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L’EFFETTO CASSANDRA DI LUCA MERCALLI

DI LUCA MERCALLI
Aspo Italia

Sul problema dell’esaurimento delle risorse e della crisi energetica incalzante, si dice che spesso c’è un deficit di informazione. Io non credo che sia così. E’ vero che di informazione corretta non se ne fa mai abbastanza, ma da alcuni anni anche in Italia si parla molto di clima, di energia, di necessità di cambiare stili di vita e così via, parole cui tuttavia non fanno seguito adeguate reazioni da parte della politica nazionale e della società civile.

Il problema credo che sia più di tipo psicologico: non recepiamo ciò che non vogliamo sentire e a cui non vogliamo credere.

Come modesta testimonianza riproduco qui sotto il testo di un mio articolo uscito il 6 maggio 2007 su Repubblica, circa 800.000 copie di tiratura, in grado di arrivare a un buon numero di intellettuali, politici, tecnici e imprenditori, persone insomma che fanno parte della classe dei “decisori” di un paese, o comunque di coloro che possono influenzarli.

Come non fosse mai stato scritto. Non un commento, se volete pure negativo, non una volontà di saperne di più, un dibattito. Silenzio totale. Tutto ciò che è scritto calza con quanto stiamo vivendo oggi, potrei ripubblicarlo tal quale.

Con la differenza che abbiamo perso un altro anno…
LA NOSTRA UTOPIA QUOTIDIANA, di Luca Mercalli La Repubblica, domenica 06.05.2007

La visione fideistica della scienza e del progresso ci ha abituati a pensare che ogni problema abbia una soluzione. Ciò è vero quando si tratta di cambiare il frigorifero, lo è meno quando si entra in un ospedale per un malanno, non lo è per nulla quando i problemi da risolvere sono quelli globali della crisi climatica ed energetica. Però, il fatto che questi ultimi non siano immediati, induce a considerarli alla stregua del frigorifero: qualcuno certamente troverà una soluzione, e chi mette sull’avviso che forse non è così scontato, è bollato di catastrofismo.

In realtà da decenni circolano nella comunità scientifica analisi rigorose e credibili che avvertono come i cambiamenti climatici, l’esaurimento del petrolio e di altre risorse naturali, l’aumento della popolazione e delle disparità sociali, siano altrettante bombe innescate pronte a esplodere in rapida sequenza, amplificando i danni. Ma in genere si rimuove tutto rifugiandosi nel classico effetto Cassandra, dimenticando che la sfortunata aveva comunque ragione. E’ questa la sorte toccata pure ad un eccellente esercizio scientifico voluto da un grande manager italiano, Aurelio Peccei, animatore del Club di Roma, che nel 1972 pubblicò il rapporto “I limiti dello sviluppo” in collaborazione con il MIT di Boston. Ancora oggi si vitupera questo studio come non veritiero. Chi parla, in genere non l’ha nemmeno letto.

Oggi è in libreria per gli Oscar Mondadori l’edizione aggiornata “I nuovi limiti dello sviluppo”, quello che considero il manuale di istruzioni del pianeta Terra: ad oltre trent’anni di distanza i conti riveduti e corretti portano sempre al collasso della società se non si cambia rotta in tempo. Jared Diamond ha sviluppato il tema su base storica in “Collasso” (Einaudi), mostrando come è piuttosto comune che nel passato alcune civiltà abbiano ignorato i segni di cambiamento e si siano estinte. Oggi viviamo in un villaggio globale e uno scacco coinvolgerebbe tutti. Sui cambiamenti del clima basta concedere un po’ di attenzione ai rapporti dell’IPCC, che è un’Agenzia delle Nazioni Unite, non un covo di no-global; sulla crisi del petrolio basta guardarsi il film svizzero “A crude awakening” (www.oilcrashmovie.com) o visitare il sito di ASPO, l’associazione per lo studio del picco del petrolio (www.peakoil.net) che ha pure una sezione italiana. E se non basta, quale fonte più autorevole dell’Unione Europea? La sua agenzia ambientale (Eea), con sede a Copenhagen, ha elaborato il progetto Prelude, scenari per l’Europa del 2030 (www.eea.europa.eu/prelude). Per capire che il collasso non è escluso, bastano alcuni titoli: Big Crisis, Great Escape… Insomma, un problema lo si inizia a risolvere considerandolo. Lo si studia, lo si affronta e ci si prepara psicologicamente.

Io e mia moglie lo stiamo facendo da anni, con soddisfazione economica, profonda motivazione e perfino divertimento. Abbiamo il tetto ricoperto di pannelli solari, abbiamo sostituito un anonimo prato all’inglese con un fiorentissimo orto, abbiamo applicato l’isolamento termico al solaio e installato vetri doppi e stufa a legna, conserviamo l’acqua piovana, evitiamo i centri commerciali e riduciamo i nostri acquisti inutili, facciamo una raccolta differenziata spinta, intessiamo con il vicinato rapporti di cooperazione invece che di competizione, conserviamo saperi antichi amalgamandoli con tecnologie moderne. La nostra Utopia è già realtà, non serve essere né eremiti né invasati, basta essere realisti, attenti ad un mondo che cambia rapidamente e che domani sarà molto diverso rispetto a quanto vogliono farci credere gli spot pubblicitari. Se non vogliamo che il medioevo di Utopia prenda brutalmente il sopravvento, dobbiamo prima di tutto fare un esercizio psicologico per uscire dal circolo vizioso tipo “la tecnologia ci salverà”, provare a mettere in dubbio qualche certezza, e riacquistare il contatto con il mondo fisico e i suoi limiti. Non viviamo in un videogioco, ma su un pianeta fatto di aria, acqua, rocce, foreste, batteri, petrolio e carbone, il tutto regolato da leggi fisiche ferree. Vinceranno quelle se non sapremo dare una volta all’uso delle risorse. Il tragico destino di Utopia non si realizzerà solo se noi metteremo in pratica ogni giorno un pezzetto dei suoi addestramenti.

Del resto, tra gli scenari di Prelude, c’è pure “Evolved Society”, un mondo dove non esisterà più il minaccioso e rombante Suv, ma disporremo tutti di una sobria abitazione a energia rinnovabile e di un computer in rete con il quale condividere conoscenza e promuovere la convivialità. Non è un’utopia sognare un mondo migliore.

Fonte: http://www.aspoitalia.blogspot.com/
2.07.08

Pubblicato da Davide

  • trubador

    Caro Sig. Mercalli,
    ho sempre avuto una particolare stima nei suoi confronti e ho sempre seguito i suoi simpatici interventi in “Che tempo che fa” con Fabio Fazio.
    Le chiedo: come fa una persona che ha uno stipendio di 900 euro al mese, che vive in un appartamento di uno squallido condominio per cui paga 550 euro al mese, come può, dicevo, installarsi dei pannelli solari o coltivarsi un orticello, a meno che non provi a seminare qualcosa sulle mattonelle del prorio terrazino? Per non parlare dell’isolamento termico. L’unico isolamento che potremo realizzare noi poveri dipendenti pubblici è quello psicologico.
    Forse lei dimentica che la maggior parte della popolazione italiana non possiede case con tetti propri, giardinetti all’inglese da trasformare in fruttuosi orticelli da innaffiare quotidianamente, e, specialmente risorse economiche tali da poter soddifare queste pur importanti priorità.

    Con immutata stima la saluto.
    Giovanni (Genova)

  • Zret

    Il mondo è pieno di sepolcri imbiancati e mercalli è uno di questi.

    Absit iniuria verbis

    In un simposio recentemente organizzato in provincia di Cuneo per discutere circa il problema di un uso consapevole ed oculato delle sempre più scarse risorse idriche, ha partecipato tra i relatori l’ineffabile Luca Mercalli. Il meteorologo(?) ha illustrato, insieme con gli altri conferenzieri, lo scottante tema.

    Dopodichè sono intervenute con domande ed osservazioni alcune persone del pubblico, tra cui un ricercatore indipendente che ha sottolineato come la penuria di precipitazioni piovose e nevose, flagello che sta colpendo molte regioni italiane, sia da addebitare in primo luogo all’operazione “scie chimiche”. E’, infatti, possibile modificare il ciclo dell’acqua, diminuendo in modo artificiale le piogge: è un argomento su cui ci siamo già soffermati in altri articoli e che qui riprendiamo con altri dati. Esistono sostanze chimiche che hanno proprietà igroscopiche: tali sostanze hanno la proprietà di assorbire il vapore acqueo dell’atmosfera e di incorporarlo nella propria massa. L’assorbimento del vapore acqueo può avvenire in diversi modi: per mezzo di una reazione chimica; attraverso il fenomeno dell’adsorbimento(1), come nel caso del gel di silice; mediante la solvatazione(2) dei composti anidri che, acquistando molecole d’acqua, si trasformano nei corrispondenti composti idrati. I composti con maggiori proprietà igroscopiche sono la calce, il cloruro di calcio, l’acido solforico, la soda caustica, l’anidride fosforica, il gel di silice.

    Il silice o biossido di silicio (SiO2) è un composto ossigenato del silicio allo stato cristallino e si trova in natura come quarzo, ametista, opale, calcedonio, agata, diaspro, corniola, sabbia e farina fossile. La silice, preparata in laboratorio per combustione del silicio o arroventando l’acido silicilico, si presenta in polvere bianca amorfa. Arroventando l’acido silicilico, si ottiene il silicagel o gel di silicio, usato come assorbente, chiarificante e decolorante nei processi industriali.

    Non si può escludere che il gel di silicio sia impiegato, assieme ad altre sostanze, per disseccare l’atmosfera e ridurre le precipitazioni. Si considerino i vari brevetti inerenti ai vari metodi per diminuire le piogge; in particolar modo si ricordi il famigerato brevetto Cordani, acquisito dalla N.A.S.A. Di fronte agli argomenti portati, inerenti agli sviluppi della geoingegneria, alla realtà di situazioni meteorologiche manipolate con vari sistemi chimici ed elettromagnetici, Mercalli, presidente dell’Associazione dei meteorologi italiani nonché direttore della rivista di disinformazione Nimbus, reagisce scompostamente come un bimbo discolo che, colto in flagrante a compiere una marachella, nega, strepita e punta i piedi, pur di non ammettere l’evidenza.

    È evidente che questi dilettanti come Mercalli, confidando nella reputazione che essi hanno acquisito presso l’opinione pubblica grazie alle loro pose da ecologisti, sono mandati in avanscoperta dai poteri forti affinché propalino le solite corbellerie sull’”effetto serra.” In questo modo la gente che, tranne qualche eccezione, pende dalla labbra di codesti “esperti”, concentra la sua attenzione o su problemi fittizi o anche su questioni reali, ma ingigantite ad arte per nascondere l’atroce, inconfessabile verità: le scie chimiche esistono, non sono una teoria e sono la principale causa dei disastri ambientali e dei danni alla salute.

    Chi avrà il cuore e lo stomaco di vedere il filmato in cui Mercalli si esibisce in una penosa e disdicevole performance, vedrà il meteorologo(?) trasformato in un ossesso che neanche padre Amorth riuscirebbe ad esorcizzare. A prescindere dalle sue parole tracotanti e derisorie, dai suoi sofismi (tuttavia tra tante mistificazioni, è affiorata una verità, quando Mercalli si è riferito ad aerei che devono volare a 9000 metri di quota affinché rilascino scie di condensazione, mentre le scie chimiche sono generate da velivoli che incrociano ad altitudini assai più basse), lo “scienziato” non ha certo dato una lezione di stile. Non è strillando, smanacciando ed indicando come fonte Attivissimo (sic) che si può ottenere credito presso i cittadini: anzi, dopo questa triviale e farsesca pantomima, la sua credibilità, già molto bassa, risulta ulteriormente calata.

    (1) L’adsorbimento è un fenomeno per cui, ponendo a contatto due fasi, per esempio una fase gassosa ed una solida, si ha l’addensamento di una sostanza presente in una fase, sulla superficie di separazione fra le due. L’adsorbimento avviene con rilascio di calore.

    (2) La solvatazione è un fenomeno che consiste nella formazione di complessi tra soluto e solvente; ad esempio, in una soluzione acquosa, cationi ed anioni (che fanno parte del soluto) formano ioni idrati con molecole d’acqua (il sovente) a causa della polarità di queste ultime. I cationi sono ioni carichi positivamente; gli anioni sono, invece, ioni di carica negativa.

  • tesunpo

    Condivido il commento di trubador..certo…vediamo…vorrei una villa con piscina riscaldata a pannelli solari,un’impianto eolico e vorrei sfruttare il copioso ruscello che mi scorre all’interno del giardino,per produrre energia idroelettrica e pompare acqua per l’irrigazione dell’orto e del frutteto.Vorrei qualche pecora che mi dia il latte e la lana,10 galline per le uova,un trattorino elettrico(da ricaricare i pannelli solari)..e poi voglio internet…io sto’ da tempo cercando di vendere l’appartamento per comprare del terreno in appennino…ma non si vende senza rimetterci un capitale..e quanti soldi mi rimangono?..forse appena per comprare la terra con un rudere sopra..e poi?…il consiglio che mi permetto di dare e’ quello di prepararsi soprattutto psicologicamente,capire quali sono i valori e gli affetti che dobbiamo conservare,riscoprire l’eternita’ della nostra anima e pensare a quanto e’ meraviglioso l’universo…economicamente si fara’ quello che si riesce a fare….

  • Cornelia

    Conosco Luca Mercalli.
    Vive in una casetta in provincia e l’orto è in affitto a 200 metri da casa sua.
    La sua unica automobile è una Kangoo diesel del 1997. Voi che soffrite tanto che auto avete?

  • lino-rossi

    al sig. Mercalli consiglio di andare in Yacutia, che è grande 10 volte l’italia e dove c’è un milione di persone. lì non dovrebbe avere problemi. ma neanche in Uruguay, che è 2/3 dell’Italia e sono 2 gatti; per non parlare dell’Argentina: 9 volte l’Italia e 40 milioni di persone.
    spero che i pannelli solari NON siano fotovoltaici con il conto energia.

  • reza

    Se tutti a questo mondo dovessero adottare il medesimo stile di vita degli occidentali, avremmo bisogno di quasi tre pianeti come la Terra.
    Alla data odierna, a meta anno infatti, l’occidente ha già consumato tutte le materie prime che le spettano per il 2008, al punto da avere già iniziato a vivere a spese delle generazioni future.

    Secondo i dati della banca mondiale, già Il 6 maggio la popolazione occidentale ha esaurito le risorse terrene che avrebbero dovuto bastarle per tutto il 2008. Da domani e per il resto dell’anno vivremo a spese della natura: stiamo consumando risorse planetarie, non più rinnovabili in tempi sufficientemente brevi. “Qualsiasi direttore di banca che avesse gestito le sue finanze come il mondo occidentale sta facendo con le proprie risorse sarebbe senza lavoro già da parecchio tempo”,.

    Tra l’altro, il fatto che il mondo non stia già collassando va a merito di quelle nazioni che ancora non riescono a consumare le risorse annue di loro spettanza, come per esempio la Cina, l’India o il Kenia. Sempre a titolo di esempio, gli abitanti dell’Afghanistan hanno un accesso talmente limitato a materie prime e beni di consumo da poter tranquillamente diluire su un arco di 14 anni la quota a cui avrebbero diritto.

    Ciò nonostante è vicino il giorno in cui l’intero pianeta vivrà a credito, e questo con un costante forte anticipo sul calendario: quest’anno la scadenza è infatti prevista per il 16 ottobre. Questo significa che l’umanità utilizza più risorse di quelle che la Terra può mettere a disposizione a lungo termine. I paesi europei avranno esaurito completamente la loro quota di risorse già allo scadere del semestre, ma a guidare la classifica sono gli Emirati Arabi Uniti (glorioso modello occidentale nel mondo islamico)con un consumo di risorse pari a quello di 6,6 pianeti Terra.

    Le cose non dovrebbero andare così, perché si può arrivare a un efficiente risparmio energetico, e quindi ad un utilizzo più sostenibile delle risorse, senza dover rinunciare alle comodità: il maggior potenziale di risparmio risiede nell’edilizia, nell’alimentazione e nei trasporti.
    “Se da questo momento in avanti noi costruissimo solo case “a energia zero”, già questo basterebbe a ridurre l’impronta ecologica dell’occidente di circa il 20 per cento”. All’ambiente gioverebbero anche minori consumi di carne, meno viaggi in aereo e un meno frequente utilizzo dell’automobile. Chi desidera sapere in quale misura incide la propria impronta ecologica personale, nel sito http://www.footprint.it troverà un’adeguata risposta e molti suggerimenti concreti su come ridurla.

  • dangp

    Mercalli vi sta chiedendo di fare il possibile per limitare il consumo delle risorse naturali del pianeta.
    Ognuno di noi può fare la sua parte spendendo poco o niente.

  • lino-rossi

    il modello occidentale è idiota. ma si supera facendo cose sensate, non certamente riferendosi al club di roma o installando pannelli fotovoltaici con il conto energia. trovo in Rifkin la migliore interpretazione del problema. http://www.beppegrillo.it/2008/06/intervista_a_je.html

  • LonanHista

    Nei primi anni 70, alle elementari si accennava al fatto che nel 2000 il petrolio sarebbe esaurito.
    Ancora ce ne è di petrolio, e basterebbe per altri secoli, se non fosse che la domanda è aumentata in maniera vertiginosa.
    Ovvero se consumiamo ogni anno 500 litri di petrolio procapite(per esempio)e finora eravamo in 1000 ad avere questa necessità, ora invece sono in 100mila ad avere questo bisogno.
    Un pò come un albero di mele. Fino ad oggi a consumare il frutto eravamo un tot di persone, e la pianta soddisfava le sigenze di tutti.
    Oggi, in pratica la stessa pianta deve soddisfare un numero di persone che è decuplicato.Quindi o si riducono i consumi procapite oppure bisognerà farsi la guerra per impossessarsi della pianta.

    Ma a parte questo.
    Il problema del petrolio e della società industriale riguarda l’inquinamento.
    Cioè non deve fare paura il riscaldamento climatico che potrebbe essere causato da un fattore ciclico a cui ovviamente hanno contribuito le emissioni di co2.
    CI DOBBIAMO PREOCCUPARE DI AVER INQUINATO L’ACQUA L’ARIA, LA TERRA DI VELENI E PESTICIDI. NON SI TRATTA QUINDI DELLA FINE DI UN CIVILTà PER FARE POSTO AD UN ALTRA.
    SI TRATTA DI DOVER SCAPPARE DA QUESTO PIANETA PERCHé è DIVENTATO E DIVENTERà SEMPRE DI PIù INVIVIBILE.

    Il signor Mercalli inoltre, dovrebbe essere preso come esempio.
    Purtroppo tutto dipende dalla cultura di massa.Se a livello politico decisionale non si decide di catechizzare il pecorume verso queste scelte ed imporre dove occorre di tornare a vivere rispettando la natura e sfruttando senza offenderla quello che ci offre.

    MA PURTROPPO COSA SI VUOLE FARE SE OCCORRE UNA LEGGE E SEVERE SANZIONI SOLO PER FAR METTERE LE CINTE DI SICUREZZA IN AUTO O IL CASCO IN MOTO?
    SE SI DEVE ESSERE OBBLIGATI E COSTRETTI DA SEVERE SANZIONI PER TUTELARE LA PROPRIA VITA, COME SI RIESCE AD INFONDERE AL PECORUME UN EDUCAZIONE NON SOLO AMBIENTALISTA, MA OPPORTUNA LOGICA CHE SALVAGUARDA LA NATURA E LA NOSTRA VITA.

    Come si fa per esempio ad inculcarlo a quegli incivili, a quella gente che non merita di essere definita civile ed umana, che abita la campania?

  • Zret

    Absit iniuria verbis

    Si legga il seguente testo come un’esortazione e non come una critica.

    Come paventai qualche tempo fa, alcuni siti di controinformazione stanno andando lentamente alla deriva. Nati (presumo) come portali indipendenti ed in netta antitesi ai media ufficiali, araldi di menzogne, di censure e di mistificazioni, in questi ultimi tempi, si stanno sempre più corrompendo: vi compaiono articoli pieni di luoghi comuni, di “verità” di regime magari sussurrate timidamente, ma proposte ad un pubblico di lettori che si fida di queste firme “libere”.

    Uno dei casi più clamorosi ed inquietanti è quello relativo a Carlo Bertani, logorroico e superficiale scrittore che, pur avendo colto in modo obiettivo qualche aspetto della realtà contemporanea, si è poi trasformato in un patetico grillo parlante. Nei suoi prolissi, farraginosi e sconclusionati testi, Bertani non esita di pontificare su fenomeni quali i cambiamenti climatici, con un’incompetenza pari solo alla sua spocchia. Costui senza conoscere né la risonanza di cavità Schumann né altri fenomeni fisici, ripete, a mo’ di pappagallo, le solite sciagurate sciocchezze sull'”effetto serra”, ignorando per giunta che dovrebbe essere definito “effetto atmosfera”. Transeat: non è uno scienziato né un meteorologo e da meteorologi, come Mercalli, abbiamo sentito nefandezze peggiori. Quello, però, che offende l’intelligenza dei suoi lettori (sempre più ex lettori) è la presunzione con cui crede di liquidare il problema delle scie chimiche, bollandolo come “ipotesi debole”. Sia ben chiaro: per me Bertani può vergare tutte le baggianate che vuole e pubblicare libri-immondizia. Ognuno deve essere libero di esprimere le sue opinioni anche distorte e deliranti. Tuttavia ospitare in un sito di controinformazione gli editoriali di Bertani è di una pericolosità mostruosa: i lettori che cosa penseranno di fronte ad un testo che, più o meno, avalla le bugie dei potenti sull’effetto serra ed un altro che, invece, a chiare lettere, attribuisce il riscaldamento globale alle chemtrails, al sistema HAARP etc.? Come minimo, i lettori diventeranno schizofrenici o saranno spinti gradatamente ad adottare l’aberrante bispensiero orwelliano. Altre persone considereranno il sito incoerente o, per lo meno, superficiale e si orienteranno verso i media mainstream che, se non altro, sono coerenti, anzi monolitici, nell’esposizione di stereotipi e di bugie. Se proprio si vuole proporre articoli del genere, bisognerebbe, a mio parere, premettere un’introduzione in cui si chiarisce che essi non rispondono alla linea editoriale e nella quale si spiegano i motivi della pubblicazione, mettendo in guardia i visitatori dalle storture contenute nel testo.

    Ci si rende conto di come tutto ciò sia controproducente? Si è riusciti con mille ricerche e con una fatica titanica ad insinuare il salutare dubbio in una parte dell’opinione pubblica, secondo cui il 9 11 fu (e lo fu veramente!) un autoattentato, che arriva il primo deficiente di turno, il quale con toni sussiegosi e canzonatori, presenta tale fatto come una leggenda metropolitana.

    Non è mala fede, nella maggioranza dei casi, ma avventatezza: è sufficiente che il testo scelto per la pubblicazione contenga la formula magica “effetto serra” per non accorgersi di asserzioni mostruose, leggibili semmai sul blog di Attivissimo. E’ accaduto alla redazione di Nuovi mondi media Editoria ed informazione indipendente(?) che ha inserito un editoriale agghiacciante intitolato Riscaldamento globale, la bufala (sic) Di Channel 4 e di cui voglio riportare qualche orribile riga: “Seleziona con cura i tuoi risultati, scegli un’idea che è già stata screditata e qualsiasi cosa può diventare realtà. Le Torri gemelle sono state fatte crollare da esplosioni controllate; il vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia) causa autismo; l’omeopatia funziona…” Il fondo, firmato da George Monbiot, è tratto da uno scartafaccio del sistema e già questo dovrebbe suscitare qualche sospetto, ma che il gazzettiere, credendo di essere ironico, mentre è patetico, confermi le versioni ufficiali circa il 9 11, l’omeopatia e l’onnipresente dogma del greenhouse effect, grida vendetta al cospetto di Dio. No, non è il sito di Passivissimo e nemmeno quello dei barbogi aderenti al CICAP! E’ il sito di Nuovi mondi media!(1) Non voglio, per ora, pensare che questo portale sia una creatura, anzi un aborto dei servizi segreti, ma dinanzi a queste vergognose e sfacciate falsità, viene il legittimo sospetto che l’informazione “indipendente” mieta il grano insieme con la gramigna, priva di qualsiasi spirito critico. I gestori di questi siti sono simili a quegli improvvidi alunni che copiano la versione di latino da un testo ottocentesco, senza essere sfiorati dal dubbio che il docente non si accorgerà del plagio. O forse qualsiasi bestialità fa alla bisogna, pur di pubblicare articoli, libri e gonfiare il portafogli? Franza o Spagna, purché se magna! Di questo passo, per sapere quello che davvero succede nel mondo e per un’interpretazione oggettiva degli eventi, ci toccherà leggere i quotidiani di partito.

    Per favore, ridateci Zucconi, Ferrara, Eco, persino Riotta e tutta la genia dei pennivendoli: almeno sappiamo che sono dei disinformatori pagati dalle élites e da cui ci possiamo attendere solo strafalcioni, ammiccamenti al potente di turno, cliché, argomenti capziosi.

    Per favore, ridateci le affermazioni mendaci dei “giornalisti”, ma liberateci dalle mezze “verità”, dagli sproloqui e dalle parole ruffiane degli intellettuali “liberi”.

    Preferiamo la tetragona stupidità di Attivissimo all’ambiguità gesuitica di costoro. La dignità, la libertà, la verità non tollerano compromessi, riserve mentali, tentennamenti, vigliaccherie: non si può tenere il piede in due staffe per servire contemporaneamente Dio e Mammona. Non si può oscillare, da codardi ed opportunisti, tra “verità” e disinformazione, “per la contradizion che no’l consente”.

    (1) Devo confessare che il logo di Nuovi mondi media non mi è mai piaciuto: è un sole sormontato da una falce di luna, ma ha qualcosa di diabolico. Sarà un caso?