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L'EREDIT TOSSICA DI CRISTOFORO COLOMBO

DI WILLIAM A. COOK
The Palestine Chronicles

Quando le credenze si trasformano in verità, a prescindere dalla realtà di tempo e di luogo, i non-iniziati diventano foraggio per quelli con lo zelo e il potere di imporre la loro volontà. Così il grande scopritore delle Americhe “fantasticava di aver trovato – o ne era molto vicino- il luogo del paradiso in cui il Signore aveva posto Adamo ed Eva” (Ned Hopkins, CTA Azione, 1992).

Il “portatore di Cristo”, battezzava nella sua indiscussa fede, utilizzava il suo nome di nascita per giustificare le sue azioni, affermando che Dio gliene aveva dato licenza come suo servo. Forse, mentre ci dirigiamo verso l’anniversario delle conquiste di Colombo, potremmo considerare come è stato possibile per un mondo medievale di superstizione sfrenata, intolleranza e miopia religiosa avviluppare le civiltà avanzate della cultura occidentale agli inizi del 21° secolo .

L’ironia di questa rivisitazione che vede Colombo salpare dai porti della Spagna, mentre la Corona Spagnola espelleva o macellava ebrei e musulmani nel 1492, autorizzata dalla sua fede cristiana, risiede nel fatto che l’Occidente e il mondo musulmano del 21° secolo si aggrappa ancora alle superstizioni che hanno dato origine, dopo tutto, al più grande olocausto che il mondo abbia mai conosciuto, come osserva David Stannard nella sua opera, L’Olocausto Americano.

Se Colombo portò l’invasione delle potenze occidentali nel “nuovo” emisfero, ciò che sostiene Hopkins “… ne derivò il più grande scambio di persone, animali e piante che il pianeta abbia mai visto …”, ne derivò anche il quasi sterminio di un’intera razza e culture diverse. La giustificazione di questa invasione trovò espressione nell’autorità della fede cattolica romana di portare la salvezza ai “selvaggi” e la civiltà ai primitivi che erano rimasti indietro rispetto ai progressi delle culture europee.

Quale mentalità permette a tali tenebre di accecare quello che gli occhi possono vedere? Prima di Colombo si stima che 10-18 milioni di persone vivevano ed amavano ciò che oggi chiamiamo gli Stati Uniti. Le culture Hopi e Zuni avevano prosperato nel sud-ovest per circa 4000 anni prima che arrivassero gli spagnoli. A est, i popoli algonchini, irochesi, e muskogee esistevano già da 10.000 anni. Gli Irochesi formarono una confederazione con cinque altre tribù alla fine del 15° secolo che durò abbastanza a lungo da permettere a Benjamin Franklin di incontrare il suo Consiglio e imparare da esso. Questi “selvaggi” avevano una costituzione ed un codice per guidare il comportamento che includeva il divieto di vendetta di sangue, un patto sociale comunitario in natura, terra in comune e cacciatori che fornivano la comunità, non se stessi. “Non c’erano poveri o mendicanti in mezzo a loro” (gesuita francese 1657) e “… i capi erano in genere i più poveri tra di loro … con l’obbligo di dare agli altri” (missionario olandese). Si potrebbe dire che a questi “selvaggi” veniva insegnato “a pensare per loro stessi, ma ad agire per gli altri.” Che nuovo modo di pensare per le bestie “civilizzate” che invasero questo continente dall’Europa.

Se osserviamo gli spagnoli nel centro e sud America o i Puritani del New England, troviamo una mentalità eurocentrica razzista lastricata con una convinzione imperialista nella propria superiorità a cui è data vitalità dai propri principi religiosi secondo cui essi sono gli eletti di Dio, i redenti – e quindi destinati alla vita eterna alla presenza di Dio Onnipotente. In effetti, la mente occidentale è stata immersa in tale epistemologia morale fin dal Medioevo e sostenuta da storici e politici che difendevano il colonialismo mediante conquista come un dovere dato da Dio. “Il colonialista … arriva al punto di non essere più in grado di immaginare un tempo senza di lui. La sua irruzione nella storia del popolo colonizzato è divinizzato, trasformato in assoluta necessità”, come Frantz Fanon dice.

Tutto ciò che è necessario per sostenere una simile mentalità è l’annullamento dei popoli soggiogati, per trasformarli da persone a “selvaggi” o barbari, primitivi senza anima, senza cultura o l’intelligenza, irrilevanti “scarafaggi” da essere scartati, sradicati, o uccisi. Così noi testimoniamo che i civilizzati europei infliggono le loro convinzioni ai nativi attraverso l’accettazione della “richiesta” che ordinava loro di accettare la verità del Cristianesimo e la fedeltà alla Corona Spagnola o subire torture e morte. O nel caso dei Puritani mentre si muovevano contro il popolo Pequot, lo sterminio frontale come senzadio adulatori di Satana.

Poi, abbastanza stranamente, come Edward Said ha osservato, il gruppo dei “colonizzatori si adorna con il manto della vittima: la patria europea dei colonialisti – o il potere metropolitano europeo che controlla politicamente la zona di insediamento, – è raffigurato come l’oppressore, mentre i colonizzatori europei descrivono se stessi come persone in cerca di valori di giustizia e libertà, che lottano per guadagnare la loro meritata indipendenza sulla terra che essi ‘hanno scoperto’ o che gli appartiene per diritto sacro. “(come citato da Stannard).

Forse Colombo e Puritani potrebbero essere scusati per le loro azioni, poiché essi sono cresciuti in un mondo che ha conosciuto la verità della parola di Dio da parte delle forze dominanti religiose e politiche del loro tempo. Di conseguenza si sono sentiti autorizzati ad ammazzare a piacimento in nome del loro Dio. “[Gli spagnoli] prendevano i bambini dal seno della madre, afferrandoli per i piedi e rompendogli la testa contro le rocce … costruirono una lunga forca, sufficientemente bassa perché le dita dei piedi toccassero il suolo e prevenissero lo strangolamento, e impiccavano tredici [indigeni] alla volta in onore di Cristo, nostro Salvatore e dei dodici Apostoli. … Poi, della paglia veniva avvolta intorno ai loro corpi feriti e venivano bruciati vivi “(Bartolomé de Las Casas). Tale è il potere del mito nella mente medievale. Ciò che si crede, giustifica tutto. Così Colombo e Conquistatori senza pietà saccheggiarono e devastarono un popolo e la loro terra.

Tale dipendenza dal mito per stabilire la convinzione che guida le azioni di uno Stato per distruggerne un altro è sicuramente il prodotto di altri tempi, tempi in cui la superstizione, il pregiudizio, il razzismo suppurava come un’infezione conficcata nel cuore e nella mente, l’atmosfera tossica che spingeva all’azione Colombo e i Puritani. Oggi, nel nostro DNA d’onniscienza avanzata, in un mondo guidato dalla globalizzazione, spronato da ideologie di democrazia, di uguaglianza, di libertà e di consapevolezza che noi esseri umani possiamo portare queste virtù per il mondo intero, sicuramente questi miti non esistono più.

Come spiegare allora la tendenza americana alla tortura sotto il nostro più cristiano dei presidenti? Non ha mandato le sue truppe in Iraq per ordine di Dio per portare agli infedeli il “dono” della libertà di Dio alla maniera di re Ferdinando di Spagna che arruolò il suo servitore Cristoforo Colombo per portare “anime a Dio” in suo nome? Non ha il nostro consigliere del presidente, Dick Cheney, giustificato “tecniche straordinarie di interrogatorio ” per portare i recalcitranti alla verità, o a morire? Così simile alla “pretesa” di offrire ai Nativi la vita o la morte in nome di Dio onnipotente.

Cosa differenzia il massacro degli indigeni dai massacri che cancellarono intere tribù, quando i Conquistadores travolsero tutto il sud-ovest o il massacro puritano dei Pequot, nell’inferno di fuoco che progettarono per coloro che Dio aiutava a distruggere, dalla distruzione di Falluja da parte delle forze americane quando rasero al suolo la città e nel procedimento bruciarono e ustionarono i residenti nel fuoco implacabile del fosforo bianco? Cosa è cambiato dal Medioevo? Quale progresso è percettibile, eccetto la tecnologia della morte? La mentalità razzista fissata al cervello mediante l’arroganza di credere nella superiorità bianca rimane saldamente al suo posto, giustificando ciò che l’anima conosce nel silenzio essere una uccisione senza pietà, che non ha bisogno di Dio per strombazzare il suo male.

Come simile agli incantesimi dei virtuosi “colonizzatori” che arrivarono da un paese straniero per far valere le loro pretese sulle case di una popolazione indigena, la gente comprata e portata in Israele dai dollari americani, sfidando il diritto e la logica nel procedimento, condannando coloro che hanno vissuto sulla terra per secoli come invasori e usurpatori dei loro diritti dati da Dio, così come proclamato in un antico libro di dubbia autenticità, ma utile per fini di furto. Che strano che le popolazioni civili in tutto il mondo, siano testimoni di questo comportamento assurdo come se fosse razionale, trovando scomodo il confronto della verità e del diritto internazionale e quindi consentono che la rapina continui.

Nemmeno il comportamento barbaro di queste anime dementi che trovano il favore del loro Dio quando bastonano a morte un vecchio pastore o aggrediscono bambini per le strade mentre vanno a scuola o bruciano case palestinesi o gettano i residenti di un appartamento in mezzo alla strada per prendere la loro casa per sé o, come soldati delle Forze di Difesa Israeliane, glorificano il loro Dio uccidendo donne indifese e innocenti e bambini a Gaza, può incitare la gente indifferente del mondo a gridare verso il cielo che una malata stupidità è libera in questa terra antica, che è insensatamente procalamata il pezzo più santo di terra del pianeta.

Benny Morris, il più prolifico degli storici israeliani, in una intervista a Haaretz sostiene che l’annientamento dei nativi americani è stato inevitabile. “La grande democrazia americana non avrebbe potuto essere realizzata senza lo sterminio degli indiani. Ci sono casi in cui il bene generale e finale giustifica azioni difficili e crudeli che si svolgono nel corso della storia”. Dr. Adi Ophir, nel commentare questa intervista, nota: “Morris sembra sapere ciò che è il bene generale e finale: il bene degli americani, naturalmente. Egli sa che questo bene giustifica il male parziale. In altre parole, in determinate circostanze, Morris ritiene che sia possibile giustificare il genocidio. Nel caso degli indiani, è l’esistenza della nazione americana. Nel caso dei palestinesi, è l’esistenza dello Stato ebraico”. (“Il genocidio si nasconde dietro l’espulsione”, Adi Ophir, 1-16-2004, ndt). Che argomento conveniente per dare credibilità al genocidio in Palestina, soprattutto dal momento che la dichiarazione dello stato americano si è verificata 289 anni dopo l’arrivo di Colombo. Ma qui la logica non gioca un ruolo; la superstizione si.

Consideriamo la logica del nuovo Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, quando ha fustigato i leader mondiali alle Nazioni Unite due settimane fa perché hanno permesso a un negazionista dell’Olocausto di parlare nella loro assemblea. “Vergognatevi”, ha gridato, alzando la sua alleanza con il Dio di Abramo al di sopra del podio per dimostrare che la terra di Palestina appartiene per diritto storico agli ebrei, “Vergognatevi” di non accettare il fatto che Dio ha dato questa terra agli ebrei, come se la loro fede in ciò che oggi è conosciuta come una finzione debba essere utilizzata per giustificare la decimazione dei palestinesi. “Se, come suggerisce l’archeologia, le saghe dei patriarchi e l’Esodo erano leggende, compilate in epoche successive, e se non vi sono prove convincenti di una invasione unificata di Canaan sotto Giosué, che cosa ne dobbiamo fare della pretesa degli israeliti di una antica nazionalità? “(La Bibbia Dissotterrata, Finkelstein e Silberman, 98, ndt). Per ironia della sorte, i “veri” discendenti del popolo dell’antica Giudea sono i popoli della Palestina, che secoli fa si convertirono alla fede cristiana o musulmana, non gli ebrei Ashkenazi europei come Netanyahu, che non hanno alcun legame di sangue semitico con la terra, ma solo l’accettazione mediante la conversione alla fede ebraica (Shlomo Sand, “Quando e come il popolo ebraico è stato inventato”, ndt). Che modo comodo per giustificare il furto della casa e del terreno di un altro.

Come possiamo pretendere che gli Stati Uniti e il loro “unico amico” in Medio Oriente abbiano il diritto di imporre le proprie convinzioni sugli altri Stati? Non hanno questi coloni moderni, come Fanon ha detto, divinizzato il proprio essere e giustificato le loro azioni, come volontà del loro immaginato Dio, come se nessun altro Dio esistesse o nessuna credenza in una divinità diversa possa essere concepita? Come possiamo pretendere che le bombe “flechette”, le armi all’uranio impoverito, i dimes, il fosforo bianco, le bombe “bunker buster”, le bombe a grappolo e tutte le macchine della guerra moderna progettate per decimare migliaia di persone, per infliggere ferite finora invisibili sulla mente e sul corpo, possano in qualsiasi modo razionale essere giustificate come civili o umane? Forse, come Colombo e i suoi Conquistadores, dovremmo rinunciare al lusso del valore tecnologico e tornare allo scudo e alla spada in modo che la completa carneficina che infliggiamo possa essere visibile a tutti noi, mentre le urla di un bambino e della madre sprofondano nei nostri cuori e il sangue schizza sopra la nostra faccia e dobbiamo per forza affrontare ciò che abbiamo prodotto.

William A. Cook è un professore di inglese presso l’Università di La Verne nel sud della California e autore di “Tracking Deception: Bush’s Mideast Policy”.

Titolo originale: “The Toxic Legacy of Christopher Columbus

Fonte: http://www.palestinechronicle.com
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12.10.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

Pubblicato da Das schloss

  • myone

    Un’ altra pippa, lunga lunga, piena di retro’. Hanno ragione. Li votano, li votate, li votiamo. Loro fanno e parlano e si montano, il resto dell’ umanita’, nemmeno si smonta da quello che subisce, e nemmeno si monta a dire la propia. Sono veri e propri schiavi, non hanno tempo per questo, vivono della parte o delle bricciole che il sistema da’ loro, e non possono condannarlo, gli da’ da mangiare, o lo fa’ esistere. Quando decideranno che e’ ora di finirla, allora le cose cambieranno, allora eleggeranno qualc’ un altro, ” allora ci sara’ qualcuno che parlera’ diversamente, e risvelgiera’ le coscensce assopite o non convertite, a far si, che le cose cambino. Ma fino ad ora, guardando dall’ alto, sono tutti effetti secondari, davanti all’ effetto primario, che e’ una totale popolazione mondiale, che acconsente, tacitamento o no.
    Vedo pure che, da miliaia e miliaia di interessati e aggiornati, nonche’ eruditi in materia, non esce una scurengia, che non sia aria allo stato puro. Alla fine, puzza, e viene da considerarla sola scurengia. Nessuno e’ capace, nella sua capacita’, sapendo e dimostrandolo in rete nel loro dire e nelle loro analisi, andare oltre al dire stesso, che diventa schizzofrenico e ripetitivo, e nessuno ha un bricciolo di fede, da dire spostati a questo monte, che alla fine, si sposterebbe volendolo, chiamandolo alla non esistenza, e proponendo altre esistenze, ma ancora da capire, da creare, e da materializzare.

  • Tonguessy

    Finalmente un’analisi comparativa shoah/olocausto americano. Peccato manchino i numeri. Cifre variabili, ma che attestano come valori massimi 6ml contro 200ml.
    Detto questo non credo sia il “mondo medievale di superstizione sfrenata, intolleranza e miopia religiosa” il responsabile dell’olocausto americano. Quel mondo era il valore intermedio, mosso com’era dalle prime logiche di mercato. Manca quindi nell’articolo tutta l’analisi storica di quanto stava accadendo in quegli anni, con il Rinascimento che bussava prepotentemente alla porta della Storia.
    Fino a quei tempi chi governava lo faceva per diritto divino, essendo il re un’emanazione divina. Tutta la nobiltà vantava tale discendenza. Quindi governare era un’attività di tipo teologico, in un certo senso. Peccato che alla fine fossero i soldi a determinare la ricchezza delle persone. Questo fatto incrinò definitivamente la governance di ispirazione teologica: sempre più persone si affacciavano sulla ribalta mondana non in quanto portatori di divino, ma in quanto portatori di denari. Si verificavano episodi incresciosi in cui chi aveva denari poteva vantare maggiori risorse di chi storicamente le aveva sempre usate. Aveva inizio lo scontro tra borghesia e nobiltà. In quegli stessi anni lo stesso scontro stava avvenendo in Cina per opera dell’emulo di Colombo ovvero Zheng He, l’ammiraglio eunuco che sotto la dinastia Ming aveva dato il via alle grandi esplorazioni cinesi. Ma ad un certo punto, differentemente dalla borghesia europea, i mandarini cinesi si resero perfettamente conto di cosa quelle esplorazioni significavano: l’inesorabile declino della nobiltà a favore della nascente borghesia. Fu così che bloccarono tutte le attività espansionistiche cinesi, le esplorazioni transoceaniche vennero proibite e la Cina ritornò sotto il dominio dei nobili per altri 500 anni.
    Da noi invece le cose andarono diversamente, come sappiamo: i nobili credendo di fare i propri interessi diedero la stura ai processi di esplorazione e colonizzazione che invece crearono sempre maggiore momento alla emergente classe borghese che alla fine li soppiantò.
    In Italia ci fu la rivolta dei Ciompi (1378) che portò all’instaurazione dei Medici, l’inizio della borghesia al potere.
    Con l’avvento della borghesia il solo valore considerato era il dio Mercato. La borghesia era stata talmente furba da irretire nel gioco anche i loro naturali nemici, ovvero la nobiltà. Ecco quindi spiegato l’olocausto a suon di bibbia e fucile dei tempi di Colombo ed ecco quindi spiegato il motivi per cui non esiste differenza alcuna tra quel medioevo ed i nostri tempi se escludiamo la bibbia.
    La verità è che il vero responsabile degli olocausti, di tutti gli olocausti è l’adorazione del dio Mercato.

  • Tonguessy

    “Non c’erano poveri o mendicanti in mezzo a loro” (gesuita francese 1657) e “… i capi erano in genere i più poveri tra di loro … con l’obbligo di dare agli altri” (missionario olandese)
    Guardate qui com’è diversa la concezione del Potere: sacrificio personale verso la collettività è la concezione di quei “selvaggi” mentre la nostra beota cultura vede il potere come abuso, come migliore e maggiore accesso alle risorse comuni. Tale è la potenza delle stratificazioni sociali e tanta è la penetrazione di cosa abbia nel corso dei millenni significato il Potere nella nostra “civiltà” segnata da re, imperatori e papi prima e democrati dopo.
    A chiunque interessi questo argomento consiglio lo splendido “Fools Crow: saggezza e potere” scritto da T. Mails, lunghe conversazioni intercorse tra il giornalista e lo sciamano Sioux

  • vic

    Caro Tong Uessy, mi permetto di mettere qualche puntino sulle i.

    L’emulo fu Cristoforo Colombo, il quale ideo’ e poi compi’ le spedizioni verso il Nuovo Mondo, grazie a delle carte navali compilate da chi l’aveva preceduto.

    D’altronde anche Magellano non rivendico’ mai la scoperta dello stretto omonimo.
    Quando il suo equipaggio allo stremo minaccio’ d’insorgere, lui tiro’ fuori le cartine e mostro’ che ce l’avrebbero fatta a trovare il passaggio: era bene in vista sulla sua carta nautica. A quel punto l’equipaggio si calmo’, ed infatti poco dopo imboccarono il famoso stretto oggi detto da noi “di Magellano”.
    Probabilmente gli scopritori dello stretto furono i grandi navigatori Cinesi, una delle grandi flotte di cui disponeva Zheng He attorno al 1420.

    I Cinesi erano a quei tempi di gran lunga piu’ avanti degli occidentali in campo tecnologico. La spedizione di Zheng He aveva come scopo l’esplorazione della terra, non la sua conquista. I Cinesi di allora erano dei provetti geografi e disponevano di tecniche di navigazione ben superiori a quelle di cui disponeva Colombo. Va da se’ che dietro avevano una cultura astronomica e matematica non da nulla. Secondo l’ammiraglio inglese che ha studiato le spedizioni di Zheng He, essi ce la fecero a scoprire praticamente tutta la terra: circumnavigarono la Groenlandia, l’Africa, l’America del Sud, toccarono le sponde dell’America del Nord, arrivarono in Australia e riuscirono perfino a cartografare l’Antartide.

    Correva l’anno 1421 e Colombo non era ancora nato.

    Sarebbe ora di rivalutare la storia della tecnologia e della scienza Cinese. Se non altro per non stupirci quando un giorno torneranno ai fasti tecnico-scientifici di quei tempi. Non erano solo fasti, va detto. Per costruire la flotta misero in piedi una logistica immane. Effettuarono dei disboscamenti che trovano paragone solo nei disboscamenti attuali in Canada e nell’Amazzonia. Decenni dopo gli Inglesi li emularono disboscando praticamente tutta la Scozia, a caccia di legname pregiato adibito alle costruzioni navali. Era partita l’era dell’avidita’ occidentale.

    La conquista spagnola fu data in mano a dei conquistatori con un minimo di cultura, ad esempio Cortez, ma pure a degli allevatori di maiali come Pizarro. Al lato pratico non ci fu molta differenza d’implacabilita’: razzia, schiavismo, terrore e demolizione culturale. Ricordiamoci che la prima battaglia con armi chimiche di distruzione di massa venne effettuata proprio da Pizarro. Grazie all’aiuto di un erudito frate, a bordo delle sue navi provvide a preparare delle botti di vino avvelenato con l’arsenico. Quando fu il momento lo propino’ come benvenuto a chi stava al seguito dell’imperatore Inca Atahualpa. Il quale vide i suoi stramazzare a terra “per forza divina” e cosi’ accetto’ il patto infame con Pizarro, di fargli avere tutto l’oro imperiale. Il resto e’ storia.
    Storia dell’a cupidigia, della lingua biforcuta e storia dell’inizio della rivoluzione industriale.
    Non dimentichiamocelo, essa parti’ grazie al ladrocinio di oro ed argento effettutato a spese di chi nelle Americhe c’aveva vissuto da sempre.

    Pensierino conclusivo, ironico ma non troppo.
    Forse all’Italia di oggi conviene rivalutare l’abilita’ organizzativa e la fedelta’ allo stato degli eunuchi. Quelli Cinesi erano delle grandi pezze d’individui, superavano i 2 m di statura. Forse in Italia di eunuchi cosi’ non ce ne sono, e per questo i politici approdano ad altre sponde.

    Salutino finale ai giocatori di pallacanestro ed ai loro discendenti, probabili futuri membri del partito “Forza Eunuchi”, quando al governo ci saranno i Cinesi.

  • Tonguessy

    Tutto vero quello che dici, la mia non era una svista, ma un “usare” un partito preso, visto che sapevo Zheng He temporalmente anteriore a Colombo.
    Detto questo ho tentato anche di spiegare perchè la Cina che allora era all’avanguardia (tecnologicamente parlando) abbia impiegato altri 500 anni per affacciarsi sui mercati internazionali come superpotenza. Si trattò del braccio di ferro tra nobiltà e borghesia che vide la nobiltà vincere lì e la borghesia vincere qui. Ecco perchè ci siamo arrivati con largo anticipo nonostante fossimo partiti con un deciso distacco.
    Detto questo pongo la seguente domanda: è preferibile secondo te (o voi in generale) vivere sotto una società feudale con salari bassissimi e aspettative di vita minime oppure vivere a lungo (forse anche troppo direbbero gli Englaro) in un bel mondo inquinato zeppo di gadget tecnologici?
    Perchè, doloroso ammetterlo, nessuno pensa che prima dei sistemi feudali e industriali esistessero dei sistemi sociali diversi, che permisero all’umanità di sopravvivere per milioni di anni senza capi nè code (so to speak…)

  • Pellegrino

    articolo da un punto di vista storio piuttosto parziale o ‘confuso’ se non decisamente mistificatorio…

    che robaccia!

  • Eracle

    “[…] mentre la Corona Spagnola espelleva o macellava ebrei e musulmani nel 1492 […]”

    La Corona Spagnola macellava ebrei e musulmani ?
    Questa è fantastoria.
    La solita propaganda per dimostrare a tutti i costi che i macellai sono gli altri e non quelli di “Piombo fuso”.

  • vic

    Dice il libro della Genesi: “A quel tempo vivevano i giganti”…
    Piu’ in la’, nella Bibbia, c’e’ una lista esaustiva di patriarchi con la relativa eta’. Matusalemme non era per niente un’eccezione. Vivere 700-900 anni doveva essere abbastanza normale. Presumo che morire in tenera eta’ doveva pure essere normale, per far contenti gli statistici del censimento di tutti i tempi.

    Difficile che non sapessero contare gli anni. D’altronde le liste dei re di Sumer accennavano a lunghezze di vita ancor maggiori, re precedenti che avrebbero vissuto decine di migliaia di anni.

    Ammessa la veridicita’ di queste antiche fonti, i casi sono due:
    – o la terra girava attorno al sole piu’ velocemente, cioe’ era molto piu’ vicina al sole
    – oppure si viveva veramente a lungo. Un altro indizio su questo fatto e’ l’uso ricorrente dell’epiteto voi “mortali”, che implica l’esistenza di altri “immortali”.

    Quindi a quanto pare ci furono tempi dove si viveva a lungo.
    Tempi passati e quasi dimenticati.
    Bei tempi? Tempi funesti?
    Tempi passati!

    Torniamo in Cina.
    Certo che la Cina fa pensare parecchio. Come in un battibaleno, anche in tempi recenti, abbia saputo cambiare le carte in tavola, buttando per aria la tavola.
    Ai tempi di Zheng He successe la stessa cosa. Lui torno’ dalla sua riuscita spedizione attorno al mondo e venne accolto nell’indifferenza generale. C’era stata la rivoluaione di palazzo, quella famosa che poi chiuse la Cina su se stessa per mezzo millennio. Immagino che Zheng He si fosse trovato con lo stesso stato d’animo di quegli astronauti russi che ritornando a terra, seppero che l’URSS era crollata.

    Altre volte invece i Cinesi procedettero in modo tipicamente asiatico, sui tempi lunghi, lunghissimi, con infinita pazienza. Pazienza e lungimiranza generalmente sconosciuta a noi dell’occidente, in particolare agli statunitensi, nostra lente d’ingrandimento.

    Dai Cinesi odierni forse possiamo apprezzare il peso che danno alla cultura, favorendo la formazione di milioni di giovani a livello universitario. Gli USA in questo confronto sulla formazione universitaria dei giovani arrancano parecchio, gli mancano i numeri cinesi. Fin qui gli USA hanno approfittato del libero mercato, andandosi a comprare gli scienziati di valore ovunque nel mondo, un po’ come fa il Milan o il Real Madrid coi calciatori. La crisi del debito in cui e’ sprofondato l’occidente avra’; probabilmente delle forte ripercussioni anche in questo ambito. Ragione ulteriore per aspettarci un ulteriore balzo in avanti Cinese, o Asiatico in generale, in campo culturale.

    A noi forse conviene avere vere legioni di Marchi Poli che van la’ e si fanno un’idea affidabile del loro modo di pensare. E fra loro magari pure qualche storico che ci racconti la storia, soprattuto tecnico-scientifica della Cina, di cui ignoriamo ancora troppo. E’ probabile che ridimensioneremmo un pochino la presunta superiorita’ tecnologica e scientifica Occidentale, che a guardar bene e’ solo recente. Non per nulla un Leonardo era ed e’ tutt’ora considerato genio fuori dal suo tempo.

    Cordialmente

  • vic

    La faccenda e’ che nel DNA umano c’e’ una strana propensione a macellare gli altri, ogni epoca coi suoi mezzi. Oggi siamo ai mezzi atomici, chimici, biologici ed addirittura mentali.

    Che ci sia stato un errore di fabbrica?

  • Galileo

    Istinto animale.

    …io non vorrei essere un pesce…la sotto, al freddo…poca luce…con centinaia di pesci più grossi di me che mi vogliono mangiare e se c’ho culo che la scampo…ho buone probabilità di finire nel piatto di Vic con prezzemolo (per favore).

  • Tonguessy

    Preferesti essere il vitello che viene macellato per potere essere offerto a Vic con contorno di patate al forno? Hmmm….

  • Galileo

    …e allora si che c’é l’errore di fabbrica se non ce scampo.

  • remox

    E’ impossibile che ancora circolino e vengano pubblicate su un sito come questo fantasticherie storiche prive di ogni fondamento.
    La storia è una cosa seria è non può essere lasciata a dilettanti che utilizzano i soliti luoghi comuni e frasi ad effetto.
    Massacro di ebrei-musulmani? Ma per favore…i fatti sono molto più complessi. Non ci vuole un genio a capirlo…i problemi d’altronde erano allora gli stessi di oggi che fanno gridare al massacro molti di noi verso stesse…”lobby”.
    Per quanto concerne l’America Latina i propugnatori della tesi del massacro si dimenticano sempre di spiegare le modalità tramite le quali 500 spagnoli in tutto arrivati lì in svariati anni abbiano potuto sconfiggere decine e decine di migliaia di soldati imperiali (Aztechi, Inca) senza poter liberamente utilizzare polvere da sparo (si inceppava causa umidità), cavalli (non utilizzabili in foreste tropicali) ed armature…(si arruginivano facilmente e mal facevano sopportare il clima di allora). Le malattie inoltre non erano solo quelle portate dagli spagnoli, ma anche quelle subite dagli occidentali in terre paludose e tropicali sconosciute.
    I capi dei “selvaggi” erano poveri e dediti al bene comune? Cos’è cronache da Marte forse? Quelle terre erano assoggettate da popoli guerrafondai e massacratori come gli Aztechi e gli Inca che erano provenienti originariamente dal Nord America ed avevano invaso le terre meridionali. Erano strutture fortemente gerarchiche, totalitarie, suddivise in rigide caste che praticavano continuamente sacrifici umani, schiavismo e guerre continue. I popoli sottomessi accolsero gli Occidentali come liberatori e fu solo così, con la forza della ribellione dei popoli sottomessi, che fu possibile abbattere il potere dei regni Aztechi ed Inca.

  • vic

    Non confondiamo il risotto col minestrone o con la polenta.

    Gli Aztechi erano gli Aztechi, i Maya i Maya e gli Inca gli Inca.
    Ognuna di queste civilta’ aveva le sue credenze e tradizioni, la sua scienza, la sua aritmetica, la sua scrittura e la sua tradizione, intesa anche come somma dei popoli sottomessi od annessi.

    Gli Aztechi erano estremamente guerrafondai. Il loro sistema si reggeva in pratica sulla guerra, pratica in cui eccellevano. Ben noti sono i loro tremendi riti sacrificali, ai danni di migliaia di prigionieri di guerra per volta. Il commercio era di fatto una rapina. Va’ detto che erano molto ben organizzati. La loro capitale lascio’ stupefatto lo stesso Cortez, che ne ammiro’ nei suoi diari la bellezza, la pulizia e l’organizzazione .. prima di distruggerla.

    Quello degli Inca era un impero ben diverso, ma in declino.

    Pizarro arrivo’ che era in corso una guerra fratricida fra due fratelli aspiranti al trono: Huaskar e Atahualpa. Il loro padre, l’Inca Huayna Capac era appena morto di morbillo, probabilmente portato li’ dai conquistadores. A Pizarro fu facile ingraziarsi gli uni contro gli altri. Conto’ parecchio anche su una popolazione locale, i Colla, che non avevano mai accettato di buon grado la dominazione incaica. Dove si muoveva Pizarro quando si incontro’ con l’esercito di Atahualpa non c’erano per niente paludi, ma era (ed e’ tutt’oggi) una terra fertilissima dell’altipiano, ricca di granoturco, patate ed altro.
    I conquistadores ebbero comunque a che fare per anni con una strenua resistenza “partigiana”, prima guidata dall’indomito Manco Capac, che si ritiro’ coi suoi in un ridotto. Venne sconfitto col solito trucco del tradimento. Il Romolo Augustolo incaico fu Tupac Amaru, ma ormai aveva ben poco da dire. Era arrivata una nuova “civilta”, la nostra, di cui andiamo tanto fieri e di cui vediamo oggi gli eccelsi risultati e le ancor piu’ rosee prospettive.

    Il sistema di governo incaico era si’ basato sulle caste, ma era pure pronto ad assimilare la cultura dei popoli annessi. Se possibile evitavano di far loro guerre inutili e proponevano un accordo. I figli dei nobili dei popoli annessi venivano portati a Cuzco per essere “educati” dalla nobilta’ incaica. In seguito avrebbero ricevuto incarichi di prestigio. Gli Inca non praticavano sacrifici umani di massa come gli Aztechi. Al massimo sacrificavano in periodo di siccita’ una (una non diecimila come gli Aztechi) giovin fanciulla Inca agli Apu, gli dei delle montagne andine. Quanti Italiani sono stati sacrificati sull’altare della NATO nelle montagne Afghane? (E taccio del periodo fascista).

    Gli Inca ripresero numerose arti dai popoli annessi. Ad esempio l’arte dell’oreficeria, della coltivazione in altura con un sistema di microclima artificiale, l’arte della ceramica, della tessitura e cosi’ via. Sappiamo pochissimo del loro metodo di calcolo, a parte che usassero il sistema decimale ed una strana tavoletta di calcolo. E’ ancora da risolvere la questione se questa tavoletta funzionasse su base numerica mista. In caso affermativo sarebbe un unicum mondiale.

    Gli Inca seppero imporre a tutto l’impero una lingua comune, il quechua, parlato ancora oggi. Erano molto ben organizzati anche nell’arte del controllo amministrativo. I contratti di compravendita, , i prelievi fiscali, i risultati del censimento venivano registrati con un tipo di scrittura efficiente, usando un sistema di cordicelle con dei nodi colorati: i quipus. Supporto resistente agli urti, leggero, facilmente trasportabile da delle veloci staffette pedestri. Il tutto veniva stoccato nell’archivio imperiale di Cuzco.

    Se oggi sappiamo molto poco dei dettagli originali di questo grande, breve e ben organizzato impero, dobbiamo ringraziare i soliti Spagnoli che ebbero la brillante idea d’ispirazione gesuitica di bruciare tutto quel che era cultura locale, compreso l’archivio centrale di Cuzco. Fortunatamente ci fu qualcuno fra questi ecclesiastici cristiani che si rese conto della necessita’ di raccontare. Quel che sappiamo (e non sappiamo) e’ dovuto prevalentemente ai cronisti spagnoli o meticci.

    Gli Inca introdussero un sistema molto efficiente di comunicazione costruendo decine di migliaia di km di strade di montagna. Un vero e proprio sistema postale veloce. Sistema stradale secondo per estensione solo a quello dell’impero romano.
    La loro economia era molto ben studiata, in quanto sapeva mettere in comunicazione commerciale le zone di mare con i contadini di montagna, a mutuo beneficio. V’era addirittura un sistema sociale anticrisi, con dei grandi depositi di cereali, sparsi in tutto l’impero, da usarsi in anni di crisi agricola. La popolazione non moriva di fame. Inoltre vigeva un sistema di solidarieta’ particolare. Tutti aiutavano tutti, ad esempio per costruire una nuova abitazione. Chi riceveva forza lavoro, restava in debito di forza lavoro verso chi gli aveva dato una mano. L’oro non era considerato moneta di scambio ma esclusivamente metallo da oreficeria e d’ornamento per gli edifici piu’ importanti come il Coricancha. Gli artigiani in generale erano molto considerati, come pure i contabili.

    Un motivo inusuale, che probabilmente fu all’origine della decadenza Incaica fu l’usanza di incrociarsi fra famigliari, un po’ come succedeva nell’antico Egitto. Forse desideravano preservare alcune particolarita’ razziali o delle doti che noi non conosciamo.

    Credo che ci sarebbe molto da imparare ancora oggi dalla tecnica amministrativa degli Inca. I quali ebbero un solo rimorso, quello di non essere riusciti a penetrare con successo nella zona Amazzonica. Dunque le paludi centrano come i cavoli a merenda.

    Al punto in cui erano arrivati, l’impero sarebbe crollato anche senza i conquistadores spagnoli. I quali pero’ portarono in zona malattie sconosciute sia corporali (il succitato morbillo, la sifilide) che spirituali (l’avidita’).

    E quei popoli, d’indole tipicamente mite, ne pagano ancora oggi le conseguenze, purtroppo.
    Liquidarli come popoli massacratori e’ a dir poco una gran bestemmia, sapendo che viene scagliata dal un pulpito occidentale.
    Cominciamo a vergognarci di noi stessi prima di vergognarci degli altri.

  • Tonguessy

    “I capi dei “selvaggi” erano poveri e dediti al bene comune? Cos’è cronache da Marte forse?”
    Penso proprio che a Marte tu ci abiti. Come ha sottolineato Vic gli inca sono inca, gli aztechi aztechi e i sioux sioux. Ma vedo che fare distiguo non è utile con certa gente. Goditi la tua cultura.

  • Santos-Dumont

    Ma sta arrivando l’ora della revanche!
    http://progressiveboink.com/jon/images/calvinhobbes/jon5.GIF