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L’ENIGMATICO “TERRORISTA SOLITARIO” IN NORVEGIA

DI YURI GAVRILECHKO
Strategic Culture

Anders Breivik sembra proprio essere

diventato uno dei terroristi più famosi del XX secolo. Giorno dopo giorno la sua popolarità è visibilmente cresciuta

nei ranghi della destra radicale europea, ma anche tra gli europei che

hanno altrimenti punti di vista moderati.

Prendendo le prime pagine dei media,

il dramma di Oslo e dell’isola di Utoya ha stabilmente messo in ombra

i disagi finanziari della Grecia, il rischio di un default statunitense

o i crimini della NATO e le atrocità dei ribelli in Nord Africa. Anche

se noi assumessimo che – come Breivik e parte dei media affermano–

ha agito da solo, la tempistica del sensazionale attacco terroristico

sembra non essere una coincidenza.Il solitario: superuomo e supercervello

combinati?

Se davvero l’attentatore è un solitario,

i suoi colleghi di Al Qaeda dovrebbero essere verdi di rabbia:

il livello di pianificazione e di esecuzione del duplice attacco terroristico

che ha scosso il paese era di un livello senza precedenti e i costi

per la realizzazione incredibilmente bassi. La linea temporale dell’attacco

è delineata qui sotto:

15:26 – Una forte esplosione ha scosso

il quartiere governativo di Oslo. La bomba era equivalente a circa 100

kg di tritile e gli esperti non hanno ancora idea del tipo di detonatore

impiegato.

16:57 — Il terrorista, indossando

un’uniforme della polizia, ha chiesto al traghettatore di portarlo

all’isola di Utoya posta in un lago a circa 35 chilometri a nord-ovest

di Oslo, dove era stato organizzato un campo giovani dal Partito Laburista

ora al potere in Norvegia e la persone erano riunite in un bar per discutere

dell’esplosione di Oslo. Li “terrorista solitario” ha aspettato

all’esterno chiedendo a tutti di riunirsi per comunicargli le ultime

informazioni sull’incidente. Dopo aver pronunciato qualche frase rassicurante,

ha aperto il fuoco su quelli intorno a lui.

17:30 — La polizia ha ricevuto la

prima chiamata d’emergenza.

19:30 — Il terrorista è stato arrestato

dalla polizia, stranamente, dopo la sparatoria che è continuata per

un’ora e mezza.

Dove si trovasse il poliziotto che

era incaricato della sicurezza sull’isola fino a quel momento non

è ancora noto. Se il terrorista gli ha sparato, non è chiaro come,

in quelle circostanze, sia riuscito a far sparire il corpo. Se il poliziotto

non è stato ucciso, la sua assenza costituisce un mistero.

Rapidamente si è venuti a conoscenza

che Breivik ha dato forma alla sua filosofia e ai suoi progetti per

l’attacco in un trattato di 1518 pagine intitolato “2083: Una Dichiarazione

d’Indipendenza Europea” e lo ha reso disponibile su Internet. Quindi,

il trentaduenne norvegese doveva essere un asso del terrorismo in tutti

gli aspetti: un ingegnere, un chimico, un tiratore e un esperto di PSYOPS.

Oltretutto, è riuscito a condurre una vita che, visto da tutte le angolazioni,

non ha mai evocato sospetti, cosa che evidentemente richiede superbe

abilità cospirative e operative. I suoi dati personali, invece, non

danno alcuna indicazione di addestramento in nessuno di questi campi.

Le informazioni sul suo servizio militare e la sua appartenenza a un

circolo di caccia non può aiutare a risolvere l’enigma: la sua competenza

è quella di un sabotatore professionista e ci vogliono anni ad acquisirla,

e si tratta di un tipo di allenamento che non si combina con altre occupazioni

non segrete a causa dei limiti di tempo.

Ci sono ulteriori dettagli nella situazione.

Dopo la chiamata di emergenza, la polizia è arrivata all’isola

di Utoya Island con un ritardo di 1,5, così che anche se ci fossero

voluti trenta minuti per prepararsi, per percorrere circa 40 chilometri

passa un’altra ora. Questo è lo stesso tempo che ha impiegato Breivik

per coprire la distanza ma, al contrario della polizia, ha guidato in

un’ora in cui il traffico era congestionato. Oppure, oltre a essere

un esperto di tiro, di esplosivi e di operatività, era anche un pilota?

Un’operazione che ha lo scopo

di spostare l’attenzione

Il 22 luglio 2011, poco dopo il

dramma di Oslo, la NATO ha commesso un attacco terroristico contro la

Libia bombardando un impianto per la potabilizzazione a Brega. Sei impiegati

sono rimasti uccisi e uno dei feriti era il direttore di un’azienda

che produceva tubazioni per il sistema di fornitura dell’acqua che

tiene a galla l’agricoltura della Libia, un paese che ha gran parte

del territorio desertico, e porta acqua al 70% delle case in Libia.

Il 23 luglio un attacco della NATO ha demolito l’impianto che produceva

le condotte per la fornitura dell’acqua. Ci vorrà circa un paio di

mesi per rimetterlo in sesto. Molto probabilmente l’attacco terroristico

in Norvegia aveva lo scopo di distogliere l’attenzione dagli atti

terroristici portati NATO in Libia e dal genocidio in corso contro il

popolo del Sahara. Allo stesso modo, l’operazione che è culminata

nella morte di Bin Laden ha fatto da apripista all’uccisione del figlio

e dei nipoti di Gheddafi.

Più o meno nello stesso momento,

il presidente degli Stati Uniti, il Senato e il Congresso non sono riusciti

a raggiungere un accordo sui tagli al bilancio e sul tetto del debito

federale, alimentando timori di un default statunitense dopo che il

governo raggiungerà i limiti stabiliti dalle sue autorità il 2 agosto.

Anche la notizia secondo cui Washington sta approntando un nuovo corpo

legislativo – un Super-Congresso di sei senatori e sei uomini del

Congresso di entrambi i partiti – non è stata praticamente citata

mentre il dramma del terrore in Norvegia ha dominato i notiziari dei

media.

L’appoggio dei media all’attacco

terroristico

  1. “2083: Una Dichiarazione

    di Indipendenza Europea” di Breivik ha fatto il giro di Internet.

    Il documento dettaglia i preparativi per l’attacco terroristico insieme

    alle tecniche impiegate e ai costi sostenuti: “Ho appena completato

    la “fase di ricerca degli esplosivi” e ho sintetizzato alcuni nuovi

    capitoli per il compendio. La mia licenza per il fucile è stata approvata

    e ora ho ordinato un silenziatore da 800 euro creato appositamente per

    i fucili automatici e semi-automatici. Il Ruger Mini 14 costa circa

    1400 euro compresa la personalizzazione del grilletto da un fabbro.

    Dovrò comprare uno nuovo stock di slitte picatinny (400 euro) e 30

    caricatori per i proiettili (60 euro per caricatore) da un fornitore

    USA”. Potrebbe sembrare oltraggioso che l’accesso a questo documento

    non sia stato bloccato dopo gli attacchi, anche se questo non sarebbe

    stato tecnicamente un problema.

  2. Gli sviluppi fondamentali

    a livello internazionale – il problema del debito greco, le difficoltà

    economiche dell’Italia, la guerra in Libia, la minaccia di un

    default USA – simultaneamente sono scomparsi dalle cronache. Anche

    se concentrarsi sulla notizia dell’attacco terroristico era una reazione

    naturale per i media, ignorare qualsiasi altra cosa non lo è.

  3. I media non hanno

    praticamente fornito alcun dettaglio sull’attacco terroristico. La

    copertura viene saturata dalle emozioni ma lascia gli ascoltatori molto

    disinformati su come si sia svolto il dramma e non offre conclusioni

    di alcun tipo. Si va dalle espressioni di gratitudine per gli esperti

    britannici di esplosivi, ma non si riesce a sapere cosa esattamente

    è esploso o come l’ordigno è detonato.

Un attacco che arriva al momento

giusto

Ci sono varie forze che cercheranno

di capitalizzare il dramma sanguinario norvegese. Da notare che la Commissione

Europea ha deciso di seguire la cosa da vicino. Breivik ha lasciato

una dettagliata descrizione dei costi dei componenti dell’ordigno,

e il risultato sarà che l’UE si affretterà a imporre regole sulla

vendita di sostanze chimiche che possono essere utilizzate come esplosivi.

Il portavoce della Commissione Europea, Michele Cercone, ha detto lunedì

26 giugno (ndt: sic): “La Commissione Europea velocizzerà l’introduzione

di nuove regole sulla vendita di sostanza chimiche dopo che un estremista

norvegese, che ha ucciso 76 persone nell’attentato e nella sparatoria

della scorsa settimana, ha ammesso di aver usato fertilizzanti per realizzare

l’esplosivo”. La dichiarazione sembra indicare che le queste regolamentazioni

esistevano già come bozza e che l’attacco terroristico ha solo spinto

la CE a velocizzare la loro introduzione. Ci si potrebbe chiedere quali

sostanze sono state messe nella lista nera, ma già il manifesto di

Breivik contiene una menzione dei due acquisti fatti tramite un negozio

online polacco nel 2010. secondo l’Agenzia per la Sicurezza Interna

della Polonia (ABW), le sostanze chimiche comprate da Breivik e la quantità

complessiva erano completamente legali. Breivik ha fatto un altro acquisto

– 6 tonnellate di fertilizzante da Felleskjoepet Agri – lo scorso

maggio. Il fornitore ha poi riferito che i parametri dell’ordinativo

erano assolutamente usuali per una normale azienda, anche se la possibilità

di poter usare certi tipo di fertilizzanti minerali per costruire ordigni

è un fatto noto. Considerando che il nitrato di potassio viene utilizzato

normalmente come componente di esplosivi, la prossima direttiva dell’UE

potrebbe mettere a rischio il mercato dei fertilizzanti e l’attacco

terroristico in Norvegia potrebbe avere notevoli conseguenze sulla sicurezza

alimentare europea o anche globale.

Subito dopo l’atto terroristico,

la Norvegia ha preso iniziativa per ristabilire i controlli all’ingresso

dei suoi confini, anche se, considerando che il terrorista è un norvegese,

dovrebbe essere una scelta logica per i paesi vicini. A proposito, la

Norvegia è il secondo paese europeo (dopo la Danimarca) a reintrodurre

il controllo alla dogana negli ultimi mesi.

Il processo di Breivik ha le premesse

per dare al radicalismo dell’estrema destra un forte impulso. Il caso

di Breivik cade a puntino per la recente tendenza dell’arretramento

dal multiculturalismo presa in considerazione da molti politici dell’Unione.

Ad esempio, la leader dell’estrema destra francese, Marine

Le Pen, ha argomentato che il multiculturalismo porta inevitabilmente

a “multiconflitti” e che liberarsi del fardello dell’Unione Europea

potrebbe fare strada a una nuova Europa che si stende da Brest fino

a Vladivostok, basata sul sostegno degli interessi nazionali.

L’Europa odierna sta cercando un

modo per sfuggire alla trappola nella quale si è coscientemente infilata.

L’inizio del processo a Breivik potrebbe facilmente tradursi in una

propaganda della sua visione del mondo, e se rimanesse vivo fino al

momento dell’avvio della causa, avrebbe la possibilità di assumere

il ruolo di un nuovo Horst Wessel, uno dei primi attivisti nazisti venerato

postumo dai fascisti tedeschi. Il processo di Breivik sarà un punto

di svolta per l’UE: giudicandolo pubblicamente sarebbe l’equivalente

di diffondere le sue idee e limitare la pubblicità del processo lo

farebbe diventare un martire. In ogni caso, il processo deve essere

fatto…

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Fonte: http://www.strategic-culture.org/news/2011/07/27/norways-enigmatic-lone-terrorist.html

27.07.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • dana74

    Breivik a Londra si è affiancato alla “English Defence League”, gruppo pesantemente infiltrato dall’ MI5
    di Paul Joseph Watson – Prison Planet.com
    Anders Behring Breivik ha detto di aver tramato con “uomini d’affari e politici” a Londra anni prima di ordire il piano del massacro compiuto la scorsa settimana, un collegamento suggestivo se si considera il fatto che il “manifesto” del cecchino è datato “Londra 2011”, suggerendo una chiara connessione con la capitale britannica nell’emersione di indizi su un coinvolgimento più ampio.
    «Nel manoscritto Breivik descrive il suo “mentore” come un inglese che lui identifica col nome di “Richard”, e sostiene che il suo viaggio all’interno dell’estremismo violento iniziò con un piccolo incontro a Londra nel 2002, dove un gruppo di estremisti con idee convergenti si incontrarono per “riformare” i Knights Templar Europe (ordine dei Cavalieri Templari d’Europa, NdT), un gruppo militare il cui proposito era quello di “prendere il controllo politico e militare dei paesi dell’Europa occidentale e implementare un programma politico culturalmente conservatore”, riferisce il «Guardian».
    Nel suo manifesto Breivik ha sostenuto che il consesso londinese non era «un meeting che seguiva gli stereotipi della destra, pieno di reietti, skinheads razzisti dal temperamento collerico». Invece, ha dichiarato che i partecipanti erano personaggi di successo, «leader del business e della politica, qualcuno con famiglia, molti conservatori cristiani, ma anche alcuni agnostici e addirittura atei».
    L’attentatore ha detto che i partecipanti al meeting provenivano da tutta Europa e che lui era stato messo in contatto con loro da un “Comandante crociato serbo”.
    I contatti di Breivik con Londra – ha vissuto lì da bambino quando suo padre lavorava presso l’ambasciata norvegese – sono chiaramente una pietra angolare della sua macchinazione. Infatti, come scrive Mark Steyn per la «National Review Online», il manifesto dell’attentatore riguarda ampiamente la Gran Bretagna e l’America. «L’intero documento è stranamente anglo centrico: tra le citazioni estratte da NR e dal “Washington Times”, non c’è granché che riguardi la Norvegia».
    Il manifesto, firmato dal killer col nome di “Andrew Berwick” (una versione anglicizzata del suo nome), è datata “Londra 2011”, indicando chiaramente che Breivik si trovava nella capitale inglese prima che si scatenasse la sua furia, nonostante i media abbiano affermato altrimenti senza spiegare perché Breivik avrebbe dovuto deliberatamente fare un così grande errore nella stesura del suo manoscritto.
    Si riferisce ora che Breivik fosse a Londra in tempi non più recenti di un anno fa, quando prese parte a una dimostrazione della English Defence League. La EDL è un gruppo di estrema destra composto in larga parte da ex hooligan del calcio. La sua organizzazione è scadente e il gruppo si è procurato una pessima reputazione in quanto guidata da una marmaglia di razzisti violenti e ubriaconi. L’impopolarità del gruppo è sfruttata abitualmente dall’establishment britannico per liquidare le critiche legittime alle politiche di immigrazione di massa demonizzandole come estremiste e razziste.
    Il gruppo, abitualmente etichettato come “neo-nazista” dai media mainstream, è invece fermamente filo-israeliano e ha sfilato con bandiere israeliane durante le sue manifestazioni. L’EDL di norma si scontra con i gruppi filo-islamici, in scenari a cui è data ampia copertura dalla stampa per sospingere la retorica dello “scontro di civiltà” e seminare zizzania in seno al popolo britannico, consentendo al governo di adottare la tattica del “divide et impera” attraverso la manipolazione della percezione della gente nei confronti di entrambi i gruppi.
    Dato che l’EDL è composta in maggioranza da bande di teppisti del calcio, che sono state completamente infiltrate dalle autorità britanniche, in molti hanno sospettato che la English Defence League sia stata manipolata e controllata dall’MI5 e dalla Special Branch.
    Noi oggi sappiamo che l’intelligence norvegese era al corrente di Breivik e che aveva incluso il suo nome in una lista di osservati speciali in materia di terrorismo già lo scorso marzo, dopo che lo stragista aveva acquistato una grande quantità di fertilizzanti da un negozio online polacco. Questa non era una lista di centinaia di migliaia di nomi in mezzo ai quali potesse essersi perso di vista il nome di Breivik, perché conteneva appena 60 individui.
    La lista fu consegnata al Servizio di Sicurezza della Polizia (PST) dalle Dogane norvegesi, il che potrebbe spiegare perché la polizia conoscesse il nome di Breivik prima di arrestarlo nell’isola di Utøya, nonostante tutti i media del mondo fossero ormai certi si trattasse di un’azione eseguita dagli islamici di Al-Qa’ida.
    Le fortune finanziarie di Breivik ebbero certamente una svolta positiva nel 2006. Secondo quanto emerge dai suoi documenti fiscali, che sono pubblici e disponibili su internet per tutti i cittadini norvegesi (quelli di Breivik attualmente erano stati cancellati ma la cache è rimasta), l’attentatore è passato da una situazione in cui apparentemente non faceva nulla a un reddito di 600mila corone (circa 116mila dollari, o 77mila euro, NdT) dal 2006 al 2007.
    Con l’emergere di nuovi dettagli sulle attività di Breivik, la sua connection con Londra e la sua asserzione secondo cui lui rappresentava appena una di almeno tre “cellule” risulta ovvio che sia stato un complotto più vasto che coinvolgeva più persone a provocare la carneficina della scorsa settimana. Tutto ciò combacia con le testimonianze oculari che affermano di aver sentito spari provenienti da due diverse parti dell’isola e di aver visto un altro uomo armato dai capelli scuri. Resta da vedere se l’incidente, accaduto nel sud est della Norvegia sabato notte, nel quale a un uomo è stato sparato in testa da due uomini che indossavano uniformi militari, sia da ricollegare agli attacchi.
    In ogni caso, le autorità norvegesi e i media istituzionali stanno cercando attivamente di scoraggiare le opinioni di coloro che vedono la possibilità di un ampio complotto per concentrarsi unicamente sull’opera solitaria di Breivik, ignorando completamente le prove evidenti di altre persone coinvolte, assicurando in tal modo che i “leader della politica e dell’economia” con cui l’attentatore ha detto di aver tramato rimangano invisibili a qualunque radar.
     
    Fonte: http://www.prisonplanet.com/gunman-conspired-with-business-and-political-leaders-before-massacre.html.
    http://www.megachipdue.info/finestre/zero-11-settembre/6531-stragista-tramato-con-uomini-daffari.html

  • dana74

    la pista inglese, l’amore per il business e gli amici uomini d’affari conservatori stile neocon, che c’azzeccano con iprogrammi detti nazisti che erano improntati al protezionismo e poco inclini alla globalizzazione che all’epoca non esisteva (dire rescindiamo dal WTO sarebbe il vero panico di questi neocon di merda allora bolliamo come eretiche brutte e cattive queste idee)?
    Come fa il Breivik a suscitare sostegno per l’estrema destra dato che è filo israeliano (una parte alla fini lo è, ma non è bollata come destra estrema) ed in un altro estratto del suo documento traspariva ammirazione per l’uomo in carriera?
    Boh, forse alla prossima puntata il tizio dell’articolo ce lo spiegherà.

  • biscotto

    in più considerando che tutti i media hanno dato Breivik per cristiano, quando non frequentava nessuna parrocchia. Se fosse stato cristiano si sarebbe presentanto ad Utoya col vangelo predicando. Invece però ci sono foto di Breivik con divisa da massone [il-filo-conduttore.blogspot.com]. Perciò non era isolato, di estrema destra, nazionalista e cristiano. I massoni sono internazionalisti, non sono isolati, controllano i propri adepti uno per uno orientandoli strettamente, e non sono cristiani, non vanno a messa e fra i loro testi sacri non c’è il vangelo. Quindi la stortura dei media è molto evidente. Si dovrebbe parlare di un attentatore massone. Viene alimentato il caos così mentre noi discutiamo su problemi creati ad arte pigliandocela contro falsi bersagli, combattendo fra poveri, i grandi capitalisti, tramite gli illuminati, continuano a speculare impossessandosi di tutto e conservano il potere senza nessuno che faccia opposizione.

  • Onilut

    “David Rockfeller pensa che l’unica sicurezza che valga la pena di pagare sia quella che non si vede.
    Niente scimmioni, niente gorilla. No.
    Affidabili cecchini, ecco. Sistemi satellitari. Rastrellamenti preventivi.
    Sfila con le mani in tasca lungo le carrellate al neon di Broadway: la MA&F, il Broadway Café, JMN FASHION.
    Fischietta, alza gli occhi e nota un curioso volantino:
    JESUS IS COMING
    Allarga gli zigomi, stringe le palpebre, mostra i denti: è un bellissimo sorriso il suo.”

  • Sintesi

    E’ evidente che non conosci nessun massone.
    Probabilmente conosci poco anche i cristiani.

  • biscotto

    Sarebbe stato più verosimile il tuo commento se avessi sostenuto: E’ evidente che non conosci nessun cristiano. Probabilmente conosci poco anche i massoni.

  • biscotto

    Scherzo, non c’è nessuna prova per esempio che Breivnik non fosse un gesuita, che certamente non usa il vangelo e la verità per predicare, ma la menzogna e le armi per ottenere il fine. Era abbastanza ironico il mio commento per confermare che sui media ci sono molte leacune,

  • biscotto

    e quindi per assurdo è sostenibile come fanno alcuni su questo sito che Breivik non solo non fosse cristiano di destra, ma ebreo di sinistra

  • biscotto

    però mentre non ci sono prove evidente che fosse ebreo, o cristiano praticante, la foto vestito da massone è una prova evidente che avesse avuto rapporti con la massoneria molto stretti al punto di esserne membro. Poi ci sono massoni anche cristiani e massoni anche ebrei, però sta di fatto che secondo me il tema come sostenevo nell’articolo linkato sia di capire verso chi si scatenerà la repressione

  • backtime

    Fondamentalista cristiano?

    Col cognome che ha Anders Behring (Breivik sembrerebbe sia il cognome della madre) più che filo-sionista è proprio sionista, sarà mica forse il caso di guardargli il pisellino per averne certezza?

    Non a caso è andato ad ammazzare dove si induceva a riconoscere la Palestina come Nazione.

  • kiteni

    Sembra che i massacri che avvengono con desolante regolaritá nel Sud del mondo si stiano spostando al Nord. Tristezza che si aggiunge ad altra tristezza, in ogni caso i criminali che organizzano queste “celebrazioni mediatiche” continueranno a farlo con l’usuale zelo proprio dei psicopati. Personalmente tendo a pensare in una campagna di strategia della tensione a livello continentale e mi sembra alquanto grave questa passiva alienazione generalizzata delle societá civili europee. Non oso pensare che si ripetano tragedie del genere, le conseguenze sarebbero devastanti. I responsabili dovranno essere terminati in modo esemplare, mi dispiace dirlo ma in questi casi non vedo altre opzioni possibili. Saludos.

  • Sintesi

    Quel che intendevo dire io è che la massoneria è un fenomeno molto più complesso di come il cospirazionismo cerca di rappresentarla.

    In primo luogo fanno “tabula rasa” sulla storia della massoneria, che alle origini non era una cosa negativa, ma era il tentativo di preservare l’antica dottrina che dopo il rogo della biblioteca d’ Alessandria doveva nascondersi dalla follia dei primi fanatici cristiani.

    Le scuole iniziatiche di Platone o Pitagora dovettero diventare “segrete”, in pratica.

    Inizialmente c’era un “afflato” internazionalista, il che non è per forza di cose un male, ma nel corso degli anni, come ogni altra istituzione umana, è andata verso la degradazione, nonchè ha subito le infiltrazioni di altre società quali i Gesuiti, che citi, o i sionisti.

    Allora la massoneria è diventata quello che è.
    Ma non è vero che i massoni, almeno ai gradi bassi, siano tutti “strettamente controllati”, ed è ancor meno vero che al momento attuale essi siano tutti concordi su principi base quali “internazionalismo” o “globalizzazione” e via dicendo.

    Esistono migliaia di Logge il perpetua lotta l’una contro l’altra, alcune sono progressiste e “di sinistra” altre sono reazionarie e “di destra”, alcune sono internazionaliste, altre sono nazionaliste, alcune sono filo-vaticane, altre sono anti-vaticane.
    E molti massoni sono cristiani, il che non è necessariamente un bene.
    E trasversalmente a queste distinzioni, alcune sono persino pulite e giuste.

    Questo è quello che intendevo dire.

  • laricamatricedionde

    Il termine “genocidio” non potrebbe essere più appropriato in questo specifico caso. Non stupisce quindi, che un ordigno sia stato costruito proprio con dei “normali” fertilizanti.
    I fertilizzanti e i diserbanti son da sempre armi batteriologiche, né più né meno dei vaccini, un metodo legale, utilizzato dai governi per controllare intere popolazioni.Val la pena di ricordare che proprio il governo norvegese è titolare di quell’arcipelago delle Svalbarg, nel mare di Barents, scelto per attuare il progetto di una enorme banca genetica di semi provenienti da tutto il mondo, la Svalbarg Global Seed Vault.
    Inutile dire che il progetto è sostenuto da Monsanto e Syngenta, le multinazionali numero uno nel campo degli ogm, oltre che dalla Fondazione Rockfeller e dalla Fondazione Bill Gates.