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L’ELIMINAZIONE DARWINIANA DEGLI INUTILI

A CURA DI NIXLIST (BLOG)

Forse qualcosa di buono in queste brutte elezioni – politiche e amministrative – c’è stato. parlo della selezione che è stata fatta dall’elettorato in favore dell’eliminazione degli inutili e di certa “sinistra” spocchiosa, cialtrona, ipocrita, insipida, buridaniana e a tratti rompicoglioni; sempre comunque assai stupida, strategicamente e politicamente, s’intende, per lo meno.

perché non è senza una certa soddisfazione, mitigata dalle perplessità che nutro personalmente d’istinto verso gli apparati di AN, Alemanno incluso, che brindo alla sconfitta romana e postelettorale di questo inutile e patetico personaggio.

Basta guardarlo in faccia per risentire tutta la pochezza del suo ridicolo “Pliz, visit, Italy….” un pezzo di incapacità che ha fatto storia della comicità involontaria e – insieme con una delle tante dimostrazioni di come si possa gettare nel cesso il danaro pubblico – ha dimostrato di come si possa scendere qualitativamente in basso sul piano della professionalità politica.


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tornando a noi, non occorre cercare lontano per capire le ragioni di una tale Caporetto delle sinistre. come quella storica fu anche il frutto della palese incapacità di un generale inutilmente crudele, testardamente stupido, stupidamente ostinato, “figlio di papà”: ossia Cadorna, anche questa sconfitta nel suo piccolo è frutto della miopia irrazionale, fessa e ostinata di certi elettori, di certi politici e di personaggi che non riescono tuttora a fare una sana autocritica nel segno della razionalità. e che adesso non solo rosicano, ma quel che è assai peggio, cercano di mascherare questa miseranda frustrazione impotente dietro la ripetizione quasi paranoica e psicotica di mantra consolatori e formule muffite da tempo e scaricando ovviamente sugli altri tutto il peso della propria inadeguatezza e incapacità. il tutto negando la più elementare evidenza e sconfessando le loro stesse parole.

un “idealtipo” quasi lombrosiano del genere è quello costituito da personaggi e blogger del calibro di Spartacus Quirinus. come Cadorna, questa gente non solo si è fregata con le sue stesse mani ma dà triste prova di un’ostinazione fossile e di un’incapacità congenita di imparare dai propri errori. per quanto sia evidente che le radici del fallimento delle sinistre risiedono (non solo, ma anche in buona parte) nella pessima comunicazione e nell’atteggiamento inutilmente spocchioso di questi soggetti.

costoro, “piddini” a oltranza nonostante l’evidenza, inquisitori di chiunque mostrasse un sano disgusto per la politica di palazzo e schifo per la pessima condotta della casta al potere, nemici di ogni razionale osservazione sull’inadeguatezza delle sinistre, “antifascisti” per partito preso, si sono intrappolati arroccandosi su posizioni talmente antidiluviane da risultare scandalosamente fuori tempo. il che andrebbe bene sul piano sia pure di un malinteso rigorismo morale, ma va assai male quando si cerca di convincere l’elettore dei nostri tempi a fare una certa scelta.

se poi accoppiamo a questo armamentario da infimo robivecchi un’aggressività immotivata verso chi tentasse di proporre una lettura dei fatti diversa dal loro cieco fanatismo, si capisce perché più d’uno probabilmente – che votasse e abbia votato per anni a sinistra – sia passato con gran soddisfazione e gusto al campo opposto. probabilmente pensando a costoro in cuor suo e ridendo di essi mentre tracciava la sua crocetta sui simboli delle destre.

perché questi residui di ogni muffita sezione vetero-operaista non hanno capito una serie di cose sull’elettore che ancora ricorre al disperato gesto di turarsi il naso e votare – restando esclusi, sia chiaro tutti coloro che hanno votato a destra convinti davvero di scegliere per i migliori – cose che andiamo qui a elencare:

  • 1. all’elettore di questo 2008 dell’antifascismo importa una monumentale, colossale, incredibile ceppa, visto che è impegnato a sopravvivere e arrivare al 20 di ogni mese e, pertanto, roba accaduta più di sessant’anni fa ha il peso che ha sul suo quotidiano: cioè meno di zero. al di là di ogni considerazione storica. qui stiamo parlando di dura quotidianità, signori.
  • 2. all’elettore non interessa sentire sermoni accorati su quanto sia razzista, mafioso, impresentabile, pessimo, l’avversario delle sinistre e su quanto sia necessario votare la peggiore sinistra possibile solo per fermare questa fantomatica orda di mostri. per la stessa ragione di cui al punto 1. specialmente se non esiste una proposta concreta e una vera alternativa politica.
  • 3. l’elettore 2008, se vota, non ama essere catechizzato su che cosa sia la verità.

  • 4. l’elettore 2008 si è rotto le palle di una sinistra che ha promesso 100 e – benché giunta al potere, forse proprio col suo voto – non ha mantenuto neppure un 5 e che si è anzi distinta per imitare, facendone solo una brutta copia, la politica delle destre.

  • 5. l’elettore 2008 si è accorto che le chiacchere buoniste sull’integrazione stanno a zero e che mentre lui arranca per sopravvivere, i criminali, immigrati e non, si danno assai da fare.

  • 5 bis. l’elettore 2008 si è stancato di essere sottoposto a un auto da fé per sospetto fascismo/anticomunismo ogni volta che chiede un minimo di sicurezza, reale o presunta.

  • 6. l’elettore 2008 si è sentito solo, e soprattutto abbandonato dalle sinistre nella maniera più vergognosa, e ha fatto il debito confronto fra la sua vita e quella dei vari “partygiani” da aperitivino romano stile Bertinotti e ambientalisti ipocriti alla Pecoraro Scanio, o fighetti assortiti quali Veltroni e Rutelli, lontani anni luce dalla sua realtà.

  • 7. l’elettore 2008 non può rendersi conto che pure le destre sono lontane da lui, altrettanto, perché queste almeno hanno saputo parlargli direttamente e dando almeno l’impressione di voler davvero rispondere ai suoi bisogni e alle sue necessità.

  • 8. il non-elettore si è rotto i coglioni di essere criminalizzato da questi poliziotti dell’ortodossia piddina e sicuramente si è astenuto con la certezza di aver fatto la cosa migliore.

per il resto ce ne sarebbe da discutere su quanto siano inadeguate, frolle e incartapecorite le categorie della contrapposizione fascismo/antifascismo nell’Italia del 2008, nell’Italia che non è più quella dei partiti di massa ma quella della rappresentazione e della rappresentanza immateriale e mediatica. ma limitiamoci all’essenziale: la sinistra ha perso anche perché spocchiosa e inutilmente rompicoglioni.

l’Italia del 2008 ragiona con la “panza” ed è alla “panza” che le sinistre dovevano parlare.

non lo hanno fatto e ora pagano le sane, inevitabili, meravigliose conseguenze di un darwinismo spietato che rimuoverà i relitti della storia e tutti coloro che si ostinano su posizioni tanto irrazionali. anche se il prezzo che abbiamo pagato e pagheremo è stato e sarà terribile.

insomma, il prezzo è quello che è – le destre non sono affatto il meglio – ma questa volta una certa soddisfazione non possiamo nascondercela. soprattutto pensando a “quelli che”: gli spartachisti da operetta e i loro omologhi – che non riescono a gestire sul proprio blog il peso di un confronto razionale. e tuttora – alle osservazioni calzanti di altri commentatori – rispondono intonando “Bella Ciao” come se fosse una formuletta magica (nemmeno gli Ottentotti più arretrati….) e reagendo con aggressività degna piuttosto di una doverosa autocritica (inclusi gli avatar infantilmente arbitrari e denigratori).

che dire loro, se non, sorridendo:

buona selezione naturale, signori.

Fonte: http://nixlist.blogspot.com
Link: http://nixlist.blogspot.com/2008/04/leliminazione-darwiniana-degli-inutili.html
29.04.08

Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. In occasione dell’ennesima trombata rimediata dal Cicciobello nazionale, grazie al quale anche Roma va a destra, ripropongo un post in qualche modo profetico dell’anno scorso.
    Con la speranza che questa sia veramente l’ultima volta che Francesco Rutelli si presenta come candidato in qualsivoglia competizione elettorale, fosse anche l’elezione ad amministratore del suo condominio.

    «La Margherita è un partito centrista e profondamente riformista… Noi siamo liberali, democratici, popolari, socialisti, socialdemocratici, ambientalisti e questo me lo dice la mia esperienza personale frequentando i singoli aderenti della Margherita, non esaminando necessariamente le personalita’ dei nostri vertici nazionali.» (F. Rutelli)

    Francesco Rutelli nasce sotto il segno dei Gemelli, caratterizzato da costante irrequietezza, in una famiglia borghese romana.
    Il noto soprannome deriva da un episodio dei suoi primi difficili mesi di vita. La sorella maggiore, traumatizzata dal fatto di non aver mai ricevuto in dono il Cicciobello come le sue compagne di scuola, lo veste, lo sveste, lo pettina e gli fa ingurgitare litri d’acqua per fargli fare la pipì. Quando alla piccola peste finalmente una zia ricca regala l’agognato bamboccio, Francesco può crescere in pace e pensare al suo futuro.

    Architetto mancato, forse spaventato dall’impossibilità di applicare l’ondivaghezza ai calcoli delle strutture in cemento armato, sceglie quasi naturalmente di dedicarsi alla politica.
    Per motivi di tempo riassumerò solo l’ultima parte delle sue avventure in giro per i partiti dell’arco costituzionale.

    Esordisce come cattolico ma poi svolta leggermente a sinistra per il Partito Radicale, dove si trattiene qualche anno e partecipa alle sue battaglie, come praticante, quindi sterza un po’ a destra per scegliere un partito dalle larghe vedute, i socialdemocratici.
    Nei primi anni ‘90, svoltato ancora a sinistra con i Verdi, diventa ministro per l’Ambiente per un sol giorno, come le rose. Lasciati i Verdi, e salito momentaneamente sulle barricate di Tangentopoli, sembra momentaneamente accasarsi come sindaco di Roma ma poi partecipa al movimento dei sindaci. Non riesce a stare fermo.
    Nel frattempo ha trovato la sua anima gemella, la Cicciobella Palombella, con la quale mette su famiglia.

    Nel 2001 finalmente la grande occasione, è candidato premier per l’Ulivo. I suoi occhioni blu dominano i poster elettorali e bucano lo schermo televisivo. Un successo, tanto che Berlusconi stravince le elezioni.
    Chiunque altro si sarebbe ritirato in cima a un monte a produrre il formaggio di malga ma Francesco no, è un moto perpetuo.
    Nel 2002, come se niente fosse, ascoltando una canzone di Cocciante ha l’illuminazione, fondare un grande partito riformista, di centro ma anche di sinistra che all’occorrenza strizzi l’occhio alla destra. Insomma il partito perfetto, che chiama Margherita, in onore del suo motto da eterno indeciso “m’ama, non m’ama, m’ama…”.

    Attualmente sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico e contemporaneamente alla distruzione totale della sinistra.
    A questo punto Crepet direbbe che questi sono atti mancati dell’architetto mancato in lui. Insomma, braccia rubate all’architettura.

    Fonte: http://ilblogdilameduck.blogspot.com/
    Link: http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/04/2008-anno-i-eb.html
    29.04.08

  2. Questo è katu. Riconosco l’uso della parola ceppa e lo sprezzo totale per le maiuscole e la leggibilità.

  3. Non sono molto d’accordo sull’anacronismo della contrapposizione fascismo/antifascismo. Certo, è evidente che i sinistroidi oramai banalizzano molto retoricamente il significato della Resistenza, da Bertinotti a Napolitano. Ed è altrettanto chiaro che di fascisti propriamente detti ce ne sono pochi quanti sono gli stalinisti (forse giusto qualcuno in più).
    Ma bisogna dare una definizione di fascismo. Sarebbe miope limitarsi a vedere il fascismo nel nero e nelle croci celtiche. I comportamenti di molta classe politica, imprenditoriale e giornalistica mi ricordano spesso l’arroganza e l’assenza di senso del ridicolo tipici del ventennio. La costituzione appare sempre più volte come carta straccia. Non voglio dimenticare come sia evidente che nella “pancia” di molti italiani gli istinti fascisti tardino a scomparire. Il contesto è molto cambiato ma certe cattive abitudini hanno difficoltà ad essere debellate.

  4. Sapete che hanno in comune Rutelli Veltroni e Bertinotti ?
    Nessuno dei 3 è laureato
    Considerando che la sinistra si presenta come espressione della cultura e del sapere mi pare strano che questi leader ….