (1993)

    La nuova religione di Alberto Bevilacqua

    Un nuovo “profeta”?

    Talora si rimane sorpresi nel constatare quanto questa fine del secolo XX assomigli alla fine del XIX. Nella fin de siècle dei decenni 1880 e 1890 esponenti di rilievo del mondo culturale si mostravano stanchi e disillusi di fronte alle promesse della ragione positivista e della scienza; i letterati riscoprivano allora il mistero, lo spiritismo, l’occulto: volevano provare tutte le sensazioni, tutte le emozioni, tutti i piaceri, qualche volta tutti i dolori. Esploravano la magia, il satanismo, l’occultismo, e nello stesso tempo l’erotismo in tutte le sue forme. Si accostavano a una prostituta e a una veggente con lo stesso atteggiamento, ansiosi di succhiare dall’una e dall’altra — quasi come vampiri — tutte le emozioni e tutte le esperienze (1). Qualcuno — come Joris-Karl Huysmans negli ultimi anni della sua vita — arrivò anche alla conversione (2): ma si trattava di una sorta di corsa a ostacoli, e molti inciampavano prima del traguardo in un falso cattolicesimo estetico e decadente. Itinerari molto simili vengono percorsi in questi ultimi decenni: ancora una volta i delusi dalle ideologie razionaliste e scientiste riscoprono i medium e la magia. Un esempio caratteristico di questo percorso ci è offerto dallo scrittore italiano Alberto Bevilacqua — nato a Parma nel 1934 e autore di tredici romanzi, di due volumi di racconti e di cinque raccolte di poesie, nonché regista cinematografico di grande successo —, che da una letteratura volta a temi diversi è passato, con I Sensi Incantati (3) e ora con Un cuore magico (4), al mondo della medianità e delle magie. Alberto Bevilacqua — e anche questo fa molto fin de siècle — si annuncia come qualche cosa di più di un romanziere curioso: si sente investito da una “missione” (5), è il “profeta” di “un culto che sta investendo una parte sempre più vasta del mondo”, una “nuova rivoluzione” (6). Proclama la magia “sede privilegiata della dignità dell’esistere” (7); propone la “religiosità cosmica” in alternativa alle vecchie “credenze sbagliate e ridicole”, ai “dogmi e dèi concepiti in miserabili forme antropomorfiche” (8). Giacché la letteratura — e tanto più i romanzi di un autore di successo, conditi con quel tanto di erotismo e di linguaggio “sessualmente esplicito” che non manca mai di favorire le vendite — si rivelano spesso un veicolo privilegiato per diffondere idee e temi della nuova religiosità, vale la pena di dedicare qualche attenzione ai due volumi di Alberto Bevilacqua, anche se si tratta di opere — da tutti i punti di vista — di qualità discutibile. Fra l’altro, senza che il lettore ne sia avvertito, una ventina di passaggi di Un cuore magico sono semplicemente ricopiati, parola per parola, da I Sensi Incantati, non si sa se per stanchezza letteraria dell’autore o per meglio ribadire alcune idee magico-religiose.

    La trama

    Alberto Bevilacqua ci assicura che I Sensi Incantati e Un cuore magico descrivono — con un minimo di artifici letterari — la sua vita negli ultimi anni in chiave di autobiografia spirituale: si tratterebbe quindi, almeno in uguale misura, di una storia vera e di una rielaborazione romanzesca (9). Lo scrittore narra la storia della sua crisi nervosa — acuita dal lento procedere della causa di divorzio dalla moglie — e della forma più grave di depressione di cui soffre la madre nella nativa Parma. La narrazione è occasione per evocare le tradizioni esoteriche della sua terra, il circolo magico del Parmigianino, le “strione”, le streghe, e gli “strioni” dell’Emilia, la nonna materna medium, che comunicava con il primo marito defunto. L’autore comincia a risolvere i suoi problemi quando entra in contatto, a Roma, con un gruppo esoterico chiamato L’Universo nel Tempo, guidato da una giovane docente di antropologia culturale, Miriam, di cui diventa rapidamente l’amante. Miriam ha un difficile rapporto con un fratello, Franz, sospettato dell’omicidio di un professore omosessuale e così incerto sulla sua identità sessuale — nonostante la sorella lo avesse a suo tempo iniziato alle donne con un rapporto incestuoso — da vendere il suo corpo per strada per squallidi giochi con clienti di entrambi i sessi. Lasciato il villino di famiglia Miriam si trasferisce così a vivere con lo scrittore: gli riempie la casa di misteriosi idoli pagani e comincia a dare prova di straordinarie capacità di medium e di sensitiva. L’iniziazione del protagonista è completata dai rapporti con Gustavo Adolfo Rol — un sensitivo che vive a Torino, e che non è un personaggio di fantasia —, che gli trasmette telepaticamente insegnamenti e messaggi. Via via si presentano altri personaggi: Tano, esperto di levitazione, capace di voli straordinari; l’uccello sensitivo Salomone; e il giudice della causa di divorzio dello scrittore, un ometto ossessionato dal sesso, che prolunga il caso all’infinito per il piacere di continuare a frequentare l’autore. Tutto è occasione per sedute di spiritismo, di chiaroveggenza, di psicofonia sempre più straordinarie, finché Miriam compie il miracolo finale — la guarigione della madre dello scrittore dalla sua malattia — e finalmente scompare. Con questa metafora classica nei viaggi esoterici — quando il discepolo è capace di camminare da solo il maestro si allontana — si conclude il primo volume, I Sensi Incantati.

    Consapevole che “con I Sensi Incantati è nato un movimento” (10), nella nuova opera Un cuore magico Alberto Bevilacqua appare ancora di più in prima persona, se la prende con i giornalisti scettici e si descrive come mediatore fra migliaia di persone semplici che aspettano da lui una nuova verità e i pochi veri “Grandi Sensitivi” dello stesso calibro di Miriam, con cui è in grado di mettere in contatto chi ha veramente bisogno di aiuto. La guarigione della madre si perfeziona, la causa di divorzio procede: il giudice finirà per andare in pensione senza averla conclusa. Mentre Miriam non c’è più, l’autore si dà di nuovo all’erotismo e attraversa la “foresta delle donne” (11), esplorando — senza disdegnare le situazioni estreme e perfino i rapporti a tre — le molteplici sfaccettature della sessualità femminile e attendendo una nuova relazione, che gli è stata annunciata telepaticamente da Gustavo Adolfo Rol. Preceduta — esattamente come la Madame Chantelouve di Là-bas, il romanzo sul satanismo di Joris-Karl Huysmans (12) — da lettere di cui lo scrittore ignora l’autrice, compare così “Giulia J.”, una nuova compagna più prosaica, che a poco a poco impara a calarsi nei panni di Miriam. Giulia J. è stata inviata all’autore dal fratello di Miriam, Franz, che la polizia continua a sospettare di omicidio, e lo scrittore di satanismo. Per una Roma crepuscolare, fra ombre di Tangentopoli e accenni a cupi “riti erotici” di carattere “infame” praticati negli alberghi Raphael e Plaza — noti ritrovi di altrettanto noti politici nazionali (13) —, si aggirano personaggi inquietanti, razzisti e dediti alla magia nera, che devastano la sede del gruppo esoterico L’Universo nel Tempo. L’avventura con Giulia J. è appassionata ma provvisoria: l’autore è ormai maturo per tornare da Miriam. Si dirige, con la madre, alla volta del Sikkim — più volte menzionato nei due volumi, insieme a un Tibet esoterico di maniera — e torna al monastero del suo amico Tashi, che gli evoca grati ricordi. Pensa che si tratti solo di una sosta ma — nell’ultima pagina di Un cuore magico — nel monastero si sentono risuonare i passi di Miriam che arriva…

    L’ideologia

    1. I fenomeni

    L’indagine sull’occulto di Alberto Bevilacqua parte da una rivendicazione — contro gli scettici di professione alla Piero Angela, difensori di uno scientismo fuori moda, che lo scrittore di Parma non ha torto a criticare — della verità dei fenomeni parapsicologici. Si incontra, via via, il campionario completo dei manuali di parapsicologia e dei movimenti magici. Si possono ricordare, senza che la lista sia completa:

    a. le “esperienze fuori dal corpo”, che sfruttano “le forze psichiche latenti e ancora inutilizzate” (14);

    b. la divinazione mediante i Tarocchi, di cui l’autore si presenta come “lettore di prim’ordine”, capace di “[…] decifrare, oltre al destino, il passato e il presente di una persona con cui entro in sintonia” — notiamo che la lettura che Alberto Bevilacqua propone dei Tarocchi, “elaborata dalle scienze magiche” e che gli sarebbe stata trasmessa da una “striona” della Padania, Albina Savi (15), insiste sulla funzione divinatoria e si distacca così dalle loro interpretazioni come metafora della condizione umana (16);

    c. l’aura, che “[…] si rende visibile intorno al corpo delle persone” (17);

    d. la psicometria o lettura attraverso un oggetto della “storia di colui a cui è appartenuto o appartiene”; il vero sensitivo non ha neppure bisogno di toccare l’oggetto e “[…] addirittura riesce a far proprio, medianicamente, il pensiero altrui” (18);

    e. la bilocazione (19);

    f. la chiaroveggenza, definita “comunicazione medianica fra viventi” (20) e utile di tanto in tanto anche nelle avventure amorose, giacché si può “vivere” il corpo di una donna “[…] avvertendone medianicamente, con la medianità che a volte accompagna il desiderio, un’identità biologica, magnetica” (21);

    g. la “transcomunicazione di ordine medianico” con i defunti, non difficile — come tutta la storia di Miriam e l’iniziazione spiritica dell’autore a opera della nonna materna dovrebbero dimostrare — “quando esiste un forte legame affettivo fra una persona scomparsa e una che vive” (22), e di fronte a cui si può solo esclamare gioiosi: “[…] com’è bello comunicare con il mondo che dicono non c’è!” (23);

    h. la registrazione delle voci dei defunti sul magnetofono — psicofonia — di fronte alla quale, assicura l’autore, oggi “[…] la scienza, dopo infinite verifiche, resta turbata” (24);

    i. le incursioni nell’”Akasha”, “zona psichica universale” e “Serbatoio Cosmico”, a cui i “[…] Sensitivi possono attingere per conoscere fatti lontani nel tempo e nello spazio” (25); secondo Alberto Bevilacqua questa “sorta di cervello globale dove la memoria di ogni esistenza si deposita in una memoria perenne” sarebbe stata scoperta dalle “antiche filosofie indiane” e oggi la sua esistenza sarebbe confermata da “recenti studi di meccanica quantistica” (26) — ma in realtà, come ha notato Reender Kranenborg, “l’idea di una “cronaca dell’akasha” non è conosciuta nell’induismo, e ancor più sconosciuta è l’idea che sia possibile “vedere” in questa cronaca […]. L’idea della “cronaca dell’akasha” è puramente occidentale [e] elaborata da [Rudolf] Steiner [il fondatore della Società Antroposofica, 1861-1925]” (27);

    l. la scrittura diretta “su fogli bianchi, senza che nessuno tocchi carta e penna”, che ha un rilievo decisivo nelle vicende di Miriam (28), e di cui Alberto Bevilacqua pensa di rintracciare precedenti nei fenomeni — oggi noti come in parte certamente fraudolenti — di Eusapia Palladino (1854-1918, il cui cognome lo scrittore scrive erroneamente “Paladino”) e di Daniel Dunglas Home (1833-1866), di cui ricorda anche un volo “fuori da una finestra, a settanta metri di altezza”, che sarebbe documentato da “prove inoppugnabili” (29) — è interessante notare che i parapsicologi oggi raccomandano di “[…] considerare qualunque resoconto di scrittura diretta con grande cautela”, dal momento che i casi riportati si possono spiegare quasi tutti con la “frode” o la “cattiva osservazione” (30), e che il manuale universitario di parapsicologia più usato negli Stati Uniti d’America considera la scrittura diretta un fenomeno “poco plausibile” (31);

    m. infine, la credulità del lettore viene davvero messa a dura prova quando lo scrittore gli chiede di ammettere perfino l’esistenza in Tibet di un lago, il Cho-kor-gye, nelle cui acque è possibile “[…] vedere gli eventi futuri. Si alza un vento che trasforma l’azzurro profondo delle acque in un bianco accecante, e subito si formano vortici dove appaiono immagini di ciò che accadrà” (32).

    2. La visione del mondo

    Alberto Bevilacqua non si limita a proporre una collezione di fenomeni, ma li interpreta in una completa visione del mondo, che comprende tesi su Dio, sull’universo e sull’uomo. Come in molti nuovi movi-menti magici, la sua prima polemica è contro il “dualismo”. Trascendendo la falsa distinzione “Dio-mondo”, creata dalla “tirannia dell’intelletto” (33), si scopre un Dio panteista — beninteso “lontano anni luce” dal Dio tradizionale (34) — che “[…] viene continuamente creato dall’Universo in una genesi dinamica” e reciprocamente crea continuamente l’universo (35). In ultima analisi “[…] Dio altro non è che pace della mente” (36). Il tessuto panteistico dello spazio è peraltro abitato da strane entità: gli artisti per esempio, “sensitivi inconsapevoli”, “[…] vengono spinti da un’entità magnetica (ciò che passa per ispirazione) a sintonizzare il proprio genio con la vasta Immaginazione del mondo” (37).

    La formazione dei mondi e dei viventi è frutto di una “evoluzione stellare” (38), idea che può sembrare moderna e “scientifica”, ma che deriva direttamente dai fondatori ottocenteschi della Società Teosofica. Si arriva così fino all’uomo, la cui “biografia cosmica” è dominata dalla legge della reincarnazione e delle “successive esistenze, simili ai giorni che tramontano e rinascono” (39), lungo le quali si accumula sfortunatamente un “carico di ignoranza e volgarità” simile a una polvere da cui occorre liberarsi (40). La liberazione si consegue attraverso l’iniziazione, che si manifesterà anche in una serie di riti di cui è esempio la “preghiera di ringraziamento agli antichi dèi solari” praticata dal movimento di Miriam (41). Tutto mira a restaurare l’armonia con l’Universo, attraverso una purificazione che non esclude l’erotismo — i due romanzi ne sono del resto saturi, e “la magia sessuale può essere un grande aiuto per molte donne” (42) — ma richiede “gentilezza”. Miriam, la “maestra delle immense verità dell’Universo” (43), suggerisce del resto “[…] di non avere tabù, di infrangerli tutti, i tabù, di vivere secondo una morale libera, senza i falsi condizionamenti della religione” (44). E di questa “morale libera” lo scrittore-protagonista approfitta abbondantemente lungo il corso di entrambi i volumi.

    Benché, in visita in America, lo scrittore consideri con un senso di superiorità quella che chiama la “Nuova Epoca” — “migliaia di piccoli gruppi che non si distaccano dalle posizioni teosofiche” (45) — e altrove assicuri che le sue evocazioni non hanno “niente a che fare con lo spiritismo” (46), si tratta proprio dell’ideologia del New Age e delle vecchie teorie spiritiche, in una versione facilona e popolare. Si ha l’impressione che lo scrittore non si renda ben conto delle origini di certe “nuove” teorie, finendo così per ripetere le tesi screditate di un esoterismo da edicole delle stazioni, che vedono i soliti Esseni annunciare “il verbo di Osiride, di Krishna”, annoverare fra i loro adepti Giovanni il Battista e influire su Gesù Cristo (47), e il non meno solito — non per colpa sua — san Francesco trasformarsi in adepto della “magia solare” (48). Tipica del New Age — ma già caratteristica dell’occultismo letterario di fine Ottocento — è pure una insistita pretesa “scientifica”: le più spericolate ipotesi occulte — come lo spiritismo un secolo fa — sono sempre introdotte da espressioni come “la scienza ha stabilito”, “la scienza conferma” e così via.

    3. La polemica contro le “sette”

    In tutti e due i volumi Alberto Bevilacqua si sforza di distinguere le vere “Compagnie di fraternità spirituale” dalle “sette grossolane”, “fabbriche della superstizione”, che infestano l’Italia e il mondo. È singolare ritrovare il linguaggio della polemica consueta contro le “sette”: “Nessun’altra epoca ha contato tante persone insicure, facilmente plagiabili. E dunque era fatale che esse andassero a infoltire le sette grossolane” (49). Il linguaggio è quello del movimento anti-sette e i propositi sono ancora più truci: gli adepti delle “sette” definite “nere” sono “gente […] che andrebbe eliminata” (50). Alberto Bevilacqua si presenta come il loro implacabile avversario, capace persino di interrompere una Messa nera — descritta peraltro in termini un poco sommari e improbabili — in modo melodrammatico e teatrale, con una rivoltella in pugno (51). Di un presunto proliferare del satanismo lo scrittore dà paradossalmente la colpa a Papa Paolo VI, che pure sembra stimasse l’opera poetica di Alberto Bevilacqua. Di Papa Paolo VI leggiamo che lo scrittore di Parma lo aveva “[…] supplicato di evitare il famoso pronunciamento sull’esistenza del Diavolo. Avrebbe aizzato, a mio avviso — ed è infatti accaduto — l’autosuggestione di cui si nutre il satanismo”, e così i “riti satanici” si sono “moltiplicati nel mondo” (52). Alberto Bevilacqua ha qualche riserva anche su altri documenti della Chiesa, ma li tratta con sconcertante ignoranza: il rapporto provvisorio dei quattro dicasteri vaticani del 1986 Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi: sfida pastorale — che faceva seguito a un questionario distribuito alle conferenze episcopali — viene definito “una sfida pastorale, dettata da conferenze episcopali” (53) — quasi che le “sfide pastorali” fossero una nuova categoria di documenti, accanto alle lettere e alle dichiarazioni delle Congregazioni romane —, e criticato perché vedrebbe “ovunque l’Orco delle favole” (54), critica assolutamente infondata come è subito evidente anche al più superficiale lettore del rapporto.

    Ma perché Alberto Bevilacqua se la prende così duramente con le “sette”? Dopo tutto, nel linguaggio consueto del movimento anti-sette, non verrebbe forse definita una “setta” anche il gruppo L’Universo nel Tempo, guidato nei due volumi da Miriam? L’atteggiamento dello scrittore di Parma non deve sorprendere. Da che mondo è mondo — per non dire da che “setta” è “setta” — i nuovi movimenti religiosi e magici hanno sempre cercato di confondere le carte unendosi al coro che attacca le “sette”, visto che, per definizione, “la setta è “l’altro”” (55) e quindi non può essere “noi”. Naturalmente questo tentativo di chiamarsi fuori e di distinguersi — considerata l’aggressività del movimento anti-sette contemporaneo — è sempre un poco ingenuo. Ma questo non toglie che — per usare i termini assolutamente precisi della lettera pastorale di mons. Giuseppe Casale Nuova religiosità e nuova evangelizzazione — ci si trovi oggi ancora di fronte a “[…] una sorta di critica interna della nuova religiosità, promossa dagli esponenti di alcuni fra gli stessi nuovi movimenti religiosi e magici che preparano opere di denuncia — quando non liste di proscrizione — distinguendo fra spiritualità “equilibrata” (la loro) e “distruttiva” (quella di tutti gli altri), “magia bianca” e “magia nera”, “iniziazione”, di cui sarebbero detentori, e “contro-iniziazione”, a cui ascrivono facilmente le organizzazioni concorrenti” (56). Il paradossale atteggiamento anti-sette di Alberto Bevilacqua è il più classico degli esempi di questa “critica interna”.

    Alcune conclusioni

    Vale la pena di occuparsi di testi come I Sensi Incantati e Un cuore magico? Non si tratta di una perdita di tempo? Dopo tutto, le teorie di Alberto Bevilacqua non sono state esposte in centinaia di altre opere degli ambienti esoterico-occultisti e del New Age, di cui sono già disponibili analisi critiche adeguate? Non siamo forse di fronte a ripetizioni così scontate da rivelarsi innocue? La mia risposta, almeno all’ultima domanda, è negativa: le storie autobiografiche di Alberto Bevilacqua e le sue attività di profeta di una nuova “religiosità cosmica” non sono innocue. Per rendersene conto occorre riflettere sui modi di propagazione dell’ideologia del New Age, del reincarnazionismo, dello spiritismo, della magia — perché di questo si tratta, anche se Alberto Bevilacqua preferisce altre etichette. Le dottrine del New Age — contrariamente a un’opinione diffusa — sono state talora esposte in forme “colte” da autori che conoscono le convenzioni accademiche in tema di citazioni e sanno come si redige una nota a piè di pagina. Se la divulgazione del New Age fosse affidata soltanto a testi di questo genere si tratterebbe di un fenomeno culturalmente più rispettabile: ma lo conoscerebbe soltanto una minoranza di addetti ai lavori. Invece tutti o quasi in Occidente — e ormai non solo in Occidente — vengono raggiunti dalle idee del New Age — magari senza chiamarlo in questo modo —, grazie non ai suoi testi “colti” o accademici, ma alla letteratura popolare alla Shirley MacLaine, al cinema, ai romanzi.

    J. Gordon Melton e i suoi collaboratori hanno anche notato che “come avviene per molte cause nella società contemporanea, il New Age è stato molto aiutato dal proselitismo delle celebrità che ne hanno abbracciato l’ideologia” (57). Attori, campioni dello sport, romanzieri hanno fatto per il New Age molto di più degli accademici e degli studiosi. In Francia il couturier Paco Rabanne ha diffuso le idee del New Age in due libri stroncati dalla critica, ma che hanno avuto uno straordinario successo di pubblico (58). Tutto questo può forse indurre a qualche riflessione sul potere della cultura popolare, rafforzato dalla televisione dove scrittori come Alberto Bevilacqua sono ospiti frequenti. La letteratura, inoltre, svolge una funzione di inculturazione del New Age in situazioni nazionali diverse. Si è parlato, così, di una “messicanizzazione” del New Age attraverso i romanzi di uno scrittore come Antonio Velasco Piña, il cui personaggio di Regina assomiglia molto alla Miriam di Alberto Bevilacqua (59). Lo scrittore di Parma si cimenta in un tentativo di inculturazione dello stesso genere “italianizzando” le idee del New Age e cercandone i precedenti non in California, ma nelle cerchie esoteriche delle corti rinascimentali italiane ovvero fra le “strione” e gli “strioni” emiliani, quasi che anche per il ritorno della magia e per il New Age pensasse di lanciare un “modello emiliano”. Antonio Velasco Piña — occorre riconoscerlo — non ha la verve letteraria di Alberto Bevilacqua, ma in compenso conosce meglio l’esoterismo, e benché attribuisca alla sua Regina — che sarebbe, anche lei, un personaggio realmente esistito — poteri mirabolanti e incredibili riesce almeno a evitare gli equivoci più grossolani. Dal punto di vista della divulgazione popolare del New Age fuori dall’originaria area di lingua inglese Regina e Miriam sembrano peraltro promesse a carriere letterarie assolutamente parallele.

    Il pericolo, dunque, esiste. Forse — per molti versi certamente — si tratta di sciocchezze: ma quando le sciocchezze avviano un pubblico sprovveduto allo spiritismo e alla magia i rischi non sono soltanto culturali. Non resisto alla tentazione di trarre una conclusione dallo stesso Alberto Bevilacqua: “Nell’ineffabile piacere del parlare a vanvera — scrive a un certo punto, in una rara vena di auto-ironia — uno si accorge che alcune sciocchezze lo sono meno delle altre” (60). A conferma, Alberto Bevilacqua sfiora almeno simbolicamente la verità — quanto ai rischi di sfacelo spirituale a cui ci si espone accostandosi all’occulto e alla magia — quando descrive, a proposito di una sua brutta avventura nel mare di Delo, la “disgregazione della volontà”, l’insidiosa “sensazione di correre verso una felicità sconfinata”, verso un “idolo di marmo” che ci attrae ma che è in realtà la morte: “Chi non resiste, è perduto. Ma resistere è difficile” (61).

    Massimo Introvigne

  • PaoloFranceschetti

    Re: LETTERA APERTA A PAOLO FRANCESCHETTI (Voto: 1)
    di PaoloFranceschetti il Giovedi 27 Novembre 2008 (6:08)
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    Davide grazie del tuo intervento. Devo dire che questo post di Corvaglia ha offerto lo spunto per interventi interessanti, che spaziano da Introvigne alla Carlizzi, che daranno magari la possibilità ai lettori di approfondire le vicende che riguardano tutte queste persone e farsi un’idea personale. Quanto a Corvaglia, ho preparato una lettera di risposta che Don Chisciotte mi pubblicherà ma, se non mi sbaglio, la sua lettera è una colossale provocazione, intelligente e sottile. Mi ricorda una provocazione di tanti anni fa, che feci io quando dirigevo la pagina di un quotidiano. Avevo pubblicato degli articoli in materia di educazione ed università. Poi comparvero delle feroci lettere di critica ai miei articoli, a firma di Fabio menicacci (un mio amico che risale alle elementari) cui io replicai… Una persona mi disse “Caro Franceschetti gliele ha cantate quel Menicacci eh? Così impara a scrivere quelle cazzate!!! Ha avuto un bel coraggio a pubblicarle, visto come la critica”. Risposi: “quelle critiche me le sono scritte da solo… Fabio menicacci è un mio amico, e ho solo scritto le cazzate tipiche delle persone che la pensano come lei, per avere un’occasione di replicare e di ribadire alcune cose che mi interessano”. Ecco… Corvaglia ha provocato… ha provocato me, la Carlizzi, e tutti i lettori, per vedere cosa succedeva. Ma credo di capire come la pensa realmente…. Basta che vai a guardare i suoi due siti: il primo è tarantula (http://tarantula.ilcannocchiale.it) e il secondo è lucifer (http://lucifero.spazioblog.it)… e ti farai un’idea di quali erano le reali intenzioni di Corvaglia. Che sono ben espresse nella frase che apre il suo blog che riporto: Quando io uso una parola, – disse Humpty Dunty in tono d’alterigia, – essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno. – Il problema è, – disse Alice, – se voi potete dare alle parole tanti diversi significati. – il problema è, – disse Humpty Dunty, – chi è il padrone…. ” Insomma… Una provocazione notevole, che ritengo geniale. Tutto dipende dall’interpretazione che le diamo noi. Io mi sono divertito e non avevo mai riso tanto da mesi.

  • Truman

    Ho rimosso un po’ di commenti inutili nell’ottica su esposta di discutere di fatti più che di persone.
    Data l’abbondanza di commenti, ho anche rimosso qualche commento che esortava a discutere di fatti ed a lasciar perdere le polemiche, sempre nell’ottica di dare un minimo di leggibilità.

  • GabriellaCarlizzi

    A DAVID 71
    Carissimo ho letto il suo commento. Non so cosa ne pensino i responsabili di questo sito, ma le ricordo che un invito come il suo può scatenare in anonimi maleintenzionati quanto imporrebbe azioni a tutela della immagine di chiunque, da parte della Plozia Postale. A meno che non si intenda usare questo sito come se fosse un tribunale, conravvenendo alle normative che ne consentono la messa in rete.
    Gabriella Carlizzi

  • reza

    eh, bravo, ma i commenti ora sono mescolati e non si capisce quale è il filo del discorso;-))

    Vedi se poi mettere ordine cronologico per i commenti, thank you very mattece;-)))

  • NerOscuro

    Tutti santi dopo la morte, evvai!

  • LonanHista

    mizzeka!!!postato 24 ore fa e già 57 commenti + 1 = 13 appunto 58 otto e cinque tredici con l’asporto di minkiate che denotano pur nel piccolo la deriva di questa epoca:
    ABBIAMO CAPITO TUTTO AL PUNTO DI NON AVER CAPITO UN CAZZO!

    era quasi meglio che la terra fosse restata piatta, almeno la fantasia poteva liberarsi a cercare la realtà la luce, passare da quelle figure piatte senza sfondo alle favolose fotografie di leonardo michelangelo raffaello caravaggio etc etc.

    la fantasia oggi cosa cerca? satura di tutto, non sa più dove svernare e basta sincerarsi delle orrende rappresentazioni artistiche, delle quali lo psicoterapeuta potrebbe fornire spiegazioni sulle turbe psichiche della nostra epoca, dove siamo saturi di tutto, intossicati nel fisico e nella mente.

    e franceschetti comunque prova che volendo qualunque teoria potrebbe avere conferme , cioè ognuno di noi ha la sua verità che può provare e se nell’epoca dell’oscuramtismo esisteva una sola verità obbligata oggi esistono miliardi di verità e di fatto siamo nel caos e nella confusione più totale, nell’anarchia ideologica al punto che anche le leggi si sono anarchizzate.

    ma a parte il metodo, ognuno di noi ha la sua verità, interessa il merito di franceschetti il quale alla fine spreca il suo lavoro di ricerca e rischia di essere annoverato ad icke ed i suoi rettiliani o a quella specie di guru romano che sostiene di un mondo governato da una sorta di computer e da una mente unica.

    il mondo, la natura l’universo è dominato dal caos, una matassa di fili intrecciati fra di loro dove trovare un capo non significa sbrogliare la matassa, ma finire sopra un altro capo ed un altra matassa di fili intrecciati e via all’infinito.

    franceschetti è come se avesse sbrogliato una matassa e con lo stesso metodo vorrebbe dimostrare il merito di tutte le altre matasse con una sorta di cabala pecoreccia.

    i cosiddetti omicidi rituali non sono altro-se fossero veri- che prove di affidabilità ed appartenenza. un pò come succede per i killer dei narcos che vengono addestrati a sparare, a cogliere il bersaglio finto e poi per cementare l’appartenenza al gruppo li si obbliga a sparare a caso contro qualcuno, in primo luogo per dimostrare di non provare pena in secondo luogo per essere in un certo senso ricattati, costretti a non tirarsi fuori dal gruppo perché minacciati di essere denunciati alle autorità. ovvio che questi killer non conoscono i loro veri capi ed hanno come riferimento una sorta di caporale che ha cominciato come loro ed ha fatto carriera fino ad ottenere la fiducia dei lor veri capi.

    e lo stesso dovrebbe valere per certi strani delitti.

    ad esempio in messico c’è una città(cihuahua? juarez?) dove nel giro di qualche anno sono scomparse centinaia dii donne uccise dopo essere state seviziate.
    una sera in tv, si parlò di video sniff o snuff o snaff

    in ogni modo a quanto sembra tutto il mondo è paese

    e per esempio per l’omicidio di perugia proprio oggi al tg4 hanno detto che la ragazza accusata dell’omicidio,(amanda se non erro,) quella sera era ubriaca e strafatta di canne tanto da non ricordarsi neppure delle persone che erano con lei.
    in prativa sta preparando la tesi difensiva.

  • geopardy

    Ti sbagli,
    il conteggio sarebbe 58+1, poichè è stato cancellato il mio commento di invito a riprendere una discussione civile, quindi 5+8+1 = 14 = 5.
    Non so cosa significhi, ma qualcuno ce lo dirà.
    Ciao e grazie

  • MatteoMantovani

    Carissima Paola Pisi,

    come prima cosa se fossi in lei dubiterei della “precisione” delle fonti da lei riportate in questo commento. Ma per questi particolari credo che sarà la diretta interesata ad attivarsi nel proprio interesse, e a rispondere adeguatamente a tale ostinato e spregiudicato suo intervento.
    Purtroppo devo chiedermi il perchè di tale ostinato abuso nei riguardi di Gabriella. E credo che sia doveroso che dopo questa esternazione, che non ribatte le teoria della Carlizzi e come solito non dice nulla perchè di idee proprio non c’è ne sono, ora spiegare questo suo accanimento.
    Io ci stò pensando… ma non trovo alcuna motivazione valida. Provo ad indovinare.
    E forse dovuto al fatto che la Carlizzi è molto più bella di lei?

  • MatteoMantovani

    Gentile Sig. Davide71,

    mi devo purtroppo ripetere, se la Costituzione garantisce la libertà di opinione, questa non deve diventare un abuso, in quanto ciascuna fonte di informazione andrebbe ben valutata.
    Dissaprovo in assoluto quanto proposto, non solo perchè riguarda Gabriella, ma verso chiunque altro, nel sottoporsi a questa arena di spovveduti internettiani, che mette sullo stesso piano conoscenza e credibilità, passando sopra il reale intendimento dei contenuti proposti, in quanto non possiende un reale punto di vista, ne una adeguata cultura per affrontare questi argomenti, ma unicamente un intento iconoclasta verso purtroppo quelli che rischiano di proprio esponendosi nei confronti di grandi poteri.
    E qui, mi permetta un invito, invece di tentare una caccia alle streghe, cerchi di decidersi da che parte stare. O per meglio dire, decidere se stare dalla parte di chi prende i soldi sui disastri della nostra epoca, usando come copione il quotidiano. O invece da parte di chi è difficile condividerne le idee o trovarne un punto di contatto solamente perchè differenti dai soliti lunghi monologhi che dicono sempre la stessa cosa anche se apparentementi letti alla rovescia.

  • geopardy

    Concordo con il fatto che l’essere umano si voglia spesso dare una spiegazione degli eventi proporzionale alle sue conoscenze, anche se in genere esiste ciò che egli creda che esista, aldilà di un qualsiasi riscontro oggettivo, non concordo, però, con la pretesa di avere un’ unica verità e se essa non può essere dimostrata, spesso si creano le condizioni di imporre comunque la propria visione delle cose, daltronde nella storia è stato sempre così.
    Prima la terra era piatta ed un tempo le stelle erano bivacchi degli dei, aldilà della palese non veridicità di questa cosa, che l’avvento della scienza moderna, ma prima ancora quella greca, hanno ampiamente dimostrato, i suddetti modelli sono serviti ad instaurare certi tipi di società definendone l’esistenzialità.
    Quindi chi vuol ancora fondare la propria esistenza su determinate concezioni luciferine, sicuramente si curerà di avere un sistema di verifica degli eventi, ritenuti manifestazione dell’incarnazione del male, con associato, perchè no, un semplice sistema matematico (non solo numerologico, poichè si applicano ad esso delle operazioni di matematica semplice, ad esempio l’addizione e la scomposizione).
    Franceschetti utilizza anche le lettere, però, quindi la possibilità combinatoria, già strepitosa per i numeri, va ad abbracciare l’intero sistema del linguaggio.
    Così facendo si rischia di immettere una serie pressochè indefinita di possibilità interpretative, quindi l’affermazione fatta da Corvaglia nei confronti di Franceschetti, cioè, di aver costruito un sistema in cui è praticamente impossibile apportare considerazioni critiche nel merito dell’interpretazione, che quindi risulta inattaccabile, va senz’altro presa in considerazione.
    Sicuramente nella realtà di tante sette, logge e associazioni mafiose i riferimenti potrebbero essere validi, ma come puoi dirlo con certezza se ti affidi ad un linguaggio privo di qualsiasi struttura grammaticale ed analitica, in cui tu stesso potresti declinare significati meramente soggettivi e non accorgerti di farlo?
    Quindi l’operazione fatta sia dalla Carlizzi che da Franceschetti, abbisogna di un atto fideistico di base, altrimenti, credo, ognuno di noi potrebbe creare una serie indefinita di interpretazioni numerologiche e letterarie per gli stessi eventi analizzati, a seconda della nostra interpretazione esistenziale.
    Se, però, già si conosca la mente strutturale degli eventi analizzati, ammesso che esista, allora si potrebbe applicare lo specifico sistema interpretativo, ma, ripeto, data la mancante struttura grammaticale ed analitica del suddetto linguaggio, si rischierebbe, comunque, di esporsi ad esagerazioni squalificanti e saltellare su mondi indefiniti che non porterebbero ad alcuna chiusura del ciclo interpretativo, necessario per definire una qualsiasi verità.
    Ciao
    Geo

  • mat612000

    A volte ho come il sospetto che questo forum assomigli sempre di più ad una gabbia di pazzi.

  • NerOscuro

    Hai detto quello che avrei voluto dire io. Questo tuo post penso e spero chiarisca il contenuto dell’articolo a quanti si ostinano a vedere in esso un tentativo di negare l’esistenza delle sette e di un loro simbolismo, piuttosto che una più semplice critica all’usare la numerologia “a posteriori” per decifrare le mosse di queste sette.

  • GabriellaCarlizzi

    AI RESPONSABILI DI QUESTO SITO WEB.
    Egregi Signori, ringranziandovi per l’ospitalità concessami fino ad oggi, sono costretta ad informarvi che avendo assunto decisioni legali per quanto si continua a diffondere in danno della mia reputazione da parte di taluni, da questo momento in poi, pur leggendo e documentando i post che faranno a me riferimento, non posso più intervenire, dovendo attenermi al rispetto di quanto i miei legali riterranno doveroso a tutela del mio nome e degli Enti da me rappresentati.
    Rassicuro in tal senso il signor LUIGI CORVAGLIA, con il quale mi sono chiarita e presto ci incontreremo, come si fa tra persone civili. E lui ha dimostrato di esserlo. Non posso purtroppo dire altrettanto per altri, in particolare di tale PAOLA PISI, la quale ha postato una serie di articoli del Corriere della Sera, a suo tempo tutti da me querelati, con condanna degli autori, oltre che provvedimenti disciplinari a loro carico da parte dell’Ordine dei Giornalisti e dell’allora Garante per l’Editoria. Va da se, che sebbene tali articoli non sia facile toglierli dai motori di ricerca, essendo in ogni caso il loro contenuto diffamatorio, e non potendone stabilire nemmeno la veridicità, chiunque se ne serve e ne autorizza la diffusione, diviene corresponsabile dell’autore della diffusione stessa, in questo caso, PAOLA PISI più altri.
    Sono rammaricata, ma c’è un limite a tutto.
    Mi preme informare i responsabili di questo sito che ho inviato una email alla competente Polizia Postale, affinchè tutto ciò che è oggetto di diffamazione nei miei confronti, sia acquisito formalmente, e siano presi i relativi provvedimenti.
    La diffamazione è un reato a querela di parte, e per questo se mi fossi trovata di fronte ad una persona civile come ha dimostrato di essere il signor Cornovaglia, mi sarei astenuta da ogni azione legale.
    In tal senso, a riprova della mia “umanità”, sarei ben lieta che questa non commendevole vicenda si concludesse con le scuse pubbliche da parte degli autori delle diffamazioni e dei responsabili del sito stesso.
    Un cordiale saluto
    Gabriella Carlizzi

  • ilBarone

    Beh, aver tirato in ballo i ‘rettiliani’ (a Napoli lo chiamano il ‘fatt’apposta’) ti qualifica alquanto…..bello scivolone!

  • paolapisi

    Se gli autori delle “diffamazioni”, e cioè il corriere della sera e altri giornali, si vorranno scusare pubblicamente con la signora Carlizzi, sarò ben lieta di leggere le loro umili richieste di perdono. Ovviamente per quanto mi riguarda non ho assolutamente nulla di cui scusarmi, e ci mancherebbe solo che uno non sia libero di postare i link di articoli del maggiore quotidiani nazionale accessibili su internet . Sì, certo, è un reato, come no. Fra l’altro si tratta di brevi lanci in quanto tali privi di autore, per cui non comprendo come la sign.ra Carlucci abbia ottenuto “la condanna degli autori, oltre che provvedimenti disciplinari a loro carico da parte dell’Ordine dei Giornalisti e dell’allora Garante per l’Editoria.” Ma questo dipende dalla mia limitatezza mentale, mai mi permetterei di mettere in dubbio la parola della signora, che anzi esorto a far oscurare i pezzi del corriere e di altri quotidiani di diffusione nazionale per cui ha ottenuto la condanna per diffamazione (dovrebbe avvenire in automatico, ma evidentemente la magistratura non sempre è solerte). Oltrettutto la onorabilità della signora Carlizzi dovrebbe essere lesa maggiormente dal fatto che il Corriere non abbia rimosso gli articoli in questione che da quello che qualcuno li posti in un commento: informo la signora che il Corriere della Sera ha più lettori di Comedonchisciotte. La informo anche che finchè questi sono in rete, io posto i link proprio a quello che mi pare.

    Certo, il corriere della sera deve davvero avercela con la signora Carlizzi, perchè i link che ho postato sono temporalmente molto distanziati (sono spalmati lungo un decennio), quindi nonostante le condanne passate il corriere si ostina a diffamare la signora, di cui a questo punto comprendo il disappunto.

    Mi piacerebbe anche poter leggere, per mia cultura ed edificazione personale, le pagine del corriere in cui questo riporta, a norma di legge, la sentenza di condanna per i pezzi diffamatori nei confronti della signora Carlizzi che aveva precedentemente pubblicato. Prometto che quando mi saranno resi accessibili li posto, aggiungendo che avevo sbagliato a prestare fede al corriere.

    Comunque il mio commento non era contro la signora Carlizzi e seguito: figuriamoci se mi metto a polemizzare e a discutere con i sostenitori del complotto della rosa rossa, delle figlie di Lilith e con i depositari di rivelazioni celesti da parte della Beata Vergine. Io stavo polemizzando precisamente con chi inizia a mettere sacrosantamente in dubbio verità ufficiali su alcuni eventi (es. 11 settembre), e poi finisce, gradino dopo gradino, a credere e a diffondere OGNI teoria complottista, per quanto assurda e strampalata, solo perché appunto autoreferenzialmente complottista, pensando che QUESTA sia l’informazione “alternativa”. E il punto di arrivo è appunto quello di dare spazio, e tanto, alla rosa rossa e alle divine rivelazioni della signora Carlizzi. Il post sopra della signora Carlizzi è la conseguenza logica di questa deriva ideologica.

    PS: leggo sopra su comedonchisciotte un articolo del signor Franceschetti, in cui l’autore sostiene che dietro il delitto di Erba c’è – indovinate un po’ – la “rosa rossa”, e che una conferma viene dall’ “arringa del difensore di Olindo che è terminata con “Rosa sopra ogni cosa”” . Questo il contesto in cui la frase del difensore è stata pronunciata: “Poi la chiusura, accorata: ”Ricordatevi che si chiama Olindo Romano, ha fatto l’alpino, e questo si’ lo rivendica, e’ nato ad Albaredo San Marco, ama la sua sposa, Rosa, sopra ogni cosa, ma soprattutto e’ innocente”. Pacia, e piu’ tardi anche la sua collega Luisa Bordeaux, parlano in difesa di Rosa Bazzi.” Credo di essere esonerata da ogni commento.

    Alternative news, folks! (4+27+55+66=152=8)

  • PaoloFranceschetti

    Gabriella… questo è uno dei tanti lati che non capisco. perchè querelare e far perdere tempo alla giustizia con queste idiozie. A parte il fatto che, secondo me, ove ci sia libertà di stampa, ci deve essere libertà di dire tutto, comprese cose sbagliate e non documentate. Salva la possibilità di replicare per chi è chiamato in causa direttamente. Per il resto, Gabriella, le tue reazioni ti espongono a due conseguenze negative. Scendi al livello di determinate persone (non alludo a Corvaglia, il quale ha volutamente preso in giro, secondo me, proprio le persone che più lo sostengono e lo hanno applaudito, ma è ovvio che loro non lo capiscano); e in secondo luogo perdi tempo ed energie inutili che potresti impiegare in modo migliore. Per il resto, sai bene che chi sostiene certe cose come noi è destinato ad essere preso per visionario o matto, e screditato in varie sedi. Per cortesia… occupati di cose più importanti. Fallo per te stessa, ma anche per noi, perchè se finalmente aprirai quel sito sulla Rosa Rossa sarà meglio per tutti.

  • PaoloFranceschetti

    gabriella aggiungo una cosa. Arrabbiandoti non fai altro poi che prestare il fianco ad altri attacchi. Ignorando certe cose, gli attacchi inevitabilmente diminuiscono e puoi concentrarti su cose più importanti.

  • StefaniaNicoletti

    Veramente la frase corretta è: “Ama Rosa Bazzi, la sua sposa. ROSA SOPRA OGNI COSA”. Allora prima di fare citazioni, si vada a vedere il video originale, anziché riprendere le notizie di agenzia e copia-incollarle. Non è una polemica, veramente. E’ solo una precisazione e un consiglio.

  • MatteoMantovani

    “SULLA BASE DELL’ARTICOLO 596 DEL CODICE PENALE, CHI E’ COLPEVOLE DEL REATO DI DIFFAMAZIONE NON E’ AMMESSO A PROVARE A SUA DISCOLPA LA VERITA’ O LA NOTORIETA’ DEL FATTO ATTRIBUITO ALLA PERSONA OFFESA. ”
    Pertanto poichè gli articoli di giornali vanno letti con il beneficio del dubbio,
    chiunque se ne serve come se fossero la verita’ oggettiva, commette a sua volta il reato di diffamazione, e se se ne serve mediante uno strumento pubblico come internet capace di amplificare la diffamazione, ciò costituisce un aggravante della pena.
    Sono d’accordo con l’iniziativa legale di Gabriella, anche perchè lei rappresenta Associazioni ed Enti che risultano diffamati di conseguenza, e che si presume chiedano i danni costituendosi parte civile nel processo contro le persone che Gabriella intende denunciare.

  • geopardy

    Cara Paola Pisi,
    il tuo ragionamento non fa una piega.
    Sì che di polemiche tra di noi ne abbiamo fatte, senza ricorrere ad intimidazioni di alcuna sorta, anche se, talvolta, siamo stati reciprocamente duri.
    Quello che non capisco è come mai mi sia stato cancellato il post in cui esorto la signora Carlizzi (e per primo, facendo notare che i gestori del sito erano latenti in merito) a demordere dalla polemica monopolizzante e non so perchè il mio ultimo commento di oggi, in cui faccio un’analisi, come si sarebbe dovuto fare nel commento di un articolo, rispetto alle dichiarazioni di Corvaglia ed al sistema di lettura degli eventi utilizzato dall’avvocato Franceschetti e dalla signora Carlizzi, non sia stato ancora pubblicato.
    Forse la somma numerologica dell’articolo era compromettente?
    Scherzo, naturalmente.
    P.S.
    Gabriella Carlizzi Pasquali = 9+8+8 = 25 = 7, non so cosa significhi, ma pur avendolo chiesto in un commento precedente, nessuno ha saputo delucidarmi in merito, puoi farlo tu?.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    NON CAPISCO COME MAI NON RIESCO PIU’ A POTARE COMMENTI CHE NON SIANO NEI RISPONDI DEI SINGOLI COMMENTI.
    VORREI SAPERE QUALCOSA IN MERTITO DAI GESTORI.
    CORDIALMENTE
    GEO

  • paolapisi

    Ciao Gepardy
    No, purtroppo non sono in grado di decodificare la sapienza numerologica. E’ uno dei miei infiniti limiti. Comunque davvero a me della Carlizzi, di franceschetti, della rosa rossa, del tulipano giallo, delle margherite a pallini e quant’altro non me ne può fregare di meno, e neanche sto a commentare i ridicoli tentativi di intimidazione verso chi li critica. Chissà quanti ce ne saranno che si comportano così in giro per l’Italia e per la rete.

    Quello che trovo davvero devastante, anche se forse prevedibile, è il punto a cui si è arrivati a forza di correre dietro a ogni “complotto” e a ogni teoria “alternativa”. Si è arrivati precisamente alle rivelazioni di Padre Gabriele. Perché il complottismo è diventato autoreferenziale, non era più funzionale a svelare dinamiche e comportamenti del potere, ma semplicemente presunte trame occulte e oscure fini a se stesse, un un corto circuito mentale e politico. E così, in nome del complottismo, per prima cosa si è abbattuta ogni barriera politica e ogni autentica ricerca della verità dei fatti: non importava se il presunto rivelatore di oscure trame fosse un ultra-estremista di destra, e assai meno importava se quello che raccontava fossero un mare di provate balle, l’importante è chi ci fosse una verità alternativa a quella ufficiale, anche se assurda e documentabilmente falsa. E se qualcuno osava criticare questa gente o mostrare che quanto dicevano era frutto di una fervida fantasia, era un servo del potere.

    Aggiungo che esiste un’industria del complotto, e che molti signori, negli USA e ora anche in Italia (per leggere il più prolifico fra i complottisti italiani ora bisogna pagare un minimo di 25 euro: 1000 lettori sono almeno 25.000 euro, mica cazzi), la quale lucra sulla dabbenaggine dei propri lettori, che credono di avere accesso a chissà quali nascoste verità. E sei a vedere, i complottisiti di professione – di destra sinistra centro sopra e sotto – si tengono tutti bordone l’un l’altro, perchè altrimenti il castello di carte su cui reggono le loro teorie crollerebbe. Oh, sia ben chiaro, non sto negando che esistano false flag operations e operazioni coperte, cerco che esistono, eccome, ma se uno fa del complottismo una professione a tutti gli effetti, è chiaro che se i complotti non ci sono se li deve inventare. E così fan tutti.
    Poi, pian piano, si è arrivati alla rosa rossa. Non so se vi possa essere ancora di peggio. io non riesco neppure a immaginarlo, ma dato che non avrei potuto immaginare neanche la rossa rossa e le figlie di Lilith, non faccio testo. E così si sancisce la fine dell’informazione alternativa, a meno che non si voglia intendere alternativa alla realtà e alla sanità mentale.

    Per il signor Mantovani: si vada a leggere quello che ho scritto. Ho citato alcun link disponibili in rete e ho riportato fra virgolette che quello ho trovato. Non ho affatto detto che quanto scritto dal Corriere ed altri fosse vero, anche perchè dei guai giudiziari della signora carlizzi nulla so. Ho semplicemente detto che il corriere lo riportava: e questo è indubitabilmente vero. E le assicuro che la legge italiana permette di postare link ad articoli pubblicamente presenti in rete, perfino quando non siano favorevoli alla signora Carlizzi. In caso contrario, non si potrebbe pubblicare più niente. Aggiungo che, come suppongo Ella e la signora Carlizzi sappiano perfettamente, quando l’articolo 596 comma 1 c.p. stabilisce che l’autore della diffamazione “non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o notorietà del fatto attribuito alla persona offesa”, non intende dire che io non posso postare un articolo di Repubblica in cui c’è scritto che Vallanzasca ha fatto delle rapine, anche se è vero e noto, perché lesivo della reputazione del signor Vallanzasca. In questo caso chiuderebbe TUTTI i giornali e tutti i siti internet. Intende dire che un giornale o un sito non può pubblicare fatti lesivi della onorabilità delle persone, anche se questi sono noti a un’ampia cerchia di persone e veri. Per esempio, non si può pubblicare che una signora tradisce il marito con 50 persone, anche se è vero e lo sa tutto il paese. Comunque, guardi, mi denuci anche Lei, così vediamo se con il ricavato alla fine mi ci compro anch’io una casa editrice. Saluti.

  • PaoloFranceschetti

    Sa cosa mi stupisce di lei, signora Pisi? Il fatto che nonostante tutto continui a leggerci. E’ come se io andassi in un sito satanista e continuamente mi mettessi e leggere e criticare quello che scrivono i satanisti. O introvigne. O scrivessi sempre a Emilio fede dicendo che è in mala fede, e che – per ribaltare le sue parole – le cose che dice sono una miseria umana, sono devastanti ecc… Questo è un vero mistero. Se “non gliene può fregare di meno” che perde tempo a fare? A me non me frega nulla dei siti di cucina, o di moda, e infatti non ci vado mai e tantomeno ci perdo tempo a scrivere dei messaggi. Inoltre… ha mai pensato di fare la giornalista o il magistrato? Lei sarebbe perfetta per il sistema, non ci sarebbe neanche bisogno di corromperla, o di minacciarla, avendo gli occhi e le orecchie foderate da sola, senza aiuti esterni.

  • LonanHista

    ti hanno cancellato?
    e no, questi di come don, daccordo che sono di san giovanni valdarno e quindi provincialotti stile benigni che fa il donchisciotte però intanto incassa miliardi si ruffiana con gli ebrei e fa un film sull’olocausto e si becca l’oscar) vuoi vincere l’oscar? fai un film sugli ebrei, parla bene degli ebrei e l’oscar ed il successo è sicuro).
    appunto predicano bene e razzolano male e si permettono di andare nella posta privata e cancellare i messaggi, cosa questa da codice penale.

    e no…appunto come don dimostra il vero succo della sx, criticano belusconi perché sono come berlusconi.SI FANNO I CAZZI LORO E SE NE SBATTONO DEGLI ALTRI..

    non si tagliano i commenti, anche perché chi scrive è registrato e si assume le sue responsabilità..per esempio avrei lasciato anche gli articoli di effedieffe, dato che un eventuale denuncia avrebbe fatto pubblicità al sito e se consideriamo i tempi della giustizia italiana blondet avrebbe avuto “giustizia” fra 10 anni.

  • mat612000

    La signora Pisi ha tutta la mia più piena e incondizionata solidarietà.
    Le sue osservazioni sembrano la luce di un faro nella tempesta e nelle tenebre di tutte le assurdità che si leggono a proposito di complotti esoterici e tutto quanto ai tempi in cui la gente parlava con maggiore schiettezza era definito non elegantemente ma efficacemente “cazzate”.
    Sorprendente è la reazione di tutti i vari venditori di miraggi: se messi di fronte ad alcune razionali osservazioni o fatti appurati o appurabili, come dicono a Bologna, gli scende la catena…impazziscono letteralmente e minacciano addirittura azioni legali…come se la magistratura non avesse altro a cui badare che alle loro farneticazioni.
    Se è pur vero che è illecito diffamare, è anche pur vero che è illecito plagiare le persone o abusare della loro buona fede.
    E’ lo sdegno istintivo verso tale forme di approfittamento che credo muova la sig. Pisi ed il sottoscritto e che li fa intervenire in certe discussioni e su certi blog nei quali mischiate a notizie anche interessanti si trovano autentiche panzane.
    Credo che non si voglia contestare il diritto a pubblicarle ma a tale diritto fa da contraltare un equivalente e con pari dignità diritto di critica.
    Come è possibile affezionarsi ad una tesi come quella proposta per il delitto di Erba?
    Davvero…

  • mirko1313

    ci si potrebbe scrivere un fantasy…senza per questo voler mettere in dubbio che sia vero eh…uff

  • mirko1313

    Bravo, ridere fa bene al cuore e alla salute

  • LonanHista

    Ecco di cosa non ha bisogno il web, di persone come questa signora che per qualche opinione o parola pronunciata in assoluta libertà ed al cospetto di un numero limitato di persone, minaccia vie legali e addirittura scomoda la polizia postale impegnata in ben altre questioni, su tutte la caccia ai pedofili che nel web hanno trovato un mezzo di scambio e diffusione delle loro nefandezze ed azioni che non si possono definire neppure bestiali, perché gli animali anche i più feroci non arrivano a tanto.E scomodare la polizia postale solo per aver espresso un opinione discordante appare un azione infantile, come il bambino al quale si ruba la caramella e va a piangere dalla mamma.

    Se nel web tutti si comportassero come questa signora alla fine più della metà di siti blog e forum verrebbero chiusi.
    E del resto la signora coglie ogni opportunità per diffamare o accostare persone a tragiche ed orrende vicende come quella sul mostro di firenze, sul quale da anni vanta di conoscere tutta la verità mentre in realtà sono solo fantasie alimentate da spunti e chiacchiere da Bar.

    E inoltre vantando di aver vinto cause e dal quale risarcimento avrebbe avviato attività impreditoriali potrebbe far supporre che la suddetta signora se le va a cercare, assume atteggiamenti provocatori allo scopo di generare reazioni-che nel web sono più colorite e pesanti rispetto ad altri mezzi di comunicazione-per mettere al lavoro la sua squadra di avvocati allo scopo di spillare soldi ai malcapitati, costituendo ciò non solo un pessimo esempio di come non ci si dovrebbe comportare nella vita,ma alimentando dubbi su tutte le sue “opere”(come definite dalla stessa le sue pubblicazioni letterarie)e che cioè esse siano scritte con il proposito di incentivare logiche reazioni, come quelle che umanamente si hanno di fronte a vicende e cose assurde, beccare il malcapitato di turno che ingenuamente ci casca, provocarlo e cucinarlo a puntino fino a portarlo in tribunale per spillargli dei soldi.

    La rete, il web dovrebbe attivare gli anticorpi per tenere lontane questo genere di persone, perché atteggiarsi come fa la signora,far intervenire la polizia postale(CON LA QUALE TUTTI DOVREMMO COLLABORARE PER SALVAGUARDARE LA RETE E TENERE LONTANE LE VERE MINACCE QUALI I PEDOFILI e I TRUFFATORI SU TUTTI) minacciare vie legali o prenderle come avrebbe fatto, solo perché ci sono commenti ritenuti diffamatori significa non solo distorcere, svilire, non comprendere l’importanza della rete(assolutamente la cosa più grande ed immensa che l’uomo abbia mai creato, la vera autentica globalizzazione,unico autentico crocevia di tutte le culture razze religioni del mondo)ma istituzionalizzarla, renderla allo stesso piano dei media generalisti, regolarizzarla e limitarla togliendo ad essa lo spirito e lo slancio per cui è nata e vive:la libertà di esprimere idee, opinioni senza dover passare sotto il giogo di modelli culturali e regole, dalle quali noi vogliamo fuggire, perché assuefatti e stanchi da una società e da modelli che in teoria si dicono democratici e liberali ma che nella pratica sono sistematici, inquadrati e livellati tutti sullo stesso piano, come tante pecore chiuse dentro un recinto, nel mezzo del quale c’è un palco, un teatrino dove ogni giorno i media dispensano il solito spettacolo, dispensano le solite pandemie culturali attraverso modelli statici, ripetitivi, diffusi da tv e giornali. Un teatrino dove si esibiscono politici giornalisti attori ed interpreti di un reality quotidiano dove la novità degli ultimi anni è costituita dal fatto che anche le pecore dopo aver appreso la lezione possono salire sul palco e diventare protagoniste con grandi fratelli pippicostanzishow ed amenità simili.

    Ecco, il web ci consente, seppur illudendoci, di scappare da questa realtà che invoglia solo ad ubriacarsi e a farsi di eroina.

    Ma se nel web dove ci illudiamo o forse troviamo la libertà appaiono poi persone come questa signora che minacciano avvocati e polizia, che portano nella rete quelle regole del sistema dal quale scappiamo, buttiamo all’aria anche questa oasi di salvezza, questo angolo del recinto il più possibile distante dal teatrino.

    Ci si può sentire diffamati se si è accusati di un fatto grave che non si è commesso, ma sentirsi offesi diffamati solo perché qualcuno ritiene dal suo punto di vista che la signora avrebbe scritto delle stronzate non è eccessivo?

    Anzi, la critica più è severa e più dovrebbe stimolare a dimostrare che quello che si afferma è vero, tangibile, certo.

    Ma se una critica viene usata per spillare soldi a chi l’ha fatta, allora come si fa a non pensare che si agisce con premeditazione, proprio con lo scopo di spillare soldi al malcapitato di turno?

    Purtroppo la legge è contraddittoria è ambigua.
    Le persone vere non hanno bisogno di leggi e regole.
    La legge nel 99% dei casi serve solo a dare ragione e tutelare gli stronzi!
    (l’1% è l’eccezione che conferma la regola,quando cioè agli stronzi viene riconosciuto il torto).

    E specifico che:
    -sono protestato
    -sono disoccupato
    -sono pieno di debiti
    -e debbo quotidianamente curarmi con una costosa cura che il Ssn non riconosce.(salvo qualche farmaco generico le cui controindicazioni inducono a non farne uso).
    per cui….

  • geopardy

    Cara o caro Lohanista,
    Truman mi ha delucidato in merito ai commenti, è il sito che non riesce più a ben gestire il traffico visibilmente aumentato negli ultimi tempi, infatti ci sono state diverse interruzzioni nel recente passato.
    Mi fido, non ho motivo di pensare male, poichè non erano commenti che avessero chissà cosa di trascendentale.
    Ciao e grazie della solidarietà comunque.
    Geo

  • geopardy

    Lo so che interruzioni si scrive con una z sola, è stato un eccesso di tastieraggio.
    Ciao

  • ilBarone

    ah Psycho…..!!
    ..mica c’abbiamo l’anello al naso…!

  • NerOscuro

    l’adottare e il rovesciare i simboli cari a qualcuno anche se privi di significato per chi li adotta allo scopo d’irridere qualcuno è una delle tecniche della satira. Questo è un esempio da manuale. Nella fattispecie Corvaglia adotta la definizione che certa parte del mondo clericale e dei credenti darebbe di lui, come titolo onorifico.
    Ha anche dei richiami al mondo Templare-Massonico, ma questo lo sa lui se è intenzionale.

  • MeryRose

    Sono disgustata, non immaginavo che Bevilaqua avesse fatto quella fine, era meglio l’esaurimento ora chi lo libera più?
    Ma tantomeno credo che facendo 2+2 o sim sala bim si abbia la Sapienza infusa, che assurdità siamo di nuovo nella condizione di Babele?
    Ma non avete capito ancora a chi appartiene la Sapienza?
    E chi è l’unico che la sa decriptare?
    Certo anche la scimmia sa tante cose, ma se te le svela non è per favorire l’uomo, ma per allontanarlo e renderlo nemico della Verità!
    Non c’è bisogno di congetture filosofiche per spiegare gli eventi, gli artefizi mentali servono solo per affermare una superiorità, tutto legato alla superbia dell’essere e del divenire!

  • vraie

    Gli articoli di Polo Francescehtti sono circostanziati ed EQUILIBRATI