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LE SOLITE VANE SPERANZE

DI BARBARA X
iltafano.typepad.com

“Lo so che gli altri sono stupidi e son convinto di esserlo anch’io. Poi ho capito, Sònja, che se avessi voluto aspettare che tutti fossero diventati intelligenti, sarebbe passato troppo tempo… Poi ho capito anche che questo momento non sarebbe arrivato mai, che gli uomini non cambieranno mai e che nessuno riuscirà a trasformarli e che tentar di migliorarli sar ebbe fatica sprecata! Già, proprio così! Questa è la loro legge… La legge, Sònja! E’ così!… E ora Sònja, io so che colui che è energico, che è di mente, di animo forte, avrà il dominio su di loro! Chi molto saprà osare, avrà ragione secondo loro. Chi potrà sputare su più cose, è il loro legislatore, e chi più di tutti gli altri può osare, ha più diritti di tutti! Così è stato finora e così sarà sempre! Soltanto un cieco non lo vede!”

Ho voluto iniziare questo pezzo con una battuta di ‘Delitto e castigo’ di Fëdor M. Dostoevskij, lo sfogo di Raskolnikov – l’eroe del romanzo – nel quarto capitolo della quinta parte.Come vorrei che un giorno Raskolnikov venisse smentito: sarebbe il giorno in cui l’essere umano prenderebbe coscienza, di sé e di chi con lui condivide gli spazi e la sorte in questa terra. Questa terra che è di tutti.

E’ il regalo che tutti gli anni, a Natale, ogni cuore coraggioso spera di ricevere.

Ma queste aspettative vengono puntualmente vanificate da una maggioranza di esseri umani che ha fatto della cattiveria e dell’ignoranza dei veri e propri stili di vita. Nel nostro mondo moralmente capovolto – e non lo scopro certo io – molti esseri umani privi di scrupoli hanno trasformato in giusto ciò che dovrebbe essere sbagliato e detestabile.

Negli ultimi decenni, poi, anziché muovere qualche passo verso un timido miglioramento, gli uomini sono peggiorati. Manca la coscienza e manca il cuore.

Nella realtà italiana questa involuzione sarebbe anche ben visibile (il condizionale è d’obbligo): al governo del paese, per esempio, abbiamo un movimento di estrema destra (la lega) che riscuote un certo successo. Ciò può significare solo due cose: o che la gente abbia completamente smarrito la coscienza, o che alla stessa gente vadano bene i metodi tristemente famosi utilizzati da ogni movimento nazifascista e quindi liberticida.

Ma domani è Natale: non devo fare polemiche…

Vorrei solo che i miei simili considerassero per davvero il rapporto fra potere e sfruttati: queste non sono parole d’altri tempi: sono parole sempre attuali, oggi più che mai, purtroppo. Il pensiero, le diversità, i deboli costituiscono degli ostacoli nel cammino incosciente della gente perbene, dei buoni e giusti. Meglio eliminare tutto ciò con l’infernale indifferenza che induce a ritrovarsi la sera della vigilia di Natale davanti alla tavola imbandita per il cenone, il cui menù prevede invariabilmente portate a base di cadaveri di animali.

Me lo chiedevo tanti anni fa e me lo chiedo tutt’oggi: come ci si può sentire più buoni per queste feste se si sta davanti a un piatto che contiene il pezzo di un animale morto, che ha sofferto orribilmente prima di essere sgozzato e squartato?

Non è un controsenso?

E allora eccovi il mio regalo di Natale (gli auguri tradizionali non li faccio mai e non voglio che me li facciano): si tratta della lettera che il prigioniero Edgar Kupfer-Koberwitz scrisse a un amico dal campo di concentramento di Dachau, dove passò tra crudeltà di ogni genere, mentre la morte ghermiva i prigionieri del campo giorno dopo giorno.

Per non dimenticare: Dachau, 1945

“Caro amico,

mi chiedi perché non mangio carne e ti domandi per quale ragione mi comporto così. Forse pensi che ho fatto un voto o una penitenza che mi priva di tutti i piaceri gloriosi del mangiar carne. Pensi a bistecche gustose, pesci saporiti, prosciutti profumati, salse e mille altre meraviglie che deliziano gli umani palati; certamente ricordi la delicatezza del pollo arrostito.

Sei sorpreso e chiedi: – Ma perché? e per quale motivo?

Te lo chiedi con intensa curiosità e pensi di poter indovinare la risposta.

Ma se io ora cerco di spiegarti la vera ragione in una frase concisa, tu rimarrai nuovamente sorpreso scoprendo quanto sei lontano dal vero motivo.

Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.

Rifiuto di farlo perché ho sofferto tanto dolorosamente che le sofferenze degli altri mi riportano alle mie stesse sofferenze.

So cos’è la felicità e so cos’è la persecuzione. Se nessuno mi perseguita, perché dovrei perseguitare altri esseri o far sì che vengano perseguitati?
So cos’è la libertà e so cos’è la prigionia.

So cos’è la protezione e cos’è la sofferenza.

So cos’è il rispetto e so cos’è uccidere.

Se nessuno mi fa del male, perché dovrei fare del male ad altre creature o permettere che facciano loro del male?

Non è naturale che io non infligga ad altre creature ciò che io spero non venga inflitto a me? Non sarebbe estremamente ingiusto fare questo per il motivo di un [superfluo] piacere fisico a spese della sofferenza altrui e dell’altrui morte?

Queste creature sono più deboli e più indifese di me, ma puoi tu immaginare un uomo ragionevole con nobili sentimenti che volesse basare su questa sofferenza la rivendicazione o il diritto di abusare del più debole e del più piccolo? Non credi che sia proprio il dovere del più grande, del più forte, del superiore di proteggere le creature più deboli invece di perseguitarle e di ucciderle?

Ricordo l’epoca orribile dell’inquisizione e mi dispiace dire che il tempo dei tribunali per gli eretici non è passato, che giorno per giorno gli uomini cucinano in acque bollenti altre creature che sono state date impotenti nelle mani dei loro carnefici.

Sproloquiando, sorridendo, proponendo grandi idee e facendo bei discorsi, l’europeo medio commette ogni sorta di crudeltà e non perché sia costretto, ma perché lo vuole. Non perché manchi della facoltà di riflettere e di rendersi conto delle orribili cose che sta facendo. Oh, no! Soltanto non vuole vedere i fatti, altrimenti ne sarebbe infastidito e disturbato nei suoi piaceri.

So che la gente considera certi atti connessi al macellare come inevitabili. Ma c’è realmente questa necessità? La tesi può essere contestata. Forse esiste un genere di necessità per le persone che non hanno sviluppato ancora una piena e conscia personalità. Io non faccio loro delle prediche, scrivo a te questa lettera, ad un individuo responsabile che controlla razionalmente i suoi impulsi, che si sente conscio dei suoi atti, che sa che la nostra Corte Suprema è nella nostra coscienza e che non vi è ricorso in appello.

– E’ necessario che un uomo responsabile sia indotto a macellare?

In caso affermativo, ogni individuo dovrebbe avere il coraggio di farlo con le sue stesse mani. Non è giusto pagare altra gente per fare questo lavoro macchiato di sangue dal quale l’uomo normale si ritrarrebbe inorridito e sgomento.

Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati. Penso che fino allora ci saranno guerre, poiché l’addestramento e il perfezionamento dell’uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri deboli. Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su esseri indifesi.

Penso che sia arrivato il momento di sentirci oltraggiati dai grandi e piccoli atti di violenza e crudeltà che noi stessi commettiamo. Ed essendo molto più facile vincere le piccole battaglie, penso che dovremmo cercare di spezzare prima i nostri legami con le piccole violenze e crudeltà per superarle una volta per sempre. Poi verrà il giorno che sarà facile per noi combattere anche le crudeltà più grandi.

Il punto è questo: io voglio vivere in un mondo migliore dove una più alta legge conceda più felicità a tutti.

Edgar Kupfer-Koberwitz, vegano

Barbara X
Fonte: http://iltafano.typepad.com
Link: http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/12/le-solite-vane-speranze-di-barbara-x.html
24.12.2009

Pubblicato da Davide

  • Affus

    Nella realtà italiana questa involuzione sarebbe anche ben visibile (il condizionale è d’obbligo): al governo del paese, per esempio, abbiamo un movimento di estrema destra (la lega) che riscuote un certo successo. Ciò può significare solo due cose: o che la gente abbia completamente smarrito la coscienza, o che alla stessa gente vadano bene i metodi tristemente famosi utilizzati da ogni movimento nazifascista e quindi liberticida.

    LA LEGA DI ESTREMA DESTRA ? MA STAI DAND0 I NUMERI ? MA GUARDA UN PO’ CHI SI PERMETTE DI GIUDICARE E FARCI LA MORALE POLITICA !! LA LEGA E’ IL PARTITO DELLA PASTA ASCIUTTA,ALTRO CHE DESTRA .. E LEI UN PARTITO DI DESTRA , NON SE LO SOGNA NEANCHE COSA POTREBBE ESSERE PERCHè NE HA PERSO PROPRIO LA COGNIZIONE !!!!
    UNO SI CHIEDE PERCHè IN ITALIA NON C’E’ IL REATO D APOLOGIA DEL COMUNISMO ,INFATTI I CAMPI DI STERMINIO HITLER LI HA COPIATI DA LENIN NELLA PATRIA EL COMUNISMO !!!!! ECCO PERCHE’ NON CAPIRETE MAI NULLA DI POLITICA , SIETE BTROPPO FAZIOSI E NELLE SCUOLE COMANDATE VOI E NESSUNO PUO CONTESTARVI DA 70 ANNI A QUESTA PARTE!!!

  • tersite

    Interessante considerazione. Bello che l’autrice chiuda con una speranza. Io c’ho provato a nn mangiare animali morti! e cmq ho imparato a limitarmi. Ma nn posso rinunciare alla carne perchè il mio lavoro è troppo dispendioso(fisicamente). Ma ripeto c’ ho provato, fino al punto che nei mesi caldi rinuncio del tutto a tale a alimentazione da anni. Però il ragionamento di Barbara x non è affatto sbagliato. Mi viene in mente un film con Robert Carlisle dove alcuni soldati in guerra si mangiavano tra di loro……

  • marzian

    Ma nn posso rinunciare alla carne perchè il mio lavoro è troppo dispendioso(fisicamente)

    Se parliamo di dispendio fisico, alcuni dei più grandi atleti olimpici dell’ultimo secolo hanno adottato diete vegane con risultati eccezionali. Basta studiare l’argomento e strutturare la dieta in modo corretto: http://www.scienzavegetariana.it/

  • fefo

    Io non vi odio , vi DISPREZZO

  • nettuno

    spero che la popolazione umana si riduca e ci si attivi per una dieta con poca carne. Tra poco saremo macellati anche noi , da una guerra tra oriente e occidente , e per una bistecca al petrolio.

  • nautilus55

    Affus, ma nemmeno a Natale la pianti? Hai capito il senso dell’articolo? Ciao e Buon Natale.

  • nautilus55

    Il paradosso è che mangiando poca carne diminuiremmo di gran lunga alcune malattie (quelle vascolari, ad esempio) e ridurremmo, almeno, i sacrifici animali. Dovremo proprio arrivare alla guerra per la “bistecca al petrolio” per capirlo?

  • Tonguessy

    “vorrei che un giorno Raskolnikov venisse smentito: sarebbe il giorno in cui l’essere umano prenderebbe coscienza, di sé e di chi con lui condivide gli spazi e la sorte in questa terra. Questa terra che è di tutti.”
    Di tutti tranne che delle piante, che possono liberamente esserre strappate, sradicate senza minimi sensi di colpa. Uccidere piante per scopi alimentari non comporta sensi di colpa alcuno: le piante non piangono, orecchio non ode cuore non duole, no?

    “io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.”

    Già: le piante non sono considerate creature. Quindi ucciderle per sfamarsi è considerato lecito, differentemente dall’uccisione a scopo alimentare degli animali. Che sono, ricordiamolo, creature vere. Mica piante, eh?

  • tersite

    però la raccolta e il consumo di frutta e ortaggi non implicano morte o sofferenza delle piante….tu pensa a una sequoia che in 2000 anni di vita avrà nutrito e ospitato miliardi di animali ed è ancora lì, viva e..vegeta!

  • Affus

    lo potevo capire se lo leggevo tutto,ma ho letto soli i primi dieci righi e mi sono fermato.

  • Tonguessy

    Quindi gli ortaggi non sono piante? Quando strappi le carote da terra o tagli l’insalata non è causare sofferenza e morte ad altre creature, come dice l’articolo? Cosa succede invece? Dimmelo perchè sono curioso: dopo tanti anni questa non l’ho ancora capita…..

  • GioCo

    “Lo so che gli altri sono stupidi e son convinto di esserlo anch’io. … ”

    Beh, uno splendido pezzo, che in modo mirabile riesce a confondere le idee …
    Partiamo da una domanda: al mondo tutti dobbiamo essere intelligenti?
    … e poi: coloro che possiedono intelligenza devono prevaricare?

    Mia madre (grande anima!) diceva che se usi la forza, se diventi violento, arrogante e tenti di prevaricare verso il tuo prossimo è solo perché sei incapace di agire in modo alternativo: hai “esaurito” le tue soluzioni intelligenti e per ciò agisci da bestia.

    “Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.”
    Eppure respiriamo e nel corpo milioni di vite muoiono per questo semplice atto: la vita, la morte, come la sofferenza sono atti che ci viene chiesto di comprendere ed accettare in questa esistenza: proseguendo nell’opera di repressione interiore, non si fa che alimentare il “mostro” di assurdità che ha generato ciò che osserviamo.
    A volte, per alcuni e in certi momenti è più difficile. Tuttavia siamo arrivati lentamente alle carneficine di massa, di umani e animali, proprio per aver lasciato che la guida interiore fosse il rifiuto e in ultima analisi la paura.

    Abbiamo guardato la tigre che dilaniava il collo dell’agnello e per esorcizzare le nostre paure abbiamo vestito la sua pelle e ci siamo divertiti recitarne la scena, ora la giudichiamo colpevole e la condanniamo all’estinzione.

    Tutto ciò non ha alcun senso, perché abbiamo fatto tutto da soli, eppure era solo una tigre che dilaniava il collo di un agnello come accade in ogni angolo del Cosmo da sempre tra “predatori” e “prede” in perfetta armonia tra loro … anche se tu sei l’agnello, per quale diamine di motivo dovrebbe essere diverso da così? Perché creare (dentro) una dimensione di sofferenza da vivere, per poter condannare qualcuno, un luogo o un istante? Cosa ci si guadagna?

    Coltiviamo ogni giorno luoghi di morte e di svuotamento delle speranze, fondiamo una vita sul principio della deprimenza nostra e del nostro prossimo, diffondiamo come un epidemia la paura nel cuore del nostro prossimo, perché è la sola cosa che abita il nostro cuore.
    E riusciamo persino a beatificarci di questo, come fosse cosa di grandiosa intelligenza: incredibile!

    Le speranze non sono vane, sono rese vane. Le persone non sono stupide, sono rese stupide. La paura non è necessaria, è solo coltivata.

  • myone

    A volte poche righe condizionano tutto un dire dove il rimanente e’ solo di contorno e sviamento per far leccare il dolce dove c’e’ veleno.
    Non hai letto ne male ne poco, hai letto come hai risposto, perche’ il tendenzioso e’ sempre presente e latente, e porta eempre la solita firma, di chi sta’ fuori e vuole entrare discreditando chi c’e’, e quanl’ ora ci fosse chi discredita, si tira dietro tutta la folla, che seppur bagianata, vede sempre oro tutta la latta colata.
    Nessuno toccandoci i soldi, dx sx centro o laterale, si lascerebbe bindolare in nessun modo, ma qui non si tratta di soldi, ma di principi.
    Un settentrione che ha le scatole piene di dare contriburi per mezzogiorni diventati oltretombe buie di notti passate, immigrazioni spietate e senza regole e senza ausigli di organizzazione, con centralismi che fanno i conti con chi piu’ mette, e che volendo trovare la sua identita’ almeno come stato, preferisce il suo, se puo’, se ci riuscira’, e tanto altro, cominciando con un federalismo, che non so’ che sia e dove vada, ma che come federalismo, ottenuto sia dalla val d’ aosta, trentino, friuli, e sicilia, mantiene l’ 80% delle sue risorse e se le gestisce, mentre a mettere tutto in pentola, i ladroni, come dice il duro bossi, ingrassano e aumentano.
    Uno stato che ancora prende quello che puo’ prendere, e li si e’ ciechi e i colori non ci sono perche’ e’ solo bianco per loro e grigio per chi sborsa, con tutte le conseguenze che ne derivano decurtando, arrivando sino a un 60% fiscale, dove certi leghisti, hanno lavorato una vita, si sono comportati correttamente, e hanno volgia di tirarsi fuori da questa italia che non ha piu’ nulla da dire, perche’ ha detto proprio tutto del peggio, volendosi salvare almeno la dignita’, mi sembra che come leghisti, hanno piu’ coraggio e dignita’ come italiani che del rimanente delgi italiani. POi, quando fa comodo, si e’ tutti nazionalisti, ma sempre per comodo.
    Quindi, il pensiero leghista, sta’ a dignita’ piu’ che il magna magna legalizzato sparso e camuffato che c’e’ in tutta italia.
    Non e’ la lega che discredita e che e’ il male del paese.
    L’ articolo e’ tendenzioso e non poco. Io , a casa mia, aiuto come posso e se mi va’, non so’ voi, se fate entrare cani e porci, quando avete le chiappe coperte, siete nelle vene del sistema che vi protegge e vi fa mangiare bene, e dove avete antifurti e mura nel privato vostro, e continuate a dare dei fascisti agli altri e voi (comunisti-pensiero), siete quelli che meno tirano fuori, e quando c’e’ da tirare fuori, la fetta ve la siete gia’ presa, perche’ quello che e’ degli altri e’ di tutti, il vostro rimane vostro.
    Vecchio detto, ma sempre valido. Io non sono voi e voi non siete me.
    E questo vale per tutti e per tutta l’ italia.
    Quindi, se una parte di democrazia chiama a restare nella sua legittima casa, democraticamente, nulla da dire, e penso pure, grazie che si elargisca il 20%, come le altre regioni, chissa’, se i soldi che arrivano, anziche’ buttarli o mangiarli, e se li usassero veramente, farebbero si che ogni regione sia autonoma.
    Anch’io non faccio mai auguri e presagi a natale, e non li volgio nemmeno, ma se fosse, a una scrittrice come questa, qual’ ora lgi auguri siano d’ obbligo, straccerei davanti a lei sia l’ articolo, che le lettere che indebitamente ha postato con voce di altri, perche’ la sua si e’ capita anche troppo, e sono bastate solamente due righe.
    Se ogni etnia o regione avesse la sua dignita’ e non la sua fraudolenta promisquita’, si farebbe autonoma, e il rimanente che si da’, con un governo centrale come si deve, e che e’ quello per cui voi vorreste e vi battete a parole perche’ sia, farebbe si che le altre regioni, a un’ autonomia e ad un ‘ autosufficenza, ci arrivino, e non in tanto tempo.
    Qui si mette sempre il filo di velenino alla depetrus. Bravi, maicomplimenti.

  • myone

    Feto…tutto un programma…

  • Altrove

    Che stanchezza! quando si parla di animali morti sento sempre le solite voci che pensano di aver individuato il grosso del problema cassando gli altri per “poveri idioti”. Chi ancora paragona piante e animali, chi si aggrappa a le più inutili appendici lessicali, e chi, a mio opinione, non riesce a percepire le sfumature. Chi ancora parla di atrocità del comunismo o del fascismo, gulag e campi di sterminio. Io sono il buono. Io sono il giusto. Tutti sanno tutto, e guai a parlarne. Ah, poveri noi, se ci sentisse il vecchio caro wittgeinstein… Semba quasi un circo antropologico. Percarità, ognuno ha il legittimissimo diritto di esprimere tutto quello che vuole, anzi è doveroso, però potreste argomentare un minimo. Ma non voglio andare fuori dall’argomento dell’ articolo come altri commenti (divertitevi pure a giudicarvi a vicenda, metteremo in palio una bella medaglia per il vincitore). Tornando al pezzo permettetimi di dire un paio di cose: animali e piante non sono sullo stesso piano! E’ come paragona rocce e piante… E’ un grado di consapevolezza differente. Qui si parla di sofferenza non simbiotica. Piccolo paragone. Sentiamo male quando ci tagliamo i capelli o le unghie? Molte piante ad esempio si riproducono grazie al fatto di essere mangiate o saccheggiate dei suoi frutti. Farà loro male? recherà loro sofferenza? domanda sbagliata al principio. Qui non si parla del diritto di sopravvivenza che spesso può andare in contraddizione con la sopravvivenza delgi altri o delle altre specie, ma di rispetto. Non tenere conto delle differenze ( evolutive, se vogliamo) ci ha portati ad esempio a porre sullo stesso piano israele e palestina… Non si tratta di uccidere o non uccidere, ma di dignità, motivazione e libero arbitrio. Se questo non vi sta a cuore, fate come vi pare, ma evitiamo allora di sbraitare su libertà, democrazia e potenti oppressori dato che perdiamo ogni senso di credibilità… Non voglio offendere nessuno, ma attaccarsi a concetti che si sono letti qua e la mi sembra riduttivo in un dibattito su temi complessi come lo sfruttamento degli altri esseri viventi. Questo è il mio pensiero. Con rispetto… Ogni critica è ben accetta…

  • tersite

    Se raccogli mele, uva, arance, zucchine, pomodori…..non procuri sofferenza alle piante. Ma il discorso è lungo…secondo me l’alimentazione di un individuo non può pescidere dalle condizioni climatiche in cui egli vive o dal tipo di lavoroattività che svolge. Poi ci sarebbe un equilibrio da rispettare…ma siamo 6000000000, che vuoi rispettare?

  • veg65

    Un bellissimo articolo scritto bene e da divulgare.
    Si dovrebbero invitare a piè di pagina, commenti critici per vedere quali argomentazioni logiche trovano gli utenti.

  • Freeanimals

    Mi complimento con Altrove che ha colto in pieno il senso dell’articolo. Formidabile la testimonianza di Edgar Kupfer-Koberwitz: mi ha fatto riabilitare gli ebrei!

  • Freeanimals

    La sua è un’obiezione priva di fondamento scientifico, fatta in malafede per continuare a commettere l’ignominia di nutrirsi di cadaveri. Un saluto

  • AlbertoConti

    Bene, è una bella palestra della mente, che mente.
    Tutto si può dire e tutto si può criticare, dipende dal punto di vista. Ad es. proprio oggi si festeggia la nascita dell’Uomo, del figlio di Dio, che disse: “prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo” e se non fosse abbastanza chiaro aggiunge: “bevete il mio sangue, versato per voi …..”
    Allora che si fa? Disquisiamo tra mondo minerale, vegetale, animale?

    A mio avviso la risposta è quella di sempre, scolpita sui templi già migliaia di anni fa: conosci te stesso.
    Chiaro che non è facile, anche perchè è un fatto personale, che tutte le biblioteche del mondo non potranno mai surrogare. Però ci sono dei punti fermi, ad esempio che siamo “umani”, simili agli animali ma con una profonda differenza, cui non voglio dare un nome o un aggettivo, perchè sbaglierei sicuramente. Certo è che questa differenza ci ha salvato il culo in svariate circostanze, anche troppo visto quanti siamo diventati e quali disastri abbiamo combinato alla casa comune. Il lato positivo è che possiamo interagire tra di noi, dal clan alla globalità, e lo facciamo, con risultati eclatanti, nel bene e nel male, le due grandi categorie dell’etica. In politica c’è chi vuole più libertà e chi vuole più regole, senza capire che sono la stessa cosa, a volerle ben interpretare.
    Io mi occupo di moneta, al livello più generale possibile, ed ho scoperto l’acqua calda, che la moneta è solo un’idea, che senza regole non potrebbe esistere. Mi basta questo per capire la stupidità dei “monetaristi” e dei “liberisti”.
    Comunque è Natale, festa della famiglia, e voglio concludere tornando all’alimentazione ed al RISPETTO che ogni pensiero su di essa evoca.
    Come dice Carlin Petrini oggi non siamo noi a mangiare il cibo, ma è il cibo che mangia noi, e questo non fa una grinza, è in perfetto accordo con un mondo capovolto, dove tutto è capovolto, come il leghismo che si vorrebbe ispirare al federalismo: il federalismo è la forma di governo più evoluta e matura che potessimo concepire, ma bisogna meritarselo, senza RISPETTO è una contraddizione in termini.
    Dobbiamo sperare, lavorare, lottare anche come Donchisciotte piuttosto che niente, per raddrizzare questo mondo, se no ne rimarremo schiacciati, e sarà giusto così.

  • tersite

    se si riferisce a me non sono in malafede, anzi, consiglio a tutti di limitare o eliminare il consumo di carne. Però mi rimane difficile immaginare, magari per ignoranza, come possano rinunciare ai grassi animali coloro che vivono sotto certe temperature, in condizioni climatiche rigide. Saluti.

  • Tonguessy

    Qui non c’è uno straccio di argomentazione: solo offese gratuite, tipiche di chi ha perso la capacità di relazionarsi con i propri simili. Antropocentrismo puro classico atteggiamento dei vegani (la classe superiore dgli umani, no?), portavoci del fondamentalismo alimentare.
    La sfido a dimostrare che le piante non sono creature viventi. Nascono, crescono, si riproducono e muoiono esattamente come gli animali.

  • Tonguessy

    “animali e piante non sono sullo stesso piano
    Questa è difficile da capire. In che senso non sono sullo stesso piano? Le piante non nascono, crescono, si riproducono e muoiono come gli animali? Dov’è la differenza? A quali piani si sta facendo riferimento?

  • Freeanimals

    A Tonguessy:
    Le rispondo io. Lei potrebbe andare a leggersi due paginette, e precisamente la 106 e la 107 del libro di Tom Regan “Gabbie vuote”, Sonda, seconda edizione 2009, ma siccome non credo che ce l’abbia, le sintetizzo una risposta. Ci sono tre fattori, illuminati dal buon senso, che rendono gli altri animali nostri compagni biologici e le piante estranee a noi: il linguaggio, l’anatomia e la fisiologia.
    1) gli animali non umani, anche se non hanno l’apparato vocale come il nostro, si fanno capire lo stesso. Esempio: il gatto che chiede di uscire.
    2) Gli organi interni sono esattamente come i nostri, posizionati nella stessa maniera, come usciti da una matrice unica. Esempio: i vivisettori (purtroppo) usano i maiali per esercitarsi sui trapianti cardiaci.
    3) Le reazioni chimiche che avvengono all’interno del nostro corpo, avvengono esattamente anche all’interno del loro. Esempio: il cibo viene ingerito in una sacca chiamata stomaco, viene attaccato da succhi gastrici e viene trasformato in energia per il funzionamento corporeo.
    Le piante non hanno nulla di tutto ciò: non ci parlano, non sono strutturate come noi e hanno una fisiologia completamente diversa dalla nostra, che soprattutto non comprende un sistema nervoso che faccia loro provare dolore. Questo non significa che ci si debba accanire con il mondo vegetale, perché è doveroso rispettare ogni manifestazione della natura.
    Regan non mostra molta simpatia verso chi avanza “l’obiezione del pomodoro”, come viene chiamata in America, e anch’io mi associo a lui, giacché se lei fosse un “instancabile difensore di un corretto trattamento delle piante”, per usare le sue parole, potrebbe essere legittimato ad avanzare obiezioni, ma siccome non lo è, lei cerca solo un presunto puntello logico per continuare a mangiare carne.
    Freeanimals

  • marzian

    http://www.vegfacile.info/rapporti.html

    Ma allora anche le carote soffrono!

    Innanzitutto, i vegetali non hanno un sistema nervoso, e quindi, anche se sicuramente sono in grado di reagire agli stimoli esterni, non possiamo catalogare queste reazioni come sentimenti.

    Se anche così fosse, sarebbe un motivo in più per nutrirsi direttamente di vegetali anziché di cibi animali, perché per “produrre” carne la quantità di vegetali usata è molto maggiore di quella necessaria per il diretto consumo umano.

    Inoltre, abbiamo molti dubbi sul fatto che chi pone questa domanda abbia davvero a cuore la sofferenza dei vegetali: se è così insensibile da non aver problemi ad ammazzare animali per cibarsene, quando gli animali sono palesemente esseri senzienti che soffrono, perché dovrebbe farsi problemi ad addentare una carota? Una critica del genere fatta a un vegano potrebbe essere presa sul serio solo se provenisse da un fruttariano. Un fruttariano si ciba solo di frutta, e così facendo non causa né morte, né danno alle piante, perché la frutta si stacca dalla pianta in modo naturale. Chi è veramente interessato alla sofferenza delle piante, dovrebbe fare questa scelta.

    Se l’obiezione è invece sollevata per “dimostrarci” che non siamo coerenti fino in fondo nella nostra scelta, lasciateci rispondere “Da che pulpito vien la predica”! Chi non si preoccupa minimamente di arrecare sofferenza agli altri può star tranquillo e non essere accusato di incoerenza perché ogni cosa che fa è lecita, è la coerenza del menefreghismo. Chi invece si preoccupa di causare il minor danno possibile deve essere “perfetto”, pena il venir tacciato di incoerenza. Molto comodo!

    Ma lasciateci dire che a noi della coerenza importa ben poco. Ci importa di fare il più possibile per minimizzare la sofferenza che arrechiamo, e il fatto di non poter essere perfetti non è certo una ragione per indurci a non fare niente del tutto.

  • Tonguessy

    Ricambio la recensione con un’altra recensione: La vita segreta delle piante di Peter Tompkins. Vi si legge che le piante sono così “avanti” nelle percezioni che SENTONO addirittura l’intenzione. Un esperimento fatto con una specie di macchina della verità rivela che quando lo sperimentatore formula il pensiero di bruciare o strappare una foglia lo strumento collegato alla pianta arriva a fondo scala.

    Poi il fatto che creature siano simili a noi e quindi abbiano maggiori diritti rispetto ad altre che sono più diverse mi puzza troppo da antropocentrismo.
    Infine (ma molto importante!) i nostri sensi percepiscono una frazione MINIMA dello spettro elettromagnetico. Quindi possiamo comunicare solo con creature che abbiano almeno caratteristiche analoghe alle nostre. Creature che invece usino “frequenze” diverse da quelle che usiamo noi non sono necessariamente “inferiori”, sono solo diverse e più difficilmente comprensibili per i nostri sensi. Ricordo di un esperimento fatto con interferometria laser che permetteva di tradurre in suoni le vibrazioni delle carote. Se strappate da terra URLAVANO.
    Si può instaurare un interessante dialogo su queste tematiche se solo esiste un minimo di rispetto reciproco e non si inizia offendendo subito.

  • Tonguessy

    L’idea che le piante non abbiano un sistema nervoso è esattamente l’esatto CONTRARIO di ciò che il First Symposium on Plant Neurobiology tenutosi a Firenze nel 2005 si proponeva di confutare.
    http://ds9.botanik.uni-bonn.de/zellbio/AG-Baluska-Volkmann/plantneuro/abstracts.php
    dove si legge (tra le molte interessanti cose)
    “By the end of the 19th century, it was realised that plants were even more similar to animals than had been thought hitherto. Advances in physiology helped confirm this, especially with regard to some of the basic physiological processes, such as respiration, digestion, and cell growth, where plants often provided the material of choice for experimental studies. All principal metabolic biochemical pathways are conserved in both animal and plant cells. As a big surprise, plants have been shown to be identical to animals from several other rather unexpected perspectives.”
    “è un’obiezione priva di fondamento scientifico” direbbe Freeanimals, no?

    La questione da un punto di vista filosofico si riduce ad una semplice domanda: come possiamo sapere che le piante non provano dolore? “Perchè sono diverse da noi” è una risposta eticamente MOLTO discutibile.

    Se poi vogliamo parlare di efficienza alimentare, questo è un altro capitolo complicato. Credere che l’alimentazione vegetariana sia in qualche modo “più efficiente” dato l’enorme flusso di denaro collegato mi sembra quantomeno fuorviante. La verità è che esiste un serio problema con i cereali da quando questi sono diventati fonti energetiche alternative (ad esempio), proprio perchè al capitale non importa quanti milioni di persone muoiono di fame, ma quanti milioni incrementano il capitale stesso.
    A sentire poi l’antropologo Marvin Harris il consumo di carne dovrebbe essere sostituita dal consumo di insetti. La carne degli insetti eguaglia per lo meno le carni rosse e il pollame. Cento grammi di termiti africane contengono 610 calorie, 38 grammi di proteine, 46 grammi di grassi. In confronto, un hamburger cotto, a medio contenuto di grasso, offre solo 245 calorie, 21 grammi di proteine e 17 grammi di grassi.
    Ma tutti noi reputiamo questa una scelta esecrabile, esattamente come i vegani considerano esecrabile il consumo di carne.

  • Freeanimals

    Guardi che non l’ho offesa! Forse ha male interpretato le mie parole: ho solo detto che non mi sono simpatiche le persone che cercano giustificazioni logiche o morali per continuare a commettere il male. Lo fanno tutti, lo fanno troppi e non è cosa sana, costruttiva, perché genera ristagno maleodorante di concetti inaccettabili. Qui stiamo parlando di miliardi di creature senzienti assassinate giornalmente dall’Homo sapiens, non dimentichiamolo.
    Entrando nel merito: la ringrazio per la segnalazione. Non avevo mai sentito parlare di Tompkins: è una mia lacuna. Piuttosto, lei ha sentito parlare di Ron Hubbard, quello di Scientology? Agli inizi della sua carriera, poiché il suo campo di ricerca era la mente, faceva esperimenti sulle piante e io ricordo di aver visto una foto che lo ritraeva mentre metteva elettrodi a una pianta di pomodori. Ricordo che a quell’epoca, (anni Settanta?) ci fu una serie televisiva intitolata “La traccia verde”, un giallo in cui l’assassino veniva smascherato grazie all’aiuto di una pianta, cioè alle vibrazione che essa emetteva in presenza del colpevole. Ebbe un certo successo di pubblico. Non so se gli studi sulla sensibilità delle piante siano proseguiti, ma so che Hubbard è diventato miliardario con la sua chiesa, o setta che dir si voglia, ed è finito anche nelle aule di tribunale con l’accusa di plagio.
    Quando dice che …”le puzza di antropocentrismo”, forse vuole dire “antropomorfismo”? Cioè, secondo lei, provare compassione per un manzo condotto al macello, ma non per una patata strappata dalla terra, è sbagliato perché noi e il manzo siamo mammiferi e pertanto la nostra valutazione è viziata da un’affinità che con la patata non abbiamo. Siamo arrivati a questo punto? Quello che per me, l’affinità, è motivo per NON uccidere, per lei è motivo per uccidere? E’ un’autorizzazione per mangiare sia il manzo che la patata? Quali meccanismi logici la portano a ragionare così? L’utente Marzian le ha dato una risposta esauriente sulle sue eventuali intenzioni, non del tutto limpide. Anche se a lei sembreranno tali. Lei capirà che le conclusioni a cui giunge mi sembrano illogiche e un po’ disoneste intellettualmente, e che qualunque persona di buon senso potrebbe trovarle offensive, dando luogo a una certa irritazione. Se però questa irritazione traspare dalle righe che scrivo, ecco che lei si lamenta dicendo: “se solo esiste un minimo di rispetto reciproco e non si inizia offendendo subito”.
    Insomma, vabbé che stiamo parlando di piante, ma avere la coda di paglia in questo modo, no, per piacere. Piuttosto, quando dice che non tutto ciò che vediamo è tutto ciò che esiste, cioè quando parla di “frequenze” diverse da quelle che usiamo noi” sono d’accordo con lei. Tanto che mi fa venire in mente il libro di Giuliana Conforto, che ho appena comprato, che s’intitola “Universo organico e l’utopia reale”, ma su cui mi sono arenato per…l’astrusità dei concetti che espone. Non è detto comunque che, piano piano, riuscirò anche a finirlo. Come mi sembra un po’ astrusa l’idea dell’urlo della carota. Sembrerebbe più una trovata fantascientifica, ma se dovessero capitarmi libri che ne parlino, non li scarterò a priori. Negli anni Sessanta ci fu un americano, John Lilly, che studiava i delfini, ma almeno, che i cetacei parlino tra loro non ci piove, mentre sulle capacità di comunicazione delle carote tra loro non se ne sa nulla. A meno che non ci sia un complotto per tenercelo nascosto, penso che sia solo mera fantasia. Grazie. Alla prossima. FreeAnimals

  • Affus

    grazie degli augurie e buon anno .

  • Affus

    Quoto al 100% pur non evendo letto l’articolo ma solo il suo commento.-
    Confondere uomini ,animali, piante ,laghi , fiumi, alberi sacri ,animali sacri è proprio dell’animismo : Uno spiritualismo senza senso.
    Nella bibbia è predicato il rispetto degli animali e delle piante solo perche queste possono permettere e far sopravvivrere la vita dell’uomo sulla terra . Tutto è in funzione dell’uomo e delle sua oragizzanione sociale . L’ambiente e gli animali debbo servire a questo .
    Il resto confonde solo le idee sul sensa delle vita umana.

  • marzian

    Ti ringrazio per i riferimenti: ho ordinato il testo di Tompkins-Bird e sto scaricando il relativo documentario. Leggo comunque da Wikipedia che la questione é controversa:

    The ideas behind plant neurobiology were criticised in 2007 by Amedeo Alpi and 35 others in Trends in Plant Science[5] Their main argument was that

    * “plant neurobiology does not add to our understanding of plant physiology, plant cell biology or signaling”.
    * “there is no evidence for structures such as neurons, synapses or a brain in plants”.
    * the common occurrence of plasmodesmata in plants which “poses a problem for signaling from an electrophysiological point of view” since extensive electrical coupling would preclude the need for any cell-to-cell transport of a ‘neurotransmitter-like’ compounds.

    Comunque sia, il problema é proprio la coerenza del menefreghismo. Anche se non fosse eticamente perfetta e coerente, perlomeno una dieta vegan permette fi ridurre parte della sofferenza.

  • Tonguessy

    Il testo è decisamente controverso: serve per un dialogo più che per offrire la prova definitiva.
    Detto questo l’idea che l’unico sistema in grado di percepire la sofferenza sia quello elettrochimico (cioè quello umano) è una forma smentita dalle ricerche di vedere le altre creature come esseri “inferiori” in quanto definitivamente diversi.
    Dire poi che la dieta vegana riduca la sofferenza senza avere perfettamente compreso cosa “sofferenza” significhi esattamente in quelle specie così lontane da noi, lo trovo sinceramente incomprensibile.

    Che tu ci creda o no puoi comunicare con le piante. Non hai dialoghi con raffinate strutture logiche come quelle che gli umani hanno elaborato nel corso dei millenni. E’ solo tutta un’altra cosa, ma c’è. Ed è un peccato che chi si ciba di loro lo facciano senza onorarne il sacrificio. Oh, certo, chi si ciba di animali non è da meno. Ma due torti fanno una ragione?

  • Tonguessy

    Guardi che non l’ho offesa! Forse ha male interpretato le mie parole: ho solo detto
    La sua è un’obiezione priva di fondamento scientifico, fatta in malafede per continuare a commettere l’ignominia di nutrirsi di cadaveri.

    Certo che messa così, devo proprio avere interpretato male, no?

  • marzian

    Ma due torti fanno una ragione?

    No. Ma questo dovrei dirlo io.